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	<title>sgomebri Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Roma: gli abitanti delle baraccopoli alzano la testa: «Basta buttare inutilmente i soldi per noi. Si pensi piuttosto a sbloccare le assegnazioni delle case popolari»</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 08:36:41 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="960" height="720" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15024" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-4-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-4-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p><br>«<em>Siamo mamme e papà, cittadini romani nati e cresciuti a Roma, la città che amiamo e sentiamo nostra. Malgrado tutto in questa città siamo stati chiamati con i nomi più diversi: slavi, nomadi, zingari, rom. Ma soprattutto siamo stati trattati in maniera differente, perché considerati cittadini diversi, cittadini di serie B, o meglio di serie Z, perché “zingari”. Prima siamo stati chiusi in campi chiusi e recintati, lontano dalla città. Poi, per la nostra inclusione, hanno inventato Uffici Speciali, hanno impegnato grandi somme di denaro, promosso bandi di gara, creato una rete di associazioni dedicate al nostro inserimento abitativo e lavorativo</em>». Inizia così la lettera aperta presentata oggi in piazza del Campidoglio da decine di famiglie che abitano da generazioni nelle baraccopoli romane.</p>



<p>Un appello accorato rivolto alle autorità capitoline. «<em>Oggi</em>&nbsp;– si legge nel messaggio &#8211;&nbsp;<em>chiediamo, per il bene nostro e di questa città:&nbsp;<strong>la chiusura degli Uffici Speciali. Sono inutili; la fine dell’impegno di milioni di euro per le nostre famiglie. Sono soldi buttati; la scelta di non promuovere più bandi per la nostra inclusione. Sono inefficaci</strong></em>». Parole rivolte anche alla cittadinanza tutta: «Sono proprio queste azioni speciali a farci ritenere cittadini diversi e a farci detestare da una parte della città che non comprende perché a noi deve essere riservato un trattamento diverso».</p>



<p>Le famiglie convenute in piazza del Campidoglio hanno compiuto tutte la stessa scelta:&nbsp;<strong>hanno presentato domanda per un alloggio dell’edilizia residenziale pubblica</strong>, «come qualsiasi altro cittadino romano, senza trattamenti speciali e senza corsie preferenziali». E per questo, a nome loro e degli altri cittadini romani, chiedono una sola cosa: riprendere il processo mdi assegnazione delle case popolari che nella capitale da quasi un anno risulta inspiegabilmente paralizzato.</p>



<p>«<em>Vogliamo uscire dai ghetti che le passate Amministrazioni hanno costruito e mantenuto – conclude la missiva &#8211; vogliamo sentirci parte di questa città, offrire il nostro contributo per la sua crescita e sviluppo. Roma è la nostra città. Una città che amiamo e nella quale vogliamo continuare a vivere e costruire il futuro nostro e dei nostri figli. Ma da soli non possiamo farlo e per questo domandiamo un segno di disponibilità e di apertura da parte della città e delle autorità chiamate a governarla</em>». Al termine della manifestazione, una delegazione dei partecipanti è stata ricevuta in Campidoglio dalla segreteria del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito.</p>



<p>Secondo Associazione 21 luglio, che ha accompagnato e sostenuto i manifestanti, quello di oggi rappresenta un&nbsp;<strong>segnale straordinario</strong>, un passaggio di discontinuità rispetto al passato. «Il fallimento del Piano rom – ha commentato Carlo Stasolla – è certificato dalle stesse persone che avrebbero dovuto beneficiarne. Sono loro stessi a chiedere quanto da tempo sosteniamo anche noi: la fine di “politiche speciali”, fatte di bandi costosi e azioni senza senso e un’inclusione rafforzata da strumenti ordinari, quelli a portata di ogni cittadino e che l’attuale Amministrazione non sembra in grado di far funzionare adeguatamente. Siamo al fianco di queste famiglie e con loro condurremmo un’azione che è anzitutto una battaglia di civiltà a vantaggio di tutti».</p>
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		<title>Dopo Torre Maura si temono in Italia focolai di pogrom contro i rom</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 07:49:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><span lang="DE">Presentato in Senato il Rapporto annuale di Associazione 21 luglio: ancora 25.000 i rom nelle baraccopoli italiane. Per il loro superamento la congiuntura storica è favorevole ma permangono elementi di forte preoccupazione. Dopo Torre Maura si temono in Italia focolai di pogrom contro i rom.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/rom_e_rumeni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12299" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/rom_e_rumeni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="700" height="432" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/rom_e_rumeni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/rom_e_rumeni-300x185.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=00788e3eb5&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D00788e3eb5%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1554966980341000&amp;usg=AFQjCNFOpdPJRw8eetmhBj5mcckMZCsgXw&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong><span lang="DE">SCARICA IL RAPPORTO 2018</span></strong></a></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">L’8 aprile si celebra nel mondo la <strong>Giornata Internazionale per i diritti dei rom</strong> e, come ogni anno, Associazione 21 luglio, alla presenza del sottosegretario di Stato Vincenzo Spadafora, ha presentato il suo Rapporto annuale intitolato “I margini del margine”, dedicato alle comunità rom nelle baraccopoli italiane.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">Dati e numeri</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">Negli ultimi anni in Italia, soprattutto nelle aree urbane, sono aumentate le sacche di marginalità sociale e di povertà estrema popolate da stranieri di recente migrazione e da cittadini di origine rom. A fronte di una stima di circa <strong>10.000 migranti rifugiati</strong> in senso ampio presenti in una cinquantina di baraccopoli, è possibile quantificare circa <strong>25.000</strong> persone di etnia rom che vivono in baraccopoli istituzionali e in baraccopoli informali. Una realtà che rappresenta un <em>unicum</em> nel panorama italiano è quella degli insediamenti formali. In Italia se ne contano <strong>127</strong>, presenti in ben <strong>74 Comuni</strong>. Al loro interno vivono circa <strong>15.000 </strong>persone, delle quali più della metà sono rappresentati da minori, con una percentuale di cittadini con cittadinanza italiana vicina al 45%. Negli insediamenti informali – solo a Roma se ne contano quasi 300 – vivono invece circa <strong>10.000 </strong>cittadini rumeni e, in minima parte, bulgari. Si tratta di lavoratori stagionali, impegnati in un pendolarismo dalle città di origine al nostro Paese. Negli ultimi anni – si evince nel Rapporto – si osserva <strong>una graduale contrazione numerica</strong> non certo dovuta all’azione di azioni politiche inclusive, bensì all’allontanamento volontario di numerose famiglie verso l’inserimento abitativo autonomo o il trasferimento in altri Paesi. La condizione drammatica di numerosi insediamenti formali, la crisi economica unita a numerosi proclami politici stanno spingendo anche comunità di antico insediamento allo spostamento nei Paesi del Nord Europa o al ritorno nei Paesi di origine.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard">
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">La strategia Nazionale per l’inclusione dei rom</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">In Italia dal 2012 esiste una <strong>Strategia Nazionale per l’Inclusione dei rom, ad oggi quasi totalmente inapplicata</strong>. </span><span lang="DE">La sua implementazione ha visto nel 2018 un ulteriore ostacolo determinato da intenti e propositi formulati da esponenti del nuovo Governo nazionale uscito dalle elezioni politiche organizzate in Italia il 4 marzo 2018. Due mesi dopo il voto, il 18 maggio 2018, gli esponenti delle due formazioni politiche chiamate a dare vita alla XVIII Legislatura repubblicana, hanno reso pubblico il “<strong>Contratto per il Governo del Cambiamento</strong>”, sottoscritto da entrambi. La dichiarazione di intenti espressa nel “Contratto per il Governo del cambiamento<em>” </em>in riferimento alle comunità rom evidenzia un linguaggio e una propensione politica volta ad una <strong>gestione emergenziale e securitaria</strong> della “questione”, preannunciando, nel  linguaggio e nella sostanza, una modalità di intervento assai simile a quella utilizzata nel 2008 dal Governo nazionale quando vennero create le premesse dell‘“Emergenza Nomadi“ e dal quale la stessa <em>Strategia</em>, nelle sue premesse, intende fortemente discostarsi. Nel 2018 non si sono registrate azioni volte ad implementare gli obiettivi fissati dalla <em>Strategia </em>ed i Tavoli regionali istituiti negli anni precedenti in diverse regioni sono risultati “dormienti”.</span>
</p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">La politica dei “campi” tra chiusure e superamenti</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">Il 2018 non ha visto particolari sviluppi riguardo l’attuazione di interventi sistematici volti sia a far cessare la segregazione abitativa dei rom che si trovano in emergenza abitativa nelle baraccopoli istituzionali gestite dalle Autorità pubbliche, sia al dirimerne le principali problematiche connesse.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">La costruzione di nuovi “campi” rimane, come nel caso del <strong>Comune di Afragola</strong>, una modalità utilizzata da alcune Amministrazioni locali per “gestire” la presenza di comunità rom radicate da molto tempo sul proprio territorio. A <strong>Cascina, Torino</strong> e <strong>Gallarate</strong> la chiusura di insediamenti istituzionali ha portato all’ospitalità solo temporanea delle famiglie rom allontanate dalle loro abitazioni. Il <strong>Comune di Merano</strong> e <strong>Rimini</strong> si sono distinti per aver chiuso gli insediamenti presenti nei loro territori ma ricollocando nuovamente gli abitanti in insediamenti monoetnici. Chiusura di insediamenti abitati da famiglie italiane rom di antico insediamento si sono registrati a <strong>Cosenza</strong> e, parzialmente, a <strong>Reggio Calabria</strong> con una presa in carico, non sempre adeguata, da parte dell’Amministrazione Comunale. Nella città di <strong>Roma, </strong>il fallimento delle azioni inclusive ha portato, nel luglio 2018, allo sgombero forzato delle 250 persone che abitavano nell’insediamento di Camping River. Tentativi di superamento dei “campi rom” in linea con la Strategia Nazionale si sono registrati nei <strong>Comuni di Moncalieri, Sesto Fiorentino, Lamezia Terme </strong>e <strong>Palermo</strong>. «<em>Per questi ultimi Comuni</em> – ha dichiarato il presidente di Associazione 21 luglio Carlo Stasolla nel corso della presentazione – <em>si tratta di risposte da osservare con attenzione e da sostenere, perché rappresentano una nota di discontinuità nel panorama nazionale</em>».</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE"> </span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u>Sgomberi forzati</u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">«<em>L’Italia continua a non disporre di un chiaro quadro normativo per quanto riguarda gli sgomberi degli insediamenti formali e informali</em> – si legge nel Rapporto &#8211; <em>con la conseguenza che tali operazioni continuano a essere condotte in modo discrezionale dalle autorità locali, spesso in deroga alle tutele procedurali previste dal diritto internazionale, concretizzandosi pertanto in evidenti violazioni dei diritti umani. Non va sottovalutato, inoltre, come gli sgomberi forzati, malgrado comportino un’elevata voce di spesa, non producano mai l’effetto di sanare l’inadeguatezza dell’alloggio, raggiungendo invece un esito opposto: quello di replicarla altrove, consolidando, per le comunità coinvolte, il circolo vizioso della povertà e dell&#8217;esclusione</em>».</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">In numerose città italiane, per tutto il 2018, si sono registrate operazioni di sgombero forzato di comunità rom dalle baraccopoli formali e dai micro-insediamenti in cui vivevano. In riferimento a questi ultimi si è registrato il maggior numero di azioni promosse dalle autorità pubbliche.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">Oltre allo sgombero di un insediamento formale, quello di Camping River, a Roma, Associazione 21 luglio ha registrato per tutto il 2018 altre operazioni di sgombero forzato che hanno riguardato insediamenti informali così ripartiti nelle diverse aree geografiche: <strong>90 nel Nord Italia, 80 nel Centro e 25 nel Sud per un totale di 195 sgomberi forzati</strong><strong>.</strong></span>
</p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">Discorsi d’odio, discriminazione e attacchi violenti</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">La percezione sempre più diffusa delle comunità rom come ontologicamente e culturalmente differenti, ha contribuito a far sì che anche nel 2018 in Italia si sia registrato un elevato numero di episodi di discriminazione ed incitanti odio nei loro confronti. Va altresì considerato come “frasi d’odio”, stereotipi, pregiudizi &#8211; cosi come riscontrato dall’Osservatorio 21 luglio &#8211; hanno una forte correlazione con le politiche pubbliche che sono spesso origine e conseguenza degli stessi.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">In un effetto a “palla di neve”, politiche non inclusive sono generate e traggono la loro ragion d’essere dal pregiudizio presente nel sentire comune, che però esse stesse, nel loro implementarsi, finiscono per giustificare, rafforzare, amplificare. Nel 2018 l’Osservatorio 21 luglio ha registrato un totale di <strong>125 episodi di discorsi d’odio </strong><strong>nei confronti di rom e sinti</strong>, di cui <strong>38</strong> (il 30,4% del totale) sono stati classificati di una certa gravità. La media giornaliera che si ricava è di <strong>0,34 episodi al giorno</strong>, mentre se si isolano esclusivamente episodi ritenuti di una certa gravità (categoria: Incitamento all’odio e/o alla discriminazione) questa si attesta su <strong>0,10 episodi al giorno</strong>.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE"> </span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">Conclusioni</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">Secondo Associazione 21 luglio, in una fase in cui per la prima volta si assiste ad <strong>un decremento numerico delle famiglie di origine rom</strong> che abitano le baraccopoli formali e informali e contestualmente alla <strong>possibilità di utilizzare finanziamenti europei</strong> per la promozione di azioni inclusive, l’Italia sembra non cogliere la congiuntura favorevole, preferendo restare ancorata all’immagine stereotipata del “rom” visto come cittadino “altro”, irrimediabilmente incapace di percorrere itinerari virtuosi verso l’inclusione. Ci sono segnali che fanno intravvedere un ritorno al passato, ai tempi bui dell’Emergenza Nomadi” inaugurata dal decreto dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La <strong>militarizzazione di alcuni insediamenti</strong> – inaugurata dalla Giunta Raggi nella città di Roma – le <strong>gravissime conseguenze del c.d. “decreto Salvini”</strong> &#8211; che nella seconda metà del 2019 farà precipitare nell’irregolarità centinaia di famiglie originarie dell’ex Jugoslavia ed oggi in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari -, le <strong>azioni di sgombero forzato</strong>, che solo nella Capitale nel primo trimestre del 2019 hanno raggiunto numeri mai visti prima, sono tutti segnali che fanno guardare <strong>con profonda preoccupazione al futuro</strong> e che obbligano ad una riflessione profonda e ad un cambio di paradigma. Gli eventi di questi giorni, secondo Associazione 21 luglio, mostrano come ci troviamo di fronte a <strong>un&#8217;esclation pericolosa</strong>. I proclami antirom formulati in campagna elettorale dai leader della destra italiana, a cui è stato dato seguito, dopo le elezioni del 4 marzo, con le minacce verbali di censimento e di chiusura degli insediamenti come riportato nel Contatto per il Governo del Cambiamento, hanno irrimediabilemnte finito per riverberarsi nelle politiche locali. Lo sgombero di Camping River e la chiusura degli insediamenti di Cascina e Gallarate rappresentano dirette conseguenze di un mutato clima politico. Con gli eventi di Torre Maura, a Roma, si è compiuto un pericoloso, ulteriore passaggio. Le reiterate dichiarazioni di esponenti politici hanno di fatto legittimato le azioni di frange di estrema destra a cui  è stato consentito per tre giorni di organizzare un presidio permanente – senza autorizzazione prevista dalla Legge &#8211; al fine di allontanare, attraverso minacce, le famiglie rom presenti nel centro di raccolta rom di via Salaria. Potrebbe essere questa la scintilla che, in un&#8217;operazione di pericolosa emulazione, rischia di provocare nel nostro Paese <strong>focolai di pogdrom anti rom</strong> che andrebbero colpire quanti, nelle nostre periferie, sono riconosciuti come rom, come indigenti, come poveri urbani. L&#8217;allontanamento volontario di famiglie rom dall&#8217;Italia è già un fatto registrato nelle principali città nel 2018, che <strong>potrebbe intensificarsi in tempi molto brevi.</strong></span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE"> </span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">«<strong><em>Il superamento dei campi rom</em></strong> – ha concluso Carlo Stasolla – <strong><em>rappresenta pertanto la sfida più grande che ci attende nei prossimi anni. Una sfida che oggi, alla luce di scelte coraggiose e lungimiranti di alcuni amministratori locali possiamo ritenere possibile e, soprattutto, l’unica percorribile. Importante è il senso di responsabilità che i nostri amministratori dovranno dimostrare. Urgente è mettere da parte proclami e minacce bellicose e dare spazio ad azioni di lungo respiro improntate ad un approccio inclusivo e rispettoso dei diritti fondamentali</em></strong>».</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE"> </span></p>
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		<title>Chiude il centro di raccolta per soli rom di Via Amarilli a Roma. Associazione 21 luglio ed ERRC: «il Comune di Roma persevera con gli sgomberi forzati e la segregazione su base etnica».</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/06/chiude-il-centro-di-raccolta-per-soli-rom-di-via-amarilli-a-roma-associazione-21-luglio-ed-errc-il-comune-di-roma-persevera-con-gli-sgomberi-forzati-e-la-segregazione-su-base-etnica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 07:28:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 5 ottobre l’Ufficio Operativo Accoglienza ed Inclusione, Ufficio Rom, Sinti e Caminanti del Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale, ha notificato<b> la chiusura e il conseguente sgombero </b>dello stabile entro il 31 ottobre 2016 ai residenti del Centro di Accoglienza per soli rom di Via Amarilli.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6542" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei giorni scorsi <b>Associazione 21 luglio</b> ed <b><a title="ERRC" href="https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad4a7453e&amp;linkDgs=11ef547ad4a72dbd&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad4a7453e%26linkDgs%3D11ef547ad4a72dbd&amp;source=gmail&amp;ust=1478503065769000&amp;usg=AFQjCNFZcAvy8e8EYYJiRea3OH0ww5FFYw&utm_source=rss&utm_medium=rss">ERRC</a></b> (Eropean Roma Right Centre) hanno inviato una lettera congiunta a Laura Baldassare, Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale, per esprimere preoccupazione sulle modalità con cui l’avviso di chiusura è stato notificato alle famiglie rom residenti all’interno del Centro. In seguito al costante monitoraggio delle due organizzazioni è stato infatti accertato che <b>non è stata rilasciata alcuna documentazione scritta</b> che assicurasse l’accettazione del trasferimento presso altre strutture da parte dei residenti e che <b>non tutti i nuclei hanno accettato le alternative proposte</b> restando ancora in attesa di sapere dove verranno riallocati.</p>
<p>Le due organizzazioni sottolineano quindi come «l’operazione di chiusura in atto <b>assume a tutti gli effetti i connotati di uno sgombero forzato</b>», ricordando che tali operazioni costituiscono una violazione dei diritti umani oltre che degli obblighi internazionali cui l’Italia è vincolata.</p>
<p>Secondo le informazioni raccolte da Associazione 21 luglio ed ERRC, le soluzioni abitative proposte in alternativa dal Dipartimento Politiche Sociali sono gli insediamenti di Camping River e Salone, e il Centro di Accoglienza per soli rom di Via Toraldo. È evidente che <b>anziché procedere al graduale svuotamento delle baraccopoli istituzionali</b>, le politiche del Comune perseverano di fatto nel mantenimento e nella legittimazione di questi luoghi della vergogna.</p>
<p>Tali proposte alloggiative <b>reiterano di fatto la segregazione abitativa e sociale su base etnica </b>e si muovono in direzione contraria rispetto agli impegni contenuti dalla <i>Stategia Nazionale d&#8217;Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti</i>, <b>affollando ulteriormente questi luoghi di emarginazione sociale già al di sotto degli standard</b> nazionali e internazionali sul diritto all’alloggio. Questi trasferimenti costituiscono di fatto un <b>impedimento al processo di superamento delle baraccopoli</b> perpetrando politiche abitative insostenibili anche dal punto di vista economico, oltre che sociale.</p>
<p>Alla luce di queste considerazioni, le organizzazioni hanno chiesto alle autorità locali di <b>riavviare urgentemente le consultazioni con le famiglie</b> che sono ancora in attesa di essere riallocate tenendo conto delle loro specifiche esigenze.</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio, «invece di assistere alla fuoriuscita delle famiglie rom dalle baraccopoli istituzionali, come promesso in campagna elettorale e come scritto nel Programma del Governo locale, le stesse <b>continuano ad essere utilizzate per concentrare famiglie rom in condizione di fragilità economica e sociale</b>. Entro ottobre era stato promesso il Piano per il superamento dei “campi” a Roma; sino ad ora c’è stata perfetta <b>continuità con il passato</b> ed abbiamo solo visto bandi milionari, sgomberi forzati e azioni volte alla segregazione abitativa».</p>
<div></div>
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		<title>La Giunta Raggi e i rom: 12 milioni di euro per un nuovo “sistema campi”?</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 06:43:03 +0000</pubDate>
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<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6542" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></div>
<div>
<p>Preoccupazione di Associazione 21 luglio: «Dopo che nel 2015 erano state azzerate le risorse per la gestione dei campi rom, con la nuova Amministrazione si sta riattivando <b>un flusso economico di 12 milioni di euro</b>. Si sta riformando l’humus nel quale è cresciuto il “sistema campi” di <b>Mafia Capitale</b>».</p>
<p>I primi 100 giorni costituiscono per ogni Amministrazione Comunale un’occasione per tracciare un bilancio sull’eredità raccolta e per delineare linee programmatiche secondo macro obiettivi chiari e definiti. Associazione 21 luglio, nel rileggere i primi 100 giorni della Giunta Raggi e le politiche espresse in relazione alle baraccopoli presenti nella Capitale, <b>manifesta delusione</b> e una <b>profonda preoccupazione</b> per il rischio che, in presenza di linee politiche poco chiare e di azioni contraddittorie, <b>possa ricrearsi l’humus in cui è nato e si è consolidato il “sistema campi” </b>venuto alla luce nell’inchiesta denominata “Mafia Capitale”.</p>
<p>Le premesse non erano state incoraggianti. La campagna elettorale che ha preceduto l’elezione del sindaco di Roma è stata caratterizzata dall’obiettivo quasi comune a tutti i candidati di “<b>superare le baraccopoli</b>”, accompagnato tuttavia dall’assenza di tempi certi e di azioni definite.</p>
<p>Dopo le elezioni, il 21 luglio 2016 la Giunta Capitolina ha approvato le “<b>Linee programmatiche 2016-2020 per il Governo di Roma Capitale</b>”. In due occasioni si parla del “superamento dei campi” e in entrambi i casi, in assenza di un piano strategico definito, <b>gli obiettivi vengono confusi con le azioni e gli strumenti</b>. In assenza di linee politiche chiare, nei primi 100 giorni della Giunta Raggi si è assistito a una serie di azioni che destano preoccupazione.</p>
<p>L’8 luglio 2016, attraverso il sito ufficiale, il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale ha indetto una “<b>Gara per il reperimento di un’area attrezzata</b>” per soli rom. Il concorrente – si legge nel bando – dovrà mettere a disposizione «un’area attrezzata per l’accoglienza e soggiorno temporaneo di 120 nuclei familiari di cui 109 attualmente ospiti presso il Villaggio River», per un appalto che avrà come importo complessivo posto a base di gara di <b>1.549.484 euro</b> e che avrà decorrenza dal 1° ottobre 2016 per terminare il 31 dicembre 2017. Il 9 agosto l’Assemblea Capitolina ha bocciato una mozione nella quale veniva chiesto il ritiro del bando.</p>
<p>Il 25 agosto si è svolto presso il Dipartimento Politiche Sociali il primo incontro ufficiale sulla “questione rom” preparatorio al <i>Tavolo per l’inclusione dei rom</i> convocato dall’assessore Laura Baldasarre. Dopo anni di assenza, tra gli invitati sono riapparsi alcuni <b>sedicenti “rappresentanti rom”</b>: autoproclamatisi tali o nominati nella passata amministrazione a guida Alemanno al fine di ridurre a mera formalità l’effettiva partecipazione dei rom alle decisioni che influiscono sul loro futuro. Gli stessi, al termine dell’incontro, sono stati invitati a redigere rapporti sulle condizioni strutturali degli insediamenti, con il rischio che nuovamente potranno assurgere al ruolo di filtro e proteggere gli interessi di pochi a discapito delle istanze di quei nuclei famigliari maggiormente vulnerabili che ancora attendono di riuscire a far sentire la propria voce.</p>
<p>Il 20 settembre si è proceduto all’apertura delle offerte relative alla <b>Gara per la gestione di 6 baraccopoli istituzionali</b>, denominati “villaggi” per un importo lordo superiore ai <b>6 milioni di euro</b>. Il servizio prevede la riproposizione delle medesime mansioni svolte negli insediamenti fino al 2014 inasprendo le regole sicuritarie già stabilite nel periodo della “Emergenza Nomadi” e <b>dichiarate incostituzionali dal TAR del Lazio nel 2009</b>.</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio la legittimazione operata nei confronti dei sedicenti rappresentanti rom e la contestuale <b>riproposizione di bandi milionari</b> – nei quali le voci di spesa destinate all’inclusione sono minime e non è possibile rintracciare indicatori concreti in linea con il dichiarato obiettivo di superare le baraccopoli &#8211; rappresentano fatti estremamente gravi volti a ricreare le condizioni per il ricostituirsi del “sistema campi”. «<i>Come mosche sul miele </i>– denuncia il presidente Carlo Stasolla – <i>alcune organizzazioni che fino al 2014 operavano attorno alla fiorente economia del sociale che si muoveva attorno ai “campi”, alcune delle quali hanno visto i loro presidenti indagati o arrestati, potranno rientrare dalla finestra, dopo che le vicende successive a “Mafia Capitale” le avevano fatte uscire dalla porta</i>».</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio la Giunta Raggi non sembra avere consapevolezza dell’urgenza di adempiere anzitutto agli <b>obblighi istituzionali</b> derivanti da una <b>sentenza del Tribunale Civile di Roma</b>, da una <b>delibera di iniziativa popolare</b> sottoscritta da<b> 6.000 cittadini romani</b> e da una <b>delibera della Giunta Capitolina</b> che impegna 4,4 milioni di euro di fondi europei per la chiusura degli insediamenti e l’inclusione abitativa delle comunità rom a Roma.</p>
<p>La prima risale al 30 maggio 2015 quando un giudice del Tribunale Civile di Roma, in riferimento alla baraccopoli istituzionale La Barbuta, ha riconosciuto «<i>il carattere discriminatorio che si concretizza nell’assegnazione degli alloggi</i>» ordinando al Comune di Roma «<i>la cessazione della suddetta condotta nel suo complesso e la rimozione dei relativi effetti</i>». A tale Ordinanza <b>non è seguita alcuna azione da parte dell’attuale Amministrazione</b> che quindi non sta dando seguito alla decisione del giudice.</p>
<p>La seconda risale allo scorso anno, quando nove organizzazioni hanno depositato in Campidoglio più di 6.000 firme per chiedere il superamento progressivo e la chiusura degli insediamenti formali per rom presenti nella città di Roma in attuazione della Strategia nazionale d’inclusione dei Rom. La delibera di iniziativa popolare dovrebbe essere discussa dall’Assemblea Capitolina, così come richiede lo Statuto Comunale, <b>ma ad oggi non è stato nemmeno avviato l’iter</b>.</p>
<p>La terza è del 28 ottobre 2015 quando la Giunta Capitolina ha deliberato, nella Deliberazione n. 350, la partecipazione di Roma Capitale al Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane adottato dalla Commissione Europea. Il Programma prevede una specifica azione di inclusione abitativa, scolastica e occupazionale volta ad agevolare la fuoriuscita dei rom dalle baraccopoli istituzionali attraverso lo stanziamento di 4,4 milioni di euro. Ad oggi si segnala <b>una amnesia istituzionale e nessuna azione è stata intrapresa dalla Giunta Raggi</b> <b>al fine di darne concreta attuazione</b> con il rischio che il denaro venga a breve riallocato in altre voci di spesa.</p>
<p>Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione per l’inadempienza, da parte del Comuna di Roma, della sentenza del Tribunale Civile, così come ritiene che la mancata discussione della Delibera rappresenti un grave deficit di ascolto della volontà popolare. <b>A fronte di 7,6 milioni di euro di fondi comunali previsti per il mantenimento del “sistema campi”, si denuncia il mancato utilizzo di 4,4 milioni di fondi europei previsti per il superamento degli insediamenti. In gioco ci sono 12 milioni di euro</b> che l’Amministrazione Comunale potrebbe utilizzare da subito per ottemperare alle promesse fatte in campagna elettorale.</p>
<p>«<i>In piena campagna elettorale</i> – conclude il presidente Carlo Stasolla – <i>Virginia Raggi parlò di superamento dei campi. Le idee e le risorse non mancano e con 12 milioni di euro il problema potrebbe essere aggredito alla radice. Chi ha interesse a che ciò non avvenga? Ci sembra invece di assistere a un film già visto fatto di azioni confuse e contraddittorie, di proclami e di bandi milionari. <b>In tale contesto risulta elevato il rischio di veder riaffiorare i nomi di quanti nel passato hanno lucrato illegalmente attorno alla “questione rom”</b></i>».</p>
<div></div>
</div>
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		<title>“Ultimo Banco”, il nuovo rapporto di Associazione 21 luglio sul rapporto tra scuola e bambini rom a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 08:39:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p> «La segregazione abitativa alla base di un decennio di fallimenti». &#160; &#160; Dal 2002 al 2015 il Comune di Roma ha investito nel “Progetto Scolarizzazione Rom di Roma Capitale” circa 27 milioni di euro,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b> «La segregazione abitativa alla base di un decennio di fallimenti».</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5540" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5540" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div>Dal 2002 al 2015 il Comune di Roma ha investito nel “Progetto Scolarizzazione Rom di Roma Capitale” <b>circa 27 milioni di euro</b>, coinvolgendo un numero compreso tra i 500 e i 2000 minori rom residenti negli insediamenti formali della Capitale. Nonostante il forte investimento di risorse e l’estesa durata del “Progetto”, in questi anni <b>non sono mai stati prodotti dati ufficiali</b> relativi alla valutazione dei risultati e alla qualità degli interventi.</p>
<p>Considerata tale carenza, <b>Associazione 21 luglio ha condotto un’accurata analisi </b>del “Progetto Scolarizzazione Rom” con uno specifico focus sul periodo 2009-2015, e ha elaborato i risultati nel report “<a title="Ultimo Banco. Analisi dei progetti di scolarizzazione rivolti ai minori rom a Roma" href="http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad498c4cc&amp;linkDgs=11ef547ad498be67&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad498c4cc%26linkDgs%3D11ef547ad498be67&amp;source=gmail&amp;ust=1469176369466000&amp;usg=AFQjCNGJPl-z-dSlOxiwsdSaBT8oEADKmg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #99042e;">Ultimo Banco. Analisi dei progetti di scolarizzazione rivolti ai minori rom a Roma</span></a>”. La ricerca verrà presentata<b> mercoledì 27 aprile 2016 alle ore 17</b> presso la Sala Parlamentino della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sede dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali alla presenza del direttore dell’UNAR <b>Francesco Spano</b> e dell’ex assessore alle politiche scolastiche di Roma Capitale <b>Marco Rossi Doria</b>.</p>
<p>Il quadro che emerge dal rapporto è allarmante. Secondo i dati relativi al periodo analizzato, nella città di Roma 9 minori rom su 10 non hanno frequentato la scuola con regolarità, un minore rom su 2 è in ritardo scolastico e frequenta quindi una classe non conforme alla sua età anagrafica, infine, sulla media dei 1.800 bambini rom iscritti a scuola solo 198 hanno frequentato almeno i tre quarti dell’orario scolastico. Nell’ultimo anno scolastico monitorato, quello del 2014-2015, nella baraccopoli istituzionale di Castel Romano, la frequenza regolare ha raggiunto il suo valore più basso attestandosi al 3,1%.</p>
<p>Da questi elementi emerge come le politiche di scolarizzazione rivolte ai minori rom residenti nella Capitale siano state negli anni del tutto insufficienti. <b>Le responsabilità di tale insuccesso sono imputabili a diversi soggetti e fattori</b>: all’impianto politico e istituzionale, alle competenze e risorse di cui hanno potuto disporre gli enti affidatari del “Progetto”, alla risposta dei minori rom e al loro contesto socio-economico, alle politiche abitative e di sgombero.</p>
<p>Dal rapporto emerge come anche il corpo docente non sembra mostrarsi adeguatamente preparato nel fornire risposte concrete alla questione. Ai minori rom vengono spesso assegnati programmi didattici semplificati rispetto a quelli del resto della classe, aumentando di fatto il loro ritardo scolastico che è destinato ad accumularsi nel corso degli anni. Già all’interno della <i>Strategia Nazionale di Inclusione delle comunità Rom, Sinti e Camminanti </i>&#8211; documento ufficiale pubblicato nel 2012 &#8211; veniva evidenziato come in Italia la percentuale di minori rom con un handicap certificato toccava percentuali allarmanti (30-40%). Il dato indicherebbe un uso improprio del sostegno scolastico, assegnato in modo indiscriminato per fronteggiare i ritardi scolastici interpretati come cognitivi.</p>
<p>Nel report presentato da Associazione 21 luglio viene sottolineato come – alla base di tutto &#8211;<b> la segregazione abitativa all’interno delle baraccopoli</b>, isituzionali e non, <b>incida in maniera determinante sulle possibilità di successo delle politiche di scolarizzazione</b> adottate. Un bambino nato e cresciuto in un contesto di emergenza abitativa inizia il proprio percorso scolastico in una condizione di oggettiva penalizzazione. Non dispone di servizi igienici adeguati e di spazi di studio per i compiti; quasi sempre i suoi genitori sono privi di strumenti e capacità per sostenerlo nello svolgimento dello studio; il trasporto scolastico – effettuato con mezzi riservati esclusivamente a minori rom – è riconosciuto istituzionalmente insufficiente tanto che l’alunno della baraccopoli è giustificato ad entrare anche un’ora dopo dall’inizio delle lezioni e ad uscire anticipatamente rispetto al normale orario scolastico.</p>
<p>«Gli impietosi numeri della ricerca rivelano il fallimento di una politica abitativa segregazionista, condotta su base etnica, dispendiosa e lesiva dei diritti fondamentali, quale quella adottata dalle diverse amministrazioni che si sono succedute nella Capitale» &#8211; ribadisce Associazione 21 luglio &#8211; «<b>È dal superamento delle baraccopoli romane che il nuovo sindaco che uscirà dalle urne dovrà ripartire</b> per salvaguardare un’infanzia il cui futuro appare già gravemente compromesso».</p>
<p><span style="color: #99042e;"><a title="SCARICA LA RICERCA COMPLETA" href="http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad498c4cc&amp;linkDgs=11ef547ad498be69&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad498c4cc%26linkDgs%3D11ef547ad498be69&amp;source=gmail&amp;ust=1469176369466000&amp;usg=AFQjCNG_j-WdHBWOmpTtjP3bAkMVdURHUg&utm_source=rss&utm_medium=rss">SCARICA LA RICERCA COMPLETA</a></p>
<p></span></div>
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		<title>Lettera del Commissario europeo per i Diritti Umani Muižnieks a Renzi: «Italia viola obblighi internazionali in materia di sgomberi forzati dei rom».</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/02/24/lettera-del-commissario-europeo-per-i-diritti-umani-muiznieks-a-renzi-italia-viola-obblighi-internazionali-in-materia-di-sgomberi-forzati-dei-rom/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 06:33:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>    In una lettera inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa Nils Muižnieks si è detto seriamente preoccupato per la continuazione degli sgomberi forzati&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/24/lettera-del-commissario-europeo-per-i-diritti-umani-muiznieks-a-renzi-italia-viola-obblighi-internazionali-in-materia-di-sgomberi-forzati-dei-rom/">Lettera del Commissario europeo per i Diritti Umani Muižnieks a Renzi: «Italia viola obblighi internazionali in materia di sgomberi forzati dei rom».</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-28.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5298" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5298" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-28.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (28)" width="300" height="210" /></a></span></div>
<div><b><span style="font-size: medium;"> </span></b></div>
<div><b><span style="font-size: medium;"> </span></b></div>
<div></div>
<div>In una <a title="lettera" href="http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad492a8b6&amp;linkDgs=11ef547ad492afa5&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #99042e;">lettera</span></a> inviata al Presidente del Consiglio <b>Matteo Renzi</b>, il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa <b>Nils Muižnieks</b> si è detto <b><u>seriamente preoccupato </u></b>per la continuazione degli sgomberi forzati ai danni delle comunità rom in Italia.</div>
<div></div>
<div>«Voglio ricordare che ogni sgombero effettuato senza le dovute garanzie procedurali e senza l’offerta di soluzioni abitative alternative adeguate rappresenta <b>una seria violazione degli obblighi internazionali da parte dell’Italia</b>. Con dispiacere osservo la continuazione delle politiche del passato», ha scritto al primo ministro italiano il Commissario, che ha citato i dati fornitigli dall’Associazione 21 luglio sull’incremento degli sgomberi forzati a Roma, a partire dal 13 marzo 2015, giorno dell’annuncio del Giubileo della Misericordia nella Capitale.</div>
<div></div>
<div>Il Commissario per i Diritti Umani, accompagnato dall’Associazione 21 luglio, aveva visitato alcuni insediamenti rom della Capitale nel luglio 2012. Un anno dopo, a novembre 2013, aveva rivolto una lettera di preoccupazione all’ex sindaco Ignazio Marino.</div>
<div></div>
<div>«Durante la mia visita ho potuto osservare in prima persona le <b>condizioni al di sotto degli standard</b> in cui vivono i rom nei dintorni di Roma, sia negli insediamenti informali che nei “villaggi attrezzati” autorizzati. La segregazione che caratterizza questi ultimi – si legge nella lettera &#8211; mina seriamente le possibilità per gli abitanti di <b>ricevere istruzione</b>, <b>avere accesso al lavoro</b>, <b>interagire con persone non rom</b> e <b>integrarsi nella società</b>. Per questo, i “villaggi attrezzati” <b><u>non possono essere considerati </u></b>delle alternative abitative adeguate nel contesto degli sgomberi forzati».</div>
<div></div>
<div>Oltre agli sgomberi forzati che continuano ad occorrere nella Capitale, Nils Muižnieks si è soffermato sugli oltre 2 mila rom sgomberati nel 2014 a Milano e sulle ulteriori azioni previste nei primi mesi del 2016.</div>
<div></div>
<div>«In molti casi le azioni di sgombero sono realizzate <b>senza una notifica formale</b> o <b>sufficiente preavviso</b> e, fatto ancora più grave, <b>senza una genuina consultazione con i diretti interessati</b>», ha scritto ancora il Commissario nella lettera che prosegue: «Ho ricevuto notizie di famiglie rom rese <b>senza tetto</b> dato che <b>nessuna soluzione alternativa</b> è stata loro fornita oppure considerato che l’unica alternativa proposta è stata il ricollocamento in <b>centri di raccolta</b>, segregati, per soli rom».</div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/thLAV709GM.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5299" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5299" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/thLAV709GM.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="thLAV709GM" width="300" height="172" /></a></div>
<div></div>
<div>Muižnieks ha quindi ricordato a Matteo Renzi come già nel 2005 e nel 2010 il Comitato Europeo sui Diritti Sociali avesse già ravvisato <b>la violazione</b>, da parte dell’Italia, dell’articolo 31 della Carta Sociale Europea sul diritto all’alloggio e, nel 2010, di altri tre articoli della stessa Carta in relazione alle condizioni di vita di rom e sinti. Violazioni che lo stesso Comitato ha ribadito anche a gennaio 2016.</div>
<div></div>
<div>«Campi segregati e sgomberi forzati sono <b>diametricalmente opposti </b>rispetto allo spirito della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti che l’Italia ha adottato nel febbraio 2012», ha concluso il Commissario che ha quindi chiesto al Presidente del Consiglio italiano informazioni sulle misure che l’Italia intende attuare per un cambio di marcia.</div>
<div></div>
<div>Alla lettera di Nils Muižnieks è seguita la replica del Ministero degli Esteri italiano, a firma del sottosegretario <b>Benedetto Della Vedova</b>, il quale, tra le altre cose, ha voluto sottolineare come gli sgomberi degli insediamenti informali siano realizzati «nel pieno interesse delle persone coinvolte, nel rispetto delle normative e delle procedure» e con il massimo impegno, da parte della autorità locali, nel «provvedere soluzioni alternative abitative adeguate».</div>
<div></div>
<div>«Oltre che del tutto <b>insoddisfacente per i contenuti espressi</b> nella replica al richiamo del Commissario per i Diritti Umani, la lettera a firma Benedetto Della Vedova contiene informazioni, relative in particolare al rispetto delle procedure in materia di sgomberi forzati, <b>che non trovano alcun riscontro</b> nel modo in cui, in Italia, le autorità competenti attuano le azioni di sgombero, rendendosi pertanto responsabili di gravi violazioni dei diritti umani di uomini, donne e bambini», afferma l’Associazione 21 luglio che ha chiesto un nuovo incontro al Commissario Muižnieks.</div>
<div></div>
<div>&#8212; &#8212;</div>
<div></div>
<div><b>Le versioni integrali della lettera del Commissario e della replica del Ministero sono consultabili al sito: </b><a href="http://www.coe.int/it/web/commissioner/-/european-countries-must-stop-forced-evictions-of-roma?redirect=http://www.coe.int/it/web/commissioner/home?p_p_id=101_INSTANCE_iFWYWFoeqhvQ&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_state=normal&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=column-1&amp;p_p_col_count=4&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #1155cc;">http://www.coe.int/it/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>web/commissioner/-/european-<wbr />countries-must-stop-forced-<wbr />evictions-of-roma?redirect=<wbr />http://www.coe.int/it/web/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr />commissioner/home?p_p_id=101_<wbr />INSTANCE_iFWYWFoeqhvQ&amp;p_p_<wbr />lifecycle=0&amp;p_p_state=normal&amp;<wbr />p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=<wbr />column-1&amp;p_p_col_count=4</a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/24/lettera-del-commissario-europeo-per-i-diritti-umani-muiznieks-a-renzi-italia-viola-obblighi-internazionali-in-materia-di-sgomberi-forzati-dei-rom/">Lettera del Commissario europeo per i Diritti Umani Muižnieks a Renzi: «Italia viola obblighi internazionali in materia di sgomberi forzati dei rom».</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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