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	<title>Stazione centrale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Stazione centrale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Migranti, maxi blitz in stazione Centrale a Milano: a decine identificati e portati in questura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2017 07:50:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da Repubblica.it) &#160; Imponente operazione delle forze dell&#8217;ordine davanti alla stazione Centrale di Milano, dove un paio di settimane fa decine di immigrati hanno circondato i militari dell&#8217;operazione &#8216;Strade sicure&#8217; e i carabinieri arrivati&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8629" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a>(da Repubblica.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Imponente operazione delle forze dell&#8217;ordine davanti alla stazione Centrale di Milano, dove un paio di settimane fa decine di immigrati hanno circondato i militari dell&#8217;operazione &#8216;Strade sicure&#8217; e i carabinieri arrivati in loro aiuto. Gli ingressi della Stazione centrale sono stati quasi tutti chiusi, tranne quelli laterali presidiati dalla polizia. Decine di persone, la maggior parte extracomunitari, sono stati identificati dalle forze dell&#8217;ordine, fatti salire sui pullman e accompagnati in questura. Sul posto, al termine del blitz, sono arrivati i mezzi Amsa della nettezza urbana, che hanno sgomberato la piazza da valigie, masserizie e sacchi usati da chi dorme o staziona nei giardini. Il blitz disposto dal questore Marcello Cardona si è concluso con l&#8217;accompagnamento di 52 cittadini stranieri all&#8217;Ufficio immigrazione della questura, hanno fatto sapere in serata le forze dell&#8217;ordine. Alcuni dei cittadini stranieri controllati hanno scoperto lì di aver ottenuto l&#8217;ok della Commissione al rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.</p>
<p>In piazza Duca d&#8217;Aosta, anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha assistito alle operazioni: &#8220;Finalmente &#8211; è stato il suo commento &#8211; un bel blitz con elicotteri e cavalli. Finalmente, grazie a Dio, alla polizia, ai carabinieri, pulizia di questa gente non c&#8217;è bisogno. Vengano identificati quei personaggetti ed eventualmente perseguiti quelli che tutti giorni infestazione la stazione Centrale e Roma Termini&#8221;. Tutto il centrodestra ha elogiato l&#8217;operazione: &#8220;Spero che il blitz di oggi sia solo il primo di una lunga serie&#8221;, sono state le parole di Mariastella Gelmini per Forza Italia.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8628" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="990" height="660" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 990w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcune delle persone identificate sono state fatte salire sui mezzi della polizia posizionati lungo la piazza dopo essere stati perquisiti e invitati a liberarsi di oggetti come forbici, accendini e coltellini. La situazione in piazza è rimasta tesa a lungo, ma sotto controllo. Molti i curiosi che si sono fermati a scattare fotografie. Su piazzale Duca d&#8217;Aosta, anche un elicottero della polizia. Le unità cinofile hanno controllato i giardinetti dove stazionano quotidianamente gli immigrati ma anche molti senzatetto, e lì è arrivata anche la polizia a cavallo. E&#8217; stato inoltre chiuso l&#8217;accesso alla metropolitana da piazza Duca d&#8217;Aosta ma la fermata Centrale è rimasta regolarmente aperta, liberi infatti gli altri ingressi.</p>
<p>La seduta del consiglio comunale nel pomeriggio si è chiusa in anticipo: la proposta del centrodestra di interrompere l&#8217;assemblea e rinviare la discussione a giovedì è stata accolta dalla maggioranza. &#8220;Spero che non ci sia un giudice che li fa uscire dopo 12 ore &#8211; ha detto Salvini arrivato in consiglio dopo aver filmato l&#8217;operazione della polizia &#8211; perché i reati di spaccio sono a cielo aperto e documentati da tutti. Speriamo che la stazione Centrale torni ad essere a disposizione dei milanesi&#8221;. E&#8217; stata l&#8217;assessora comunale alla Sicurezza Carmela Rozza a spiegare come da tempo il Comune di Milano abbia chiesto a prefettura e questura &#8220;una massiccia campagna di identificazione di coloro che stazionano in tutta l&#8217;area e intorno all&#8217;hub di via Sammartini. Purtroppo queste identificazioni non possono essere svolte dalla polizia locale. Speriamo che non sia un blitz episodico &#8211; ha detto Rozza &#8211; ma che questa attenzione, anche in forma minore, continui con costanza nel tempo&#8221;.<br />
&#8220;Un grazie convinto al questore di Milano per l&#8217;operazione sicurezza di oggi, avanti così&#8221;, ha scritto il governatore Roberto Maroni su Facebook. Ma sempre su Fb, l&#8217;assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha commentato: &#8220;Mi piacerebbe capire che tipo di risultati portano azioni simili. Mi convince di più la cultura degli interventi mirati, continuativi e condotti nel silenzio, ma non sono un poliziotto. Vedremo quelli che saranno i risultati effettivi di un&#8217;opera simile. L&#8217;accertamento delle condizioni e dello status dei richiedenti asilo deve accompagnarsi, sempre, con il rispetto dei diritti umani&#8221;, ha concluso.</p>
<p>Fuori dalla questura di Milano, in via Fatebenefratelli, una trentina di attivisti si poi ritrovati per protestare contro il blitz e i controlli a tappeto. &#8220;Hanno deportato decine di persone in stazione Centrale, negando loro assistenza legale: ecco i primi effetti della legge Minniti-Olando&#8221;, hanno denunciato i manifestanti, appartenenti a diverse realtà antirazziste cittadine fra cui Milano senza frontiere, Milano Zona 8 solidale e il centro sociale Cantiere. I manifestanti hanno chiesto &#8220;il rilascio dei migranti prelevati dalla stazione Centrale&#8221; e &#8220;un intervento anche da parte del Comune e dell&#8217;assessore Majorino, perché l&#8217;antirazzismo delle istituzioni non si esprima solo a parole. A Milano non possiamo vedere scene degne dei rastrellamenti nazifascisti, migranti messi sui camion come bestiame&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="item-caption">
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		<title>I bimbi siriani in fuga dalla guerra tra i passeggeri in stazione a Milano. Famiglie arrivate in Sicilia e dirette in Svezia.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/10/22/i-bimbi-siriani-in-fuga-dalla-guerra/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 04:38:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato sul Corriere della Sera il 27 settembre 2013 Riportiamo questo reportage perchè, oggi ancora di più, il tema dei richiedenti asilo e dell&#8217;immigrazione deve essere al centro delle riflessioni politiche e sociali. E&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/10/22/i-bimbi-siriani-in-fuga-dalla-guerra/">I bimbi siriani in fuga dalla guerra tra i passeggeri in stazione a Milano. Famiglie arrivate in Sicilia e dirette in Svezia.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<h1 class="western" style="font-weight: normal;">
<br /></h1>
<h1 class="western" style="font-weight: normal;">
Pubblicato<br />
sul Corriere della Sera il 27 settembre 2013</h1>
<div style="font-weight: normal;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Riportiamo<br />
questo reportage perchè, oggi ancora di più, il tema dei<br />
richiedenti asilo e dell&#8217;immigrazione deve essere al centro delle<br />
riflessioni politiche e sociali. E anche perchè una decina di<br />
siriani, a distanza di mesi,  è ancora  accampata alla Stazion<br />
Centrale di Milano in attesa di essere trasferita in un centro di<br />
accoglienza o che sia trovata qualche altra soluzione, magari<br />
migliore.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
anche deciso di pubblicare alcune fotografie di bambini siriani, nel<br />
loro Paese, prima della rivoluzione e della guerra: come augurio<br />
affinchè tornino a vivere in un clima sereno. (Le fotografie sono di<br />
Mariangela Possenti che ringraziamo per averle condivise con tutti<br />
noi)</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-2-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-2-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a>È tutto<br />
qui, in questo zaino di tela verde militare regalato dalla Croce<br />
Rossa e in una vecchia borsa portadocumenti. «Ogni altra cosa<br />
l&#8217;abbiamo venduta &#8211; dice la donna &#8211; orologi, anelli, collane. E così<br />
anche lei &#8211; indica la giovane che le siede accanto &#8211; ha tenuto<br />
soltanto questi», due bracciali d&#8217;oro. Il velo in testa, gli<br />
occhiali da sole, gli stessi vestiti da giorni, i mariti che parlano<br />
tra di loro e studiano come riprendere il viaggio, i bambini che<br />
giocano sull&#8217;erba stenta della stazione Centrale di Milano, una<br />
biondina si dondola sulla sbarra delle biciclette comunali: sono<br />
famiglie intere, e sono in fuga dalla Siria. Madri e padri trentenni,<br />
tre, quattro figli a coppia, a volte un genitore anziano. Sono<br />
sbarcati sulle coste siciliane, un po&#8217; di cibo e una coperta nei<br />
primi soccorsi, due notti nelle strutture d&#8217;emergenza e poi il treno<br />
da Catania a Milano, con l&#8217;idea di proseguire per il Nord. Magari la<br />
Svezia, sperano, che ha politiche di accoglienza per i profughi<br />
particolarmente generose. I soldi per il biglietto ce li hanno.<br />
Quest&#8217;uomo faceva l&#8217;idraulico, l&#8217;altro il commesso in un negozio.<br />
Gente semplice, dignitosa, con qualche risparmio. Scappati per le<br />
bombe, non per la miseria. I due gruppi qui nei giardinetti hanno<br />
cominciato il viaggio quasi un anno fa, quando era ancora possibile<br />
prendere un volo dalla Siria all&#8217;Egitto. Sono rimasti ad Alessandria<br />
finché non sono riusciti a imbarcarsi su uno degli scafi che<br />
attraversano il Mediterraneo, salvati da una nave cisterna,<br />
raccontano, e approdati a Siracusa. Milano è solo una tappa<br />
intermedia, da lasciare il prima possibile.</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/Bimbo-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/Bimbo-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Li<br />
vedi che si muovono come ombre, silenziosi e attenti: non<br />
vogliono essere identificati, in Sicilia hanno fatto resistenza agli<br />
agenti che prendevano le impronte digitali, in Lombardia evitano gli<br />
sportelli di aiuto che siano del Comune o della Caritas: vogliono<br />
solo ripartire. Chi ha raggiunto il Nord è informato e sa che<br />
chiedere asilo in Italia non è un buon affare, perché ai rifugiati<br />
il Paese offre poco e perché inoltrare la pratica qui, in base ai<br />
regolamenti europei, significa non poter varcare il confine.<br />Devono<br />
anche stare attenti ai truffatori. In stazione si è sparsa la voce<br />
dell&#8217;arrivo a frotte dei siriani, raccontano che uomini nordafricani<br />
offrono passaggi clandestini, si prestano a fare biglietti,<br />
approfittano delle difficoltà a esprimersi in un&#8217;altra lingua che<br />
non sia l&#8217;arabo per togliere a queste famiglie gli ultimi soldi<br />
rimasti. È uno dei motivi per cui Abdallah e i suoi amici si danno<br />
il cambio in piazza. «Appena posso lasciare il lavoro &#8211; fa il<br />
marmista &#8211; vengo a vedere se ci sono connazionali che hanno bisogno<br />
di aiuto». Latte per i piccoli, un cambio di biancheria, ma<br />
soprattutto un tetto.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Safwan<br />
Bari si è portato a casa due donne e sette bambini, che con i suoi<br />
fanno undici.<b> </b>«Chiedo<br />
scusa per l&#8217;odore &#8211; nel salotto l&#8217;aria è irrespirabile -: sono due<br />
settimane che non si tolgono scarpe e vestiti», hanno pianto, hanno<br />
vomitato per il mare grosso, questo ragazzino coi ricci neri seduto<br />
sul divano ha pure rischiato di cadere in acqua. È la mamma a<br />
raccontarlo, Safwan traduce. Sono fuggiti da Erbin, quartiere alla<br />
periferia di Damasco, dopo l&#8217;attacco dell&#8217;esercito di Assad con le<br />
armi chimiche. Hanno raggiunto Latakia, la cittadina portuale a Nord<br />
di Homs, e lì hanno pagato. «Cinquemila dollari per ogni adulto,<br />
2.500 per i bambini». Fanno 17.500, come ve li siete procurati? «Mio<br />
marito, commerciante d&#8217;automobili, li aveva messi da parte». Non<br />
abbastanza, però. Il resto viene da una colletta di amici e parenti,<br />
che si sono sacrificati perché almeno loro, i più giovani, si<br />
salvassero.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-3-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-3-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a>Gli<br />
scafisti «ci hanno detto che sarebbe stata una gita, che saremmo<br />
stati non più di settanta in una barca». E<br />
invece si sono ritrovati in 200, onde alte, acqua e cibo<br />
insufficienti, niente bagni, «i bambini si facevano la pipì<br />
addosso». Dieci giorni di sofferenza in mare fino a Lampedusa. Da<br />
lì, Catania e poi Milano. Hanno già fatto un primo tentativo di<br />
varcare la frontiera, vorrebbero arrivare in Germania, ma al Brennero<br />
la polizia austriaca li ha rimandati indietro. Adesso aspettano a<br />
casa di Safwan: «Sono siriano anche io &#8211; dice -, è il mio popolo,<br />
ma abbiamo bisogno di sostegno, da soli non ce la facciamo».<br />
Stanotte andrà a cercare un letto da un amico, per evitare alle<br />
donne l&#8217;imbarazzo di dividere l&#8217;alloggio con uno sconosciuto. Poi si<br />
vedrà.<br />Il centro di raccolta e di «smistamento» dei profughi è<br />
a poche centinaia di metri da casa sua, in un bar di Cologno Monzese<br />
ritrovo della comunità siriana a Nord di Milano. Ai tavolini sono<br />
tutti maschi e discutono di come affrontare l&#8217;emergenza. Non c&#8217;è<br />
posto per tutti, qualcuno dormirà in auto. S. M. per ora ha trovato<br />
ospitalità: 35 anni, rosso di barba e di capelli legati in una coda,<br />
una pallottola nel braccio sinistro sparata da un cecchino, nel suo<br />
quartiere alla periferia di Damasco aveva un negozio di scarpe, ma si<br />
dilettava anche di ritratti, ai matrimoni e alle feste. Quando è<br />
iniziata la rivolta, ha recuperato la macchina fotografica e racconta<br />
di essersi messo al servizio dei ribelli. Non vuole dire di aver<br />
combattuto, ma accetta di farsi scattare un&#8217;immagine, perché, dice<br />
«non ho paura, la mia faccia è già nell&#8217;album dei ricercati dalla<br />
polizia di Assad, mi hanno già bruciato casa e negozio, non ho<br />
famiglia, non ho più nulla». Per questo è fuggito. Lungo un<br />
percorso diverso, ma ugualmente costoso.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
macchina e a piedi ha raggiunto la frontiera con la Turchia.<br />
Di lì per arrivare a Istanbul ha pagato 2.500 dollari. Quindi un<br />
trafficante l&#8217;ha condotto sulla costa e imbarcato con altri cinque<br />
per un&#8217;isola greca, dove si è confuso tra i turisti e ha preso un<br />
traghetto per Atene. Altri 2.000 dollari per biglietto aereo e<br />
documenti falsi, tre imbarchi falliti, finché è riuscito a salire<br />
su un charter delle vacanze ed è atterrato ad Orio al Serio,<br />
Bergamo.
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<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="evid"></a>Ufficialmente,<br />
anche lui, qui in Italia non esiste.
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<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-4-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-4-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
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