<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Terragni Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/terragni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/terragni/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Dec 2015 14:34:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Terragni Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/terragni/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La controversa Legge 194</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/09/03/la-controversa-legge-194/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/09/03/la-controversa-legge-194/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2014 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[194]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[laica]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[obiettori]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Terragni]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/09/03/la-controversa-legge-194/</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Marina Terragni (già sul blog di Io Donna) Come saprete il Consiglio d’Europa ha recentemente condannato L’Italia che “a causa dell’elevato numero degli obiettori di coscienza viola i diritti delle donne che alle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/09/03/la-controversa-legge-194/">La controversa Legge 194</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/legge194_mappa_obiettori_621_x_7221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/legge194_mappa_obiettori_621_x_7221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="257" width="400" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
Marina Terragni (già<br />
sul blog di Io Donna)</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>
Come saprete il <strong>Consiglio<br />
d’Europa ha recentemente condannato L’Italia</strong><br />
che “a causa dell’elevato numero degli obiettori di coscienza<br />
<strong>viola i diritti delle<br />
donne</strong> che alle<br />
condizioni prescritte dalla 194 del 1978 intendono interrompere la<br />
gravidanza”. Al momento nessuno sembra occuparsene, ma la sentenza<br />
ci obbliga a trovare una soluzione.</p>
<p><strong>La legge 194 è una buona<br />
legge</strong>, che ha<br />
consentito dagli anni Ottanta una<strong><br />
riduzione del 54 per cento delle Ivg</strong>.<br />
Ma oggi è <strong>sostanzialmente<br />
inapplicata</strong> a causa<br />
delle <strong>altissime<br />
percentuali di obiezione</strong><br />
di coscienza del personale medico e paramedico: 70 per cento con<br />
punte fino al 90 in Campania e oltre l’80 in Lazio, Molise,<br />
Sicilia, Veneto e Puglia, e interi ospedali che non garantiscono il<br />
servizio (obiezione di struttura). Anche l’attività dei Consultori<br />
si è fortemente ridotta: diminuisce il numero (per esempio, in<br />
Lombardia si è passati dai 335 Consultori del 1997 agli attuali 216)<br />
e viene depotenziata la loro azione.</p>
<p>A ciò si accompagna una <strong>vivace<br />
ripresa di iniziativa del Movimento per la Vita</strong>,<br />
in Italia e in Europa, oltre al proliferare dei cimiteri dei<br />
non-nati, con cerimonie di sepoltura dei prodotti abortivi (è bene<br />
ricordare che il diritto di seppellire i feti di qualunque età<br />
gestazionale è già garantito da un decreto presidenziale del 1990.<br />
Non vi è quindi alcuna necessità, se non ideologica, di istituire<br />
cimiteri dedicati).</p>
<p>La massiccia obiezione è causa di<br />
un <strong>ritorno all’aborto<br />
clandestino</strong> (il<br />
Ministero della Salute stima 40.000 interruzioni clandestine, numero<br />
in difetto perché nelle ostetricie è in costante aumento il numero<br />
degli “aborti spontanei”: dei 150 mila aborti spontanei<br />
verificatisi nel 2011, almeno un terzo, secondo lo stesso Ministero è<br />
attribuibile al “fai da te”, aborti non completi eseguiti in<br />
cliniche fuorilegge o provocati con farmaci reperibili sul Web o in<br />
farmacie compiacenti).<br />Altra conseguenza, il <strong>turismo<br />
abortivo</strong>: migrazioni<br />
interne, dal Veneto in Emilia Romagna dove la legge funziona meglio,<br />
dal Lazio in Toscana, e così via. Cresce anche il <strong>business<br />
dell’aborto</strong>: per<br />
esempio, delle 3776 IVG effettuate nell’ASL di Bari nel 2011,&nbsp;<br />
il 70 per cento è stato praticate in case di cura convenzionate. Il<br />
DRG per IVG ammonta a una cifra tra i 1100 e 1600 Euro. Questo<br />
significa 3.000.0000 di euro nelle casse del privato (dove<br />
l’obiezione è poco significativa).</p>
<p><strong>Perché si obietta tanto?</strong><br />
Per ragioni di carriera. Per evitare carichi di lavoro economicamente<br />
e professionalmente non remunerativi. Per sindrome da burnout: da non<br />
obiettore si diventa obiettore per stanchezza e per le difficoltà<br />
connesse a un lavoro che ti pone costantemente di fronte a questioni<br />
etiche. Per motivazioni religiose, anche se gli obiettori di<br />
coscienza poi sono disponibili a effettuare villocentesi e<br />
l’amniocentesi, anche in strutture private convenzionate<br />
confessionali dove si pratica l’obiezione di struttura. E tutti<br />
sappiamo che amniocentesi e villocentesi sono la “conditio sine qua<br />
non” dell’aborto terapeutico.</p>
<p><strong>L’obiezione di coscienza<br />
è un diritto</strong><br />
garantito dall’articolo 9 della legge 194, che è una legge a<br />
rilevanza Costituzionale. E’ garantito anche dalla Corte Europea<br />
dei diritti dell’uomo, laddove sancisce che “gli stati membri<br />
sono tenuti a organizzare i loro servizi sanitari in modo da<br />
assicurare l’esercizio effettivo della libertà di coscienza dei<br />
professionisti della salute”. Ma se il diritto alla obiezione deve<br />
essere garantito, la Corte di Strasburgo chiarisce che <strong>ciò<br />
non deve impedire ai pazienti di accedere a servizi a cui hanno<br />
legalmente diritto</strong><br />
(sentenza della Corte del 26.5.2011). L’Europa quindi sostiene la<br />
necessità che lo Stato preveda l’obiezione a condizione che non<br />
ostacoli l’erogazione del servizio.</p>
<p><strong>Il diritto all’obiezione<br />
di coscienza non può quindi essere negato</strong>.<br />
Questo diritto è garantito dall’art 3 della nostra Costituzione,<br />
dall’articolo 9 della 194 e dall’Europa.<strong>Come<br />
si fa, allora, a far funzionare la legge?</strong><br />
Nemmeno la mobilità del personale è una soluzione. I medici non<br />
obiettori sono pochissimi. Costringerli alla mobilità su più<br />
strutture significherebbe “condannarli” a eseguire esclusivamente<br />
aborti, negando il resto della loro professionalità.<br />Molte<br />
regioni italiane risolvono il problema chiamando medici non obiettori<br />
“a gettone” per garantire la 194, retribuendoli in modo cospicuo:<br />
ma non si possono fare soldi sulla pelle delle donne.</p>
<p>Che cosa si può fare, allora?<strong>Ogni<br />
reparto di ostetricia dovrebbe prevedere il 50 per cento di medici e<br />
paramedici non obiettori,</strong><br />
con presenza H24 di un’équipe che garantisca l’intera<br />
applicazione della legge 194, dalla prescrizione della pillola del<br />
giorno dopo all’aborto terapeutico,consentendo così la rotazione<br />
del personale medico e paramedico.</p>
<p>Come si può garantire il 50 per<br />
cento di non obiettori?</p>
<p>La strada è tracciata da una<strong><br />
sentenza del TAR Puglia</strong><br />
(14/09/2010, n. 3477, sez. II) nella quale si afferma che:<br />“ è<br />
possibile predisporre per il futuro bandi finalizzati alla<br />
pubblicazione dei turni vacanti per i singoli Consultori ed Ospedali<br />
che prevedano una <strong>riserva<br />
di posti del 50 per cento per medici specialisti che non abbiano<br />
prestato obiezione di coscienza e al tempo stesso una riserva di<br />
posti del restante 50 per cento per medici specialisti<br />
obiettori</strong>”.<br />Opzione<br />
equa, ragionevole e praticabile che non si porrebbe in contrasto con<br />
il principio di eguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione e<br />
consentirebbe la piena applicazione della legge 194.</p>
<p>Il TAR dell’Emilia Romagna ((sez.<br />
Parma, 13 dicembre 1982, n. 289, in Foro amm. 1983, 735 ss) chiarisce<br />
inoltre che “la clausola che condiziona l’assunzione di un<br />
sanitario alla non presentazione dell’obiezione di coscienza ai<br />
sensi dell’art. 9 risponde all’esigenza di consentire<br />
l’effettuazione del servizio pubblico per il quale il dipendente è<br />
assunto, secondo una prospettiva non estranea alle intenzioni del<br />
legislatore del 1978”.</p>
<p>(<em>proposta<br />
congegnata insieme a Mercedes Lanzilotta</em>)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/09/03/la-controversa-legge-194/">La controversa Legge 194</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/09/03/la-controversa-legge-194/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
