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	<title>sorelle Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Mi chiamo Donna e sono salva</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 09:18:54 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Antonella Cinquemani</p>



<p>Mi chiamo Antonella ho 43 anni e sono felice perché sono salva.<br>Le decisioni della mia vita hanno le caratteristiche di chi, fin da giovane, lotta per essere indipendente e non avere paura.<br>Tra lavori sottopagati, tentativi di manipolarmi e un esposto a chi aveva deciso che non potevo dire un no.<br>Sono un&#8217;insegnante, entrando in classe pensi sempre a prendere per mano i bambini e guidarli nella conoscenza del mondo,<br>nel migliore dei modi possibile affinchè siano pronti e sicuri.<br>Prepararli a godere delle cose belle, a mantenere viva la curiosità e a non arrendersi quando le cose si fanno difficili credendo in se stessi e affrontando le sfide.<br>Ma c&#8217;è una parte del mondo troppo difficile da spiegare,<br>Dove le principesse non girano serene nei boschi a raccogliere fiori, ma nemmeno prendono il treno ed escono la sera canticchiando tranquille.<br>Un giorno, sempre se non lo stanno già vedendo nella loro famiglia, dovranno affrontare la realtà non importa quanti sacrifici abbiano fatto: dottoresse, insegnanti, madri, con problemi economici o benestanti, in salute o con malattie e non<br>importa in quale posto del mondo siano, dovranno stare sempre attente in quanto donne e anche così putroppo potrebbe non bastare.<br>La mentalità, un&#8217;interpretazione errata della religione, un rifiuto, un problema psicologico o economico e l&#8217;incubo può avere inizio.<br>Sotto forma di discriminazione, di violenza, di persecuzione, coercizione un uomo inizierà a tenerle in pugno e si ritroveranno costrette a lottare per la loro vita.<br>Sempre se ne avranno e sempre qualcuno sentirà il loro grido.<br>Per non parlare poi del fatto che, se mai mostreranno le loro debolezze, se mai si fideranno di un uomo in intimità, li&#8217; avranno sbagliato di grosso: potranno infatti essere vittime di ricatti.<br>Invece se faranno le cose “per bene” e si sposeranno, allora saranno premiate ma questo non esclude che, un giorno, il il marito non decida che è il momento della loro fine.<br>Una vita di “se e ma”, quella di noi donne. E quanti nomi ci vengono in mente: Giulia Donato, Martina<br>Scialdone, Oriana Brunelli, Teresa Di Tondo, Alina Cristina Cozac,Yana Malayko, Melina Marino,<br>Santa Castorina,Iulia Astafieya, Sara Ruschi,Danjela Neza, Annalisa D&#8217;Auria&#8230;<br>Nomi che vediamo, come una carrellata di fronte ai nostri occhi, scorrere in ricordo di quanto sia brutale la violenza sulle donne.<br>Dolore e delusione è la sensazione che lasciano.<br>Dolore di non potere più vedere i loro sorrisi, dolore di chi avrebbe voluto tenerle tra le braccia proteggerle e non ha potuto.<br>E si sentono nell&#8217;aria i “perchè?” cosa l&#8217;ha spinto a fare tanto male.<br>Non esiste una risposta perchè nulla potrà mai giustificare.<br>Allora ci rendiamo conto di quanto siamo ancora lontane dall&#8217;essere libere.<br>Realizziamo che urliamo e non veniamo ascoltate e che l&#8217;urlo deve essere più forte.<br>La paura deve essere rimandata al mittente, a chi ogni giorno vuole farcela provare.  La paura: ferire<br>intimorire, rendere insicure noi donne.<br>La donna è debole solo fin quando crede di esserlo poi si rialza, inizia a combattere e vede la realtà: debolezza e insicurezza erano ciò che spingevano il suo carnefice a farle del male, a umiliarla  e<br>allora nasce sempre più il desiderio di mostrargli ,invece quanto può essere forte anche lei. A volte con successo, a volte con la triste tragedia come finale. Eppure vediamo vere eroine che lottano seppur consapevoli dei rischi, ma non più sono disposte a subire.<br>Per tutto questo è urgente urlare ..Sono Antonella, ho 43 anni e sono salva…Urlare anche per coloro che sono state uccise, perché vorrebbero tanto farlo ma purtroppo non possono più.<br>Sono Giulia ho scoperto bugie e tradimenti, ma sono salva,<br>Sono Annalisa avevo un compagno geloso ma sono salva&#8230;<br>Dire che non scendano le lacrime solo a scriverlo, è impossibile.<br>In questa giornata non smettiamo di ricordare, di parlare, di combattere affinchè un giorno, spiegando il mondo ad una bambina, potremmo dirle che è al sicuro.</p>



<p></p>



<p>NUMERO EMERGENZA VIOLENZA DONNE: 1522</p>



<p>GESTO PER CHIEDERE AIUTO:  </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="656" height="427" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17294" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></a></figure>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Come carta di riso &#8211; Il Progetto</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 07:43:28 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="575" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13634" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1242w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sono emozionata e orgogliosa di invitarvi alla mostra <strong>&#8220;Come carta di riso &#8211; il Progetto&#8221;</strong>, un percorso tra parole e immagini per condividere le emozioni e i vissuti in un contesto importante come quello del Progetto Aisha con cui siamo felici di collaborare. Progetto Aisha, infatti, è un&#8217;associazione di contrasto e di supporto alle donne vittime di violenza. </p>



<p>Durante l&#8217;inaugurazione &#8211; che si terrà sabato 29 febbraio, alle ore 16.30 &#8211; verrà presentato il laboratorio dal titolo:            <strong>LA NOSTRA SORELLANZA, </strong>rivolto alle donne di ogni età, nazionalità, professioniste e non, di qualunque religione, a tutte coloro, quindi, che sentano l&#8217;esigenza di mettersi in gioco, di  esprimersi tramite la Poesia, il pensiero libero. Uno spazio aperto dove ritrovarsi come donne, moglie, madri, figlie, sorelle, amiche&#8230;E dove trovare un gruppo, una rete di accoglienza e compartecipazione. </p>



<p>Vi aspettiamo !!!</p>



<p></p>
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		<title>“LibriLiberi”. Un mare viola scuro</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 08:23:06 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/11/25/libriliberi-un-mare-viola-scuro/">“LibriLiberi”. Un mare viola scuro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="343" height="500" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/51iH0hnumL.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13296" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/51iH0hnumL.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 343w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/51iH0hnumL-206x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 206w" sizes="(max-width: 343px) 100vw, 343px" /></figure></div>



<p>di
Alessandra Montesanto 
</p>



<p>Un
esordio nella letteratura per la giornalista Ayanta Barilli, membro
di una nota famiglia di artisti e persone della Cultura
italiana. Ma non sono le vicende professionali quelle raccontate nel
romanzo <em>Un mare viola
scuro</em> (edito da Dea
Planeta), bensì quelle personalissime di quattro generazioni di
donne: la bisnonna Elvira, la nonna Angela, la madre Caterina e, in
parte, la stessa Ayanta. 
</p>



<p>L&#8217;autrice
vive a Madrid, ma le sue radici affondano nel territorio di Padova,
Roma e Tellaro, in Liguria. Un luogo avvia la narrazione e gli eventi
&#8211; specifici, dolorosi, straordinari &#8211; che hanno segnato le esistenze
delle protagoniste: si tratta di Colorno, un paese della bassa
parmense in cui, alla fine dell&#8217; 800 e per i primi decenni del &#8216;900,
era ancora attivo un manicomio. Qui viene rinchiusa Elvira, colpita
dal “morbo” dell&#8217;eccentricità e dalla solitudine, come molte
donne, oggi come ieri. E poi Angela, generata dalla disperazione, che
cresce segnata ancora dalla morte prematura del marito e della
figlia, nella turbolenza di anni difficili per la guerra, per la
miseria, per la necessità che distruggono i corpi e le anime, ma che
scrive un diario in cui raccoglie la storia della famiglia, filtrata
dalla lente dei propri ricordi, veri o falsi che siano. Caterina,
educata all&#8217;odio verso gli uomini, ammalata di ansia di approvazione
e successivamente ammalata di cancro. E Ayanta&#8230;L&#8217;ultima delle
figure femminili, capace di ricostruire il mosaico delle proprie
antenate, come un&#8217;abile detective, facendo appello agli scritti di
mani antiche, alle fotografie ingiallite, alle testimonianze fumose,
alle ricerche sepolte negli archivi. In grado, infine, di svelare la
parte più ardua, quella sua stessa infanzia, marchiata &#8211; ancora una
volta &#8211; dalle violenze e dai sensi di colpa, sempre perpetuati da
uomini aggressivi, ignoranti e prepotenti e taciute da donne
sottomesse, impaurite e ricattate anche da una società retrograda e
patriarcale.</p>



<p>Una
narrazione tutta al femminile, in cui le parole sulla carta
intrecciano Passato e Presente, dove i corpi parlano, prima
sussurrando, poi  sempre più chiaramente per far emergere quelle
memorie tenute celate dal velo (im)pietoso dell&#8217;ipocrisia borghese,
con il risultato di indurirsi nei cuori di chi le ha vissute. 
</p>



<p>Ma la
scrittrice compie un atto di coraggio, per se stessa e per le
generazioni future, in particolare per sua figlia: libera le
verità,anche durissime, per capirle e elaborarle, dissolvendo,
finalmente, la sofferenza nel cielo aperto di un Futuro diverso.</p>
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