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	<title>Simoncelli Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<item>
		<title>Ad un anno dal rapimento delle studentesse nigeriane da parte di Boko Haram</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 04:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pochi giorni fa, il 14 aprile scorso, è ricorso l&#8217;anniversario del rapimento delle studentesse nigeriane da parte di Boko Haram, ma pochi hanno riportato la notizia e sembra che l&#8217;interesse verso questa grave situazione&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Pochi<br />
giorni fa, il 14 aprile scorso, è ricorso l&#8217;anniversario del<br />
rapimento delle studentesse nigeriane da parte di Boko Haram, ma<br />
pochi hanno riportato la notizia e sembra che l&#8217;interesse verso<br />
questa grave situazione sia scemato nel corso del tempo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani ha intervistato il giornalista Lorenzo Simoncelli<br />
che ha avuto occasione di parlare con alcune delle ragazze che sono<br />
riuscite a scappare dai rapitori. Ringraziamo moltissimo Simoncelli<br />
per il tempo che ci ha dedicato e per le notizie che ci ha voluto<br />
fornire.
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/images-60.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/images-60.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come si<br />
è preparato e organizzato per questo viaggio?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Rispetto<br />
agli altri viaggi professionali, c&#8217;è stato da limare tutto l&#8217;aspetto<br />
legato alla sicurezza. Sono andato nel Nord Est del Paese, cioè<br />
nella parte più colpita da Boko Haram, e mi sono appoggiato ad una<br />
mozione diplomatica che è stata portata avanti dall&#8217;ambasciata<br />
svizzera e, una volta in loco, ho avuto il supporto tecnico-logistico<br />
dell&#8217;American University di Yola, l&#8217;unica realtà accademica<br />
internazionale nella zona del Nord Est che mi ha facilitato<br />
fornendomi le “stringhe”: i traduttori, gli autisti e una<br />
sicurezza  fisica con guardie personali.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ventuno<br />
delle ragazze rapite sono all&#8217;interno dell&#8217;università di Yola: ho<br />
avuto la possibilità di conoscere il Rettore &#8211; una professoressa<br />
della California &#8211; e ho avuto l&#8217;accesso all&#8217;incontro con quattro<br />
ragazze, nello scorso mese di febbraio, durante il periodo delle<br />
elezioni.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qual è<br />
la situazione attuale in Nigeria?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
situazione è di caos calmo. La Nigeria è, in realtà, un<br />
continente. Non è enorme per quanto riguarda la superficie, però è<br />
un Paese con 180 milioni di abitanti e il PIL di Lagos comprende, da<br />
solo, 19 Stati africani.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
C&#8217;è una<br />
netta separazione tra Nord e Sud: un Nord poverissimo, arido e<br />
prevalentemente musulmano e un Sud di varie confessioni cristiane,<br />
più ricco, con una Lagos con un neoliberismo totale e una roccaforte<br />
petrolifera, nel delta del Niger, in cui, secondo me, ci saranno i<br />
problemi maggiori perchè ci sono dei guerriglieri che negli anni<br />
passati sono stati artefici di molti rapimenti soprattutto di<br />
imprenditori stranieri e che, nel 2009, hanno siglato questo tacito<br />
accordo con il governo (in carica fino a maggio) in cui dicevano:<br />
“Voi ci date parte delle royalties dell&#8217;estrazione del petrolio e<br />
in cambio noi stiamo tranquilli”. Questo “patto”, con la<br />
vittoria di Muhammadu Buhari, rischia di saltare.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Buhari,<br />
inoltre, ha più di settant&#8217;anni, non si parlava di lui da tanto<br />
tempo, è per la dissciplina ferrea, ma è sembrato l&#8217;uomo giusto<br />
perchè il precedente governo è stato caratterizzato da una<br />
fortissima corruzione, considerando anche che durante la dittatura<br />
militare sono state uccise tante persone, è stata applicata una dura<br />
censura giornalistica e  sono stati incarcerati anche alcuni<br />
politici. Ho paura, quindi, che sia stato fatto un voto di protesta,<br />
mirato ad abbattere la corruzione e a tenere sotto controllo i<br />
guerriglieri, attraverso la disciplina (perchè è stato un<br />
generale), recuperando anche un esercito.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Prima di<br />
essere rapite, dove vivevano le ragazze? In che condizioni le hai<br />
trovate?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
ragazze vivevano a Chibok, città in uno dei tre Stati più colpiti da Boko<br />
Haram, nel Nord Est. Si tratta di una zona desertica, dove non c&#8217;è<br />
nulla: hanno vite semplicissime, in condizioni precarie e caldo<br />
terribile. Ci sono scuole che, in realtà, sono costruzioni<br />
fatiscenti. Le ragazze sono cristiane in un posto in cui la<br />
popolazione è al 97% musulmana.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Prima<br />
del rapimento, le ragazze andavano a scuola al mattino, al pomeriggio<br />
si dedicavano alla famiglia, cucinavano insieme alle madri e<br />
lavoravano nei campi. Non erano mai uscite dal villaggio e non<br />
sapevano nulla di quello che passa nel mondo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Io dico<br />
che la ragazze con cui ho parlato, hanno avuto la “sorte” di<br />
fuggire dai rapitori. Appena i guerriglieri sono entrati nella<br />
scuola: alcune sono riuscite a scappare dalla finestra; due sorelle,<br />
appena caricate sui sette camion dei guerriglieri, sono scappate in<br />
corsa; altre sono riuscite a venire via dai campi di Boko Haram nelle<br />
prime ore del mattino.&nbsp; </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/images-59.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/images-59.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
sorella di una delle ragazze rapite lavorava come guardia di<br />
sicurezza all&#8217;interno dell&#8217;università americana ed è riuscita a<br />
sapere che sua sorella era riuscita a scappare: ho chiesto,quindi, al<br />
Rettore se si poteva fare qualcosa e, tramite un lavoro di squadra<br />
anche con il Senato, sono riuscite ad ottenere un fondo di circa<br />
50.000 dollari per creare delle borse di studio. Da Yola al luogo<br />
dove sono state rapite, ci sono circa tre ore di autobus: il rettore<br />
dell&#8217;università ha mandato la ragazza della sicurezza a Chibok che<br />
ha iniziato a parlare con le famiglie delle studentesse, famiglie<br />
spaventate e che avevano paura di mandare le ragazze in una realtà<br />
occidentale anche perchè “Boko Haram” significa proprio “contro<br />
l&#8217;istruzione, contro l&#8217;educazione”. Sono riusciti a convincere<br />
alcune famiglie, i genitori che hanno dato il permesso di andare<br />
all&#8217;università americana sono scappati e vivono in altri Stati. Le<br />
ragazze sono state portate via dai villaggi, scortate dalle guardie<br />
del corpo e si sono presentate ad una rotonda, senza sapere chi<br />
sarebbe andato a prenderle, con un sacchetto di palstica che era<br />
tutto il loro bagaglio e senza scarpe. Uno dei padri di queste<br />
ragazze aveva due figlie, entrambe rapite: all&#8217;inizio le borse di<br />
studio erano dieci e questo padre si è trovato a dover scegliere tra<br />
le due figlie. Quando, arrivate alla rotonda, è stata fatta la<br />
conta, l&#8217;uomo ha preso due fogli di carta e ha fatto un sorteggio: di<br />
fronte a questa immagine, il Rettore ha concesso una borsa di studio<br />
in più.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quando<br />
sono entrate nell&#8217;università, una di loro con cui ho parlato, mi ha<br />
detto: “Pensavo di essere stata addormentata e di trovarmi negli<br />
Stati Uniti perchè non ho mai visto delle strutture del genere”:<br />
questo è stato il loro primo shock.il secondo è stato quello della<br />
lingua perchè parlavano solo il dialetto locale. Tutti gli operatori<br />
dell&#8217;università sono stati molto bravi a prendersi cura di loro,<br />
anche a livello educativo: le ragazze hanno giornate piene di<br />
lezioni, sono molto attive e una di loro vorrebbe fare il<br />
pilota&#8230;Oggi usano Internet anche se fino a un anno fa non sapevano<br />
cosa fosse un computer, ma non accettano il counceling psicologico e<br />
cercano di farcela da sole. E&#8217; anche vero che sono le meno<br />
traumatizzate perchè non hanno vissuto la prigionia e le torture,<br />
resta il trauma del rapimento e tra noi c&#8217;era un patto: non parlarne<br />
troppo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Molte di<br />
loro vogliono tornare a Chibok per migliorare la realtà locale e<br />
questo mi ha colpito: vogliono creare fondazioni, senza negare la<br />
realtà e nonostante siano ancora adolescenti.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ci sono<br />
notizie delle studentesse ancora in mano a Boko Haram?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Poco fa<br />
(<i>14 aprile 2015)</i><br />
ho parlato con un giornalista nigeriano, che ha molti contatti con<br />
Boko Haram e la verità assoluta non c&#8217;è. Ci sono due correnti di<br />
pensiero: una sostiene che sono morte (tesi sostenuta anche dall&#8217;ONU)<br />
e l&#8217;altra sostiene, invece, che per un qualsiasi gruppo terrorista (e<br />
Boko Haram si trova in mezzo al nulla, con poche fonte di<br />
approvvigionamento) avere 200 ragazze come ostaggi che tutto il mondo<br />
rivuole, rappresenta una enorme possibilità di scambio e io sono più<br />
per questa seconda ipotesi. Altri ancora sostengono che, quando<br />
Buhari diventerà presidente (il prossimo 29 maggio), ci sarà un<br />
colpo di scena e sarà proprio quello della liberazione delle<br />
ragazze.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Tre<br />
settimane fa sono state viste circa 50 studentesse ancora in vita ma,<br />
ripeto, la verità non la conosce ancora nessuno.
</div>
</div>
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