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	<title>shoah Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Shoah &#8211; Il genocidio dei Porrajmos</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 10:17:38 +0000</pubDate>
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<h1 class="gdlr-blog-title"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11981" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="750" height="394" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></h1>
<div class="clear">(Da www.21luglio.org)?utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
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<div class="gdlr-blog-content">
<p><em>«Inizialmente solo per gli ebrei esistevano le camere a gas, unicamente per loro. In un secondo momento, nell’estate del 1944, purtroppo anche per gli zingari fu decretata la stessa “soluzione finale”. Li hanno mandati a morire nelle camere a gas. Ebrei e zingari morivano per gas»</em> (Pietro Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz)</p>
<h3>Porrajmos: 500mila rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista</h3>
<p>Il 27 gennaio si celebra in Italia la <strong>Giornata della Memoria</strong> – riconosciuta grazie alla Legge n.211 del 20 luglio 2000 – che ricorda lo sterminio del popolo ebraico, la <strong>Shoah</strong>, ma che dimentica di commemorare anche <strong>i 500mila rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista</strong>. Una storia segnata dalla persecuzione su base etnica che, in tempi e con modalità differenti, ha colpito le comunità rom e sinte in Italia nel ventennio fascista: il Porrajoms.</p>
<h3>I quattro periodi del Porrajmos</h3>
<p>Sono quattro i periodi del “Porrajmos”, la violenta azione che in Italia ha inghiottito nel vortice dello sterminio centinaia di famiglia colpevoli solo di appartenere ad una “razza” giudicata senza speranza di conversione. Il primo periodo è inaugurato con la Circolare del Ministero degli Interni del 19 febbraio 1926 che dispone il respingimento delle carovane entrate nel territorio “anche se munite di regolare passaporto” e l’espulsione di quelle soggiornati di origine straniera. Il secondo periodo è racchiuso trail 1938 e il 1942 e risulta segnato da una pulizia etnica organizzata presso le frontiere. Il terzo periodo si inaugura con un Ordine emanato l’11 settembre 1940 dal Capo della Polizia Nazionale che ordina, per i rom di nazionalità italiana “certa o presunta” il rastrellamento “nel più breve tempo possibile” e il concentramento “sotto rigorosa vigilanza in località meglio adatte in ciascuna Provincia”. L’ultimo periodo, il quarto, parla il drammatico linguaggio della “soluzione finale” verso i campi di sterminio.</p>
</div>
<p><span style="color: #ff0000;">PER CHI SI TROVA A ROMA</span></p>
<div class="gdlr-blog-content">
<h3>Da Largo 16 ottobre a piazza degli Zingari per abbracciare le due Memorie</h3>
<p>All’interno della Settimana della Memoria, <strong>Associazione 21 luglio</strong>, con il patrocinio di <strong>Progetto Memoria</strong> – Associazione che si compone di sopravvissuti ai lager e testimoni diretti e indiretti -, organizza domenica 3 febbraio alle ore 11,00 una passeggiata urbana nel cuore di Roma per unire, in un unico abbraccio le Memorie delle due persecuzioni. La passeggiata avrà inizio <strong>alle ore 11,00 presso Largo 16 ottobre 1943</strong> con la testimonianza del sopravvissuto Lello Dell’Ariccia. I partecipanti si sposteranno poi in una passeggiata libera verso <strong>Piazza degli Zingari</strong> dove lo strorico Luca Bravi, accompagnato da alcune testimonianze, racconterà la vicenda del Porrajmos in Italia.</p>
<h3>L’evento si concluderà in piazza degli Zingari</h3>
<p>L’evento, accompagnato da musica tzigana, dalle canzoni di Maurizio Di Veroli e dalle riflessioni della giornalista Annalisi Camilli e dell’antropologo Piero Vereni, si concluderà in Piazza degli Zingari alle ore 12,30 con un omaggio presso la targa che ricorda lo sterminio del popolo rom.Ogni singolo partecipante è invitato <strong>a portare un fiore da deporre in piazza degli Zingari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>La shoah dei bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 04:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continuiamo il nostro percorso sull&#8217;importanza della memoria con la segnalazione del libro intitiolato La Shoah dei bambini di Bruno Maida, edito da Einaudi. Il saggio è stato presentato lo scorso 19 gennaio presso la&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/La-Shoah-dei-bambini-Maida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/La-Shoah-dei-bambini-Maida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="197" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Continuiamo<br />
il nostro percorso sull&#8217;importanza della memoria con la segnalazione<br />
del libro  intitiolato <i>La<br />
Shoah dei bambini</i><br />
di Bruno Maida, edito da Einaudi. Il saggio è stato presentato lo<br />
scorso 19 gennaio presso la Casa della Cultura di Milano.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0.5cm;">
Un<br />
libro che riattraversa «con occhi di bambino» le tragiche vicende<br />
della persecuzione antiebraica: per i bambini «ariani», cresciuti<br />
nell&#8217;educazione al razzismo e alla guerra e, soprattutto, per i<br />
bambini ebrei, allontanati da scuola, testimoni impotenti della<br />
progressiva emarginazione sociale e lavorativa dei genitori, quando<br />
non della distruzione e dell&#8217;eliminazione fisica della propria<br />
famiglia. Da questa prospettiva &#8211; peculiare, e tuttavia<br />
indispensabile per comprendere l&#8217;essenza di una persecuzione<br />
razziale, dunque fondata propriamente sulla nascita &#8211; la storia che<br />
abbiamo alle spalle assume nuovi significati e stratificazioni. In<br />
bilico tra due registri &#8211; narrativo e storiografico &#8211; il libro si<br />
colloca in un filone d&#8217;indagine che vede crescere a livello<br />
internazionale l&#8217;interesse verso la storia dell&#8217;infanzia nel<br />
Novecento.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
intervistato il Prof. Maida che ringraziamo molto per la sua<br />
disponibilità.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ogni<br />
anno, il 27 gennaio, si parla della Giornata della memoria, ma che<br />
cos&#8217;è la memoria storica e quanto è importante per il Presente e<br />
per il Futuro dell&#8217;umanità?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
memoria non è la Storia, sono due cose differenti. La memoria è una<br />
fonte straordinaria per la Storia, per la possibilità di<br />
raccontarla, soprattutto nel caso della Shoah dove molte prove sono<br />
state cancellate e distrutte e, quindi, è molto difficile<br />
ricostruirne il processo.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel suo<br />
libro affronta il tema dell&#8217;Olocausto da un punto di vista inusuale:<br />
quello dei bambini. Perchè questa scelta?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per due<br />
ragioni, fra le molte importanti: una è che la Shoah dei bambini è<br />
la Shoah. Perchè, se il tentativo era quello di distruggere<br />
completamente un gruppo, di annientarlo, uccidere i bambini era la<br />
condizione primaria. In secondo luogo, più in generale, perchè<br />
parlare dei bambini significa attribuire un protagonismo all&#8217;infanzia<br />
e, quindi, considerare i bambini non soltanto come oggetto della<br />
Storia, ma come soggetto protagonista della Storia.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cosa<br />
significa essere genitori di bambini perseguitati?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vuol<br />
dire, prima di tutto, essere perseguitati in prima persona e,quindi,<br />
essere soggetti che progressivamente si indeboliscono e perdono<br />
quella possibilità e capacità di proteggere, di difendere i propri<br />
figli. Nello stesso tempo significa, come è accaduto in quella<br />
vicenda, riuscire a far emergere straordinarie energie, oltre alla<br />
capacità di costruire quel simulacro di normalità nel clima di<br />
persecuzione e, così, di garantire ai propri figli una condizione<br />
meno brutta possibile.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche i<br />
bambini ariani, in fondo, sono stati vittime dell&#8217;educazione<br />
nazista&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
nazismo educò alla morte, all&#8217;intolleranza, alla violenza.<br />
Sicuramente i bambini educati all&#8217;ideologia nazista furono anch&#8217;essi<br />
vittime, in molti modi differenti: lo furono perchè si formarono su<br />
alcuni sistemi di valori di quel genere, lo furono perchè costretti<br />
anche a combattere, lo furono anche senza essere ebrei perchè alcuni<br />
ariani vennero perseguitati e uccisi solo perchè considerati<br />
inferiori, pensiamo, ad esempio, ai bambini handicappati.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;ideologia<br />
nazista, infatti, aveva al suo centro l&#8217;infanzia e si basava sulla<br />
distruzione di tutte quelle parti d&#8217;infanzia che non corrispondevano<br />
al suo modello.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il suo<br />
saggio è molto documentato: dove ha reperito il materiale per<br />
prepararlo?
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
lavoro si è costruito, soprattutto, come la raccolta di voci: voci<br />
di testimonianze orali, di raccolte, di documentazioni scritte. Le<br />
fonti principali sono state il Centro di documentazione ebraica di<br />
Milano e la Fondazione Spielberg che forniscono tantissime storie. Il<br />
mio obiettivo era ricostruire quella vicenda e, contemporaneamente,<br />
ridare voce pubblica a quei bambini.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<table border="0" cellpadding="2" cellspacing="0" style="width: 643px;">
<tbody>
<tr>
<td width="639">
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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