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	<title>sindaco Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>sindaco Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>A tutte le ore del giorno e della notte</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2021 08:23:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiara Sasso (da comune-info.net) La sentenza del Tribunale di Locri – pesanti condanne primo fra tutti i 13 anni e 2 mesi a Domenico Lucano – è un terremoto. Siamo in tanti ad aver&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/luca.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15660" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/luca.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/luca-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/luca-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h1></h1>



<p><a href="https://comune-info.net/autori/chiara-sasso/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Chiara Sasso</a> (da comune-info.net)</p>



<h2>La sentenza del Tribunale di Locri – pesanti condanne primo fra tutti i 13 anni e 2 mesi a Domenico Lucano – è un terremoto. Siamo in tanti ad aver paura. Associazione a delinquere, peculato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: viene descritta una organizzazione ferrea per gestire i progetti in tutto il paese. “Chi lo ha conosciuto e vissuto sa che forse le uniche cose organizzate a Riace sono state le partite di carte, per il resto il dato che distingueva era l’improvvisazione sempre su tutto. E la disponibilità ad accogliere a tutte le ore del giorno e della notte – scrive Chiara Sasso – Forse era per questo che la Prefettura aveva una linea rossa perenne con il sindaco al quale chiedeva disponibilità sempre e immediata…”. Hanno bisogno di distruggere&nbsp;<a href="https://comune-info.net/tag/riace/?utm_source=rss&utm_medium=rss">la speranza nata in quel borgo</a></h2>



<p><strong><a href="https://comune-info.net/io-sto-con-mimmo-lucano/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Presidi di protesta contro la sentenza in diverse città</a></strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2021/09/20180222_091718-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-448790"/></figure>



<p>Imessaggi che sono arrivati per commentare la sentenza del Tribunale di Locri – pesanti condanne primo fra tutti i 13 anni e 2 mesi a Domenico Lucano – riportavano nel testo la parola “<strong>paura</strong>”. Ripetuta. Eppure la giornata era limpida, soleggiata, un’aria settembrina con le montagne scolpite contro il cielo. Ma la notizia era troppo forte e gli occhi si abbassano dando spazio alla paura.&nbsp;<strong>Un terremoto che scuote certezze profonde</strong>, vissuto come un pesante segnale di pericolo per tutti. Appena fuori casa, no dentro casa. Rispetto per la magistratura… Assistiamo al rovesciamento della realtà, alla distorsione di ogni principio processuale.</p>



<p><strong>Fra le accuse più gravi associazione a delinquere, peculato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Viene descritta una organizzazione ferrea per gestire i progetti in tutto il paese. Chi lo ha conosciuto e vissuto sa che forse le uniche cose organizzate a Riace sono state le partite di carte, per il resto il dato che distingueva era l’improvvisazione sempre su tutto. E la disponibilità ad accogliere a tutte le ore del giorno e della notte</strong>.&nbsp;<strong>Forse era per questo che la Prefettura aveva una linea rossa perenne con il sindaco al quale chiedeva disponibilità sempre e immediata.</strong>&nbsp;Riace era nota per non lasciare nessuno per strada.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2021/09/Marzo-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-448798"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2021/09/Maestra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-448788"/></figure>



<p>Sono piovute condanne su persone, ventisette, incensurate senza nessuna attenuante generica. Otto anni a Cosimina Ierino. Forse in tanti abbiamo visto un altro film:&nbsp;<strong>Cosimina nella sede di Città Futura pronta ad accogliere tutti in una babele di lingue che si impastava con il calabrese. Cosimina come insegnante di italiano, come segretaria tuttofare</strong>. La sua mitezza faticava a volte a farsi strada con tutti quegli impetuosi spostamenti d’aria, fatti di persone, di bambini e bambine, che arrivavano nello stanzone facendo scricchiolare il pavimento di legno. Sempre con qualche richiesta. In molti abbiamo visto un altro film che tuttavia si ripresenta in moviola nel cuore e della mente.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2021/09/38474982_1812899952123535_3570862516001046528_n-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-448782"/><figcaption>Foto di Valeria Fioranti</figcaption></figure>



<p><strong>C’è, nella sede di palazzo Pinnarò, un piccolo balcone che guarda direttamente al mare</strong>. Ci si arriva attraverso uno scalone che porta al secondo piano. Si arriva pensando di stare al chiuso, ed è come trovarsi sul Tetto del Mondo. Dal balcone lo sguardo supera i coppi di tante case, i vicoli, va oltre la strada con i suoi tornanti e il bivio per il santuario, fino a sposare quella massa blu di acqua salata. Si spazia. Impossibile non sentirne la forza. L’associazione Citta Futura si lega con il mondo, guarda avanti. Apre le porte, invita.&nbsp;<strong>«Prego&nbsp;<em>trasite</em>, entrate»</strong>. Come se il progetto in realtà possa appartenere a tutti.</p>



<p><strong>LEGGI ANCHE&nbsp;<a href="https://comune-info.net/tutta-la-mia-rabbia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Tutta la mia rabbia</a>&nbsp;</strong>Martina Lucano,&nbsp;<a href="https://comune-info.net/speranza-per-lalba-di-una-nuova-umanita/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Speranza per l’alba di una nuova umanità</strong></a>&nbsp;Domenico Lucano,&nbsp;<strong><a href="https://comune-info.net/la-comunita-di-riace/?utm_source=rss&utm_medium=rss">La comunità di Riace</a></strong>&nbsp;Gianluca Carmosino</p>



<p>Fa bene l’associazione a esporre il manifesto di un capo indiano: «Non è l’uomo che ha tessuto la trama della vita, egli è soltanto un filo». Ognuno che arriva tesse inconsapevolmente qualcosa. Come si può oggi far sentire affetto e vicinanza a tutte quelle persone che hanno fatto parte di quel sogno, di quel film che non verrà più proiettato. Quali parole usare per dire che&nbsp;<strong>comunque ne è valsa la pena, perché è stato un segnale per il mondo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20210930-WA0000-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-448789"/></figure>



<p>È uno di quei casi della vita, nello stesso giorno in cui si aspetta notizie della sentenza, giovedì 30 settembre, prime ore del mattino, arriva un messaggio con una foto: è l’alba sul Mar Ionio. “Ieri a mezzanotte una telefonata mi ha fatto sobbalzare. Era il titolare di un locale di Caulonia, mi diceva che si era presentata una ragazza appena sbarcata che gli aveva fatto capire che aveva fame e freddo… Sono corso.&nbsp;<strong>Un barcone con settanta migranti&nbsp;</strong>veniva scortato verso il porto di&nbsp;<strong>Roccella</strong>. Uno pensa di essere abituato a tutto, dopo tanti anni e invece col cazzo che ci si abitua…”.&nbsp;<strong>Capita che gli operatori dei vari progetti vivano così, pronti a qualunque ora a fronteggiare emergenze a prendersi responsabilità</strong>&nbsp;a lanciare sempre il cuore oltre l’ostacolo. Stessa sorte capita ai sindaci in prima linea su tutto, a combattere e prendere decisioni sulla qualunque a lottare a mani nude. Non a caso Moni Ovadia qualche giorno fa ha commentato: “Piuttosto di fare il sindaco mi butto sotto un treno”.</p>
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		<title>Sindaco, due TSO  in due settimane nel CPR. Va tutto bene?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 07:10:12 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="940" height="788" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/tso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15499" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/tso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 940w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/tso-300x251.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/tso-768x644.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p>Finora dal sindaco di Milano, alle domande di presa di posizione sull&#8217;esistenza di un CPR nella città da lui governata, si sono avute in risposta solo &#8220;spallucce&#8221; o al massimo non contestazione della scelta governativa sulla quale in sostanza &#8211; questa è la tesi &#8211; un povero piccolo sindaco non potrebbe influire.</p>



<p>A noi nulla toglie dalla mente che&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/beppesalasindaco/?__cft__[0]=AZUP_3YBqMfaffv1Cd1RkjuJ6cEFVHLY097N7Spc_jNzelfswuZ4ERyz2-i3XV5q2cPzPUjxTPGOhrSccijMGJSTqxq4TOFdeWJ7bywhXTweq1kS8cRZbKIRa0NoPKPFFaUgdp9fOWD7S21uaBaGqzfTj688BMBj-RAXzrW9kRI70OdhPK4pztb5gyo2PK06DAg&amp;__tn__=kK*F&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Beppe Sala</a>&nbsp;sì, darebbe un bel segnale, se esprimesse la sua contrarietà a questo mostro, come altri sindaci già han fatto. Ma andiamo oltre.</p>



<p>Perchè si dà il caso che, al di là delle questioni di principio, mai come in questi ultimi mesi definire &#8220;lager&#8221; quello di via Corelli non sia affatto una provocazione: persone recluse anche da cinque mesi senza aver commesso alcun reato, e una progressiva degenerazione della loro condizione psicofisica sono ormai l&#8217;accertata situazione, di sbando totale.</p>



<p>&#8220;<em>La permanenza prolungata all’interno della struttura ha provocato ripercussioni pesanti sulla condizione psicologico-psichiatrica degli ospiti. Oltre metà degli ospiti è sottoposta a una terapia psichiatrica, ma una parte di loro ha mostrato un peggioramento importante delle proprie condizioni psicologiche-psichiatriche. (&#8230;)<br><br>Per le patologie psichiatriche più intense e pericolose (atti di autolesionismo, tentativi di suicidio, psicosi emergenti e frequenti) ci riferiamo al servizio di pronto soccorso dei presidi sanitari sul territorio, i quali però risultano restii a dimettere tali persone con diagnosi precisa che eventualmente determini l’incompatibilità con la vita in comunità ristretta. (&#8230;)<br><br>A metà febbraio abbiamo segnalato alla Prefettura di Milano l’aumento dei casi di natura psichiatrica all’interno della struttura, chiedendo che venisse attivato un protocollo o una convenzione con Sistema Sanitario Nazionale per la presa in carico di pazienti tossicodipendenti e psichiatrici. (&#8230;) , ma ad oggi ancora nulla è stato attivato.<br><br>In generale quindi, ciò che emerge è che la patologia psichiatrica, la sofferenza reale percepita e vissuta all’interno della struttura da parte degli ospiti aumenta costantemente con l’aumento dei tempi di permanenza: sono purtroppo ormai quasi all’ordine del giorno atti autolesionistici e talvolta tentativi suicidari. (&#8230;).<br><br>𝗖𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗲 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗼, 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲, 𝗰𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮 𝘂𝗻 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗼, 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗮𝘀𝗶𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼, 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗼𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗽𝗲𝗿𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲.&#8221;</em></p>



<p>Ebbene, queste parole non sono di un* attivista, ma del direttore (ex?) del centro, che le ha consegnate con gran disinvoltura ad un post su facebook. (<a href="https://www.facebook.com/versoproboscs/posts/1654617184748987?__cft__[0]=AZUP_3YBqMfaffv1Cd1RkjuJ6cEFVHLY097N7Spc_jNzelfswuZ4ERyz2-i3XV5q2cPzPUjxTPGOhrSccijMGJSTqxq4TOFdeWJ7bywhXTweq1kS8cRZbKIRa0NoPKPFFaUgdp9fOWD7S21uaBaGqzfTj688BMBj-RAXzrW9kRI70OdhPK4pztb5gyo2PK06DAg&amp;__tn__=-UK*F&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.facebook.com/versoproboscs/posts/1654617184748987?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>



<p>Ma veniamo al dunque.</p>



<p>Perchè il &#8220;nostro&#8221; primo cittadino, assai affaccendato in questi giorni tra inaugurazioni, promozione dei diritti di uguaglianza e antidiscriminazione, o chi per lui, ha evidentemente trovato il tempo di autorizzare&nbsp;<strong>(*)</strong>&nbsp;due TSO &#8211; ovvero due trattamenti sanitari obbligatori &#8211; nel giro di due settimane, a due persone trattenute nel CPR di Milano che hanno iniziato a dare segni di squilibrio e a provocarsi gravi ferite tentando più volte il suicidio.</p>



<p>Neppure ora gli è sorto il dubbio che qualcosa stia andando per il verso storto, in via Corelli?</p>



<p>Perchè forse finge di non saperlo, ma nel CPR di Milano non solo non possono entrare attivist* e giornalist* e a stento avvocat* (solo se un trattenuto riesce a rientrare in possesso del suo telefono per qualche minuto, nella quotidiana lotteria delle telefonate), ma soprattutto non entra il servizio sanitario nazionale: non vi è nessun presidio sanitario pubblico, e neppure un controllo esterno quale quello imposto per legge, tramite il protocollo di cui sopra, che la Prefettura non ha ancora attivato dopo 8 mesi di attività: tutto in mano ad un presidio medico interno privato a carico del gestore (che continuerebbe a proclamarsi in rosso e taglia sui servizi).</p>



<p>Non esiste poi neppure un magistrato di sorveglianza, come invece nel carcere, cui il recluso può rivolgersi per reclamare i propri diritti di detenuto: niente, nessun controllo, nessun limite all&#8217;arbitrio totale in una materia senza legge.</p>



<p>E in questa situazione, di un lazzaretto lasciato andare alla deriva, dove nessuno dei trattenuti è ormai in buona salute, vedendo che si sta passando ora agli estremi rimedi (la sedazione con la forza), perchè evidentemente non è più sufficiente il fiume di sedativi somministrati già quotidianamente, non è forse il caso di farsi due domande e anzi darci due risposte, signor Sindaco?</p>



<p>Come si concilia una zona franca del diritto alla libertà, alla salute, alla difesa, alla comunicazione, al diritto di asilo, con il Suo modello avanzato di città all&#8217;avanguardia sui diritti, signor Sindaco?</p>



<p>Sono quasi tre anni che Le poniamo questa domanda, senza fortuna. Ora non è più tempo di dire &#8220;non lo so&#8221;, &#8220;non è mia competenza&#8221;: ora è Lei a firmare questi provvedimenti che incidono sulla vita e sulla carne di giovani ragazzi senza colpa (se non quella di non avere un permesso che la legge non gli consente di avere) e ci aspettiamo una spiegazione. Specie ora che si accinge ancora una volta a chiedere il nostro voto, come se non ci avvedessimo che tutto ciò che Milano ha fatto dal punto di vista del sociale e dei diritti umani l&#8217;ha fatto grazie al solo lavoro volontario di tante e tanti milanesi.</p>



<p>Non è più tempo di dare ambrogini: vogliamo risposte e provvedimenti. E subito.</p>



<p>Prenda posizione per la chiusura del CPR di Milano. Con URGENZA: con l&#8217;urgenza del rischio alla salute che stanno subendo quelle persone lì dentro.</p>



<p>O di diritti, per favore, non parli più, men che mai a nostro nome.</p>



<p>(*)&nbsp;<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.comune.milano.it%2Fservizi%2Ftrattamento-sanitario-obbligatorio-tso-%3Ffbclid%3DIwAR08wn4KbbvNNsHU-qiGxHoosbfvxHhR5wZFQX3vtw5_xOVhtVVrWKqVIH8&amp;h=AT3MG_Fvh1r9B201wB1-JINsR9bZJyunMid2i1CEB2VHBIIKgx5UhpDnKSkHcQLBy7K_G0GjSc4B8QfBcg36TmgnUzJD2Z8KS6gdjN5lBYhOTLoJvN0sBVFzQWDO1BIv0g&amp;__tn__=-UK*F&amp;c[0]=AT08GKQ4JLRzH3BxIVh_RJHWFfbPF1nUJH4cIV1pFMuiXd5vqPZ_PdplNPbfwiPkP9nhpYX6JMMAWM4xlMq7vhV91A3YCUvt1Bomp-bZfHMi4P-vbbXCBUqb3oFdbgHHGRt9YiV7zllyx5AE88RBxUmWPP_lx70NMNEntzjHEHdGkP4Rve1HMYoj5HE9Pd4lvAhnVrc&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.comune.milano.it/&#8230;/trattamento-sanitario&#8230;?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br>&#8220;Come richiederlo:<br>&#8211; La documentazione medica deve essere recapitata entro 48 ore dal rilascio alla Centrale Operativa della Polizia Locale insieme al modulo di richiesta (vedi sez. modulistica)<br>&nbsp;&#8211; L’Ufficiale di turno esegue il controllo di conformità, predispone la documentazione amministrativa necessaria&nbsp;<strong>che dovrà essere siglata dal Sindaco.</strong><br>&#8211; Dopo la visita di convalida, l’Ufficiale provvede all&#8217;accompagnamento del paziente presso la struttura sanitaria indicata per il ricovero.&#8221;&nbsp;</p>
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		<title>#noCPR: un anno di vergognosi silenzi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 09:12:48 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/79879841_606810106557166_5310696528581492736_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15099" width="486" height="344" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/79879841_606810106557166_5310696528581492736_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/79879841_606810106557166_5310696528581492736_n-300x213.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/79879841_606810106557166_5310696528581492736_n-768x544.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></figure>



<p>E&#8217; trascorso un anno esatto da quando il&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/comunemilano/?__tn__=kK*F&utm_source=rss&utm_medium=rss">Comune di Milano</a>&nbsp;rispondeva con questo twit alla nostra richiesta di presa di posizione sulla prossima apertura di un Centro di Permanenza per i Rimpatri a Milano: il sindaco si è ricandidato, la Ministra dell&#8217;Interno del suo stesso partito è stata da poche ore riconfermata, nel segno della continuità con le politiche in materia di immigrazione degli ultimi venti anni, italiane ed europee, delle quali si è fatta diligente esecutrice.</p>



<p>Da allora ci separano una pandemia, tre governi, e oltre 400 persone transitate dalla nostra città, attraverso un CPR che nel frattempo ha aperto ed è diventato snodo centrale di deportazione di chi osi sopravvivere alla rotta mediterranea o balcanica e alla falcidia delle leggi sempre più affinate per respingere, o masticare e sputare, chi preme alle porte della UE: la torta ora, più che mai, è grande e ghiotta, e non conviene muovere neppure un passo in questo campo.</p>



<p>Non conviene alla Ministra e non conviene al Sindaco &#8211; in perenne campagna elettorale, ma ora più che mai &#8211; e che ha interrotto il silenzio su punto solo per dire che &#8220;non contesta&#8221; la scelta del CPR&nbsp;<img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f449;&#x1f3fd;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/ta7/1.5/16/1f449_1f3fd.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><a href="https://bit.ly/37bOsDa?fbclid=IwAR0Vf_uA7bEcvRlj6WaB-17uVQr5D_En-df2rD_1OJ8mKkvtJeBmn9T1JYY&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">bit.ly/37bOsDa</a>.</p>



<p>E teniamoci allora il CPR e teniamoci i buoni spesa Covid solo per le persone regolari, teniamoci la residenza (e la vita) ad ostacoli per le persone richiedenti asilo (nei fatti ancora negata dal Comune di Milano nonostante la Consulta e una legge apposita) &#8211; ma che pedalino in fretta per portarci il sushi nel lockdown! . Teniamoci una perpetua &#8220;emergenza freddo&#8221; con la vergogna di una metropoli che finge ogni anno di arrivare impreparata al fatto che siano migliaia le famiglie senza tetto che si arrangiano in fabbricati dismessi ai quali il comune taglia acqua e luce. Teniamoci l&#8217;aiuto ai fragili delegato al volontariato e ai centri sociali perennemente sotto sgombero, nella più clamorosa delle contraddizioni.</p>



<p>Un anno di silenzi: eloquentissimi, imperdonabili, vergognosi silenzi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="707" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/150324284_896077374297103_3102484784896009266_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15100" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/150324284_896077374297103_3102484784896009266_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 707w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/150324284_896077374297103_3102484784896009266_n-221x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 221w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></figure>
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		<title>#NOCPR: “Ognuno faccia il suo, per non essere complice”: lettera a Sindaco, Consiglio e Giunta del Comune di Milano</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/20/nocpr-ognuno-faccia-il-suo-per-non-essere-complice-lettera-a-sindaco-consiglio-e-giunta-del-comune-di-milano/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 06:33:18 +0000</pubDate>
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<h2></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="896" height="672" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14718" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 896w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 896px) 100vw, 896px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://static.xx.fbcdn.net/rsrc.php/v3/yR/r/ZwEccUSRMY2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Tutti"/></figure>



<p>Al Sindaco della città metropolitana di Milano Al presidente del Consiglio Comunale di Milano Alla Giunta di Milano Al Consiglio comunale di Milano La rete Mai più Lager – No ai CPR è attiva sul territorio di Milano da ormai più di due anni. Nata in occasione delle dichiarazioni dell’allora ministro dell’interno nell’agosto del 2018, in questi due anni la rete si è spesa per denunciare -insieme alle scelte di politiche relative alle persone migranti e non solo &#8211; le conseguenze nefaste delle aperture dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, i CPR, a partire da quelli già aperti sul territorio nazionale, e per chiedere con forza che né a Milano, né altrove si continuassero ad aprire questi luoghi di detenzione di persone che vengono private della libertà e dei diritti basilari, solo perché migranti. In questo periodo di tempo, forti delle differenze tra le realtà e le persone che animano la rete, abbiamo cercato alleanze, organizzato iniziative sia di piazza che di informazione, e chiesto prese di posizione: facili quando il ministero degli interni era occupato dal segretario della Lega, sono diventate apparentemente molto più difficili con il cambio di governo. Cambiamento che &#8211; a nostro avviso &#8211; non ha avuto quella ricaduta realmente positiva sulle scelte politiche relative alle persone migranti e a una visione della società che rimane tendenzialmente securitaria. </p>



<p>Nemmeno l’emergenza sanitaria ha bloccato l’apertura del CPR di via Corelli, evidentemente ritenuto una priorità per questo paese, e a dieci giorni dall’apertura ci sono stati i primi disordini, e le notizie che ci giungono in maniera difficoltosa ci parlano di coperte consegnate tardi nonostante le temperature ormai basse, di impossibilità di comunicare, di telefoni sequestrati insieme a effetti personali e vestiti, di deportazioni lampo, che, grazie ai trattati firmati di recente, stanno interessando centinaia di persone, che appena sbarcate dalla Tunisia vengono prima caricate su navi-quarantena e poi smistate verso i vari CPR d’Italia, senza nessuna garanzia che vengano rispettati gli obblighi di informativa circa il diritto di poter fare richiesta di protezione internazionale.</p>



<p>Un intero quartiere totalmente militarizzato. L’assessore regionale alla sicurezza festeggia, noi ci vergognamo.La città di Milano, come tutti e tutte sanno, è città medaglia d’oro alla Resistenza.È una città con un tessuto sociale forte, ha sempre dimostrato di avere spirito di solidarietà e di cittadinanza civica, anche nel periodo difficile che stiamo vivendo. Noi, come cittadini e cittadine che fanno di questo spirito il motore delle proprie azioni, che si riconoscono nei valori di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione e nei diritti che da essa e in essa sono tutelati, chiediamo con forza oggi al Sindaco Sala, al presidente del Consiglio Comunale Lamberto Bertolè, alla giunta e al Consiglio comunale, di far sentire la propria voce al governo, composto in parte dalla stessa soggettività politica che governa oggi Milano, perché il CPR di Corelli sia chiuso, e con esso, a cascata, tutti i CPR esistenti sul territorio nazionale. Crediamo che Milano debba e possa avere voce in capitolo. Ma deve essere una voce che si faccia sentire. Molti e molte di noi ricordano bene cosa sono stati i CPT, cosa sono stati i CIE e quante sofferenze ci sono state prima che venissero chiusi. Sappiamo bene cosa sono i CPR. La rete Mai più Lager – No ai CPR continuerà la mobilitazione diffusa e permanente fuori dai palazzi, con un solo obiettivo: chiudere i lager di Stato, a Milano come altrove. Ognuno faccia il suo, per non essere complice.</p>



<p>Milano, 15 ottobre 2020Rete Mai Più Lager – No ai CPR(Lettera consegnata ad alcun* consiglier* in occasione del presidio <a href="https://www.facebook.com/events/1209407429443621/?utm_source=rss&utm_medium=rss">L&#8217;inferno del CPR &#8211; Il gioco dell&#8217;oca con le pedine umane</a> del 15 ottobre 2020)</p>
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		<title>Io resto a casa, loro restano nel campo</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 09:03:52 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Associazione 21 luglio lancia un appello per la condizione nei campi rom ai tempi del coronavirus (e non solo). Noi lo abbiamo firmato e vi chiediamo di fare altrettanto. In calce, trovate l&#8217;analisi approfondita della situazione. Grazie.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="670" height="444" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/campi-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13763" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/campi-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 670w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/campi-rom-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></figure></div>



<p></p>



<p>“<strong>Io resto a casa</strong>”, il decreto emanato lo scorso 9 marzo dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per fronteggiare l’emergenza da contagio Covid-19, ha giustamente imposto regole ferree all’intero Paese obbligando tutti, tra i vari provvedimenti, ad assumere atteggiamenti di responsabilità e ad uscire di casa solo per situazioni emergenziali o motivi di lavoro. A distanza di qualche giorno dall’entrata in vigore delle nuove norme, <strong>Associazione 21 luglio ha svolto un’indagine all’interno delle baraccopoli istituzionali della città di Roma</strong> riservate a famiglie di etnia rom, per capire come le norme contenute nel decreto possono impattare sulla vita di chi abita in emergenza abitativa. Nel rispetto delle restrizioni imposte dal Governo, i dati e le testimonianze sono state raccolte mediante interviste telefoniche svolte tra il 14 e il 17 marzo dai nostri operatori.</p>



<p>In alcune baraccopoli, dopo la pubblicazione del decreto del 9 marzo 2020 si sono intensificati i controlli della Polizia Locale già presente in maniera stabile all’ingresso degli insediamenti.&nbsp;<strong>In alcuni casi gli abitanti avvertono il peso di restrizioni</strong>&nbsp;che impongono l’uscita solo a piedi e dilazionata nel tempo o rispettosa della norma che impone il metro di distanza anche all’interno delle autovetture. In relazione al contagio sono in molti a sentirsi più protetti all’interno dell’insediamento che fuori, durante le uscite si equipaggiano di dispositivi autoprodotti poiché nulla è stato consegnato loro per contrastare il contagio. Non solo,&nbsp;<strong>in nessuna baraccopoli è stata segnalata la presenza di operatori sanitari</strong>&nbsp;disponibili per la distribuzione del materiale o fornire informazioni. Restano quindi le azioni raccomandate attraverso la tv e che sono praticabili, però, laddove le condizioni igieniche lo permettono o dove almeno c’è disponibilità di acqua corrente.</p>



<p>Le famiglie presenti nelle baraccopoli della Capitale non hanno più la possibilità di svolgere l’attività lavorativa e, con le risorse disponibili ad oggi, non potranno far fronte ai giorni che verranno: un aspetto se possibile ancora più tragico che ghettizza chi vive ai margini. Anche&nbsp;<strong>la solidarietà in tempi di contagio è relegata ad eccezioni sporadiche</strong>&nbsp;per paura del contatto fisico e bambini e anziani rischiano di non avere la sussistenza quotidiana. Ad aggravare un quadro già drammatico anche la sospensione dell’attività scolastica e l’impossibilità di utilizzare strumenti tecnologici indispensabili a seguire un’eventuale didattica a distanza pone i minori in età scolare in uno stato di grave isolamento in rapporto ai coetanei e agli insegnanti.</p>



<p>A dispetto di “Io resto a casa”, per chi vive in emergenza abitativa lo slogan giusto potrebbe essere&nbsp;<strong>“Io resto nel campo” ad indicare le conseguenze prodotte dal decreto di una maggiore emarginazione e segregazione</strong>&nbsp;rispetto a quella già vissuta quotidianamente. Ma cosa accadrebbe se in uno degli insediamenti venisse riscontrata anche una sola positività?</p>



<p><strong>Tutti gli abitanti sarebbero posti in quarantena?</strong>&nbsp;L’appello di Associazione 21 luglio alla sindaca di Roma Virginia Raggi e al prefetto di Roma Gerarda Pantalone affinchè: si individuino nelle baraccopoli romane situazioni di fragilità e si provveda a fornire beni di prima necessità&nbsp;<strong>garantendo condizioni igienico-sanitarie</strong>&nbsp;e accesso all’acqua potabile; si provveda a incrementare la rete di volontariato sociale all’interno delle baraccopoli; si disponga la presenza di personale sanitario che illustri strumentazioni e misure da adottare. Nell’appello viene infine chiesto di predisporre per tempo&nbsp;<strong>adeguati piani sanitari da adottare in caso di positività</strong>&nbsp;all’interno di una delle baraccopoli romane.</p>



<h2><strong>FIRMA L’APPELLO</strong></h2>



<figure class="wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-associazione-21-luglio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="BSVpemFGgJ"><a href="https://www.21luglio.org/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">#iorestoacasa e loro restano nel campo</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.21luglio.org/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo/embed/#?secret=BSVpemFGgJ&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="BSVpemFGgJ" width="500" height="282" title="&#8220;#iorestoacasa e loro restano nel campo&#8221; &#8212; Associazione 21 Luglio" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p>Autorizzo Associazione 21 luglio all&#8217;uso dei dati ai sensi degli att. 7 e 13, D.Lgs n.196/2003 e ss.mm. e per le finalità di trattamento come specificate nella Privacy Policy.Grazie per aver firmato l&#8217;appello. È stato inviato.</p>



<p><strong><em>Egregia Sindaca Virginia Raggi,</em></strong><br><strong><em>Egregio Prefetto Gerarda Pantalone,</em></strong></p>



<p><em>Vi scrivo per esprimervi profonda preoccupazione circa la condizione di salute di oltre 6000 persone che vivono in emergenza abitativa presso le&nbsp;baraccopoli monoetniche della Capitale in un momento di emergenza sanitaria che l’OMS ha dichiarato pandemia.</em></p>



<p><em>Vi chiedo di mappare all’interno degli insediamenti formali e informali le condizioni di maggiore fragilità con l’obiettivo di garantire, in particolare ai minori e agli anziani, la distribuzione beni di prima necessità; di garantire all’interno di ogni singolo insediamento condizioni igienico-sanitarie adeguate assicurando in primis l’accesso all’acqua potabile; di assicurare all’interno degli insediamenti la presenza di operatori sanitari e di mediatori culturali che possano provvedere ad illustrare le misure di prevenzione raccomandate dal decreto del 9 marzo 2020 e distribuire agli abitanti dispositivi di protezione individuali; di rinforzare e coordinare una rete di volontariato sociale al fine di monitorare in maniera capillare le condizioni igienico-sanitarie e la salute di quanti vivono nelle baraccopoli della Capitale; di predisporre per tempo, in caso di riscontro di una o più positività al Covid-19 all’interno degli insediamenti formali, un adeguato e tempestivo piano di intervento sanitario, al fine di evitare che la città arrivi impreparata a tale evento.</em></p>



<p><a href="https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2020/03/indagine-io-resto-nel-campo-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">I<strong>NDAGINE:</strong> https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2020/03/indagine-io-resto-nel-campo-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>Libertà e dignità a Mimmo Lucano &#8211; Appello del Comitato Undici Giugno</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Aug 2019 14:03:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani divulga e firma, invitando tutti a farlo, la seguente petizione lanciata da Comitato 11 giugno ll.mo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="477" height="268" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/GKrlevexrcYqHDf-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12936" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/GKrlevexrcYqHDf-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 477w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/GKrlevexrcYqHDf-800x450-noPad-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 477px) 100vw, 477px" /></figure></div>



<p> <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>divulga e firma, invitando tutti  a farlo, la seguente petizione lanciata da Comitato 11 giugno</p>



<p>ll.mo <strong>Presidente</strong> della Repubblica, Sergio <strong>Mattarella</strong>,</p>



<p>ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per i valori umani e per la dignità della persona e chiediamo il Suo urgente intervento in relazione alla nota vicenda politica e giudiziaria riguardante Domenico Lucano, Sindaco del Comune di Riace (RC) per tre mandati consecutivi, vicenda a Lei certamente nota.</p>



<p><strong>Dal 4 ottobre 2018</strong>, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri (RC),&nbsp;<strong>Domenico Lucano è stato sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale</strong>, ovvero agli arresti domiciliari prima ed al&nbsp;<strong>divieto di dimora nel comune di Riace</strong>&nbsp;(RC) poi, misura quest&#8217;ultima ancora efficace.</p>



<p>Le ragioni dell&#8217;applicazione delle citate misure cautelari nei confronti di Domenico Lucano, accusato di essersi adoperato per favorire l&#8217;immigrazione clandestina attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi (circostanza, peraltro, mai verificatasi) oltre che di aver proceduto ad affidamento diretto del servizio di raccolta di rifiuti a cooperative sociali (circostanza, nel caso di specie, ammessa dalla legge), venivano ricondotte al rischio di reiterazione dei reati contestati e di inquinamento probatorio in considerazione della carica di Sindaco che Domenico Lucano ha rivestito nel Comune di Riace fino allo scorso 26 maggio, data in cui i cittadini di Riace hanno eletto una nuova amministrazione comunale nella quale Domenico Lucano non ricopre alcuna carica pubblica, né amministrativa né politica.</p>



<p>Chiaro ed evidente risulta che oggi non vi è alcun motivo per ritenere che siano concrete ed attuali le motivazioni che hanno condotto all&#8217;applicazione delle citate misure cautelari.</p>



<p>A tutto quanto sopra si aggiunga che è pendente dinnanzi al Tribunale di Locri (RC) un processo a carico, tra gli altri, di Domenico Lucano, in cui verrà accertata la fondatezza delle accuse e rispetto al quale lo stesso ha sempre dichiarato piena fiducia nella magistratura.</p>



<p>Si aggiunga altresì che lo scorso mese di marzo 2019, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati difensori di Lucano, si è pronunciata la&nbsp;<strong>Suprema&nbsp; Corte di Cassazione</strong>&nbsp;che &#8211; in buona sostanza &#8211;&nbsp;<strong>ha ritenuto insussistenti le ragioni che hanno portato all&#8217;applicazione della misura restrittiva della libertà personale.</strong></p>



<p>Alla luce di quanto sopra, ed in particolare della cessazione di ogni carica, di fatto, Domenico Lucano, cittadino incensurato, né, prima d&#8217;ora, neppure indagato per alcun tipo di reato, risulta oggetto di un esilio politico non giustificato da alcuna ragione giuridica.</p>



<p>Atteso che in questi giorni, l&#8217;<strong>anziano padre di Domenico Lucano, Roberto, 93enne, sta trascorrendo quelli che potrebbero essere i suoi ultimi giorni di vita</strong> visto il notevole <strong>aggravamento della propria situazione di salute</strong> (affetto da una grave forma di <strong>leucemia</strong> è stato colpito anche da un <strong>infarto</strong>) <strong>nella propria abitazione di Riace, ove il figlio, Domenico, non può recarsi neanche per una breve visita.<br></strong><br>In considerazione di tutto quanto sopra ci appelliamo alla Sua sensibilità ed ad un gesto umanitario, per dare la possibilità a Domenico Lucano ed al padre di potersi salutare con serenità dentro le mura della loro casa.<br>A tal fine <strong>chiediamo il Suo intervento</strong> affinché, con qualunque strumento a Sua disposizione e considerata la Sua posizione di Garante dei diritti costituzionali, <strong>si consenta a Domenico Lucano di poter tornare nel comune di Riace a far visita ed assistere il proprio anziano padre.</strong><br>Confidando in un sollecito ed urgente riscontro e ringraziando per l&#8217;attenzione, si inviano</p>



<p>Distinti saluti.<br>Comitato Undici Giugno </p>



<p></p>



<p><strong>Per firmare la petizione:  <br></strong><a href="https://www.change.org/p/presidente-della-repubblica-mattarella-liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno?utm_content=bandit-starter_cl_share_content_it-it%3Av2&amp;recruited_by_id=33189600-c2b1-11e9-b5c3-f9835306c45a&amp;recruiter=993645843&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_medium=copylink&amp;utm_campaign=share_petition&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>https://www.change.org/p/presidente-della-repubblica-mattarella-liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno?utm_content=bandit-starter_cl_share_content_it-it%3Av2&amp;recruited_by_id=33189600-c2b1-11e9-b5c3-f9835306c45a&amp;recruiter=993645843&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_medium=copylink&amp;utm_campaign=share_petition&utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a><strong> </strong></p>
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		<title>Secondo sciopero globale per il futuro: i giovani tornano a invadere Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2019 09:41:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anna Polo (Da pressenza.com) Dopo il primo sciopero globale per il futuro del&#160;15 marzo, anche oggi, 24 maggio, migliaia di giovani e giovanissimi hanno invaso le strade di Milano con cartelli fai da te,&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p><a href="https://www.pressenza.com/it/author/anna-polo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Anna Polo (Da pressenza.com)</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xbastioni-720x405.jpg.pagespeed.ic.Udgq2I0uC3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Secondo sciopero globale per il futuro: i giovani tornano a invadere Milano"/><figcaption>(Foto di Thomas Schmid)</figcaption></figure>



<p>Dopo il primo sciopero globale per il futuro del&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/03/milano-sciopero-mondiale-per-il-futuro-loceano-si-sta-sollevando-e-noi-anche/?utm_source=rss&utm_medium=rss">15 marzo</a>, anche oggi, 24 maggio, migliaia di giovani e giovanissimi hanno invaso le strade di Milano con cartelli fai da te, striscioni e cori per chiedere giustizia climatica e interventi rapidi e incisivi per ridurre le emissioni. Tra i molti cartelli in inglese la palma dell’originalità va a “Paul, sorry, but we can’t let it be”. In generale, la stessa creatività ironica e graffiante che si era vista nel corteo di marzo si è manifestata anche oggi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/x24-5-Silvio-Castello.jpg.pagespeed.ic.NcBUNaGl--.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-859954"/></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xCairoli-partenza.jpg.pagespeed.ic.aHV08KKgQ5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-859963"/></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xCairoli-cartelli.jpg.pagespeed.ic.YhUgKBlO32.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-859972"/></figure></div>



<p>Il corteo è partito da Piazza Castello e percorrendo via Broletto è passato davanti al negozio Enel sbarrato dalle serrande (precauzione dopo l’<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/occupata-la-sede-dellenel-a-milano-basta-greenwashing-chiudere-subito-tutte-le-centrali-a-gas-e-carbone/?utm_source=rss&utm_medium=rss">occupazione</a>&nbsp;di due giorni fa?), immagine simbolica della chiusura dei colossi dell’inquinamento alle richieste dei giovani.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xEnel.jpg.pagespeed.ic.bcsn-5w0oI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-859982"/></figure></div>



<p>Ha poi proseguito come una fiumana colorata e inarrestabile e si è concluso con un sit-in davanti alla sede della Regione Lombardia, sorda per ora alla richiesta di dichiarare&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/milano-fa-la-storia-primo-comune-in-italia-a-dichiarare-lemergenza-ecologica-e-ambientale/?utm_source=rss&utm_medium=rss">l’emergenza climatica e ambientale</a>&nbsp;che è invece stata accolta dal Comune di Milano.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xp.-venezia.jpg.pagespeed.ic.l_FAJutPoX.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-859993"/></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xcorteo-diviso.jpg.pagespeed.ic.RbOSIUl-CY.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-860013"/></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/x24.5-plastica-silvio.jpg.pagespeed.ic.PBSH_v56dE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-860022"/></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xsit-in.jpg.pagespeed.ic.dIuhTRJlmw.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-860031"/></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xsit-in-1.jpg.pagespeed.ic.Pd-gggzhnJ.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-860040"/></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xTrump-Salvini.jpg.pagespeed.ic.ihUZXtJSs0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-860049"/></figure></div>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xDSC0363web-750x422-c-default.jpg.pagespeed.ic.PL_MJrfWt_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Fridays for Future Milano 24/05/2019"/></figure>



<p><a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/secondo-sciopero-globale-per-il-futuro-i-giovani-tornano-a-invadere-milano/#articlegallery?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/secondo-sciopero-globale-per-il-futuro-i-giovani-tornano-a-invadere-milano/#articlegallery?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>



<p>Foto di Thomas Schmid Silvio Bruschi, Matilde Mirabella</p>
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		<item>
		<title>Richiesta della dichiarazione dell’Emergenza Climatica ed Ambientale﻿</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2019 07:26:17 +0000</pubDate>
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<p><strong>All’attenzione del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana da parte degli attivisti di Fridays For Future Milano</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="720" height="405" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/xoceani-720x405.jpg.pagespeed.ic_.tm7svUVds2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12541" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/xoceani-720x405.jpg.pagespeed.ic_.tm7svUVds2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/xoceani-720x405.jpg.pagespeed.ic_.tm7svUVds2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure>



<p>PREMESSO CHE Il 15 marzo scorso si è tenuto (così come accadrà il 24 maggio) il ‘Global Strike for Future’, giornata di mobilitazione mondiale contro i cambiamenti climatici promossa dal movimento FFF (Fridays for Future), che ha visto 1,8 milioni di persone sfilare nelle città di tutto il mondo.</p>



<p>La politica e la società intera non hanno fatto finora abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici in corso, quando questi dovrebbero essere la priorità nell’agenda politica di qualsiasi governo, dal Presidente del Consiglio fino all’amministratore del più piccolo dei comuni. Per riconvertire ecologicamente la nostra economia occorre la partecipazione di tutti, accettare di modificare alcune abitudini per non doverle modificare tutte, perché i cambiamenti climatici, se non contrastati, porteranno a un pianeta ostile per le specie vegetali e animali, umani inclusi.</p>



<p>Occorre che governi e imprese intraprendano politiche radicali per rendere le attività umane sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, anche tutelando i lavoratori e i soggetti deboli della società. Inoltre che si impegnino ad arrestare lo sfruttamento delle risorse oltre i limiti naturali di rigenerazione e arrivare urgentemente alla completa de-carbonizzazione delle fonti di energia a favore di quelle rinnovabili.</p>



<p>CONSIDERATO CHE La lotta al collasso climatico ed ecologico e la tutela dell’ambiente sono la sfida più grande di sempre per l’umanità. Stiamo affrontando una crisi non solo climatica ma anche esistenziale, considerando il tasso con cui stiamo compromettendo irreparabilmente l’ecosistema terrestre e la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, includendo la specie umana.</p>



<p>Visti i dati allarmanti sul riscaldamento globale, che, salvo azione immediata, provocherà un aumento di temperatura superiore ai 3 gradi centigradi entro il 2100, con effetti devastanti sull’ecosistema terrestre e sulla specie umana;</p>



<p>Visto l’ultimo rapporto IPCC-ONU (2018), secondo cui l’umanità ha solo fino al 2030 per limitare l’incremento di temperatura a 1.5 gradi, ed evitare danni irreversibili al clima;</p>



<p>Visti i preoccupanti effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento che ogni anno accorciano la vita di circa 6,5 milioni di persone in tutto il mondo;</p>



<p>Visto l’allarme Onu lanciato il 6 maggio 2019 che segnala un declino ecologico “senza precedenti” in cui un milione di specie animali e vegetali sono a rischio estinzione, colpa dello sfruttamento di terra e mare, di piante e animali e dei cambiamenti climatici; Visto il dovere morale dello Stato e di tutte le istituzioni locali di rispettare il patto intergenerazionale, che ci impone di lasciare alle generazioni future un pianeta vivibile;</p>



<p>Visto il rapporto sul Global Environment Outlook (GEO), firmato da più di 250 scienziati;</p>



<p>Vista la L. 4 novembre 2016, n. 204, ratifica ed esecuzione dell’Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015 (GU n.263 del 10-11-2016);</p>



<p>Inoltre, si fa presente che il Regno Unito, Irlanda e oltre 500 consigli comunali soprattutto in Australia, Canada, Stati Uniti, Svizzera e Gran Bretagna hanno già dichiarato lo stato di emergenza climatica, impegnandosi davanti ai cittadini a ridurre le emissioni di gas serra, a volte anche in tempi più brevi rispetto ai termini previsti negli Accordi di Parigi, segnando che Londra e Vancouver, città della rete C40, hanno già dichiarato l’Emergenza Climatica.</p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/xemergenza-climatica-Milano.jpg.pagespeed.ic_.hyQX1YWeAB-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12542" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12542&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12542" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/xemergenza-climatica-Milano.jpg.pagespeed.ic_.hyQX1YWeAB-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/xemergenza-climatica-Milano.jpg.pagespeed.ic_.hyQX1YWeAB-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/xemergenza-climatica-Milano.jpg.pagespeed.ic_.hyQX1YWeAB-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/xemergenza-climatica-Milano.jpg.pagespeed.ic_.hyQX1YWeAB.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>



<p>Noi di Fridays for Future Milano, chiediamo al Comune di Milano, alla Città Metropolitana, alla Regione Lombardia, al Governo Nazionale, alle Università, alle scuole, a ogni collettività del nostro territorio di:</p>



<ol><li>dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale;</li><li>fare ogni sforzo possibile per contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5o C e fissare un obiettivo di riduzione a zero delle emissioni nette di gas climalteranti per il 2030, ritenendo l’obiettivo di zero emissioni nel 2050 insufficiente e incoerente con lo stato di emergenza climatica;</li><li>considerare la lotta al cambiamento climatico e la transizione a un’economia sostenibile come priorità assoluta dei prossimi dieci anni. Fridays For Future Milano richiede che le misure per contrastare l’emergenza climatica avvengano secondo i seguenti principi:</li></ol>



<ul><li><strong>giustizia climatica</strong>: i costi della transizione non devono gravare sulle fasce più deboli della popolazione. Il costo della transizione deve gravare soprattutto su chi ha causato maggiormente i danni ambientali; le istituzioni sono chiamate a promuovere azioni per la riqualificazione dei lavoratori attualmente impegnati in settori incompatibili con la transizione;</li><li><strong>democrazia partecipativa</strong>: Le istituzioni si impegnino a riconoscere alle assemblee cittadine un ruolo nel processo di individuazione delle misure per il contrasto dell’emergenza climatica, attraverso un tavolo di confronto mensile. Le assemblee cittadine compiranno un’azione di monitoraggio sulle istituzioni per garantire che alle dichiarazioni di emergenza seguano misure concrete e adeguate alla gravità della crisi;</li><li><strong>trasparenza</strong>: le istituzioni si impegnano a pubblicare rapporti periodici sui progressi fatti nella riduzione delle emissioni e nella risoluzione delle criticità ambientali.</li></ul>
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		<title>I Comuni rispettino la normativa: l’iscrizione anagrafica va garantita anche ai richiedenti asilo nonostante la legge Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:21:59 +0000</pubDate>
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<h1 dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12296" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></h1>
<h2 dir="ltr"></h2>
<h2 dir="ltr">Associazione Per i Diritti umani aderisce alla seguente iniziativa e la sottoscrive.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Una formale richiesta di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo è stata inviata a oltre 90 Comuni di Italia e all’Anci da una serie di associazioni che si battono sul tema dell’inclusione e dell’accoglienza</h2>
<div class="artAbstract" dir="ltr">
<p>L’iniziativa che ha come obiettivo quello di chiedere ai sindaci di prendere posizione sulla questione del diritto ad una anagrafe, segue la recente sentenza di Scandicci in seguito a ricorso di richiedente asilo seguito dall’avvocato Consoli di Asgi che ha portato l’ordinanza del Tribunale di Firenze del 18 marzo 2019 dove si è affermata l’inesistenza del divieto di iscrizione anagrafica e l’ obbligo al Sindaco di Scandicci, in questo caso, ad iscrivere un richiedente asilo.<br class="autobr" />Tra le associazioni firmatarie della lettera figurano: <strong>Campagna LasciateCIEntrare, Melting Pot Europa, Naga Onlus, Legalteam Italia, Mai più Lager &#8211; No ai CPR</strong>. <br class="autobr" />Il ricorso ha sottolineato una scorretta interpretazione delle norme previste dalla legge 132/2018 che ha precluso la possibilità, non soltanto ai richiedenti asilo, ma anche ai titolari di protezione sussidiaria, dell’iscrizione anagrafica. La legge di fatto non abolisce il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, ma modifica soltanto la procedura semplificata per tale iscrizione. <br class="autobr" />Secondo gli esperti infatti “<i>… per i richiedenti la protezione internazionale la regolarità del soggiorno, più che dal permesso di soggiorno che teoricamente potrebbero anche non ritirare o ottenere in ritardo come spesso accade, è comprovata dall’avvio del procedimento volto al riconoscimento della fondatezza della pretesa di protezione e quindi (tralasciando in questo contesto la semplice dichiarazione di volontà) dalla compilazione del cd. “modello C3”, e/o dalla identificazione effettuata dalla questura nell’occasione. L’uno o entrambi i documenti certificano la regolarità del soggiorno in Italia, assolvendo perfettamente alle condizioni previste dalla legge per l’iscrizione anagrafica</i>”.</p>
</div>
<div class="artChapo" dir="ltr">
<p><strong>Lo spazio per intervenire e per porre fine ad una ingiustizia che, tra le altre cose, complica la vita anche alle amministrazioni comunali, quindi c’è. I sindaci che hanno cuore l’interesse della collettività prendano dunque posizione.</strong></p>
</div>
</div>
<div id="artText" dir="ltr">
<p>La Campagna LasciateCIEntrare da anni denuncia le diverse discrezionalità degli uffici amministrativi per il diritto all’iscrizione anagrafica di richiedenti asilo e persone straniere nel territorio italiano<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh1" class="spip_note" title="La Residenza: un diritto a esercitare altri diritti, Convegno formativo (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb1?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">1</a>]</span>.</p>
<p>Dopo la conversione del D.L. 113/2018, entrato in vigore il 5 ottobre 2018, nella Legge “Salvini” 132/2018, è stata preclusa la possibilità di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e, in alcuni casi, è stata impedita <strong>persino a titolari di protezione sussidiaria</strong>, per un’erronea interpretazione della legge.<br class="autobr" />L’aggiunta all’articolo 4 della Legge 142 del 2015 del comma 1 bis secondo cui «<i>Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e dell’articolo 6, comma 7, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286</i>» ha causato la materiale impossibilità di iscrizione all’anagrafe di centinaia e centinaia di persone, che si sono viste negare un diritto soggettivo fondamentale, creando un discrimine contrario alla nostra Costituzione, che sancisce che «<i>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</i>».</p>
<p>Cionondimeno, in tale contesto, diversi sindaci, basandosi anche sulle osservazioni e gli approfondimenti di diversi giuristi esperti in materia (avvocate Daniela Consoli e. Nazzarena Zorzella<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh2" class="spip_note" title="Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella, L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb2?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">2</a>]</span>; professore di Filosofia del Diritto Emilio Santoro<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh3" class="spip_note" title="Emilio Santoro, In direzione ostinata e contraria. Parere sull’iscrizione (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb3?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">3</a>]</span>), si sono opposti al divieto d’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, assumendosi responsabilità personali di firma, come ad esempio il Sindaco Leoluca Orlando della città di Palermo e Stefania Bonaldi della città di Crema. Ciò in rispetto non solo della Costituzione (ad es. artt. 3 e 16), ma anche delle norme nazionali gerarchicamente superiori alla legge 132 del 2018: contrasterebbe infatti con l’art. 2 del Protocollo n. 4 allegato alla CEDU, ratificato e reso esecutivo in Italia con DPR 14 aprile 1982, n. 217 sulla <i>Libertà di circolazione</i>, che sancisce: «<i>Chiunque si trovi regolarmente sul territorio di uno Stato ha il diritto di circolarvi liberamente e di fissarvi liberamente la sua residenza</i>», e con l’art. 12 del Patto internazionale sui diritti civili e politici: «<i>Ogni individuo che si trovi legalmente nel territorio di uno Stato ha diritto alla libertà di movimento e alla libertà di scelta della residenza in quel territorio</i>», adottato dall’Assemblea generale il 16 dicembre 1966, e reso esecutivo in Italia con legge. n. 881 del 25 ottobre 1977.</p>
<blockquote class="spip"><p>Secondo gli esperti la Legge Salvini non abolisce infatti il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, ma semplicemente la procedura semplificata per tale iscrizione.</p></blockquote>
<p>In particolare specificano Consoli e Zorzella «<i>La norma, come detto, non pone un divieto e tuttavia nell’escludere che il permesso per richiesta asilo non rientri tra la documentazione utile per l’iscrizione anagrafica non ne individua un altro e dunque è compito dell’interprete procedere, colmando la lacuna e risalendo alla funzione che nell’ambito del diritto/dovere alla residenza anagrafica svolge l’esibizione del permesso di soggiorno.</i></p>
<p>La residenza, secondo la definizione del codice civile, è, semplicemente il &#8220;luogo in cui la persona ha la dimora abituale&#8221; (art. 43, comma 2, cc). Ora se il cittadino italiano dovrà dimostrare unicamente la stabile permanenza in un luogo e la volontà di rimanervi (cfr. a titolo d’esempio, Cass., sez. II, 14 marzo 1986, n. 1738; Cass. 5 febbraio 1985, n. 791; Cass. Sez. I, 21 giugno 1955, n. 1925; Cass. Sez. I, 17 ottobre 1955 n. 3226; Cass. Sez. II, 17 gennaio 1972 n. 126), il cittadino straniero dovrà dimostrare anche di essere regolarmente soggiornante in Italia, come espressamente richiede la legge 1228/1954, cd. “legge anagrafica” e il DPR n. 223/1989, cd. “regolamento anagrafico” (art. 6, comma 7, d.lgs 286/1998).<br class="autobr" />Come precisato nelle Linee guida 2014 elaborate in collaborazione con il Ministero dell’interno &#8220;Devono ritenersi illegittime quelle prassi volte a richiedere agli stranieri, in aggiunta alla dimora abituale e alla regolarità del soggiorno, ulteriori condizioni per l’iscrizione anagrafica&#8221; (cfr. Circ. Min. Interno, n. 8 del 1995; n. 2 del 1997).</p>
<p>Posto quindi che l’esibizione del permesso di soggiorno, ai fini della iscrizione anagrafica, assolve al compito di dimostrare la regolare presenza del cittadino non comunitario sul territorio italiano, gli interpreti e gli ufficiali di Governo dovranno chiedersi, nel silenzio del legislatore, quale documento possa, invece del permesso di soggiorno, assolvere alla funzione voluta dalla legge.</p>
<p><i>Ed invero, per i richiedenti la protezione internazionale <strong>la regolarità del soggiorno</strong>, più che dal permesso di soggiorno che teoricamente potrebbero anche non ritirare o ottenere in ritardo come spesso accade, <strong>è comprovata dall’avvio del procedimento volto al riconoscimento della fondatezza della pretesa di protezione e quindi (tralasciando in questo contesto la semplice dichiarazione di volontà) dalla compilazione del cd. “modello C3”, e/o dalla identificazione effettuata dalla questura nell’occasione. L’uno o entrambi i documenti certificano la regolarità del soggiorno in Italia, assolvendo perfettamente alle condizioni previste dalla legge per l’iscrizione anagrafica</strong></i>».</p>
<p>Secondo la legge anagrafica, il sindaco ha dunque l’obbligo di procedere alle iscrizioni anagrafiche secondo le modalità previste dalla legge e dal regolamento anagrafico. Eventualmente non lo facesse, i richiedenti asilo potrebbero rivolgersi al giudice per chiedere di ordinare all’anagrafe del Comune in cui sono accolti di provvedere all’iscrizione, e il sindaco potrebbe essere chiamato a rispondere dei danni procurati dalla ritardata iscrizione.</p>
<p>È del 18 marzo 2019, l’ordinanza del Tribunale di Firenze<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh4" class="spip_note" title="Ordinanza Tribunale di Firenze, RG n. 361/2019 del 18 marzo 2019 (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb4?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">4</a>]</span> che, a seguito di ricorso per mancata iscrizione anagrafica di un richiedente asilo, <strong>ha affermato l’inesistenza del divieto di iscrizione anagrafica, obbligando il Sindaco di Scandicci a iscrivere il richiedente asilo</strong><span class="spip_note_ref"> [<a id="nh5" class="spip_note" title="Duccio Facchini, Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il “decreto (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb5?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">5</a>]</span>.</p>
<p>Per quanto sopra esposto, chiediamo che venga garantito da tutti i Comuni il diritto di iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, per porre fine al più presto a quest’odiosa pratica lesiva dei diritti delle persone e indegna di un Paese civile.</p>
</div>
<h2>Note</h2>
<div id="nb1">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 1" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh1?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">1</a>] </span><i>La Residenza: un diritto a esercitare altri diritti</i>, Convegno formativo svolto a Bari, il 15 giugno 2018 (<a class="spip_url spip_out auto" href="https://www.lasciatecientrare.it/la-residenza-un-diritto-a-esercitare-altri-diritti-il-convegno-formativo-on-line/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">https://www.lasciatecientrare.it/la-residenza-un-diritto-a-esercitare-altri-diritti-il-convegno-formativo-on-line/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
</div>
<div id="nb2">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 2" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh2?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">2</a>] </span>Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella, <i>L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai servizi territoriali dei richiedenti asilo ai tempi del salvinismo</i>, &#8220;Diritti senza confini&#8221;, 8 gennaio 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://questionegiustizia.it/articolo/l-iscrizione-anagrafica-e-l-accesso-ai-servizi-territoriali-dei-richiedenti-asilo-ai-tempi-del-salvinismo_08-01-2019.php?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://questionegiustizia.it/articolo/l-iscrizione-anagrafica-e-l-accesso-ai-servizi-territoriali-dei-richiedenti-asilo-ai-tempi-del-salvinismo_08-01-2019.php?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb3">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 3" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh3?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">3</a>] </span>Emilio Santoro, <i>In direzione ostinata e contraria. Parere sull’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo alla luce del Decreto Salvini</i>, &#8220;L’altro diritto&#8221;, 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm?fbclid=IwAR0D0gbv80Wer_tMmHy-sccju_tVyhluu8PxTCbVi25zRE8iIaJraullxQU#n3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm?fbclid=IwAR0D0gbv80Wer_tMmHy-sccju_tVyhluu8PxTCbVi25zRE8iIaJraullxQU#n3&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb4">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 4" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh4?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">4</a>] </span>Ordinanza Tribunale di Firenze, RG n. 361/2019 del 18 marzo 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.questionegiustizia.it/doc/ord_trib_firenze_361_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://www.questionegiustizia.it/doc/ord_trib_firenze_361_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb5">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 5" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh5?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">5</a>] </span>Duccio Facchini, <i>Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il “decreto Salvini” ha sconfitto se stesso</i>, &#8220;Altraeconomia&#8221;, 22 Marzo 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="https://altreconomia.it/iscrizione-anagrafica-richiedenti-asilo-decreto-salvini/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">https://altreconomia.it/iscrizione-anagrafica-richiedenti-asilo-decreto-salvini/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
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		<title>Procedure per residenza anagrafica degli stranieri. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, scrive al funzionario dell&#8217;Anagrafe</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2019 09:10:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/orlando1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11894" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/orlando1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1334" height="929" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/orlando1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1334w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/orlando1-300x209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/orlando1-768x535.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/orlando1-1024x713.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1334px) 100vw, 1334px" /></a></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Al Sig. Capo Area Servizi al Cittadino SEDE</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">OGGETTO: Procedure per residenza anagrafica degli stranieri.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Nella mia qualità di Sindaco della Città di Palermo, da sempre luogo di solidarietà e di impegno in favore dei diritti umani, in coerenza con posizioni assunte e atti deliberativi adottati da parte di questa Amministrazione comunale, che considera prioritario il riconoscimento dei diritti umani per tutti coloro che comunque risiedono nella nostra città, Le sottopongo una richiesta di ponderazione e una precisa indicazione riguardo alla Legge 132/2018.</div>
<div dir="auto">Tale impianto normativo continua a suscitate riflessioni, polemiche e allarmi diffusi anche a livello internazionale per il rischio di violazione dei diritti umani in caso di errata applicazione, con grave pericolo di violazione anche della legge umanitaria internazionale.</div>
<div dir="auto">A tal proposito si richiama la nostra Carta costituzionale (mi piace qui ricordare che quest&#8217;anno si è celebrato il 70° anniversario della entrata in vigore) con particolare riferimento all’art. 2 (laddove il rifiuto di residenza anagrafica limita il soggetto nell’esercizio della partecipazione alle formazioni sociali); all&#8217;art. 14 (laddove l’inviolabilità del domicilio verrebbe incisa da un provvedimento negativo in materia anagrafica); all’art. 16 (laddove la libertà di movimento verrebbe condizionata, se non addirittura disumanamente compressa, in caso di incisione del diritto di residenza oltre ogni ragionevole protezione di altri interessi pubblici eventualmente concorrenti); all’art. 32 (laddove il diritto alla salute potrebbe essere meno garantito in ragione della differente area di residenza anagrafica, o peggio, della mancanza assoluta di residenzialità formale). Non solo: è la giurisprudenza stessa della Corte Costituzionale che da sempre afferma e statuisce “che lo straniero è anche titolare di tutti i diritti fondamentali che la Costituzione riconosce spettanti alla persona (&#8230;) In particolare, per quanto qui interessa, ciò comporta il rispetto, da parte del legislatore, del canone della ragionevolezza, espressione del principio di eguaglianza, che, in linea generale, informa il godimento di tutte le posizioni soggettive” (Sentenza n. 148/2008; si vedano altresì le sentenze n. 203/1997, n. 252/2001, n. 432/2005, n. 324/2006).</div>
<div dir="auto">Ebbene, al fine di evitare applicazioni ultronee delle nuove norme, che possano pregiudicare proprio l’attuazione di quei diritti ai quali lo scrivente responsabilmente faceva riferimento e ossequio, Le conferisco mandato di approfondire, nella Sua qualità di Capo Area dei Servizi al Cittadino, tutti i profili giuridici anagrafici derivanti dall&#8217;applicazione della citata L.132/2018 e, nelle more di tale approfondimento, impartisco la disposizione di SOSPENDERE, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge 132/2018, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, rifermento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Distinti saluti.</div>
<div dir="auto">Sindaco Leoluca Orlando</div>
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