<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Siria Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/siria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/siria/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jan 2026 11:51:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Siria Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/siria/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[islamismi]]></category>
		<category><![CDATA[Kobane]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Scià]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18210</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/">Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="700" height="466" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18211" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>



<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal mondo esterno, senza possibilità di ricevere medicinali, generi alimentari o carburante, riferisce l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV).</p>



<p>Nelle zone conquistate si dà la caccia ai curdi. Particolarmente drammatica è la situazione nella leggendaria città curda di Kobanê, che<br>nel 2014 ha resistito allo ”Stato Islamico” (IS). Da lì è partita la liberazione della regione dall’IS. A Kobanê sono state interrotte le forniture di acqua ed elettricità. Anche l’accesso a Internet è stato bloccato. I radicali islamici continuano ad avanzare. L’interruzione<br>intenzionale dei servizi di base sta provocando una crisi umanitaria. I civili, tra cui bambini e anziani, sono intrappolati nell’oscurità e non<br>hanno accesso ai servizi di base.</p>



<p>A quanto pare, il regime siriano vuole vendicarsi di Kobanê perché la città è un simbolo della lotta contro l’IS. Per i curdi – e per il mondo intero – Kobanê è un simbolo di speranza e di resistenza contro l’Islam radicale.</p>



<p>Di fronte ai continui attacchi delle truppe del regime islamista siriano contro la popolazione curda nel nord-est del Paese, centinaia di<br>migliaia di curdi e membri di altre minoranze siriane minacciate scendono in piazza in tutto il mondo per protestare. In questo contesto,<br>l’Associazione per i popoli minacciati fa appello ai curdi, ai drusi, agli alawiti e alle persone solidali in tutta Europa che protestano<br>affinché manifestino esclusivamente in modo pacifico. Anche se il dolore di fronte alle notizie sempre più drammatiche provenienti dalla Siria non conosce limiti, invitiamo tutti i manifestanti a protestare pacificamente. La rabbia per l’inerzia, l’indifferenza e persino il<br>sostegno al regime islamista di Damasco da parte dell’amministrazione Trump, dei governi e leader di partito in Europa è comprensibile. Non lasciatevi provocare da questo e dai siriani che dall’Europa sostengono il regime islamista! Chiediamo ai media di parlare con i membri delle minoranze siriane e di non minimizzare il regime islamista. Gran parte dell’opinione pubblica tedesca ed italiana è dalla parte delle minoranze perseguitate.</p>



<p>Tra i sunniti arabi siriani ci sono molte persone che rifiutano l’Islam radicale e si impegnano per la democrazia nel loro Paese. Molti sunniti arabi siriani attualmente tacciono, forse perché sperano che gli islamisti radicali porteranno la democrazia in Siria. Proprio come molte persone in Iran dopo il 1979, quando il regime di Khomeini salì al potere. Speravano in maggiori libertà per l’Iran dopo la terribile dittatura dello Scià. Ma molto presto questi siriani, proprio come allora gli iraniani, rimarranno delusi. Perché l’Islam radicale – sia sciita che sunnita – non ha portato più libertà in nessun luogo, ma solo più guerra, violenza, terrore e odio tra etnie e comunità religiose.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/">Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turchia: attacco alla fabbrica di droni di Ankara</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/28/turchia-attacco-alla-fabbrica-di-droni-di-ankara/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/28/turchia-attacco-alla-fabbrica-di-droni-di-ankara/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 08:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Ankara]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamenti]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Demirtas]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[fabbrica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17763</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Associazione per i popoli minacciati chiede un’indagine internazionale. In seguito all’attacco all’azienda turca di droni ad Ankara, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede un’indagineinternazionale indipendente. Questa deve chiarire chi c’è veramente dietro l’attacco:&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/28/turchia-attacco-alla-fabbrica-di-droni-di-ankara/">Turchia: attacco alla fabbrica di droni di Ankara</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/ankara.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/ankara-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17764" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/ankara-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/ankara-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/ankara-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/ankara-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/ankara.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>L’Associazione per i popoli minacciati chiede un’indagine internazionale.</p>



<p></p>



<p>In seguito all’attacco all’azienda turca di droni ad Ankara, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede un’indagine<br>internazionale indipendente. Questa deve chiarire chi c’è veramente dietro l’attacco: Erdoğan e l’intero Stato turco non hanno nemmeno<br>aspettato i risultati della loro indagine sull’attacco prima di iniziare a bombardare città e villaggi curdi nel nord della Siria. Qamishli,<br>Kobani e altre località della Siria settentrionale sarebbero state attaccate dalla Turchia più volte durante la notte. Pochi minuti dopo<br>l’attacco, i principali politici tedeschi hanno dichiarato la loro solidarietà al partner della NATO. Tuttavia, il fatto che la Turchia<br>stia attaccando quotidianamente città e villaggi di curdi, assiri/aramaici, yazidi, cristiani e aleviti nel nord della Siria e dell’Iraq con aerei da guerra, droni da combattimento, missili, artiglieria e carri armati non vale nemmeno un appello ai politici tedeschi per proteggere la popolazione civile.</p>



<p>Pochi giorni fa, l’APM aveva lanciato un appello in Germania ai Consigli direttivi federali della SPD, della FDP e di Alleanza 90/Verdi affinché avviassero una discussione aperta e onesta sul comportamento irresponsabile della politica tedesca nei confronti del presidente turco Erdoğan e dell’islamismo. “Olaf Scholz e Annalena Baerbock stanno danneggiando la reputazione della Repubblica Federale Tedesca non facendo campagna per la pace e i negoziati tra Turchia e curdi. Non chiedono nemmeno il rilascio di politici curdi come Selahattin Demirtaş o Abdullah Öcalan”, ha criticato Kamal Sido, referente per il Medio Oriente. Demirtaş, come decine di migliaia di altri politici curdi, è in carcere dal 2016 per essersi battuto a favore della pace e dei negoziati e per aver denunciato il sostegno o la tolleranza di Erdoğan nei confronti del cosiddetto “Stato Islamico” e di altri islamisti.</p>



<p>Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo chiede da anni la liberazione di Demirtaş. Parlando dal carcere, Demirtaş ha condannato<br>con forza l’attacco e ha invitato tutte le parti a porre fine alla violenza, al terrore e alla guerra e a dialogare tra loro. Öcalan è stato imprigionato per un quarto di secolo (1999) e per anni è stato in isolamento. Secondo diverse fonti, Öcalan avrebbe anche chiesto, dietro le quinte, la fine della violenza.</p>



<p>Erdoğan e i suoi sostenitori nella NATO non sembrano interessati a questi appelli per la fine della violenza, del terrore e della guerra.<br>La domanda rimane: a chi giovano la violenza, il terrore e la guerra? Certamente non alla popolazione civile curda, né alla popolazione turca.<br>Solo i politici che strumentalizzano la violenza, il terrore e la guerra per i loro interessi politici di potere e il complesso militare-industriale, che vende sempre più armi e guadagna dalla guerra a spese di persone innocenti, sembrano avere interesse ad aumentare la guerra e la violenza.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/28/turchia-attacco-alla-fabbrica-di-droni-di-ankara/">Turchia: attacco alla fabbrica di droni di Ankara</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/28/turchia-attacco-alla-fabbrica-di-droni-di-ankara/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Notizie dal Sud est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/26/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/26/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 09:23:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamento]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[palestinesi]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17720</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da anbamed.it Ringraziamo Farid Adly per gli aggiornamenti continui. Genocidio a Gaza In un solo bombardamento a Nuseirat, contro una scuola dell’ONU trasformata in rifugio per sfollati, l’esercito israeliano ha ucciso 50 persone. Tutti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/26/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/">Notizie dal Sud est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da anbamed.it </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="450" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17721" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption>في مشهد قاس يعكس مأساة الفلسطينيين في قطاع غزة جراء الحرب الإسرائيلية، اجتاحت الأمطار الغزيرة خيام النازحين في مناطق عدة، لتزيد المآسي التي لم تتوقف عند هول القصف الإسرائيلي فحسب، بل فاقمت الظروف الجوية القاسية أيضا حجم الكارثة. ويعيش نحو مليوني نازح فلسطيني في محافظات قطاع غزة، في ظروف معيشية قاسية، مع اقتراب حلول فصل الشتاء وموسم تساقط الأمطار، وفق المكتب الإعلامي الحكومي بغزة. ( Mahmoud Bassam &#8211; وكالة الأناضول )</figcaption></figure>



<p></p>



<p> Ringraziamo Farid Adly per gli aggiornamenti continui.  </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/Anbamed-20240925.mp3?utm_source=rss&utm_medium=rss"></audio></figure>



<p id="gaza"></p>



<p id="genocidio"><strong>Genocidio a Gaza</strong></p>



<p>In un solo bombardamento a Nuseirat, contro una scuola dell’ONU trasformata in rifugio per sfollati, l’esercito israeliano ha ucciso 50 persone. Tutti civili. Le testimonianze dei soccorritori, ai microfoni delle tv arabe presenti sul campo, sono agghiaccianti. “Corpi smembrati irriconoscibili. Bambini senza testa. È terribile, è terribile”, ha esclamato un soccorritore, chiedendosi di dove è finità l’umanità.</p>



<p><strong>Il nos<em>tro commento quotidiano fisso:</em>&nbsp;Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture</strong></p>



<p><strong>storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni dichiarate dai politici e generali israeliani. Chiudono gli occhi e dicono:&nbsp;<em>“Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.</em></strong></p>



<p><strong>Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.</strong></p>



<p id="libano"><strong>Libano-Israele</strong><strong></strong></p>



<p>Quarta ondata di bombardamenti israeliani, stamattina, sulla popolazione civile libanese. Si ripete lo scenario di Gaza. Si bombardano i civili e la propaganda parla di attacchi mirati. Le vittime sono state finora 568 persone uccise, in stragrande maggioranza donne e bambini. 1800 i feriti.&nbsp; Rasi al suolo interi quartieri con palazzi di 7 piani, usando bombe made in USA del peso di una tonnellata. L’esercito israeliano dice che l’operazione è breve, ma se necessario andrà all’infinito, fino alla distruzione di Hezbollah. Un’altra grande bugia come quella su Hamas a Gaza. È un altro genocidio. 500 mila sono gli sfollati in fuga dalle città e villaggi del sud.</p>



<p>Ieri sono stati 400 i missili, i razzi e i droni lanciati dal sud Libano verso il territorio israeliano. È stata colpita la base navale di Haifa. Stamattina i portavoce di Hezbollah hanno dichiarato che è stato lanciato un missile ‘Qader 1’ contro la sede del Mossad a Tel Aviv, responsabile – secondo il comunicato – di aver architettato gli attacchi contro i cercapersone.</p>



<p>Netanyahu parla di riportare la popolazione israeliana sfollata da 11 mesi dal nord alle proprie case, ma con la sua operazione ha aumentato il numero degli sfollati di altre 100 mila persone. La stampa israeliana rivela che gli strateghi di Tel Aviv hanno il timore della presenza di 40 mila combattenti di varie nazionalità arabe presenti nel sud della Siria, pronti ad intervenire in caso dello scoppio di una vera guerra. Netanyahu ha indirizzato al presidente siriano un avviso minaccioso.</p>



<p>Diversi analisti dei media israeliani parlano di questo attacco contro il Libano come una tattica diversiva per nascondere il fallimento nel raggiungere gli obiettivi della guerra su Gaza. “Gli ostaggi sono stati abbandonati”, scrivono. Haaretz scrive che alti comandanti dell’esercito e dei servizi di sicurezza hanno avanzato al consiglio ristretto del governo l’idea di una tregua a Gaza, “per consolidare strategicamente i risultati sul fronte nord”. Tradotto dal militarese, la fine delle operazioni a Gaza costringerà Hezbollah a deporre le armi e non proseguire gli attacchi missilistici, ma nel frattempo sarebbe stato indebolito. È un’analisi che stride con la volontà di Netanyahu di mantenere salda la propria poltrona. E per ottenere questo obiettivo è disposto a scatenare una guerra generalizzata in M.O., appellandosi al vittimismo della sindrome di accerchiamento.</p>



<p>Oggi a New York si terrà la riunione del Consiglio di Sicurezza sulla situazione in Libano. Un altro inutile appuntamento che non metterà fine all’aggressione israeliana a causa del diritto di veto di Washington.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p id="situazione"><strong>Situazione umanitaria a Gaza</strong><strong></strong></p>



<p>I torrenti in piena sono l’ulteriore sofferenza della popolazione di Gaza costretta dall’invasione israeliana a vivere in tende di plastica, che non difendono dal caldo d’estate e dal freddo e dell’acqua d’inverno. Le piogge delle ultime settimane hanno fatto inondare i torrenti e i campi profughi sono diventati pozzanghere.</p>



<p id="onu"><strong>ONU</strong><strong></strong></p>



<p>Si è aperta da ieri l’Assemblea generale dell’ONU con gli interventi dei capi di Stato e di governo. Al centro degli interventi Palestina, Libano, Ucraina e il pericolo di una guerra nucleare. Ieri è toccato al presidente Usa Biden, che non ha affatto rassicurato su un futuro di pace nel mondo.</p>



<p>Si attendono i discorsi di Cina e Russia. Dei paesi emergenti spicca il discorso del presidente brasiliano Lula. “Quando è stata fondata, l’Onu ha avuto la forza di creare lo Stato di Israele, ma oggi non ha il coraggio di creare lo Stato palestinese”. Poi ha aggiunto: “Il mondo è fuori controllo. Nessuno rispetta nessuno. L’ONU non ha la forza per prendere decisioni importanti, creando un danno alla pace nel mondo. Non ci sarebbe stata la guerra tra Russia e Ucraina. Non ci sarebbe stato il genocidio nella Striscia di Gaza. Non ci sarebbe stato bisogno di un’invasione in Libia né della guerra in Iraq. Tutto ciò avrebbe potuto essere evitato se l’Onu avesse adempiuto al suo compito di imporre una governance globale”. Un chiaro attacco all’unilateralismo degli USA e della NATO.</p>



<p id="militarismo"><strong>Militarismo USA in MO</strong><strong></strong></p>



<p>Una nave cisterna USA per il rifornimento di carburante “si è guastata” nella zona del Golfo. Lo riporta una tv di Washington senza specificare i motivi di questo guasto. Il responsabile militare citato avrebbe parlato di danni subiti, ma non viene chiarito se è stata colpita da droni o missili marini oppure si sarebbe trattato di un guasto tecnico o uno speronamento accidentale. Nella zona del golfo arabo-persico è presente la portaerei Lincoln, che è a propulsione nucleare. Le altre navi di supporto però hanno bisogno di rifornimenti petroliferi per proseguire la missione di lungo periodo. Il pattugliamento statunitense del Golfo è una minaccia contro l’Iran.</p>



<p id="cisgiordania"><strong>Cisgiordania</strong><strong></strong></p>



<p>Ieri, i rastrellamenti israeliani hanno toccato El-Bira e Nablus e villaggi delle zone di Jenin e Qalqilia. Una guerra non dichiarata che sfida le risoluzioni dell’ONU e della Corte di giustizia internazionale, che avevano dichiarato illegale l’occupazione militare israeliane dei territori palestinesi. Questa guerra ha il compito di costringere la popolazione alla deportazione, per lasciare libero spazio alla colonizzazione ebraica. Nella prima metà di quest’anno, 27 mila donum di terreni agricoli palestinesi sono stati confiscati con decreti militari, per essere poi assegnati alle colonie.</p>



<p id="gerusalemme"><strong>Gerusalemme</strong><strong></strong></p>



<p>Discriminazione razziale contro i palestinesi. Un cittadino israeliano-palestinese di Gerusalemme, farmacista a Petah Tiqva, Moataz Y’leaan, è stato arrestato dalla polizia israeliana perché indossava un anello con la scritta in arabo “Mohammed profeta di dio”. L’accusa sarebbe simpatia con l’Isis. Era stato denunciato da un cliente israeliano razzista e la polizia ha fatto irruzione nella farmacia, davanti ai clienti presenti, e non ha voluto sapere nulla delle spiegazioni del significato della frase. Il deputato Ayman Odeh ha indirizzato un’interrogazione al premier Netanyahu chiedendo se il suo governo vuole “cancellare uno dei 5 pilasti dell’Islam oppure è una politica di Apartheid contro i palestinesi di Israele?”.</p>



<p id="iran"><strong>Iran</strong><strong></strong></p>



<p>Armiamoci e partite! È questo il motto prevalente a Teheran. Dopo i duri attacchi israeliani in Libano, il ministero degli esteri iraniani si è messo ad analizzare la situazione: “Hezbollah da solo non ce la fa a contrastare Israele. Questo attacco israeliano è il segnale del loro fallimento a Gaza”. Delirio per nascondere in realtà il fallimento della politica iraniana di mandare avanti i partiti sciiti arabi allo sbaraglio, mentre i governanti di Teheran fanno i comodi loro. Ieri il presidente Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran è disponibile a discutere con altre nazioni la possibilità di raggiungere un cessate il fuoco a Gaza. Non potevano esprimerla questa loro neutralità l’8 ottobre 2023? Come hanno fatto d’altronde la totalità dei regimi arabi, che si erano limitati alla solidarietà a parole.</p>



<p>Il sito saudita Ilaph ha rivelato l’esistenza di una trattativa segreta indiretta tra Israele e Iran, con la mediazione di Washington, per la de-escalation nella regione a partire dalla situazione libanese. Se queste rivelazioni si dimostrassero vere, sarebbe una bella pugnalata alla schiena a Hezbollah. Le proposte statunitensi sul tavolo chiederebbero l’allontanamento dei guerriglieri del partito dal sud Libano, come rivendica Tel Aviv.</p>



<p id="siria"><strong>Siria</strong><strong></strong></p>



<p>Bombardamento israeliano su Tartous, cittadina siriana sul Mediterraneo vicina al confine libanese. Secondo l’osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra, l’attacco è mirato a colpire le batterie dell’antiaerea ma ha colpito una zona residenziale. Nella zona ci sono anche le basi navali russe e questo attacco sembra di assumere il senso della provocazione contro Mosca, in linea con la politica di Washington in Ucraina.</p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/26/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/">Notizie dal Sud est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/26/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/Anbamed-20240925.mp3" length="12622420" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Cosa si sa del naufragio al largo della Calabria</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/01/cosa-si-sa-del-naufragio-al-largo-della-calabria/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/01/cosa-si-sa-del-naufragio-al-largo-della-calabria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 11:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#apriteiporti]]></category>
		<category><![CDATA[#corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[#Cutro]]></category>
		<category><![CDATA[#naufragio]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanstan]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[barcone]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[costa]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dispersi]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guardiacostiera]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[porti]]></category>
		<category><![CDATA[salvataggio]]></category>
		<category><![CDATA[scafisti]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[somalia]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16877</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da Ilpost.it) Cosa si sa del naufragio al largo della Calabria I morti accertati sono 65: il peschereccio si è ribaltato a meno di 200 metri dalla costa, ed era stato avvistato già sabato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/03/01/cosa-si-sa-del-naufragio-al-largo-della-calabria/">Cosa si sa del naufragio al largo della Calabria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>(da Ilpost.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/cutro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="400" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/cutro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16878" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/cutro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/cutro-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/cutro-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption>I volontari della Croce Rossa di Crotone impegnati per soccorrere i superstiti del naufragio avvenuto a Cutro, 26 febbraio 2023. TWIITER CROCE ROSSA 
+++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO&#8217; ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L&#8217;AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK++</figcaption></figure>



<h1>Cosa si sa del naufragio al largo della Calabria</h1>



<h2>I morti accertati sono 65: il peschereccio si è ribaltato a meno di 200 metri dalla costa, ed era stato avvistato già sabato notte da un aereo di Fronte</h2>



<p>Domenica mattina, intorno alle 4, un’imbarcazione che trasportava oltre 180 migranti è naufragata a circa 200 metri dalla costa ionica della Calabria, di fronte a Steccato di Cutro, un paese in provincia di Crotone: al momento i morti accertati sono 65.</p>



<p>La barca, un vecchio peschereccio a motore, era partita quattro giorni prima dalla Turchia, con ogni probabilità dalla città di Smirne, e trasportava migranti che avevano pagato alcune migliaia di euro, secondo le prime testimonianze, per fare il viaggio. Non ci sono certezze sul numero dei passeggeri: erano almeno 180, ma secondo altre testimonianze 250, provenienti in maggioranza da Afghanistan, Pakistan, Siria, ma anche Iran, Somalia e Palestina.</p>



<p>Nell’ultimo giorno di navigazione, secondo quanto raccontato dai sopravvissuti, le condizioni del mare erano notevolmente peggiorate, ma intorno alle 4 di domenica mattina il peschereccio era comunque arrivato in prossimità della costa calabra, a non più di 200 metri da terra. Qui avrebbe urtato il fondale o uno scoglio, ribaltandosi (si sarebbe spezzato in seguito) e provocando la caduta in mare di tutti gli uomini, le donne, i ragazzi e i bambini che ci viaggiavano.</p>



<p>Pochissimi dei migranti avevano giubbotti di salvataggio, molti non sapevano nuotare: sono finiti in mare e molti sono annegati immediatamente, mentre qualcuno è riuscito ad arrivare alla spiaggia. Dopo una giornata di ricerche sono stati trovati 59 cadaveri (30 uomini e 29 donne, fra questi 14 sono bambini e ragazzi), a cui si aggiungono quattro corpi recuperati lunedì, mentre 81 sono i migranti sopravvissuti.</p>



<p>La maggior parte dei superstiti (59 per ora) è stata ospitata al CARA (Centro accoglienza richiedenti asilo) di Isola Capo Rizzuto, mentre 22 sono all’ospedale di Crotone.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi-3/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425336-naufragio-calabria3.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi-4/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425338-naufragio-calabria4.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi-5/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425340-naufragio-calabria5.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425332-naufragio-calabria1.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi-6/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425342-naufragio-calabria6.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi-7/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425344-naufragio-calabria7.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi-8/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425347-naufragio-calabria8.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi-12/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425357-naufragio-calabria12.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi-9/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425349-naufragio-calabria9.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ilpost.it/2023/02/26/naufragio-migranti-calabria/naufragio-barcone-migranti-a-cutro-nel-crotonese-con-morti-e-dispersi-10/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2023/02/26/130x91/1677425352-naufragio-calabria10.jpg?x26128&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a></figure>



<p>Ad accorgersi per primo del naufragio era stato un pescatore intorno alle 5 di mattina: è stato lui a dare l’allarme. Ma la presenza del peschereccio era nota alle autorità già dalle 22 del sabato, quando era stato avvistato da un aereo in pattugliamento di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, a circa 40 miglia (75 chilometri) dalla costa. Una vedetta della Sezione operativa navale della Guardia di finanza di Crotone e un pattugliatore del Gruppo aeronavale della finanza di Taranto sono partite per tentare un salvataggio, ma sono state costrette a rientrare in porto per le cattive condizioni del mare, con onde alte fino a quattro metri.</p>



<p>Secondo le testimonianze di alcuni dei migranti intorno alle 4 il peschereccio avrebbe avvistato delle luci e i trafficanti, forse temendo di essere stati localizzati da motovedette della Guardia costiera avrebbero gettato almeno venti persone in mare, per alleggerire il carico, aumentare la velocità e allontanarsi.</p>



<p>Nella giornata di domenica è stato individuato uno dei presunti scafisti: alcuni giornalisti italiani sul posto hanno scritto che sarebbe un egiziano, altri un turco, mentre esisterebbe la possibilità della presenza di un secondo scafista, ancora disperso o fuggito. Nelle prossime ore continueranno le ricerche dei migranti dispersi, che potrebbero anche essere decine: alcuni dei corpi sono stati ritrovati a parecchi chilometri di distanza da Steccato di Cutro.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/03/01/cosa-si-sa-del-naufragio-al-largo-della-calabria/">Cosa si sa del naufragio al largo della Calabria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/01/cosa-si-sa-del-naufragio-al-largo-della-calabria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Notizie dal sud-Est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/02/08/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/02/08/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 13:50:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[aiutiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Assange]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[calamità]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto Regeni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertadiespressione]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Qatar]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16843</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da Anbamed.it) I titoli: Turchia e Siria/Terremoto:&#160;Oltre 4700 morti e decine di migliaia di feriti. Continuano in difficoltà le ricerche tra le macerie. Appelli dei due governi al soccorso internazionale. Nel nord della Siria&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/02/08/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/">Notizie dal sud-Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(da Anbamed.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="755" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16844" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1-768x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong><em><u>I titoli:</u></em></strong></p>



<p><strong><u>Turchia e Siria/Terremoto:</u></strong>&nbsp;Oltre 4700 morti e decine di migliaia di feriti. Continuano in difficoltà le ricerche tra le macerie. Appelli dei due governi al soccorso internazionale. Nel nord della Siria le difficoltà sono amplificate dal conflitto. Centinaia di ponti aerei da tutto il mondo.</p>



<p><strong><u>Palestina Occupata:</u></strong>&nbsp;Assassinati 5 giovani palestinesi a Gerico ed uno a Nablus. L’esercito israeliano occulta i corpi.</p>



<p><strong><u>Egitto:</u></strong>&nbsp;Gli abitanti dell’isola di Al-Warraq protestano contro le confische. Scontri con la polizia e arresti.</p>



<p><strong><u>Arabia Saudita:</u></strong>&nbsp;In corso nell’est del regno manovre militari con altre dieci nazioni alleate.</p>



<p><strong><u>Migranti:</u></strong>&nbsp;Uno dei migranti salvati dalla SeaEye4 è deceduto per gravi condizioni di salute e il ritardo dei soccorsi.</p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Turchia e Siria/Terremoto</strong></p>



<p>Un terremoto devastante ha colpito la zona al confine tra Turchia e Siria, con effetti anche nel Kurdistan iracheno.&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Provincia+di+%C5%9Eanl%C4%B1urfa,+Turchia/@37.3569102,38.0337622,8z/data=!4m13!1m7!3m6!1s0x153471b9d5666da1:0xe1f10108cd2deba4!2sProvincia+di+%C5%9Eanl%C4%B1urfa,+Turchia!3b1!8m2!3d37.3569102!4d39.1543677!3m4!1s0x153471b9d5666da1:0xe1f10108cd2deba4!8m2!3d37.3569102!4d39.1543677?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La zona più colpita</a>&nbsp;è in Turchia nella provincia di Sanliurfa, ad est di Ganziantep. Il numero delle vittime è stato finora di 4700, ma il numero viene aggiornato di un’ora in ora, con il continuo lavoro dei soccorritori sotto le macerie. Interi quartieri sono stati rasi al suolo. Le immagini trasmesse dalle tv e postate sui social sono terribili, interi palazzi sono crollati seppellendo gli abitanti. Strade deformate e inservibili, ponti crollati rallentano l’arrivo dei mezzi di soccorso. Il terminale petrolifero di Ganziantep è stato bloccato e l’oleodotto che collega il Kurdistan iracheno è stato chiuso. Gravi danni anche al patrimonio archeologico e storico.</p>



<p>I governi di Ankara e Damasco hanno dichiarato lo stato di calamità e lanciato appelli alla comunità internazionali di fornire soccorsi. Le autorità e le organizzazioni curde hanno lanciato un appello per la fornitura di aiuti soprattutto sanitari (<a href="https://www.anbamed.it/2023/02/06/appello-urgente-di-aiuto-per-le-vittime-del-terremoto-nel-kurdistan-settentrionale-e-occidentale-in-turchia-e-in-siria/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a>). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>All’alba di ieri, 5 giovani palestinesi sono stati assassinati in un’irruzione dell’esercito di occupazione in un campo profughi di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Jericho/@31.8594675,35.4294878,13z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x151ccc61e6ff8567:0x811428a4685668bb!8m2!3d31.8611058!4d35.4617583?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gerico</a>. Erano stati asserragliati in una casetta di legno, ai margini del campo e sono stati trucidati da una cascata di colpi di mitragliatrici dalle truppe speciali. Altri due giovani sono rimasti gravemente feriti. Tutto il gruppo, i 5 uccisi e i due feriti, sono stati sequestrati dai militari, nel consueto macabro rito di occultamento di cadaveri.</p>



<p>In un rastrellamento dell’esercito israeliano a Nablus è stato ucciso un altro giovane, portando le vittime palestinesi in 24 ore a sei. Una pratica quotidiana di esecuzioni di piazza che non trova freni e condanne da parte delle cancellerie internazionali.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>Gli abitanti dell’Isola di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Jaz%C4%ABrat+Warr%C4%81q+al+%E1%B8%A8a%E1%B8%91ar/@30.1186095,31.2083236,14z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x145840282e7cb755:0xf36c53d40430e89b!8m2!3d30.1186111!4d31.2258333?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Al-Warraq</a>, al centro del Nilo, a nord del Cairo, sono scesi in manifestazione di protesta contro l’arresto di 3 abitanti. Il terreno dell’isola fa gola alla speculazione edilizia e il governo, nel 2017, ha avviato un piano di confisca dei terreni di proprietà privata, per la realizzazione di grandi palazzi e attirare investimenti stranieri, soprattutto dai paesi arabi del Golfo. La popolazione si oppone e protesta, ma il governo non ascolta e riga dritto mandando la polizia e arrestando i capi del movimento. Gli abitanti in modo collettivo si oppongono alla loro cacciata dalle loro proprietà e respingono gli ingegneri mandati a prendere le misure dei terreni e delle case, per la valutazione degli indennizzi. 35 capi famiglia sono stati finora arrestati e mandati a processo per queste proteste.</p>



<p><strong>Arabia Saudita</strong></p>



<p>Sono iniziate le manovre militari “Frecce della Vittoria 2023”, con la partecipazione di eserciti di altre 10 nazioni: USA, GB, Grecia, Pakistan, Qatar, Giordania e Bahrein. Kuwait, Emirati e Oman sono membri osservatori. Le operazioni si svolgono nella zona orientale del regno e simulano la risposta ad un attacco aereo. Nel comunicato stampa non vengono fornite informazioni sul numero dei militari coinvolti e sulla data di conclusione delle operazioni.&nbsp;</p>



<p><strong>Migranti</strong></p>



<p>Ieri l’altro, domenica, durante il lungo viaggio verso Napoli, la nave&nbsp;<a href="https://twitter.com/hashtag/SeaEye4?src=hashtag_click&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#SeaEye4</a>&nbsp;ha richiesto l&#8217;evacuazione medica di due persone in gravi condizioni di salute. Una di queste è poi deceduta in ospedale, dopo aver atteso per ore il trasferimento. Il bullismo di Stato non ha umanità!</p>



<p><strong>Notizie dal mondo</strong></p>



<p>Sono passati undici mesi e 13 giorni di guerra russa in Ucraina. &nbsp;</p>



<p><strong>Annunci</strong></p>



<p>11 febbraio, a Roma, manifestazione nazionale per la liberazione di Ocalan.</p>



<p>11 febbraio una grande manifestazione mondiale:&nbsp;<strong><em>“Global Carneval for Assange”</em></strong>. Eventi diffusi in tutto il mondo. Anbamed aderisce con questa modalità: (<a href="https://www.anbamed.it/2023/02/06/11-febbraio-global-carneval-for-assange/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vedi</a>), vuoi partecipare anche tu?</p>



<p>15 febbraio, a Roma, convegno “Disertare la guerra mondiale a pezzi”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/02/08/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/">Notizie dal sud-Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/02/08/notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’invasione turca della Siria diventa più probabile: pagamenti miliardari dal Qatar per l’alleato Erdogan</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/12/04/linvasione-turca-della-siria-diventa-piu-probabile-pagamenti-miliardari-dal-qatar-per-lalleato-erdogan/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/12/04/linvasione-turca-della-siria-diventa-piu-probabile-pagamenti-miliardari-dal-qatar-per-lalleato-erdogan/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2022 11:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[alleato]]></category>
		<category><![CDATA[àperidirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[estremisti]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[invasione]]></category>
		<category><![CDATA[minoranza]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Qatar]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[soldati]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16766</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) teme un’altra invasione su larga scala della Siria settentrionale da parte della Turchia. Unpagamento di miliardi da parte dell’emirato islamista del Golfo, il Qatar, rende questo scenario più&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/12/04/linvasione-turca-della-siria-diventa-piu-probabile-pagamenti-miliardari-dal-qatar-per-lalleato-erdogan/">L’invasione turca della Siria diventa più probabile: pagamenti miliardari dal Qatar per l’alleato Erdogan</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/guerra-siria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="730" height="415" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/guerra-siria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16767" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/guerra-siria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 730w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/guerra-siria-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></a></figure>



<p></p>



<p>L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) teme un’altra invasione su larga scala della Siria settentrionale da parte della Turchia. Un<br>pagamento di miliardi da parte dell’emirato islamista del Golfo, il Qatar, rende questo scenario più probabile. Negli ultimi giorni, il<br>sovrano turco ha dichiarato in modo inequivocabile ciò che si aspetta da questa invasione: vuole cacciare milioni di persone e rendere la Siria settentrionale libera dai curdi. Ora sembra che il Qatar abbia fornito almeno 10 miliardi di dollari alla Turchia. Con questo denaro, molti mercenari islamisti possono essere mandati in guerra. Sono già presenti in gran numero nella regione e terrorizzano la popolazione per conto della Turchia, Stato della Nato.</p>



<p>Il Paese sta attaccando il nord della Siria con artiglieria e attacchi aerei da settimane. In un’intervista televisiva, il presidente turco ha<br>dichiarato che il nord-est della Siria “non è adatto allo stile di vita dei curdi perché è desertico”. Il sovrano turco sembra voler determinare quale gruppo etnico può o non può vivere e dove. E naturalmente nasconde il fatto che la regione è stata popolata da curdi per secoli. Ora Erdogan sta mobilitando il sostegno dove può ottenerlo. Dalla Nato e anche dalla Russia. E dal Qatar che, a quanto pare, è riuscito a conquistare per le sue ambizioni di grande potenza islamista. Il piccolo Qatar, che ha appena annunciato un ampio contratto di fornitura di gas con la Germania, può ovviamente permettersi questo sostegno. Il Paese che ospita i Mondiali di calcio, sostiene gli islamisti sunniti in tutto il Medio Oriente. Da tempo ci sono buone relazioni con l’islamista sunnita Erdogan, che però adesso è in difficoltà a livello nazionale. Ha paura di perdere le elezioni del prossimo anno. Per lui, l’invasione è anche uno strumento della sua campagna elettorale. Per farlo, può fare pulizia etnica e religiosa nel nord della Siria e scatenare una nuova ondata di rifugiati con cui ricattare l’Europa.</p>



<p>Erdogan è visto come il capo politico dell’Islam radicale sunnita, analogo ai mullah iraniani che guidano i gruppi radicali sciiti. La<br>scelta di campo sunnita del Qatar e della Turchia, tuttavia, ha una posizione di partenza migliore grazie al legame con la Nato. Senza il benestare della Nato, della Russia o dell’Iran, Erdogan non oserà mai lanciare una nuova invasione. Tuttavia, dal momento che anche il governo tedesco esprime “comprensione per gli interessi di sicurezza della Turchia”, presto potrebbe aver raccolto abbastanza sostegno. Non appena ciò avverrà, inizierà l’invasione.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/12/04/linvasione-turca-della-siria-diventa-piu-probabile-pagamenti-miliardari-dal-qatar-per-lalleato-erdogan/">L’invasione turca della Siria diventa più probabile: pagamenti miliardari dal Qatar per l’alleato Erdogan</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/12/04/linvasione-turca-della-siria-diventa-piu-probabile-pagamenti-miliardari-dal-qatar-per-lalleato-erdogan/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vertice NATO a Madrid</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/30/vertice-nato-a-madrid/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/30/vertice-nato-a-madrid/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 08:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dirittointernazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[islamisti]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[milizie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[notzie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[societacivile]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[vertice]]></category>
		<category><![CDATA[violazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16441</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Nato non deve applicare due pesi e due misure agli attacchi cheviolano il diritto internazionale Se la Nato vuole criticare in modo credibile l’attacco illegale della Russia all’Ucraina, deve anche condannare gli attacchi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/30/vertice-nato-a-madrid/">Vertice NATO a Madrid</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br>La Nato non deve applicare due pesi e due misure agli attacchi che<br>violano il diritto internazionale</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="562" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-1024x562.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16442" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-1024x562.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-300x165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-768x421.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Se la Nato vuole criticare in modo credibile l’attacco illegale della Russia all’Ucraina, deve anche condannare gli attacchi illegali dei suoi<br>Stati membri. È quanto chiede l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) all’inizio del vertice NATO del 29 giugno a Madrid. Se uno Stato bombarda la popolazione civile di un Paese vicino, la sua appartenenza alla NATO non deve proteggerlo dalle critiche. La Turchia terrorizza da anni i Paesi confinanti, Siria e Iraq, con attacchi di droni e missili e occupa i loro territori. Nessuno Stato della NATO ha ancora osato protestare contro questa situazione o portare i crimini di guerra della Turchia all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.</p>



<p>Soprattutto i membri delle minoranze etniche e religiose sono ripetutamente presi di mira. Agli occhi di queste persone, i discorsi<br>occidentali sui valori e sulla morale perdono ogni credibilità. Non hanno altra scelta che dimettersi. In rappresentanza della Nato e in<br>combutta con le milizie islamiste, la Turchia li sta cacciando dalle loro case e li sta costringendo a fuggire. La Turchia poi regala le case degli sfollati agli alleati islamisti. In questo modo, sta espandendo la sua sfera d’influenza e modificando la struttura demografica delle aree precedentemente curde di Siria e Iraq – un’altra evidente violazione del diritto internazionale.</p>



<p>Il fatto che la NATO e i suoi colleghi in Ucraina insistano sulla validità del diritto internazionale è assolutamente giusto. Il fatto che<br>accettino in silenzio le continue violazioni della legge da parte della Turchia mina il diritto internazionale e tutte le istituzioni che lo proteggono a lungo termine. La Nato deve usare il vertice di Madrid per richiamare la Turchia all’ordine. Altrimenti, l’intero sistema giuridico internazionale perderà legittimità. A lungo andare, il risultato potrebbe essere un vero fallimento.</p>



<p>Vedi anche:<br><br>Veto di Erdogan all’allargamento della Nato:<br><a href="http://www.popoli-min.it/veto-di-erdogan-allallargamento-della-nato/?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www.popoli-min.it/veto-di-erdogan-allallargamento-della-nato/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br>16.2.2022<br>Politica di islamizzazione aggressiva per creare divisione e mantenere<br>il potere:<br><a href="http://www.popoli-min.it/politica-di-islamizzazione-aggressiva-per-creare-divisione-e-mantenere-il-potere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www.popoli-min.it/politica-di-islamizzazione-aggressiva-per-creare-divisione-e-mantenere-il-potere/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/30/vertice-nato-a-madrid/">Vertice NATO a Madrid</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/30/vertice-nato-a-madrid/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siria. Una decisione senza precedenti</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/01/17/siria-una-decisione-senza-precedenti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/01/17/siria-una-decisione-senza-precedenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 09:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[Bashar al-Assad]]></category>
		<category><![CDATA[crimini]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16072</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli L&#8217;Alta Corte Regionale di Coblenza in Germania ha condannato il 13 Gennaio all&#8217;ergastolo un ex alto funzionario siriano per il suo coinvolgimento in crimini contro l&#8217;umanità. Una squadra investigativa comune franco-tedesca&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/01/17/siria-una-decisione-senza-precedenti/">Siria. Una decisione senza precedenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Siria-.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Siria--1024x576.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16073" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Siria--1024x576.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Siria--300x169.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Siria--768x432.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Siria--1536x864.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Siria-.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1778w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p></p>



<p>L&#8217;Alta Corte Regionale di Coblenza in Germania ha condannato il 13 Gennaio all&#8217;ergastolo un ex alto funzionario siriano per il suo coinvolgimento in crimini contro l&#8217;umanità. Una squadra investigativa comune franco-tedesca (JIT), costituita con il sostegno di Eurojust e del Genocide Network, ha dato un contributo significativo alle indagini che hanno portato a questo giudizio storico.</p>



<p>In questo modo si è concluso il primo processo al mondo relativo alla tortura sponsorizzata dallo Stato sotto il presidente Bashar al-Assad.</p>



<p>Questo giudizio rappresenta la prima volta al mondo che un alto funzionario siriano è stato condannato per crimini contro l&#8217;umanità. In quanto tale, lascerà un segno indelebile nella giustizia penale internazionale. È la seconda condanna relativa ai &#8220;Fascicoli Cesare&#8221;, un documento contenente oltre 26.000 immagini delle torture delle vittime nei centri di detenzione di massa del regime siriano. L&#8217;anno scorso, un collaboratore dell&#8217;alto funzionario era già stato condannato dalla Corte Regionale Superiore di Coblenza a 4,5 anni di reclusione per crimini contro l&#8217;umanità e tortura.</p>



<p>L’alto funzionario Anwar Raslan, 58 anni, è stato condannato con accuse tra cui omicidio, lesioni personali gravi, aggressione sessuale, privazione della libertà e presa di ostaggi in relazione al suo lavoro, secondo un comunicato stampa del tribunale della città di Coblenza, nella Germania occidentale. I crimini sono avvenuti mentre era a capo delle indagini nel famigerato ramo 251 della direzione generale dell&#8217;intelligence siriana, mentre il paese scivolava verso la guerra civile. La Corte ha ritenuto il siriano, oggi condannato, direttamente responsabile della morte di 27 membri dell&#8217;opposizione al regime, a seguito di torture e condizioni di detenzione disumane, nel 2011 e nel 2012. La procura federale ha presentato un atto d&#8217;accusa contro l’imputato nell&#8217;ottobre 2019, con processi che sono iniziati nell&#8217;agosto 2020.</p>



<p>In collaborazione con investigatori e pubblici ministeri nazionali che lavorano sul caso, Eurojust e Genocide Network hanno preparato il terreno per la JIT. È stata istituita nel 2018 per supportare le indagini e, infine, perseguire il sospettato. Dopo aver istituito la JIT, Eurojust ha fornito assistenza analitica a lungo termine e organizzato riunioni di coordinamento regolari per consentire una rapida cooperazione giudiziaria tra le autorità tedesche e francesi.</p>



<p>Eurojust e Genocide Network sostengono pienamente le autorità giudiziarie dell&#8217;Unione Europea che stanno intensificando i procedimenti contro gli autori di reati terroristici e severi crimini internazionali in Siria. Le azioni delle autorità giudiziarie e della società civile per ritenere il regime siriano responsabile dei crimini commessi in Siria sono state il focus principale della Giornata dell&#8217;UE contro l&#8217;impunità dello scorso anno.</p>



<p>Il verdetto è stato il passo più significativo finora in più di un decennio di ricerca di giustizia per coloro che hanno sofferto per mano dell&#8217;apparato statale siriano mentre questo cercava brutalmente di reprimere le proteste di massa durante la Primavera Araba e combatteva anni di sanguinosi conflitti.</p>



<p>Anwar al-Bunni, un importante avvocato siriano per i diritti umani che è stato testimone del caso, ha descritto il verdetto di giovedì come &#8220;storico&#8221; e una &#8220;vittoria per i siriani&#8221;. Sebbene si trattasse di un&#8217;unica condanna, l&#8217;intero apparato statale siriano è stato processato per la prima volta, ha affermato. &#8220;E’ stato condannato come parte di questa macchina, una vera e propria macchina assassina che ha arrestato i siriani, li ha uccisi, li ha torturati&#8221;, ha detto. &#8220;È una decisione sostanziale per l&#8217;intero regime&#8221;.</p>



<p>Il procedimento contro Raslan è stato innescato da un incontro casuale sette anni fa, quando Bunni ha riconosciuto Raslan nel suo centro profughi a Berlino. All&#8217;inizio non riusciva a capire come lo conoscesse. È stato solo dopo che un collega rifugiato gli disse che un funzionario del regime era nella struttura che tutto è risultato logico. In tribunale Bunni ha raccontato come Raslan fosse l&#8217;uomo che lo aveva trattenuto fuori dalla sua casa nel quartiere Kafr Souseh di Damasco nel 2006, dopo di che aveva trascorso cinque anni in prigione. Dopo aver riconosciuto Raslan a Berlino, Bunni ha sporto denuncia alla polizia e Raslan è stato infine arrestato nel 2019.</p>



<p>La Corte lo ha ritenuto colpevole di complicità in 27 omicidi mentre era un funzionario del centro di detenzione Branch 251, nell&#8217;ambito di quello che la Corte ha descritto come l&#8217;attacco &#8220;ampio e sistematico&#8221; del governo siriano alla sua stessa popolazione a partire dall&#8217;aprile 2011.</p>



<p>Secondo i risultati della corte, almeno 4.000 prigionieri sono stati detenuti nel centro di detenzione annesso all&#8217;unità di interrogatorio di Raslan mentre lavorava lì. &#8220;I detenuti sono stati brutalmente torturati durante il loro interrogatorio in vari modi&#8221;, ha affermato la Corte, anche con scosse elettriche. È stata anche usata violenza sessuale, si diceva, e i prigionieri potevano sentire urla costanti da altri detenuti che subivano torture. Le cure mediche sono state negate e il cibo era inadeguato.</p>



<p>Sebbene non abbia commesso fisicamente i crimini, Raslan è stato ritenuto responsabile a causa della sua posizione di autorità, ha affermato la portavoce del tribunale Anne-Christina Brodöfel.</p>



<p>Raslan ha annunciato la sua defezione dal regime nel 2012. Nelle loro ultime argomentazioni, i suoi avvocati hanno affermato che Raslan non aveva approvato la tortura e aveva persino punito i soldati per aver abusato dei prigionieri. &#8220;Un dipendente di un regime criminale non può semplicemente rispondere al telefono quando si rende conto che nella prigione si sta verificando un&#8217;ingiustizia&#8221;, ​​hanno affermato i suoi avvocati, secondo il quotidiano tedesco “Die Zeit”. Ma la corte ha affermato di aver concluso che avrebbe potuto disertare prima. Avrà diritto alla libertà condizionale tra 15 anni.</p>



<p>La sua squadra di difesa ha detto che avrebbe impugnato il verdetto.</p>



<p>Il suo coimputato, Eyad al-Gharib, 44 anni, un ufficiale di basso livello, è stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere all&#8217;inizio dello scorso anno.</p>



<p>Gli attivisti siriani che vivono in Germania e all&#8217;estero hanno accolto favorevolmente il verdetto, ma hanno anche avvertito che le atrocità continuano in Siria. L&#8217;organizzazione tedesco-siriana per i diritti umani “Adopt a Revolution” ha affermato in una dichiarazione rilasciata prima del verdetto che la sentenza non dovrebbe essere usata come &#8220;una copertura per l&#8217;inazione politica&#8221;. Il governo tedesco dovrebbe fermare le deportazioni in Siria e assicurarsi che i superiori di Raslan non rimangano impuniti, ha affermato il gruppo.</p>



<p>Human Rights Watch ha descritto la condanna come &#8220;un passo rivoluzionario verso la giustizia per gravi crimini in Siria&#8221; e ha invitato altri paesi a seguire l&#8217;esempio della Germania. Sottolineando il ruolo centrale dei sopravvissuti, degli avvocati e degli attivisti siriani nel processo, l&#8217;organizzazione ha lanche amentato le sfide presentate dalla protezione dei testimoni.</p>



<p>Il processo si è svolto per mezzo del principio della &#8220;giurisdizione universale&#8221;, sancito dal diritto tedesco e che consente il perseguimento di coloro che sono accusati di aver commesso atti severi come genocidio o crimini di guerra in altri paesi. Il principio giuridico sostiene che alcuni reati sono così gravi che non si applicano le normali restrizioni territoriali alle azioni penali.</p>



<p>Secondo un rapporto del 2020, in Germania si stanno verificando più di una dozzina di casi attivi relativi a crimini commessi in Siria. E gli attivisti sperano che questo sia solo un primo passo: prossimamente, un tribunale di Francoforte avvierà il processo a un medico siriano accusato di aver torturato gli oppositori del governo di Assad in strutture mediche militari.</p>



<p>&#8220;La strada verso la giustizia è lunga e non ci fermeremo finché Bashar al-Assad e la sua cerchia di confidenti non saranno processati&#8221;, ha detto Wissam Mukdad, testimone nel processo.</p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/01/17/siria-una-decisione-senza-precedenti/">Siria. Una decisione senza precedenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/01/17/siria-una-decisione-senza-precedenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siria settentrionale: a due anni dall&#8217;invasione turca (9 ottobre)</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/08/siria-settentrionale-a-due-anni-dallinvasione-turca-9-ottobre/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/08/siria-settentrionale-a-due-anni-dallinvasione-turca-9-ottobre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Oct 2021 06:28:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[etnie]]></category>
		<category><![CDATA[fedi]]></category>
		<category><![CDATA[guerracivile]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Yezidi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15675</guid>

					<description><![CDATA[<p>La diversità etnica e religiosa della regione è stata distrutta Quasi tutti i membri delle minoranze etniche e religiose hanno lasciato la città della Siria del Nord di Serekaniye (in arabo Ras al Ain)&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/10/08/siria-settentrionale-a-due-anni-dallinvasione-turca-9-ottobre/">Siria settentrionale: a due anni dall&#8217;invasione turca (9 ottobre)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="512" height="384" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/siria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15676" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/siria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/siria-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption>TOPSHOT &#8211; Smoke is seen billowing from the northern Syrian Kurdish town of Afrin on January 31, 2018. Turkey and allied Syrian rebel groups launched operation Olive Branch on January 20 against the Kurdish People&#8217;s Protection Units (YPG), which controls the Afrin region.  / AFP PHOTO / Ahmad Shafie BILAL        (Photo credit should read AHMAD SHAFIE BILAL/AFP/Getty Images)</figcaption></figure>



<p><br>La diversità etnica e religiosa della regione è stata distrutta</p>



<p> Quasi tutti i membri delle minoranze etniche e religiose hanno lasciato la città della Siria del Nord di Serekaniye (in arabo Ras al Ain) e i villaggi circostanti. Secondo l&#8217;Associazione per i popoli minacciati<br>(APM), la Turchia ha raggiunto questo obiettivo due anni dopo il suo attacco alla regione il 9 ottobre 2019 in violazione del diritto internazionale. Tutte le famiglie yezidi e cristiano-ortodosse sono dovute fuggire dalla violenza dell&#8217;esercito turco e dei suoi alleati islamisti, e le donne senza velo non sono più visibili nella vita<br>pubblica. Il presidente turco Erdogan ha creato situazioni di fatto nel Nord della Siria che stanno diventando sempre più difficili da invertire con ogni giorno di occupazione in più. La diversità etnica e religiosa<br>della regione è stata distrutta per il momento. Difficilmente questa diversità potrà mai ritornare come lo era prima dell&#8217;invasione. Secondo i dati dell&#8217;APM, fino all&#8217;invasione di due anni fa, 1.000 famiglie yazidi, 60 siriane ortodosse, 20 armene cattoliche e cinque armene ortodosse vivevano a Serekaniye e nei villaggi circostanti.</p>



<p>Poiché la Turchia non ha sentito quasi nessuna opposizione internazionale in quella che ha cinicamente chiamato &#8220;Operazione Fonte di Pace&#8221;, si sente addirittura incoraggiata nel suo comportamento<br>aggressivo. Erdogan ha imparato durante questa operazione che può farla franca a livello internazionale. La speranza che il nuovo presidente degli Stati Uniti Biden tornasse sulla scena mondiale e richiamasse<br>all&#8217;ordine il loro alleato della Nato non si è realizzata. La nuova leadership di Washington ha altre priorità di politica estera. Erdogan non deve temere nemmeno le critiche dell&#8217;Europa, finché può ricattare l&#8217;UE con i rifugiati siriani.</p>



<p>Mentre centinaia di migliaia di sfollati curdi, arabi, assiro/aramaici, armeni, cristiani e yezidi vivono ancora nelle tende nella provincia di Al Hasakeh nel nord-est della Siria o hanno già lasciato il paese per l&#8217;Europa, la Turchia sta consolidando la sua posizione nei territori occupati insediandovi musulmani sunniti radicali. Ora la Turchia sta mettendo gli occhi sul resto della provincia di Al Hasakeh. La Turchia vuole anche conquistare quest&#8217;ultima parte multietnica e multireligiosa della Siria e sfollare di nuovo centinaia di migliaia di persone. Per questo motivo sta già usando come un&#8217;arma l&#8217;acqua potabile, le cui fonti si trovano a Serekaniye, che oggi è occupata, trattenendola deliberatamente. Più di 200.000 persone sono rimaste senza acqua potabile nella provincia. Secondo statistiche non ufficiali, circa 120.000 persone di fede cristiana vivevano nella provincia di Al Hasakeh fino all&#8217;inizio della guerra civile siriana.</p>



<p>Gli sfollati di Serekaniye per l&#8217;8 ottobre lanciano la campagna:#2YearsSereKaniyeStopErdogan sui social media.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/10/08/siria-settentrionale-a-due-anni-dallinvasione-turca-9-ottobre/">Siria settentrionale: a due anni dall&#8217;invasione turca (9 ottobre)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/10/08/siria-settentrionale-a-due-anni-dallinvasione-turca-9-ottobre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/09/26/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-14/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/09/26/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-14/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2021 07:58:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arabo]]></category>
		<category><![CDATA[armamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fondamentalisti]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[marocco]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[rassegnastampa]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15649</guid>

					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly I titoli Tunisia:&#160;100 dirigenti, deputati e ex minsitri abbandonano il partito islamista Ennahda, in polemica con la gestione del leader Ghannouchi. Sudan:&#160;Interrotte le esportazioni di petrolio da Port Sudan.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/09/26/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-14/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>A cura di Farid Adly</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/afga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15650" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/afga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/afga-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></figure>



<p><strong>I titoli</strong></p>



<p><strong>Tunisia:</strong>&nbsp;100 dirigenti, deputati e ex minsitri abbandonano il partito islamista Ennahda, in polemica con la gestione del leader Ghannouchi.</p>



<p><strong>Sudan:</strong>&nbsp;Interrotte le esportazioni di petrolio da Port Sudan. L&#8217;oleodotto è stato occupato dagli autonomisti locali.</p>



<p><strong>Afghanistan:</strong>&nbsp;torna il macabro spettacolo dei cadaveri esposti in pubblico. Appesi ad una gru i corpi insanguinati di 3 rapitori trucidati dai taliban.</p>



<p><strong>Marocco:</strong>&nbsp;Consegnati dalla Turchia droni di combattimento Bayraktar.</p>



<p><strong>Siria:</strong>&nbsp;Truppe USA sfiorano la zona sotto il controllo dei governativi nella provincia orientale di Hasaka.</p>



<p><strong>Giordania:</strong>&nbsp;Inaugurata ad Amman la 20esima edizione della Fiera del Libro.</p>



<p><strong>Le notizie</strong></p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Una scissione all&#8217;interno del partito islamista Ennahda.</p>



<p>Oltre 100 dirigenti, deputati ed ex ministri hanno sbattuto la porta, accusando il leader Ghannouchi di aver fallito nell&#8217;esperienza governativa di 10 anni e di incapacità nella gestione della crisi con il presidente della Repubblica Qais Saied. Alcuni dei capi della rivolta contro Ghannouchi hanno espresso la loro volontà di fondare un nuovo partito.</p>



<p>Non si intravede una soluzione alla crisi istituzionale nel paese. Le attese della nomina di un nuovo governo, annunciato per ieri, sono rimaste deluse. In tutta la Tunisia si sono svolte manifestazioni pro e contro la decisione, di due mesi fa, di sospendere il Parlamento e mandare a casa il governo. Gli inviti del sindacato dei lavoratori ad una roadmap, per uscire indenni dalla crisi economica e sanitaria, sono stati ignorati dalla presidenza. 20 organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno denunciato il pericolo di una deriva dittatoriale.</p>



<p><strong>Sudan</strong></p>



<p>Gruppi di manifestanti tribali hanno bloccato l&#8217;esportazione di petrolio dal porto di Port Sudan, sul Mar Rosso. L&#8217;oleodotto trasporta greggio del Sud Sudan per essere esportato e il governo di Khartoum incassa i diritti di passaggio. Da una settimana il porto è occupato, ma il carico di petrolio non è stato bloccato. Due giorni fa è stato chiuso l&#8217;aeroporto e le principali arterie stradali che collegano la capitale all&#8217;est del paese. La protesta autonomista è considerata dall&#8217;ente petrolifero gravissima, perché minaccia le entrate economiche dello Stato e le forniture di carburanti alla capitale. Il presidente dell&#8217;ente ha chiesto l&#8217;intervento dell&#8217;esercito. Il premier Hamdouk accusa i manifestanti di collusione con il golpe militare, sventato pochi giorni fa, ma si è dichiarato disponibile ad aprire un tavolo di trattative per ascoltare le loro rivendicazioni.</p>



<p><strong>Afghanistan</strong></p>



<p>Cadaveri insanguinati appesi ad una gru. È questa la macabra scena che all&#8217;alba di ieri hanno visto i negozianti del centro di Herat. I tre morti, secondo un comunicato del governatore della provincia, erano i responsabili di un sequestro per fini di riscatto di un imprenditore e suo figlio. Sono stati inseguiti dai miliziani taliban e uccisi durante la sparatoria che ne è seguita. “La loro esposizione serve come deterrente contro i crimini”, ha sostenuto un portavoce del movimento fondamentalista, ignorando i dettami della sua stessa fede che vietano categoricamente l&#8217;esposizione dei corpi dei morti.</p>



<p>A Jalalabad, nell&#8217;est, due agenti delle forze di sicurezza sono rimasti uccisi e altri due feriti, in seguito all&#8217;esplosione di una bomba telecomandata nei pressi del commissariato di polizia. Alla deflagrazione è seguita una sparatoria, ma gli assalitori sono riusciti a far perdere le loro tracce. Nessuna rivendicazione, ma la zona è il principale covo dell&#8217;ISIS-Khorasan, il movimento estremista che considera i taliban traditori della causa per la firma dell&#8217;accordo con l&#8217;amministrazione Trump, nel febbraio 2020.</p>



<p><strong>Marocco</strong></p>



<p>L&#8217;aeronautica di Rabat ha ricevuto i primi droni di combattimento Bayraktar di fabbricazione turca. Lo scrive la stampa locale, citando il sito semiufficiale delle forze armate. Anche la società produttrice, Baykar, ha confermato l&#8217;avvenuta consegna. Lo scorso aprile, il Marocco ha ordinato l&#8217;acquisto di 13 caccia senza pilota per un valore di 75 milioni di dollari. Nel mese di giugno un gruppo di ufficiali marocchini hanno compiuto corsi di addestramento in Turchia per le manovre a distanza dei velivoli.</p>



<p>La corsa agli armamenti tra Marocco e Algeria è al suo apice a causa del contenzioso sui confini ereditati dal colonialismo e per la questione Saharawi. Algeri ha dichiarato, un mese fa, la rottura delle relazioni diplomatiche, ritirando l&#8217;ambasciatore a Rabat.</p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>Nella provincia orientale di Hasaka, un convoglio di carri armati statunitensi è entrato nella zona di controllo delle forze governative ed a poche decine di metri da un eliporto russo. È la prima volta che si arriva ad un contatto ravvicinato tra le truppe USA e quelle governative. La presenza dei marines statunitensi è considerata illegale dal governo di Damasco. Il loro intervento era avvenuto per la protezione della regione autonoma curda, ma poi di fronte alle mire espansionistiche del neo sultano Erdogan, gli USA si sono ritirati, limitando il loro spazio d&#8217;intervento ai campi di petrolio e gas.</p>



<p><strong>Giordania</strong></p>



<p>È stata inaugurata ad Amman, con molte iniziative culturali, la 20esima sessione della Fiera del Libro, che rimarrà aperta fino al 2 ottobre. Vi partecipano oltre 360 case editrici di 20 paesi arabi e internazionali. Lo slogan dell&#8217;edizione di quest&#8217;anno è legato alla questione mediorientale: “Gerusalemme capitale della Palestina”. Uno stand tra i più frequentati è quello della libreria-casa editrice di Gaza “Mansour”, completamente distrutta dai bombardamenti israeliani dello scorso maggio.</p>



<p>Tra gli eventi di maggior interesse culturale vi sono quelli in ricordo dei poeti arabi recentemente scomparsi per la pandemia di Covid, l&#8217;racheno Saadi Yuossef e il palestinese Ezzeddin Manassira.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/09/26/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-14/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/09/26/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-14/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
