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	<title>solidarietà Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>ASA: 40 anni di lotta contro l&#8217;HIV</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 09:07:44 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="900" height="900" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18201" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p><br>Oggi è la giornata mondiale contro l&#8217;Hiv e cosí ho di deciso di presentarvi ASA (Associazione Solidarietà Hiv). Sono venuto in contatto con questa realtà grazie al mio padre putativo Gianni e insieme abbiamo collaborato al mercatino dell&#8217;associazione per un po&#8217; di tempo. ASA opera sul territorio milanese da 1985 e alcune delle sue principali attività sono:</p>



<ul><li>Centralino informativo </li><li>Counseling telefonico e vis-à-vis</li><li>Assistenza psicologica specialistica e individuale </li><li>Hiv a quattrocchi: serate informative per persone con hiv, tenute da persone con hiv</li><li>Mercatino (BASAr) a cadenza mensile di raccolta fondi</li><li>Corsi di yoga</li><li>Omniateca: centro multimediale di documentazione (riviste italiane e straniere, opuscoli, manifesti e foto).<br>Tra le attività ci sono anche giornate di test rapidi hivy, sifilide, epatite C, in sede e all&#8217;esterno (locali, luoghi di aggregazione).<br>Intervisto ora, il presidente dell&#8217;associazione, ovvero l&#8217;infettivologo Massimo Cernuschi. <br>Puoi dirci qualcosa circa la diffusione del virus ad oggi?<br>L&#8217;amministrazione Trump col taglio dei finanziamenti al Welfare ha portato ad un blocco delle di  politiche di sostegno al trattamento e alla prevenzione del virus  soprattutto nell&#8217;Africa subsariana e nell&#8217;Europa dell&#8217;Est. <br>Il dato più preoccupante, per quanto riguarda l&#8217;Italia, riguarda il continuo aumento delle persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o in AIDS), nel caso specifico, si tratta soprattutto di maschi eterosessuali.<br>Parlaci della Prep…<br>In Italia la Prep è solo in compresse, esistono da poco ma non ancora registrate le soluzioni iniettabili da prendere ogni 2/6 mesi. La prep è più efficace del profilattico, l&#8217;unico rischio è rappresentato dal non seguire le incazioni dei medici per questo le iniezioni sarebbero una soluzione migliore. <br>Estiste anche la Doxy Pep per le infezioni batteriche a trasmissione sessuale che consiste in un  antibiotico da prendere entro 72 ore dal rapporto a rischio. <br>Come trattano i media il tema dell&#8217;Hiv?<br>Si scrive solamente dei casi eclatanti; per esempio di coloro che vengono denunciati per non aver informato della propria  positività, spesso dimenticandosi di specificare che si tratta di persone in cura, da anni, con farmaci antiretrovirali.<br>ASA ha seguito un progetto dell&#8217;oms per formazione dei giornalisti che si è rivelato un insuccesso in quanto a partecipazione. Generalmente in occasione della giornata contro l&#8217;Hiv i giornali cercano sempre storie strappalacrime, quindi non si vuole davvero informare le persone sul questo tema.<br>Aggiungo che purtroppo non si fa campagna sul tema U=U perciò lo stigma verso le persone sieropositive resta, così come la paura del contagio. Le istituzioni per prime, tramite gli organi di stampa, non fanno passare il messaggio che attualmente chi ha il virus dell&#8217;hiv prende semplicemente una pillola al giorno.<br>Che impatto emotivo ha oggi lo scoprire di aver contratto il viris?<br>Lo stigma è ancora fortemente presente soprattutto nelle piccole realtà di provincia e questa spaventa e condiziona ancora molto soprattutto i persone con hiv. Ringrazio Massimo della disponibilità e vi invito ad a dare un occhio al sito di ASA anche per avere risposta alle varie domande sull&#8217;argomento trattato e per conoscere di più sull&#8217;associazione. </li><li>ASA ONLUS MILANO &#8211; Home Asa</li></ul>
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		<title>Genocidio a Gaza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2025 07:44:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><br></strong>(da anbamed.it)</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="770" height="513" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18148" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 770w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno-300x200.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno-768x512.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></figure>



<p>Intensi bombardamenti su tutta la striscia. Sono 41 le persone uccise dall’alba di stamattina (fino all’ora in cui scriviamo, le 08:15). Il ministro della guerra israeliano ha chiarito che il piano di occupazione di Gaza va avanti, con o senza un accordo per lo scambio di prigionieri.&nbsp;<em>“Accerchieremo Gaza città con le nostre truppe e sposteremo la popolazione verso sud. Hamas deve arrendersi e lasciare la Striscia. La pace si farà alle nostre condizioni”.</em></p>



<p>La riunione del consiglio di guerra è stata rinviata a martedì. Il governo Netanyahu non è interessato alla trattativa per lo scambio di prigionieri e usa il negoziato come una tattica per andare avanti nel genocidio con la minor pressione internazionale. La stampa israeliana scrive che una delegazione israeliana andrà alle trattative indirette, ma non a Doha o Il Cairo, senza specificare il luogo.</p>



<p>Nella giornata di ieri sono arrivati agli ospedali 61 civili uccisi e 308 feriti.</p>



<p>Inoltre sono 8 i casi di morte per fame registrati ieri. Il numero totale dall’inizio di luglio è di 281 uccisi a causa della carestia, tra di loro 114 bambini al di sotto di 5 anni.</p>



<p>I civili affamati uccisi dalle pallottole d bombe di Israele, nei punti di distribuzione-trappola della GHF, sono stati dal 27 maggio 2.076 uccisi e 15.308 feriti.</p>



<p><strong><em>I</em></strong><strong><em>l nostro commento quotidiano fisso:</em></strong><strong>&nbsp;Ci sono ancora coloro che obiettano che non si</strong>&nbsp;<strong>tratti di genocidio, basandosi su congetture</strong></p>



<p><strong>storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono:&nbsp;<em>“Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.</em></strong></p>



<p><strong>Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.</strong></p>



<p><strong>Onu dichiara la carestia a Gaza</strong></p>



<p>Il criminale di guerra ricercato nega il rapporto dell’Onu sulla carestia a Gaza e sparla di propaganda e inganno. Il potere dell’impunità garantito dalle potenze ex coloniali, Ue e Usa, permette a Israele di spadroneggiare senza freni. Molte dichiarazioni di preoccupazione e stigmatizzazione, ma nessun atto concreto per fermare la mano dello stato assassino.</p>



<p><strong>Cisgiordania</strong></p>



<p>Si intensifica l’aggressione espansionista del colonialismo israeliano in Cisgiordania. A nord di Ramallah, la zona rurale di Al-Mugheer è presa di mira con una criminale operazione di deportazione. Per costringere la gente ad abbandonare il territorio ed emigrare, lo stato criminale di Israele (non solo i coloni ebrei israeliani estremisti) distrugge l’economia: durante l’ultima aggressione militare dell’esercito durata più di tre giorni, centinaia di donum sono stati arati con i bulldozer, sradicando migliaia di alberi di olivo secolari, piantati prima dell’occupazione della Palestina nel 1948 e la conseguente nascita di Israele. Il furto di terra è la cifra fondante dello Stato di Israele e la politica della deportazione non si era fermata alla prima Nakba. &nbsp;</p>



<p><strong>Giornalisti nel mirino</strong></p>



<p>L’esercito israeliano ha preso di mira la casa del giornalista palestinese Khaled Al-Madhoun. Il video-reporter della Tv pubblica palestinese stava seguendo la situazione nel nord della Striscia,&nbsp;quando la sua postazione tv è stata presa di mira da un missile lanciato da un drone. Il sindacato dei giornalisti palestinesi da Ramallah condanna il tentativo israeliano di uccidere la verità, per coprire i propri crimini contro i civili inermi. È il 240esimo giornalista ucciso a Gaza.</p>



<p><strong>Jude Shalabi/l’intervista al padre</strong></p>



<p>Buon compleanno, Jude!</p>



<p>Jude sta meglio. È uscito dall’ospedale, non ha bisogno di essere operato, ma non può andare all’asilo. Si sta preparando a festeggiare il compleanno oggi 24 agosto. Abbiamo pubblicato un’intervista in video realizzata da Anbamed con suo padre, sull’aggressione dei coloni al posto di blocco dell’esercito di occupazione israeliano lungo la strada Nablus-Tulkarem e il lancio di pietre che ha distrutto l’auto, rotto il vetro e causato la frattura del cranio al bambino.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/23/buon-compleanno-jude-shalabi-intervista-del-papa-bassam-dopo-laggressione-dei-coloni-video/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clicca x guardare&nbsp;il vid</a>eo</p>



<p><strong>Solidarietà di artisti con Gaza</strong></p>



<p>A Pesaro, durante il Rossini Opera Festival alcuni operatori e artisti hanno voluto esprimere la loro solidarietà al popolo palestinese. Una bandiera gigantesca palestinese è stata esposta dal palco.</p>



<p>Il sindaco, Andrea Biancani, ha apprezzato il gesto e lo ha difeso dagli attacchi dei complici del genocidio:&nbsp;<em>“Il mondo della Cultura da mesi cerca di far aprire gli occhi sulla strage in corso. Lo abbiamo fatto più volte anche come Amministrazione Comunale. Ogni azione nonviolenta per ribadire la contrarietà allo sterminio in corso nella Striscia di Gaza è da sostenere e apprezzare, non condannare”.</em></p>



<p><strong>BDS</strong></p>



<p>Prosegue la campagna di boicottaggio dei prodotti della società farmaceutica israeliana Teva. Le ragioni del clamore che ha fatto il video della dottoressa e dell’infermiera, che spiegavano il valore del boicottaggio, sono sviscerate nel comunicato di BDS-Italia e Sanitari per Gaza:&nbsp;<em>“Si potrebbe discutere della postura etica di un Paese che si scandalizza per un video di sensibilizzazione e di denuncia più che per i video e le immagini che arrivano da Gaza, e che richiamano alla memoria un passato che nulla ha insegnato.<br>Si potrebbe discutere anche della postura etica di media che parlano nientemeno che di video-choc, e di politici che si appellano nientemeno che al decoro del camice, chiedendoci se codesto decoro si perda nel denunciare la uccisione sistematica di medici e paramedici, assieme alla distruzione mirata di ogni ospedale e presidio medico, fino alla negazione di medicinali e apparecchiature, financo delle incubatrici per bambini oppure se sia macchiato dal silenzio assordante dietro cui i vari Ordini si nascondo da ventidue mesi”.</em>&nbsp;Per leggere tutto:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/24/teva-no-grazie-le-ragioni-del-boicottaggio/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong></strong></p>



<p><strong>Solidarietà in Italia con la Palestina</strong></p>



<p>Presidio davanti alla sede RAI a Venezia, oggi alle 19:00. Il Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Venezia invita a scendere in piazza Domenica 24 agosto alle 19:00 a Campo San Geremia (Sede RAI di Venezia)&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/23/venezia-agiamo-ora-prima-che-sia-troppo-tardi/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca</a>!</p>



<p>Da Catania e Siracusa il 4 settembre salperanno le barche e le navi per portare aiuti umanitari a Gaza. Sono programmate una grande manifestazione per il 3 pomeriggio e un raduno per il 4 per salutare gli equipaggi.</p>



<p>I sanitari prendono una chiara posizione contro il genocidio.<br><em>“Il nostro obiettivo, come Sanitari per Gaza, è far prendere posizione a tutte le Istituzioni contro il genocidio in corso e boicottarne ogni forma di complicità. Perché fermi il genocidio, Israele dovrà percepire l’isolamento e la pressione politica ed economica da parte della comunità internazionale”.</em></p>



<p>Ogni giorno in piazza del Duomo di Milano, dal 16 giugno, si tiene un flash-mob silenzioso con lettura di poesie contro il genocidio compiuto da Israele a Gaza. Leggi:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/07/milano-ogni-giorno-dalle-1830-alle-1930-una-poesia-per-gaza-in-piazza-duomo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca</a></p>



<p>Di tutte le mobilitazioni e iniziative per la Palestina, la stampa scorta mediatica del genocidio non ha dato informazioni.</p>



<p>Rivendichiamo 62 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.</p>



<p><strong>Sciop</strong><strong>ero della fame a staffetta c</strong><strong>ontro il g</strong><strong>enocidio</strong></p>



<p>Sono passati 100 giorni&nbsp;dall’inizio del&nbsp;Digiuno x Gaza, l’iniziativa&nbsp;lanciata a maggio da Anbamed.&nbsp;Oggi, domenica&nbsp;24&nbsp;agosto,&nbsp;prosegue incessantemente per la 100a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h a staffetta.</p>



<p>Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/23/adesioni-allo-sciopero-della-fame-24-ore-a-staffetta-x-gaza-domenica-24-agosto-2025/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca!</a></p>



<p>La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.&nbsp;&nbsp;Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.<strong></strong></p>



<p>L’azione continuerà nei prossimi giorni con la part<a>e</a>cipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee&nbsp;e arabe.<strong></strong></p>



<p>È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.</p>



<p>Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a&nbsp;<a href="mailto:anbamedaps@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anbamedaps@gmail.com</a>&nbsp;e pubblicatele sui vostri account social.</p>



<p>Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con&nbsp;nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero&nbsp;che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli ader<a>e</a>nti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a:&nbsp;<a href="mailto:anbamedaps@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mailto:anbamedaps@gmail.com</a></p>



<p>Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.</p>



<p>In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.</p>



<p><strong>App</strong><strong>ello p</strong><strong>er il dott.</strong><strong>&nbsp;Hussam Abu Safiya</strong></p>



<p>Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.<strong></strong></p>



<p>Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.</p>



<p>“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.</p>



<p>Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/05/21/appello-per-il-rilascio-del-dr-hossam-abu-safieh/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong>.&nbsp;</strong>Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.<strong></strong></p>



<p>Firmate l’app<a>e</a>llo per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,pr<a>e</a>so in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso m<a>e</a>dico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2024/12/31/appello-urgente-per-il-dott-hussam-abu-safia-direttore-dellospedale-kamal-adwan/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong>&nbsp; p</strong><strong>er aderire.</strong></p>



<p><strong>Solidarietà/Al-Najdah</strong></p>



<p>Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.</p>



<p>Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.</p>



<p>Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.<strong></strong></p>



<p>Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.</p>



<p>L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri.&nbsp;Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre&nbsp;giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.&nbsp;&nbsp;<em>“Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”,&nbsp;</em>ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.</p>



<p>Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.<strong></strong></p>



<p>Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “<strong><em>Ore Felici per i Bambini di Gaza”.</em></strong>&nbsp;È arrivata due giorni fa&nbsp;una nuova&nbsp;adozione a distanza.&nbsp;Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi.&nbsp;La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.</p>



<p>Per chiedere info o aderire, scrivete a:&nbsp;<a href="mailto:anbamedaps@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anbamedaps@gmail.com</a></p>
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		<title>Un’aula per la speranza: il sogno delle bambine dimenticate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2025 07:13:33 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/wali.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="720" height="405" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/wali.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18132" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/wali.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/wali-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Oggi vogliamo sostenere la raccolta fondi del nostro caro amico, attivista e scrittore, Wali Atai. Sosteniamola. </p>



<p>Una scuola contro il silenzio – Aiutaci a costruire speranza a Goshta. Nel cuore della provincia afgana, tra le terre dimenticate del distretto di Goshta, c’è un grido che nessuno sente. È il silenzioso pianto di centinaia di bambine e bambini che sognano solo una cosa: imparare a leggere, scrivere, vivere.</p>



<p>Molti di loro camminano per chilometri ogni giorno, ma non verso un’aula. Camminano verso un futuro che non c’è. Le porte delle scuole sono chiuse, o semplicemente non esistono. Nessuna lavagna. Nessun banco. Solo polvere, paura e il tempo che passa&#8230;senza speranza.</p>



<p>FAWN (Friend of Aghanistan Women Network), una piccola associazione con un cuore grande, sta lottando contro ogni ostacolo – la povertà, l’instabilità, l’indifferenza – per costruire una scuola, anche solo una, in questo distretto dimenticato. Lo fa con pochi mezzi, tanta determinazione e l&#8217;amore per l&#8217;infanzia calpestata. Ma non possiamo farlo da soli. Ogni dono, ogni gesto, ogni cuore che si apre, può cambiare tutto. Può salvare vite, può accendere una luce dove ora c’è solo buio. Perché dove c’è una scuola, c’è un futuro. Dove c’è conoscenza, c’è libertà.</p>



<p>Aiutaci a costruire quella scuola. Aiutaci a dire al mondo che nessun bambino, nessuna bambina, merita di crescere nell’oscurità.</p>



<p>Per fare la vostra donazione: <a href="https://www.gofundme.com/f/unaula-per-la-speranza-il-sogno-delle-bambine-dimenticate?utm_campaign=man_sharesheet_dash&amp;utm_medium=customer&amp;utm_source=whatsapp&amp;lang=it_IT&amp;attribution_id=sl%3A60dd0bc8-5967-4e84-92ec-593364894b96&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.gofundme.com/f/unaula-per-la-speranza-il-sogno-delle-bambine-dimenticate?utm_campaign=man_sharesheet_dash&amp;utm_medium=customer&amp;utm_source=whatsapp&amp;lang=it_IT&amp;attribution_id=sl%3A60dd0bc8-5967-4e84-92ec-593364894b96&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Dossier statistico Immigrazione 2024</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 09:13:50 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-1024x640.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17770" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-1024x640.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-300x188.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-768x480.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Confronti<em>. Si è tenuta ieri presso il Teatro Orione a Roma la presentazione del&nbsp;<strong>34° Dossier Statistico Immigrazione&nbsp;</strong>a cura di&nbsp;<strong>IDOS</strong>, in collaborazione con&nbsp;<strong>Confronti</strong>&nbsp;e l’Istituto di&nbsp;<strong>Studi Politici “S. Pio V”</strong>.</em></p>



<p>«Questo è un anno importante per noi perché festeggiamo i 20 anni di costituzione del Centro Studi e Ricerche Idos, e lo è ancora di più in tempi così difficili, nei quali le politiche migratorie in Italia e in Europa investono sempre meno nell’integrazione e sempre più in politiche vessatorie e repressive. Se vogliamo costituire una società più giusta e vivibile dobbiamo farlo insieme ai giovani, e il nostro compito è fornire loro quegli strumenti conoscitivi e culturali che possano permettergli di leggere nella maniera più corretta il loro tempo, in modo tale che siano protagonisti attivi e non passivi della loro vita. Il dossier è un’opera polifonica, raccoglie una pluralità di contributi e approcci scientifici, è scritto da più di cento autori, tra cui ci sono esperti e studiosi autorevoli a livello sia nazionale che internazionale, con un background e prospettive diverse, pertanto è un’opera molto pluralistica», ha introdotto<strong>&nbsp;Luca Di Sciullo</strong>, presidente del&nbsp;<a href="https://www.dossierimmigrazione.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Centro Studi e Ricerche IDOS</a>, che ha presentato il nuovo Rapporto, giunto alla 34esima edizione e realizzato, in collaborazione il&nbsp;<a href="https://confronti.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Centro Studi e rivista&nbsp;</a><a href="https://confronti.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>Confronti</em></a>, e l’<a href="https://www.istitutospiov.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Istituto di Studi Politici “S. Pio V”</a>,&nbsp; grazie al sostegno dell’Otto per Mille della&nbsp;<a href="https://www.ottopermillevaldese.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Tavola Valdese</a>.</p>



<p>Il direttore di&nbsp;<em>Confronti</em>&nbsp;<strong>Claudio Paravati&nbsp;</strong>ha aggiunto: «Siamo tante e tanti oggi qui, ma siamo ancora di più in tutta Italia, perché questa presentazione sta avvenendo in contemporanea con decine di altre città. È una grande comunità che a livello nazionale, almeno una volta l’anno, si riunisce e discute insieme, e questa è una cosa molto preziosa, resa possibile da un’opera come il Dossier Statistico Immigrazione. Importante è anche la grande presenza di studenti di scuola superiore e universitari, perché ci permette di lavorare insieme a livello intergenerazionale».</p>



<p>«Questo lavoro rappresenta il nostro modo di vivere la fede cristiana, perché, secondo noi, la dimensione del credente è strettamente legata a quella del cittadino, e il Dossier racchiude in sé tutto quello che ci piacerebbe fosse un progetto finanziato dai fondi dell’Otto per Mille.  Noi non utilizziamo questi fondi per finalità di culto, ma abbiamo scelto di utilizzarli soltanto per finalità culturali, sociali e umanitarie, e un’iniziativa come quella del Dossier le incorpora tutte e tre. E&#8217; un’iniziativa culturale, perché fornisce dei dati sulla base di analisi scientificamente provate, fondamentali per fare delle scelte politiche illuminate ed eliminare molte false narrazioni. Poi c’è l’elemento sociale, sia perché viene trattato un tema che racconta i mutamenti che stanno avvenendo non solo nella società italiana, ma a livello globale; ma anche perché su questo tema si giocano le diverse visioni di società. La società può essere infatti aperta o chiusa, solidale o competitiva, plurale o illusoriamente uniforme, democratica e fondata sui diritti umani e le libertà fondamentali oppure autoritaria, in sostanza può essere più eguale o vedere una crescita delle diseguaglianze, quindi più o meno felice. Poi c’è il tema umanitario perché, sebbene il Dossier abbia un approccio scientifico e fornisca una serie di dati, è sempre presente l’idea che si sta parlando di esseri umani e di impegno umanitario», ha dichiarato la moderatora della Tavola Valdese <strong>Alessandra Trotta</strong>.</p>



<p><strong>Luca Di Sciullo&nbsp;</strong>ha sottolineato: «Secondo l’antropologo e filosofo francese René Girard, autore di&nbsp;<em>La violenza e il sacro</em>, tutti abitiamo le città fondate da Caino perché, dopo aver assassinato il fratello Abele diventò, “costruttore di città”. Pertanto, ci sarebbe un fratricidio fondativo alla base della nostra convivenza, cosiddetta civile, e l’omicida che si è impadronito del potere, recidendo il vincolo di fratellanza con questo atto di violenza, è diventato il legislatore. La prima conseguenza è che queste leggi, da una parte giustificano il potente che le scrive e ne legittimano la violenza, dall’altra rendono questa violenza fondativa esemplare, innescando nella società una catena di ulteriori atti violenti compiuti a imitazione del potente. La seconda conseguenza è che questa&nbsp;<em>escalation</em>&nbsp;di violenza alimenta in maniera endemica tutta una serie di mali sociali, come la corruzione, la criminalità, la disoccupazione, la povertà e così via, e finisce per indebolire i legami tra i cittadini. Quando questo accade diventa necessario ricorrere a un metodo che permetta di incanalare altrove tutta la tensione e la rabbia sociale che si accumulano, così da salvaguardare la tenuta dell’ordine sociale e quindi anche il sistema di potere. In casi come questo, l’individuazione di un capro espiatorio diventa un rito catartico con cui periodicamente la società ripete in maniera collettiva la stessa violenza fondativa da cui ha tratto origine. Prendendo in esame le tre chiavi di lettura di Girard, ovvero la scrittura e riscrittura di leggi che rispecchiano la violenza fratricida del fondatore, il desiderio di imitazione del potente che a ogni passaggio di mano innalza sempre più il tasso di spietatezza del legislatore, e il ricorso al capo espiatorio come un oggetto sacrificale su cui scaricare la rabbia collettiva per rinsaldare l’identità della comunità, è evidente quanto ognuno di questi tre punti sia incredibilmente calzante per capire a fondo le dinamiche che hanno mosso le politiche migratorie e gli atteggiamenti dominanti verso i migranti negli ultimi decenni sia in Italia che in Europa. Gli immigrati sono diventati infatti, da almeno trent’anni, il capro espiatorio di tutti i mali endemici del Paese, e i governanti di turno hanno concorso, chi con azioni, chi con omissioni a spogliarli di ogni più elementare diritto e tutela, per poi a ridurli a una condizione di inferiorità che ne ha fatto dei perfetti oggetti sacrificali».</p>



<p><strong>Nawal Soufi</strong>, attivista per i diritti umani, impegnata sulla rotta balcanica, ha sottolineato nel video che inviato per l’evento: «Mi occupo di migranti in cammino lungo le varie rotte migratorie. Quello che cerco di fare, e che ho cercato di fare in questi anni, è di monitorare la violenza di frontiera, denunciare gli abusi che si consumano davanti ai miei occhi tutti i giorni, sia nelle zone di frontiera che nei vari campi e centri di accoglienza. Qui gli esseri umani vengono letteralmente parcheggiati, e la salute mentale dei migranti è molto a rischio, non solo a causa del largo uso di droghe e psicofarmaci, ma anche per il fatto che dopo uno o due anni nei centri di accoglienza i migranti perdono la loro voglia di vivere e di fare qualcosa in Europa. Le situazioni sono tante, diverse e il lavoro di denuncia deve essere accompagnato a quello di supporto ai migranti, sia per la fornitura di beni di prima necessità, che per il supporto legale e sanitario. Sulla rotta balcanica si vivono molteplici situazioni di violenza. Se prima la violenza riguardava solo le guardie di frontiera, ora bisogna affrontare anche i trafficanti che rapiscono anche donne, minori o famiglie intere, per poi richiedere un riscatto. Le forze dell’ordine lasciano che i trafficanti portino avanti queste attività illegali e spesso i migranti non denunciano queste situazioni per timore di ripercussioni sulle loro famiglie. Cerco di essere positiva e di dare speranza ai migranti ma so che la situazione è sempre più grave».</p>



<p><strong>Noura Ghazoui</strong>, presidente del CoNNGI – Coordinamento Nazionale delle Nuove Generazioni Italiane, ha aggiunto: «È importante che nel dibattito pubblico vengano coinvolte le nuove generazioni. Il Dossier è una luce che va accolta, perché ci dà modo di riflettere e di mettere in risalto i dati concreti che servono per poter mettere in atto delle strategie e dei percorsi per migliorare la nostra società, che spesso preferisce continuare a brancolare nel buio.&nbsp; Quindi ringraziamo tantissimo tutti coloro che hanno contribuito a questo lavoro.&nbsp; Il CoNNGI vuole creare un filo diretto con le nuove generazioni e fare dell’inclusione un potente motore di cambiamento. Non avendo scelto di intraprendere un viaggio o un percorso di migrazione, ma essendo per lo più nati e cresciuti in Italia, ci definiamo nuove generazioni con background migratorio, facciamo dell’inclusione un potente motore di cambiamento, e crediamo fermamente che l’inclusione sociale non sia solo un obiettivo, ma una responsabilità collettiva. Il nostro impegno è verso un mondo in cui tutti possiamo camminare insieme senza lasciare nessuno indietro».</p>



<p>«Qui stiamo presentando un Dossier statistico ma quello che stiamo facendo non è semplicemente esporre dei numeri, ma costruire una narrazione. A questo tavolo dall’inizio non si è sentito parlare di “seconde generazioni migranti”, cosa di cui invece si parla ancora nei media e anche nella politica ma di “background migratorio” che è molto diverso, perché non riguarda persone che hanno un percorso migratorio ma che sono nate e cresciute in Italia. C’è un filo di continuità tra i nuovi italiani e i vecchi migranti, un filo che non si può spezzare ed è molto presente, ma quando parliamo di migrazione parliamo di un’identità che ha diversi volti. Anche i percorsi migratori possono essere diversi. Io mi occupo di un tipo di migrazione di cui nel mio ambito formativo non si parla abbastanza, ovvero della migrazione femminile, a cui il Dossier ha dato largo spazio. Quella femminile è una migrazione intersezionale ovvero genere, status sociale, orientamento sessuale, religioso e tipo di migrazione. Spesso la migrazione viene trattata in modo generico, ma ogni migrazione ha la sua specificità e il Dossier ha il pregio di approfondire tutti questi aspetti» – ha aggiunto&nbsp;<strong>Sonia Lima Morais</strong>, scrittrice e presidente dell’Associazione Donne Capoverdiane.</p>



<p><strong>Paolo De Nardis</strong>, presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, ha concluso: «Quest’anno siamo stati costretti a un maggiore realismo e pessimismo, perché stiamo vivendo una situazione che non si trova sempre a gioire. Dobbiamo far riferimento al dramma della normativa italiana e europea in cui c’è tanta crudeltà crescente. Quando parliamo delle nostre iperdemocratiche società occidentali abbiamo in mente l’idea di un individuo staccato dagli altri detentore di una libertà assoluta. &nbsp;Ma l’individuo da solo non esiste, l’individuo è sempre un individuo sociale che esiste in una società, quindi è un individuo che si basa sulla libertà nel sociale e sulla coesistenza. Altrimenti non ci sarebbe società, ci sarebbe soltanto il sopruso e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo».</p>



<p>Ha coordinato i lavori <strong>Claudio Paravati</strong>, direttore del Centro Studi Confronti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="712" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1-712x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17771" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1-712x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 712w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1-209x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 209w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1-768x1104.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dossier-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 972w" sizes="(max-width: 712px) 100vw, 712px" /></a></figure>
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		<title>Fattore K: arte e solidarietà</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 09:00:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Il Talent Show &#8220;Fattore K&#8221; rappresenta una bella iniziativa che unisce arte e solidarietà, promuovendo non solo il talento degli artisti non professionisti, ma anche il benessere della comunità locale. L’idea&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17735" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/fk.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il Talent Show &#8220;Fattore K&#8221; rappresenta una bella iniziativa che unisce arte e solidarietà, promuovendo non solo il talento degli artisti non professionisti, ma anche il benessere della comunità locale. L’idea di Francesco Mignosi, nata durante un periodo difficile come la pandemia, ha trovato una nuova vita grazie alla collaborazione di persone del settore come Mary, frontwomen della rock band &#8220;Astratto&#8221;. <br>L&#8217;approccio innovativo di &#8220;Fattore K&#8221; si manifesta nel modo in cui non solo i partecipanti possono esprimere le loro doti artistiche, ma anche in come la manifestazione cerca di coinvolgere attivamente tutta la comunità. Il forte legame con l’associazione Auser Verdellino, che si dedicata da anni al supporto delle persone più fragili e della terza età, mette in evidenza l&#8217;importanza di un sostegno reciproco tra arte e sociale.<br>Il format della manifestazione, aperto a concorrenti di ogni età e di livello non professionale, crea un ambiente di competizione amichevole il cui vantaggio principale è rappresentato dai fondi raccolti per sostenere le associazioni locali. </p>



<p>La finale, prevista per il 5 ottobre 2024 all’auditorium comunale di Osio Sotto, promette di essere un evento ricco di diverse esibizioni artistiche, dove l&#8217;arte si fa veicolo di solidarietà e coesione sociale.<br>In questo modo, &#8220;Fattore K&#8221; riesce a rendere la cultura accessibile e inclusiva, avvicinando le persone e favorendo un senso di comunità, mentre allo stesso tempo permette agli artisti emergenti di farsi notare e di raggiungere i propri sogni.</p>
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		<title>Notizie dal Sud est del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 09:23:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da anbamed.it Ringraziamo Farid Adly per gli aggiornamenti continui. Genocidio a Gaza In un solo bombardamento a Nuseirat, contro una scuola dell’ONU trasformata in rifugio per sfollati, l’esercito israeliano ha ucciso 50 persone. Tutti&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Da anbamed.it </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="450" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17721" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/gaza-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption>في مشهد قاس يعكس مأساة الفلسطينيين في قطاع غزة جراء الحرب الإسرائيلية، اجتاحت الأمطار الغزيرة خيام النازحين في مناطق عدة، لتزيد المآسي التي لم تتوقف عند هول القصف الإسرائيلي فحسب، بل فاقمت الظروف الجوية القاسية أيضا حجم الكارثة. ويعيش نحو مليوني نازح فلسطيني في محافظات قطاع غزة، في ظروف معيشية قاسية، مع اقتراب حلول فصل الشتاء وموسم تساقط الأمطار، وفق المكتب الإعلامي الحكومي بغزة. ( Mahmoud Bassam &#8211; وكالة الأناضول )</figcaption></figure>



<p></p>



<p> Ringraziamo Farid Adly per gli aggiornamenti continui.  </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/Anbamed-20240925.mp3?utm_source=rss&utm_medium=rss"></audio></figure>



<p id="gaza"></p>



<p id="genocidio"><strong>Genocidio a Gaza</strong></p>



<p>In un solo bombardamento a Nuseirat, contro una scuola dell’ONU trasformata in rifugio per sfollati, l’esercito israeliano ha ucciso 50 persone. Tutti civili. Le testimonianze dei soccorritori, ai microfoni delle tv arabe presenti sul campo, sono agghiaccianti. “Corpi smembrati irriconoscibili. Bambini senza testa. È terribile, è terribile”, ha esclamato un soccorritore, chiedendosi di dove è finità l’umanità.</p>



<p><strong>Il nos<em>tro commento quotidiano fisso:</em>&nbsp;Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture</strong></p>



<p><strong>storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni dichiarate dai politici e generali israeliani. Chiudono gli occhi e dicono:&nbsp;<em>“Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.</em></strong></p>



<p><strong>Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.</strong></p>



<p id="libano"><strong>Libano-Israele</strong><strong></strong></p>



<p>Quarta ondata di bombardamenti israeliani, stamattina, sulla popolazione civile libanese. Si ripete lo scenario di Gaza. Si bombardano i civili e la propaganda parla di attacchi mirati. Le vittime sono state finora 568 persone uccise, in stragrande maggioranza donne e bambini. 1800 i feriti.&nbsp; Rasi al suolo interi quartieri con palazzi di 7 piani, usando bombe made in USA del peso di una tonnellata. L’esercito israeliano dice che l’operazione è breve, ma se necessario andrà all’infinito, fino alla distruzione di Hezbollah. Un’altra grande bugia come quella su Hamas a Gaza. È un altro genocidio. 500 mila sono gli sfollati in fuga dalle città e villaggi del sud.</p>



<p>Ieri sono stati 400 i missili, i razzi e i droni lanciati dal sud Libano verso il territorio israeliano. È stata colpita la base navale di Haifa. Stamattina i portavoce di Hezbollah hanno dichiarato che è stato lanciato un missile ‘Qader 1’ contro la sede del Mossad a Tel Aviv, responsabile – secondo il comunicato – di aver architettato gli attacchi contro i cercapersone.</p>



<p>Netanyahu parla di riportare la popolazione israeliana sfollata da 11 mesi dal nord alle proprie case, ma con la sua operazione ha aumentato il numero degli sfollati di altre 100 mila persone. La stampa israeliana rivela che gli strateghi di Tel Aviv hanno il timore della presenza di 40 mila combattenti di varie nazionalità arabe presenti nel sud della Siria, pronti ad intervenire in caso dello scoppio di una vera guerra. Netanyahu ha indirizzato al presidente siriano un avviso minaccioso.</p>



<p>Diversi analisti dei media israeliani parlano di questo attacco contro il Libano come una tattica diversiva per nascondere il fallimento nel raggiungere gli obiettivi della guerra su Gaza. “Gli ostaggi sono stati abbandonati”, scrivono. Haaretz scrive che alti comandanti dell’esercito e dei servizi di sicurezza hanno avanzato al consiglio ristretto del governo l’idea di una tregua a Gaza, “per consolidare strategicamente i risultati sul fronte nord”. Tradotto dal militarese, la fine delle operazioni a Gaza costringerà Hezbollah a deporre le armi e non proseguire gli attacchi missilistici, ma nel frattempo sarebbe stato indebolito. È un’analisi che stride con la volontà di Netanyahu di mantenere salda la propria poltrona. E per ottenere questo obiettivo è disposto a scatenare una guerra generalizzata in M.O., appellandosi al vittimismo della sindrome di accerchiamento.</p>



<p>Oggi a New York si terrà la riunione del Consiglio di Sicurezza sulla situazione in Libano. Un altro inutile appuntamento che non metterà fine all’aggressione israeliana a causa del diritto di veto di Washington.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p id="situazione"><strong>Situazione umanitaria a Gaza</strong><strong></strong></p>



<p>I torrenti in piena sono l’ulteriore sofferenza della popolazione di Gaza costretta dall’invasione israeliana a vivere in tende di plastica, che non difendono dal caldo d’estate e dal freddo e dell’acqua d’inverno. Le piogge delle ultime settimane hanno fatto inondare i torrenti e i campi profughi sono diventati pozzanghere.</p>



<p id="onu"><strong>ONU</strong><strong></strong></p>



<p>Si è aperta da ieri l’Assemblea generale dell’ONU con gli interventi dei capi di Stato e di governo. Al centro degli interventi Palestina, Libano, Ucraina e il pericolo di una guerra nucleare. Ieri è toccato al presidente Usa Biden, che non ha affatto rassicurato su un futuro di pace nel mondo.</p>



<p>Si attendono i discorsi di Cina e Russia. Dei paesi emergenti spicca il discorso del presidente brasiliano Lula. “Quando è stata fondata, l’Onu ha avuto la forza di creare lo Stato di Israele, ma oggi non ha il coraggio di creare lo Stato palestinese”. Poi ha aggiunto: “Il mondo è fuori controllo. Nessuno rispetta nessuno. L’ONU non ha la forza per prendere decisioni importanti, creando un danno alla pace nel mondo. Non ci sarebbe stata la guerra tra Russia e Ucraina. Non ci sarebbe stato il genocidio nella Striscia di Gaza. Non ci sarebbe stato bisogno di un’invasione in Libia né della guerra in Iraq. Tutto ciò avrebbe potuto essere evitato se l’Onu avesse adempiuto al suo compito di imporre una governance globale”. Un chiaro attacco all’unilateralismo degli USA e della NATO.</p>



<p id="militarismo"><strong>Militarismo USA in MO</strong><strong></strong></p>



<p>Una nave cisterna USA per il rifornimento di carburante “si è guastata” nella zona del Golfo. Lo riporta una tv di Washington senza specificare i motivi di questo guasto. Il responsabile militare citato avrebbe parlato di danni subiti, ma non viene chiarito se è stata colpita da droni o missili marini oppure si sarebbe trattato di un guasto tecnico o uno speronamento accidentale. Nella zona del golfo arabo-persico è presente la portaerei Lincoln, che è a propulsione nucleare. Le altre navi di supporto però hanno bisogno di rifornimenti petroliferi per proseguire la missione di lungo periodo. Il pattugliamento statunitense del Golfo è una minaccia contro l’Iran.</p>



<p id="cisgiordania"><strong>Cisgiordania</strong><strong></strong></p>



<p>Ieri, i rastrellamenti israeliani hanno toccato El-Bira e Nablus e villaggi delle zone di Jenin e Qalqilia. Una guerra non dichiarata che sfida le risoluzioni dell’ONU e della Corte di giustizia internazionale, che avevano dichiarato illegale l’occupazione militare israeliane dei territori palestinesi. Questa guerra ha il compito di costringere la popolazione alla deportazione, per lasciare libero spazio alla colonizzazione ebraica. Nella prima metà di quest’anno, 27 mila donum di terreni agricoli palestinesi sono stati confiscati con decreti militari, per essere poi assegnati alle colonie.</p>



<p id="gerusalemme"><strong>Gerusalemme</strong><strong></strong></p>



<p>Discriminazione razziale contro i palestinesi. Un cittadino israeliano-palestinese di Gerusalemme, farmacista a Petah Tiqva, Moataz Y’leaan, è stato arrestato dalla polizia israeliana perché indossava un anello con la scritta in arabo “Mohammed profeta di dio”. L’accusa sarebbe simpatia con l’Isis. Era stato denunciato da un cliente israeliano razzista e la polizia ha fatto irruzione nella farmacia, davanti ai clienti presenti, e non ha voluto sapere nulla delle spiegazioni del significato della frase. Il deputato Ayman Odeh ha indirizzato un’interrogazione al premier Netanyahu chiedendo se il suo governo vuole “cancellare uno dei 5 pilasti dell’Islam oppure è una politica di Apartheid contro i palestinesi di Israele?”.</p>



<p id="iran"><strong>Iran</strong><strong></strong></p>



<p>Armiamoci e partite! È questo il motto prevalente a Teheran. Dopo i duri attacchi israeliani in Libano, il ministero degli esteri iraniani si è messo ad analizzare la situazione: “Hezbollah da solo non ce la fa a contrastare Israele. Questo attacco israeliano è il segnale del loro fallimento a Gaza”. Delirio per nascondere in realtà il fallimento della politica iraniana di mandare avanti i partiti sciiti arabi allo sbaraglio, mentre i governanti di Teheran fanno i comodi loro. Ieri il presidente Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran è disponibile a discutere con altre nazioni la possibilità di raggiungere un cessate il fuoco a Gaza. Non potevano esprimerla questa loro neutralità l’8 ottobre 2023? Come hanno fatto d’altronde la totalità dei regimi arabi, che si erano limitati alla solidarietà a parole.</p>



<p>Il sito saudita Ilaph ha rivelato l’esistenza di una trattativa segreta indiretta tra Israele e Iran, con la mediazione di Washington, per la de-escalation nella regione a partire dalla situazione libanese. Se queste rivelazioni si dimostrassero vere, sarebbe una bella pugnalata alla schiena a Hezbollah. Le proposte statunitensi sul tavolo chiederebbero l’allontanamento dei guerriglieri del partito dal sud Libano, come rivendica Tel Aviv.</p>



<p id="siria"><strong>Siria</strong><strong></strong></p>



<p>Bombardamento israeliano su Tartous, cittadina siriana sul Mediterraneo vicina al confine libanese. Secondo l’osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra, l’attacco è mirato a colpire le batterie dell’antiaerea ma ha colpito una zona residenziale. Nella zona ci sono anche le basi navali russe e questo attacco sembra di assumere il senso della provocazione contro Mosca, in linea con la politica di Washington in Ucraina.</p>



<p></p>
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		<title>“In difesa dei difensori”: una guida pratica</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 08:52:53 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/01/aerial-193361_1280.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-54050"/></figure>



<p>Pubblicata inizialmente a marzo 2023 dalla&nbsp;<a href="https://fr.boell.org/it/2024/01/09/difesa-dei-difensori?utm_source=rss&utm_medium=rss">fondazione Heinrich-Böll-Stiftung</a>, la guida è ora disponibile in italiano grazie ad ASGI. Questo documento, che include una sezione sulla criminalizzazione della solidarietà in Italia e gli strumenti per contrastarla, è un’importante risorsa per coloro che si impegnano a proteggere i diritti dei migranti.</p>



<p>L’obiettivo principale della guida è fornire un supporto pratico ai difensori dei diritti dei migranti, coloro che promuovono i diritti umani occupandosi specificatamente delle persone in movimento. Questo strumento è essenziale in un’epoca in cui la migrazione è spesso rappresentata come una minaccia e il lavoro dei difensori dei diritti umani diventa sempre più pericoloso.</p>



<p>Non tutti coloro che lavorano nel campo dei diritti umani, tuttavia hanno possibilità di accesso e conoscenza delle risorse necessarie per difendersi da chi si oppone a quanti scelgono la solidarietà. Da qui la necessità di uno strumento che ne promuova la conoscenza.</p>



<p>La guida è stata sviluppata&nbsp;<a href="https://borderviolence.eu/reports/in-defence-of-defenders/?utm_source=rss&utm_medium=rss">basandosi sul lavoro iniziale del Border Violence Monitoring Network</a>&nbsp;che ha svolto delle ricerche sui possibili meccanismi legali, istituzionali e informali da mettere in atto o vagliare nei casi di criminalizzazione dei difensori dei diritti umani. Successivamente, tra luglio e novembre 2023, ASGI ha elaborato la parte sul contesto italiano, concentrandosi sia sulla criminalizzazione realizzata attraverso lo strumento penale, che sulle misure amministrative introdotte nel sistema italiano negli anni più recenti, oltre a tradurre dall’inglese la prima parte concernente l’ordinamento internazionale ed europeo.</p>



<p>I difensori dei diritti dei migranti, nel contesto europeo, sono stati oggetto di un numero crescente di atti di criminalizzazione negli ultimi anni, in Italia soprattutto a partire dal 2017. La criminalizzazione di chi agisce in solidarietà o aiuto delle persone in movimento è stata realizzata, in Italia, in un primo momento attraverso il ricorso al diritto penale e poi tramite la compresenza di misure penali e amministrative: si è verificato un fenomeno di (con)fusione tra i due piani che gli studiosi hanno da tempo etichettato con il nome di crimmigration.</p>



<p>Inoltre, in Italia si è assistito ad un accanimento contro le attività di soccorso nel Mediterraneo. Ciò ha suscitato l’attenzione e le critiche di organismi ONU impegnati a proteggere i Difensori dei diritti umani. Non sono mancati i procedimenti penali avviati anche nei confronti di attivisti e volontari che hanno supportato le persone in movimento mentre si trovavano già sul territorio.</p>



<p>Dal 2017 fino al momento attuale, si è assistito alla costruzione di un processo di criminalizzazione delle ONG impegnate nel soccorso in mare fondato sulla compresenza di diversi fattori: l’aumento dei procedimenti penali nei confronti di membri dell’equipaggio, l’adozione di misure amministrative volte a limitare l’operato delle ONG (dal Codice delle ONG del 2017 alle sanzioni amministrative introdotte nel 2018 e nel 2023), e la promozione di una narrazione mediatica e politica in cui gli attori umanitari sono accostati a trafficanti e organizzazioni criminali. Al tempo stesso, non sono mancati i procedimenti penali avviati anche nei confronti di attivisti e volontari che hanno supportato le persone in movimento mentre si trovavano già sul territorio: emblematici sono i casi di Roma, Udine e Ventimiglia.</p>



<p>Esplorando le possibili azioni di advocacy e gli strumenti di protezione per i difensori dei diritti umani nei casi di criminalizzazione, tenendo conto della portata di possibili repressioni e discriminazioni e delle varie forme che queste possono assumere, la guida rappresenta un’importante risorsa per coloro che si impegnano a proteggere i diritti dei migranti.</p>



<p>“In un’epoca in cui la migrazione è frequentemente rappresentata come una minaccia, è essenziale ribadire la dignità e i diritti di chi si sposta. Il lavoro dei difensori dei diritti umani, in questo contesto, diventa sempre più vitale, ma anche sempre più pericoloso.” – Marc Berthold, Direttore Heinrich-Böll-Stiftung Parigi, Francia e Italia e Lorenzo Trucco, Presidente ASGI APS</p>



<ul><li><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/02/asgi-toolkit-imp-def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">In difesa dei difensori: Guida pratica ai mezzi legali e agli strumenti di advocacy per chi difende i diritti umani in Europa</a>&nbsp;(IT)</li><li><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2024/02/In-Defence-Of-Defenders.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">In Defence of Defenders: A practical guide to legal means and advocacy tools for criminalised Human Rights Defenders in Europe</a>&nbsp;(EN)</li></ul>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: urliamo LIBERTA!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 12:19:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Il Venezuela e 320 città in tutto il mondo hanno risposto all&#8217;appello di María Corina Machado per il sabato 17 agosto. Al grido di Ha vinto Venezuela, grande protesta per la&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="693" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17663" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve-768x520.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>di Tini Codazzi </p>



<p></p>



<p>Il Venezuela e 320 città in tutto il mondo hanno risposto all&#8217;appello di María Corina Machado per il sabato 17 agosto. Al grido di Ha vinto Venezuela, grande protesta per la verità, siamo scesi in piazza per dimostrare che non abbiamo paura, per chiedere il rispetto della decisione presa da più di 7 milioni di venezuelani che hanno votato per Edmundo González Urrutia. Durante la manifestazione a Caracas è apparsa María Corina Machado che, con un discorso pieno di speranza, ha detto: “Questo è il momento di raccogliere. Non c&#8217;è<br>nulla che sia al di sopra della voce del popolo sovrano e il sovrano ha parlato il 28 luglio”. Machado ha sottolineato che ciò che è accaduto il 28 e il 29 luglio ha paralizzato il mondo, riferendosi al lavoro di raccolta e pubblicazione di gran parte delle schede elettorali in 24 ore. La leader dell&#8217;opposizione ha affermato che le manifestazioni pacifiche continueranno, ma con “intelligenza, prudenza, resilienza e audacia”. Ha inoltre sottolineato che finora il Consiglio Nazionale Elettorale non ha presentato i risultati<br>elettorali e li ha sfidati a presentare i verbali: “che stampino i verbali falsi, perché così ci daranno la prova della frode; noi abbiamo la prova della vittoria”. In chiusura del suo discorso, ha ribadito il suo impegno per il Venezuela “hasta el final” (fino alla fine).<br>Questa settimana che si è appena conclusa è stata molto importante, sono stati fatti passi incredibili per ottenere ciò che tutti aspettano, la libertà per il popolo venezuelano. Questa libertà è vicina.<br>Il politologo e avvocato venezuelano Orlando Viera Blanco, residente in Canada, informa il mondo di aver consegnato alla Corte penale internazionale dell&#8217;Aia altri 56 casi di crimini contro l&#8217;umanità commessi in Venezuela. Il numero dei casi sale così a 702. Non solo i casi di violazione dei diritti umani, ma anche un rapporto completo e una denuncia della catena di comando del regime di Nicolás Maduro. Dalla presidenza e vicepresidenza della Repubblica, passando per i capi delle autorità pubbliche, i capi militari delle Forze armate fino a tutte le forze di repressione create dal regime, sia da Chávez che di Maduro, cioè tutte quelle istituzioni repressive come la Direzione generale del controspionaggio militare, il temuto SEBIN-Servizio nazionale di intelligence bolivariano (in breve i torturatori e i sequestratori del popolo) e le forze di polizia generali. Nomi e cognomi di tutti sono depositati presso la Corte penale internazionale.<br>L’Organizzazione degli Stati Americani ha firmato per consenso una risoluzione sulle elezioni in Venezuela.<br>Questa dichiarazione è stata firmata da 21 Paesi, oltre all&#8217;importante collaborazione dell&#8217;intera Unione Europea. In sintesi, chiedono al regime il rispetto dei diritti umani in tutte le loro forme, la cessazione della violenza e della repressione, la pubblicazione dei risultati elettorali (verbali elettorali) e l’avviamento delle conversazioni tra le parti affinché ci sia una transizione verso la democrazia in pace e nel rispetto della decisione del popolo venezuelano che si è manifestato il giorno delle elezioni. Si tratta indubbiamente di un<br>duro colpo per Nicolás Maduro, sempre più isolato e nervoso.<br>Quattro presidenti di importanti università americane hanno candidato María Corina Machado al Premio Nobel per la Pace 2025. Si tratta di Madeline Pumariega, Kenneth A. Jessel, David Armstrong e Mike Allen, rispettivamente rettori del Miami Dade College, della Florida International University, della Saint Thomas University e della Barry University. La conferenza stampa si è tenuta presso il Museo della Diaspora Cubana di Miami.<br>Al 18/08 alle 22.44 il numero di arresti arbitrari verificati dal Foro Penal dopo le elezioni è di 1503, di cui 129 adolescenti, 14 indigeni, 18 persone con disabilità e 200 donne. Non dimentichiamolo.<br>Il mondo sa già che la democrazia in Venezuela ha vinto e che questa lotta è #hastaelfinal #GanóVzla</p>



<p></p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>aderisce al seguente appello:</p>



<p>Le Associazioni Italo-Venezuelane in Italia denunciano la repressione in Venezuela e invocano l&#8217;azione del Governo italiano: appello per il rilascio immediato dei prigionieri politici italiani e venezuelani e per il riconoscimento della verità elettorale.</p>



<p><br>Roma, 19 agosto 2024— Le Associazioni Italo-Venezuelane registrate in Italia esprimono con forza la loro preoccupazione per la drammatica situazione che sta attraversando il Venezuela, dove si sta registrando una tragica escalation di repressione, violazioni dei diritti umani e persecuzione politica.<br>Le recenti elezioni presidenziali del 28 luglio 2024, segnate da gravi irregolarità e denunciate come fraudolente da molti Paesi della comunità internazionale nonché dalle più importanti ONG globali, hanno ulteriormente aggravato la situazione nel Paese. La vittoria attribuita dal Consiglio Nazionale Elettorale a Nicolás Maduro, a causa delle evidenze di brogli elettorali, ha scatenato proteste in tutto<br>il Venezuela; proteste alle quali il regime ha risposto con una brutale repressione.<br>Secondo i dati forniti da diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Foro Penal, si contano oltre 1.503 arresti arbitrari (tra cui 129 minorenni e 18 persone portatori di handicap, attualizzazioni sul sito del Foro Penal *https://foropenal.com/)?utm_source=rss&utm_medium=rss mentre le morti tra i manifestanti hanno raggiunto le 24 unità. La strategia di terrore intrapresa con violenza inaudita dalla dittatura chavista è tale per cui addirittura &#8211; caso senza precedenti &#8211; le cifre fornite da Maduro in persona (oltre 2000) sono superiori a quelle indicate dalle organizzazioni non governative. Oltre a ciò, il regime di Maduro è stato inoltre accusato di utilizzare la tortura e la forza per soffocare il dissenso e le proteste pacifiche, in quello che è ormai considerato uno scenario di sistematica<br>violazione dei diritti umani di proporzioni preoccupanti.<br>Tra le vittime di questa ondata repressiva, si annoverano anche cittadini e dirigenti politici con doppia cittadinanza italiana e venezuelana, ingiustamente incarcerati e privati della loro libertà per motivi puramente politici. Tra questi, ricordiamo Enzo Scarano, Williams Dávila, Rita Capriti e Americo De Grazia, ai quali si aggiungono i casi già noti da anni di Hugo Marino, Oreste Alfredo Schiavo e Juan Carlos Marrufo Capozzi; ma in totale, al momento, secondo i dati incrociati forniti dalle diverse ONG che lavorano sul campo e dalle denunce dei familiari, sarebbero un centinaio i cittadini italo- venezuelani detenuti o sequestrati dagli apparati di repressione e tortura del regime chavista. La detenzione di così tanti nostri concittadini rappresenta, per la comunità italo-venezuelana, una ferita<br>aperta di laceranti proporzioni.<br>Alla luce di questa drammatica situazione, le Associazioni Italo-Venezuelane in Italia chiedono con urgenza e determinazione:</p>



<ol><li>Il riconoscimento da parte delle autorità italiane della legittima vittoria elettorale di<br>Edmundo Gonzalez Urrutia, che secondo la Costituzione e la legge della Repubblica del<br>Venezuela è pertanto il Presidente eletto per il termine presidenziale 2025 &#8211; 2031. (come<br>dimostrato dai registri fatti grazie ai testimoni dei seggi in Venezuela e all’estero consultabili sul sito<br>**https://resultadosconvzla.com/)?utm_source=rss&utm_medium=rss</li><li>Il rilascio immediato di tutti i detenuti politici, inclusi i numerosissimi venezuelani con<br>cittadinanza italiana, ingiustamente incarcerati dalle autorità venezuelane in completa<br>violazione dei principi di giustizia e legalità interna e internazionale.</li><li>L&#8217;impegno della comunità internazionale a monitorare attentamente la situazione in<br>Venezuela e a sostenere iniziative volte a ristabilire la democrazia e garantire il rispetto dei<br>diritti umani nel Paese.</li></ol>



<p></p>



<p>Le Associazioni Italo-Venezuelane fanno appello al Governo italiano affinché prenda con decisione<br>il ruolo di capofila in Europa e guidi gli sforzi internazionali per il riconoscimento della verità elettorale<br>e la tutela dei diritti umani in Venezuela. L&#8217;Italia ha la responsabilità storica e morale di sostenere<br>con fermezza la libertà, la giustizia e il rispetto dei diritti fondamentali, valori che sono alla base della<br>nostra democrazia e rappresentano insostituibile garanzia di sicurezza, pace e prosperità nel<br>mondo.<br>Vista l&#8217;assoluta necessità di azione da parte della comunità internazionale, le Associazioni rivolgono<br>anche un appello a tutti coloro che credono nei diritti umani e nella giustizia, affinché non restino<br>indifferenti. La solidarietà internazionale e il sostegno attivo sono cruciali per restituire democrazia,<br>diritti, speranza e dignità al popolo venezuelano.<br>Non è il momento di chiudere gli occhi davanti a queste ingiustizie. È il momento di agire.</p>



<p></p>



<p>Gabriella Castaldo, presidente<br>Casa Italo Venezuelana</p>



<p>Mikela Policastro, presidente<br>Viva Venezuela in Italia</p>



<p>Sandra Bucci, presidente<br>APEVEREIT</p>



<p>Odilia Quattrini, presidente<br>Venezuela Viva ODV</p>



<p>Liz Omaña, presidente<br>Venezuela Italia Mondo</p>



<p>Le Associazioni Italo-Venezuelane fanno appello al Governo italiano affinché prenda con decisione<br>il ruolo di capofila in Europa e guidi gli sforzi internazionali per il riconoscimento della verità elettorale<br>e la tutela dei diritti umani in Venezuela. L&#8217;Italia ha la responsabilità storica e morale di sostenere<br>con fermezza la libertà, la giustizia e il rispetto dei diritti fondamentali, valori che sono alla base della<br>nostra democrazia e rappresentano insostituibile garanzia di sicurezza, pace e prosperità nel<br>mondo.<br>Vista l&#8217;assoluta necessità di azione da parte della comunità internazionale, le Associazioni rivolgono<br>anche un appello a tutti coloro che credono nei diritti umani e nella giustizia, affinché non restino<br>indifferenti. La solidarietà internazionale e il sostegno attivo sono cruciali per restituire democrazia,<br>diritti, speranza e dignità al popolo venezuelano.<br>Non è il momento di chiudere gli occhi davanti a queste ingiustizie. È il momento di agire.</p>



<p>*Per dati attualizzati sulle detenzioni: https://foropenal.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>**Per consultare le schede elettorali dei seggi di votazione: https://resultadosconvzla.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p><br></p>



<p>Mercedes Vásquez, presidente<br>Insieme per il Venezuela</p>



<p>Maria Requena, presidente<br>Venezuela in Piemonte</p>



<p>Mikela Policastro, presidente<br>Viva Venezuela in Italia</p>



<p>Edoardo Leombruni, presidente<br>ALI ONLUS</p>



<p>Gabriella Castaldo, presidente<br>Casa Italo Venezuelana</p>



<p>Marinellys Tremamunno, presidente<br>Venezuela, La Piccola Venezia</p>



<p>Celestina di Pasquale, presidente<br>Asociación Simon Bolivar</p>



<p>Sandra Bucci, presidente<br>APEVEREIT</p>



<p>Odilia Quattrini, presidente<br>Venezuela Viva ODV</p>



<p>Liz Omaña, presidente<br>Venezuela Italia Mondo</p>



<p></p>



<p></p>



<p>*Per dati attualizzati sulle detenzioni: https://foropenal.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>**Per consultare le schede elettorali dei seggi di votazione: https://resultadosconvzla.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
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		<title>10. anniversario del genocidio contro gli Yazidi in Iraq (3 agosto 2014)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2024 09:27:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Garantire sicurezza ai sopravvissuti! Dieci anni dopo il genocidio contro la popolazione yazidi nel nord dell’Iraq, non c’è ancora alcuna prospettiva di un futuro sicuro per isopravvissuti, né in Iraq né in esilio in&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/yazidi_profughi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="534" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/yazidi_profughi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17638" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/yazidi_profughi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/yazidi_profughi-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/yazidi_profughi-768x513.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p><br>Garantire sicurezza ai sopravvissuti!</p>



<p></p>



<p>Dieci anni dopo il genocidio contro la popolazione yazidi nel nord dell’Iraq, non c’è ancora alcuna prospettiva di un futuro sicuro per i<br>sopravvissuti, né in Iraq né in esilio in Europa, critica l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM). Vista la consistente presenza di Yazidi<br>accolti in esilio in Germania, ieri l’organizzazione per i diritti umani ha esortato la Ministra degli Interni Nancy Faeser a concedere una<br>protezione permanente ai 5.000-10.000 membri di questa comunità religiosa in Germania e a proteggerli dall’imminente deportazione. Il 3 agosto 2014, il cosiddetto Stato Islamico (IS) ha attaccato la comunità yazidi di Sinjar, nel nord dell’Iraq, uccidendone almeno 5.000. Circa 7.000 donne e ragazze sono state rapite e ridotte in schiavitù. 2.000 di loro sono ancora oggi disperse.</p>



<p>Il 19 gennaio 2023, il Bundestag tedesco non solo ha riconosciuto il genocidio contro gli yazidi, ma ha anche esplicitamente sottolineato che la situazione in Iraq è troppo pericolosa per un ritorno e quindi senza speranza, ha ricordato l’APM alla ministra. Dopo i terribili crimini commessi dall’IS contro questa comunità, dovrebbe essere ovvio dare ai sopravvissuti che cercano rifugio all’estero l’opportunità di fare i conti con i loro terribili traumi in sicurezza e di ritrovare la strada per una vita quotidiana stabile.</p>



<p>Il riconoscimento del genocidio diventa un vergognoso gesto simbolico se non è accompagnato dalla promessa di proteggere le persone colpite da situazioni pericolose per la loro vita in futuro e di evitare che siano nuovamente traumatizzate. In questo decimo anniversario del crimine, commemoriamo le vittime di questo genocidio e siamo solidali con la comunità yazidi, che deve ancora lottare per la giustizia e contro la discriminazione transnazionale, soprattutto da parte di altri gruppi di migranti, nello specifico in Germania. La protezione che la comunità yazidi in esilio dovrebbe ricevere attraverso il riconoscimento del genocidio in Germania non deve più trasformarsi in paura di deportazione e perdita di fiducia nella politica tedesca.</p>
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		<title>Verso un altro me</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 08:25:52 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Gabriele Corradini e Christian Padula</p>



<p></p>



<p>Nel cuore pulsante della città, dove l&#8217;ombra dell&#8217;indifferenza spesso prevale, esistono luoghi di luce e speranza: le mense dei poveri, rifugi di solidarietà e dignità per chi ha perso tutto.<br>Noi ragazzi dell&#8217;istituto Fabio Besta, durante il periodo di alternanza scuola-lavoro, ci siamo affidati a Gerlando, rappresentante dell&#8217;associazione Suore francescane di Maria della Passione. Gerlando è il reponsabile dei servizi e uno dei tanti volontari che si impegnano quotidianamente per il guardaroba, doccia e mensa aperti nella fascia d&#8217;orario dalle 11:15 fino alle 13:00.<br>Al contrario di come si potrebbe pensare, gli ospiti dei servizi elencati non sono solo senzatetto, ma anche pensionati, genitori separati e bisognosi di socializzazione. Gerlando, insoddisfatto del ruolo e della vita che conduceva prima, ha trovato la sua vocazione nell&#8217;aiuto del prossimo con l&#8217;obiettivo di lasciare qualcosa di concreto e positivo nella società.<br>È importante per i volontari, non essendo dipendenti vincolati ad orari e ruoli specifici, svolgere un lavoro di integrazione e diplomazia con passione e sincera dedizione senza rimanere coinvolti personalmente nelle situazioni difficili degli ospiti.<br>L&#8217;età dei volontari varia dagli anziani fino ai ragazzi maggiorenni o quelli che hanno l&#8217;opportunità di svolgere volontariato durante i giorni di sospensione.<br>Ogni cittadino ha la possibilità, con la raccolta fondi, di dare un sostegno all&#8217;associazione Suore francescane di Maria della Passione con provvigioni di cibo, abbigliamento e risorse essenziali oppure attraverso donazioni libere.</p>
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