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	<title>soggiorno Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Trattenuti a Malpensa e respinti 19 cittadini dominicani regolarmente soggiornanti in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 07:59:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da www.asgi.it) ASGI e&#160;ARCI&#160;inviano una lettera al garante e ai ministeri degli Esteri e dell’Interno. Fermati all’aeroporto e respinti dopo 4 giorni senza alcun intervento del tribunale. Tra loro anche alcuni minori. Alcuni cittadini&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>(da www.asgi.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2019/05/canva_aereo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-33466"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>ASGI e&nbsp;<a href="https://www.arci.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ARCI</a>&nbsp;inviano una lettera al garante e ai ministeri degli Esteri e dell’Interno</strong>. Fermati all’aeroporto e respinti dopo 4 giorni senza alcun intervento del tribunale. Tra loro anche alcuni minori.</p></blockquote>



<p>Alcuni cittadini dominicani regolarmente soggiornanti in Italia, arrivati il 20 luglio 2020 all’aeroporto di Milano Malpensa a bordo di un volo organizzato dal Ministero degli Affari Esteri, sono stati fermati all’arrivo nella zona di transito e, a seguito di notifica di provvedimenti di respingimento immediato,&nbsp;sono stati imbarcati su un volo che li ha riportati nelle Repubblica Dominicana.</p>



<p>Secondo quanto riferito dalle testimonianze raccolte da Mercedes Frias che ha poi contattato le due associazioni, i passeggeri provenienti da Santo Domingo<strong>&nbsp;sono stati suddivisi in gruppi a seconda della nazionalità</strong>; ai passeggeri aventi la cittadinanza italiana è stato immediatamente consentito l’ingresso in Italia, mentre gli altri sono stati fatti attendere nell’area partenze dell’aeroporto.</p>



<p>Il giorno 21 luglio, le autorità di frontiera hanno consentito ai passeggeri familiari di cittadini italiani di lasciare l’aeroporto mentre le persone rimaste, aventi la cittadinanza dominicana ma residenti in Italia,&nbsp;<strong>sono stati trattenuti de facto in aeroporto in attesa del primo volo utile per il rinvio eseguito&nbsp; per 19 di loro il successivo 23 luglio</strong>. Nonostante le richieste avanzate anche dagli interessati non è stato effettuato<strong>&nbsp;nessun tipo di accertamento sanitario</strong>.</p>



<p>Secondo quanto riportato nei provvedimenti di respingimento notificati alle persone interessate, quanto accaduto ha avuto seguito in base a quanto disposto dall<strong>’Ordinanza del Ministero della Salute del 16 luglio 2020</strong>&nbsp;(preceduta da un’ordinanza analoga del 9 luglio e successivamente trasposta nel DPCM 7 agosto 2020) che, all’art. 1, dispone un divieto di ingresso nel territorio dello Stato nei confronti di coloro che, nei quattordici giorni precedenti abbiano soggiornato e transitato in uno dei 16 Paesi compresi nella lista di cui al comma 1 del medesimo articolo, tra i quali la Repubblica Dominicana; secondo la medesima ordinanza, tale divieto di ingresso non vale per i cittadini dell’Unione europea e i loro familiari residenti in Italia prima del 9 luglio. Nessuna eccezione è invece prevista per i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti e residenti in Italia.</p>



<p>Secondo le associazioni ARCI e ASGI, che hanno inviato&nbsp;<a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/08/2020_8_7_Segnalazione-Garante-respingimento-trattenimento-dominicani.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>una segnalazione al garante nazionale per le persone private della libertà</strong></a>, ai dubbi circa la legittimità delle disposizioni sopra citate, si aggiunge la preoccupazione per le&nbsp;<strong>condizioni materiali cui sono state soggette le persone coinvolte&nbsp;</strong>dal respingimento alla frontiera aeroportuale di Milano Malpensa.</p>



<p>Costrette inizialmente a dormire sulle sedie della sala di attesa posta nell’area partenze dell’aeroporto, senza alcuna informazione da parte delle autorità competenti se non relativamente alla necessità di attendere il primo volo utile per il rinvio in Repubblica Dominicana, dopo un giorno sono state condotte presso gli appositi locali di attesa, sistemate su brandine da campo, in condizioni di promiscuità tra uomini, donne e minori, senza alcuna possibilità di uscire e sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità di frontiera.</p>



<p>Ancora una volta&nbsp;<strong>il trattenimento de facto e il successivo respingimento sono avvenuti senza l’intervento di un Giudice</strong>, a seguito di notifica di un provvedimento da parte delle autorità di frontiera.</p>



<p>“<em>Queste segnalazioni mettono in luce alcune insopportabili conseguenze della più recente normativa emergenziale in vigore, in particolare quella che incide sui diritti dei titolari di regolare permesso di soggiorno ovvero di altro titolo di ingresso ma attualmente nei loro Paesi d’origine</em>” affermano ASGI e ARCI nella <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/08/2020_8_21_lettera-ministeri-reigresso-covid.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>lettera inviata ai ministeri degli Esteri e dell’Interno</strong></a> in cui hanno richiesto con urgenza che vengano attivate <strong>le necessarie garanzie</strong> che dovrebbero essere poste in essere nei confronti di tutti i cittadini stranieri che hanno residenza e dimora abituale in Italia, anche al fine di evitare il ripetersi di analoghe circostanze.</p>



<p>LA LETTERA: <a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/kYEV72_nHgrGHZ5FN3Gn9orDgCDtaH_vT46aRVpve68TUFf2jK7lvHPzNVGkxgIH3YVb8_U_cvX6OiNXOInk6FYrYth15qhbuRwCOITqjfuieSICp4iWuXgsQ-8GTctnPhiH0l5WZphM10EcEhaGaypKBwWrxPux49fx3kPkIoihJwXJMziD9tzemHmNgVFXrc6QDkQwyhqHNUkuSkdFzNALgX5cYukx1syFjQy9NUYvRkbtQtbQ2K4Ap0QogmbQafZpdjDmXx0?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/kYEV72_nHgrGHZ5FN3Gn9orDgCDtaH_vT46aRVpve68TUFf2jK7lvHPzNVGkxgIH3YVb8_U_cvX6OiNXOInk6FYrYth15qhbuRwCOITqjfuieSICp4iWuXgsQ-8GTctnPhiH0l5WZphM10EcEhaGaypKBwWrxPux49fx3kPkIoihJwXJMziD9tzemHmNgVFXrc6QDkQwyhqHNUkuSkdFzNALgX5cYukx1syFjQy9NUYvRkbtQtbQ2K4Ap0QogmbQafZpdjDmXx0?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Foto di&nbsp;<strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/@andiravsanjani?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels&utm_source=rss&utm_medium=rss">Nur Andi Ravsanjani Gusma</a></strong>&nbsp;da&nbsp;<strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/aereo-aeroplano-aviazione-cielo-1465904/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels&utm_source=rss&utm_medium=rss">Pexels</a></strong></p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Scala 4 piani a mani nude per salvare un bambino</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2018 08:09:41 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/balcne-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-10780 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/balcne-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="188" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-size: medium;">E’ accaduto a Parigi, un giovane proveniente dal Mali non ha avuto nessuna esitazione dopo aver visto un bambino appeso all’esterno del balcone di una palazzina al quarto piano. Rischiava di finire giù e si teneva a fatica.</span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-size: medium;">La scena è stata ripresa da uno dei cellulari delle tante persone rimaste con il naso all’insù nell’attesa di un miracolo.</span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-size: medium;">Il ragazzo arrampicandosi velocemente, piano dopo piano è riuscito a salvare il bambino di quattro anni che eludendo la sorveglianza della madre si trovava in grave pericolo di vita.</span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-size: medium;">E’ diventato un eroe in sole 24 ore, come si evince nel video, diventato virale sul web, che permette di assistere alla determinazione di questo ragazzo.</span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">Soprannominato lo Spiderman francese, Mamoudou Gassama, 22 anni, è arrivato dal Mali a Settembre 2017. E’ stato ricevuto all’Eliseo dal presidente francese Macron che ha voluto ringraziarlo e durante l’incontro, ha detto a Mamadou che gli sarà concessa la cittadinanza onoraria francese e che entrerà a far parte dei pompieri. «Tutti i documenti saranno regolarizzati», ha assicurato il capo dello Stato. Mentre il ragazzo visibilmente emozionato ha detto solo: «Non avrei mai pensato di poter incontrare un giorno il presidente della Repubblica».</span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10781" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="593" height="443" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 593w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1-1-300x224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></a></p>
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		<title>Minori stranieri non accompagnati, una buona legge e tante idee su come applicarla</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 09:14:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Le riflessioni dell&#8217;UNICEF sul convegno presso la Camera dei Deputati del 6 novembre scorso, tra le organizzazioni impegnate sul campo a sostegno dei minori migranti e rifugiati e le Istituzioni di riferimento, incentrato sull&#8217;applicazione&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/12/06/minori-stranieri-non-accompagnati-una-buona-legge-e-tante-idee-su-come-applicarla/">Minori stranieri non accompagnati, una buona legge e tante idee su come applicarla</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1143.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9875" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1143.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="288" height="209" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le riflessioni dell&#8217;UNICEF sul convegno <a href="http://www.unicef.it/doc/7895/nuove-norme-per-i-minori-stranieri-non-accompagnati-a-che-punto-siamo-con-attuazione.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial;"><strong>presso la Camera dei Deputati</strong></span></a> del 6 novembre scorso,<span style="font-family: Arial;"> </span>tra le organizzazioni impegnate sul campo a sostegno dei minori migranti e rifugiati e le Istituzioni di riferimento, incentrato sull&#8217;applicazione della L. 47/2017 (la c.d. &#8220;Legge Zampa&#8221;) sui minorenni stranieri non accompagnati a 6 mesi dalla sua entrata in vigore.</p>
<div></div>
<div>Obiettivo dell’incontro, sciogliere i nodi principali che possono ostacolare la piena, rapida e omogenea applicazione di misure che possono fare la differenza in positivo per le migliaia di minori soli giunti in Italia: 14.579 quelli sbarcati sulle nostre coste dall&#8217;inizio dell&#8217;anno al 25 ottobre, 18.491 quelli attualmente censiti dal sistema di accoglienza italiano .</div>
<div></div>
<div>La discussione ha posto in evidenza alcuni punti essenziali per garantire efficacia e omogeneità nell’applicazione della legge.</div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th250x250_UN020013_Gilbertson.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9873 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/th250x250_UN020013_Gilbertson.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="250" height="167" /></a></div>
<div></div>
<div>In primo luogo, si è sottolineata la necessità di un adeguato supporto nell’esercizio della propria funzione ai tantissimi (circa 2.000) tutori volontari che hanno già risposto con entusiasmo all’invito delle istituzioni e a quelli che seguiranno, insieme al necessario accompagnamento alle famiglie affidatarie, per favorire il diffondersi del coinvolgimento attivo dei cittadini nel sostegno ai minori non accompagnati.</div>
<div></div>
<div>Rispetto alle primissime fasi che riguardano l’arrivo del minore non accompagnato, si è evidenziata l’urgenza di chiare norme di attuazione e di indicazioni agli organi di Pubblica sicurezza rispetto alle modalità dell’identificazione ed eventuale accertamento dell’età del minore, un ambito sinora caratterizzato da prassi operative disomogenee nei diversi territori.</div>
<div></div>
<div>Si è inoltre auspicata l’emanazione del previsto Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sul primo colloquio con il minore svolto dal personale qualificato del centro di prima accoglienza e la definizione dei contenuti della cartella sociale che accompagnerà il minore lungo il suo percorso in Italia, insieme alle responsabilità di chi la compila.</div>
<div></div>
<div>Si rendono necessarie anche istruzioni dettagliate per le Questure sulle modalità per consentire ai minori di presentare la richiesta di asilo già prima della nomina del tutore, con l’ausilio del responsabile della struttura di accoglienza, e di presentare autonomamente la richiesta di permesso di soggiorno per minore età.</div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1142.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-9874 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1142.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="246" height="147" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1142.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/untitled-1142-300x179.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 246px) 100vw, 246px" /></a></div>
<div></div>
<div>Deve essere anche chiarito che il permesso per minore età consente di esercitare attività lavorativa nel rispetto della normativa vigente in materia di lavoro dei minorenni, per superare l’attuale prassi disomogenea.</div>
<div></div>
<div>Riguardo invece il sistema di accoglienza, risulta necessario il rafforzamento in capo al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) attraverso un investimento crescente di risorse sulla seconda accoglienza dei minori migranti non accompagnati, per garantire percorsi di integrazione efficaci ed omogenei in tutto il territorio nazionale.</div>
<div></div>
<div>Nello stesso spirito i Centri di accoglienza straordinari (CAS) dovrebbero essere considerati luoghi di accoglienza residuali da attivare solo in caso di reale emergenza e arrivo imprevisto e sproporzionato, mentre andrebbe evitata del tutto la permanenza dei minorenni all’interno di strutture hotspot.</div>
<div></div>
<div>Tra i punti principali affrontati anche l’accesso all’assistenza sanitaria, all’educazione e alla tutela legale. Nel corso del confronto, è stata posta in evidenza la necessità di un&#8217;effettiva e piena attuazione della norma che prevede l’iscrizione obbligatoria dei minori non accompagnati al Servizio Sanitario Nazionale anche prima del rilascio del permesso di soggiorno, con indicazioni che consentano di superare le difficoltà burocratiche derivanti dall’assenza di Codice fiscale o di un indirizzo di residenza.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Allo stesso modo già nei Centri di prima accoglienza va garantito ai minori l’inserimento scolastico, l’accesso alla formazione professionale e l’accompagnamento all’inserimento lavorativo, ed è essenziale che i tutori (anche provvisori), il personale delle strutture di accoglienza e le altre figure di riferimento del minore informino efficacemente il minore stesso sul suo diritto di partecipare attivamente a tutti i procedimenti giudiziari e amministrativi che lo riguardano e di nominare una difesa tecnica di fiducia nei procedimenti giurisdizionali, come previsto dalla Legge.</div>
<div></div>
<div>Le organizzazioni promotrici di questa iniziativa hanno infine auspicato l’istituzione di un tavolo permanente di confronto inter-istituzionale per garantire il coordinamento delle misure di attuazione e il monitoraggio sull’implementazione della legge, e che sia previsto un contatto regolare di questo tavolo con le organizzazioni e associazioni impegnate nella tutela dei minori stranieri non accompagnati.</div>
<div></div>
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		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;  Riflessioni di una vacanza a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 01:21:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde &#160; Voi tutti o quasi tutti che se non siete già in vacanza state comunque per partire. Voi che andrete al mare, in montagna, al fresco insomma. A voi stavo pensando&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">di Mayra Landaverde</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1093.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9138" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1093.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="465" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1093.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1093-300x233.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Voi tutti o quasi tutti che se non siete già in vacanza state comunque per partire. Voi che andrete al mare, in montagna, al fresco insomma. A voi stavo pensando adesso che in tanti andate proprio nel mio paese. Meta preferita per i viaggi di nozze soprattutto. Da immigrata in Italia è proprio una gran fortuna essere messicana. Tutti sorridono quando dico da dove vengo, certo fossimo negli Stati uniti si sorriderebbe di meno. A voi pensavo mentre da una finestra dell’ospedale Buzzi l’unica cosa che potevo ammirare era un palazzo alto con la scritta Regione Lombardia. Eh già, perché io questa estate sarà l’unica cosa che vedrò. La regione Lombardia. Neanche, diciamo che vedrò solo Milano. Ho il compito di far nascere una bambina. Che non avrà il passaporto italiano, avrà quello marocchino e quello messicano. Cioè, lei avrà dei passaporti che li “donano” una identità di luoghi che non ha mai visto, invece qui, dove nascerà verrà trattata da straniera. Dovrà fare la fila con la mamma al commissariato per rinnovare il permesso di soggiorno. Pensateci bene a queste parole. Permesso-di-soggiorno. Lei dovrà chiedere il permesso allo stato italiano di soggiornare qui, come l’ha chiesto anche mio primo figlio e come continuiamo a chiederlo ogni anno io e mio marito. E migliaia di altre persone, figli nati qui inclusi.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">So bene che tante persone lo ritengono giusto, chiedere il permesso di entrare, di soggiornare, qui però. Ora che si parla così tanto di frontiere di territorio, anzi, di difendere il territorio. Vorrei ricordare a tutte queste persone che di solito cominciano le loro frasi con: “Io non sono razzista ma…” </span></p>
<p><span style="font-size: large;">In America latina vivono milioni d’italiani. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">In Perù</span></p>
<p><span style="font-size: large;"> fino al 2015 c’erano 35,000 italiani a viverci e lavorare. Più di un milione e mezzo di peruviani hanno origini italiane.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">In Brasile si trova la maggior quantità di discendenti da italiani nel mondo dopo gli Stati uniti. Gli italiani cominciarono ad arrivare dai tempi di Amerigo Vespucci.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Attualmente in Venezuela vivono circa 190,000 italiani dei quali più di 30,000 con cittadinanza venezuelana. Si, loro hanno dato la cittadinanza.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">E arriviamo al Messico. Nel mio paese lo scambio culturale o flusso migratorio, scegliete voi, con gli italiani cominciò dai tempi della conquista spagnola, dove numerosi religiosi che lavoravano già per la corona spagnola si sono stabiliti in Messico.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Quasi tutti gli italiani che sono arrivati ( e arrivano anche adesso) provengono dal nord. Prima il nord! dice qualcuno.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Più di un milione e mezzo di messicani hanno origini italiane.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Le seguenti città messicane sono composte per più del 90 per cento da gente italiana: Chipilo, Gutierrez Zamora, Zentla, Barreto y Lombardìa. Con accento sulla i.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Io scrivo queste parole non con cattiveria o con aria di vendetta, la mia intenzione non è quella di dirvi “Ecco, vedete anche voi andate di là!” ma così a titolo informativo, perché voi sappiate tutti che il mondo è mondo e a me le frontiere, invenzione dell’uomo per complicarci l’esistenza, mi fanno schifo e nel mio piccolino anche da una stanza di un ospedale, lotterò sempre per abbatterle. Tutte. Ovunque.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Siete curiosi di vedere un italiano che se non parla veneto parla solo spagnolo con un accento più messicano del mio?</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ecco un video di una serie bellissima di reportage di alcune comunità di stranieri che vivono in Messico. Questo video parla di Chipilo, conosciuta comunità veneto messicana che non ha mai dimenticato da dove viene e sa bene dove si trova adesso.</span></p>
<p><a href="https://youtu.be/rarJz3ojAHw?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0"><span style="font-size: large;">https://youtu.be/rarJz3ojAHw?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></p>
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		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;: Da sogno americano a incubo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 08:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Mayra Landaverde &#160; &#160; &#160; Per la prima volta ho seguito in televisione, per tutta la notte, i risultati delle elezioni negli Stati Uniti. Sono messicana, è una questione che ci riguarda da molto&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">Di Mayra Landaverde</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-653.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7415" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-653.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-653" width="755" height="515" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-653.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 755w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-653-300x205.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Per la prima volta ho seguito in televisione, per tutta la notte, i risultati delle elezioni negli Stati Uniti. Sono messicana, è una questione che ci riguarda da molto vicino. Ho una parte della famiglia là. E come tutti quanti voi sapete il Messico confina con gli Stati Uniti.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Di recente il nostro presidente, Enrique Pena, ha avuto la grande idea di invitare in Messico Donald Trump. Lui, certo ha accettato senza dubbi l’invito. Da questa breve visita nel mio Paese non è nato niente di concreto anche perché Trump, allora, era solo un candidato alla presidenza. Ma tanti si sono </span><span style="font-size: large;">(giustamente) indignati, arrabbiati. Ci presentiamo sempre come lo zerbino dei nostri vicini del nord, è questo non piace più alla gente. Nonostante tutte le proteste in Messico il presidente non ha cancellato l’invito e Trump è venuto nel mio Paese a dirci che quel famoso muro lo avremmo costruito e pagato noi.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">I media ne hanno parlato fino alla nausea. Ho visto sentito e letto l’opinione di tutti i politici, giornalisti possibili e immaginabili. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Mi chiedevo tutto il tempo, mentre guardavo la tv, cosa pensano ora i miei zii, i miei cugini…</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Oggi Trump ha annunciato che ha intenzione di deportare subito almeno 3 milioni di immigrati.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">I latinoamericani negli Stati Uniti sono più di 55 milioni.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">I messicani sono ben 35 milioni. Il 63 per cento.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-654.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7416" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-654.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-654" width="998" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-654.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 998w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-654-300x193.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-654-768x493.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 998px) 100vw, 998px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Sulla pagina facebook del giornalista Ahmed Shihab-Eldin trovate un video sulle proteste di centinaia di immigrati che si sono organizzati immediatamente per far sapere la loro opinione per le strade di New York.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Altre proteste si sono verificate in altre città. E sono tuttora in corso.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ho chiesto a una giovane messico-americana la propria opinione. Parte della sua famiglia non ha ancora un regolare permesso di soggiorno nonostante vivano da decenni negli USA.</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>La verità è che non so perché ha vinto Trump. Ho qualche idea. Per esempio, che tanti cristiani di mente abbastanza chiusa abbiano votato lui per il semplice fatto che è contro l’aborto. Un altro fattore importante è stato lo slogan usato in campagna elettorale: Make America great again, che ha fatto il lavaggio del cervello a persone svantaggiate e che hanno visto in lui una possibile soluzione per i problemi economici e di disoccupazione del Paese. Per ultimo, ci sono davvero tantissime persone che semplicemente sono razziste e in più non avevano la minima intenzione di far arrivare Hillary Clinton, che è una donna, alla presidenza.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>Per anni si è cercato un colpevole di tutti i guai sociali degli Stati Uniti, chi ha votato Trump, ha trovato chi.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>Per tutta la campagna ha incolpato gli immigrati con e senza permesso di soggiorno, la comunità musulmana, la comunità LGBTQ. La verità è che c’è una gran parte della popolazione che ha fame di ricchezza, senza preoccuparsi minimamente dei più poveri.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>In questo momento gli Stati Uniti sono senza dubbio divisi politicamente, alcuni Stati di più altri meno, ma il risultato di queste elezioni ha lasciato divise anche le persone. Alcuni hanno smesso addirittura di parlare con amici di vecchia data perché hanno votato candidati opposti. Altri criticano gli elettori che hanno scelto i candidati indipendenti.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>Credo, tristemente, che il razzismo con cui Trump ha fatto campagna l&#8217;abbia aiutato tantissimo. Il razzismo è una vecchia malattia che non è mai andata via dalla popolazione. La poca tolleranza e rispetto verso gli immigrati, i musulmani, le persone senza permesso di soggiorno, le donne… Sono cose che erano già dentro il cuore della gente. Trump semplicemente ne ha parlato apertamente e ha tirato fuori tutto il razzismo che c’era nonostante i grandi passi in avanti fatti in passato.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>Su tutte le cose che ha detto in campagna elettorale, credo che subito dopo l’insediamento toglierà il DACA* a tutti gli studenti che vivono e lavorano qui, visto che è l’unica cosa su cui può agire immediatamente e senza inconvenienti. In quanto al muro e alle deportazioni ci vorranno molto più tempo e risorse. Ci sono persone che ci dicono che non farà tutto quello che ha promesso, ma noi non lo sappiamo, solo col tempo si vedrà.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>Francamente sono molto preoccupata per la mia famiglia. Sono angosciata e ho paura. Mi sveglio tutte le mattine con l’incertezza del nostro futuro e su quello che succederà il 20 gennaio quando Trump entrerà alla Casa Bianca. </i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>Riguardo alle proteste che si sono viste in questi giorni, io ammiro molto i manifestanti e spero di unirmi a loro al più presto per far sentire forte la nostra voce. </i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>Adesso noi non possiamo fare molto, almenochè non decidiamo di muoverci, uscire dagli Stati Uniti e non ritornare mai. Siamo in attesa, non ci resta che pregare finchè arriverà  il giorno in cui il presidente determinerà il nostro futuro.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Grazie per la bella chiaccherata, Vanessa. E ricordati sempre questo slogan che ho visto in una delle tante proteste contro Trump: Immigrants make great America!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">*DACA: Deferred Action for Chilhood Arrivals. E’ un programma di regolarizzazione per bambini e giovani che sono arrivati negli Stati Uniti prima di compiere 16 anni.</span></p>
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		<title>Un nuovo sportello migranti a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2016 08:42:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/11396c1e576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6437" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6437" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/11396c1e576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="11396c1e576" width="700" height="447" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/11396c1e576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/11396c1e576-300x192.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un nuovo sportello migranti a MILANO.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo SPORTELLO MIGRANTI è un servizio dell’Associazione CAD Onlus che svolge <u>gratuitamente</u> le seguenti attività a favore della popolazione immigrata:</p>
<ul>
<li>Orientamento ai servizi pubblici e privati in base al bisogno</li>
<li>Assistenza amministrativa per tutte le pratiche di soggiorno</li>
<li>Ricongiungimento e coesione familiare</li>
<li>Regolarizzazione tramite Tribunale per i Minorenni (ex art. 31/286)</li>
<li>Consulenze legali</li>
<li>Orientamento al lavoro e ai corsi di formazione professionale</li>
<li>Informazioni su corsi di italiano e accordo di integrazione</li>
<li>Prenotazione test italiano</li>
<li>Iscrizione on line a scuola</li>
<li>Supporto sociale</li>
<li>Verifica pratiche in sospeso</li>
<li>Informazioni e assistenza per i progetti di ritorno volontario assistito al paese di origine</li>
<li>RICHIESTA DI CITTADINANZA ON LINE</li>
</ul>
<p>Lo Sportello Migranti ha sede in Via Wildt 27 con ingresso da Via Montenevoso (MM2Lambrate) ed è aperto <b>su</b> <b>appuntamento</b>:</p>
<p>MARTEDI’ 15,00 – 19,00</p>
<p>MERCOLEDI’ 13,00 – 18,00</p>
<p>VENERDI’ 10,00 – 13,00 E 14,00 – 19,00</p>
<p>Per informazioni e appuntamenti:</p>
<ul>
<li>Tel. 02 – 73 80 529</li>
<li>Mail <a href="mailto:infomigranti@cadmilano.org">infomigranti@cadmilano.org</a></li>
</ul>
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		<title>Naga: Noi li aiutiamo in casa nostra. Anche così</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 07:41:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alcune testimonianze del Naga, associazione attiva Milano nell&#8217;accoglienza ai migranti, profughi e rifugiati ( e non solo). &#160; Noi li aiutiamo a casa nostra. Anche così. Arrivo al Naga bardata come se fosse novembre.&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune testimonianze del Naga, associazione attiva Milano nell&#8217;accoglienza ai migranti, profughi e rifugiati ( e non solo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.naga.it/index.php?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.naga.it/index.php&amp;source=gmail&amp;ust=1467617623011000&amp;usg=AFQjCNG4cYleqbGdR20ZxW1LM4NqULXnrA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">Noi li aiutiamo a casa nostra. Anche così.</span></a><br />
</strong><br />
Arrivo al Naga bardata come se fosse novembre. Piove e fa pure freddo, in questo maggio autunnale. Guardo in sala di attesa e mi colpisce il celeste. E&#8217; il celeste di una canottiera di una ragazzina. Avrà 10 anni, ha una canottiera estiva ed è tutta bagnata. Ci sono anche suo fratello e sua mamma. Sono rom, vivevano vicino a Viale Cassala e ora vivono, invece, per strada. Mi dice la mamma che sono solo loro tre. Non hanno neanche la tenda, una conoscente ce l&#8217;ha, ma è troppo piccola e non c&#8217;entrano tutti. Dormono per strada e stamani hanno trovato riparo nella nostra sala d&#8217;attesa, i bambini disegnano e provano ad asciugarsi. Le magliette però sono tutte bagnate. Al Naga non distribuiamo vestiti, ma vederli così fa venire troppo freddo. Allora gli propongo due vecchie magliette del Naga realizzate tanti anni fa, grigie con il logo verde. Sono troppo grandi e ai bimbi non piacciono. Prendo le forbici e le taglio: così vanno bene. Almeno le spalle sono coperte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6236" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6236" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="unnamed (243)" width="480" height="270" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-243-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><br />
Uno spazio in cui rifugiarsi se fuori piove e si hanno tante cose di cui discutere. Meno male che abbiamo comprato il bollitore: alle ragazze noi offriamo sempre del tè caldo d&#8217;inverno e al bar di Via Novara dove chiedevamo di riempirci i thermos con l&#8217;acqua calda hanno iniziato a farci storie&#8230; Allora abbiamo comprato il bollitore: così chi arriva per primo prepara il tè e lo porta in uscita.<br />
Ieri era domenica e pioveva, e i primi di noi che alle 9.00 sono arrivati hanno potuto preparare qualcosa di caldo per tutti.<br />
Lavagna, fogli per gli appunti, qualche torta per resistere tutta la mattina a parlare di quello che facciamo e di come lo facciamo: Cabiria, l&#8217;unità di strada del Naga, nasce nel 1995 e fa informazione e prevenzione per chi si prostituisce.<br />
Diritto alla salute, non discriminazione, empowerment&#8230; Stavamo parlando di questo quando un uomo, altissimo, segaligno, con la camicia leggera ancora umida, è entrato.<br />
Aveva bisogno di andare in bagno e la porta del Naga era aperta.<br />
La strada la conosceva, ci ha salutato a bassa voce, come quando entri e la gente parla e non vuoi disturbare ma sei educato e non puoi non farlo.<br />
E a noi, questa cosa che la porta sia aperta, un po&#8217; come a casa, per ritrovarsi a discutere, a bere del tè, a mangiare un boccone, quando fuori non è freddo ma piove, piove in continuazione&#8230; Ecco a noi questa cosa qui, questa casa speciale, piace davvero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6237" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-6237" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="unnamed (246)" width="720" height="480" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1092w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì pomeriggio. Come tutte le settimane arrivi in Har e ti fai subito prendere dalle varie richieste. A un certo punto ti passano il telefono, una signora che stai aiutando per la richiesta asilo ti chiede se può passare perché la burocrazia ha creato nuovi ostacoli. Le dici che la aspetti più tardi ma ti passa subito di mente: nuovo turno, nuovi utenti, avanti il prossimo. Arriva, un&#8217;ora dopo. Ti aggiorna sulla situazione e tu provi a dare delle risposte convincenti. Ci provi sempre. Prima di salutarsi ti dice &#8220;Ci sarebbe un&#8217;ultima cosa se non ti dispiace&#8221; e tu già immagini si tratti di qualcosa di assurdo per cui non avrei una risposta altrettanto convincente. Invece lei ti sorprende tirando fuori un barattolo di <i>dulce de leche</i> fatto in casa come regalo proprio per te perché sa che ti piace, perché sei argentina e ha ragione quando ti dice che ti &#8220;scorre nelle vene&#8221;. E in questi casi capisci che parlare di &#8220;utenza&#8221; è estremamente riduttivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torni al Naga dopo una notte in strada piena di vento e densa di parole, di storie e di sguardi. Come sempre, del resto. E, anche se sono quasi le due e domani si lavora, anche se devi ancora pulire il thermos, mettere a posto i biscotti, i preservativi, il faldone con i volantini e tutto il resto, anche se senti che ti stai ammalando e che ci vorrà ancora del tempo prima di addormentarti, ti ricordi che ne vale la pena. Sempre. E che lo spirito di Italo è più vivo che mai. Al Naga. A noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6238" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6238" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="unnamed (245)" width="270" height="480" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 270w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-245-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando vado a chiamare il prossimo utente in sala d&#8217;attesa, e nell&#8217;angolo vedo due ragazzini, rimango perplesso: non saranno i figli di qualcuno, lasciati lì ad aspettare?<br />
&#8220;Per l&#8217;avvocato?&#8221; chiedo esitando; si alzano subito e mi vengono incontro.<br />
D. ha compiuto 18 anni a gennaio, ma non lo diresti mai: non un accenno di barba, occhi grandi da bambino.<br />
Il colloquio è complicato: nonostante sia qui da più di un anno, di italiano sa poche parole, al Naga c&#8217;è confusione, lui parla sottovoce in francese e io fatico molto a capire quello che mi dice; per fortuna l&#8217;altro ragazzo &#8211; che scoprirò essere suo fratello minore &#8211; ogni tanto mi aiuta traducendo qualche parte.<br />
Ad aprile gli hanno revocato le misure di accoglienza: ci facciamo raccontare che cosa è successo, e viene fuori l&#8217;incredibile. Ha passato un anno inutile in un &#8220;centro di accoglienza&#8221; ricavato in un residence poco fuori Trento; in tutto quel tempo, non solo non ha imparato l&#8217;italiano, ma non gli hanno neppure fissato un appuntamento per chiedere la protezione internazionale, non gli hanno procurato un permesso di soggiorno (era minorenne, sarebbe stato facile) e di conseguenza non ha carta d&#8217;identità né tessera sanitaria: colpa della Questura, dicono, che è intasata e non riesce ad evadere le richieste. All&#8217;inizio di aprile insieme ad altri ospiti partecipa a una manifestazione contro questo stato di cose: c&#8217;è qualche tensione, ma nessun incidente; qualche giorno dopo, &#8220;casualmente&#8221; arriva la decisione &#8211; durissima &#8211; di allontanarlo insieme ad altri ragazzi (lui ci parla di 7 in tutto, la stampa riporta 9); negano che la causa sia la manifestazione, parlano di reiterate minacce (che poi non sono che spintoni) nei mesi precedenti&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“America latina: i diritti negati”: Ciao bella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 08:43:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-362.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6138" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6138" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-362.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (362)" width="753" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-362.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 753w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-362-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 753px) 100vw, 753px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Mayra Landaverde</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto inizia sempre così, con un “ciao bella”, accompagnato da altre tante parole che ti fanno sentire tutt’altro che bella. Ti fanno sentire sporca, cattiva, sbagliata, colpevole.</p>
<p>Eppure ci succede tutti i giorni. In metropolitana, sull’autobus, nei negozi, per strada, perfino in chiesa. E al lavoro. Le molestie sessuali ci circondano. Cresciamo con loro. Con quelle parole che fanno del corpo della donna un banale oggetto.</p>
<p>Mi è successo qui in Italia, in Messico, Tunisia, Svizzera, in Marocco… in tutti i paesi in cui sono stata. Tutti. E non mi ero resa conto. C’è sempre stato qualcuno che mi ha fatto sentire male per le sue insinuazioni sul mio modo di vestire, di camminare o per il mio corpo.</p>
<p>Credo che in Latinoamerica sia una cosa cui tristemente ci siamo troppo abituate. E’ colpa nostra. Soprattutto quando succede al lavoro. Si, è colpa nostra se non diamoa questo fenomeno il peso che ha. Non le nostre gambe o la nostra scollatura. Non dare importanza e non denunciare, quello sì che è colpa nostra.</p>
<p>Il Messico è un Paese veramente arretrato e maschilista, ma ha delle leggi che pochissime donne conoscono. Il governo dell’attuale presidente Enrique Pena, che è stato sindaco della città dove si registrano più femminicidi in assoluto, non si dà da fare per pubblicizzarle.</p>
<p>Un popolo di donne ben consapevoli dei propri diritti non è utile ad un governo del genere.</p>
<p>La “Comision para la cooperacion laboral” ha redatto una guida per far conoscere i propri diritti alle donne lavoratrici messicane. E’ scritta in modo efficace e con parole molto semplici. E’ la prima volta che mi capita di vedere un documento del genere in circolazione. Io sono stata anche lavoratrice in Messico e nessuno me ne ha mai parlato, nemmeno la mia responsabile, donna.</p>
<p>La guida inizia così.</p>
<p>“In Messico tutte le donne lavoratrici messicane e straniere anche senza permesso di soggiorno hanno gli stessi diritti.</p>
<p>Il diritto a essere trattate in modo uguale ai maschi</p>
<p>Il diritto a non subire molestie sessuali.</p>
<p>Il diritto a ricevere uno stipendio uguale a quello dei maschi per lo svolgimento dello stesso lavoro.”</p>
<p>Sotto queste parole la guida spiega cosa siano le molestie sessuali. Bisogna spiegarle, sì. Non è che hai un capo che adora le donne, che è troppo simpatico, che è troppo vivace. No. Quelle parole che ti mettono a disagio sono illegali. Si chiamano molestie sessuali e nessuna donna deve subirle. Bisogna denunciare.</p>
<p>In Messico è un delitto federale, ma pochissime donne lo sanno. Quasi mai denunciano.</p>
<p>Un datore di lavoro coinvolto in un qualsiasi trattamento discriminatorio sul posto di lavoro, che esegue, consente o tollera atti di molestia sessuale può essere multato da 250 a 5000 volte il salario minimo. Un dipendente può essere licenziato per aver commesso un atto immorale, molestie sessuali sul posto di lavoro. Allo stesso modo, un dipendente può legalmente risolvere il contratto di lavoro se lui o lei è sottoposto a molestie sessuali. Una multa pari a un massimo del salario di 40 giorni può essere inflitta nei confronti di una persona che, su base continuativa, molesta sessualmente un&#8217;altra persona di entrambi i sessi, approfittando della propria posizione gerarchica. Se la molestia è commessa da un dipendente pubblico, deve essere rimosso dal suo incarico.</p>
<p>Se ci sono le leggi, perché migliaia di donne subiscono quotidianamente queste violenze?</p>
<p>Come scrive Cynthia Juarez, femminista messicana:</p>
<p>“In Messico, la società tace sulla tortura quotidiana contro le donne e il femminicidio, ma è scioccata quando un gruppo di ragazze fanno dei graffiti, gridano o si difendono a colpi da una aggressione.</p>
<p>Il problema è che nemmeno la parte più progressiva di buone intenzioni, la società rivoluzionaria, è pronta a vedere un gruppo di donne organizzate e preparate a difendersi.</p>
<p><span style="font-family: Times, Times New Roman, serif;">Siamo rabbiose, sì. E siamo anche ciniche, amorevoli, gioiose, non solo con i nostri sogni irriverenti, ma con artigli e denti per scappare e continuare a costruire un mondo in cui nessun bambino, nessuna bambina e nessuna donna devano vivere violenza da parte di soggetti concreti,e poi vivere una nuova vittimizzazione dalla società ipocrita che vieta loro di denunciare o difendersi”.</span></p>
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		<title>&#8220;Hate crimes in Europe!&#8221;: Quale futuro? / What next?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 08:05:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">di Cinzia D&#8217;Ambrosi</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Dopo la chiusura del confine del nord e di conseguenza il sentiero dei Balcani, oltre 46,000 rifugiati sono in Grecia e circa 5,000 hanno trovato riparo nel porto del Pireo ad Atene.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Migliaia di loro sopportano condizioni molto difficili: la mancanza d&#8217;acqua, affollamento, cibo scarso, ecc. La pressione per lo sgombero dei rifugiati alle porte della stagione turistica e&#8217; notevole. Recentemente, il governo ha aperto molti centri temporanei di accoglienza, incluso uno nella parte ovest del porto. Molti dei rifugiati sono stati trasferiti lì, ma che cosa si possono aspettare dal futuro? Anche le statistiche non promettono molto, con una procedura di registrazione molto lenta. L&#8217;attesa puo&#8217; essere di molti mesi ed anche anni. Molti rifugiati hanno realizzato che non c&#8217;è speranza nel muoversi in altri Paesi europei e hanno iniziato a cercare dei modi di sopravvivenza. Alcuni si sono mossi in posti informali aperti da attivisti locali; nonostante cio&#8217;, il quadro e&#8217; di centinaia di rifugiati intrappolati in una vita in limbo.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-355.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6100" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6100" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-355.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (355)" width="752" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-355.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 752w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-355-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 752px) 100vw, 752px" /></a></p>
<p>foto di Cinzia D&#8217;Ambrosi</p>
<p><span style="font-size: medium;">Captions: &#8216;</span><span style="font-size: medium;"><i>The worst is that there is not much we can do but waiting&#8217;</i></span><span style="font-size: medium;"> A. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Didascalia: </span><span style="font-size: medium;"><i>&#8216;La cosa peggiore e&#8217; che non abbiamo nulla da fare, ma solo aspettare&#8217;.</i></span><i> </i><span style="font-size: large;">A. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><b>What next?</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Since the closure of Greece&#8217;s northern border and with it the Balkan migrant route, over 46,000 refugees are stranded in Greece and an estimated 5,000 have retorted to Piraeus port in Athens.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Stretched out in passenger terminals, many have stayed in the most rudimentary conditions, coping with lack of water facilities, crowded conditions, and a minimal resources. The pressure on clearing the terminals as the summer holidays season starts and trying to ease the situation has led to various interventions. Clearing the terminals has been one of them. Recently, the government has opened new temporary reception centres, including one west of Piraeus hushing them in. What is next for the thousands of refugees? Unfortunately, even statics do not promise much, the assessment process is very slow leaving many stranded for months, if not years. Increasingly, many are realising that there is not much hope moving to other countries in Europe and are starting to find ways to navigate society. Some have moved into disused spaces transformed into informal centres by local activists. Yet, thousands are trapped into a life of limbo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Hate crimes in Europe!&#8221;: Conversazione/Conversations</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 07:40:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Cinzia D&#8217;Ambrosi &#160; “Possiamo fare un esperimento. Se usciamo di qui insieme, tu sei bianca ed io nero, vedrai che la polizia ci ferma nel giro di poco tempo. Ti prometto che e&#8217;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Cinzia D&#8217;Ambrosi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">“Possiamo fare un esperimento. Se usciamo di qui insieme, tu sei bianca ed io nero, vedrai che la polizia ci ferma nel giro di poco tempo. Ti prometto che e&#8217; cosi&#8217;.” mi dice Abdul “Perche ci fermerebbero?” chiedo.</p>
<p align="JUSTIFY">“Pensano che, se tu passeggi con me, e&#8217; perche&#8217; ti sto vendendo della droga. Non pensano che tu potresti essere un&#8217;amica”.</p>
<p align="JUSTIFY">Sembra una conversazione come un&#8217;altra, ma il significato mi colpisce. Non perche&#8217; nel discorso si rivelano e si riconfermano dei fatti spiacevoli con una carica scorcentante di razzismo, ma e&#8217; il senso di rassegnamento su cui e&#8217; difficile passare sopra. Khamis, seduto intorno al tavolo dice: “Sono del Sudan e sono ad Atene da otto anni. Ancora non ho un permesso di soggiorno. Conosco molti altri che aspettano da 15 anni. Che vita e&#8217; questa? Alcuni di noi, nel frattempo, hanno avuto dei figli, ma anche loro non hanno un riconoscimento e quindi rimangono senza cittadinanza”.</p>
<p align="JUSTIFY">Mi sono ritrovata spesso a partecipare a conversazioni in cui viene recepita la frustazione e la disperazione di non poter vivere la propria vita pienamente. Purtroppo non ci sono molte speranze di un processo piu&#8217; veloce per coloro che aspettano che il loro caso venga valutato. Allo stesso tempo, un impegno verso un&#8217;integrazione che garantisca dignita&#8217; e&#8217; ancora distante.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-291.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5792" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5792" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-291.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (291)" width="752" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-291.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 752w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-291-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 752px) 100vw, 752px" /></a>Foto di Cinzia D&#8217;Ambrosi</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><b>Didascalia:</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Molti come A. sono senza un permesso di soggiorno per anni/</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><b>Captions:</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Many like A. are without a permit to stay for years.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="CENTER"><span style="font-family: Liberation Sans, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><b>Conversations</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“We could do an experiment. If we go out together from this flat, you are white and I am black, in a little time the police will be stopping us. I promise you it will happen.” says Abdul. “ Why would they stop us?” I ask. “They would think that there is only one reason for which you will be walking with me, that I am selling you drugs. They would not consider that we could be friends”.</p>
<p align="JUSTIFY">A conversation like any other, yet its meaning reveals and confirms that racism is so embedded that is like a matter of fact knowledge among the refugee community. Sadly, it is its resignation that is very difficult to digest. Khamis, sitting at the same table adds: “I am from Sudan and I am in Athens from 8 years. I still don&#8217;t have a permit to stay. I know people that have been waiting from 15 years. What kind of life is this for us? Some of us even have children now and even they don&#8217;t have papers. Children are left without a citizenship, paperless. I found myself often to participate in similar conversations. Frustration and desperation of a life on the margins are rampant. Sadly, there is no much hope for a faster process for cases to be evaluated and their status cleared. At the same time, there is no significant effort for a dignified integration.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/04/28/hate-crimes-in-europe-conversazioneconversations/">&#8220;Hate crimes in Europe!&#8221;: Conversazione/Conversations</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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