<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>sessuale Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/sessuale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/sessuale/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Mar 2017 08:03:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>sessuale Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/sessuale/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Un altro me: il documentario che entra in carcere e racconta la presa di coscienza</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/03/09/un-altro-me-il-documentario-che-entra-in-carcere-e-racconta-la-presa-di-coscienza/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/03/09/un-altro-me-il-documentario-che-entra-in-carcere-e-racconta-la-presa-di-coscienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 07:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[ciena]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[nera]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Un altro me]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8312</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il documentario di Claudio Casazza intitolato &#8220;Un altro me&#8221; e vincitore del Premio del pubblico al 57mo Festival dei Popoli, è frutto di due anni di lavoro e segue l’evolversi dei colloqui in carcere&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/03/09/un-altro-me-il-documentario-che-entra-in-carcere-e-racconta-la-presa-di-coscienza/">Un altro me: il documentario che entra in carcere e racconta la presa di coscienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/un-altro-me-696x392.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8313" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/un-altro-me-696x392.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="696" height="392" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/un-altro-me-696x392.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 696w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/un-altro-me-696x392-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a></p>
<p>Il documentario di Claudio Casazza intitolato &#8220;Un altro me&#8221; e vincitore del Premio del pubblico al 57mo Festival dei Popoli, è frutto di due anni di lavoro e segue l’evolversi dei colloqui in carcere tra un gruppo di uomini che hanno commesso violenze sessuali e l’unica equipe in Italia che da oltre un decennio porta avanti il primo Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali.</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>ha realizzato l&#8217;intervista a Claudio Casazza e lo ringrazia per la sua disponibilità.</p>
<p>Come è stato realizzato questo progetto?</p>
<p>Ho scelto un approccio di osservazione; l&#8217;obiettivo era quello di essere presente durante tutto il periodo del percorso, cioè tutto l&#8217;anno &#8211; da novembre 2014 a ottobre 2015 &#8211; per seguire quello che succedeva. I detenuti svolgono le attività cinque giorni alla settimana e io mi recavo tutte le settimane.</p>
<p>Sono entrato in maniera più aperta possibile, senza conoscere fino in fondo quello che sarei andato a riprendere, per avere un territorio libero da esplorare e questo è molto importante in particolare per creare un rapporto di fiducia con chi ha commesso reati molto gravi. Ho scoperto ciò che loro avevano fatto mentre lo raccontavano durante le sedute del percorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono state le scelte di post produzione, dato il luogo così particolare e gli argomenti così delicati?</p>
<p>Ho deciso di riprendere i detenuti tenendoli fuori fuoco per un duplice motivo: per tutela delle vittime in prima istanza e per i detenuti stessi.</p>
<p>In ripresa eravamo sempre in due: io che usavo la macchina da presa e un fonico e, quasi più della telecamera piccola, era molto presente il microfono che risultava un po&#8217; invasivo. Ma dopo un po&#8217; di tempo i detenuti si sono abituati alla nostra presenza che è stata il più discreta possibile, senza interferenze.</p>
<p>Il mio intento non era quello di fare un film sul carcerario, ma volevo raccontare un percorso di presa di coscienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non deve essere facile per gli psicologi e i criminologi assorbire questo genere di racconti&#8230;</p>
<p>Da un lato per loro si tratta di lavoro per cui è quasi un&#8217;abitudine, da un altro è sicuramente duro quello che fanno, infatti hanno dei momenti di compensazione in cui quasi si divertono perché hanno bisogno di tirar fuori, di esternare tutto il male che immagazzinano per non portarselo dietro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il carcere può essere uno strumento di recupero per persone che hanno commesso reati così gravi?</p>
<p>Il carcere dovrebbe essere uno strumento di recupero per evitare il rischio di recidiva che, in generale, è alto.</p>
<p>Il lavoro che fanno nell&#8217;istituto di pena di Bollate &#8211; e che dovrebbe essere svolto in ogni istituto &#8211; è importante anche in relazione alle vittime che sono fuori e sono persone che hanno bisogno di essere sicure che si stia svolgendo un percorso di recupero vero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se ci sono, quali sono i segnali di una presa di coscienza da parte dei detenuti e del dolore che hanno inflitto alle vittime e ai loro familiari?</p>
<p>Mi accorgevo che in molte persone c&#8217;era un passaggio su alcuni temi, ad esempio su come la relazione era vista. All&#8217;inizio la vittima era considerata soltanto un oggetto poi, invece, come individuo. E questo è un primo cambiamento; da qui si comincia a vedere il danno compiuto e, infine, arriva la consapevolezza.</p>
<p>Sono sedute di gruppo e il detenuto compie il percorso soprattutto ascoltando gli altri e identificandosi con le vittime: questo è interessante perché magari, all&#8217;inizio, ogni detenuto si sente più vicino al compagno di cella, ma dopo riesce a mettersi nei panni della vittima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Zgub6Xy-Cho?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/03/un-altro-me-696x392.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/03/09/un-altro-me-il-documentario-che-entra-in-carcere-e-racconta-la-presa-di-coscienza/">Un altro me: il documentario che entra in carcere e racconta la presa di coscienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/03/09/un-altro-me-il-documentario-che-entra-in-carcere-e-racconta-la-presa-di-coscienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Promozione teatrale per i nostri lettori: NO. Storia di Franca Viola</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/01/28/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-no-storia-di-franca-viola/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/01/28/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-no-storia-di-franca-viola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 08:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[freedom]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[prenotazioni]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>
		<category><![CDATA[sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8062</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017, Teatro della Cooperativa. Milano NO. STORIA DI FRANCA VIOLA di Chiara Boscaro con Sara Urban regia Alessia Gennari produzione Teatro della Cooperativa un progetto di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/01/28/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-no-storia-di-franca-viola/">Promozione teatrale per i nostri lettori: NO. Storia di Franca Viola</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-770.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8063" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-770.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="453" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-770.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 453w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-770-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial;">Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017, Teatro della Cooperativa. Milano</span></strong></p>
<div><strong><em><span style="font-family: Arial; font-size: large;">NO. STORIA DI FRANCA VIOLA</span></em></strong></div>
<div><span style="font-family: Arial;">di <strong>Chiara Boscaro</strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial;">con <strong>Sara Urban</strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial;">regia <strong>Alessia Gennari</strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial;">produzione <strong>Teatro della Cooperativa</strong></span></div>
<div><span style="font-family: Arial;">un progetto di <strong>LattOria </strong>con il sostegno di <strong>Fondazione Piacenza e Vigevano</strong></span></div>
<div><strong><span style="font-family: Arial;">PRIMA MILANESE</span></strong></div>
<div></div>
<div align="justify"><span style="font-family: Arial;">1965. Franca Viola è la prima donna a dire no al matrimonio riparatore. Ha davvero quindici anni? È vergine quando viene violentata? Com&#8217;è vestita? Su di lei si scrivono parole e parole, ma nessuna è sua. Franca dice «No», e poi sceglie il silenzio. E ricostruire la sua storia diventa un giallo appassionante, tra giornali d&#8217;epoca, voci incerte e atti inesistenti.</span></div>
<div></div>
<div></div>
<div> <strong><span style="font-family: Arial; font-size: large;">&gt; PROMOZIONE RISERVATA ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI &lt;</span></strong></div>
<div><span style="font-family: Arial;">BIGLIETTI AL PREZZO SPECIALE DI <strong>10 EURO</strong> (anziché 18 euro).</span></div>
<div><span style="font-family: Arial;">UTILIZZA IL CODICE SCONTO 10027 PER L&#8217;ACQUISTO ONLINE SU <a href="http://www.teatrodellacooperativa.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://WWW.TEATRODELLACOOPERATIVA.IT&amp;source=gmail&amp;ust=1485678163888000&amp;usg=AFQjCNFEcC3w8H3XolhjVdcJet_DtXkDfw&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">WWW.TEATRODELLACOOPERATIVA.IT?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></span></div>
<div><span style="font-family: Arial;">OPPURE SCRIVI A </span><a href="mailto:promozione@teatrodellacooperativa.it" target="_blank"><span style="font-family: Arial;"><span style="color: #1155cc;">promozione@<wbr /></span>teatrodellacooperativa.it</span></a><span style="color: #000000; font-family: Arial;"> INDICANDO NOME, COGNOME, TELEFONO, N° POSTI E DATA SCELTA. RICEVERAI UNA MAIL DI CONFERMA DI AVVENUTA PRENOTAZIONE.</span></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/01/28/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-no-storia-di-franca-viola/">Promozione teatrale per i nostri lettori: NO. Storia di Franca Viola</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/01/28/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-no-storia-di-franca-viola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi ferisce, uccide</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/18/chi-ferisce-uccide/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/18/chi-ferisce-uccide/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2016 08:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[cyberbullismo]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[justice]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
		<category><![CDATA[omertà]]></category>
		<category><![CDATA[press]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[school]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[shame]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[teachers]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[vergogna]]></category>
		<category><![CDATA[violence]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6932</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi &#160; Sul web e sulla carta stampata, titoli di richiamo morbosi. Dettagli scabrosi, a ‘tirare dentro i pensieri ‘ oscure vicende rese note in modo volgare e triviale. Un mondo, quello&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/18/chi-ferisce-uccide/">Chi ferisce, uccide</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi<b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6933" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6933" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (536)" width="770" height="439" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 770w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536-300x171.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-536-768x438.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></p>
<p>Sul web e sulla carta stampata, titoli di richiamo morbosi. Dettagli scabrosi, a ‘tirare dentro i pensieri ‘ oscure vicende rese note in modo volgare e triviale. Un mondo, quello della comunicazione che troppo spesso mira a distruggere qualsiasi parte rimasta illesa rivolta all’onestà, alla positività, alla legalità.</p>
<p>Eppure esiste anche dentro un mondo malato, <b>una parte di persone che nelle situazioni più complicate, vede, osserva, agisce. E’ il caso dei docenti che hanno trovato tra i temi in classe, vicende di stupri </b>e violenza inaudita, che sebbene nella consapevolezza di vivere in un contesto omertoso, non hanno fatto passi indietro o ignorato.<br />
Sono i docenti della ‘ragazza’ diventata conosciuta alle cronache, che dall’età di 14 anni è stata violentata da un gruppo per ben tre anni. Lo sapevano tutti, i responsabili, il paese, i genitori che per qualche strana modalità di protezione hanno taciuto.<br />
Persone consapevoli di avere a che fare con ‘materiale umano’ da difendere e proteggere davvero. Allo stato attuale non risultano azioni di merito rivolte a questi insegnanti per aver superato il muro del silenzio. Eppure, loro il muro lo hanno buttato giù.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-535.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6934" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6934" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-535.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (535)" width="380" height="270" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-535.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 380w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-535-300x213.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così come non esistono regole sul web, diventato circuito che umilia, mortifica, amplifica anche dove, per buonsenso e logica, avrebbe dovuto ‘eliminare’ a prescindere un video compromettente di una donna che per motivi personali aveva scelto di registrare un filmato.<br />
<b>L’assalto mediatico, le parole di offese, diventate ferite sempre più profonde. Sono diventate cancrena, perdita di sangue, di identità, di libertà di esistere</b>. L’unica scelta rimasta è stata il suicidio, trasformato in dibattito pubblico senza alcun ritegno. Senza un pensiero per i familiari, per Lei, per chi vicino a lei.<br />
In questo profondo baratro, neanche nella morte, le è stato concesso il ‘riposo’.</p>
<p>Un richiamo alla deontologia, senza lasciare che passino di ‘porta in porta’, urla di dolore così forti rimaste nel silenzio di una realtà che nega, rinnega, punisce, decapitando la vita ancor prima che sia finita.<br />
<b>Il silenzio ferisce a morte chi subisce e non ha voce, chi nel terrore e nella vergogna, ogni giorno inventa un modo per sopravvivere</b>.</p>
<p>Una pensiero a chi non c’è più, una speranza di ricostruzione a chi ha subito.<br />
Senza nomi in grassetto, senza riportare dettagli, senza scavare nelle vite degli altri.<br />
Senza fare silenzio e senza troppo chiasso. Per restare vivi e ricordare di essere umani e veri.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/18/chi-ferisce-uccide/">Chi ferisce, uccide</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/18/chi-ferisce-uccide/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: Stone cold justice</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/06/17/venerdislam-stone-cold-justice/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/06/17/venerdislam-stone-cold-justice/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 08:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[VeneredIslam]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[confessione]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[israeliani]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[palestinesi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[prigione]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[udienza]]></category>
		<category><![CDATA[Unicef]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6153</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi &#160; &#160; &#160; “Mio nonno è un sopravvissuto all&#8217;Olocausto E io non capisco. Non capisco come siamo diventati persone che fanno soffrire altre persone” Guy Pavia (civile israeliano che scorta i&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/06/17/venerdislam-stone-cold-justice/">&#8220;VenerdIslam&#8221;: Stone cold justice</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Monica Macchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-364.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6155" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6155" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-364.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (364)" width="256" height="192" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Mio nonno è un sopravvissuto all&#8217;Olocausto </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">E io non capisco. </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Non capisco come siamo diventati persone </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">che fanno soffrire altre persone”</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Guy Pavia (civile israeliano che scorta i bimbi palestinesi a scuola)</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Una politica per creare paura? Non vi è nulla di simile. </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;unica politica è quella di mantenere la legge e l&#8217;ordine, questo è tutto. </span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Se non ci fosse violenza, non sarebbe necessario applicare la legge”</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #444444;"> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Portavoce del ministro degli esteri israeliano</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Questo film, prodotto da un gruppo di giornalisti australiani, denuncia l’uso sistematico della tortura da parte di Israele contro i bambini palestinesi e ruota attorno alle storie di alcuni ragazzi presi dalle loro case nel bel mezzo della notte ed interrogati da membri dell’esercito con metodi illegali, sottoposti ad abusi fisici, torture, costretti a false confessioni e spinti a raccogliere informazioni su attivisti palestinesi, per conto dei servizi segreti israeliani. Addirittura c’è il video dell’arresto di Wadi&#8217;a Mawadeh, un bimbo di soli 5 anni; l’intervista a Gaby Lasky, un avvocato israeliano che denuncia l’esistenza di due diversi sistemi giuridici e a Yehuda Shaul, il fondatore di Breaking the Silence (protagonista anche del documentario “This is my land Hebron” di cui potete trovare qui una recensione:www.formacinema.it/criticainternazionale/medio-oriente/187-my-land-is-hebron),?utm_source=rss&utm_medium=rss un’organizzazione di soldati ed ex-soldati israeliani che prendono coscienza e testimoniano le loro precedenti violazioni dei diritti umani.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-365.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6154" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6154" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-365.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (365)" width="600" height="217" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-365.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-365-300x109.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La tesi di questo lavoro è dunque che questi abusi non sono le azioni insensibili di alcuni “soldati canaglia”, ma una strategia organizzata e sistematica delle forze governative e di sicurezza israeliane per tenere la popolazione palestinese, in particolare i giovani, in uno stato permanente di terrore sopprimendo le diverse forme di resistenza all’occupazione israeliana. Accuse confermate da un rapporto dell’UNICEF del 2013 secondo cui i palestinesi dopo le incursioni notturne nelle loro case, vengono minacciati di morte e sottoposti a violenza fisica, isolamento e violenza sessuale: negli ultimi dieci anni, circa 700 ragazzi tra i 12 e i 17 anni sono stati arrestati, interrogati e detenuti a una media di due al giorno. Dopo confessioni estorte (in questo documentario il quattordicenne Qusai Zamara racconta di essere stato costretto a firmare una confessione scritta in ebraico, che non capisce) sono trascinati davanti ai tribunali militari le cui udienze durano in media 62 secondi a hanno un tasso di condanna del 99.74%: un&#8217;intera generazione di giovani traumatizzata.</p>
<p align="JUSTIFY">In Australia questo documentario ha destato molto scalpore e ha costretto Julie Bishop (Ministro degli esteri) a condannare l’uso della tortura da parte di Israele affermando di essere “profondamente preoccupata per le accuse di maltrattamento dei bambini palestinesi” ma nello stesso tempo sottolineando che il “governo australiano accoglie gli sforzi che Israele sta facendo per affrontare questi problemi”… ad esempio ha smesso di (de)tenere i bambini di notte in gabbie all&#8217;aperto quando nevica!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/06/17/venerdislam-stone-cold-justice/">&#8220;VenerdIslam&#8221;: Stone cold justice</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/06/17/venerdislam-stone-cold-justice/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
