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	<title>solidarietà #AlaaAbdelFattah Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Anbamed: notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 08:37:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(a cura di Farid Adly) Palestina Occupata Un giovane ucciso e 57 feriti in seguito all’invasione dei coloni nella città di Nablus. Il pretesto dell’entrata dei coloni nella città palestinese, scortati dai soldati in&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="976" height="549" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16718" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 976w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/fattah-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 976px) 100vw, 976px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(a cura di Farid Adly)</p>



<p></p>



<p><strong><br>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Un giovane ucciso e 57 feriti in seguito all’invasione dei coloni nella città di Nablus. Il pretesto dell’entrata dei coloni nella città palestinese, scortati dai soldati in assetto di guerra, era la visita alla tomba di Giuseppe. Negli scontri che ne sono seguiti, le pallottole hanno avuto la meglio sulle pietre.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>Quarto giorno dello sciopero totale, della fame e della sete, di Alaa Abdel Fattah. La diplomazia ha fatto passi modesti a favore della sua liberazione, negli incontri bilaterali con il generale Al-Sissi, durante i lavori del vertice sul clima che si tiene a Sharm Sheikh. Il regime non ha permesso la visita in carcere alla madre, Leila Sueif, e non ha fornito nessuna prova della presenza in vita di Alaa. I timori riguardano l’alimentazione forzata per tenerlo in vita fino alla conclusione di COP27 e la fine della copertura mediatica. Questo timore lo ha espresso esplicitamente la sorella Sanaa nel suo intervento durante la conferenza sui diritti umani al COP27 (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=bTKJQavA0Wk&amp;t=6113s&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi)</a>.</p>



<p>Anche le pressioni dell’ONU non hanno sortito nessuna clemenza nella granitica determinazione repressiva della dittatura.</p>



<p>In Italia è in corso un digiuno collettivo, in solidarietà con Alaa, di un centinaio di giornalisti, politici e attivisti. (<a href="https://www.anbamed.it/2022/11/07/digiuno-per-alaa-9-novembre-2022/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;elenco completo degli aderenti lo trovate qui</a>).</p>



<p><strong>Iran</strong></p>



<p>La procura ha annunciato che sono stati citati in giudizio 1024 persone, in riferimento alle proteste nate dopo l’assassinio di Mahsa Amini. Questo numero riguarda soltanto la capitale Teheran. Il portavoce ha definito le vittime del provvedimento “fomentatori di disordini”. Si temono – come ha annunciato lo stesso procuratore della capitale e come hanno chiesto i parlamentari – molte condanne a morte.</p>



<p>Le proteste continuano malgrado la repressione e le minacce degli esponenti del regime, a partire dalla stessa guida spirituale sciita, Khaminei. Al centro della protesta ci sono gli studenti universitari che proseguono lo sciopero della didattica, fino alla liberazione dei loro compagni arrestati.</p>



<p><strong>Libia</strong></p>



<p>Il procuratore generale della Corte Penale Internazionale, Karim Khan, ha compiuto ieri una visita a&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Tarhuna,+Libia/@32.4313686,13.6027683,13z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x13a606a18f17b105:0xbac238f4cf0dd0ea!8m2!3d32.4279191!4d13.6420599?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tarhuna</a>, 80 km a sud di Tripoli. Si è recato nei luoghi dove sono state scoperte le fosse comuni ed ha incontrato i sopravvissuti e le famiglie delle vittime (<a href="https://twitter.com/IntlCrimCourt/status/1589892888057778176?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1589892888057778176%7Ctwgr%5E611eaccfc31192a0e310619a28b5f69292a185ff%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fmubasher.aljazeera.net%2Fnews%2F2022%2F11%2F8%2Fd8a7d984d985d8afd8b9d98a-d8a7d984d8b9d8a7d985-d984d985d8add983d985d8a9-d8a7d984d8acd986d8a7d98ad8a7d8aa-d8a7d984d8afd988d984d98ad8a9&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi</a>). Oggi, mercoledì 9 novembre, Khan esporrà al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il rapporto sui crimini di guerra compiuti in Libia dal 2011 in poi.</p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Una barca è affondata al largo delle coste di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Biserta,+Tunisia/@37.2810525,9.7914623,12z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x12e31e4db2105f13:0xf44361a00609c69e!8m2!3d37.2767579!4d9.8641609?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biserta</a>. A bordo vi erano 18 persone, dei quali soltanto 5 sono stati salvati. Un corpo è stato riportato dalla guardia costiera e le ricerche sono ancora in corso, per trovare gli altri 12 dispersi.</p>



<p>La crisi economica ha spinto molti giovani tunisini a tentare di raggiungere le coste italiane, a rischio della vita. Nei primi 10 mesi di quest’anno, la guardia costiera tunisina ha bloccato in mare 22 mila migranti e riportati indietro.</p>



<p>A&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Zarzis,+Tunisia/@33.5025516,11.0147766,12z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x13aaef091002cd17:0xf0c94e8be32184f!8m2!3d33.5041035!4d11.0881494?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zarzis</a>, invece, familiari di migranti scomparsi hanno invaso il cimitero dei senza nome, per tentare di identificare i corpi dei loro cari tra quelli recuperati lo scorso mese e sepolti dalle autorità comunali, senza le necessarie indagini per la loro identificazione.</p>



<p>Nella scorsa settimana si è tenuto uno sciopero di protesta, che ha coinvolto tutta la cittadinanza, con chiusura delle scuole, blocco dei trasporti e saracinesche abbassate dei negozi. Le autorità hanno deciso la chiusura del cimitero dei senza nomi, ma i parenti hanno scavalcato ieri il muro e aperto le tombe per tentare di identificare le vittime, controllando i vestiti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Algeria</strong></p>



<p>Il ministero degli esteri ha annunciato che Algeri ha presentato ufficialmente la richiesta di aderire al gruppo BRICS.&nbsp;<em>“Russia e Cina hanno già espresso parere favorevole e si attende la conclusione delle valutazioni degli altri tre paesi, Brasile, India e Sud Africa”,</em>&nbsp;ha affermato Leila Zroughi, responsabile del dossier.</p>



<p>BRICS è un gruppo alternativo al G7 e raggruppa le 5 economie emergenti, con forte crescita del prodotto nazionale. Raccoglie attualmente il 40% della popolazione mondiale e il 25% dell’economia globale. Nella fase odierna della crisi dell’Ucraina e di Taiwan, BRICS rappresenta anche uno schieramento politico e non solo economico. &nbsp;</p>



<p><strong>Arabia Saudita-Iran</strong></p>



<p>Il Cremlino ha annunciato il proprio impegno a mediare tra l’Arabia Sauditae l’Iran,&nbsp;<em>“per superare pacificamente la crisi in corso”.</em>&nbsp;È una risposta indiretta ai tamburi di guerra che Washington ha messo in campo, schierando i caccia della V flotta ai confini dell’Iran e parlando di un possibile attacco iraniano contro il territorio saudita. Molti osservatori mediorientali hanno visto, in quelle agitazioni statunitensi, un tentativo di riportare Riad nell’ovile della Casa Bianca, dopo la rottura sui prezzi del petrolio. Le relazioni diplomatiche persiano-saudite sono interrotte dal 2016 e negli ultimi anni si sono aperti spazi di trattative bilaterali dirette, con la mediazione dell’Iraq. L’ultimo incontro si è tenuto lo scorso aprile e lo scoglio principale alla ripresa dei rapporti è la guerra in Yemen. &nbsp;</p>



<p><strong>Mondo</strong></p>



<p>Sono passati otto mesi e 14 giorni di guerra russa in Ucraina.</p>



<p><strong>Appelli:</strong></p>



<p>Anbamed&nbsp;chiama la vostra sensibilità per salvare la 20enne sudanese, Amal, dalla lapidazione. Vi chiediamo di scrivere una lettera all’ambasciata sudanese a Roma:&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2022/10/25/appellp-salvate-amal-dalla-lapidazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.anbamed.it/2022/10/25/appellp-salvate-amal-dalla-lapidazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Alaa Abdel Fattah ha iniziato lo sciopero della fame il 2 aprile, nel carcere egiziano di Wadi Natroun. Da domenica 6 novembre, ha iniziato anche lo sciopero della sete. Il regime di Al-Sissi è sordo agli appelli e nelle cancellerie internazionali prevale l’insensibilità.</p>



<p>In Italia, dal 28 maggio, è in corso un digiuno solidale a staffetta per chiedere la sua liberazione.</p>



<p>Oggi, mercoledì 9 novembre, un centinaio di volontari rispettano un digiuno collettivo in solidarietà con Alaa.</p>
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