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	<title>società immigrazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>società immigrazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Milano come Lampedusa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2014 04:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari lettori abbiamo intervistato per voi Pierfrancesco Majorino &#8211; Assessore alle Politiche sociali presso il Comune di Milano &#8211; e Caterina Sarfatti &#8211; funzionario del settore Affari Internazionali &#8211; autori del dossier Milano, come&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cari<br />
lettori abbiamo intervistato per voi Pierfrancesco Majorino &#8211;<br />
Assessore alle Politiche sociali presso il Comune di Milano &#8211; e<br />
Caterina Sarfatti &#8211; funzionario del settore Affari Internazionali &#8211;<br />
autori del dossier <i>Milano,<br />
come Lampedusa?. Dossier sull&#8217;emergenza siriana </i>(Novecento<br />
Editore).</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ringraziamo<br />
molto il Dott. Majorino e la Dott.ssa Sarfatti per il tempo che ci<br />
hanno dedicato. </p>
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/cover-722x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/cover-722x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="400" width="281" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quante<br />
sono ad oggi, in percentuale, le persone che hanno richiesto asilo a<br />
Milano e quante sono riuscite a trovare una sistemazione? Qual è la<br />
percentuale tra uomini, donne e bambini?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Majorino:<br />
Stiamo parlando di dati complessi, comunque l&#8217;impressione che abbiamo<br />
è che stiamo parlando dello 0,1%, cioè 13-14 persone su 14500 che<br />
si fermano qui. Tutti se ne vogliono andare. In prospettiva la<br />
percentuale potrebbe modificarsi leggermente se si intensificasse la<br />
presenza degli eritrei. A differenza dei siriani &#8211; che se ne vogliono<br />
andare via tutti &#8211; gli eritrei potrebbero richiedere l&#8217;asilo qui, ma<br />
queste sono nostre supposizioni.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quello che riguarda la composizione di genere e generazionale, le<br />
cose cambiano molto tra siriani ed eritrei: i siriani hanno circa il<br />
36% composto da bambini e ragazzini, gli eritrei invece sono in<br />
grande maggioranza maschi e non ci sono minori.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dott.ssa<br />
Sarfatti, nel libro si è occupata della parte normativa: ci può<br />
spiegare, da questo punto di vista, come Milano può dare<br />
accoglienza?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sarfatti:<br />
Milano può fare quello che sta facendo perchè, essendo una realtà<br />
locale, dal punto di vista normativo, purtroppo, può fare poco: in<br />
questo momento stiamo registrando in modo totalmente informale le<br />
persone, ma questa registrazione non ha alcun tipo di valore legale<br />
perchè la gestione dei flussi è del Paese ospitante o di transito,<br />
fin quando l&#8217;immigrazione è di competenza nazionale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
delle proposte che noi avanziamo nel gestire Milano come Lampedusa è<br />
quella di riconoscere alle città europee un ruolo che loro già<br />
esercitano <i>de facto<br />
</i>nell&#8217;accoglienza,<br />
ma anche nella gestione dei flussi perchè ormai le grandi metropoli<br />
sono punti nodali per il passaggio dei migranti e per l&#8217;integrazione.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
città abbiamo richiesto di procedere a delle ipotesi normative che<br />
possano dare protezione a queste persone: l&#8217;idea più forte è la<br />
direttiva n. 55 del 2001 dell&#8217;UE che, se fosse applicata (cosa mai<br />
successa), potrebbe dare protezione immediata e temporanea ai<br />
profughi provenienti dalla Siria in tutti i 28 Paesi Membri. Oppure,<br />
come ultima spiaggia, potrebbe esserci l&#8217;applicazione dell&#8217;articolo<br />
20 del Testo Unico: è un dispositivo nazionale che potrebbe dare<br />
protezione legale e rendere regolari queste persone per 6 mesi<br />
rinnovabili tramite un permesso temporaneo. Il governo italiano lo<br />
aveva applicato nel 2011 nel caso dei cittadini provenienti dalla<br />
Tunisia e aveva avuto una serie di complicanze a livello politico<br />
europeo, ma almeno era servito a proteggerli.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Che<br />
cosa si potrebbe fare di più e cosa possiamo fare noi cittadini<br />
milanesi?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Majorino:<br />
Per quello che riguarda l&#8217;azione dei cittadini, quello che si può<br />
fare concretamente è sostenere il percorso di accoglienza,<br />
partecipando da volontari, portando vestiti o materiale<br />
igienico-sanitario oppure, banalmente, parlarne.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
flusso di migranti in transito definisce una nuova categoria nelle<br />
politiche riguardanti la migrazione, una categoria che è stata<br />
rimossa perchè l&#8217;Europa e l&#8217;Italia si sono concentrate sulla<br />
problematica dell&#8217;arrivo e dell&#8217;accoglienza stabile e strutturale o<br />
del respingimento. Noi oggi, invece, stiamo intercettando una<br />
tipologia inedita che deriva dal fatto che la migrazione non è<br />
influenzata &#8211; come si dice spesso &#8211; da quel che succede “al di là”<br />
del Mediterraneo, ma da quello che succede “al di qua”: cioè, i<br />
Paesi in crisi della vecchia Europa non sono più attrattivi per i<br />
migranti, ma dai Paesi in crisi i migranti devono passare. Questo<br />
svela l&#8217;inappropriatezza delle norme e delle regole che accompagnano<br />
i processi di regolarizzazione e integrazione in Europa e,quindi,<br />
chiama anche la necessità di azioni differenti oppure chiama il<br />
fatto che le poche norme esistenti e utili vengano effettivamente<br />
utilizzate.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
I<br />
cittadini possono parlare di tutto questo e togliere dal cono d&#8217;ombra<br />
i profughi in transito dai nostri Paesi che rischiano &#8211; proprio<br />
perchè  l&#8217;invisibilità si accompagna con l&#8217;assenza di scelte<br />
politiche &#8211; di non essere accompagnati nel loro itinerario di<br />
speranza.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sarfatti:<br />
C&#8217;è un principio normativo che verrebbe incontro alla situazione che<br />
descriveva Pierfrancesco e che è stato proposto dall&#8217;Italia<br />
all&#8217;ultimo Consiglio europeo del giugno scorso, ma che non è stato<br />
accettato: si tratta del principio del “mutuo riconoscimento”,<br />
quello per cui se io vengo riconosciuto come rifugiato in uno dei<br />
Paesi Membri, ho lo stesso identico trattamento in tutti gli altri<br />
Paesi Membri. Invece oggi succede che, se vengo riconosciuto come<br />
rifugiato, posso transitare regolarmente e fare il turista, ma non<br />
sono riconosciuto come cittadino comunitario: non posso lavorare,<br />
accedere al sistema sanitario, etc.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
dossier sono raccolte molte voci: potete anticiparci, ad esempio,<br />
quella di Titty Cherasien o di Christopher Hein?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sarfatti:<br />
Titty Cherasien racconta del suo legame emotivo, oltre che<br />
biografico, con la Siria e con i luoghi da cui proviene parte della<br />
sua famiglia. Christopher Hein, come Direttore del Consiglio italiano<br />
per i Rifugiati, fa un ragionamento più complessivo su quali siano i<br />
problemi e le sfide dell&#8217;asilo e dell&#8217;accoglienza in Italia.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
verranno utilizzati i proventi del libro?</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Majorino:<br />
Per l&#8217;acquisto di materiale igienico-sanitario da destinare<br />
soprattutto ai bambini.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
stata una decisione dell&#8217;editore e noi, come autori, l&#8217;abbiamo<br />
accettata.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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