<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Stefano Cucchi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/stefano-cucchi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/stefano-cucchi/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Wed, 24 Oct 2018 05:22:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Stefano Cucchi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/stefano-cucchi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Caso Cucchi, quando la verità vince sulla demagogia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/24/caso-cucchi-quando-la-verita-vince-sulla-demagogia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/24/caso-cucchi-quando-la-verita-vince-sulla-demagogia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2018 04:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[arma]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[demagogia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giudici]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Cucchi]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[opinionepubblica]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[poliziotti]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[reticenza]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Cucchi]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Sulla mia pelle]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11541</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani esprime solidarietà a Ilaria Cucchi e alla sua famiglia e condanna ogni tipo di minaccia e intimidazione. Pubblichiamo un articolo del Presidente dell&#8217;associazione Antigone, Patrizio Gonnella. Giustizia. La famiglia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/24/caso-cucchi-quando-la-verita-vince-sulla-demagogia/">Caso Cucchi, quando la verità vince sulla demagogia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione</strong></em> <strong><em>per i Diritti umani</em></strong> esprime solidarietà a Ilaria Cucchi e alla sua famiglia e condanna ogni tipo di minaccia e intimidazione.</p>
<p>Pubblichiamo un articolo del Presidente dell&#8217;associazione Antigone, Patrizio Gonnella.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Cucchi_Anselmo1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11542" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Cucchi_Anselmo1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Cucchi_Anselmo1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Cucchi_Anselmo1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Cucchi_Anselmo1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p><strong><em>Giustizia. La famiglia di Stefano Cucchi ha creduto fino in fondo nella legge, si è affidata ai giudici e alle istituzioni, si è mossa nel solco della legalità. Viceversa, coloro che hanno detto che per principio erano dalla parte dei carabinieri hanno manifestato una cultura che disprezza la legalità</em></strong></p>
<p><strong>di Patrizio Gonnella, il manifesto del 12 ottobre 2018</strong></p>
<p>Il processo per l’omicidio di Stefano Cucchi resterà nella storia della giustizia italiana. Una storia fatta di violenza istituzionale, di morte, di coperture, di silenzi, di indifferenza, di opacità ma allo stesso tempo di determinazione, di forza morale, di rottura del muro della reticenza. Verità processuale e verità storica si stanno lentamente approssimando nonostante le umiliazioni e le dichiarazioni di quei politici che hanno urlato nel tempo una verità dogmatica e stereotipata.</p>
<p>Oggi, di fronte alla confessione di uno dei carabinieri che ha ammesso le violenze sul corpo di Stefano, sanno di ridicolo e tragico quelle frasi che si sono sentite nell’etere e lette sui social. C’è chi disse: «É morto perché era anoressico» (Carlo Giovanardi), chi chiedeva alla famiglia di Stefano «dove era quando lui si drogava» (Maurizio Gasparri), chi affermava che Ilaria Cucchi «mi fa schifo» (Matteo Salvini). A nove anni dalla morte di Stefano Cucchi ci sono tre parole, di cui una composta, che vengono esaltate da questa storia: empatia, spirito di corpo, legalità.</p>
<p>Da alcune settimane il bellissimo film di Alessio Cremonini Sulla mia pelle, delicato ma rigoroso allo stesso tempo, sta riempiendo le sale cinematografiche, le piazze, le università. Gruppi di persone organizzano visioni comunitarie in luoghi pubblici e privati. Ragazzi e ragazze, anche molto giovani, vedono il film e restano senza parole, immedesimandosi in Stefano e in sua sorella Ilaria. L’empatia è un motore che ha una forza dirompente. Favorisce processi di indignazione. Ha la capacità di trasformarsi in valanga. Stefano Cucchi è sentito come un amico o un fratello nei licei, nelle università, nelle palestre e negli stadi. Ilaria è diventata una sorella di tutti quelli che vogliono giustizia, che credono che non si possa morire ammazzati, pestati a sangue, in una camera di sicurezza delle forze dell’ordine.</p>
<p>Non tutti però sono Stefano. Non tutte però sono Ilaria. Non sempre l’empatia porta a giustizia. In questo caso invece sta accadendo un fatto straordinario, ossia la giustizia (e ne siamo grati alla procura di Roma) si è messa al servizio delle vittime di tortura. Accade raramente. Anche perché spesso a vincere è lo spirito di corpo, primo nemico della verità. Ieri, con la confessione di uno dei carabinieri coinvolti nel pestaggio, si è definitivamente rotto lo spirito di corpo nell’Arma. I fatti di violenza o di tortura avvengono molto spesso in circostanze tali per cui gli unici testimoni possibili sono altri poliziotti o carabinieri. Solo se si rompe il vincolo di colleganza, tanto più quando la vittima del pestaggio muore, la verità storica potrà uscire fuori.</p>
<p>Ma affinché lo spirito di corpo si incrini ci vogliono messaggi inequivocabili di trasparenza da parte dei vertici delle forze di Polizia, ci vuole la rottura dell’indifferenza da parte dell’opinione pubblica (quell’indifferenza che ha fatto chiudere gli occhi a quei tanti funzionari che hanno fatto finta di non vedere il volto tumefatto di Stefano che stava morendo di dolore), ci vogliono sindacati di Polizia che caccino i loro iscritti infedeli alla Costituzione e alla divisa indossata, ci vogliono procuratori che non guardino in faccia nessuno, ci vogliono governanti e politici che non siano ambigui nei loro messaggi di legalità.</p>
<p>La terza parola è legalità. La legalità è una. É inammissibile una legalità doppia. Non esistono persone immuni dalla legge. La legge non è un totem, può ben essere criticata. La legalità comprende in sé la critica alla legalità. Una cosa però non è accettabile, ossia che la legalità sia mitizzata, esaltata e applicata a senso unico. Caserme di Polizia e carceri sono i luoghi dove più di altri dovrebbe essere rispettata la legge. Non si può nel nome della legge violarla impunemente.</p>
<p>La famiglia di Stefano Cucchi ha creduto fino in fondo nella legge, si è affidata ai giudici e alle istituzioni, si è mossa nel solco della legalità. Viceversa, coloro che hanno detto che per principio erano dalla parte dei carabinieri hanno manifestato una cultura che disprezza la legalità. La legalità si può criticare, ma è una sia per lor signori che per tutti gli altri.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/24/caso-cucchi-quando-la-verita-vince-sulla-demagogia/">Caso Cucchi, quando la verità vince sulla demagogia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/24/caso-cucchi-quando-la-verita-vince-sulla-demagogia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corriamo per Stefano Cucchi e la sua famiglia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/28/corriamo-per-stefano-cucchi-e-la-sua-famiglia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/28/corriamo-per-stefano-cucchi-e-la-sua-famiglia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2016 07:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[botte]]></category>
		<category><![CDATA[caso]]></category>
		<category><![CDATA[correre]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Cucchi]]></category>
		<category><![CDATA[marcia]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[memoriale]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[NOBavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[pestato]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[sorella]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Cucchi]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=7017</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche Associazione per i Diritti umani aderisce a questa iniziativa importante ! &#160; &#160; Domenica 2 ottobre al Parco degli Acquedotti corriamo per ricordare mio fratello Stefano, che il giorno prima avrebbe compiuto 38&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/28/corriamo-per-stefano-cucchi-e-la-sua-famiglia/">Corriamo per Stefano Cucchi e la sua famiglia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche <em>Associazione per i Diritti umani</em> aderisce a questa iniziativa importante !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232545_325879864424080_3186337288084657022_n-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7018" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7018" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232545_325879864424080_3186337288084657022_n-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="14232545_325879864424080_3186337288084657022_n (2)" width="960" height="360" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232545_325879864424080_3186337288084657022_n-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232545_325879864424080_3186337288084657022_n-2-300x113.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232545_325879864424080_3186337288084657022_n-2-768x288.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domenica 2 ottobre al Parco degli Acquedotti corriamo per ricordare mio fratello Stefano, che il giorno prima avrebbe compiuto 38 anni. Alle 10 del mattino ci troveremo per la seconda edizione del Memorial &#8216;Corri con Stefano&#8217;, un appuntamento sportivo che lo scorso anno ha visto la partecipazione di più di cinquecento persone. Quest&#8217;anno l&#8217;evento è ancora più importante e vede la collaborazione della Uisp Roma per la parte sportiva e di tante associazioni e movimenti che sono impegnate nella tutela dei diritti umani e civili, oltre che nella promozione di attività culturali e sociali rivolte ai soggetti più deboli&#8221;. Lo dichiara in una nota Ilaria Cucchi, sorella di Stefano il geometra morto all&#8217;ospedale Pertini una settimana dopo l&#8217;arresto. &#8220;A Buon Diritto, Amnesty International, Runners for Emergency, Antigone, Acad, Progetto Diritti, Baobab Exeperience, Officina culturale Via Libera, Cittadinanzattiva Onlus, Casetta Rossa, Cooperativa Diversamente, Cies Onlus, Liberi Nantes, Medu-Medici per i Diritti Umani, Pid Onlus, Rete #NoBavaglio e Associazione per i Diritti Umani &#8211; aggiunge &#8211; sono le associazioni e i movimenti che da subito hanno aderito all&#8217;appuntamento del 2 ottobre. Grazie a questa ricchezza civica, per tutta la giornata verranno allestiti diversi gazebo a comporre una &#8216;Piazza dei Diritti&#8217;. Durante il Memorial potremmo incontrarci di persona, ricordare Stefano, continuare a chiedere verità e giustizia, e tornare a farci sentire affinché l&#8217;Italia approvi una legge contro la tortura. Dopo l&#8217;evento sportivo della mattina, nel pomeriggio ci saranno incursioni culturali, artistiche e musicali, con la partecipazione, tra gli altri, del Muro del Canto, nonchè attività e laboratori per i più piccoli.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/28/corriamo-per-stefano-cucchi-e-la-sua-famiglia/">Corriamo per Stefano Cucchi e la sua famiglia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/28/corriamo-per-stefano-cucchi-e-la-sua-famiglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Meno male che è lunedì: il lavoro dentro e fuori dal carcere</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/11/04/meno-male-che-e-lunedi-il-lavoro-dentro/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/11/04/meno-male-che-e-lunedi-il-lavoro-dentro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 06:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[Dozza]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Cucchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/11/04/meno-male-che-e-lunedi-il-lavoro-dentro/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Meno male che è lunedì è il titolo del documentario del giornalista e regista Filippo Vendemmiati, già vincitore del Premio David di Donatello per il suo lavoro filmico sulla storia di Federico Aldrovandi, E&#8217;&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/11/04/meno-male-che-e-lunedi-il-lavoro-dentro/">Meno male che è lunedì: il lavoro dentro e fuori dal carcere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Meno<br />
male che è lunedì</i> è il<br />
titolo del documentario del giornalista e regista Filippo<br />
Vendemmiati, già vincitore del Premio David di Donatello per il suo<br />
lavoro filmico sulla storia di Federico Aldrovandi, <i>E&#8217;<br />
stato morto un ragazzo</i>.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Meno<br />
male che è lunedì </i>è<br />
stato presentato, con successo, all&#8217;ultima edizione del Festival di<br />
Roma. Girato nelle stanze del carcere di Bologna della Dozza, in<br />
presa diretta racconta la quotidianità dei detenuti che lavorano<br />
nella ex palestra dell&#8217;istituto di pena, ora trasformata in officina.<br />
I racconti intrecciano storie di vita passata con il presente e<br />
permette un&#8217;interessante riflessione sul valore della dignità e sul<br />
tema della giustizia.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
intervistato per voi Filippo Vendemmiati che ringraziamo tantissimo<br />
per la sua disponibilità.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ci<br />
racconta, brevemente, in cosa consiste il progetto “ L&#8217;Officina dei<br />
detenuti”?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
In<br />
estrema sintesi: tre aziende emiliane, leader nel settore degli<br />
imballaggi (medicinali, alimentari, sigarette) GD, Ima, Marchesini<br />
Group, hanno costituito una  società, la F.I.D. (Fare impresa in<br />
Dozza) che ha aperto un’officina all’interno del carcere della<br />
Dozza di Bologna, nel capannone dove prima c’era una palestra. Dopo<br />
un corso di formazione professionale sono stato assunti a tempo<br />
indeterminato  con contratto metalmeccanico di secondo livello 13<br />
detenuti che lavorano fianco a fianco con una decina di ex operai,<br />
altamente specializzati,  oggi in pensione, provenienti dalle tre<br />
stesse aziende che hanno promosso il progetto. Si lavora secondo il<br />
principio dell’isola di montaggio, le lavorazioni sono ad alto<br />
contenuto tecnologico. La F.I.D. non fa assistenza, tanto meno<br />
beneficienza. Ha un proprio bilancio a cui rispondere e produce<br />
utili. Una volta scontata la pena c’è l’impegno a riassumere i<br />
detenuti nell’indotto esterno del settore, è già avvenuto in<br />
quattro casi. I “detenuti liberati” sono reintegrati da altri che<br />
scontano la loro pena nel carcere della Dozza. In genere provengono<br />
tutti dal reparto penale, con pene definitive superiori a 5 anni.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quanto tempo ha seguito la quotidianità delle persone &#8211; libere e non<br />
– che vediamo nel film? E che tipo di relazioni si instaurano tra<br />
loro?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Siamo<br />
stati con troupe e telecamere circa un mese nel carcere della Dozza.<br />
4 settimane non consecutive per lasciare soprattutto a noi il tempo<br />
di assorbire e rielaborare emozioni e punti di vista molto potenti e<br />
coinvolgenti. Abbiamo tentato in tutti i modi di non essere invasivi,<br />
di non far pesare la nostra presenza. E’ stato molto meno difficile<br />
del previsto. La realtà dell’officina si è aperta come d’incanto<br />
e ci è parsa subito uno spazio di libertà. Il rapporto con tutor e<br />
detenuti è stato profondo e senza ostacoli tanto da farmi scattare<br />
subito una domanda, forse ambiziosa e presuntuosa, e che sta alla<br />
base del film. Mi sono chiesto: è possibile parlare di carcere come<br />
un luogo di vita, seppur temporaneamente reclusa, un luogo abitato da<br />
persone e non da reclusi? Persone che sognano, che parlano e<br />
scherzano tra loro, perché condividono l’appartenenza ad un<br />
progetto collettivo che li fa uscire dalle gabbie dell’individualismo<br />
in cui la segregazione li rinchiude?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217; stata<br />
anche l&#8217;occasione di ascoltare le loro storie: cosa sperano per il<br />
presente e per il futuro?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
parlato a lungo con i detenuti. Nello spogliatoio dell’officina,<br />
tra un caffè e una sigaretta durante i minuti di pausa, ci hanno<br />
parlato a lungo di loro stessi, ci hanno in alcuni casi consegnato i<br />
loro racconti scritti. Questo  è avvenuto con grande spontaneità,<br />
quasi naturalmente, senza che nessuno di noi glielo abbia mai chiesto<br />
direttamente. Ognuno di loro apre una  finestra diversa, sarebbe<br />
stato un  film nel film, o meglio un altro film. Perché in realtà<br />
ho scelto di non raccontare in modo approfondito la storia di ogni<br />
detenuto. Non mi interessavano i motivi e gli errori che li hanno<br />
portati in carcere. Come con grande realismo racconta un operaio: -Se<br />
sono qua, qualcosa avranno fatto, ma a me non interessa. Per me in<br />
officina sono dei colleghi e basta-. Il film ci racconta della<br />
dimensione umana delle persone, del rapporto che cresce attorno al<br />
lavoro e in parallelo al manufatto che mani sapienti insieme<br />
costruiscono. Qualcuno ha detto che questo film parla più di lavoro<br />
come valore che del carcere come luogo chiuso. L’uomo non è solo<br />
quello che ha commesso e se in carcere si entra colpevoli, a meno che<br />
non si sia vittime di errori giudiziari, si deve uscire innocenti.<br />
Questo prescrive la nostra costituzione e l’esempio virtuoso<br />
dell’officina dei detenuti indica che è possibile applicarla.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
avete vissuto l&#8217;esperienza della realizzazione del documentario e del<br />
festival ?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
sceneggiatura è nata dopo un lungo lavoro di selezione delle tante<br />
ore di materiale girato e durante il montaggio. Solo in questa fase<br />
mi sono reso conto anche della forza espressiva che un racconto così<br />
costruito avrebbe potuto avere. Durante le riprese non tutto era<br />
chiaro, avevamo forti emozioni e qualche idea, ma nulla di<br />
precostituito. Tutte le scene che compaiono nel film sono state<br />
riprese dal vivo, nessuna è stata preparata a tavolino. E quando<br />
qualcosa ci è sfuggito perché in quel momento eravamo disattenti o<br />
semplicemente altrove. Abbiamo scelto di non rifare, ci avrebbe<br />
rimesso la spontaneità del film. Il festival di Roma per noi tutti è<br />
stata una grande festa. Avevo personalmente promesso a Roberto, un<br />
detenuto oggi in permesso lavorativo esterno, di portarlo sul<br />
red-carpet.  Non ero stato molto convincente e non mi aveva creduto,<br />
ma in fondo allora non ci credevo neppure io. Portarlo al Festival di<br />
Roma insieme a  Fathim, a Mirko e ad una decina di operai, farli<br />
sfilare tutti insieme davanti a decine di fotografi, là dove passano<br />
le star del cinema, è stata una gioia indescrivibile. Noi in corteo,<br />
fischietti in bocca, dietro allo striscione Meno male è Lunedì, il<br />
titolo del film, eravamo lì a dire siamo gli evasi, quelli che<br />
evadono dai luoghi comuni per invitare tutti, anche il cinema, ad<br />
essere meno evasivo sui temi che attengono ai diritti umani e ai<br />
diritti delle persone.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
detenzione può e deve essere riabilitativa?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
risposta è scontata, ma io non voglio incorrere nell’errore di<br />
passare per uno esperto di problematiche carcerarie. C’è chi da<br />
anni se ne occupa, lavora duramente all’interno degli istituti di<br />
pena e si scontra quotidianamente con muri culturali, burocratici e<br />
legislativi. Io ho fatto solo un film e ho tentato di raccontare<br />
quello che ho visto. Posso solo dire che ho una formazione culturale,<br />
che non pretendo sia condivisa, che mi porta ad essere contrario<br />
all’ergastolo, alla “pena di morte viva”, sono contrario alle<br />
carceri e alle detenzioni speciali. Come diceva il cardinal Carlo<br />
Maria Martini una società civile non cerca pene alternative, ma<br />
alternative alle pene.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti Umani dedica questa intervista a Stefano Cucchi e alla sua famiglia.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/11/04/meno-male-che-e-lunedi-il-lavoro-dentro/">Meno male che è lunedì: il lavoro dentro e fuori dal carcere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/11/04/meno-male-che-e-lunedi-il-lavoro-dentro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caso di Stefano Cucchi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/06/11/il-caso-di-stefano-cucchi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/06/11/il-caso-di-stefano-cucchi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 03:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla vita]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[medico]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[prigione]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Cucchi]]></category>
		<category><![CDATA[tossicodipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/06/11/il-caso-di-stefano-cucchi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>“La morte di mio fratello non è un caso di malasanità: Stefano non sarebbe mai arrivato in ospedale se non fosse stato massacrato”. E i medici, “indegni di indossare il camice”, “hanno le loro&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/06/11/il-caso-di-stefano-cucchi/">Il caso di Stefano Cucchi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
“La<br />
morte di mio fratello non è un caso di malasanità: <strong>Stefano</strong><br />
non sarebbe mai arrivato in ospedale se non fosse stato massacrato”.<br />
E i medici, “indegni di indossare il camice”, “hanno le loro<br />
responsabilità, loro lo hanno lasciato morire”. Queste sono state<br />
le prime parole pronunciate da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, che<br />
si è sempre battuta per far emergere la verità sulla morte del<br />
fratello e che continuerà a farlo, anche dopo la sentenza di primo<br />
grado.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
ripercorriamo, brevemente, la vicenda, premettendo che, nella maggior<br />
parte dei casi, i poliziotti e i medici, in Italia, lavorano bene,<br />
proteggono, salvano, tutelano e curano i cittadini ma, qualche volta,<br />
si verificano delle eccezioni. Che fanno paura, che fanno rabbia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Stefano<br />
aveva 31 anni, era un geometra, appassionato di boxe. Ma soffriva<br />
anche di epilessia ed era tossicodipendente e, per questo, era stato<br />
in cura presso alcune comunità terapeutiche.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il 15<br />
ottobre 2009 viene trovato in possesso di 21 grammi di hashish e il<br />
giudice decide per la custodia cautelare. Una settimana dopo, Stefano<br />
Cucchi muore.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Al<br />
momento dell&#8217;arresto pesava 43 kg (per 176 cm di altezza) magro sì,<br />
ma in buone condizioni fisiche. Il giorno successivo, durante il<br />
processo &#8211; avvenuto per direttissima &#8211; il ragazzo presenta difficoltà<br />
a camminare e a parlare e ha evidenti ematomi agli occhi; ancora una<br />
volta, il giudice stabilisce, per lui, la custodia cautelare. Le<br />
condizioni di Stefano continuano a peggiorare: la visita presso<br />
l&#8217;ospedale Fatebenefratelli accerta lesioni ed ecchimosi alle gambe,<br />
la frattura di una mascella e alla colonna vertebrale e un&#8217;emorragia<br />
alla vescica: il 22 ottobre, Stefano muore all&#8217;ospedale Sandro<br />
Pertini.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cosa è<br />
successo dopo il decesso?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
personale carcerario nega di aver picchiato Stefano e sostiene che il<br />
ragazzo sia morto a causa della tossicodipendenza oppure per<br />
condizioni fisiche già precarie oppure ancora per aver rifiutato il<br />
ricovero al Fatebenefratelli; il sottosegretario di Stato, Carlo<br />
Giovanardi, insiste col dire che sia morto sempre per abuso di<br />
sostanze stupefacenti o per anoressia, aggiungendo anche che fosse<br />
sieropositivo (in seguito si è dovuto scusare con i familiari di<br />
Cucchi per queste sue dichiarazioni); i medici sostengono che il<br />
giovane rifiutava il cibo e le cure. Con le indagini preliminari si<br />
riesce a dimostrare che, a causare la morte, sarebbero stati i traumi<br />
causati dalla violenza subita in carcere e dall&#8217;ipoglicemia causata<br />
dal digiuno per la mancata assistenza sia da parte degli operatori<br />
sanitari sia da parte degli agenti penitenziari.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
indagini procedono, dal 2009 al 2013, e il 13 dicembre 2012 i periti<br />
incaricati anche dalla Corte stabiliscono che le lesioni riscontrate<br />
sul corpo del ragazzo potrebbero essere state causate da un pestaggio<br />
o da una caduta accidentale e che “non vi sono elementi che<br />
facciano propendere per l&#8217;una piuttosto che per l&#8217;altra dinamica<br />
lesiva”, nonostante le testimonianze di alcuni detenuti che fanno<br />
chiari riferimenti all&#8217;uso della violenza da parte dei secondini.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il 5<br />
giugno scorso, la III Corte d&#8217;Assise condanna in primo grado sei<br />
medici dell&#8217;ospedale Sandro Pertini a due anni di reclusione per<br />
omicidio colposo (con pena sospesa) e assolve sei persone, tra<br />
infermieri e guardie penitenziarie, per non aver commesso alcuna<br />
azione che abbia contribuito al decesso di Stefano Cucchi o, per<br />
dirla con precisione, per “mancanza di prove”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
lettura della sentenza ha suscitato lo sdegno da parte del pubblico<br />
in aula e le lacrime di Ilaria, la sorella di Stefano che continuerà<br />
a combattere per affermare la verità e la giustizia.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Molti<br />
gli omaggi, le dediche e anche gli approfondimenti culturali su<br />
questa vicenda: ricordiamo, ad esempio, il documentario <i>148<br />
Stefano, mostri dell&#8217;inerzia</i>,<br />
realizzato da Maurizio Cartolano e sponsorizzato da Amnesty e<br />
Articolo 21 e anche la canzone <i>Fermi<br />
con le mani</i> di Fabrizio<br />
Moro, un modo diretto per veicolare un messaggio sul diritto alla vita e per avvicinare<br />
anche i più giovani a questa storia e alle necessarie riflessioni<br />
che essa fa scaturire.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/06/11/il-caso-di-stefano-cucchi/">Il caso di Stefano Cucchi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/06/11/il-caso-di-stefano-cucchi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
