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	<title>sindaci Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<item>
		<title>I Comuni rispettino la normativa: l’iscrizione anagrafica va garantita anche ai richiedenti asilo nonostante la legge Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:21:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce alla seguente iniziativa e la sottoscrive. &#160; Una formale richiesta di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo è stata inviata a oltre 90 Comuni di Italia e all’Anci da&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/04/09/i-comuni-rispettino-la-normativa-liscrizione-anagrafica-va-garantita-anche-ai-richiedenti-asilo-nonostante-la-legge-salvini/">I Comuni rispettino la normativa: l’iscrizione anagrafica va garantita anche ai richiedenti asilo nonostante la legge Salvini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="artHeading">
<h1 dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12296" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></h1>
<h2 dir="ltr"></h2>
<h2 dir="ltr">Associazione Per i Diritti umani aderisce alla seguente iniziativa e la sottoscrive.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Una formale richiesta di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo è stata inviata a oltre 90 Comuni di Italia e all’Anci da una serie di associazioni che si battono sul tema dell’inclusione e dell’accoglienza</h2>
<div class="artAbstract" dir="ltr">
<p>L’iniziativa che ha come obiettivo quello di chiedere ai sindaci di prendere posizione sulla questione del diritto ad una anagrafe, segue la recente sentenza di Scandicci in seguito a ricorso di richiedente asilo seguito dall’avvocato Consoli di Asgi che ha portato l’ordinanza del Tribunale di Firenze del 18 marzo 2019 dove si è affermata l’inesistenza del divieto di iscrizione anagrafica e l’ obbligo al Sindaco di Scandicci, in questo caso, ad iscrivere un richiedente asilo.<br class="autobr" />Tra le associazioni firmatarie della lettera figurano: <strong>Campagna LasciateCIEntrare, Melting Pot Europa, Naga Onlus, Legalteam Italia, Mai più Lager &#8211; No ai CPR</strong>. <br class="autobr" />Il ricorso ha sottolineato una scorretta interpretazione delle norme previste dalla legge 132/2018 che ha precluso la possibilità, non soltanto ai richiedenti asilo, ma anche ai titolari di protezione sussidiaria, dell’iscrizione anagrafica. La legge di fatto non abolisce il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, ma modifica soltanto la procedura semplificata per tale iscrizione. <br class="autobr" />Secondo gli esperti infatti “<i>… per i richiedenti la protezione internazionale la regolarità del soggiorno, più che dal permesso di soggiorno che teoricamente potrebbero anche non ritirare o ottenere in ritardo come spesso accade, è comprovata dall’avvio del procedimento volto al riconoscimento della fondatezza della pretesa di protezione e quindi (tralasciando in questo contesto la semplice dichiarazione di volontà) dalla compilazione del cd. “modello C3”, e/o dalla identificazione effettuata dalla questura nell’occasione. L’uno o entrambi i documenti certificano la regolarità del soggiorno in Italia, assolvendo perfettamente alle condizioni previste dalla legge per l’iscrizione anagrafica</i>”.</p>
</div>
<div class="artChapo" dir="ltr">
<p><strong>Lo spazio per intervenire e per porre fine ad una ingiustizia che, tra le altre cose, complica la vita anche alle amministrazioni comunali, quindi c’è. I sindaci che hanno cuore l’interesse della collettività prendano dunque posizione.</strong></p>
</div>
</div>
<div id="artText" dir="ltr">
<p>La Campagna LasciateCIEntrare da anni denuncia le diverse discrezionalità degli uffici amministrativi per il diritto all’iscrizione anagrafica di richiedenti asilo e persone straniere nel territorio italiano<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh1" class="spip_note" title="La Residenza: un diritto a esercitare altri diritti, Convegno formativo (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb1?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">1</a>]</span>.</p>
<p>Dopo la conversione del D.L. 113/2018, entrato in vigore il 5 ottobre 2018, nella Legge “Salvini” 132/2018, è stata preclusa la possibilità di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e, in alcuni casi, è stata impedita <strong>persino a titolari di protezione sussidiaria</strong>, per un’erronea interpretazione della legge.<br class="autobr" />L’aggiunta all’articolo 4 della Legge 142 del 2015 del comma 1 bis secondo cui «<i>Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e dell’articolo 6, comma 7, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286</i>» ha causato la materiale impossibilità di iscrizione all’anagrafe di centinaia e centinaia di persone, che si sono viste negare un diritto soggettivo fondamentale, creando un discrimine contrario alla nostra Costituzione, che sancisce che «<i>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</i>».</p>
<p>Cionondimeno, in tale contesto, diversi sindaci, basandosi anche sulle osservazioni e gli approfondimenti di diversi giuristi esperti in materia (avvocate Daniela Consoli e. Nazzarena Zorzella<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh2" class="spip_note" title="Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella, L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb2?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">2</a>]</span>; professore di Filosofia del Diritto Emilio Santoro<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh3" class="spip_note" title="Emilio Santoro, In direzione ostinata e contraria. Parere sull’iscrizione (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb3?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">3</a>]</span>), si sono opposti al divieto d’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, assumendosi responsabilità personali di firma, come ad esempio il Sindaco Leoluca Orlando della città di Palermo e Stefania Bonaldi della città di Crema. Ciò in rispetto non solo della Costituzione (ad es. artt. 3 e 16), ma anche delle norme nazionali gerarchicamente superiori alla legge 132 del 2018: contrasterebbe infatti con l’art. 2 del Protocollo n. 4 allegato alla CEDU, ratificato e reso esecutivo in Italia con DPR 14 aprile 1982, n. 217 sulla <i>Libertà di circolazione</i>, che sancisce: «<i>Chiunque si trovi regolarmente sul territorio di uno Stato ha il diritto di circolarvi liberamente e di fissarvi liberamente la sua residenza</i>», e con l’art. 12 del Patto internazionale sui diritti civili e politici: «<i>Ogni individuo che si trovi legalmente nel territorio di uno Stato ha diritto alla libertà di movimento e alla libertà di scelta della residenza in quel territorio</i>», adottato dall’Assemblea generale il 16 dicembre 1966, e reso esecutivo in Italia con legge. n. 881 del 25 ottobre 1977.</p>
<blockquote class="spip"><p>Secondo gli esperti la Legge Salvini non abolisce infatti il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, ma semplicemente la procedura semplificata per tale iscrizione.</p></blockquote>
<p>In particolare specificano Consoli e Zorzella «<i>La norma, come detto, non pone un divieto e tuttavia nell’escludere che il permesso per richiesta asilo non rientri tra la documentazione utile per l’iscrizione anagrafica non ne individua un altro e dunque è compito dell’interprete procedere, colmando la lacuna e risalendo alla funzione che nell’ambito del diritto/dovere alla residenza anagrafica svolge l’esibizione del permesso di soggiorno.</i></p>
<p>La residenza, secondo la definizione del codice civile, è, semplicemente il &#8220;luogo in cui la persona ha la dimora abituale&#8221; (art. 43, comma 2, cc). Ora se il cittadino italiano dovrà dimostrare unicamente la stabile permanenza in un luogo e la volontà di rimanervi (cfr. a titolo d’esempio, Cass., sez. II, 14 marzo 1986, n. 1738; Cass. 5 febbraio 1985, n. 791; Cass. Sez. I, 21 giugno 1955, n. 1925; Cass. Sez. I, 17 ottobre 1955 n. 3226; Cass. Sez. II, 17 gennaio 1972 n. 126), il cittadino straniero dovrà dimostrare anche di essere regolarmente soggiornante in Italia, come espressamente richiede la legge 1228/1954, cd. “legge anagrafica” e il DPR n. 223/1989, cd. “regolamento anagrafico” (art. 6, comma 7, d.lgs 286/1998).<br class="autobr" />Come precisato nelle Linee guida 2014 elaborate in collaborazione con il Ministero dell’interno &#8220;Devono ritenersi illegittime quelle prassi volte a richiedere agli stranieri, in aggiunta alla dimora abituale e alla regolarità del soggiorno, ulteriori condizioni per l’iscrizione anagrafica&#8221; (cfr. Circ. Min. Interno, n. 8 del 1995; n. 2 del 1997).</p>
<p>Posto quindi che l’esibizione del permesso di soggiorno, ai fini della iscrizione anagrafica, assolve al compito di dimostrare la regolare presenza del cittadino non comunitario sul territorio italiano, gli interpreti e gli ufficiali di Governo dovranno chiedersi, nel silenzio del legislatore, quale documento possa, invece del permesso di soggiorno, assolvere alla funzione voluta dalla legge.</p>
<p><i>Ed invero, per i richiedenti la protezione internazionale <strong>la regolarità del soggiorno</strong>, più che dal permesso di soggiorno che teoricamente potrebbero anche non ritirare o ottenere in ritardo come spesso accade, <strong>è comprovata dall’avvio del procedimento volto al riconoscimento della fondatezza della pretesa di protezione e quindi (tralasciando in questo contesto la semplice dichiarazione di volontà) dalla compilazione del cd. “modello C3”, e/o dalla identificazione effettuata dalla questura nell’occasione. L’uno o entrambi i documenti certificano la regolarità del soggiorno in Italia, assolvendo perfettamente alle condizioni previste dalla legge per l’iscrizione anagrafica</strong></i>».</p>
<p>Secondo la legge anagrafica, il sindaco ha dunque l’obbligo di procedere alle iscrizioni anagrafiche secondo le modalità previste dalla legge e dal regolamento anagrafico. Eventualmente non lo facesse, i richiedenti asilo potrebbero rivolgersi al giudice per chiedere di ordinare all’anagrafe del Comune in cui sono accolti di provvedere all’iscrizione, e il sindaco potrebbe essere chiamato a rispondere dei danni procurati dalla ritardata iscrizione.</p>
<p>È del 18 marzo 2019, l’ordinanza del Tribunale di Firenze<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh4" class="spip_note" title="Ordinanza Tribunale di Firenze, RG n. 361/2019 del 18 marzo 2019 (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb4?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">4</a>]</span> che, a seguito di ricorso per mancata iscrizione anagrafica di un richiedente asilo, <strong>ha affermato l’inesistenza del divieto di iscrizione anagrafica, obbligando il Sindaco di Scandicci a iscrivere il richiedente asilo</strong><span class="spip_note_ref"> [<a id="nh5" class="spip_note" title="Duccio Facchini, Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il “decreto (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb5?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">5</a>]</span>.</p>
<p>Per quanto sopra esposto, chiediamo che venga garantito da tutti i Comuni il diritto di iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, per porre fine al più presto a quest’odiosa pratica lesiva dei diritti delle persone e indegna di un Paese civile.</p>
</div>
<h2>Note</h2>
<div id="nb1">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 1" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh1?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">1</a>] </span><i>La Residenza: un diritto a esercitare altri diritti</i>, Convegno formativo svolto a Bari, il 15 giugno 2018 (<a class="spip_url spip_out auto" href="https://www.lasciatecientrare.it/la-residenza-un-diritto-a-esercitare-altri-diritti-il-convegno-formativo-on-line/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">https://www.lasciatecientrare.it/la-residenza-un-diritto-a-esercitare-altri-diritti-il-convegno-formativo-on-line/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
</div>
<div id="nb2">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 2" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh2?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">2</a>] </span>Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella, <i>L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai servizi territoriali dei richiedenti asilo ai tempi del salvinismo</i>, &#8220;Diritti senza confini&#8221;, 8 gennaio 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://questionegiustizia.it/articolo/l-iscrizione-anagrafica-e-l-accesso-ai-servizi-territoriali-dei-richiedenti-asilo-ai-tempi-del-salvinismo_08-01-2019.php?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://questionegiustizia.it/articolo/l-iscrizione-anagrafica-e-l-accesso-ai-servizi-territoriali-dei-richiedenti-asilo-ai-tempi-del-salvinismo_08-01-2019.php?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb3">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 3" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh3?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">3</a>] </span>Emilio Santoro, <i>In direzione ostinata e contraria. Parere sull’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo alla luce del Decreto Salvini</i>, &#8220;L’altro diritto&#8221;, 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm?fbclid=IwAR0D0gbv80Wer_tMmHy-sccju_tVyhluu8PxTCbVi25zRE8iIaJraullxQU#n3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm?fbclid=IwAR0D0gbv80Wer_tMmHy-sccju_tVyhluu8PxTCbVi25zRE8iIaJraullxQU#n3&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb4">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 4" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh4?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">4</a>] </span>Ordinanza Tribunale di Firenze, RG n. 361/2019 del 18 marzo 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.questionegiustizia.it/doc/ord_trib_firenze_361_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://www.questionegiustizia.it/doc/ord_trib_firenze_361_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb5">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 5" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh5?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">5</a>] </span>Duccio Facchini, <i>Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il “decreto Salvini” ha sconfitto se stesso</i>, &#8220;Altraeconomia&#8221;, 22 Marzo 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="https://altreconomia.it/iscrizione-anagrafica-richiedenti-asilo-decreto-salvini/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">https://altreconomia.it/iscrizione-anagrafica-richiedenti-asilo-decreto-salvini/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/04/09/i-comuni-rispettino-la-normativa-liscrizione-anagrafica-va-garantita-anche-ai-richiedenti-asilo-nonostante-la-legge-salvini/">I Comuni rispettino la normativa: l’iscrizione anagrafica va garantita anche ai richiedenti asilo nonostante la legge Salvini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ennesimo incubo in mare: il caso della Sea Watch e della Sea Eye</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 08:31:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Temperatura notturna a 2/3 gradi, tempesta, promiscuità forzata, mancanza di beni di prima necessità: ancora una volta migranti e attivisti richiano la vita nel Mediterraneo. Per più di 12 giorni sono stati costretti a&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Dv6KpZiW0AA9XcY.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11890" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Dv6KpZiW0AA9XcY.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1200" height="801" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Dv6KpZiW0AA9XcY.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Dv6KpZiW0AA9XcY-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Dv6KpZiW0AA9XcY-768x513.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Dv6KpZiW0AA9XcY-1024x684.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Temperatura notturna a 2/3 gradi, tempesta, promiscuità forzata, mancanza di beni di prima necessità: ancora una volta migranti e attivisti richiano la vita nel Mediterraneo. Per più di 12 giorni sono stati costretti a rimanere al largo 49 persone tra cui tre bambini di 1, 6 e 7 anni.</p>
<p>Vari, in questi giorni, sono stati gli appelli dell&#8217;equipaggio della Sea Watch: “Per persone malnutrite e in condizioni di salute molto precarie come quelle che abbiamo a bordo, la disidratazione come causa del mal di mare è un rischio molto grave e può mettere a rischio la vita soprattutto se associata all&#8217;ipotermia”. Molte persone vomitano e il rischio è anche quello di una crisi psicologica perchè sono tutti rinchiusi in uno spazio stretto, privo di servizi sanitari. Questa la situazione a bordo della Sea Watch e della Sea Eye.</p>
<p>Tanti sono stati gli appelli di altre organizzazioni umanitarie (Unhcr e Oim), tra queste anche Msf. Il Presidente, Ruggero Giuliano, ha affermato: “&#8230;Facciamo appello alle autorità europee ed italiane affinchè si trovi al più presto un porto sicuro per questi naufraghi. Facciamo appello alla società civile italiana affinchè alzi la voce su questa situazione inaccettabile e sulla richiesta di politiche più umane che allevino le sofferenze delle persone. Chi fugge ha bisogno di protezione. La tutela della vita al primo posto, poi i dibattiti politici su chi accoglie”.</p>
<p>Malta – dopo la mobilitazione di 300 accademici di tutto il mondo – ha permesso alle navi delle due Ong di restare ridossate, cercando riparo, ma senza entrare in porto. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha deciso di aprire quello della città e di accogliere i migranti, aggiungendo che sarà lui stesso a dirigere le operazioni.</p>
<p>Ricalchiamo l&#8217;invito alla disobbedienza di De Magistris, di Leoluca Orlando di Palermo e di altri sindaci e anche di Alex Zanotelli !</p>
<p>Riprendendo le parole di Msf, <i><b>Associazione Per i Diritti umani </b></i>chiede alle autorità italiane:</p>
<ul>
<li>di mettere al primo posto la vita delle PERSONE migranti</li>
<li>di smettere di fare propaganda politica sulla pelle dei migranti e degli attivisti</li>
<li>di aprire i porti</li>
<li>di coordinarsi con gli altri Paesi dell&#8217;Ue per aprire corridoi umanitari</li>
<li>di garantire una prima assistenza sanitaria ai migranti</li>
<li>di garantire luoghi sicuri di accoglienza</li>
<li>di garantire una tutela legale</li>
<li>di legiferare in maniera solidale in tema di migrazioni per poter fare in modo che le Ong possano operare in maniera corretta, senza danno per le persone che cercano di mettere in salvo.</li>
</ul>
<p>Qui si parla di SALVEZZA di vite e di UMANITA&#8217; prima di tutto.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/facebook_1546541427268-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11891" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/facebook_1546541427268-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="844" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/facebook_1546541427268-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/facebook_1546541427268-1-300x264.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/facebook_1546541427268-1-768x675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nuovi CIE e rimpatrio stranieri: il comunicato dell’ASGI sulla circolare del Capo della Polizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2017 10:08:07 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
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<div class="entry-content">
<p>ASGI esprime sconcerto e forte preoccupazione per la circolare diffusa dal Ministero dell’Interno il 30.12.2016 relativa alle attività di rimpatrio degli stranieri irregolari e al programma di riapertura dei CIE, oltre che la volontà del Governo di stipulare nuovi accordi bilaterali di riammissione e di riformare in senso restrittivo le norme sul diritto di asilo.<span id="more-26438"></span><br />
<strong>La volontà espressa dal Governo</strong> di utilizzare gli strumenti di controllo ed allontanamento degli stranieri irregolari per favorire <em>“l’azione di prevenzione e contrasto nell’attuale contesto di crisi a fronte di una crescente pressione migratoria e di uno scenario internazionale connotato da instabilità e minacce”</em> di per sé sembra dare applicazione alle norme legislative già in vigore, ma in realtà sottintende il perdurare di un <strong>indirizzo politico-amministrativo miope</strong>.<br />
ASGI esprime piena <strong>contrarietà all’apertura di nuovi Centri di identificazione ed espulsione o all’ampliamento</strong> delle strutture già esistenti, così come ogni tipo di azione o provvedimento che determini l’incremento di provvedimenti amministrativi di espulsione caratterizzati da automatismo e dall’assenza di un’adeguata valutazione delle situazioni individuali.</p>
<p>E’ stata proprio la presa d’atto di un <strong>gigantesco fallimento</strong> (per gli elevati costi, per le condizioni degradanti, per il numero limitato di stranieri effettivamente rimpatriati), evidenziato anche da tutti gli studi indipendenti, oltre che dalla Corte dei conti e dalle relazioni delle Commissioni parlamentari d’inchiesta che si sono alternate negli ultimi anni, che ha indotto i Governi precedenti a diminuire drasticamente il numero dei CIE.</p>
<p>Proporre la semplice riapertura dei CIE senza attuare una profonda riforma della parte del TU immigrazione emanato con d.lgs. 286/98 (come modificato dalla L. 189/02 – la cd Bossi-Fini, che è inefficace, iniqua, in più aspetti contrastante con la Costituzione e con le norme internazionali e dell’UE), rappresenta una scelta <strong>totalmente irragionevole .</strong></p>
<p><strong>Per regolare in modo efficace e legittimo il fenomeno migratorio</strong>, invece di limitarsi ad un’azione di identificazione di massa di eventuali stranieri in situazione di soggiorno irregolare e di implementare ancor più l’applicazione amministrativa di quelle vigenti norme legislative che sono inefficaci e di dubbia legittimità, <strong>occorre che si modifichino le norme legislative in vigore che sono incostituzionali</strong> <strong>o che producono irregolarità</strong> negli ingressi e nei soggiorni.<br />
Anzitutto le tipologie espulsive vanno drasticamente ridotte e razionalizzate limitandole alle violazioni più gravi con identificazione delle persone socialmente pericolose durante la detenzione, mentre vanno resi efficaci e concreti i programmi di rimpatrio volontario assistito senza divieto di reingresso degli stranieri e rimpatriati, prevedendo che eventuali respingimenti o espulsioni o accompagnamenti alla frontiera o trattenimenti – in quanto provvedimenti restrittivi della libertà personale – siano sempre previamente decisi dalla sola autorità giudiziaria in conformità con la riserva di giurisdizione prevista dall’art. 13 Cost., che è invece violata dalle vigenti norme legislative.<br />
Parimenti ASGI ritiene che le azioni di controllo e di contrasto ai fenomeni di sfruttamento debbano essere svolte in un’ottica di tutela dei soggetti sfruttati, attraverso la corretta applicazione delle disposizioni normative vigenti ed in particolare degli strumenti previsti dagli artt. 18 e 22 D. Lgs. 286/98, al fine di evitare l’allontanamento dal territorio nazionale di persone soggette, in caso di ritorno in patria, a ritorsioni o persecuzioni di vario tipo.<br />
ASGI esprime altresì preoccupazione rispetto alla proposta di attribuire funzioni di pianificazione delle attività di controllo ai Comitati provinciali per l’Ordine e la sicurezza pubblica presieduti dai Prefetti e composto anche da Questori e Sindaci dei capoluoghi provinciali. In ogni caso ciò non può certo fare attribuire maggiori poteri ai Sindaci in materia di ordine pubblico, il che peraltro ha portato, già in passato, a condotte fortemente repressive, caratterizzate da una restrizione delle libertà soprattutto dei cittadini stranieri.</p>
<p><strong>E’ da contrastare anche ogni forma possibile di attribuzione ai Corpi di Polizia municipale</strong> di competenze in materia espulsiva, che accentuerebbe le funzioni di repressione a discapito del ruolo di prossimità che dovrebbe caratterizzare la polizia locale, i cui appartenenti mancano di specifica preparazione in materia di immigrazione e asilo.</p>
<p>Nel contesto di crisi richiamato dal Governo <strong>è necessario evidenziare la strumentalità delle risposte che il Governo sta approntando</strong>, finalizzate esclusivamente a rassicurare superficialmente l’opinione pubblica anziché individuare soluzioni alla questione migratoria improntate ad un effettivo inserimento dei nuovi cittadini.<br />
<strong>Nell’attuale sistema è necessario modificare profondamente la normativa sui titoli di soggiorno</strong>, evitando i sempre più numerosi ostacoli al mantenimento della regolarità della presenza sul territorio nazionale, <strong>promuovendo percorsi di integrazione</strong> e di sostegno utili a prevenire il ritorno a condizioni di irregolarità, promuovendo una regolarizzazione permanente a fronte della dimostrazione di chiari indici di integrazione (lavoro, rete familiare, anzianità di presenza in Italia, percorsi di studio, ecc.), promuovendo politiche di integrazione tra i cittadini stranieri e gli italiani, attraverso una condivisione del territorio e delle politiche locali.</p>
<p><strong>Solo così si possono evitare le tensioni sociali</strong>, troppo spesso strumentalizzate dagli attori politici ed istituzionali, e cominciare davvero a gestire la realtà migratoria.<br />
<strong>Non ha invece futuro</strong> né la strategia degli <strong>accordi bilaterali di riammissione</strong> (come quello che il Ministro vorrebbe rinegoziare con la Tunisia) che sono stipulati in forma semplificata e segreta senza preventiva legge parlamentare di autorizzazione alla ratifica in violazione dell’art. 80 della Costituzione, né l’ipotesi di un <strong>provvedimento legislativo che riformi in senso restrittivo le norme sull’asilo</strong>, eliminando il doppio grado di giurisdizione (il che discriminerebbe gli stranieri rispetto ai cittadini che nell’ordinamento italiano ne fruiscono) o istituendo sezioni specializzate dei tribunali che, in realtà, per la loro composizione affidata soprattutto a magistrati onorari e inesperti sarebbero nuovi giudici speciali, la cui costituzione è vietata dalla Legge costituzionale (senza eliminare la vera causa dei ritardi che sta nelle decisioni tardive e spesso malfatte delle Commissioni territoriali che dovrebbero essere aumentate e composte di persone più indipendenti e competenti).<br />
ASGI chiede, pertanto, al Governo di <strong>ripensare profondamente alla propria strategia</strong> in materia di immigrazione e asilo e di approntare un Piano nazionale per la gestione della realtà migratoria, con il coinvolgimento delle associazioni dei cittadini stranieri e delle associazioni che promuovono la tutela dei diritti degli stranieri.</p>
</div>
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		<title>I sindaci si tolgono il bavaglio e parlano del referendum del 17 aprile sulle trivellazioni</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/03/13/i-sindaci-si-tolgono-il-bavaglio-e-parlano-del-referendum-del-17-aprile-sulle-trivellazioni/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2016 08:33:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL COMITATO REFERENDARIO DELLA SOCIETA&#8217; CIVILE SOSTIENE A GRAN VOCE I SINDACI E IL DIRITTO DEI CITTADINI A ESSERE INFORMATI   Una circolare del Ministero dell&#8217;Interno, in merito al Referendum di domenica 17 aprile&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/109522_178800.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5434" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5434" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/109522_178800.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="109522_178800" width="600" height="399" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/109522_178800.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/109522_178800-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></b></p>
<p align="center"><b>IL COMITATO REFERENDARIO DELLA SOCIETA&#8217; CIVILE SOSTIENE A GRAN VOCE I SINDACI E IL DIRITTO DEI CITTADINI A ESSERE INFORMATI</b><u></u><u></u></p>
<p align="center"><u></u><u><br />
</u></p>
<p><u></u> <u></u></p>
<p><b>Una circolare del Ministero dell&#8217;Interno, in merito al Referendum di domenica 17 aprile in cui i cittadini italiani saranno chiamati al voto per il &#8220;referendum sulle trivellazioni&#8221; entro le 12 miglia dalla costa, ha disposto il divieto <u>“a tutte le Amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione</u></b> ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni” ai sensi dell’art. 9 della legge del 22 febbraio 2000, n. 28.<b> </b><u></u><u></u></p>
<p><a href="http://www.interno.gov.it/it/notizie/verso-referendum-17-aprile-2016?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #1155cc;">http://www.interno.gov.it/it/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>notizie/verso-referendum-17-<wbr />aprile-2016</a><u></u><u></u><br />
<u>Non la pensano così i Sindaci di moltissimi Comuni italiani, dalle Marche alla Sicilia, </u>in tutta la fascia costiera interessata dal Referendum che ribadiscono di aver già espresso in passato la propria contrarietà alle trivellazioni.<u></u><u></u></p>
<p><b>Centinaia di primi cittadini che sono pronti a togliersi la fascia se non verranno rispettate le prerogative democratiche della loro funzione istituzionale. </b><u></u><u></u></p>
<p><b>Il Comitato</b> <b>Referendum 17 aprile 2016 &#8220;Vota SI per fermare le Trivelle&#8221; che rappresenta la società civile a favore della consultazione referendaria, esprime tutta la propria solidarietà ai Sindaci </b>che intendono garantire il diritto dei cittadini e delle cittadini italiani di essere informati sulle conseguenze ambientali delle estrazioni di combustibili fossili nei nostri mari entro le 12 miglia. <u></u><u></u></p>
<p><b>&#8220;Chiediamo </b><b>al Ministero degli Interni di permettere ai Sindaci e alle amministrazioni di permettere di fare liberamente campagna referendaria perchè questo referendum li vede protagonisti nella difesa dei loro territori e dei cittadini che rappresentano&#8221; </b>afferma in una nota il Comitato del Referendum della società civile.<u></u><u></u></p>
<p>Tutte le associazioni, i comitati e le forze produttive che aderiscono al <b>Comitato Referendum 17 aprile 2016 &#8220;Vota SI per fermare le Trivelle&#8221; </b><u>sostengono con forza la volontà delle istituzioni che più di ogni altre ha un contatto diretto con i propri cittadini<b> </b></u>affinché la Campagna referendaria diventi l’occasione per mettere al centro del dibattito pubblico le scelte energetiche strategiche che dovrà fare il nostro Paese, per un’economia innovativa che metta al primo posto il rispetto delle risorse naturali e la salute dei cittadini.<u></u><u></u><br />
<b><u><a href="http://www.fermaletrivelle.it/adesioni/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><span style="color: #1155cc;">VEDI LE ADESIONI Comitato nazionale delle Associazioni</span></a><br />
</u></b><b>Referendum 17 aprile 2016</b></p>
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