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	<title>Terra santa Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Terra santa Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Anche Desmond Tutu lancia un appello per la Palestina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2014 06:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Arcivescovo Emerito Desmond Tutu, in un articolo in esclusiva per Haaretz, ha lanciato un appello, chiedendo con urgenza a israeliani e palestinesi di essere migliori dei loro leader, nel cercare una soluzione sostenibile alla&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione3">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Arcivescovo<br />
 Emerito Desmond Tutu, in un articolo in esclusiva per Haaretz, ha<br />
 lanciato un appello, chiedendo con urgenza a israeliani e<br />
 palestinesi di essere migliori dei loro leader, nel cercare una<br />
 soluzione sostenibile alla crisi in Terra Santa. Riproponiamo il pezzo per chi lo avesse perso. </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/08/untitled-6.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/08/untitled-6.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="167" width="200" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Di<br />
 Desmond Tutu</div>
<p>Originale pubblicato su<br />
 <u><a href="http://www.haaretz.com/opinion/1.610687?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.haaretz.com/opinion/1.610687?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u><br />
 &#8211; Traduzione realizzata dalla Comunità di Avaaz.<br />
 </p>
<p> Le scorse settimane hanno visto<br />
 una mobilitazione senza precedenti della società civile di tutto il<br />
 mondo contro l&#8217;ingiustizia e la brutalità della sproporzionata<br />
 risposta israeliana al lancio di razzi dalla Palestina.<br />
 </p>
<p> Se si contano tutte le persone che<br />
 si sono radunate lo scorso fine settimana a Città del Capo, a<br />
 Washington DC, a New York, a Nuova Delhi, a Londra, a Dublino, a<br />
 Sidney ed in tutte le altre città del mondo per chiedere giustizia<br />
 in Israele e Palestina, ci si rende subito conto che si tratta senza<br />
 dubbio della più grande ondata di protesta di sempre dell&#8217;opinione<br />
 pubblica riguardo ad una singola causa.<br />
 </p>
<p> Circa venticinque anni fa, ho<br />
 partecipato a diverse grandi manifestazioni contro l&#8217;apartheid. Non<br />
 avrei mai immaginato che avremmo rivisto manifestazioni tanto<br />
 numerose, ma sabato scorso a Città del Capo l&#8217;affluenza è stata<br />
 uguale se non addirittura maggiore. C&#8217;erano giovani e anziani,<br />
 musulmani, cristiani, ebrei, indù, buddisti, agnostici, atei, neri,<br />
 bianchi, rossi e verdi&#8230; come ci si aspetterebbe da una nazione<br />
 viva, tollerante e multiculturale.<br />
 </p>
<p> Ho chiesto alla gente in piazza di<br />
 unirsi al mio coro: &#8220;Noi ci opponiamo all&#8217;ingiustizia<br />
 dell&#8217;occupazione illegale della Palestina. Noi ci opponiamo alle<br />
 uccisioni indiscriminate a Gaza. Noi ci opponiamo all&#8217;indegno<br />
 trattamento dei palestinesi ai checkpoint e ai posti di blocco. Noi<br />
 ci opponiamo alla violenza da chiunque sia perpetrata. Ma non ci<br />
 opponiamo agli ebrei.&#8221;<br />
 </p>
<p> Pochi giorni fa, ho chiesto<br />
 all&#8217;Unione Internazionale degli Architetti, che teneva il proprio<br />
 convegno in Sud Africa, di sospendere Israele dalla qualità di<br />
 Paese membro.<br />
 </p>
<p> Ho pregato le sorelle e i fratelli<br />
 Israeliani presenti alla conferenza di prendere le distanze, sia<br />
 personalmente che nel loro lavoro, da progetti e infrastrutture<br />
 usati per perpetuare un&#8217;ingiustizia. Infrastrutture come il muro, i<br />
 terminal di sicurezza, i posti di blocco e gli insediamenti<br />
 costruiti sui territori Palestinesi occupati.<br />
 </p>
<p> Ho detto loro: &#8220;Quando<br />
 tornate a casa portate questo messaggio: invertite la marea di<br />
 violenza e di odio unendovi al movimento nonviolento, per portare<br />
 giustizia a tutti gli abitanti della regione&#8221;.<br />
 </p>
<p> In poche settimane, più di 1<br />
 milione e 600mila persone in tutto il mondo hanno aderito alla<br />
 campagna lanciata da Avaaz chiedendo alle multinazionali che<br />
 traggono i propri profitti dall&#8217;occupazione della Palestina da parte<br />
 di Israele e/o che sono coinvolte nell&#8217;azione di violenza e<br />
 repressione dei Palestinesi, di ritirarsi da questa attività. La<br />
 campagna è rivolta nello specifico a ABP (fondi pensionistici<br />
 olandesi); a Barclays Bank; alla fornitura di sistemi di sicurezza<br />
 (G4S), alla francese Veolia (trasporti); alla Hewlwtt-Packard<br />
 (computer) e alla Caterpillar (fornitrice di Bulldozer).<br />
 </p>
<p> Il mese scorso 17 governi della UE<br />
 hanno raccomandato ai loro cittadini di astenersi dal fare affari o<br />
 investimenti negli insediamenti illegali israeliani.<br />
 </p>
<p> Abbiamo recentemente assistito al<br />
 ritiro da banche israeliane di decine di milioni di euro da parte<br />
 del fondo pensione olandese PGGM e al ritiro da G4S della Fondazione<br />
 Bill e Melinda Gates; e la Chiesa presbiteriana degli Stati Uniti ha<br />
 ritirato una cifra stimata in 21 milioni dollari da HP, Motorola<br />
 Solutions e Caterpillar.<br />
 </p>
<p> Questo movimento sta prendendo<br />
 piede.<br />
 </p>
<p> La violenza genera solo violenza<br />
 ed odio, che generano ancora più violenza e più odio.<br />
 </p>
<p> Noi sudafricani conosciamo la<br />
 violenza e l&#8217;odio. Conosciamo la pena che comporta l&#8217;essere<br />
 considerati la puzzola del mondo, quando sembra che nessuno ti<br />
 comprenda o sia minimamente interessato ad ascoltare il tuo punto di<br />
 vista. È da qui che veniamo.<br />
 </p>
<p> Ma conosciamo anche bene i<br />
 benefici che sono derivati dal dialogo tra i nostri leader, quando<br />
 organizzazioni etichettate come &#8220;terroriste&#8221; furono<br />
 reintegrate ed i loro capi, tra cui Nelson Mandela, liberati dalla<br />
 prigione, dal bando e dall&#8217;esilio.<br />
 </p>
<p> Sappiamo che, quando i nostri<br />
 leader cominciarono a parlarsi, la logica della violenza che aveva<br />
 distrutto la nostra società si è dissipata ed è scomparsa. Gli<br />
 atti di terrorismo iniziati con i negoziati, quali attachi ad una<br />
 chiesa o ad un pub, furono quasi universalmente condannati ed i<br />
 partiti responsabili furono snobbati alle elezioni.<br />
 </p>
<p> L&#8217;euforia che seguì il nostro<br />
 votare assieme per la prima volta non fu solo dei sudafricani neri.<br />
 Il vero trionfo della riappacificazione fu che tutti si sentirono<br />
 inclusi. E dopo, quando approvammo una costituzione così<br />
 tollerante, compassionevole e inclusiva che avrebbe reso orgoglioso<br />
 anche Dio, tutti ci siamo sentiti librerati.<br />
 </p>
<p> Certo, avere un gruppo di leader<br />
 straordinari ha aiutato.<br />
 </p>
<p> Ma ciò che alla fine costrinse<br />
 questi leader a sedersi attorno al tavolo delle trattative fu<br />
 l&#8217;insieme di strumenti persuasivi e non violenti messi in pratica<br />
 per isolare il Sudafrica economicamente, accademicamente,<br />
 culturalmente e psicologicamente.<br />
 </p>
<p> A un certo punto &#8211; il punto di<br />
 svolta &#8211; il governo di allora si rese conto che preservare<br />
 l&#8217;apartheid aveva un costo superiore ai suoi benefici.<br />
 </p>
<p> L&#8217;interruzione, negli anni &#8217;80,<br />
 degli scambi commerciali con il Sud Africa da parte di aziende<br />
 multinazionali dotate di coscienza, è stata alla fine una delle<br />
 azioni chiave che ha messo in ginocchio l&#8217;apartheid, senza<br />
 spargimenti di sangue. Quelle multinazionali avevano compreso che,<br />
 sostenendo l&#8217;economia del Sud Africa, stavano contribuendo al<br />
 mantenimento di uno status quo ingiusto.<br />
 </p>
<p> Quelli che continuano a fare<br />
 affari con Israele, che contribuiscono a sostenere un certo senso di<br />
 &#8220;normalità&#8221; nella società Israeliana, stanno arrecando<br />
 un danno sia agli israeliani che ai palestinesi. Stanno contribuendo<br />
 a uno stato delle cose profondamente ingiusto.<br />
 </p>
<p> Quanti contribuiscono al<br />
 temporaneo isolamento di Israele, dichiarano così che Israeliani e<br />
 Palestinesi in eguale misura hanno diritto a dignità e pace.<br />
 </p>
<p> In sostanza, gli eventi accaduti a<br />
 Gaza nell&#8217;ultimo mese circa stanno mettendo alla prova chi crede nel<br />
 valore degli esseri umani.<br />
 </p>
<p> È sempre più evidente il<br />
 fallimento dei politici e dei diplomatici nel fornire risposte e che<br />
 la responsabilità di negoziare una soluzione sostenibile alla crisi<br />
 in Terra Santa ricade sulla società civile e sugli stessi abitanti<br />
 di Israele e Palestina.<br />
 </p>
<p> Oltre che per le recenti<br />
 devastazioni a Gaza, tante bellissime persone in tutto il pianeta &#8211;<br />
 compresi molti Israeliani &#8211; sono profondamente disturbate dalle<br />
 quotidiane violazioni della dignità umana e della libertà di<br />
 movimento cui i Palestinesi sono soggetti a causa dei checkpoint e<br />
 dei posti di blocco. Inoltre, la politica Israeliana di occupazione<br />
 illegale e di costruzione di insediamenti cuscinetto in una terra<br />
 occupata aggrava la difficoltà di raggiungere in futuro un accordo<br />
 che sia accettabile per tutti.<br />
 </p>
<p> Lo stato di Israele si sta<br />
 comportando come se non ci fosse un domani. Il suo popolo non potrà<br />
 avere la vita tranquilla e sicura che vuole &#8211; e a cui ha diritto &#8211;<br />
 finché i suoi leader continueranno a mantenere le condizioni che<br />
 provocano il conflitto.<br />
 </p>
<p> Io ho condannato quanti in<br />
 Palestina sono responsabili dei lanci di missili e razzi contro<br />
 Israele. Soffiano sulle fiamme dell&#8217;odio. Io sono contrario ad ogni<br />
 manifestazione di violenza.<br />
 </p>
<p> Ma dobbiamo essere chiari che il<br />
 popolo palestinese ha ogni diritto di lottare per la sua dignità e<br />
 libertà. È una lotta che ha il sostegno di molte persone in tutto<br />
 il mondo.<br />
 </p>
<p> Nessuno dei problemi creato dagli<br />
 esseri umani è irrisolvibile, quando gli esseri umani stessi si<br />
 impegnano a risolverlo con il desiderio sincero di volerlo superare.<br />
 Nessuna pace è impossibile quando la gente è determinata a<br />
 raggiungerla.<br />
 </p>
<p> La Pace richiede che israeliani e<br />
 palestinesi riconoscano l&#8217;essere umano in loro stessi e nell&#8217;altro,<br />
 che riconoscano la reciproca interdipendenza.<br />
 </p>
<p> Missili, bombe e insulti non sono<br />
 parte della soluzione. Non esiste una soluzione militare.<br />
 </p>
<p> È più probabile che la soluzione<br />
 arrivi dallo strumento nonviolento che abbiamo sviluppato in Sud<br />
 Africa negli anni &#8217;80, per persuadere il governo della necessità di<br />
 modificare la propria linea politica.<br />
 </p>
<p> Il motivo per cui questi strumenti<br />
 &#8211; boicottaggio, sanzioni e disinvestimenti &#8211; si rivelarono efficaci,<br />
 sta nel fatto che avevano una massa critica a loro sostegno, sia<br />
 dentro che fuori dal Paese. Lo stesso tipo di sostegno di cui siamo<br />
 stati testimoni, nelle utlime settimane, a favore della Palestina.<br />
 </p>
<p> Il mio appello al popolo di<br />
 Israele è di guardare oltre il momento, di guardare oltre la rabbia<br />
 nel sentirsi perennemente sotto assedio, nel vedere un mondo nel<br />
 quale Israele e Palestina possano coesistere &#8211; un mondo nel quale<br />
 regnino dignità e rispetto reciproci.<br />
 </p>
<p> Ciò richiede un cambio di<br />
 prospettiva. Un cambio di mentalità che riconosca come tentare di<br />
 perpetuare l&#8217;attuale status quo equivalga a condannare le<br />
 generazioni future alla violenza e all&#8217;insicurezza. Un cambio di<br />
 mentalità che ponga fine al considerare ogni legittima critica alle<br />
 politiche dello Stato come un attacco al Giudaismo. Un cambio di<br />
 mentalità che cominci in casa e trabocchi fuori di essa, nelle<br />
 comunità, nelle nazioni e nelle regioni che la Diaspora ha toccato<br />
 in tutto il mondo. L&#8217;unico mondo che abbiamo e condividiamo.<br />
 </p>
<p> Le persone unite nel perseguimento<br />
 di una causa giusta sono inarrestabili. Dio non interferisce nelle<br />
 faccende della gente, ha fiducia nel fatto che noi cresceremo ed<br />
 impareremo risolvendo le nostre difficoltà e superando le nostre<br />
 divergenze da soli. Ma Dio non dorme. Le Scritture Ebraiche ci<br />
 dicono che Dio è schierato dalla parte del debole, dalla parte di<br />
 chi è senza casa, della vedova, dell&#8217;orfano, dalla parte dello<br />
 straniero che libera gli schiavi nell&#8217;esodo verso la Terra Promessa.<br />
 Fu il profeta Amos che disse che dobbiamo lasciar scorrere la<br />
 giustizia come un fiume.<br />
 </p>
<p> La giustizia prevarrà alla fine.<br />
 L&#8217;obiettivo della libertà del popolo palestinese dall&#8217;umiliazione e<br />
 dalle politiche di Israele è una causa giusta. È una causa che lo<br />
 stesso popolo di Israele dovrebbe sostenere.<br />
 </p>
<p> Nelson Mandela disse che i<br />
 Sudafricani non si sarebbero potuti sentire liberi finché anche i<br />
 Palestinesi non lo fossero stati.<br />
 </p>
<p> Avrebbe potuto aggiungere che la<br />
 liberazione della Palestina libererà anche Israele.<br />
 </p>
</div>
</div>
<p></p>
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</div>
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