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	<title>scrittura Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Silvia e i suoi &#8220;Lacerti d&#8217;anima&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 10:22:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Ringraziamo di cuore Silvia Lisena per questa intervista. Silvia Lisena è molte cose. La quarta di copertina di “Lacerti d&#8217;anima” che riporta la sua biografia colpisce. Insegnante presso la scuola media&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="480" height="597" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16908" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena-241x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 241w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></figure>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Ringraziamo di cuore Silvia Lisena per questa intervista. </p>



<p></p>



<p></p>



<p>Silvia Lisena è molte cose. La quarta di copertina di “Lacerti d&#8217;anima” che riporta la sua biografia colpisce. Insegnante presso la scuola media di Cornaredo, consigliere comunale, componente del Gruppo Donne della UILDM e ovviamente scrittrice.</p>



<p>Il suo “Lacerti d&#8217;anima” ha ricevuto una menzione d&#8217;onore al Premio Culturale Internazionale Unicamilano 2020 e una segnalazione di merito al Premio Letterario Samnium 2020.</p>



<p>Oggi ce ne parla attraverso questa intervista:</p>



<p><strong>La corporeità sembra essere uno dei fili conduttori di questa raccolta, sin dal titolo “Lacerti d&#8217;anima”, vuoi dirci di più&#8230;</strong></p>



<p>La scelta di questa parola è data dalla possibilità di ritrovare suoni dolci e duri nello stesso tempo, ci sono infatti lettere come la “c” ma anche la “r” e la “t”. Quest&#8217;unione di suoni differenti trova un parallelo con la realtà della vita e nel rapporto che abbiamo col nostro corpo.</p>



<p><strong>Ritroviamo spesso la parola fragilità nelle tue poesie&#8230;cosa significa per te? Ti senti fragile o ti sei sentita fragile?</strong></p>



<p>Io intendo la fragilità come caratteristica che ci accomuna, non come una marca di diversità. Un elemento che permette il confronto. L&#8217;esperienza della pandemia ha tirato fuori proprio le fragilità nascoste di ognuno di noi. Se ci riflettiamo bene questa caratteristica non è sempre sintomo di debolezza, siamo noi che abbiamo interiorizzato la dicotomia forte/debole.</p>



<p><strong>Quanto c&#8217;è di autobiografico in “Lacerti d&#8217;anima”?</strong></p>



<p>Quasi tutte le poesie sono autobiografiche eccetto “Tradimento” che ,in realtà, nasce semplicemente da una riflessione sull&#8217;argomento. Non l&#8217;ho mai sperimentato nel rapporto di coppia.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="500" height="778" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16909" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima--193x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 193w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>



<p><strong>Quando hai iniziato a scrivere e perchè?</strong></p>



<p>Il 2014 non è solo l&#8217;anno in cui ho iniziato a scrivere in versi, ma rappresenta un momento di svolta.</p>



<p>Sono stata, infatti, ricoverata in terapia intensiva per una polmonite batterica. In questi momenti critici, ho fatto un bilancio della mia vita e ne sono scaturite, conseguentemente, una serie di riflessioni su quanto sia importante vivere la propria vita appieno, cogliendo le opportunità che ci si presentano.</p>



<p>Nel Giugno dello stesso anno, ho anche organizzato un evento dal titolo “Arte sbarrierata”, nato con l&#8217;intento dell&#8217;incontro e del dibattito sull&#8217;arte in tutte le sue forme, dalla scrittura alla danza e infine al teatro. Mi piacerebbe riproporlo prima o poi&#8230;</p>



<p>L&#8217;autoconsapevolezza e la militanza per vedere riconosciuti diritti fondamentali è arrivata, invece, ad Ottobre, grazie all&#8217;incontro con il Gruppo Donne della UILDM.</p>



<p><strong>Nella raccolta nomini una certa Ida&#8230; ti va di dirci di più..</strong></p>



<p>Ida è una signora anziana che ho conosciuto all&#8217;Alzehimer Cafè, un&#8217;iniziativa svoltasi presso il Centro Anziani di Cornaredo. Due sabati al mese circa, si è creata l&#8217;opportunità di far incontrare gli anziani non più autosufficienti o soli con esperti e non. Questo si è realizzato attraverso varie attività, tra cui uno storytelling creativo che ha prodotto anche un libricino.</p>



<p>Sono rimasta colpita proprio da Ida per via della sua storia misteriosa, ma anche per il legame che siamo riuscite a creare in poco tempo. Quest&#8217;esperienza mi ha fatto riflettere sull&#8217;amore incondizionato, senza pretese e che non chiede nulla in cambio.</p>



<p><strong>Pensi che pubblicherai ancora poesie?</strong></p>



<p>Prediligo la prosa. Al momento, comunque, collaboro alla realizzazione di alcune antologie e sto scrivendo un romanzo.</p>
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		<title>Raccontarsi (a modo mio): Marjola Saliu</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 08:50:09 +0000</pubDate>
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<p>A cura di Jorida Dervishi</p>



<p></p>



<p>Marjola Saliu, nata nel 1982 a Mallakaster, Albania da una famiglia di insegnanti. Cresciuta tra i libri, scopro prestissimo la mia passione per la scrittura. Scrivo poesie da quando avevo 12 anni vincendo anche diversi premi regionali. Laureata nel 2004 all&#8217;Università di Valona presso la Facoltà di Infermieristica Generale con il massimo dei voti. Nonostante il titolo di studio, la passione per la letteratura non mi ha mai abbandonata.</p>



<p>Da maggio 2007 vive in Italia. Nel 2017 ho partecipato al concorso Premio Internazionale di Poesia &#8221; Giulietta e Romeo Savorgnan&#8221; organizzato dall&#8217;Accademia Città di Udine e viene classificata quinta. La poesia (Il volto dell&#8217;anima) è stata inclusa nell&#8217; antologia che loro pubblicano ogni anno .</p>



<p>Scrive in entrambe le lingue.</p>



<p>A giugno del 2020 ha autopubblicato il suo primo e-book su Amazon Kindle &#8220;Il diritto di sognare&#8221;.</p>



<p>In collaborazione con un bravissimo autore emergente Dave Given, hapubblicato il dicembre scorso la raccolta poetica &#8221; L&#8217;amore è un apostrofo nero tra le parole distinti e distanti&#8221;</p>



<p></p>



<p>Marjola afferma:</p>



<p>la poesia mi accompagna da sempre. È la mia migliore amica, la mia confidente, la mia psicologa.</p>



<p>Attraverso lei riesco a capirmi meglio e di conseguenza anche a capire gli altri e farmi capire.</p>



<p>Per una persona timida e introversa come me è stata ed è un importante canale di comunicazione con il mondo esterno.</p>



<p>Scrivendo sono riuscita a costruire ponti che mi hanno portato al cuore di tante meravigliose persone.</p>



<p>La poesia è in gran parte emozione e quindi si nutre di qualsiasi cosa che mi fa emozionare.</p>



<p>Questo può essere un soffio di vento, il mare, le onde, l&#8217;universo intero ma soprattutto le persone.</p>



<p>Le persone con le loro storie, le loro passioni, le loro preoccupazioni.</p>



<p>Divento ricca ogni volta che qualcuno leggendomi, prende il coraggio di scrivermi raccontando un pezzo del proprio cuore e della propria vita.</p>



<p>La poesia può passare solo da cuore a cuore secondo me. Non c&#8217;è altra via.</p>



<p>E se quello che scrivo sarà rimasto in almeno uno di questi cuori, ne sarà valsa la pena.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>in ogni piccola rivoluzione</p>



<p>che mi fai scoppiare dentro.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>ogni volta che ti sposti</p>



<p>per mettermi al centro.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>tutta, intera, senza esclusione alcuna</p>



<p>tu mi hai</p>



<p>in un modo assoluto e profondo</p>



<p>come non hai mai avuto nessuna.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>in ogni piccolo respiro</p>



<p>mi hai</p>



<p>anche quando cerchi di prendermi in giro.</p>



<p>Mi hai, ti ho, ci abbiamo</p>



<p>e fino ad ora l&#8217;amore che conoscevamo</p>



<p>era un involucro vuoto e deserto</p>



<p>ora che mi hai, ora che ti ho</p>



<p>tutto l&#8217;universo abbiamo dentro.</p>



<p>…</p>



<p>Ci può essere mai musica dentro la morte?</p>



<p>O siamo noi che per paura la vestiamo di suoni?</p>



<p>Ci può essere mai una melodia</p>



<p>Quando insieme all&#8217;innocenza</p>



<p>Ti bruciano la vita e i sogni?</p>



<p>Che musica può esserci dentro l&#8217;oblio</p>



<p>Dentro la miseria,la fame,la paura</p>



<p>Che musica c&#8217;è dentro un addio</p>



<p>Che spera di trovare a questo mal di vivere, oltremare una cura.</p>



<p>Ci può essere musica dentro la morte</p>



<p>In questo viaggio insensato chiamato storia</p>



<p>Ci inventiamo alibi per non vedere la nostra brutta sorte</p>



<p>Alziamo il volume per non sentire le urla della memoria.</p>



<p>Può mai vivere la musica dentro il vuoto</p>



<p>Questo grande vuoto in cui tutti ormai viviamo</p>



<p>Il mare diventa una montagna di vite dimenticate</p>



<p>E noi intanto altre morti fintamente commemoriamo.</p>



<p>…</p>



<p>Mi sento così piccola</p>



<p>e nonostante questo</p>



<p>sembra che non ci sia</p>



<p>posto per me</p>



<p>in questo grande universo&#8230;</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Categorie protette, anoressia e amore per la vita</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 09:43:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Maria Cristina Pizzuto e la ringrazia per la sua testimonianza. A cura di Alessandra Montesanto Sono nata a Milano e la mia infanzia l&#8217;ho trascorsa a Bresso&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha intervistato Maria Cristina Pizzuto e la ringrazia per la sua testimonianza.</p>



<p>A cura di Alessandra Montesanto </p>



<p>Sono nata a Milano e la mia infanzia l&#8217;ho trascorsa a Bresso (MI)</p>



<p>All&#8217;età di 13 anni la mia famiglia si è separata. Mio papà è rimasto a Bresso, (MI) mentre io e mio fratello di 10 anni in meno di me, siamo andati ad abitare a Gorgonzola (MI).</p>



<p>Ho frequentato lì tutte le superiori. Era un Liceo scientifico sperimentale ad indirizzo ambientale.</p>



<p>Ho fatto i primi 6 mesi di università alla Bicocca con facoltà di Geologia. Al secondo anno avrei potuto prendere l&#8217;indirizzo di geologia marina ma mi sono fermata molto prima perché avevo capito che non era quella la mia vera vocazione. Appena ho trovato lavoro sono uscita da scuola.</p>



<p>Ho scritto dalla terza media circa, in primis poesie poi mi sono dedicata sia a quelle che a scrivere racconti con modalità diverse di scrittura.</p>



<p>Attualmente abito a Fara Gera d&#8217;Adda (BG) e ho da poco un contratto di collaborazione occasionale con un&#8217;azienda di Energia Luce/Gas.<br><br>Fai parte delle cosiddette&nbsp;&#8220;categorie protette&#8221;: ci puoi spiegare in cosa consistono, se ci sono dei vantaggi oppure no nel farne parte e perchè tu ne faccia parte? </p>



<p>Sì certo. Io ne faccio parte perchè 4 anni fa mi sono ammalata e il mio fisico non può più fare alcuni movimenti ripetitivi e ha una bassissima resistenza allo sforzo. In realtà non è che appartenere alle Categorie Protette sia un grande privilegio. Questo vuol dire che hai un handicap e se questo non viene riconosciuto più del 75%, non ti spetta nessun aiuto economico. Come nel mio caso. Così devi cercare di sopravvivere come puoi visto che lo Stato non ti aiuta, come anche il collocamento mirato per la ricerca di un lavoro consono alle tue problematiche.<br>Insomma non è per niente vantaggioso ed è molto difficoltoso andare avanti, ma fortunatamente ho un buon carattere e non mi arrendo tanto facilmente. Ho sempre speranza in un futuro migliore, anche se so che dovrò fare fatica. </p>



<p>Ti occupi anche di scrittura. Perchè hai scelto questa forma di comunicazione, cos&#8217;è per te la scrittura? </p>



<p>In realtà è una passione che mi porto dietro da quando sono giovane ed è iniziato tutto come una forma di sfogo. Mettevo su carta tutte le emozioni e sensazioni provate. Poi andando avanti con gli anni sono cambiata e così anche il mio modo di vedere la scrittura. Volevo portare tramite i miei scritti un messaggio al mondo, seppur nascosto all&#8217;interno della trama del libro. E così ho fatto.</p>



<p>Parli di anoressia. E&#8217; un&#8217;esperienza diretta? E, in caso, cosa vorresti consigliare sia a chi ne soffre sia a chi cerca di sostenere le persone affette da questa malattia? </p>



<p>Si, è un&#8217;esperienza che ho vissuto più o meno a 16 anni. E&#8217; stata bruttissima: vivevo perennemente in un tormento interiore succube di emozioni confuse e contrastanti, persino con la mia indole. Mi stavo trasformando in qualcosa che non ero e non lo potevo permettere. Così ho deciso di uscire e ci sono riuscita, ma gran parte della mia forza la devo alla Fede in Dio e in Cristo. Il messaggio contenuto in questo libro &#8220;Boccioli di Rose: diario di un&#8217;anoressica&#8221; è fondamentalmente la speranza. Si può uscire da quel tunnel ma ci vuole una volontà sovrumana, ma si può, e come ce l&#8217;ho fatta io, che non sono nessuno, possono farcela anche tante altre persone.<br>Fatevi aiutare in qualsiasi modo, ma soprattutto dovete volerne uscire con tutte le vostre forze, se no risulterà sempre un fallimento che si perpetuerà nel tempo. E&#8217; una malattia subdola, ma nel libro spiego come ho fatto ad uscirne, e mi sono permessa, in base alla mia esperienza, di dare consigli sia alle persone affette da questa malattia che ai famigliari.</p>



<p>Ci parli dell&#8217;Antropologia gnostica e del motivo per cui sei interessato a questa disciplina?</p>



<p>Sono sempre stata curiosa dell&#8217;universo, dell&#8217;uomo e dei meccanismi che regolano la vita. Questa curiosità mi ha spinto a frequentare questa disciplina, da cui però mi sono staccata dopo dieci anni di frequentazione. Il passo è stato fatto quando ho capito che questo corso andava a fomentare la mia superbia, il desiderio di voler essere qualcuno o di essere importante nella vita. Niente di più sbagliato perchè l&#8217;amore è puro altruismo e non ha un fine anche personale. E&#8217; stata dura rendersene conto, ma quando ho compreso che stavo seguendo una strada sbagliata alla finalità del mio cuore, mi sono staccata.</p>



<p>Credi che si possa amare la vita, nonostante tutto?&nbsp;</p>



<p>Assolutamente si. Se si guarda la bellezza del mondo ci si rende conto di trovarsi all&#8217;interno di un meccanismo regolatore talmente complesso da far rimanere stupefatti. Dalla perfezione della corolla di un fiore, a quella di un essere vivente in carne e ossa. La vita stessa è un miracolo e solo per questo dovrebbe andare rispettata. Poi noi esseri umani, con i nostri egoismi, roviniamo ciò che c&#8217;è stato donato, e le nostre debolezze non ci permettono di vivere una vita serena. Ma dovremmo cominciare a capire che siamo solo noi che possiamo decidere come vivere questa vita, perchè la società è una costruzione dell&#8217;uomo, e solo l&#8217;uomo, con le sue scelte, la può modificare.<br>La vita non è brutta, siamo noi con i nostri capricci o con ciò che non accettiamo la rendiamo tale, ma la realtà oggettiva è che è estremamente semplice. Una volta che i tuoi occhi percepiscono questa semplicità non puoi che rimanere meravigliato della sua bellezza anche se siamo circondati dalle tenebre.</p>
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		<title>Dalla Poesia alla&#8230;Filosofia !</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2021 09:21:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani, oltre ai laboratori formativi che riguardano la Giustizia sociale e il Cinema e le periferie, propone il seguente: Se interessati; scrivete pure a: lale.monte@gmail.com oppure peridirittiumani@gmail.com Dalla Poesia alla&#8230;Filosofia&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="873" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-TI-SONO-GRATA--1024x873.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15633" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-TI-SONO-GRATA--1024x873.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-TI-SONO-GRATA--300x256.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-TI-SONO-GRATA--768x655.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-TI-SONO-GRATA--1536x1310.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Copertina-TI-SONO-GRATA--2048x1747.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong>, oltre ai laboratori formativi che riguardano la Giustizia sociale e il Cinema e le periferie, propone il seguente:</p>



<p>Se interessati; scrivete pure a: lale.monte@gmail.com oppure peridirittiumani@gmail.com </p>



<p><strong>Dalla Poesia alla&#8230;Filosofia</strong></p>



<p>Partendo dalla lettura della raccolta di poesie intitolata “Ti sono grata in silenzio”, Nulla die edizioni, di Alessandra Montesanto, il laboratorio consiste nell&#8217;affrontare alcuni argomenti filosofici che, da Platone ad Erasmo da Rotterdam, riguardano in particolare:</p>



<ul><li>la categoria del Tempo (con riferimentoa Sant&#8217;Agostino e alla serie TV “DARK”)</li><li>cosa si intende per follia (con riferimento ad Alda Merini e al pittore Ligabue)</li><li>che importanza diamo oggi alle emozioni (con riferimento a Umberto Galimberti)</li></ul>



<p>Il laboratorio è rivolto alle classi delle scuole SUPERIORI</p>



<p>Prevede due ore di lezione in presenza oppure online con la proiezione di materiale visivo.</p>



<p>Previa lettura della raccolta di poesie da parte dei partecipanti.</p>



<p>Gli studenti saranno, poi, chiamati a realizzare un proprio lavoro finale (poetico o visuale) che verrà pubblicato sul giornale online dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani (www.peridirittiumani.com)?utm_source=rss&utm_medium=rss e sui canali social della stessa e/o in una mostra all&#8217;interno dell&#8217;istituto scolastico.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>La nostra sorellanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 10:13:34 +0000</pubDate>
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<p>E&#8217; con grande piacere e soddisfazione che oggi vi diamo la notizia dell&#8217;uscita di un libro sottile, ma molto importante. Si intitola <strong><em>&#8220;La nostra sorellanza&#8221;</em></strong> (uscito per Multimage); il titolo è anche quello del laboratorio da cui deriva, organizzato da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> e Progetto Aisha, un&#8217;associazione, guidata dalla bravissima Amina Al Zaeer, per dare sostegno alle donne vittime di violenza domestica. </p>



<p>Un laboratorio di donne italiane e straniere, di ogni fede, nazionalità, estrazione sociale; un laboratorio di scrittura creativa sull&#8217;espressione di Sè. </p>



<p>Grazie all&#8217;impegno delle donne, alla loro sensibilità e, in particolare, alla volontà di mettersi a nudo e in gioco, sono stati scritti testi, poesie, pensieri, lettere di grande profondità, emozionanti, di spessore. Testi che parlano di emozioni, sentimenti e bisogni universali. </p>



<p>Vorremmo che queste parole viaggiassero il più possibile per creare una rete affettiva e di conoscenza reciproca, per fare intercultura, per imparare a capirci e a rispettarci di più; vorremmo che andasse nelle <strong><em>scuole</em></strong> e in <strong><em>università </em></strong>come esperimento sociologico anche per continuare il progetto insieme; vorremmo organizzare presentazioni; vorremmo che i giornalisti ne dessero risalto. Crediamo nella ricerca sul campo e nella cultura che, dal basso, arriva sempre più in lato, per affermare i diritti di tutte e di tutti. </p>



<p>Se, infine, volete sostenerci, potete acquistare il libro (a 10 euro), scrivendo alla email: peridirittiumai@gmail.com, con il vostro nominativo- indirizzo compreso di CAP.  </p>



<p>Vi saremmo grate/i se vorrete seguirci nelle nostre avventure!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="714" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15108" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-2-300x209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-2-768x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>“LibriLiberi”. Brama</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 08:51:20 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="345" height="499" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/51SvJhE1YL._SX343_BO1204203200_-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13795" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/51SvJhE1YL._SX343_BO1204203200_-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 345w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/51SvJhE1YL._SX343_BO1204203200_-1-207x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 207w" sizes="(max-width: 345px) 100vw, 345px" /></figure></div>



<p>di
Alessandra Montesanto</p>



<p><em>Brama.
</em>Un
termine, forse, un po&#8217; desueto per indicare una volontà, un
desiderio, una necessità. Nel caso della protagonista del romanzo di
Ilaria Palomba (per Giulio Perrone Editore) si tratta di un bruciante
bisogno di approvazione. 
</p>



<p>Bianca è una trentenne che fatica a stare al passo con il Presente sempre più esigente sul piano umano e sociale, che ha inseguito una figura paterna giudicante, che si è sentita inadeguata fin da piccola Ha tentato il suicidio, è stata ricoverata più volte in psichiatria fino a quando incontra il Prof. Carlo Brama. Filosofo, affascinante, affabulatore. Un uomo. Per Bianca la compensazione illusoria per le  proprie mancanze. Lei fragile, lui forte. Lei troppo insicura, lui prepotente. Lei si abbandona ad un amore malato. Lui ne approfitta. E così si crea la tessitura di un rapporto sbilanciato, dove Bianca diventa trasparente e la Brama (metaforica nel cognome del co-protagonista) mefistofelica.  </p>



<p>Un
testo duro, secco anche nella scrittura, dove le frasi sono scarne
come l&#8217;anima della ragazza che, con il suo vissuto, accusa e condanna
il nostro vivere affamato di apparenza e di successo fino al punto da
diventare carnivori. Smangia il corpo, la brama, e la ragione.
Nemmeno Jung, le terapie, gli affetti restanti, possono curare se non
c&#8217;è uno scatto di ribellione contro il masochismo. E allora che
avvenga la catarsi, anche tramite la parola sulla pagina, strumento
di espressione, di liberazione e di ritrovato amore per se stessi. 
</p>
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		<title>HOMO VACUUS: concorso letterALpoetico Fotografico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 09:08:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>VI Edizione del Concorso LetterALPoetico Fotografico e III Edizione del Concorso per Audiovisivi Fotografici &#8220;HOMO VACUUS&#8221;. Trovate tutti i dettagli sul Sito di Associazione Licenza Poetica, dove potrete scaricare il pdf del bando. Associazione&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>

VI Edizione del Concorso LetterALPoetico Fotografico e III Edizione del Concorso per Audiovisivi Fotografici &#8220;HOMO VACUUS&#8221;.</p>



<p>Trovate tutti i dettagli sul Sito di Associazione Licenza Poetica, dove potrete scaricare il pdf del bando.</p>



<p></p>



<p><strong>Associazione Per i Diritti umani è contentissima di essere nella giuria del concorso rivolto agli studenti delle scuole superiori. Partecipate numerosi! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f642.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f642.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </strong></p>



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		<title>“LibriLiberi”. Un matrimonio americano</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2019 09:06:26 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Roy e Celestial, due giovani belli, colti, entusiasti. Roy e Celestial si sposano giovani. Roy e Celestial sono neri di Atalanta.</p>
<p>Una sera, dopo una cena con i genitori di lui – Olive e Big Roy – decidono di fermarsi nell&#8217;unico hotel di Eloe, la cittadina dove tutti si sono incontrati. I due ragazzi litigano, Roy esce per rinfrescarsi le idee e viene interpellato da una signora di mezza età che, la mattina successiva, verrà trovata senza vita. In pochi istanti, l&#8217;esistenza di Roy e Celestial verrà stravolta perchè l&#8217;uomo sarà accusato di aggressione e stupro e trascorrerà in carcere cinque, lunghi anni.</p>
<p>Questa la sinossi dell&#8217;ultimo romanzo di Tayari Jones, collaboratrice del New York Times e vincitrice di numerosi premi letterari; l&#8217;opera si intitola <i>Un matrimonio americano</i>, e in Italia è edito da Neri Pozza.</p>
<p>Americani sono i protagonisti: Roy è nato in Lousiana e Celestial in Georgia, ma le loro antiche origini sono afro, origini evidenti dal colore della pelle, dai ricci dei capelli e dai tratti delle personalità di tutti i personaggi neri descritti dall&#8217;autrice: coraggiosi, forti, spavaldi, tenaci.</p>
<p>Ricordano il silente vecchio noce, al centro di un cortile, di un appartamento in cui si svolge la seconda parte della storia, quando Roy esce di prigione e deve affrontare la realtà.</p>
<p>I suoi anni in carcere sono stati duri, soprattutto perchè lui è vittima di un tremendo “errore” giudiziario: o meglio, è stato un capro espiatorio che denota tutto il razzismo ancora vitale nella società occidentale di oggi. Ma per lui le cose sono complicate anche dal fatto che Celestial ha deciso di iniziare una relazione con il loro amico comune, Andre, da sempre innamorato di lei.</p>
<p>Sembra un banale triangolo, ma così non è: la questione rivela, innanzitutto, quanto la volontà di un sistema scorretto che mette in galera gli innocenti possa devastare le persone e le relazioni umane. Il carcere, così concepito, non è affatto strumento di recupero, ma di annullamento di autostima e di speranze. In secondo luogo, emergono le difficoltà di restare fedeli, non solo alle persone che si sono amate, ma ai princìpi di onestà e di giustizia. Celestial è una figura centrale (così come Olive, due donne fondamentali nella vita di Roy e nella narrazione): combattuta tra il “dover” essere ciò che gli altri si aspettano da lei e il suo “voler” essere se stessa. Così come sono importanti le figure paterne del protagonista (Big Roy, il padre adottivo e Walter, genitore biologico, conosciuto tra le mura dell&#8217;istituto di pena): entrambi, uno con la saggezza di chi ha saputo amare e l&#8217;altro con la durezza di chi ha sbagliato molto, insegnano a Roy come diventare adulti in un mondo che discrimina, senza perdere la dignità. Un romanzo che di persone vere, con tutte le sfaccettature degli esseri umani. Non di bambole&#8230;</p>
<p>La vicenda è raccontata dai tre protagonisti, ad ognuno di loro viene data la possibilità di spiegare il proprio punto di vista, senza mai che la Jones diventi giudice perchè sa bene quanto sia difficile capire le pieghe dell&#8217;animo umano. Lo scandaglia con grande maestria, facendo parlare uomini e donne, giovani e meno giovani. Emerge, sì, la denuncia dell&#8217;ottusità ancora in voga nelle istituzioni americane (e non) nei confronti della comunità nera, ma questo romanzo si apre a considerazioni serie sulla Giustizia, sul Tradimento e sul Perdono, prima di tutto di se stessi.</p>
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		<title>Un Convegno nel Carcere di Larino per la giornata contro la violenza sulle Donne</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 08:05:24 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/carcere-di-Larino.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11767" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/carcere-di-Larino.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="450" height="460" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/carcere-di-Larino.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 450w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/carcere-di-Larino-293x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 293w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione della giornata contro il Femminicidio il 26 novembre si è tenuta presso la Casa circondariale di Larino una conferenza che ha visto partecipi <b>il Direttore del carcere, Rosa La Ginestra, la Preside dell’Istituto Alberghiero di Termoli la Prof.ssa Maria Chimisso,la Prof.ssa Virginia Nararpasquale e l’attrice Sara Nanni</b> <b>e la scrittrice Patrizia Angelozzi.</b></p>
<p>Ciascuno, a modo proprio, ha dato un contributo, affrontando il tema della violenza in tutte le sue sfaccettature e spaziando tra le varie epoche fino ad arrivare all’attualità.<br />
Si è palesata la condizione delle donne internate durante il periodo fascista nei manicomi, etichettate come ‘diverse’ perché troppo loquaci, ninfomani o prive del desiderio di maternità. La situazione atroce di queste, sottoposte a femminicidi legalizzati, ritrovate nelle poesie di Alda Merini, poetessa dei nostri giorni che sperimentò sulla propria pelle le nefandezze della reclusione in tali istituti. Le opere tratte dai suoi scritti sono state lette e recitate in questo incontro insieme al ripercorrere storia ed eventi di violenza su di loro.</p>
<p><b>Molto toccante è stato l’intervento da parte degli uomini-detenuti</b>, artefici di elaborati commoventi rivolti non solo contro la brutalità dell’uomo ma anche e soprattutto sul ruolo imponente, in termini di valori, della figura femminile, apparentemente fragile ma dalla tenacia e forza in grado di ‘spostare montagne’.</p>
<p><b>Coinvolgente il dialogo inscenato tra l’attrice Sara Nanni e da uno dei ragazzi</b> che si è improvvisato ‘attore’ nel pezzo interpretato nei teatri e nelle Tv, da Paola Cortellesi e Claudio Santamaria.</p>
<p><b>Alcune testimonianze –Lettere dal carcere</b></p>
<p><b>G.:</b> Ci ricordiamo delle donne e del loro dolore soprattutto in questi giorni, dimenticando a volte che ognuno di noi ha avuto una piccola-grande donna. Ne ho conosciuta una che con un marito condannato all’ergastolo è stata messa a dura prova dalla vita, rimasta sola con quattro figli ma mantenere, crescere. Immaginate quanto sia stato difficile per lei, in quanto il padre dei suoi figli non è stato di certo un esempio di vita. Nella mia esperienza personale posso confermare che se sono un uomo migliore ed un papà presente ed il merito è soprattutto della mia ‘piccola – grande donna’.</p>
<p><b>A.: </b>Ringrazio tutte le persone che si sono prestate ad un convegno su questo tema, dedicato a quante subiscono tutti i giorni violenze, sopraffatte dalla paura, solo per aver amato. A voi dico, non perdete tempo, urlate e chiedete aiuto alle istituzioni affinché tutto questo finisca per sempre. E mi appello a te, anima malata, sii saggio, recati in un Centro specializzato, facendo questo saremo orgogliosi di averti aiutato e non condannato.</p>
<p><b>T.:</b> Donna, nostra creatrice. Uomini che hanno malattie mentali, pieni di possessività. Sono amori malati. Uomini che non andrebbero chiamati ‘uomini’. La donna va supportata, amata, gratificata. Dall’adolescenza all’età adulta. Non c’è cosa più bella di crescere insieme alla propria donna, guardarsi con le dita incrociate e affrontare tutte le cose belle e meno belle della vita insieme. Mia moglie cresce tre figli, da sola e affronta tutti gli ostacoli della vita. Vi ringrazio di avermi dato modo di esprimere i miei pensieri.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“LibriLiberi”: ALBA, di Selahattin Demirtaş</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2018 07:27:55 +0000</pubDate>
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<p>Selahattin</p>
<p>non è solo un bravo scrittore, è un importante uomo politico: nato nel Kurdistan turco, è deputato in parlamento e capo dell&#8217; HDP (Partito democratico del popolo).</p>
<p>Si trova in carcere dal novembre 2016 in quanto difensore delle minoranze, oltre che paladino della pace e dell&#8217;uguaglianza. Proprio dalla prigione lancia la denuncia della violenza continua commessa soprattutto a danno delle donne, con una raccolta di racconti intitolata <i>ALBA</i>, raccolta edita da Feltrinelli.</p>
<p>In quarta di copertina si legge che <i>Alba</i> sia un “libro importante”: e lo è davvero. Attraverso le storie di Seher (nome turco del titolo del testo), di Nazo, di Semra e di molte altre donne, Demirtaş racconta uno spaccato della società turca che toglie la libertà fisica e psicologica (quando non toglie la vita stessa) all&#8217;altra metà del cielo, società che ancora si appella all&#8217;onore, al patriarcato, al maschilismo con la complicità di un sistema politico-giuridico deviato e corrotto.</p>
<p>I racconti sono narrati da vari punti di vista, a volte in prima persona altre volte in seconda o terza; hanno uno stile duro, ironico, immaginifico, ma presentano sempre un forte rimando all&#8217;attualità, ad una realtà troppo spesso violenta e crudele che non lascia spazio alla speranza.</p>
<p>I capitoli sono aperti dai disegni dell&#8217;autore stesso, a carboncino, in bianco e nero: figure umane, animali, oggetti ripresi nelle parole delle storie narrate perchè la scrittura e la pittura sono le due attività principali che permettono a Demirtaş di resistere nella sua condizione di detenuto per la sua attività di dissidente.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_100157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-10743" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_100157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="273" height="497" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_100157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2235w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_100157-165x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 165w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_100157-768x1398.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/IMG_20180519_100157-563x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 563w" sizes="(max-width: 273px) 100vw, 273px" /></a></p>
<p>Sostenuto dai propri familiari &#8211; dalla sorella in particolare, autrice della bella copertina del libro &#8211; il leader/scrittore dimostra una grande sensibilità e una profonda empatia con donne di tutte le età tanto da essere in grado di immedesimarsi con una bambina di cinque anni: racconta le emozioni e i sentimenti di chi è stata vittima di stupro, di chi ha vissuto la guerra, di chi ha perso una persona cara, di tutte/i coloro che hanno subìto e subiscono un&#8217;ingiustizia. E non cercano mai vendetta, ma verità.</p>
<p>Ogni racconto è potente ed emozionante, delicato e urgente: si parla della Turchia, dei kurdi e anche dei siriani&#8230;capri espiatori anche loro di un genocidio voluto e perpetrato con il benestare di noi occidentali.</p>
<p>Non mancano alcuni riferimenti autobiografici: in uno degli ultimi capitoli, lo scrittore parla a sua madre, figura archetipitica di donna, e racconta che fin da piccoli, lui e il fratello, coltivavano il sogno di distribuire equamente le risorse economiche che avevano a disposizione. Si nasce con il senso dell&#8217;etica e della giustizia? E poi se ne paga il prezzo.</p>
<p>Sì, <i>Alba</i> è un libro importante.</p>
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