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		<title>Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 07:41:33 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">di Veronica Tedeschi</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-587.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7174" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-587.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-587" width="540" height="349" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-587.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 540w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-587-300x194.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">Il 29 settembre, presso la sede della CGIL di Monza, Raffaele Crocco, giornalista Rai e inviato speciale in zone di guerra, ha presentato l’ultima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">L’ultima edizione del 2015, parzialmente differente rispetto alle precedenti, contiene alcune mappe esplicative di diversi argomenti quali la presenza di caschi blu nel mondo, la diffusione del land grabbing e molte altre. Sono mappe che rappresentano il territorio secondo la logica di Peters, rappresentando, quindi, i territori nella loro grandezza naturale, a differenza di quello che accadeva con la cartina di Mercatore, palesemente eurocentrica, nella quale l’Africa veniva rappresentata molto piccola.</span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, serif;">In questi ultimi anni”, inizia Crocco, “sento un forte movimento contro la guerra, ovunque vi è volontà di interromperla, come se la guerra fosse un’abitudine da cambiare. L’errore più grande che stiamo facendo è non essere ancora riusciti a tradurre la pace in normalità”.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">Questo atlante è stato creato dall’esperienza di alcuni giornalisti che hanno vissuto sul campo guerra e povertà e che hanno potuto osservare come la guerra sia un effetto e non una causa. I motivi che scatenano una guerra sono molti ma tra i più gravi troviamo miliardi di persone che rischiano di morire di fame, circa 200. 000. 000 persone che non hanno acceso alla sanità e 80 persone in tutto il mondo che detengono un patrimonio pari al Pil dei 40 paesi più poveri nel mondo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">A questo discorso bisogna anche aggiungere che nel mondo abbiamo due grandi associazioni di paesi: da un lato la</span><span style="font-family: Arial, serif;"><b> brix</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">, l’associazione di cinque paesi tra le maggiori economie emergenti: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica. Dal lato opposto il </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>G7</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">, del quale l’Italia fa ancora oggi parte, composto dai 7 ministri dell’Economia </span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">delle sette nazioni sviluppate con la ricchezza netta più grande al mondo: Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada. Questa divisione in “club” è già da sola rappresentativa della mala distribuzione della ricchezza nel mondo. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: Arial, serif;">Non dobbiamo mai dimenticare l’importanza della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che io preferisco chiamare Dichiarazione universale dei diritti della persona, non solo dell’uomo. È importante non darla per scontato come fanno abitualmente i nostri politici. Nessun partito italiano ha negli obiettivi la riforma delle Nazioni Unite e noi elettori non abbiamo detto nulla su questa mancanza”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">A fine intervento, Crocco mostra alcune delle mappe contenute nell’atlante, due in particolare. La prima sul </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>land grabbing</b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">, una pratica di acquisizione su larga scala di terreni agricoli in paesi in via di sviluppo, mediante affitto o di grandi estensioni agrarie da parte di compagnie transnazionali. Nel suo intervento il giornalista intende sottolineare la negatività di questa pratica, perché le popolazioni del luogo sono obbligate a spostarsi dal loro habitat e perché così facendo si sta favorendo la rinascita del latifondo, duramente combattuto in passato.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">La seconda cartina mostrata è quella sui </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>muri nel mondo</b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">: 18, di cui 15 costruiti negli ultimi 15 anni. Tutto questo è spaventoso, le popolazioni cercano di isolarsi da altre persone, cercando di sfuggire ai flussi migratori come fossero vulcani pieni di lava pronti ad eruttare. Come se le persone possano essere paragonate a del fuoco che invade la tua casa. La migrazione, ricorda Crocco, esiste da sempre: anni fa siamo stati noi a migrare, poi sono stati gli albanesi, successivamente ancora i romeni, ora sono africani e siriani. Cosa cambia?</span></span></p>
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		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;: Premio Nobel per … la pace?</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 06:55:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde &#160; &#160; Domenica 2 ottobre il popolo colombiano ha votato “no” al trattato di pace che cercava di porre fine a più di 50 anni di guerra contro le FARC. Con&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7139" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-575" width="848" height="476" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-575.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 848w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-575-300x168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-575-768x431.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domenica 2 ottobre il popolo colombiano ha votato “no” al trattato di pace che cercava di porre fine a più di 50 anni di guerra contro le FARC.</p>
<p>Con 99.25 per cento dei seggi conteggiati, s’imponeva l’opzione &#8220;No&#8221; , col 50.24 per cento sul &#8220;Sì&#8221;, poco più di un&#8217;ora dopo la chiusura delle urne per questo voto storico, in cui è stata registrata una quota di partecipazione del 37.28 per cento.</p>
<p>Più di 30 milioni di colombiani sono stati chiamati a pronunciarsi sull’accordo firmato il 26 settembre tra le forze armate rivoluzionarie della Colombia e il governo di Juan Manuel Santos.</p>
<p>“Ha vinto l’odio. Ha vinto l’odio alle FARC. Rimaniamo sommersi in una profonda crisi politica con delle conseguenze economiche molto negative. Adesso sono le FARC che decideranno se continuano con lo smantellamento, la reintegrazione e il cessate al fuoco bilaterale&#8221;. Ha dichiarato Jorge Restrepo direttore del CERAC (Centro de recursos para el analisis de conflictos)</p>
<p>Si sono espressi tutti sul trattato di pace, sul referendum, sulla Colombia. Da Shakira a Papa Francesco.</p>
<p>Sono stati pubblicati decine di articoli su questo argomento.</p>
<p>Io ho chiesto un&#8217; opinione a una colombiana e  a un colombiano.</p>
<p>Mariella è nata a Cali e vive in Italia da tanti anni, ma segue con attenzione quello che succede nel suo Paese anche perché ha tutta la famiglia là. La sua opinione ha provocato delle reazioni non proprio favorevoli fra i sui contatti Fb. Ma io la conosco molto bene e  so che in nessun modo rimarrebbe indifferente di fronte a un tale  evento. Ed è una cosa che pochi hanno: coraggio di dire le cose come stanno, coraggio di dire la propria opinione. Ecco le sue parole:</p>
<p>“Secondo me il Premio Nobel che  è stato dato a Santos è un premio che non merita, visto il grande fallimento del referendum. Io credo che un premio così importante debba essere assegnato a persone che hanno già raggiunto un obiettivo, a qualcuno che abbia dato l’esempio. A Santos lo danno per il trattato di pace, una pace che non c’è! . Secondo la mia opinione il popolo ha votato NO perché ci sono tante persone che non vogliono le FARC al governo. Sarebbe un governo pieno di gente corrotta. Un premio Nobel per la pace dato a un presidente di un Paese dove la sanità pubblica è in assoluta crisi, dove la gente muore aspettando cure mediche, dove non c’è trasparenza, dove le tasse salgono, dove c’è tanta insicurezza. Un premio per la pace dove le persone non si possono permettere di andare in pensione. Dei 47 millioni di Colombiani meno del 10 per cento vanno i pensione. Dove i contadini hanno vissuto le peggio atrocità in nome degli OGM. Stanno dando questo premio per la pace a Santos che fu Ministro per la difesa durante il mandato di Uribe e ha provocato migliaia di morti fra i contadini che si rifiutavano di seminare gli OGM. Dove interi campi venivano bruciati lasciando senza nulla queste persone, per favorire le multinazionali. Se il premio è stato dato a Santos allora perché non lo danno anche alle FARC?&#8221;</p>
<p>Un altro amico ha gentilmente voluto darmi la sua opinione sul presidente Santos. Juan Carlos ha vissuto per tanti anni in Europa, ma adesso è ritornato in Colombia.</p>
<p>“Io non credo nei politici e se vediamo la storia presidenziale colombiana è un dramma! Ma penso che Santos è il meno peggio e, anzi, ci ha anche salvati da Uribe e la sua para-politica (para-politica è il nome che viene dato allo scandalo scoppiato in Colombia nel 2006 dalla rivelazione di legami tra politici e paramilitari, dopo il processo di smobilitazione che favorirono molti dei gruppi che componevano le Autodefensas Unidas de Colombia. In Colombia si chiamano paramilitari i gruppi illegali armati di estrema destra che si definiscono come auto-difesa e di solito sono legati al traffico di droga). Santos nel suo governo ha chiamato persone di ogni orientamento politico”.</p>
<p>Per ultimo, le parole di Santos  a un giornalista italiano:</p>
<p>“Il mio sogno è una Colombia libera e in pace. Una grande Colombia che una violenza assurda arcaica, voluta da altri, non solo dalle FARC, ha bloccato per 52 anni”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Ringrazio la gentilezza e disponibilità di questi due colombiani che con la loro particolare allegria, tenacia e grande umanità rendono, una da lontano e l’altro da vicino, la Colombia un Paese meraviglioso, che senz’altro merita la pace. E su questo siamo tutti e tutte d’accordo.</p>
<p align="JUSTIFY">Grazie Mariella Cifuentes e Juan Carlos Pineda.</p>
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