<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SudEst Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/sudest/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/sudest/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Jun 2021 07:47:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>SudEst Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/sudest/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Anbamed: notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/15/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-11/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/15/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-11/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 07:47:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arabo]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto Libia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[poloazione]]></category>
		<category><![CDATA[rassegnastampa]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Rojava]]></category>
		<category><![CDATA[SudEst]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15403</guid>

					<description><![CDATA[<p>a cura di Farid Adly I titoli Palestina Occupata:&#160;Oggi a Gerusalemme Est la marcia delle bandiere della destra nazionalista israeliana. Iraq:&#160;Analisi del DNA per 123 corpi ritrovati in una fossa comune di Daiesh (ISIS).&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/15/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-11/">Anbamed: notizie dal sud est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>a cura di Farid Adly</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="534" height="463" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/siria-afrin-erdogan-534.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15404" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/siria-afrin-erdogan-534.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 534w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/siria-afrin-erdogan-534-300x260.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" /></figure>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Palestina Occupata:</strong>&nbsp;Oggi a Gerusalemme Est la marcia delle bandiere della destra nazionalista israeliana.</p>



<p><strong>Iraq:</strong>&nbsp;Analisi del DNA per 123 corpi ritrovati in una fossa comune di Daiesh (ISIS).</p>



<p><strong>Egitto:</strong>&nbsp;23 condanne definitive alla pena capitale per i dirigenti della Fratellanza Musulmana.</p>



<p><strong>Siria:</strong>&nbsp;Raids russi sulla regione desertica siriana contro i covi dei fuggiaschi jihadisti.</p>



<p><strong>Libia:</strong>&nbsp;Ad Ajelat, duri scontri tra milizie nell&#8217;ovest libico, vicino al confine con la Tunisia.</p>



<p>Le notizie</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Oggi, a Gerusalemme Est si svolgerà la marcia delle bandiere organizzata da movimenti di estrema destra nazionalista, per commemorare l&#8217;occupazione del giugno 1967. La manifestazione era stata vietata la scorsa settimana dalla polizia, ma l&#8217;ex governo Netanyahu l&#8217;aveva autorizzata fissandola per oggi, per mettere alla prova il nuovo governo guidato dal miliardario Bennett.</p>



<p>I movimenti palestinesi hanno fatto appello alla mobilitazione generale della popolazione di Gerusalemme per impedire il passaggio nei luoghi sacri della moschea di Al-Aqsa.</p>



<p><strong>Iraq</strong></p>



<p>Le autorità irachene hanno prelevato campioni da 123 resti umani della fossa comune scoperta nel 2020. Le vittime sono una parte dei 600 prigionieri trattenuti nel carcere di Daboush che i miliziani di Daiesh, nel giugno 2014, avevano condotto in una valle e sparato loro addosso, soltanto perché erano di confessione sciita. Quella di Daboush è stata la più terribile carneficina compiuta dai criminali jihadisti. Le analisi del DNA confrontate con quelle dei parenti dei prigionieri forniranno un&#8217;identità ai resti e permetteranno ai familiari di sapere la sorte delle vittime, considerate da 7 anni come disperse.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>La Cassazione ha confermato le condanne a morte per 12 ex dirigenti della Fratellanza Musulmana, accusati per gli scontri durante la carneficina del 3 agosto 2013, noti con il nome di Rabia Adaweia, quando le forze di polizia spararono contro i manifestanti. L&#8217;accusa rivolta loro è: “Resistenza a pubblico ufficiale e assassinio di agenti”. Altri 31 casi di condanna alla pena capitale nel processo di primo grado sono stati tramutati all&#8217;ergastolo. Tra i condannati a morte, vi è anche Issam Arian, già deceduto lo scorso anno in carcere.</p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>Caccia russi hanno ripreso i bombardamenti sulla regione desertica nel centro della Siria, dove risiedono i covi dei fuggiaschi di Daiesh. Nella giornata di ieri sono state registrate almeno 40 raids e secondo la stampa governativa ci sarebbero stati morti e feriti tra i miliziani. L&#8217;area colpita è quella ai confini tra tre province: Raqqa, Deir Azzour e Homs, dove le attività terroristiche del fu falso califfato sono state riprese recentemente con agguati a convogli militari e auto civili.</p>



<p><strong>Libia</strong></p>



<p>Sono ripresi gli scontri tra milizie a ovest di Tripoli per il controllo della strada costiera. La battaglia è tra formazioni armate di Zawia e di Ajelat, non lontano dal confine tunisino. Malgrado un comunicato del Consiglio di Presidenza che invita alla calma, le milizie di Zawia hanno inviato rinforzi per attaccare Ajelat. Gli scontri durano da giovedì e hanno causato la morte di 8 persone, tra i quali civili. Nei combattimenti è stata usata anche artiglieria pesante che ha terrorizzato la popolazione di Ajelat.</p>



<p><strong>Approfondimento</strong></p>



<figure class="wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-anbamed"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="KRCK14jUGN"><a href="https://www.anbamed.it/2021/06/15/difendere-il-kurdistan-contro-loccupazione-turca/?utm_source=rss&utm_medium=rss">DIFENDERE il KURDISTAN Contro l&#8217;occupazione turca</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" title="&#8220;DIFENDERE il KURDISTAN Contro l&#8217;occupazione turca&#8221; &#8212; Anbamed" src="https://www.anbamed.it/2021/06/15/difendere-il-kurdistan-contro-loccupazione-turca/embed/#?secret=KRCK14jUGN&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="KRCK14jUGN" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-defend-kurdistan"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="S4eMpvjQPP"><a href="https://defend-kurdistan.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Home</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" title="&#8220;Home&#8221; &#8212; Defend Kurdistan" src="https://defend-kurdistan.com/embed/#?secret=S4eMpvjQPP&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="S4eMpvjQPP" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p><em><strong>DIFENDERE il KURDISTAN Contro l&#8217;occupazione turca</strong></em></p>



<p>Noi – circa 150 politici, difensori dei diritti umani, giornalisti, accademici, sindacalisti, parlamentari, attivisti politici, ecologisti e femministe di tutta Europa – abbiamo seguito da vicino i pericolosi sviluppi derivanti dagli attacchi della Turchia al Kurdistan meridionale (Iraq settentrionale) dal 23 aprile 2021. Di conseguenza, ci siamo riuniti oggi ad Erbil e abbiamo deciso che dobbiamo&nbsp;intervenire.</p>



<p>Quindi, è con una sola voce di chiarezza morale che vogliamo condannare inequivocabilmente l&#8217;occupazione in corso del Kurdistan meridionale da parte dell&#8217;esercito turco ed essere solidali con il popolo di quella regione e le forze della resistenza curda nella protezione della loro terra madre.</p>



<p>Ad aprile, lo stato turco ha avviato una nuova campagna militare ad ampio raggio nel Kurdistan meridionale nelle regioni di Metina, Zap e Avashin. In queste regioni proseguono pesanti battaglie, con le forze della guerriglia curda che resistono ferocemente a questa invasione illegale. Questi attacchi su larga scala prendono di mira non solo le forze della guerriglia curda, ma anche le conquiste del popolo curdo, con l&#8217;obiettivo di occupare il Kurdistan meridionale.</p>



<p>Ad oggi la risposta a questi attacchi a livello internazionale è purtroppo rimasta in sordina. Approfittando di questo silenzio, il regime turco ha messo in atto il suo piano per occupare tutto il Rojava (la regione del nord e dell&#8217;est della Siria) insieme al sud del Kurdistan.</p>



<p>Così facendo, la Turchia è determinata a ripulire etnicamente questa vasta area – lunga 1400 km – dalla Siria nordoccidentale al confine iracheno-iraniano. Allo stesso tempo, la Turchia sta conducendo una guerra con droni contro il campo profughi di Maxmur, una grave violazione del diritto internazionale.</p>



<p>Collegato a questa politica di pulizia etnica, l&#8217;esercito turco spera anche di spopolare la regione di Sinjar, terra degli yazidi, e quindi di ottenere ciò che l&#8217;ISIS non ha potuto ottenere. Dall&#8217;estate del 2012, i curdi del Rojava e della Siria nord-orientale, hanno lavorato fianco a fianco con le comunità locali di arabi, assiri, turcomanni e armeni dopo aver guidato assieme una rivoluzione che ha istituito un&#8217;amministrazione autonoma che è democratica e dà potere alle donne.</p>



<p>In risposta la Turchia ha usato militanti jihadisti per attaccare direttamente queste aree del Rojava, tra cui Afrin, Azaz, Jarablus, Sere Kaniye e Gire Spi (Tal Abyad), nella speranza di occupare e distruggere i risultati di questa amministrazione guidata dalle donne.</p>



<p>Durante queste occupazioni in atto, la Turchia ha progettato il cambiamento demografico, lo stupro sistematico e la riduzione in schiavitù delle donne, causando lo sfollamento di massa della grande parte della popolazione curda e di altre popolazioni civili, come parte della sua strategia per turchizzare e alla fine annettere queste terre.</p>



<p>E i problemi non sono solo all&#8217;estero. In effetti, l&#8217;ultimo esempio dell&#8217;incessante ostilità di Erdoğan nei confronti delle conquiste politiche e sociali curde deriva dall&#8217;interno della stessa Turchia e dal suo tentativo di chiudere il Partito&nbsp;democratico&nbsp;dei popoli&nbsp;(HDP).</p>



<p>Questo è l&#8217;ultimo passo di una campagna in atto da anni contro HDP – un&#8217;alleanza progressista di curdi, turchi e molti altri partiti, organizzazioni e individui democratici – che ha portato all&#8217;arresto di oltre diecimila membri di HDP.</p>



<p>Sfortunatamente, la regione del Kurdistan (KRG) e il governo iracheno hanno fatto poco per fermare il tentativo di occupazione della Turchia.</p>



<p>In particolare è stato deludente per noi vedere come i funzionari del Partito democratico del Kurdistan (KDP) abbiano persino cercato di legittimare l&#8217;occupazione turca. Qualunque sia la pressione economica di Ankara, il KDP non deve lasciarsi trasformare in un delegato turco, poiché le conseguenze di questa guerra possono essere gravi per tutto il Kurdistan e la regione.</p>



<p>Il mondo deve riconoscere che la Turchia sta tentando di compiere un genocidio contro il popolo curdo. Ed è solo il movimento di resistenza curdo che impedisce la piena occupazione del Kurdistan e l&#8217;annientamento dei diritti politici dei curdi. L&#8217;attuale resistenza armata a Zap, Avashin e Metina ha trasformato il Kurdistan in una roccaforte di audacia, non solo per i curdi, ma per tutte le persone nella più ampia regione minacciate dall&#8217;espansionismo neo-ottomano turco. A tal fine, il presidente turco Erdoğan non ha nascosto la sua ambizione di ripristinare la gloria perduta dell&#8217;Impero ottomano riconquistando il suo antico territorio.</p>



<p>Pertanto, parallelamente alle campagne militari turche contro i curdi in Siria, Turchia e Iraq, Erdoğan si è intromesso in varie aree di conflitto, tra cui Libia, Artsakh/Azerbaigian, Yemen, Niger, Nigeria, Ciad, Sudan, Somalia e Libano.</p>



<p>Collegate a ciò, ci sono le sue minacce contro molte nazioni, come Grecia, Cipro, Armenia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. Dobbiamo anche riconoscere che il regime di Erdoğan ha una lunga esperienza di finanziamento, armamento e sostegno allo Stato Islamico (ISIS) e a vari altri gruppi jihadisti violenti simili, usandoli ufficialmente e ufficiosamente come forze per procura per aumentare la portata dello Stato turco all&#8217;estero.</p>



<p>Durante il recente conflitto ad Artsakh che ha coinvolto Armenia, Azerbaigian e Turchia, Erdoğan ha inviato dalla Siria centinaia di combattenti jihadisti per procura per sostenere l&#8217;Azerbaigian e ha anche inviato questi combattenti in Libia per partecipare al lungo conflitto del paese. Attraverso queste azioni, la Turchia sta violando la sovranità di altri paesi e sta diffondendo il suo terrorismo mercenario in tutto il mondo.</p>



<p>Erdoğan è ben consapevole della posizione geopolitica unica della Turchia e la sfrutta a suo vantaggio. Sa che il suo esercito, il secondo più grande della NATO, è una forza formidabile e un baluardo per l'&#8221;Occidente&#8221;. Quindi, lo stato turco, sotto il suo governo, continua a sfidare apertamente e sistematicamente il diritto internazionale e a violare le convenzioni sui diritti umani.</p>



<p>La Turchia viola continuamente la sovranità di molti paesi. Nel frattempo, la NATO, le Nazioni Unite, l&#8217;Unione Europea e il Consiglio d&#8217;Europa rispondono tutti con un silenzio assordante.</p>



<p>Ma la comunità internazionale deve essere guidata dalla moralità, non dalla geo-strategia. E la loro incapacità di sfidare l&#8217;autoritarismo e i crimini di guerra di Erdoğan gli dà effettivamente il permesso di continuare la sua aggressione militare. A sua volta, li rende anche un cospiratore in parte responsabile nella sua continua distruzione.</p>



<p><em><strong>Proclamiamo quindi un&#8217;iniziativa internazionale DIFENDERE IL KURDISTAN contro l&#8217;occupazione turca!</strong></em></p>



<p>Al fine di ottenere un arresto immediato degli attacchi turchi al Kurdistan meridionale e il ritiro di tutte le truppe turche e dei mercenari islamisti, chiediamo quanto segue:</p>



<p>• Fermare l&#8217;occupazione turca, il cambiamento demografico, l&#8217;instabilità e la campagna di pulizia etnica nel Kurdistan meridionale.</p>



<p>·&nbsp;&nbsp;Fermare la distruzione e lo sfruttamento della natura del Kurdistan.</p>



<p>·&nbsp;&nbsp;Nessuna complicità delle potenze internazionali e regionali nel genocidio curdo.</p>



<p>·&nbsp;&nbsp;Sostegno di tutti i partiti, istituzioni e persone curde alla resistenza della guerriglia alla loro posizione unita contro l&#8217;occupazione turca.</p>



<p>·&nbsp;&nbsp;No al progetto espansionista neo-ottomano di Erdoğan in tutto il Medio Oriente e il Mediterraneo orientale.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/15/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-11/">Anbamed: notizie dal sud est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/15/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-11/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/03/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-9/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/03/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-9/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 07:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arabo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[convenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ocalan]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[rassegnastampa]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[SudEst]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15172</guid>

					<description><![CDATA[<p>a cura di Farid Adly Negli approfondimenti pubblichiamo il comunicato dell’UIKI (Ufficio d&#8217;Informazione del Kurdistan in Italia), per la liberazione del leader curdo Abdullah Ocalan, da 22 anni in isolamento nel carcere dell&#8217;isola di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/03/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-9/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>a cura di Farid Adly</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="349" height="248" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_5969.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_5969.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 349w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG_5969-300x213.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Negli approfondimenti pubblichiamo il comunicato dell’UIKI (Ufficio d&#8217;Informazione del Kurdistan in Italia), per la liberazione del leader curdo Abdullah Ocalan, da 22 anni in isolamento nel carcere dell&#8217;isola di Imrali, in Turchia.</p>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Yemen:</strong>&nbsp;Gli Houthi ammettono l&#8217;incendio avvenuto nel centro migranti di Sanaa: 44 morti e 193 feriti.</p>



<p><strong>Libano:</strong>&nbsp;Le proteste contro il carovita dilagano in un paese senza governo da 8 mesi.</p>



<p><strong>Libia-</strong>Tunisia: Visita del presidente Saied a Tripoli, primo capo di Stato in Libia dopo l&#8217;insediamento del nuovo governo.</p>



<p><strong>Palestina Occupata:</strong>&nbsp;25 giornalisti palestinesi detenuti in Israele per aver compiuto il loro dovere, quello di informare.</p>



<p>Le notizie</p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>Il canale tv Al-Maseera (Il Cammino) ha trasmesso le scuse del portavoce del movimento Houthi, Hossein Uzzi, per quello che ha definito un incidente nel quale sono morti 44 migranti e feriti altri 193. È la prima volta che l&#8217;incendio viene ammesso da parte dei ribelli che occupano la capitale Sanaa. Il rogo – secondo rapporti delle organizzazioni umanitarie presenti nella città – è avvenuto il 7 marzo in seguito alla caduta di obici su un serbatoio di carburante nel centro detenzione migranti. Quel giorno &#8211; raccontano alcuni superstiti &#8211; i migranti avevano fatto lo sciopero della fame e si erano rifiutati di tornare nelle camerate. Sono stati costretti al rientro con la forza delle armi e poi i guardiani hanno lanciato delle bombe incendiarie che hanno appiccato le fiamme in una vasta parte del centro, dove i migranti erano rinchiusi a chiave.</p>



<p><strong>Libano</strong></p>



<p>Un marzo caldo in Libano. Si sono rinnovate anche ieri le manifestazioni di protesta, in tutte le principali città libanesi, contro il carovita. A Beirut un gruppo di manifestanti ha tentato di occupare il ministero dell&#8217;economia, ma è stato bloccato dalla polizia. Il calo vertiginoso del cambio della lira ha causato un&#8217;inflazione senza precedenti. Secondo l&#8217;ente di statistica statale, rispetto al 31 dicembre 2020, l&#8217;inflazione è salita a 144%. Il paese è senza un governo in carica dall&#8217;agosto scorso.</p>



<p>Il presidente Aoun ha parlato in diretta TV ed ha annunciato l&#8217;imminente nascita del governo Hariri. Il quotidiano Al-Anouar ha scritto che entro tre giorni sarà formato il nuovo esecutivo.</p>



<p><strong>Tunisia-Libia</strong></p>



<p>Si è svolta ieri la visita ufficiale del presidente tunisino Qais Saied in Libia, dove si è incontrato con il capo del Consiglio presidenziale El-Menfi e il premier Dbeiba. Le relazioni economiche tra i due paesi hanno visto un calo a causa della situazione militare, malgrado che la Tunisia per i libici sia stata un canale di comunicazione con il mondo esterno. Saranno ripristinate le libertà di transito per passeggeri e merci e saranno firmati nuovi accordi commerciali. Per la Tunisia la frontiera libica è stata fonte di instabilità per il passaggio dei terroristi, i quali hanno compiuto attacchi contro le attività turistiche. Nello stesso tempo, i jihadisti tunisini sono stati il gruppo più numeroso operante in Libia: circa 3 mila miliziani.</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Il Comitato di sostegno ai giornalisti, un organismo giuridico internazionale con sede a Ginevra, ha pubblicato un rapporto sui detenuti palestinesi. L&#8217;occasione è la pronuncia della condanna al giornalista, Tamer Al-Barghouti a 10 mesi di carcere, arrestato lo scorso dicembre, mentre svolgeva il suo lavoro di informazione davanti al carcere israeliano di Ofer. Nelle prigioni israeliane sono reclusi 25 giornalisti palestinesi, arrestati tutti nel momento in cui svolgevano il loro lavoro. Nove sono stati processati e condannati, mentre 5 sono arrestati amministrativamente (senza intervento della magistratura) e altri 11 sono in stato di fermo senza accuse.</p>



<p>Approfondimento</p>



<p><strong>Aprite le porte di Imrali, adesso!</strong><br><br>Dichiarazione sulle voci sullo stato di salute di Öcalan<br><br>Oggi, il team legale di Öcalan, lo studio legale Asrin, ha pubblicato una lettera dedicata alle voci che ieri hanno iniziato a circolare diffusamente sullo stato di salute di Öcalan. Condividiamo le preoccupazioni degli avvocati. Così come la loro ragionevole e giusta richiesta per un immediato accesso ad Abullah Öcalan e ai loro tre assistiti nell’isola carceraria di Imrali. Gli avvocati sono stati bloccati nella consultazione con Abdullah Ocalan dal 7 agosto 2019, e dal 1999, Öcalan ha avuto solo una conversazione telefonica con un membro della famiglia, il 27 aprile 2020. Da allora gli avvocati non sono stati in grado in nessun modo di comunicare con i loro assistiti, sebbene sia un diritto costituzionale e legale dei loro assistiti consultare i loro avvocati.</p>



<p><br>In realtà Abdullah Öcalan, Ömer Hayri Konar, Hamili Yıldırım, e Veysi Aktaş nei fatti, sono stati completamente isolati per molto più tempo; il loro isolamento è stato rotto solo da uno sciopero della fame di Leyla Güven, che allora si trovava in carcere e che è stata di nuovo incarcerata, con altri detenuti e altre persone nel mondo che si sono unite. Adesso è in corso un altro sciopero della fame che è iniziato più di cento giorni fa.</p>



<p><br>Le politiche vendicative dello stato turco nei confronti di Öcalan e dei suoi compagni detenuti, rendono possibile che ogni voce sia vera; è impossibile verificare o non prendere in considerazione ogni affermazione sul suo stato di salute. Questo significa che ogni danno intenzionale nei suoi confronti passerà inosservato. Il silenzio delle organizzazioni e delle istituzioni internazionali è clamoroso. Il Consiglio d&#8217;Europa appare incapace di seguire le raccomandazioni fatte dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti (CPT). Il Consiglio dei Ministri sta fallendo nell’imporre l’esecuzione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani, e le Nazioni Unite guardano solamente a come la Turchia calpesta ripetutamente tutti gli accordi e convenzioni internazionali.<br><br>Noi non stiamo chiedendo che i detenuti sull&#8217;isola di Imrali ricevano un trattamento speciale; al contrario, stiamo chiedendo che il loro trattamento speciale finisca. Abbiamo richiamato l&#8217;attenzione su questi su questi temi in numerose occasioni. Il sistema dell’isolamento nel carcere dell&#8217;isola di Imrali è al di fuori dei confini del diritto nazionale ed internazionale, e in violazione degli accordi e delle convenzioni sui diritti umani. L&#8217;intero complesso del carcere di Imrali deve essere smantellato. Tutti coloro che sono coinvolti nel mantenere il totale isolamento nel carcere dell&#8217;isola di Imrali stanno agendo illegalmente e sono coinvolti nella violazione dei diritti umani in corso.</p>



<p><br>Il solo modo per porre fine alla speculazione sullo stato di salute di coloro che sono incarcerati, e che preclude che ogni possibilità che queste voci diventino realtà è di rendere il carcere di Imrali trasparente.</p>



<p><br>Noi chiediamo la fine immediata dell’isolamento. Aprire le porte del carcere di Imrali adesso!<br>Chiediamo ancora una volta a tutti di:</p>



<p><br>• esercitare pressioni sulle istituzioni internazionali di cui la Turchia è parte, vale a dire il Consiglio<br>d&#8217;Europa e le Nazioni Unite, così come tutte le altre istituzioni politiche e dei diritti umani.<br>• esercitare pressioni sui vostri rappresentanti locali per porre fine all&#8217;isolamento<br>• aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi: “Freedom for Abdullah Öcalan—Peace in Kurdistan” now.</p>



<p><br><strong>International Initiative “Freedom for Abdullah Öcalan–Peace in Kurdistan” Cologne, 15 March 2021<br>URL of this statement:&nbsp;</strong><a href="https://www.freeocalan.org/news/english/open-the-gates-of-imrali-now?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>https://www.freeocalan.org/news/english/open-the-gates-of-imrali-now?utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/03/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-9/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/03/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-9/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/28/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-6/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/28/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-6/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2020 09:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arabo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bahrein]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[milizie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[negoziato]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[risosrse]]></category>
		<category><![CDATA[siriani]]></category>
		<category><![CDATA[SudEst]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14929</guid>

					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly I titoli Libano:&#160;arrestati 8 uomini per l&#8217;incendio nel campo profughi siriani Iran:&#160;11 morti per la valanga di neve vicino a Teheran Bahrein:&#160;un incontro virtuale dei ministri degli esteri dei&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/28/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-6/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/LBN01_MIDE_71897062.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14930" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/LBN01_MIDE_71897062.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/LBN01_MIDE_71897062-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/LBN01_MIDE_71897062-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A cura di Farid Adly</p>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Libano:&nbsp;</strong>arrestati 8 uomini per l&#8217;incendio nel campo profughi siriani</p>



<p><strong>Iran:</strong>&nbsp;11 morti per la valanga di neve vicino a Teheran</p>



<p><strong>Bahrein:</strong>&nbsp;un incontro virtuale dei ministri degli esteri dei paesi del Golfo per la ripresa dei rapporti col Qatar.</p>



<p><strong>Iraq:</strong>&nbsp;manca l&#8217;elettricità a Baghdad. Teheran ha chiuso i rubinetti del gas per morosità</p>



<p><strong>Libia:</strong>&nbsp;riprendono le relazioni diplomatiche tra Il Cairo e il governo di Tripoli.</p>



<p>Le notizie</p>



<p>Libano:</p>



<p>L&#8217;esercito libanese ha arrestato 8 persone, 2 libanesi e 6 siriani, implicati nella rissa che ha portato all&#8217;incendio del campo profughi siriani di Minieh. La solidarietà dei libanesi con i profughi siriani si è dimostrata alta, sia sui social sia concretamente. Molti abitanti dei paesi vicini hanno ospitato i senzatetto e le autorità hanno predisposto ricoveri di emergenza in scuole. Le 75 famiglie che abitavano nel campo hanno perso tutto, “anche i libri dei bambini”, ha detto una madre. Il governo siriano, primo responsabile di questo dramma del suo popolo, in modo sciacallesco, ha invitato i profughi a tornare in Siria.</p>



<p>Iran:</p>



<p>Una valanga ha travolto gli sciatori nelle montagne a nord di Teheran. Alla fine del lavoro dei soccorritori, sono 11 i morti. Nove&nbsp; persone sono state salvate e ricoverate in ospedale per cure. La valanga è avvenuta Venerdì ed immediatamente le ricerche sono partite dalla protezione civile che ha impiegato elicotteri per raggiungere il campo di sci travolto.&nbsp;</p>



<p>Bahrein:</p>



<p>Il ministro degli esteri del Bahrein ha coordinato un incontro in videoconferenza dei ministri degli esteri dei paesi del consiglio di cooperazione del Golfo. L&#8217;incontro è la premessa per la fine dell&#8217;embargo nei confronti del Qatar. Arabia Saudita, Emirati e lo stesso Bahrein, insieme all&#8217;Egitto, nel 2017, avevano avviato la rottura delle relazioni e un embargo economico contro Doha, con l&#8217;accusa di sostenere il terrorismo islamista, per i legami che l&#8217;emirato ha con la Fratellanza Musulmana e in particolare con la Turchia, che in Qatar ha delle basi militari, navali e aeree. È stato uno scontro per l&#8217;egemonia sulla regione, che si è dimostrato un buco nell&#8217;acqua.</p>



<p>Iraq:</p>



<p>La società elettrica nazionale ha tagliato l&#8217;elettricità a Baghdad ed in altre città, per diverse ore al giorno, a causa del mancato arrivo di gas iraniano. Teheran ha ridotto le forniture di gas da 50 milioni di metri cubi a 5 milioni, a causa del mancato pagamento di debiti arretrati. L&#8217;Iraq è tra i grandi paesi esportatori di risorse energetiche, ma a causa della guerra è costretto ad importare energia. Oltre al gas iraniano, importa elettricità dalla Turchia. Le centrali elettriche distrutte dalle bombe statunitensi nel 2003, non sono state completamente rimpiazzate.</p>



<p>Libia:</p>



<p>Una delegazione egiziana di alto livello ha visitato ieri Tripoli per incontri con il governo Sarraj. Il Cairo riaprirà l&#8217;ambasciata dopo 7 anni di chiusura. Il regime di Al-Sissi è uno degli sponsor del generale Haftar, ma in questa fase sta giocando il ruolo del mediatore per una soluzione negoziale, dopo che le milizie, con l&#8217;appoggio militare di Ankara e dei mercenari siriani, sono arrivate a Sirte, dichiarata da Al Sissi una linea rossa da non superare. L&#8217;Egitto ha ammassato al confine libico, lo scorso luglio, carri armati e aerei, pronti all&#8217;intervento in caso i militari turchi avessero attaccato Sirte. La proposta del Cairo per far uscire la crisi libica dall&#8217;impasse è quella di spartire gli incarichi di potere a personalità delle tre regioni, in attesa delle elezioni del dicembre 2021, da far svolgere sotto la direzione dell&#8217;ONU. La tregua per il momento regge, malgrado gli schiamazzi mediatici delle due parti libiche in conflitto.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/28/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-6/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/28/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-6/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2020 08:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arabo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[gerusalemme]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guardiacostiera]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[marinai]]></category>
		<category><![CDATA[MazaradelVallo]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[SudEst]]></category>
		<category><![CDATA[Tripoli]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14908</guid>

					<description><![CDATA[<p>a cura di Farid Adly I titoli Tunisia: commemorato il decimo anniversario della rivolta dei gelsomini Libia: liberi dopo 107 giorni i marinai di Mazara del Vallo Libia 2: recuperati&#160;i corpi di 20 migranti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="512" height="288" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14909" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure>



<p>a cura di Farid Adly</p>



<p><br>I titoli</p>



<p>Tunisia: commemorato il decimo anniversario della rivolta dei gelsomini</p>



<p>Libia: liberi dopo 107 giorni i marinai di Mazara del Vallo</p>



<p>Libia 2: recuperati&nbsp;i corpi di 20 migranti al largo di Zawia</p>



<p>Iran: la moglie di Reza Jallali chiede a Teheran il suo rilascio</p>



<p>Algeria: adesione alla zona di libero scambio africana</p>



<p>Palestina: torna alla ribalta il tentativo di insabbiare la causa per la morte di Israa Ghareeb, assassinata dai parenti</p>



<p>Le notizie</p>



<p>Tunisia:</p>



<p>È stata commemorata a Sidi Bouzid in Tunisia la figura di Mohammed Bouazizi, il giovane venditore ambulante che si era suicidato come atto estremo di protesta contro le angherie del potere e con quel suo gesto ha innescato le rivolte popolari contro le dittature. Un monumento in piazza centrale di fronte al Municipio, raffigura un gigante caretto e una gigantografia del volto di Abouazizi. In diverse località si sono avuti scontri con la polizia. La gente a 10 anni dalle Primavere arabe, è ancora in difficoltà economiche, particolar modo nelle zone interne. L&#8217;esercito ha informato che 4 soldati sono rimasti feriti durante il tentativo di impedire l&#8217;occupazione della fabbrica Sergaz, per il riempimento delle bombole di gas. Le industrie di importanza strategica sono stati presidiati dall&#8217;esercito.</p>



<p>Libia:</p>



<p>dopo 107 giorni sono stati liberati i marinai di Mazara del Vallo, arrestati a Bengasi, accusati di aver violato le acque territoriali libiche. I componenti dell&#8217;equipaggio (Italiani, tunisini, pakistani e bengalesi) sono stati trattenuti&nbsp;in Libia in modo coercitivo e arbitrario. Ammesso che abbiano violato le acque territoriali, la questione sarebbe potuto risolverla&nbsp;con una multa. Una misura ingiusta ed aveva tutto il carattere politico. La loro liberazione è avvenuta dopo la visita lampo del premier Conte e del ministro degli esteri Di Maio che si sono incontrati con il generale Khalife Haftar. Argomento delle discussioni – secondo fonti libiche &#8211; è stato quello della presenza dei militari italiani a Misurata, che operano in addestramento delle milizie del governo di Tripoli.</p>



<p>Libia 2:</p>



<p>sono stati recuperati 20 corpi di migranti morti in mare di fronte alle coste di Zawia, ad ovest della capitale. Lo ha denunciato la Mezzaluna rossa libica che ha operato i soccorsi sulla spiaggia cittadina, dopo che i corpi sono stati riportati dai pescatori. A Zawia, il capo della Guardia Costiera è finito nella lista nera dell&#8217;ONU tra gli accusati di traffico di esseri umani. Di giorno guardie e di notte scafisti con il finanziamento pubblico del governo di Tripoli.</p>



<p>Iran:</p>



<p>La moglie di Reza Jallali, Vida Mehrannia, ha rivolto un appello alle autorità iraniane di salvare la vita del padre dei suoi figli, perché è innocente. Jallali è stato condannato a morte per spionaggio a favore di Stati Uniti e Israele, accuse che lui respinge assolutamente. Un medico di fama internazionale che è specializzato in cure di emergenza in caso di attacchi nucleari, le autorità di Teheran lo hanno tratto in trappola, nel 2017, con invito ufficiale dell&#8217;Università di Teheran per una serie di conferenze. La condanna è stata confermata in appello, ma all&#8217;inizio di questo mese, le autorità hanno sospeso l&#8217;esecuzione dopo le pressioni internazionali. Reza si trova tuttora in isolamento nel braccio della morte del carcere di Rajai Shahr.</p>



<p>Algeria:</p>



<p>L&#8217;Algeria entrerà dal primo gennaio 2021 nell&#8217;Area continentale africana di libero scambio (AfCFTA), istituita a Kigali, in Ruanda, nel 2018 e che raggruppa 49 dei 55 paesi africani. L&#8217;accordo rafforzerà lo scambio economico e commerciale tra i paesi africani. Gli sforzi dell&#8217;Algeria per far fronte a questa nuova sfida si sono concentrati in due opere del settore trasporti: il porto di Hmediania a 50 km a ovest della capitale e il completamento dell&#8217;autostrada inter sahariana. Attualmente l&#8217;interscambio algerino con il resto dell&#8217;Africa rappresenta soltanto il 3% del totale import-export algerino.</p>



<p>Palestina:</p>



<p>È in corso una mobilitazione contro l&#8217;insabbiamento del processo sul caso di assassinio di una ragazza ventenne, avvenuto in famiglia due anni fa. Israa Ghareeb aveva postato su Instagram la foto di lei con un ragazzo, annunciando che si sta preparando al matrimonio. Il giorno dopo è stata trovata morta nel suo letto. La famiglia sostiene che sia caduta dal balcone, ma il gruppo dei medici legali ha asserito che sarebbe morta in seguito a percosse. Sono stati arrestati 3 uomini della famiglia. Le preoccupazioni dei movimenti palestinesi di difesa delle donne dalla violenza domestica sono state accresciute dalle recenti dimissioni dell&#8217;equipe medica che ha espresso un parere che incastra i sospettati dell&#8217;assassinio. Ci sarebbero state delle pressioni perché cambiassero risultati dell&#8217;autopsia. Ci sarebbe in corso anche un tentativo di derubricare l&#8217;assassinio in “delitto d&#8217;onore”. Le autorità giudiziarie e la polizia dell&#8217;ANP hanno chiesto il silenzio stampa, “per rispetto della privacy della famiglia”. Le attiviste donne palestinesi non ci stanno.</p>



<p><strong>Il dilemma tra colonizzazione e pace</strong></p>



<p>di Eric Salerno</p>



<p>Itzhak Rabin era uno dei tanti generali passati alla politica in Israele. “Se i palestinesi riconosceranno Israele, io parlerò con i palestinesi”, mi disse negli anni Ottanta in uno dei nostri incontri nel suo ufficio al ministero della Difesa a Tel Aviv. E quando Arafat, a sorpresa, lo fece in un famoso discorso ad Algeri, i negoziati a distanza, cauti e segreti, cominciarono. Dietro le quinte, purtroppo, agivano due forze ineguali e contrapposte. Da una parte Hamas, (inizialmente finanziata dai servizi segreti di Tel Aviv) che lotta per eliminare Israele dalla carta geografica; dall’altra la parte maggioritaria della leadership israeliana, anche a sinistra, che mirava e mira ancora ad arrivare al vecchio progetto sionista di uno stato ebraico dal Mediterraneo al fiume Giordano. Quelle due visioni hanno un elemento, diciamo filosofico, in comune: “Sarà il tempo a decidere”. Me lo spiegò un anziano palestinese triste e rassegnato in un villaggio a ridosso di Gerusalemme. “Gli ebrei sono tornati dopo duemila anni. Anche noi possiamo aspettare”.</p>



<p>Aspettare? Oggi, a giudicare da come sta cambiando rapidamente la scena in Medio Oriente, il futuro del popolo palestinese è sempre più un grande punto interrogativo. Giustamente dal suo punto di vista, Gideon Levy, uno dei più severi critici (su Haaretz) della politica interna ed estera del suo paese, si dice felice quando vede alcuni paesi arabi, peraltro mai stati formalmente in guerra con Israele, avanzare verso relazioni normali. La monarchia del Morocco, l’ultimo a “normalizzare” le relazioni, è sempre stato un alleato silenzioso del “nemico sionista”. Tutti gli altri paesi arabi hanno mantenuto distanze formali da Israele ma soltanto i giovani possono non sapere che la causa palestinese è almeno da quaranta anni l’ultima delle loro preoccupazioni. E questo ci porta alla realtà. E a un’intervista in cui Rabin, nel 1976, criticando le scelte del suo compagno di partito (laburista) Shimon Peres, paragonò il movimento nascente dei coloni che si stavano istallando nei territori della Cisgiordania appena conquistati, a “un cancro”. Israele, disse allora, rischiava di diventare uno stato simile al Sudafrica dell’apartheid se avesse annesso e assorbito la popolazione araba caduta sotto il suo controllo.</p>



<p>L’annessione formale, che il premier Netanyahu minacciava, è stata accantonata in cambio delle aperture arabe ma la colonizzazione strisciante sta accelerando. Nuove case per i coloni, nuovi quartieri a Gerusalemme per staccare quelli arabi a Est da Betlemme, nuove autostrade nei territori occupati per consolidare la presenza ebraica israeliana e distanziarla strategicamente il più possibile dalla popolazione palestinese. Ormai molti israeliani, non soltanto a sinistra, capiscono che il loro futuro andando avanti di questo passo significa fare parte di uno stato che assomiglia sempre di più al Sudafrica razzista di una volta. Se la leadership palestinese è stanca e incapace di offrire un progetto di lotta pacifica, quella israeliana, anche a sinistra, è paralizzata.</p>



<p>E’ stato un amico ebreo italiano a cui mostravo un anno fa la realtà degli insediamenti &#8211; città non certo fattorie agricole come fa pensare la parola “coloni” &#8211; a spiegarmi il dilemma della sinistra sionista. “Molti di noi sarebbero teoricamente, forse anche ideologicamente, per uno stato bi-nazionale con pieni diritti per i suoi cittadini. Dall’altra parte, quella formula sarebbe la fine dello stato per gli ebrei che i nostri padri e nonni sognavano”. Cosa fare? Aspettare? Voglio credere che la nuova generazione di palestinesi nei territori occupati si sia resa conto, ormai, che attendere gioca soltanto a favore di Israele e dell’urgenza, attraverso una leadership nuova non ancorata negli slogan del passato, di quanto meno bloccare il processo di colonizzazione.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/18/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-5/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/11/10/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/11/10/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2020 08:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[jihad]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[NordAfrica]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[SudEst]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14790</guid>

					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly Agli iscritti Newsletter, per ascoltare l&#8217;audio: https://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/anbamed/indice_1604992621.htm I titoli Iraq:&#160;11 uccisi in un attacco di miliziani jihadisti a ovest di Baghdad Iraq 2:&#160;Iniziano le operazioni di scavo di una&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/11/10/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="809" height="543" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ethiopian_opposition_in_eritrea.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14791" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ethiopian_opposition_in_eritrea.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 809w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ethiopian_opposition_in_eritrea-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/ethiopian_opposition_in_eritrea-768x515.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 809px) 100vw, 809px" /></figure>



<p></p>



<p>A cura di Farid Adly</p>



<p></p>



<p>Agli iscritti Newsletter, per ascoltare l&#8217;audio:</p>



<p><a href="https://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/anbamed/indice_1604992621.htm&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/anbamed/indice_1604992621.htm&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Iraq:</strong>&nbsp;11 uccisi in un attacco di miliziani jihadisti a ovest di Baghdad</p>



<p><strong>Iraq 2:&nbsp;</strong>Iniziano le operazioni di scavo di una gigantesca fossa comune che conterrebbe oltre 2000 cadaveri</p>



<p><strong>Etiopia:</strong>&nbsp;centinaia di morti nella guerra del Tigray. Arrivano i primi profughi in Sudan</p>



<p><strong>Egitto:</strong>&nbsp;concluse le operazioni di voto nella seconda fase delle elezioni dal risultato scontato</p>



<p><strong>Turchia:</strong>&nbsp;si dimette il ministro delle finanze, genero del presidente Erdogan</p>



<p>Le notizie</p>



<p>Iraq:</p>



<p>un attacco di miliziani armati contro un posto di blocco delle forze governative ad ovest di Baghdad. Il gruppo armato è arrivato su 4 auto e ha lanciato bombe a mano e ingaggiato una sparatoria con i soldati. 11 morti tra civili e militari. L&#8217;attacco è stato rivendicato da Daesh (ISIS).</p>



<p>Iraq 2:</p>



<p>Le autorità irachene della provincia di Ninive si preparano alle operazioni di scavo della fossa comune, nota nella zona come la cava di “Khasfa”, che si trova a 20 km a sud di Mosul. Secondo le testimonianze, raccolte alla caduta del falso califfato, vi sarebbero sepolti almeno 2000 cadaveri di persone uccise a sangue freddo dai jihadisti. I testimoni hanno raccontato che i miliziani hanno coperto di terra la cava prima della loro sconfitta e la zona attorno alla bocca di apertura è stata minata. Dal 2017, le autorità irachene, con il supporto delle agenzie dell&#8217;ONU, hanno scoperto in diverse località del paese precedentemente controllate da Daesh, 202 fosse comuni, ma un rapporto redatto da diverse organizzazioni non governative locali parla di un numero molto più alto: 346, comprendendo anche fosse comuni risalenti al periodo della dittatura di Saddam Hossein e a più recenti episodi di pulizia etnica nelle regioni controllate dalle milizie Hashd Shaabi.</p>



<p>Etiopia:</p>



<p>Fonti militari di Addis Abeba hanno rivelato che ci sarebbero centinaia di vittime nella guerra in corso nella regione settentrionale del Tigray. Dallo scoppio delle ostilità il Fronte di liberazione del popolo Tigray avrebbe perso 500 miliziani e nell&#8217;attacco alla base dell&#8217;esercito sarebbero stati uccisi almeno 300 soldati. L&#8217;esercito per riprendere il controllo sulla regione ribelle ha compiuto bombardamenti aerei. L&#8217;ONU ha espresso la sua preoccupazione, invitando le parti a sedersi al tavolo del negoziato, ma il premier Abyi Ahmed ha rassicurato che la situazione è sotto controllo e non ci sono pericoli di una guerra civile. Parole che sono in contraddizione con quel che succede al confine con il Sudan. Il governo di Khartoum ha comunicato che ha accolto i primi profughi e fuggiaschi dall&#8217;Etiopia. Ci sono 30 soldati e centinaia di civili, che sono stati sistemati in campi con tende nelle province di confine.</p>



<p>Egitto:</p>



<p>Si sono concluse le operazioni di voto nella seconda fase delle elezioni politiche per la Camera. Non ci sono ancora i risultati, ma le previsioni parlano di una vittoria schiacciante della coalizione dei sostenitori del presidente Al-Sissi. Un sistema elettorale prevalentemente maggioritario, per candidature individuali e di lista. In assenza dei principali partiti di opposizione, sono state presentate liste aggregate non sui programmi e progetti politici, ma mettendo insieme personalità dell&#8217;imprenditoria e della sfera sociale pubblica (cultura, giornalismo e calcio). Nel clima di divieti di assembramenti per l&#8217;emergenza sanitaria, le voci non gradite al potere non hanno goduto di spazi pubblici di campagna elettorale. Lo scorso Agosto si sono svolte le elezioni per i 200 seggi del Senato. Gli altri 100 sono di nomina presidenziale.&nbsp;</p>



<p>Turchia:</p>



<p>il ministro delle finanze turco,&nbsp;Berat Albayraq, si è dimesso dall&#8217;incarico “per ragioni di salute”. Albayrak è il genero del presidente Erdogan. Le dimissioni in realtà hanno origine in divergenze sulla cacciata del governatore della banca centrale e la nomina al suo posto di un consulente della presidenza. La girandola di dimissioni è provocata dalla svalutazione della lira turca, che dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno ha perso il 30% del suo valore di cambio. La crescita dell&#8217;inflazione a due cifre ha creato molto malcontento e il presidente è alla ricerca di un capro espiatorio.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/11/10/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/11/10/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
