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	<title>statistiche Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Dossier statistico Immigrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 08:07:48 +0000</pubDate>
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<p>Per la prima volta in calo gli immigrati in Italia.</p>



<p><br>Dopo 20 anni di crescita ininterrotta, anche a causa della pandemia si registra una<br>diminuzione della presenza straniera, che non compensa più il saldo demografico<br>naturale del Paese. Si riducono sia i residenti che la forza lavoro, il cui tasso di<br>occupazione diventa inferiore a quello degli italiani.</p>



<p><br>Anticipazione del 31° Dossier Statistico Immigrazione a cura di IDOS,<br>in collaborazione con Confronti e Istituto di Studi Politici “S. Pio V”<br><br>L’Italia, in declino demografico da almeno sei anni, nel 2020 registra, per la prima volta da 20 anni<br>a questa parte, anche il calo più alto della popolazione straniera. In un solo anno il Paese perde in<br>tutto quasi 200mila abitanti e i residenti stranieri diminuiscono di 26.422 unità (-0,5%),<br>attestandosi su 5.013.215. Sembrano quindi superati i tempi in cui la popolazione straniera residente<br>compensava i saldi naturali negativi degli italiani.<br>Il calo dei residenti stranieri è l’esito di diverse voci del bilancio demografico del 2020: iscrizioni<br>all’anagrafe di stranieri arrivati direttamente dall’estero, cancellazioni di stranieri che hanno lasciato<br>l’Italia per l’estero, cancellazioni effettuate d’ufficio per irreperibilità o perdita dei requisiti,<br>acquisizioni di cittadinanza italiana da parte di stranieri, nascite e decessi registrati nell’anno.<br>A causa delle chiusure dovute alle misure di contenimento della pandemia, le iscrizioni dall’estero<br>(177.304) di residenti stranieri calano di un terzo (-33,0%) rispetto al 2019 e di poco meno (-30,6%)<br>rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Quasi dimezzati anche gli stranieri cancellati per l’estero<br>(29.682): il 48,4% in meno del 2019. La differenza tra stranieri iscritti dall’estero e stranieri<br>cancellati per l’estero (saldo migratorio estero) è quindi positiva (+147.622), ma più bassa di circa<br>58mila unità rispetto al 2019.<br>Guardando alla differenza tra nati e morti, l’Italia registra, anche a causa della pandemia, un<br>incremento della mortalità che porta a un saldo naturale della popolazione totale negativo per<br>342.042 unità: la componente italiana perde, tra nati e morti, 392.108 persone, mentre quella straniera,<br>grazie alle nascite, aumenta di 50.066. Gli stranieri, per la loro più giovane età, hanno patito meno gli<br>effetti letali della pandemia ma, nonostante ciò, la loro mortalità è cresciuta in un anno del 25,5%<br>(1.892 decessi in più del 2019) e registra l’incremento maggiore nel Nord-Ovest (+36,0%), più<br>colpito dalla diffusione del virus.<br>Seppure il saldo migratorio estero e quello naturale siano anche nel 2020 di segno positivo, i residenti<br>stranieri calano a causa di 118.949 cancellazioni d’ufficio per “altri motivi” (irreperibilità o scadenza<br>del permesso di soggiorno) e di 133mila stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana.<br>Nel caso dei cittadini non comunitari, al blocco delle frontiere si è aggiunto il rallentamento nella<br>gestione delle pratiche amministrative: solo con il rilascio del permesso di soggiorno, infatti, è<br>possibile l’iscrizione anagrafica, che oltretutto avviene dopo una presenza in Italia di una certa durata.<br>Da tutti questi elementi scaturisce la diminuzione registrata nel 2020. In 20 anni, solo nel 2015 e nel<br>2016 si erano registrati lievi cali (rispettivamente -4.203 e -12.409), ma decisamente più bassi e rilevati a posteriori dall’Istat (revisione post censuaria). Invece, il calo del 2020 è il più alto mai avuto<br>e, al netto delle acquisizioni di cittadinanza italiana e delle cancellazioni d’ufficio, è riconducibile<br>alla pandemia (salvo aggiornamenti che l’Istat comunicherà a fine 2021 con i dati definitivi).<br>Nel mercato del lavoro, la pandemia ha prodotto un eccezionale calo dell’occupazione complessiva<br>(in tutto 456mila lavoratori in meno: -2,0%) e, parallelamente, una forte riduzione della<br>disoccupazione (-271mila: -10,5%). Due fenomeni in apparenza contrastanti, ma da leggere insieme<br>all’aumento dell’inattività (ossia di chi non ha e non cerca lavoro): pandemia, restrizioni per il<br>contrasto della diffusione del virus e chiusura di molte attività durante i lockdown, hanno fortemente<br>scoraggiato la ricerca del lavoro anche tra gli stranieri.<br>Il numero degli occupati stranieri, in continua crescita dal 2004, nel 2020 si riduce del 6,4% (-<br>1,4% per gli italiani), la disoccupazione del 12,4% (-10,1% per gli autoctoni), mentre l’inattività<br>cresce del 16,2% (+3,1% per gli italiani). Gli occupati stranieri scendono così a 2.346.000, con una<br>perdita di 159.000 unità (erano 2.505.000 nel 2019). Ciò nonostante, a causa della consistente perdita<br>di occupazione anche tra gli italiani, non cala l’incidenza degli stranieri sul totale (10,2%).<br>Se nel 2004 il tasso di inattività degli stranieri era più basso di 12 punti percentuali rispetto agli<br>italiani, dopo 14 anni il gap si è ridotto a soli 2 punti. E così, per la prima volta nella storia<br>dell’immigrazione in Italia, il tasso di occupazione degli stranieri si attesta su un livello inferiore a<br>quello dei cittadini italiani (57,3% rispetto a 58,2%), essendo diminuito tra i primi in misura molto<br>più intensa (-3,7 contro -0,6 punti percentuali).</p>



<p></p>



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<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Presentazione nazionale del Dossier statistico immigrazione 2021" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/u_3TtxtVrzQ?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Dossier statistico immigrazione 2021" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Cb7rVugGx3Y?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>19ma edizione Rapporto Immigrazione sull&#8217;immigrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2020 07:45:32 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="620" height="422" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/rapportocaritasmigrantes2020.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14701" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/rapportocaritasmigrantes2020.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/rapportocaritasmigrantes2020-300x204.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>È stato presentato il 09 ottobre in diretta streaming il <a href="https://inmigration.caritas.it/schede/RICM_2020_Finale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Rapporto Immigrazione 2020 di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes</strong></a>. </p>



<p>La 19ma  edizione del Rapporto ha come titolo “conoscere per comprendere”, una delle coppie di verbi indicata da Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Dopo un’analisi del <strong>contesto internazionale</strong>, indaga gli aspetti principali dell’immigrazione in Italia, come <strong>demografia, presenze, lavoro, scuola, economia, salute, giustizia, integrazione e appartenenza religiosa</strong>. A dati e all’analisi di ogni tema, si accompagnano anche diverse <strong>raccomandazioni</strong>. Su <a href="http://www.inmigration.caritas.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.inmigration.caritas.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e <a href="http://www.migrantes.it/rapportoimmigrazione2020?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.migrantes.it/rapportoimmigrazione2020?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>  sono disponibili i principali dati nazionali e le schede territoriali.</p>



<p><br> “Questa edizione del Rapporto Immigrazione – scrivono gli autori del Rapporto – si colloca in un contesto che riesce solo parzialmente a fotografare gli effetti della pandemia sulla mobilità umana.  Gli spunti che sono emersi dai dati relativi al 2019 sono comunque ricchi di stimoli e di tendenze, che possiamo esaminare in relazione ai diversi ambiti trattati dal Rapporto, compendiandoli con i risultati di vari monitoraggi nel frattempo realizzati dalle nostre reti per stimare proprio l’<strong>impatto del Covid in differenti ambiti</strong>: la povertà, il lavoro, la scuola, la salute dei migranti e delle persone fragili”. Caritas e Migrantes prendono inoltre atto, “con viva soddisfazione”, del recente via libera (6.10.2020), del Consiglio dei Ministri al decreto legge contenente<strong> disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare</strong>, contenente modifiche dei c.d. decreti sicurezza (d.l. 113/2018 e 53/3019), convertiti in l. n. 132/2018 e 138/2019 . “Molte delle raccomandazioni contenute nel Rapporto hanno sottolineato, nei vari temi affrontati, l’<strong>importanza di favorire i percorsi di regolarità</strong> dei cittadini migranti nel nostro Paese, attraverso un ampio riconoscimento della convertibilità in motivi lavorativi del permesso di soggiorno detenuto ad altro titolo, al fine di invertire la tendenza all’approccio securitario da un lato, o assistenzialistico dall’altro, adottando definitivamente una strategia di potenziamento dei percorsi di integrazione, che contemplasse la promozione di interventi normativi volti a sostenere la presenza e l’inserimento socio-economico dei cittadini stranieri. Auspichiamo dunque – concludono – che i decisori politici proseguano in questo percorso di legalità e integrazione, sostenendolo oltre che con l’importante processo di <strong>revisione delle norme</strong>, anche con <strong>politiche attive di supporto</strong>”.   </p>



<p>Scarica<a href="https://inmigration.caritas.it/schede/RICM_2020_Finale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>XXIX Rapporto Immigrazione 2020 CARITAS E MIGRANTES “Conoscere per comprendere” (Versione integrale)</strong></a></p>



<p><strong><a href="https://inmigration.caritas.it/schede/sintesi_XXIX_RICM.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">XXIX Rapporto Immigrazione 2020 CARITAS E MIGRANTES “Conoscere per comprendere” (Sintesi) </a></strong></p>



<p></p>
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		<title>Le comunità migranti in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 08:40:43 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="690" height="362" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/Stranieri-690x362-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/Stranieri-690x362-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 690w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/Stranieri-690x362-1-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></figure></div>



<p>Ottava edizione dei Rapporti “Le comunità migranti in Italia”, curati annualmente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Anpal, che illustrano le caratteristiche e i processi di integrazione di ciascuna delle 16 principali comunità migranti presenti in Italia (albanese, bangladese, cinese, ecuadoriana, egiziana, filippina, indiana, marocchina, moldava, nigeriana, pakistana, peruviana, senegalese, srilankese, tunisina e ucraina). All’analisi degli aspetti socio-demografici si affianca  un focus sull’inclusione finanziaria.</p>



<p>Tra i temi trattati nei Rapporti ci sono: i minori e le nuove generazioni, il mondo della scuola, il mondo del lavoro, l’imprenditoria, il welfare, la cittadinanza, le rimesse.</p>



<p>Potete leggere i Rapporti sulle comunità migranti, cliccando sul nome del Paese di origine:</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Albania_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Albania</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Bangladesh_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bangladesh</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Cina_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cina</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/Approfondimenti/Documents/RC2018/ES_Ecuador_2018_DEF.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecuador</a></td></tr><tr><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Egitto_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Egitto</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Filippine_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filippine</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20India_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">India</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Marocco_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marocco</a></td></tr><tr><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Moldova_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moldova</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Nigeria_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nigeria</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Pakistan_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pakistan</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Per%C3%B9_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perù</a></td></tr><tr><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Senegal_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Senegal</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Sri%20Lanka_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sri Lanka</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Tunisia_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tunisia</a></td><td><a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Areetematiche/PaesiComunitari-e-associazioniMigranti/Documents/Rapporti%20Comunit%C3%A0%202019/RC%20Ucraina_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ucraina</a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Chiese cristiane perseguitate in Cina</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 10:26:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Sabrina Wu La Chiesa di Dio Onnipotente è una nuova chiesa cristiana in Cina, è stata fondata nel 1991, ed è sempre stata perseguitata dal PCC. Nel 2019, il governo del PCC continua&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Sabrina Wu</p>



<p>La Chiesa di Dio Onnipotente è una nuova chiesa cristiana in Cina, è stata fondata nel 1991, ed è sempre stata perseguitata dal PCC. Nel 2019, il governo del PCC continua a bandire tutte le religioni, la persecuzione contro la Chiesa di Dio Onnipotente è stata sempre più grave. La Chiesa redige questo rapporto annuale 2019 in base a più di 30.000 casi con documentazioni e testimonianze dei cristiani perseguitati dal PCC.</p>



<p></p>



<p>Secondo statistiche incomplete, almeno 32,815 cristiani di questa Chiesa sono stati perseguitati direttamente solo a causa delle attività legittime della fede, come credere in Dio, diffondere il vangelo ecc. Tra di loro, 6132 persone sono state arrestate, 3824 persone hanno subito torture o sono state costrette a fare il lavaggio del cervello, almeno 19  sono state torturate a morte. Poiché il PCC arresta e perseguita i cristiani in segreto , tante informazioni sono già state bloccate e questi sono solo una parte dei dati della vera persecuzione.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/cina-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13614" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/cina-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/cina-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/cina-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/cina-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/cina-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/cina-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/cina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il rapporto ha anche enumerato sette caratteristiche principali della persecuzione della Chiesa da parte del PCC, tra cui metodi ad alta tecnologia per rintracciare e monitorare i cristiani della Chiesa di Dio Onnipotente, per poi eseguire l&#8217;arresto. Ad esempio provincia di Shandong:  nel 2019 dopo che le autorità di Shandong hanno utilizzato telecamere di videosorveglianza ad alta definizione per monitorare e pedinare i cristiani, hanno eseguito almeno quasi 100 arresti in tutta la provincia, almeno 924 cristiani trasferiti in prigione, rappresentando il 64,3% dei cristiani arrestati (1438) della Chiesa di Dio Onnipotente nella provincia.</p>



<p>Nel 2019 il numero dei condannati e incarcerati è aumentato drammaticamente. Fino ad oggi, 1355 cristiani sono stati condannati in prigione, più del doppio del numero nel 2018. Tra queste persone, sessantaquattro sono stati condannate a 7 anni o più, 3 sono condannati a 12 anni. Questi individui, inoltre, vengono sottoposti  ogni giorno a 12 &#8211; 20 ore di intenso lavoro di schiavitù non retribuita, causando sofferenza o invalidità a molti di loro. Almeno cinque persone sono morte a causa di abusi in prigione.</p>



<p>Nel 2019, il PCC continua a far pressione sui governi dei paesi democratici, approfitta di persone che sono in rapporto con il PCC a svolgere false manifestazioni, tentando di estradare i cristiani di CDO fuggiti all’estero.</p>



<p>Per tutte le persone e le organizzazioni che seguono la persecuzione religiosa e la situazione dei diritti umani in Cina, questo rapporto offre i dettagliati e reali dati e fatti delle persecuzioni, aiutandole a comprendere le persecuzioni inumane dei cristiani cinesi che stanno soffrendo e i crimini commessi dal governo cosiddetto “grande, glorioso, giusto”.</p>



<p>In Cina la situazione delle religioni e di quasi quattro milioni di cristiani della Chiesa continuano a peggiorare, sono in crisi; pubblichiamo apertamente i fatti per fare sì che tutti conoscano la situazione presente che la Chiesa di CDO sta subendo e la situazione dei diritti umani di tutti i cristiani. Per leggere il rapporto annuale 2019, fai clic sul seguente link: <a rel="noreferrer noopener" href="https://en.godfootsteps.org/news/annual-report-2019.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://en.godfootsteps.org/news/annual-report-2019.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br><br></p>
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		<title>Rapporto OXFAM: cresce il divario tra ricchi e poveri</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2019 07:52:26 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12050" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2272" height="1704" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2272w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2272px) 100vw, 2272px" /></a></p>
<p>Nel 2018: 26 ultramiliardari possedevano la stessa ricchezza della metà più povera del pianeta. A dirlo è il nuovo <span lang="zxx"><a href="https://www.oxfam.org/en/pressroom/pressreleases/2019-01-18/billionaire-fortunes-grew-25-billion-day-last-year-poorest-saw?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">rapporto Oxfam 2019</a> </span>pubblicato alla vigilia del meeting annuale del <span lang="zxx"><a href="https://tg24.sky.it/economia/2019/01/19/davos-2019-temi-ospiti.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">Forum economico mondiale di Davos</a></span>. Anche l&#8217;Italia è in linea con i dati globali: il 20% più ricco dei nostri connazionali possedeva, nello stesso periodo, circa il 72% dell&#8217;intera ricchezza nazionale. L&#8217;aumento della povertà estrema, secondo Oxfam, colpisce, prima di tutto, i contesti più vulnerabili del nostro pianeta, uno su tutti l&#8217;Africa subsahariana.</p>
<p>Il sistema fiscale: pesa di più sulle categorie più povere della società tassando i redditi da lavoro e consumo. Le imposte sul patrimonio, come quelle immobiliari, fondiarie o di successione hanno subito, infatti, una riduzione &#8211; o sono state eliminato del tutto &#8211; in molti paesi ricchi e vengono a malapena rese operanti nei paesi in via di sviluppo. L&#8217;imposizione fiscale a carico dei percettori di redditi più elevati e delle grandi imprese si è significativamente ridotta negli ultimi decenni. Secondo l&#8217;Oxfam, se I&#8217;1% dei più ricchi pagasse appena lo 0,5% in più in imposte sul proprio patrimonio, si avrebbero risorse sufficienti per mandare a scuola 262 milioni di bambini e salvare la vita a 100 milioni di persone nel prossimo decennio.</p>
<p>Un tema importante affontato nel Rapporto Oxfam riguarda la disuguaglianza di genere. A livello globale, infatti, gli uomini possiedono oggi il 50% in più della ricchezza netta delle donne e controllano oltre l&#8217;86% delle aziende. Il divario retributivo di genere è pari al 23% in favore degli uomini. In più, in questo dato non si tiene conto del contributo gratuito delle donne al lavoro di cura. &#8221;Le persone in tutto il mondo sono arrabbiate e frustrate – spiega Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia &#8211; Ma i governi possono apportare cambiamenti reali per la vita delle persone assicurandosi che le grandi aziende e le persone più ricche paghino la loro giusta quota di tasse, e che il ricavato venga investito in sistemi sanitari e di istruzione a cui tutti i cittadini possano accedere gratuitamente. A cominciare dai milioni di donne e ragazze che ne sono tagliate fuori. I governi possono ancora costruire un futuro migliore per tutti, non solo per pochi privilegiati. È una loro responsabilità&#8221;.</p>
<p>A livello globale, i servizi sanitari sono sistematicamente sottofinanziati o esternalizzati ad attori privati. La conseguenza è che i più poveri rischiano di venirne spesso esclusi. In molti Paesi una sanità di qualità sono diventate un lusso che solo i più ricchi possono permettersi. Ogni giorno 10 mila persone nel mondo muoiono perché non possono permettersi le cure mediche. Uguale situazione per quanto riguarda l&#8217;istruzione.</p>
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		<title>Dossier statistico Immigrazione 2018: oltre le mistificazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2018 07:48:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; di Alessandra Montesanto Sono 5.1 milioni gli straneri che risiedono in Italia alla fine del 2017: l’8% della popolazione totale. Più della metà dei residenti stranieri in Italia provengono da paesi europei&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11584" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2539" height="1240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 2539w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1-300x147.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1-768x375.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1-1024x500.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2539px) 100vw, 2539px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Sono 5.1 milioni gli straneri che risiedono in Italia alla fine del 2017: l’8% della popolazione totale. Più della metà dei residenti stranieri in Italia provengono da paesi europei mentre solo un quinto del totale viene dall’Africa. Questi dati sono del Centro Studi e Ricerche IDOS che, in partenariato con il centro studi Confronti e con la collaborazione dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ha redatto, grazie anche al sostegno dei fondi Otto per Mille della Tavola Valdese, il Dossier Statistico Immigrazione 2018, presentato il 25 ottobre in varie città d’Italia</p>
<p>Le vittime dei naufragi nel Mar Mediterraneo nei primi nove mesi di quest&#8217; anno sono 1.733 secondo le stime dell’Oim, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, e il Dossier spiega chiaramente come ciò sia accaduto dopo gli accordi stipulati tra Italia e Libia nel 2017; secondo i famigerati accordi, l&#8217;Italia fornisce le risorse economiche che permettono alla Libia di fermare chi, in mancanza di adeguati corridori umanitari, tenta la via del mare.</p>
<p>Il Dossier espone dati chiaramente contrari ai presupposti della teoria dell’invasione: il maggior numero di migranti risiede in Europa (83,8 milioni), ma viene sottolineato che in Europa si parla di migrazioni interne nei due terzi dei casi. Inoltre, a fronte di 68,5 milioni di migranti forzati al mondo, i paesi con i più alti numeri di rifugiati accolti sono la Turchia (3,5 milioni), il Pakistan (1,4 milioni), l’Uganda (1.350mila), il Libano (1 milione) e l’Iran (970mila).</p>
<p>Per quanto riguarda i richiedenti asilo: l’Italia ospita circa 354mila persone, meno di Germania (1,4 milioni) e Francia (400 mila). Mettendo in rapporto il numero di rifugiati e richiedenti asilo con il totale della popolazione del paese ospitante viene rivelato come in Europa così come in Italia essi costituiscano lo 0,6%. In Libano, per fare un paragone, si calcola un rifugiato ogni 6 abitanti. Altro che slogan e propaganda, qui sono le ricerche sul campo a parlare.</p>
<p>Un altro tema importante è quello del lavoro: due terzi degli occupati stranieri in Italia si dedicano a lavori spesso precari e potenzialmente pericolosi, lavori per i quali più di un terzo degli stranieri lavoratori è sottostimato perchè , in realtà, possiede un grado di istruzione più qualificante; le imprese gestite da migranti in Italia sono quasi 590.000.</p>
<p>Il 10% degli alunni nelle scuole è straniero o di nuova generazione, sempre contro ogni mistificazione.</p>
<p>Infine non dimentichiamo che nel 2017 gli immigrati hanno inviato circa 5.075.116 migliaia di euro di rimesse ai propri Paesi d&#8217;origine.</p>
<p>Dunque, gli stranieri sono una risorsa per il nostro Paese sempre più retrogrado e ignorante. E saranno gli stranieri a salvarlo con il loro impegno, con la loro fatica, con la loro forza, con i loro valori.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Africa e migrazioni: dati alla mano</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 07:22:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Veronica Tedeschi 138. 296, il numero aggiornato al 6 ottobre degli arrivi via mare nel 2017 . L’Italia si trova in testa con 106.459 persone arrivate alle sue coste, seguita da Grecia&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><b> </b></span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Veronica Tedeschi</p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-9531 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="436" height="263" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 819w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/1-300x181.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/1-768x462.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9533" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="889" height="460" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 889w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/2-300x155.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/2-768x397.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 889px) 100vw, 889px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;">138. 296, il numero aggiornato al 6 ottobre degli arrivi via mare nel 2017 . L’Italia si trova in testa con 106.459 persone arrivate alle sue coste, seguita da Grecia e Spagna.</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/3.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9534" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/3.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="502" height="257" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/3.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 901w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/3-300x153.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/3-768x392.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">Analizzando le nazionalità dei migranti sbarcati sulle coste europee, troviamo l’Africa in diverse “posizioni di prestigio”, a partire dalla prima e seconda posizione con Nigeria e Guinea. Per continuare con Costa d’Avorio, Gambia, Mali, Eritrea, Senegal e Marocco.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">La Nigeria, ancora piegata dai terroristi di Boko Haram, costringe i suoi civili a scappare oltre il lago Chad. Questa situazione di difficile risoluzione porta, inoltre, molte persone a diventare apolidi a causa dei continui spostamenti. È interessante fare un focus anche sui rifugiati presenti in questi paesi, in Nigeria sono circa 1.523 e qui di seguito possiamo vedere le loro nazionalità:</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9535" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="556" height="292" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 875w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/4-300x158.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/4-768x404.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 556px) 100vw, 556px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;">La Guinea, in seconda posizione, nel 2017 ha accolto circa 5.192 rifugiati, quasi tutti provenienti dalla Costa d’Avorio.</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9536" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="503" height="262" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 881w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/5-300x157.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/5-768x401.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 503px) 100vw, 503px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">L’attuale approccio globale ad una normale situazione migratoria come quella di questi anni non è adeguato e la crescente instabilità nel nord Africa rende più complicata la gestione del fenomeno. Tentare di eliminare la migrazione illegale è impossibile, la soluzione efficace potrebbe svilupparsi da un lato eliminando i così detti “scafisti”, e dall’altro agendo sui Governi locali. Le domande da fare per una gestione ottimale della migrazione dovrebbero, quindi, essere: “Da dove scappi? Perchè sei qui?”.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><i>Tutti i dati presenti in questo articolo provengono dal sito <a href="http://www.unhcr.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.unhcr.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </i></span></p>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2016 09:18:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani è stata invitata a tenere una lezione sul tema delle MIGRAZIONI. Ringrazia molto il COE, gli insegnanti e gli studenti della scuola media di Caronno Pertusella per l&#8217;invito. E&#8217;&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8lth3-0-0"><span data-offset-key="8lth3-0-0"><span data-text="true">L&#8217;Associazione per i Diritti umani è stata invitata a tenere una lezione sul tema delle MIGRAZIONI. </span></span></div>
</div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4cnkv-0-0"><span data-offset-key="4cnkv-0-0"><span data-text="true">Ringrazia molto il COE, gli insegnanti e gli studenti della scuola media di Caronno Pertusella per l&#8217;invito. E&#8217; stata davvero una bella mattinata!</span></span></div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4cnkv-0-0"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-210.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5311" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5311" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-210.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (210)" width="837" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-210.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 837w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-210-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-210-768x461.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 837px) 100vw, 837px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-209.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5312" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5312" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-209.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (209)" width="837" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-209.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 837w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-209-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-209-768x461.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 837px) 100vw, 837px" /></a></div>
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