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	<title>servizi segreti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>“LibriLiberi”. Piazza Fontana. Il processo impossibile</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 07:28:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto E&#8217; stato davvero un percorso/processo impossibile, quello per la strage di Piazza Fontana, una strage che ha provocato 17 morti, 90 feriti: un ordigno esplosivo presso la Banca Nazionale dell&#8217;Agricoltura, a&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Alessandra Montesanto 
</p>



<p>E&#8217; stato davvero un percorso/processo
impossibile, quello per la strage di Piazza Fontana, una strage che
ha provocato 17 morti, 90 feriti: un ordigno esplosivo presso la
Banca Nazionale dell&#8217;Agricoltura, a Milano. Era il 12 dicembre 1969.</p>



<p>In realtà i processi sono stati tre,
ognuno dei quali spalmati per decine di anni con l&#8217;intero iter della
vicenda che ha assunto un significato via via sempre più politico e
simbolico, data la conferma del coinvolgimento di personalità del
Potere istituzionale, dei Servizi segreti, degli agganci con reti
eversive straniere nella volontà di insabbiare, depistare, negare in
nome della “Ragion di Stato” quella da cui è partito lo
sgretolamento della Democrazia nel nostro Paese; ecco perchè il
nuovo libro-inchiesta di Benedetta Tobagi &#8211; <em>Piazza Fontana. Il
processo impossibile</em> (edito da Einaudi) &#8211; è di straordinaria
importanza e attualità.</p>



<p>Come sempre, la giornalista riporta
documenti, testimonianze, stralci di intercettazioni che dimostrano
la sua capacità di raccogliere prove e di svolgere le indagini in
maniera scrupolosa e attenta, facendo partecipare il lettore alla sua
ricerca che non manca di sarcasmo di fronte alle nefandezze compiute
nell&#8217;arco di 40 anni di Storia italiana: Storia recente che molti
ricorderanno, altri continuano a mistificare e i giovani,
probabilmente, ancora non conoscono a causa del vuoto culturale e
negazionista in cui navighiamo di questi tempi. 
</p>



<p>Nomi, decisioni, comportamenti di
Giulio Andreotti, dei due principali imputati (e colpevoli per la
Verità, ma non per il Sistema Giudiziario) Franco Freda e Giovanni
Ventura, Guido Giannettini (dell&#8217;allora SID, Servizio Informazioni
Difesa) sono accostati a quelli di chi è stato accusato
ingiustamente, come l&#8217;anarchico Pietro Valpreda, a quelli di chi ha
tentato di svolgere il proprio dovere in maniera limpida e ne ha
pagato un caro prezzo, come il P.M. Emilio Alessandrini, e poi i
familiari delle vittime, mai risarciti né economicamente, né
tantomeno dalla Giustizia.</p>



<p>Nella lettura di questo saggio
fondamentale, si passa da un decennio a quello successivo, per poi
tornare indietro, riprendere le piste, seguire i flussi del denaro,
delle minacce, delle menzogne in un intricato e misero labirinto, in
una pastoia criminale di partiti, di governi, di Finanza, di Polizia,
di coloro che avrebbero avuto il compito di tutelare i cittadini
comuni invece di gettarli nell&#8217;incubo della strategia della tensione
per scopi di mero guadagno, pubblico e personale. 
</p>



<p>Milano, il Veneto, la Capitale,
Catanzaro sono i luoghi che hanno visto aprirsi, chiudersi e
riaprirsi le istruttorie, le speranze, le disillusioni. Scenari di
un&#8217;Italia sempre più marcia, corrotta, quella che arriverà alla
costituzione della P2, quella che si allea da sempre con le mafie,
quella che si appella agli errori e alla persecuzione da parte di
giudici “comunisti”, quella di chi vorrebbe rimaneggiare il testo
(splendido) della nostra Costituzione per sdoganare, più del solito,
malaffare e neofascismi.</p>



<p>No, non vogliamo permetterlo. Ed è per
questo che consigliamo vivamente la lettura di questo libro,che lo
vorremmo proporre negli istituti scolastici perchè la Tobagi
de-scrive, ricorda, commenta, con tutta la sua passione, pagine e
pagine di brutta gente e noi invece vogliamo educare, informare e
crescere giovani onesti e consapevoli. 
</p>
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		<title>ALLARME! UN ATTIVISTA PRO-BIAFRA APPARTENENTE AL IPOB SPARATO E RAPITO DAGLI AGENTI SEGRETI NIGERIANI</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 06:59:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6755" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6755" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (513)" width="474" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 474w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-513-222x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 222w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-515.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6756" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr">Le vite umane in Nigeria hanno perso valore molto tempo fa e la regione orientale (Biafra) è stata quella maggiormente colpita. Nel corso degli anni  le uccisioni sono stati nascoste sotto il tappeto, senza indagini.</p>
<p dir="ltr">Sotto l&#8217;amministrazione di Muhammadu Buhari, le forze militari congiunte nigeriane hanno ucciso a sangue freddo manifestanti pacifici e disarmati degli Indigenous people of Biafra/Popoli Indigeni del Biafra, IPOB, mentre facevano una preghiera, cantavano e danzavano in un locale chiuso. Gli agenti del governo nigeriano continuano a condurre ricerche nelle case dei Biafrani, arrestando e sequestrando persone per poi mettere in atto la loro esecuzione in segreto.</p>
<p dir="ltr">Tra le recenti vicende di sparizioni forzate in Nigeria si  riporta il caso di Sunday Chucks Obasi (30 anni). Sunday Chucks Obasi è stato rapito nella sua casa di Amuko Nnewi, Stato di Anambra (Biafraland) il 16 agosto da cinque uomini armati sospettati di essere agenti di sicurezza nigeriani che avevano un veicolo con targa/numero di registrazione del governo nigeriano. I testimoni dicono che è stato ferito durante l&#8217;incidente. Nessuno sa dove si trovi ora.  Secondo i familiari di Obasi ed altri testimoni, i cinque uomini armati in due veicoli SUV, con targa/numero di registrazione del governo nigeriano, hanno fatt  un&#8217;imboscata mentre Sunday Chucks Obasi si trovava davanti alla sua abitazione, circa alle ore 09:00. I testimoni hanno detto che gli  uomini armati hanno sparato, poi lo hanno messo in uno dei veicoli e si sono allontanati. I familiari e vicini di casa, dopo la sparatoria, hanno visto sangue e i gusci vuoti dei proiettili sul terreno di fronte alla casa di Sunday Chucks Obasi così come  anche vicino al suo veicolo. La sorte e dove si trova Sunday Chucks Obasi rimangono sconosciute, ma testimoni &#8211;  tra cui i membri della famiglia &#8211; hanno riferito che potrebbe essere stato arrestato. La famiglia ha fatto indagini in diverse stazioni di polizia nello stato di Anambra, ma è stato detto che non è sotto la loro custodia. Ciò ha sollevato il timore che le autorità lo abbiano sottoposto a sparizione forzata  e può essere ad aumentato rischio di tortura o morte in carcere.</p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-515.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6756" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6756" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-515.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (515)" width="350" height="477" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-515.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 350w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-515-220x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 220w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr">Sunday Chucks Obasi è un membro del team di sicurezza dei popoli indigeni del Biafra (Indigenous People of Biafra, IPOB), un movimento per l&#8217;indipendenza del territorio dell&#8217; ex Biafra nel sud-est della Nigeria. Dal mese di agosto 2015 diversi membri IPOB e sostenitori sono stati arrestati, detenuti o uccisi mentre sono impegnati in proteste pacifiche. Decine di membri IPOB e sostenitori sono stati arrestati nelle loro case e durante il sonno.</p>
<p dir="ltr">Anche Amnesty Internazional lancia l&#8217;allarme sulle continue detenzioni, sparizioni forzate e massacri contro gli Indigeni del Biafra,IPOB <a href="https://www.amnesty.org/en/documents/afr44/4716/2016/en/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.amnesty.org/en/documents/afr44/4716/2016/en/&amp;source=gmail&amp;ust=1473058048829000&amp;usg=AFQjCNEhZeqw4vQuKwcU0Zno3_MbI9po6Q&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.amnesty.org/en/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr />documents/afr44/4716/2016/en/</a></p>
<div class="yj6qo"></div>
<div class="adL"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-514.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6757" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6757" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-514.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (514)" width="479" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-514.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 479w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-514-224x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 224w" sizes="(max-width: 479px) 100vw, 479px" /></a></div>
<div id=":oj" class="ii gt"></div>
<div id=":nr" class="hq gt">
<div class="hp"></div>
</div>
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		<title>A Presa Diretta: verità per Giulio Regeni!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2016 08:40:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi VERITA’ PER GIULIO “Tutto il vocabolario delle torture abbiamo visto sul corpo di Giulio” Paola Regeni Nella trasmissione Presa Diretta in onda lunedì scorso viene innanzitutto delineata la situazione interna egiziana&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6745" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6745" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (512)" width="430" height="313" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 430w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-512-300x218.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">
<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Monica Macchi</p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">VERITA’ PER GIULIO</p>
<p align="RIGHT">“Tutto il vocabolario delle torture</p>
<p align="RIGHT">abbiamo visto sul corpo di Giulio”</p>
<p align="RIGHT">Paola Regeni</p>
<p align="RIGHT">
<p align="JUSTIFY">Nella trasmissione Presa Diretta in onda lunedì scorso viene innanzitutto delineata la situazione interna egiziana partendo dalle cifre fornite dal Coordinamento egiziano per i diritti e le libertà: dal 1 agosto 2015 al 31 marzo 2016 si contano 1670 casi di torture, 500 morti, 464 desaparecidos (tra cui Mustafa Massouny di cui ci siamo occupati qui <a href="http://www.peridirittiumani.com/2015/10/26/sisi-mustafa-e-gli-altri/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2015/10/26/sisi-mustafa-e-gli-altri/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>), con moltissime testimonianze di arrestati e torturati per manifestazioni e post su Facebook (ad esempio gli attivisti che hanno protestato il 25 aprile <a href="http://www.peridirittiumani.com/2016/07/10/25-2-16-legitto-che-da-i-numeri/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2016/07/10/25-2-16-legitto-che-da-i-numeri/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>). Nel mirino del Governo finiscono indiscriminatamente lavoratori, sindacalisti, attivisti, oppositori politici e giornalisti (come Shawkan, a cui hanno recentemente assegnato il press freedom award <a href="http://www.peridirittiumani.com/2016/07/26/shawkan-international-press-freedom-awards-2016/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2016/07/26/shawkan-international-press-freedom-awards-2016/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) sotto il mantra della “lotta al terrorismo”. E il generale Sisi ha diverse carte da giocare su più tavoli a livello internazionale: è (considerato) un alleato indispensabile per il ruolo di freno all’immigrazione clandestina e per lo scacchiere libico ed anche per le relazioni economiche con l’Italia soprattutto per gli accordi di esplorazione e perforazione per il gas ed il greggio che tra poco il Parlamento egiziano dovrà approvare. Ruoli riconosciuti pubblicamente nell’intervista che Renzi ha concesso ad Al Jazeera in cui dice che “Sisi è un grande leader che ha un ruolo cruciale nel Mediterraneo e lo sosterrò nel suo percorso verso la pace”; in Egitto poi ha destato molto scalpore l’intervista del senatore Lucio Barani, capogruppo di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Ala) che ha parlato di complotto internazionale per delegittimare Sisi e minare i buoni rapporti con l’Italia sostenendo che il governo egiziano non ha alcuna responsabilità nell’uccisione di Giulio Regeni.</p>
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<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-511.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6746" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6746" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-511.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (511)" width="350" height="350" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-511.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 350w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-511-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-511-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-511-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-511-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Qui potete ascoltare l’intervista completa</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/11/regeni-barani-recidivo-ai-media-egiziani-il-governo-al-sisi-e-vittima-del-caso/2970151/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/11/regeni-barani-recidivo-ai-media-egiziani-il-governo-al-sisi-e-vittima-del-caso/2970151/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p align="JUSTIFY">Nella puntata di Presa Diretta invece oltre a ricostruire cronologicamente i vari depistaggi egiziani sempre più improbabili (incidente stradale, giro di droga, delitto legato all’orientamento sessuale- prima omosessuale e poi donnaiolo !- rapina di una gang di criminali specializzati nel sequestro di stranieri, spionaggio…e chissà se si inventeranno qualcos’altro…) si punta il dito su due domande (ancora) senza risposta: il 3 febbraio vicino ad una base degli apparati militari viene ritrovato il corpo di Giulio nudo dalla cintola in giù e senza documenti e le autorità egiziane ne hanno dato subito notizia alle autorità italiane… ma come lo hanno riconosciuto se la madre ha detto che lei stessa l’ha riconosciuto solo dalla punta del naso? Ed ancora: come è possibile che si stato sequestrato il 25 gennaio in una Cairo blindata senza che nessuno se ne sia accorto?</p>
<p align="JUSTIFY">E le parti più interessanti sono le interviste a Omar Afifi ex ufficiale della polizia egiziana, rifugiato negli Usa dal 2008, che mostrando la foto di Khaled Said parla del commissariato di Giza e di Madinat Nasr dove la prassi è molestie con cani, sigarette e abusi sessuali e fa i nomi: “Il capo di gabinetto di Al Sisi, Abbas Kamel, che lo ha fatto trasferire per farlo interrogare dai servizi segreti militari; il generale Mohamed Faraj Shehat, direttore dei servizi segreti militari. Naturalmente il ministro degli Interni Magdy Abdel Ghaffar e il presidente Al Sisi erano al corrente già dal trasferimento. Sono anni che nessun cittadino straniero può essere interrogato senza che il Ministro degli Interni lo sappia: è il regolamento ed è sempre stato rispettato” e ad Ahmed Harrag un dirigente dei Fratelli Musulmani che racconta di Regeni nel mirino per la sua ricerca sui movimenti dei lavoratori e per i contatti con il sindacato dei venditori ambulanti (i più poveri ed emarginati e sotto il continuo ricatto della polizia che sequestra loro la merce: si fa anche il nome di Mohamed Abdallah capo del sindacato degli ambulanti che potrebbe aver “venduto” Giulio come una spia) e nel mezzo di una faida e resa dei conti tra servizi segreti civili e militari.</p>
<p align="JUSTIFY">Un’inchiesta giornalistica che ha dato molti contributi a VERITA’ PER GIULIO.</p>
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