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	<title>stagionali Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<item>
		<title>Disoccupazione agricola: i richiedenti asilo ne hanno diritto anche se il loro permesso è di “breve durata”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2022 13:15:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’INPS ha rigettato, in numerosi casi, le domande di disoccupazione agricola per gli operai agricoli a tempo determinato cittadini extra Ue, sul presupposto dell’assenza di valido titolo di soggiorno a copertura del biennio assicurativo&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2022/03/andrea-cairone-lzM3pbQim70-unsplash-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-47286"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p></p><cite>L’INPS ha rigettato, in numerosi casi, le domande di disoccupazione agricola per gli operai agricoli a tempo determinato cittadini extra Ue, sul presupposto dell’assenza di valido titolo di soggiorno a copertura del biennio assicurativo di riferimento per accedere alla prestazione.</cite></blockquote>



<p>(da asgi.it)</p>



<p></p>



<p>Il Tribunale di Foggia – Sezione Lavoro ha affrontato la questione con alcune prime pronunce, offrendo ottimi spunti interpretativi volti a censurare la condotta dell’Ente Previdenziale.</p>



<p>Dalle sentenze in calce si evince che l’Inps&nbsp;<strong>non accoglie le domande di disoccupazione agricola presentate dai braccianti a tempo determinato che siano richiedenti protezione internazionale sostenendo che il relativo permesso di soggiorno sia equivalente ad un permesso di soggiorno per motivo di lavoro stagionale</strong>.</p>



<p>Tale assunto è stato tuttavia smentito dal Tribunale di Foggia che ha censurato l<strong>’erronea sovrapposizione operata dall’Inps tra permesso per lavoro stagionale e “permessi di durata inferiore ai nove mesi</strong>” (tra cui i permessi di soggiorno per richiesta asilo, considerati anch’essi “permessi brevi”). Si chiarisce che, al di là della durata e della supposta “brevità” dei titoli di soggiorno, solo i permessi di soggiorno per lavoro stagionale non sono coperti dalla disoccupazione e dai trattamenti di famiglia (<em>ex</em>&nbsp;art. 25, comma 1 e 2, d.lgs. 286/1998) e, pertanto,<strong>&nbsp;i permessi di soggiorno per richiesta asilo (previsti invece dal d.lgs. 142/2015) consentono l’accesso a tali forme di sostegno al reddito.</strong></p>



<p>Altro profilo di interesse attiene all’onere della prova incombente sulle parti: il Giudice del Lavoro statuisce il principio in virtù del quale, anche qualora il permesso di soggiorno in possesso del richiedente abbia una validità limitata solo ad un periodo del biennio di competenza della prestazione, è comunque onere dell’Ente Previdenziale eccepire e documentare in giudizio che le giornate lavorative effettuate si collocano al di fuori dell’arco di tempo in cui il cittadino straniero poteva legittimamente svolgere attività lavorativa.</p>



<p>E’ opportuno, quindi, ricordare che:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>– il richiedente asilo è tale in quanto ha manifestato la volontà di chiedere la protezione internazionale in qualsiasi forma e sino a quando non sia stata assunta dalla competente commissione territoriale o dal Tribunale una decisione definitiva su tale domanda (art. 2, d.lgs. 142/15);</p><p>– il suo regolare soggiorno è attestato anche solo dalla formalizzazione della richiesta di protezione (art. 4, co. 3, d.lgs. 142/15);</p><p>– decorsi 60 giorni dalla manifestazione di volontà di chiedere protezione il richiedente asilo può legittimamente svolgere attività lavorativa in Italia, indipendentemente dalla circostanza che le autorità competenti abbiano tempestivamente proceduto al rilascio del titolo di soggiorno o meno (art. 22, co. 1, d.lgs. 142/15);</p><p>– tale diritto si conserva anche nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno da parte delle autorità competenti, posto che il soggiorno regolare deriva direttamente dalla manifestazione di volontà di chiedere asilo e che comunque il ritardo della P.A. non intacca in alcun modo i diritti del richiedente asilo.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p></p><cite>Le due pronunce, pur nella loro sinteticità argomentativa, rappresentano un primo argine nei confronti di condotte palesemente discriminatorie poste in essere dall’Inps e (anche soltanto indirettamente) causa di una spirale perversa che coinvolge uno dei settori (quello agricolo ) in cui è maggiormente elevato il rischio di sfruttamento lavorativo: sfruttamento che, tra l’altro, ha tra le sue cause la condizione di debolezza sul mercato del lavoro dei braccianti agricoli immigrati che le misure di&nbsp;<em>welfare state</em>&nbsp;dovrebbero, invece, essere capaci di limitare, così aumentando il potere di contrattazione salariale dei lavoratori.</cite></blockquote>



<p>Si ringraziano gli avv.ti Stefano Campese e Dario Belluccio per la segnalazione</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="https://www.asgi.it/?post_type=banca_dati&amp;p=47290&amp;preview=true&utm_source=rss&utm_medium=rss">Sentenza del Tribunale di Foggia del 23 febbraio 2022</a></p>



<p><a href="https://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-di-foggia-sentenza-8-settembre-2021/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sentenza del Tribunale di Foggia dell’8 settembre 2021</a></p>
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		<title>Rosarno: il lavoro degli stagionali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 04:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Piana di Gioia Tauro, Calabria. Un viaggio che inizia tanti anni fa per documentare il lavoro di “Medici senza Frontiere” e che testimonia la quotidianità dei lavoratori stagionali, migranti e non solo: un&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Piana di<br />
Gioia Tauro, Calabria. Un viaggio che inizia tanti anni fa per<br />
documentare il lavoro di “Medici senza Frontiere” e che<br />
testimonia la quotidianità dei lavoratori stagionali, migranti e non<br />
solo: un posto caldo per dormire, un vestito smesso, qualche ora di<br />
lavoro sottopagato, ma pur sempre lavoro&#8230;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E una<br />
convivenza possibile tra immigrati  &#8211; dall&#8217;Africa e dall&#8217;Europa<br />
dell&#8217;Est &#8211; e rosarnesi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tutto<br />
questo e molto di più nel documentario intitolato <i>Rosarno</i><br />
di Greta De Lazzaris.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
intervistato per voi la regista che ringraziamo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
progetto del documentario inizia nel 2003, prima che i fatti di<br />
cronaca rimbalzassero sui giornali: cos&#8217;è cambiato, in questi anni,<br />
sia nella vita dei migranti che riescono ad arrivare in Italia, sia<br />
nella mentalità degli italiani?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quello che riguarda Rosarno in particolare, purtroppo si può dire<br />
che nulla è cambiato. Se negli anni prima della “rivolta” i<br />
migranti vivevano nelle fabbriche abbandonate, nelle case abbandonate<br />
delle campagne, sotto i ponti, senza luce ne acqua, oggi vengono<br />
accolti nelle tendopoli installate dal Governo l’anno successivo<br />
agli scontri. Queste tendopoli, costosissime, sono poi state subito<br />
abbandonate dalle autorità e non sono più in grado di garantire le<br />
minime esigenze abitative e igieniche. Le tendopoli possono risolvere<br />
un emergenza, non possono diventare una soluzione definitiva di<br />
accoglienza. E comunque non ce ne sono abbastanza, molti ragazzi<br />
rimangono fuori. Quest’inverno ancora e’ morto di freddo un<br />
ragazzo della Liberia, aveva 32 anni e dormiva in una macchina. La<br />
mentalità degli italiani nel loro confronto non e’ cambiata.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Pero se<br />
nulla e’ cambiato, la rivolta a Rosarno e’ servita almeno a<br />
risvegliare le conscienze. C’è sicuramente più solidarietà oggi<br />
a Rosarno, che nel 2003 e vorrei sottolineare il lavoro enorme<br />
dell’associazione SOS Rosarno di Giuseppe Pugliese che segue i<br />
migranti a sempre.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vogliamo<br />
ricordare i motivi per cui tante persone lasciano i propri Paesi<br />
d&#8217;origine? Da cosa fuggono e cosa cercano?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
semplicemente persone che fuggono dalle guerre, dalla povertà, dai<br />
regimi, dalle minaccie alle liberta individuali Ma in fondo, da cosa<br />
fuggono importa poco. Alcuni fuggono semplicemente dalla miseria, e<br />
anche se non sono vittime e non sono in reale pericolo fuggono da una<br />
vita che non lascia prospettive per il futuro come é giusto che sia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono le considerazioni dei migranti che si ritrovano a lavorare come<br />
stagionali, in condizioni di sfruttamento? Chi si arricchisce con la<br />
fatica dei migranti?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
migranti tendono ad essere omertosi sulle loro condizioni di vità e<br />
di lavoro. Sono facilmente ricattabili, hanno paura, e sono spesso<br />
pronti alle peggiori umiliazioni pur di non dover tornare al pasese<br />
di origine. Ribellarsi è rischioso. Ci sono i caporali, la malavita,<br />
le minaccie. Chi si arrichisce é la grande distribuzione, le<br />
multinazionali, non certo il piccolo produttore, che, anche se<br />
diventando anche lui “sfruttatore” il suo malgrado, subisce la<br />
Politica agricola europea.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nove<br />
anni per montare tutto il materiale ripreso dal 2003/2004: perchè<br />
tanto tempo? E quali sono le sue riflessioni su ciò che ha visto e<br />
sulle testimonianze raccolte?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non ho<br />
impegnato nove anni per fare il film. L’ho lasciato da parte per<br />
tutto questo tempo. E stato un lavoro che ho covato per tanto tempo,<br />
un pò come la “rivolta” è stata covata per tanto tempo. Quando<br />
sono stata a Rosarno per la prima volta nel 2003, ero sicura che<br />
questa situazione sarebbe esplosa, ma me lo aspettavo molto prima,<br />
perche mi sembrava impossibile umanamente, resistere e soptavvivere<br />
in tali condizioni. Pero il motivo principale, che mi ha impedito di<br />
montare subito, è stato che mi sembrava che le immagini che ero<br />
riuscita a raccogliere, e quelle che mi era stato “consentito” di<br />
riprendere, erano troppo lontane ancora della crudelta quotidiana<br />
della quale sono stata testimone per  2 mesi.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Com&#8217;è<br />
la convivenza tra immigrati e rosarnesi, oggi?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi,<br />
grazie anche al lavoro delle associazioni di volontari, ho citato ad<br />
esempio SOS Rosarno di Giuseppe Pugliese, la convivenza e nettamente<br />
migliorata. Ma i problemi gravi persistono.  Rosarno è una città<br />
che soffre. È una citta nella quale la miseria della nostra economia<br />
globalizzata,si è venuta ad aggiungere ad una miseria pre-esistente.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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