<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>terrorismo Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/terrorismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/terrorismo/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Aug 2024 08:53:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>terrorismo Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/terrorismo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Notizie dal Medioriente, sempre più in fiamme</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/02/notizie-dal-medioriente-sempre-piu-in-fiamme/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/02/notizie-dal-medioriente-sempre-piu-in-fiamme/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 08:52:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17634</guid>

					<description><![CDATA[<p>(notizie riprese: da anbamed.it) Libano Si sono svolte ieri a Beirut i funerali dell’uomo numero due del movimento di resistenza libanese Hezbollah, Fuad Shokr. Nel discorso di commiato, il leader Nasrullah ha ribadito che&#160;“Siamo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/02/notizie-dal-medioriente-sempre-piu-in-fiamme/">Notizie dal Medioriente, sempre più in fiamme</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>(notizie riprese: da anbamed.it)</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/hani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/hani-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17635" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/hani-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/hani-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/hani-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/hani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong>Libano</strong></p>



<p>Si sono svolte ieri a Beirut i funerali dell’uomo numero due del movimento di resistenza libanese Hezbollah, Fuad Shokr. Nel discorso di commiato, il leader Nasrullah ha ribadito che&nbsp;<em>“Siamo entrati in una fase nuova. La risposta a questo crimine non tarderà, avverrà di sicuro, al momento giusto e sarà dolorosa per gli israeliani. Noi non attaccheremo i civili come fa il nemico, ma colpiremo in profondità”.</em>&nbsp;Il leader libanese fa poi un commento alle manifestazioni di giubilo che hanno avuto luogo in Israele sia nelle colonie sia nelle trasmissioni televisive e nelle dichiarazioni dei politici:&nbsp;<em>“Non ridete troppo, perché piangerete di pentimento per il crimine compiuto. La nostra risposta sarà multilaterale. Non verrà soltanto da nord”.</em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p></p>



<p><strong>Iran</strong></p>



<p>Il capo di Stato maggiore iraniano, Mohammed Bakiri, ha affermato che&nbsp;<em>“Israele si pentirà di aver violato la sovranità iraniana e compiuto il suo crimine contro il leader palestinese Hanie nel cuore di Teheran”.</em>&nbsp;In Israele la tensione è alta e l’allerta tocca diversi livelli, dall’aumento di sorveglianza di sicurezza sui movimenti dei politici, a partire da Netanyahu, alle misure di protezione civile nelle colonie. L’esercito ha diramato un ordine alle industrie con sede nel nord di spostare i materiali pericolosi stoccati.</p>



<p>La stampa israeliana commenta che Teheran dovrà sicuramente agire per non essere derisa dalle opinioni arabe e interne a causa dello smacco ricevuto, con l’assassinio di Hanie durante il momento massimo di allerta dei servizi iraniani, durante l’insediamento del nuovo presidente. Ufficialmente Israele non ha rivendicato l’attacco di Teheran, ma Netanyahu ha ammesso indirettamente la responsabilità, dicendo che “chiunque faccia male ad Israele, sarà colpito”.</p>



<p></p>



<p><strong>Cisgiordania e Gerusalemme est</strong></p>



<p>Le incursioni dei coloni ebrei israeliani contro i villaggi palestinesi, con la protezione dell’esercito, sono diventate l’esercizio quotidiano per costringere la popolazione a fuggire. Pulizia etnica a fuoco lento. Ieri, a Burqa, ad est di Ramallah e nei pressi del muro della vergogna, un gruppo di coloni ha attaccato la casa di un palestinese incendiandola e appiccando il fuoco in una macchi di un altro cittadino. Il sindaco di Burqa ha detto ad una tv araba:&nbsp;<em>“I sionisti arrivati da oltreoceano che non hanno nessun legame con questo territorio vogliono cacciarci dalla nostra terra, per allargare le colonie, ma noi resisteremo. Non ce ne andremo; questa è la nostra terra e sono loro che prima o poi se ne dovranno andare”.</em></p>



<p></p>



<p><strong>Prigionieri</strong></p>



<p>La Commissione ONU per i diritti umani ha documentato le torture compiute sui detenuti palestinesi nei campi di concentramento israeliani. Le testimonianze raccolte parlano di “detenzione in celle a forma di gabbie metalliche in mezzo al deserto, completamente nudi tranne che di pannolini, con occhi bendati e mani legate, oltre alla privazione del cibo e dell’acqua”. Folker Turk, alto commissario, ha dichiarato che “secondo queste testimonianze, diverse, tante e coincidenti, Israele potrebbe aver compiuto crimini di guerra. L’uso di annegare la testa dei detenuti in acqua e lanciare contro di loro i cani feroci addestrati, mentre erano ammanettati, è una tortura vietata dalle norme internazionali di guerra”.</p>



<p>Le richieste dell’ONU e della Croce Rossa internazionale di vistare i campi di concentramento israeliani sono state rifiutate dal governo Netanyahu.</p>



<p></p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>Una storia triste dal finale positivo. Ibrahim Bakri è il papà di una bambina uccisa nel 2023 da un uomo che le ha sparato mentre stava in macchina, per futili motivi. L’assassino, Hussein Harhara, aveva litigato con Bakri per un diverbio stradale sul diritto a parcheggiare. Ha tirato il fucile ed ha sparato uccidendo Hanin, una bimba di 7 anni e ferendo la sorella maggiore, che erano nell’abitacolo dell’auto di famiglia.&nbsp;</p>



<p>Il tribunale di Aden ha condannato l’assassino alla pena capitale da svolgersi in pubblico e con un colpo di mitra alla testa. Un orrore di Stato.</p>



<p>Al momento dell’esecuzione, quando tutto era pronto: il condannato con le mani legate a terra su un lenzuolo e il&nbsp;boia pronto con il suo fucile automatico con attorno una folla di militari e civili che aspettava la macabra esecuzione, il padre di Hanin ha perdonato l’assassino e fatto decadere così la condanna della giustizia&nbsp;statale, in ottemperanza ad una norma della sharia islamica. “La vendetta non avrebbe riportato in vita Hanin. Ho perdonato l’assassino pensando alla sorte dei suoi figli che sarebbero rimasti orfani”, ha detto l’uomo.&nbsp;</p>



<p>Sui social, in tutti i paesi arabi e non solo in Yemen, il gesto generoso è stato valutato positivamente, con commenti di vari orientamenti, che vanno dall’opposizione alla pena di morte considerata un assassinio di Stato, a valutazioni religiose che considerano la legge divina superiore a quella umana (fondamentalisti) fino a quelle sociologiche sulla necessità di far prevalere la fratellanza umana, per sconfiggere la violenza. Non sono mancati ragionamenti politici: “Se ragionassimo tutti così, la guerra nel nostro paese sarebbe finita da tempo”.</p>



<p></p>



<p>Anche <strong><em>Associazione Per i diritti umani</em></strong> aderisce al seguente appello:</p>



<h1>Rete Pace e disarmo: “A Gaza muore anche la nostra umanità”</h1>



<p><a href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.anbamed.it%2F2024%2F07%2F30%2Frete-pace-e-disarmo-a-gaza-muore-anche-la-nostra-umanita%2F&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a><a href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Rete%20Pace%20e%20disarmo%3A%20%22A%20Gaza%20muore%20anche%20la%20nostra%20umanit%C3%A0%22&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.anbamed.it%2F2024%2F07%2F30%2Frete-pace-e-disarmo-a-gaza-muore-anche-la-nostra-umanita%2F&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a><a href="https://api.whatsapp.com/send?text=Rete%20Pace%20e%20disarmo%3A%20%22A%20Gaza%20muore%20anche%20la%20nostra%20umanit%C3%A0%22%20https%3A%2F%2Fwww.anbamed.it%2F2024%2F07%2F30%2Frete-pace-e-disarmo-a-gaza-muore-anche-la-nostra-umanita%2F&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a><a href="https://telegram.me/share/url?url=https%3A%2F%2Fwww.anbamed.it%2F2024%2F07%2F30%2Frete-pace-e-disarmo-a-gaza-muore-anche-la-nostra-umanita%2F&amp;text=Rete%20Pace%20e%20disarmo%3A%20%22A%20Gaza%20muore%20anche%20la%20nostra%20umanit%C3%A0%22&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a><a href="https://www.instagram.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a></p>



<p><strong>Lettera aperta della società civile: “A Gaza muore anche la nostra umanità: fate passare gli aiuti della comunità internazionale”</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.anbamed.it/wp-content/uploads/2024/07/A-Gaza-muore-anche-la-ns-umanita-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-20208"/></figure>



<p><br><strong>Lettera aperta di decine di organizzazioni della società civile al&nbsp;Presidente della Repubblica, al Parlamento, al Governo Italiano</strong>: occorre&nbsp;<strong>mettere in campo tutte le proprie responsabilità affinché sia rispettato il diritto umanitario internazionale e si ponga fine alla disumana ed immorale situazione in cui è costretta la popolazione palestinese</strong>&nbsp;nella Striscia di Gaza<br><br>La Corte Internazionale di Giustizia dell’ONU, il 26 gennaio 2024, ha evocato un “rischio plausibile” di genocidio nella striscia di Gaza, ammonendo Israele di adottare concrete misure di prevenzione. In particolare la Corte ha sancito che: “Lo Stato di Israele deve adottare misure immediate ed efficaci per consentire la fornitura d’urgenza di servizi di base e di assistenza umanitaria”<br><br><strong>Ribadendo la necessità e l’urgenza di adottare tutte le azioni politiche e diplomatiche per arrivare ad un cessate il fuoco, alla liberazione di tutti gli ostaggi e dei prigionieri palestinesi detenuti illegalmente, ma soprattutto alla costruzione di una soluzione del conflitto tra Israele e palestinesi, fondata sul diritto internazionale e sulle risoluzioni ONU</strong>, non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla tragedia umanitaria che si sta consumando nella Striscia di Gaza con il blocco degli aiuti umanitari per la popolazione affamata, priva di medicine e di cure per feriti ed ammalati.<br><strong>Ricordiamo che è responsabilità di ogni stato membro delle Nazioni Unite, quindi anche dello Stato italiano, operare in modo attivo affinché sia rispettato il diritto umanitario</strong>, la cui reiterata violazione non ha nessuna giustificazione in alcun contesto di guerra, come ha nuovamente riportato il parere della Corte Internazionale di Giustizia lo scorso 19 luglio.<br><br><strong>Israele deve garantire il libero accesso e la sicurezza agli operatori umanitari.</strong><br><br><br>Il testo della lettera aperta, con&nbsp;le adesioni raccolte, è&nbsp;<strong><a href="https://retepacedisarmo.us14.list-manage.com/track/click?u=fa5bab19e0386a407221c9180&amp;id=3713f009df&amp;e=338190a9de&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicato a questo link&nbsp;</a></strong></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/02/notizie-dal-medioriente-sempre-piu-in-fiamme/">Notizie dal Medioriente, sempre più in fiamme</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/02/notizie-dal-medioriente-sempre-piu-in-fiamme/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attentato a Kabul. Perdono la vita almeno 25 studenti di etnia hazara</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/04/20/attentato-a-kabul-perdono-la-vita-almeno-25-studenti-di-etnia-hazara/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/04/20/attentato-a-kabul-perdono-la-vita-almeno-25-studenti-di-etnia-hazara/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 08:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[capitale]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[comunitàinternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diaspora]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[hazara]]></category>
		<category><![CDATA[kabul]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16299</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani si appella alla comunità internazionale per la garanzia di pace e di democrazia in Afghanistan e condanna duramente l&#8217;attacco alla scuola di Kabul che ha causato il decesso di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/04/20/attentato-a-kabul-perdono-la-vita-almeno-25-studenti-di-etnia-hazara/">Attentato a Kabul. Perdono la vita almeno 25 studenti di etnia hazara</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/afg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="806" height="460" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/afg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16302" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/afg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 806w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/afg-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/afg-768x438.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 806px) 100vw, 806px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani si appella alla comunità internazionale per la garanzia di pace e di democrazia in Afghanistan e condanna duramente l&#8217;attacco alla scuola di Kabul che ha causato il decesso di almeno 25 studenti. tre esplosioni si sono  registrate vicino alla scuola maschile della comunità Hazara, la Abdurahim Shahid High School, con più di 16.000 studenti nella zona occidentale della città. Lo riferiscono media locali e l&#8217;Ong Afghanistan Rights Watch.       </p>



<p>Pubblichiamo il comunicato dell diaspora hazara e delle organizzazioni civiche hazara in Italia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/huss-ita.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="842" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/huss-ita-842x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/huss-ita-842x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 842w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/huss-ita-247x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 247w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/huss-ita-768x934.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/huss-ita.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1178w" sizes="(max-width: 842px) 100vw, 842px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/hussa-inglese.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="836" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/hussa-inglese-836x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16301" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/hussa-inglese-836x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 836w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/hussa-inglese-245x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 245w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/hussa-inglese-768x941.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/hussa-inglese.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1186w" sizes="(max-width: 836px) 100vw, 836px" /></a></figure>



<p> </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/04/20/attentato-a-kabul-perdono-la-vita-almeno-25-studenti-di-etnia-hazara/">Attentato a Kabul. Perdono la vita almeno 25 studenti di etnia hazara</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/04/20/attentato-a-kabul-perdono-la-vita-almeno-25-studenti-di-etnia-hazara/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. L’ennesimo colpo di stato: è il turno del Burkina Faso</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 08:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[@peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BurkinaFaso]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[colpodistato]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[Kaborè]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16119</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Con il classico comunicato stampa letto nella serata del 23 gennaio alla tv nazionale, la cui sede era occupata già dal primo mattino, i militari del Movimento patriottico per la salvaguardia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. L’ennesimo colpo di stato: è il turno del Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Burkina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="427" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Burkina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16120" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Burkina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Burkina-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p></p>



<p>Con il classico comunicato stampa letto nella serata del 23 gennaio alla tv nazionale, la cui sede era occupata già dal primo mattino, i militari del Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione (Mpsr) fedeli al tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba hanno annunciato di aver esautorato dal potere il presidente del Burkina Faso Roch Marc Christian Kaborè per “manifesta incapacità di garantire la sicurezza”.</p>



<p>Questa notizia, per gli studiosi di Africa, era attesa già da mesi: dalle elezioni del novembre 2020, a seguito delle quali si scatenarono violenze e contestazioni in relazione al fatto che più di 400.000 persone non avevano potuto esprimere il loro voto a causa dello smarrimento dei loro documenti conseguente ai numerosi attacchi terroristici. Sospetti brogli elettorali che hanno, quindi, portato alla rielezione del presidente Kaborè.</p>



<p>Prendo spunto dai fatti degli ultimi giorni per parlare di quella che possiamo definire “epidemia di colpi di stato”: il Burkina Faso è, infatti, il terzo paese a subire un colpo di stato nel giro di pochi mesi (dopo <a href="https://www.peridirittiumani.com/2022/01/07/stay-human-africa-guinea-un-vescovo-a-sostegno-della-giunta-militare/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Guinea</a> e <a href="https://www.peridirittiumani.com/2020/08/22/stay-human-africa-colpo-di-stato-in-mali/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Mali</a>). Questo accade solo negli ultimi mesi ma, se vediamo la storia degli stati africani dagli anni ‘60 ad oggi ci accorgiamo che i colpi di stato sono stati veramente tanti: Ciad, Sudan e Nigeria per citarne solo alcuni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Coup d&#039;Etat: Burkina Faso Soldiers Oust President As They Announce Takeover, Dissolve Parliament" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/khnMxLYd3f0?start=2&#038;feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p>Ovviamente cercare di riassumere in maniera sommaria le cause di tutto ciò è pressoché impossibile ma qualche elemento in comune tra gli ultimi golpe lo possiamo trovare: la crisi dell’economia, &nbsp;la <strong>disoccupazione,</strong>&nbsp;la <strong>povertà,</strong>&nbsp;l’ampliarsi della&nbsp;<strong>minaccia terroristica,</strong>&nbsp;<strong>l’insoddisfazione profonda</strong>&nbsp;delle popolazioni per i precedenti governanti, la disaffezione verso il periodico ricorso alle elezioni, e <strong>le mancate promesse&nbsp;</strong>dei leader eletti. L’impasse nella lotta al terrorismo abbinato alla fragilità della società è forse la causa principale: in Burkina Faso l’attacco jihadista di Inata, a novembre, ha causato la morte di una cinquantina di gendarmi, segnando un punto di svolta. La gestione del presidente Kaboré e la sua scelta di appoggiare le milizie dei villaggi, insieme al valzer dei ministri della difesa e all’assenza di risultati, hanno segnato le sua sorte.</p>



<p>L’impatto di questo golpe si sentirà più che altro nella reazione dei paesi limitrofi e dell’Unione Africana che, notizia di poche ore fa, ha sospeso il Burkina Faso a seguito del colpo di stato. Come scritto da Giuseppe Mistretta di ISPI ” <em>(….)&nbsp;le reazioni più incisive sono provenute dagli Stati limitrofi, dall’Ecowas&nbsp;(organismo economico regionale dell’Africa Occidentale),&nbsp;e dall’Unione Africana, organizzazione panafricana per eccellenza. Esse sono consistite sia in&nbsp;Dichiarazioni politiche pubbliche di forte critica&nbsp;nei confronti degli autori dei colpi di Stato, sia in&nbsp;misure sanzionatorie&nbsp;individuali (blocco dei conti correnti esteri, divieto di viaggiare verso altri Paesi, etc.), sia nella&nbsp;sospensione della membership&nbsp;dei Paesi “golpisti”, adottata da parte dell’organismo dell’Africa occidentale e dall’UA.</em></p>



<p>In molte riviste leggo commenti sul come Inata rappresenti la goccia che ha fatto traboccare il vaso e del resto anche io ho iniziato questo scritto dicendo che noi studiosi di Africa ci aspettavamo questa notizia. Questa è la verità e la ribadisco ma il punto che vorrei approfondire è la figura dei militari: strutture non democratiche né elette dal popolo che garantiscono ai civili sicurezza, più di un Presidente e di un governo eletto democraticamente. I così detti gruppi di autodifesa che in Africa sono in aumento a causa della mancanza di governi competenti, rappresentano una minaccia e contemporaneamente una rassicurazione per i civili.</p>



<p>Per rispondere a queste affermazioni non basta mettere sul piatto solo e sempre povertà e terrorismo ma anche, mio personale parere, il ruolo che l’Unione Europea ha avuto e tutt’ora ha nel continuo tentativo di sostenere e diffondere lo spirito e la pratica dei valori democratici e dello Stato di diritto.</p>



<p>Qualcosa non funziona, mi sembra chiaro.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. L’ennesimo colpo di stato: è il turno del Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/08/stay-human-africa-lennesimo-colpo-di-stato-e-il-turno-del-burkina-faso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anbamed. Notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/12/27/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-16/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/12/27/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-16/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 10:38:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arabo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgiordania]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[gerusalemme]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[somalia]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15925</guid>

					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly (anbamed.it) I titoli Siria: Catturato dai curdi un capo dell’Isis. Migranti: Naufragi al largo delle coste tunisine e greche. Palestina occupata:&#160;Sostituzione etnica in Cisgiordania e Golan occupati.Sudan:&#160;Centinaia di feriti nelle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/12/27/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-16/">Anbamed. Notizie dal sud est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>A cura di Farid Adly (anbamed.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="800" height="450" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15926" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Siria:</strong> Catturato dai curdi un capo dell’Isis. Migranti: Naufragi al largo delle coste tunisine e greche.</p>



<p><strong><u>Palestina occupata:</u></strong>&nbsp;Sostituzione etnica in Cisgiordania e Golan occupati.<strong>Sudan:</strong>&nbsp;Centinaia di feriti nelle manifestazioni di protesta contro il regime militare.&nbsp;Egitto:&nbsp;Si infittisce di mistero lo scandalo della banda di tombaroli capeggiata da un imprenditore e da un ex parlamentare.</p>



<p><strong><u>Libia:</u></strong>&nbsp;Si riunisce oggi il Parlamento per il piano del dopo naufragio delle elezioni.</p>



<p><strong><u>Yemen:</u></strong>&nbsp;Una guerra senza fine e dimenticata.</p>



<p><strong><u>Somalia:</u></strong>&nbsp;Un predicatore di una moschea di origine somala è stato ucciso nell’Ohio (USA)</p>



<p><strong>Le notizie</strong></p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>Le unità speciali delle forze democratiche siriane (FDS; curdi), supportate dagli statunitensi, hanno arrestato un capo&nbsp;dell&#8217;ISIS. Si chiama Mohammed AbdelAwwad&nbsp;e noto con il soprannome&nbsp;di Rasheed. Stava architettando un attacco in grande stile contro il carcere di Ghuweran&nbsp;nella provincia&nbsp;siriana nord orientale di Hasakah.</p>



<p>Secondo le confessioni&nbsp;dello stesso, l&#8217;attacco al carcere sarebbe avvenuto con un&#8217;autobomba guidata da un kamikaze, l&#8217;entrata di diversi attentatori&nbsp;suicidi con cinture esplosive e un camion carico di 165 Kalashnikov da distribuire&nbsp;ai prigionieri, per prendere possesso della struttura e compiere altri attacchi contro la guarnigione delle FDS.</p>



<p>Secondo quanto riportato&nbsp;dalla stampa curda siriana e irachena l&#8217;attacco contro il covo dell&#8217;Isis sarebbe avvenuto con un&#8217;operazione inconsueta: sono state usate due autobombe fatte esplodere contro l&#8217;abitazione del capo jihadista.</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Mobilitazione in Cisgiordania contro le aggressioni dei coloni diventate quotidiane con la protezione dell’esercito di occupazione. A Burqa, a Kusra ed in altre località del distretto di Nablus, i coloni hanno inscenato nel giorno di Natale attacchi ai villaggi e cittadine palestinesi con incendi e lanci di pietre. L’intento è quello di costringere gli abitanti a abbandonare le loro case e fuggire per lasciare posto all’espansionismo coloniale. Una politica sistematica di sostituzione etnica: nel 2021, l’esercito di occupazione ha ordinato la demolizione di 700 unità abitative nel distretto, mentre nelle colonie sono state costruite 3000 case. 145 organizzazioni palestinesi della società civile hanno lanciato un appello all’ONU, per garantire la protezione alla popolazione autoctona da questa politica razzista del governo israeliano.</p>



<p>Il governo Bennett ha approvato un piano per il raddoppio degli insediamenti ebraici nel Golan siriano occupato. I coloni passeranno entro il 2030 dagli attuali 50 mila a 100 mila.</p>



<p><strong>Migranti</strong></p>



<p>La guardia costiera ha riportato in Tunisia 44 migranti che si trovavano al largo delle coste di Ben Gardane, al confine con la Libia. Prevalentemente erano siriani e maliani e provenivano da un porto libico. La Tunisia sta assumendo sempre di più il ruolo di gendarme dei confini sud dell’Unione Europea. Secondo la stampa locale, alcuni migranti hanno informato gli operatori della mezzaluna rossa che il gommone che li trasportava non era in avaria al momento del suo blocco da parte della Marina tunisina. &nbsp;</p>



<p>È andata peggio per i migranti che tentavano di raggiungere le coste delle isole greche: 24 persone sono morte e 92 salvate. La guardia costiera greca ha compiuto negli ultimi 5 giorni ben tre salvataggi di imbarcazioni in avaria. La maggior parte dei migranti sono di nazionalità siriana e egiziana.<strong>Sudan</strong>&nbsp;Grandi manifestazioni sabato in Sudan per la democrazia e contro il potere politico dei militari. La polizia ha sparato lacrimogeni. La protesta respinge l’accordo tra il premier Hamdouk e il generale golpista Burhan, per la condivisione del potere nella fase transitoria fino alle elezioni politiche del 2023. Secondo il sindacato dei medici ci sono stati 178 feriti, tra i quali diversi gravi per i colpi di lacrimogeni lanciati ad altezza d’uomo e 8 colpiti da pallottole vere. Almeno 700 le persone che hanno ricevuto cure per soffocamento provocato dai gas. Per bloccare l’arrivo della folla ai centri di concentramento, la polizia ha chiuso i ponti sul Nilo, interrotto le comunicazioni telefoniche e internet. Il Comitato organizzatore ha denunciato che venerdì, il giorno prima della manifestazione, reparti della polizia avevano fatto irruzione nelle case dei coordinatori ed arrestato molti di loro per far fallire la catena organizzativa della mobilitazione. La crisi sudanese si è acuita in seguito al colpo di Stato del 25 ottobre, ordito dai generali contro la componente civile del governo. La manovra maldestra era arrivata pochi giorni prima della consegna del vertice del consiglio presidenziale ai civili, prevista dagli accordi del 2019 per la metà di novembre. L’isolamento internazionale e le mobilitazioni popolari hanno costretto i generali a fare un passo indietro, ma con l’accordo siglato col premier Hamdouk, hanno mantenuto nelle loro mani un forte potere sulle sorti del paese. &nbsp;&nbsp;<strong>Egitto</strong>Uno scandalo nello scandalo. Il giudice incaricato del processo contro l’imprenditore, Hassan Ratib e l’ex parlamentare, Alaa Hassanin, implicati nella banda dei tombaroli, ha rinunciato all’incarico per “<em>motivi di inopportunità</em>”. I due imputati insieme ad altri 23 sono accusati di aver organizzato una banda di tombaroli alla ricerca di reperti archeologici con vere e proprie missioni di scavi. L’inchiesta è partita lo scorso giugno ed ha riportato alla scoperta di tesori antichi importantissimi, trafugati e pronti per l’espatrio. Nella vicenda sembra implicato l’ex ambasciatore degli Emirati arabi Uniti al Cairo, che è stato richiamato dal suo paese lo scorso novembre. Secondo un ex diplomatico egiziano a Doha, avrebbe permesso l’espatrio dei reperti con la valigia diplomatica. Nell’inchiesta viene citato il nome di un’emira saudita interessata all’affare.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Libia</strong></p>



<p>Oggi si riunisce il Parlamento per decidere un piano per le elezioni. Non è ancora chiaro l’orientamento sul percorso da intraprendere: rinviare per un mese o due oppure addirittura per altri 6 mesi. Nel frattempo non sono chiare le sorti del governo Dbeiba, uno dei protagonisti del rinvio delle elezioni per la sua candidatura alle presidenziali mentre era a capo dell’esecutivo. Il suo governo è accusato di corruzione e di sussidi a pioggia per finanziare la campagna elettorale a spese dello Stato. Lo stesso premier ha annunciato nei giorni scorsi che il suo governo ha speso, in 6 mesi, 19 miliardi di dollari. L’ultimo scandalo riguarda l’importazione di vaccini anti covid. La Commissione di controllo finanziario sulle attività &nbsp;economiche ha denunciato anomalie nell’affidamento del bando e incongruenza con i prezzi internazionali. Il Ministero della Salute stava importando 2 milioni di dosi Sinovax ad un prezzo sette volte superiore a quello del mercato internazionale. La commessa è stata bloccata, ma è una goccia in un mare di corruzione dilagante.</p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>Il comando delle forze saudite in Yemen ha informato di aver colpito ieri e sabato la capitale Sanaa, per mettere fuori uso un campo di addestramento al lancio di droni. Gli Houthi invece sostengono che ad essere colpite sono state costruzioni civili. Nessuna delle due parti parla delle vittime. I militari sauditi e i ribelli Houthi continuano a minacciarsi a vicenda di allargare le operazioni belliche.</p>



<p><strong>Somalia</strong></p>



<p>L’associazione islamica USA CAIR ha annunciato un premio di 10 mila dollari a chi fornisse informazioni sugli assassini del predicatore somalo, Imam Mohamed Hassan Adam, trovato morto dopo tre giorni di sparizione. Il predicatore era a capo di una moschea di Columbus (Ohio), affiliata alla CAIR. Sabato è stato trovato in un&#8217;auto, ucciso con colpi di pistola. Chi lo ha assassinato? Al-Arabiyah sostiene che gli assassini si troverebbero nella stessa comunità islamica della moschea e dell&#8217;associazione CAIR che la gestisce. Il motivo? La collaborazione di Adam con un&#8217;inchiesta dell&#8217;FBI sui legami tra Cair e movimenti jihadisti.</p>



<p><strong>Approfondimento</strong></p>



<p><a href="https://www.anbamed.it/2021/12/27/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.anbamed.it/2021/12/27/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>GERUSALEMME. Sgomberi<br>più vicini, Sheikh Jarrah ritorna campo di battaglia</p>



<p>di&nbsp;<strong><em>Michele Giorgio</em></strong>&nbsp;</p>



<p><a href="https://pagineesteri.it/2021/12/18/primo-piano/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://pagineesteri.it/2021/12/18/primo-piano/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><em>Pagine Esteri, 18 dicembre 2021</em>&nbsp;–</p>



<p>Gli scontri a&nbsp;<strong>Sheikh Jarrah</strong>&nbsp;sono cominciati poco dopo la preghiera islamica del venerdì, davanti alla casa della&nbsp;<strong>famiglia palestinese Salem</strong>: 11 persone di tutte le età che il&nbsp;<strong>29 dicembre rischiano concretamente di rimanere senza un tetto</strong>&nbsp;sulla testa e di vedere la loro abitazione occupata dai coloni israeliani. Ieri per diversi minuti il quartiere palestinese è rimasto avvolto nel fumo delle granate stordenti lanciate in abbondanza dai poliziotti che, a colpi di manganello, hanno arrestato alcuni giovani palestinesi e ferito diversi altri – tra i quali un fotografo,&nbsp;<strong>Mahmoud Aliyan</strong>&nbsp;– riportando una calma precaria nella zona da mesi luogo delle proteste di palestinesi e di attivisti israeliani. I media locali riferivano in serata che sono rimasti leggermente feriti anche due agenti.</p>



<p>A novembre le famiglie a rischio avevano respinto un compromesso proposto dalla Corte suprema israeliana che avrebbe permesso loro di rimanere nelle case per altri 15 anni riconoscendo però ai coloni la proprietà delle abitazioni. Un punto che i palestinesi ritengono inaccettabile. I<strong>&nbsp;Salem, perciò, potrebbero diventare la prima delle sette famiglie a rischio immediato di espulsione dalle case di Sheikh Jarrah – dove vivono dal 1956 –</strong>&nbsp;sulla base di una sentenza di una corte israeliana che ha riconosciuto il diritto dei coloni di reclamare terreni appartenuti ad ebrei prima del 1948. Diritto che la legge israeliana invece nega ai palestinesi nel caso delle proprietà arabe a Gerusalemme confiscate dopo la fondazione dello Stato ebraico. La casa dei Salem è già stata recintata e i coloni si preparano ad occuparla.</p>



<p><strong>Il vicesindaco di Gerusalemme, Arye King</strong>, di recente è andato a Sheikh Jarrah assieme al colono che occuperà l’abitazione. «Stiamo facendo dei progressi incredibili ogni giorno. Qui costruiremo un parcheggio, avremo delle case, presto tutta l’area diventerà ebraica», ha detto ai giornalisti presenti. La tensione nel quartiere sta tornando alta come la scorsa primavera quando la minaccia di sgombero con la forza delle famiglie palestinesi&nbsp;<strong>innescò un nuovo scontro militare tra Israele e Hamas a Gaza.</strong>&nbsp;Lunedì, inoltre, i giudici dovrebbero incriminare la 14enne palestinese che una decina di giorni fa ha ferito una israeliana nei pressi di Sheikh Jarrah.&nbsp;<strong>La ragazzina fa parte della famiglia Hammad, una di quelle minacciate di espulsione,</strong>&nbsp;e nega qualsiasi coinvolgimento nell’accaduto.</p>



<p>Ieri centinaia di israeliani hanno preso parte ai funerali di&nbsp;<strong>Yehuda Dimentman, il colono dell’avampostoebraico di Homesh, in Cisgiordania, ucciso giovedì da spari esplosi da un’auto palestinese</strong>. Durante i funerali si sono uditi appelli alla «vendetta» di Dimentman che è stato inumato a Gerusalemme. Ma la vendetta è già scattata. Giovedì sera e ieri mattina, centinaia di coloni si sono riuniti sulle strade della Cisgiordania per lanciare sassi contro le automobili palestinesi. Hanno anche aggredito i contadini nei villaggi di&nbsp;<strong>Karyut e Burqa</strong>&nbsp;(Nablus). Di recente si è parlato parecchio della violenza dei coloni a danno dei civili palestinesi, aumentata del 150% in due anni, e della tensione che genera in Cisgiordania.&nbsp;<strong>Violenza che il premier israeliano Bennett considera «insignificante»</strong>&nbsp;mentre, sostiene, i coloni sarebbero le vere vittime, perché presi di mira dal «terrorismo palestinese».</p>



<p>Si avverte una forte tensione e l’esercito israeliano ha fatto affluire rinforzi in Cisgiordania. Ha quindi sequestrato le telecamere di sorveglianza nell’area vicino a quella dell’agguato e ha compiuto numerosi arresti e perquisizioni nelle case palestinesi. Si ritiene che l’attacco sia opera di militanti di Hamas, perché il movimento islamico ha subito applaudito all’azione armata.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/12/27/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-16/">Anbamed. Notizie dal sud est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/12/27/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-16/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’accusa di genocidio rivolta alla Cina</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/20/laccusa-di-genocidio-rivolta-alla-cina/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/20/laccusa-di-genocidio-rivolta-alla-cina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 07:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[accusa]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[crimine]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[minoranza]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[Uiguri]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15233</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Secondo un recente rapporto legale, il governo cinese ha violato ogni singolo articolo della convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite nel trattamento degli Uiguri nello Xinjiang e può essere soggetta alla&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/04/20/laccusa-di-genocidio-rivolta-alla-cina/">L’accusa di genocidio rivolta alla Cina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="408" height="532" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/uyghur-genocide-report.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15234" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/uyghur-genocide-report.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 408w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/uyghur-genocide-report-230x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 230w" sizes="(max-width: 408px) 100vw, 408px" /></figure>



<p></p>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>Secondo un recente rapporto legale, il governo cinese ha violato ogni singolo articolo della convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite nel trattamento degli Uiguri nello Xinjiang e può essere soggetta alla responsabilità internazionale per aver commesso il crimine di genocidio.</p>



<p>Il rapporto di 25.000 parole, pubblicato da un think-tank apartitico con sede negli Stati Uniti all’inizio del mese di marzo, è uno dei primi esami legali indipendenti e non governativi del trattamento della Cina nei confronti degli Uiguri ai sensi della convenzione sul genocidio del 1948.</p>



<p>Lo Xinjiang è&nbsp;una regione autonoma&nbsp;della Cina nordoccidentale tra le più grandi della Cina: si trova tra Mongolia, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan, India, la regione autonoma del Tibet e le province del Qinghai e del Gansu.&nbsp;Il concetto di terrorismo in Cina ha una portata particolarmente ampia. Racchiude, infatti,&nbsp;il terrorismo&nbsp;<em>tout court</em>, il separatismo e l’estremismo religioso in un’unica cornice, quest’ultima è quella di cui viene accusata la minoranza uigura in Xinjiang.</p>



<p>Dal 2010, con il pretesto di reprimere il radicalismo islamico che negli anni precedenti aveva portato ad alcuni attentati in Cina, Chunxian adottò una politica repressiva della libertà di culto nello Xinjiang, proibendo il Ramadan e l’utilizzo di capi d’abbigliamento tipici (come il velo) nei luoghi pubblici.&nbsp;Stando a tutte le fonti intervistate e alla documentazione consultabile su New York Times, Associated Press, BuzzFeed, The Economist, le deportazioni nei campi si sarebbero intensificate a partire dal 2016/2017. «La persecuzione non avviene solo tramite deportazione, ma anche &#8211; ed in larghissima scala &#8211; tramite sterilizzazione forzata delle donne, iniezione di metodi contraccettivi, pratiche di aborto e infanticidio», spiega Olivia Enos, analista senior presso l&#8217;Asian Studies Center del think-tank americano The Heritage Foundation. Secondo l’esperta, le sterilizzazioni coatte e l’assunzione/impianto di agenti contraccettivi riguarderebbero tra l’80 ed il 90% delle donne: un dato che mostra quanto la sopravvivenza dell’etnia uigura sia gravemente a rischio. «La cancellazione del popolo uiguro in Cina avviene per mezzo di due strategie fondamentali: eliminazione fisica e assimilazione culturale», aggiunge Dinlur Reyahn, uigura residente a Parigi e fondatrice dell’Istituto Uiguro d’Europa.</p>



<p>Il rapporto prima citato è la prima applicazione, da parte di esperti indipendenti, della Convenzione sul genocidio del 1948 al trattamento in corso degli Uiguri in Cina. È stato intrapreso dal Newlines Institute for Strategy and Policy, in collaborazione con il Raoul Wallenberg Center for Human Rights, in risposta ai resoconti emergenti di gravi e sistematiche atrocità nella provincia dello Xinjiang in particolare contro gli uiguri, una minoranza etnica, per accertare se la Repubblica Popolare Cinese viola la Convenzione sul genocidio ai sensi del diritto internazionale. Lo studio puntualizza che dal 2014 ci sarebbero circa due milioni di Uiguri detenuti nei 1.400 campi di concentramento presenti nello Xinjiang.</p>



<p>A tal fine, dozzine di esperti in diritto internazionale e in politiche etniche cinesi sono stati invitati a esaminare pro-bono tutte le prove disponibili che potevano essere raccolte e verificate dalle comunicazioni pubbliche dello Stato cinese, con testimonianze e metodi di ricerca open source come l&#8217;analisi pubblica dell&#8217;immagine satellitare, l&#8217;analisi delle informazioni che circolano sull&#8217;Internet cinese e qualsiasi altra fonte disponibile.</p>



<p>Il Partito Comunista Cinese ha categoricamente negato di aver commesso atrocità e abusi contro la minoranza musulmana uigura, nonostante un numero crescente di prove.</p>



<p>I rapporti sugli uiguri hanno portato a un crescente indignazione internazionale e all&#8217;isolamento diplomatico ed economico. L&#8217;amministrazione statunitense ha già descritto la persecuzione degli uiguri come un genocidio. Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha detto che &#8220;tali atrocità sconvolgono la coscienza e devono essere affrontate con gravi conseguenze&#8221; e ha chiesto alla Cina di consentire &#8220;indagini immediate e indipendenti da parte di osservatori internazionali&#8221; sulle accuse di stupro.</p>



<p>Il ministro degli Esteri britannico Nigel Adams ha affermato che il rapporto mostra &#8220;azioni chiaramente malvagie&#8221; e ha chiesto alla Cina di consentire agli investigatori indipendenti di entrare nell&#8217;area poiché il governo è stato sottoposto alle pressioni dei parlamentari di tutte le parti per sanzionare i funzionari cinesi.</p>



<p>Il ministro degli Esteri australiano, Marise Payne, ha fatto eco alle richieste degli Stati Uniti che gli osservatori internazionali, tra cui l&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, &#8220;abbiano accesso immediato, significativo e illimitato nella regione dello Xinjiang &#8220;.</p>



<p>La Cina ha costantemente negato le accuse di violazioni dei diritti umani e genocidio nello Xinjiang, nonostante le crescenti prove di internamento di massa, sospetti programmi di lavoro forzato, indottrinamento, sterilizzazione forzata delle donne, ampia sorveglianza digitale e di persona e soppressione di attività religiose e culturali. La Cina afferma che i campi sono centri di formazione professionale progettati per contrastare l&#8217;estremismo. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha accusato la BBC di fare un &#8220;falso rapporto&#8221; che era &#8220;del tutto privo di basi fattuali&#8221;. Ha affermato che le donne intervistate erano &#8220;attori che diffondevano false informazioni&#8221;, e ha detto che la Cina aveva rilasciato più rapporti che mostravano &#8220;persone di tutti i gruppi etnici nello Xinjiang vivere in pace e contentezza, unità e armonia, e che tutti i loro diritti legali sono effettivamente garantiti&#8221;. Tra i rapporti a cui fa riferimento Wang c&#8217;è un libro sullo Xinjiang, che lo scorso anno ha ammesso per la prima volta che più di 1,2 milioni di persone erano state coinvolte in programmi di “formazione professionale”.</p>



<p>Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha detto ai giornalisti che le accuse di genocidio nello Xinjiang &#8220;non potrebbero essere più assurde&#8221;. &#8220;È una voce fabbricata con secondi fini e una totale bugia&#8221;, ha detto Wang.</p>



<p>In base alla convenzione delle Nazioni Unite, firmata da 152 paesi, compresa la Cina, è possibile accertare il genocidio se una parte viola uno dei cinque atti criminali definiti. Il rapporto del Newlines Institute for Strategy and Policy ha rilevato che il Partito Popolare li ha violati tutti e ha accusato il partito di dimostrare chiaramente un &#8220;intento di distruggere, nella totalità o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso&#8221;. L&#8217;intento di distruggere gli Uiguri come gruppo deriva da una prova oggettiva, ovvero da una politica e una pratica statali, che il presidente Xi Jinping, la massima autorità in Cina, ha messo in moto. I cinque atti criminali sono: uccidere i membri del gruppo; causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo; infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita calcolate per determinarne la distruzione fisica in tutto o in parte; imporre misure intese a prevenire le nascite all&#8217;interno del gruppo; e trasferire con la forza i bambini del gruppo in un altro gruppo.</p>



<p>Come prova, il rapporto citava documenti in merito a morti di massa, condanne a morte selettive e reclusione a lungo termine di anziani, tortura sistemica e trattamenti crudeli tra cui abusi sessuali e torture, interrogatori e indottrinamento, detenzione mirata di leader della comunità uigura, sterilizzazione forzata, separazione familiare, schemi di trasferimento di massa del lavoro e trasferimento di bambini uiguri in orfanotrofi e collegi statali.</p>



<p>Le persone e le entità che perpetrano gli atti di genocidio sopra indicati sono tutti agenti o organi statali &#8211; che agiscono sotto l&#8217;effettivo controllo dello Stato &#8211; che manifestano l&#8217;intenzione di distruggere gli Uiguri come gruppo ai sensi dell&#8217;articolo II della Convenzione sul genocidio.</p>



<p>La Corte Penale Internazionale ha respinto la domanda per indagare sulle accuse di genocidio nello Xinjiang, affermando di non essere in grado di agire perché i presunti crimini sono avvenuti in Cina che non è Stato parte dello Statuto della Corte e quindi è esclusa dalla giurisdizione della Corte.</p>



<p>Il ruolo degli Stati e della cooperazione internazionale assumono dunque un ruolo ancora più significativo quando una Corte non si può pronunciare in merito a tali violazioni dei diritti umani. La Cina non adempie alla sua primaria responsabilità di proteggere e prevenire abusi nei confronti di tutti coloro che sono soggetti alla sua giurisdizione; e per questo motivo, l’azione degli Stati terzi deve avere un impatto rilevante nel denunciare le violazioni e avviare un dialogo proficuo con la Cina.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/04/20/laccusa-di-genocidio-rivolta-alla-cina/">L’accusa di genocidio rivolta alla Cina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/20/laccusa-di-genocidio-rivolta-alla-cina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Diritto dei conflitti: quando la vittima della guerra è la cultura</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/02/il-diritto-dei-conflitti-quando-la-vittima-della-guerra-e-la-cultura/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/02/il-diritto-dei-conflitti-quando-la-vittima-della-guerra-e-la-cultura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2021 07:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[beni]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Crocerossa]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dirittointernazionale]]></category>
		<category><![CDATA[distruzione]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15202</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Maddalena Formica La finalità principale del Diritto internazionale umanitario nel contesto di un conflitto armato è ormai da decenni quella di proteggere i civili, ritenuti i soggetti più vulnerabili, vittime innocenti prive di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/04/02/il-diritto-dei-conflitti-quando-la-vittima-della-guerra-e-la-cultura/">Il Diritto dei conflitti: quando la vittima della guerra è la cultura</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="727" height="600" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/IL-DIRITTO-DEI-CONFLITTI-QUANDO-LA-VITTIMA-È-LA-CULTURA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15203" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/IL-DIRITTO-DEI-CONFLITTI-QUANDO-LA-VITTIMA-È-LA-CULTURA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 727w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/IL-DIRITTO-DEI-CONFLITTI-QUANDO-LA-VITTIMA-È-LA-CULTURA-300x248.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 727px) 100vw, 727px" /></figure>



<p>di Maddalena Formica</p>



<p>La finalità principale del Diritto internazionale umanitario nel contesto di un conflitto armato è ormai da decenni quella di proteggere i civili, ritenuti i soggetti più vulnerabili, vittime innocenti prive di mezzi per difendersi.</p>



<p>Proprio per raggiungere tale obiettivo, le Convenzioni e il Comitato Internazionale della Croce Rossa hanno sottolineato in più occasioni che non solo le persone, ma anche tutti i beni di natura civile, dagli edifici alle strade, godono di una protezione generale nell’ambito di una guerra, purché non siano ovviamente in qualche modo utilizzati per partecipare agli scontri.</p>



<p>Oltre a questa previsione generale, gli autori del Diritto internazionale hanno sentito l’esigenza di riconoscere e disciplinare una protezione specifica per alcune tipologie di beni che subiscono in maniera particolare l’impatto della guerra, beni tra i quali spiccano i beni culturali e i luoghi di culto.</p>



<p>Se la distruzione infatti di chiese, moschee ma anche collezioni d’arte e musei è stata considerata per secoli un normale ed inevitabile danno collaterale dei conflitti, negli ultimi decenni, con la diffusione di scontri tra gruppi interni ad uno Stato per motivi religiosi o etnici, questi beni sono diventati purtroppo bersagli militari specifici e, anzi, privilegiati: distruggere il patrimonio culturale del gruppo opposto significa distruggerne l’identità e così facendo annientarlo lentamente, senza possibilità di rinascita. Questa è stata la sorte, ad esempio, in cui sono incorsi i Buddha giganti dell’Afghanistan, statue millenarie scolpite nella roccia e distrutte dai Talebani nel 2001, o il Ponte di Mostar del XVI secolo in Bosnia-Erzegovina, raso al suolo dalle forze croato-bosniache durante il conflitto in ex-Jugoslavia.</p>



<p>La protezione di tali beni è oggi prevista sia dal Diritto internazionale classico, grazie soprattutto all’incessante lavoro dell’UNESCO, sia dal Diritto internazionale umanitario, sebbene quest’ultimo sia stato criticato dalla dottrina per la sua legislazione troppo “morbida”.</p>



<p>L’UNESCO, in particolare, incentiva gli Stati a classificare, ancora in tempo di pace, i beni che, per importanza religiosa o culturale, sono ritenuti meritevoli di protezione e, allo scoppio del conflitto, a questi beni dovrà essere apposto il simbolo dello scudo bianco e blu dell’UNESCO stesso: da questo momento il museo, la collezione o il luogo di culto sarà intoccabile, l’edificio o il monumento non potrà essere distrutto e pezzi o elementi dello stesso non potranno essere esportati o venduti.</p>



<p>Il Diritto internazionale umanitario, invece, riconosce tale tutela solo ai beni che risultano essere particolarmente importanti per la religione o la cultura di un gruppo, con una definizione dunque più restrittiva rispetto a quella prevista dal diritto internazionale, e la necessità militare può giustificare comunque la distruzione del monumento.</p>



<p>Queste previsioni, quale che sia la portata, sono un indizio importante di come gli autori del Diritto internazionale, anche umanitario, si stiano occupando piano piano di aspetti del conflitto che fino a pochi decenni fa erano assolutamente ignorati, riconoscendo finalmente il giusto ruolo centrale del patrimonio religioso e culturale di un popolo, che può essere distrutto non solo fisicamente ma anche nella sua identità.</p>



<p>Nella pratica, però, purtroppo, le indicazioni e gli obblighi internazionali sono poco rispettati e pochissimi sono gli artefici della distruzione di opere d’arte o luoghi di preghiera ad essere giudicati dinanzi alle Corti internazionali. L’unica, speranzosa, eccezione è stata nel 2016 la condanna per crimini contro l’umanità da parte della Corte penale internazionale dello jihadista Al Mahdi, leader dell’organizzazione terroristica Ansar Dine, reo di aver distrutto sedici mausolei di Timbuctu in Mali nel 2012. Gli edifici del XIV secolo, simboli culturali maliani, sono purtroppo andati perduti ma, grazie anche al lavoro dell’UNESCO, il colpevole è stato condannato e una loro perfetta e completa ricostruzione è stata possibile in tempi record.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/04/02/il-diritto-dei-conflitti-quando-la-vittima-della-guerra-e-la-cultura/">Il Diritto dei conflitti: quando la vittima della guerra è la cultura</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/02/il-diritto-dei-conflitti-quando-la-vittima-della-guerra-e-la-cultura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La realtà del Mozambico</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/03/16/la-realta-del-mozambico/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/03/16/la-realta-del-mozambico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 09:14:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[crimini]]></category>
		<category><![CDATA[crisiumanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Croce Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[insicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[islamisti]]></category>
		<category><![CDATA[Medicisenzafrontiere]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Mozambico]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[soldati]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[torture]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15160</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli La situazione dei diritti umani in Mozambico è deteriorata nel 2020 in gran parte a causa del conflitto in corso nel nord del paese. La situazione umanitaria nella provincia settentrionale di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/03/16/la-realta-del-mozambico/">La realtà del Mozambico</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="755" height="491" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Mozambico.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15161" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Mozambico.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 755w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Mozambico-300x195.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /></figure>



<p></p>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>La situazione dei diritti umani in Mozambico è deteriorata nel 2020 in gran parte a causa del conflitto in corso nel nord del paese. La situazione umanitaria nella provincia settentrionale di Cabo Delgado è peggiorata a causa dell&#8217;insicurezza e della violenza, lasciando oltre 250.000 sfollati. Un gruppo armato islamista, conosciuto localmente come Al-Sunna wa Jama&#8217;a, ha continuato ad attaccare villaggi, uccidendo civili, rapendo donne e bambini e bruciando e distruggendo proprietà. Le forze di sicurezza dello Stato sono state implicate in gravi abusi, inclusi arresti arbitrari, rapimenti, torture, uso eccessivo della forza contro civili disarmati, intimidazioni ed esecuzioni extragiudiziali. Nel Mozambico centrale, uomini armati ritenuti parte di un&#8217;altra campagna di ribelli dei militanti dissidenti del partito di opposizione hanno attaccato veicoli privati ​​e pubblici, uccidendo dozzine di persone nell&#8217;agosto e settembre 2020.</p>



<p>La situazione umanitaria nella provincia settentrionale di Cabo Delgado ha continuato a inasprirsi a causa dell&#8217;insicurezza e della violenza causate dai combattimenti tra le forze di sicurezza dello Stato e un gruppo armato islamista conosciuto localmente sia come Al-Shabaab che Al-Sunna wa Jama&#8217;a (ASWJ). A settembre 2020, le Nazioni Unite hanno affermato come l’alto numero di sfollati abbia costretto le autorità a creare campi per sfollati interni in tutta la provincia.</p>



<p>A settembre, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite ha avvertito che decine di migliaia di persone erano state private degli aiuti umanitari nel nord del Mozambico a causa dell&#8217;intensificarsi dei combattimenti. L&#8217;accesso umanitario a Cabo Delgado è diminuito a giugno, dopo che il Comitato Internazionale della Croce Rossa e Medici Senza Frontiere hanno sospeso le operazioni nei distretti di Macomia, Mocimboa da Praia e Quissanga a causa dell&#8217;insicurezza.</p>



<p>Le forze di sicurezza dello Stato sono state implicate in gravi violazioni dei diritti umani durante le operazioni di antiterrorismo nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, con l’utilizzo di gas, inclusi arresti arbitrari, rapimenti, torture di detenuti, forza eccessiva contro civili disarmati, intimidazioni ed esecuzioni extragiudiziali. A settembre sono emersi video e immagini che mostrano torture e altri maltrattamenti di prigionieri da parte di soldati mozambicani a Cabo Delgado. Sempre a settembre, un video mostrava uomini in uniforme militare che giustiziavano sommariamente una donna nuda vicino a Mocimboa da Praia, che chiamavano &#8220;Shabab&#8221;. Le forze armate del Mozambico (FADM) hanno rilasciato una dichiarazione in cui si definisce il filmato &#8220;scioccante e terrificante&#8221;. Ma subito dopo, il ministro della Difesa del Mozambico Jaime Neto ha affermato che il video è stato creato da estremisti armati islamici per offuscare la reputazione dell&#8217;esercito mozambicano.</p>



<p>Gli attacchi di ASWJ sono continuati nella provincia di Cabo Delgado. Il gruppo è implicato nell&#8217;uccisione di civili, attacchi ai trasporti pubblici e privati, e l&#8217;incendio e la distruzione di edifici, comprese case, scuole e ospedali. A gennaio, il gruppo ha dato alle fiamme un istituto di formazione per insegnanti gestito da un ente di beneficenza locale e da un istituto di agricoltura a Bilibiza, distretto di Quissanga. Ad aprile, il gruppo avrebbe ucciso almeno 52 civili nel distretto di Muidumbe, dopo che si erano rifiutati di unirsi al gruppo. Anche gli insorti dell&#8217;ASWJ sono stati accusati di rapimento di donne. A maggio, due ragazze che hanno affermato di essere scappate da un campo sotto il controllo di ASWJ hanno detto alla polizia che i loro rapitori le hanno fatte dormire nude per scoraggiare qualsiasi piano di fuga. A luglio, gli insorti islamisti hanno attaccato un veicolo di una compagnia del gas privata a Mocimboa da Praia, uccidendo otto lavoratori. In agosto, hanno catturato un porto strategico a Mocimboa da Praia. I residenti hanno descritto il panico quando gli insorti hanno bruciato case e costretto le persone a lasciare il villaggio per cercare rifugio nella boscaglia.</p>



<p>I giornalisti continuano ad essere molestati, intimiditi e detenuti arbitrariamente dalle forze di sicurezza statali e le autorità non hanno indagato seriamente su tali abusi contro la libertà di stampa. Ad aprile, Ibrahimo Mbaruco, giornalista della stazione radio comunitaria di Palma nella provincia di Cabo Delgado, è stato sparato mentre tornava a casa dal lavoro, dopo aver inviato un messaggio a un collega in cui diceva che i soldati lo stavano molestando.</p>



<p>Ci sono pochi dati ufficiali sul numero esatto di persone con albinismo in Mozambico, ma le organizzazioni della società civile stimano che ci siano tra 20.000 e 30.000 persone con albinismo in tutto il paese. Continuano la discriminazione e la violenza contro le persone affette da albinismo. In Mozambico e nei paesi vicini come il Malawi, le persone con albinismo sono state cacciate per le loro parti del corpo, che vengono utilizzate per la stregoneria.</p>



<p>Sebbene la violenza fosse in aumento da più di un anno a Cabo Delgado, l&#8217;Unione Africana ha notato solo per la prima volta, a febbraio, il &#8220;livello senza precedenti di violenza contro i civili&#8221;. A settembre, il Parlamento europeo ha espresso preoccupazione per il fatto che l&#8217;insurrezione islamista in Mozambico stesse ottenendo un sostegno crescente tra le organizzazioni estremiste armate regionali e internazionali. Il Parlamento Europeo ha inoltre invitato il Mozambico ad avviare un&#8217;indagine indipendente e imparziale sulla tortura e altre gravi violazioni presumibilmente commesse dalle sue forze di sicurezza a Cabo Delgado.</p>



<p>Il rapporto di Amnesty International, “What I Saw Is Death: War Crimes in Mozambico&#8217;s Forgotten Cape”, documenta gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, che possono ammontare a crimini di guerra, da parte di tutte le parti che hanno provocato morte, distruzione e una crisi umanitaria diffusa che ha portato più di mezzo milione di persone a fuggire.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/03/16/la-realta-del-mozambico/">La realtà del Mozambico</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/03/16/la-realta-del-mozambico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-4/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-4/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2020 09:23:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arabo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[PatrickZaki]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14876</guid>

					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly Agli iscritti canale Telegram: per ricevere il testo integrale&#160;anbamed@gmail.com I titoli Egitto:&#160;attesa per la sentenza sulla custodia cautelare nel processo contro Zaky Algeria:&#160;condannata a 6 mesi di carcere l&#8217;attivista&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-4/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="556" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695-1024x556.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14877" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695-1024x556.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695-300x163.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695-768x417.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1439w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A cura di Farid Adly</p>



<p></p>



<p>Agli iscritti canale Telegram: per ricevere il testo integrale&nbsp;<a href="mailto:anbamed@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anbamed@gmail.com</a></p>



<p></p>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Egitto:</strong>&nbsp;attesa per la sentenza sulla custodia cautelare nel processo contro Zaky</p>



<p><strong>Algeria:</strong>&nbsp;condannata a 6 mesi di carcere l&#8217;attivista Akkadi</p>



<p><strong>Kuwait:</strong>&nbsp;successo dell&#8217;opposizione nelle elezioni, ma in aula non entra nessuna donna.</p>



<p><strong>Paesi del Golfo:</strong>&nbsp;un vertice a Manama per l&#8217;accordo tra Qatar e Riad metterà fine alle rivalità</p>



<p><strong>Libia:</strong>&nbsp;di nuovo tamburi di guerra, ma le trattative politiche continuano</p>



<p>Le notizie</p>



<p>Egitto:</p>



<p>La speranza è l&#8217;ultima a morire. Si conoscerà oggi il verdetto della seduta al Tribunale del Cairo sul caso Patrick Zaky. Lo studente dell&#8217;Università di Bologna è in carcere da 306 giorni per un post sui social ritenuto dalla Mukhabarat, la polizia segreta, “destabilizzante per la sicurezza dello Stato”. Nell&#8217;udienza di ieri, Zaky si è difeso sostenendo che le accuse sono infondate e si è lamentato di aver subito 10 mesi di prigione nel carcere di massima sicurezza di Tora. La sua avvocata ha raccontato che Zaky per tutto il periodo di detenzione ha dormito per terra senza materasso.</p>



<p>In un altro procedimento, il giudice delle indagini preliminari ha assolto 20 Ong, tra le quali 3 statunitensi e una tedesca, dall&#8217;accusa di aver ricevuto finanziamenti esteri in modo illecito ed ha sentenziato il non luogo a procedere. La causa risale al 2011 e diversi responsabili di queste Ong hanno subito detenzioni, sequestro di conti bancari e divieto di viaggiare;&nbsp;le Ong hanno visto chiuse le loro sedi.</p>



<p>Non è chiaro se vi sia un collegamento tra queste decisioni e la visita di Stato di Al-Sissi a Parigi, con l&#8217;incontro di oggi con Macron.</p>



<p>Algeria:</p>



<p>Il tribunale di Tlemcen, nel nord-ovest, ha condannato in secondo grado la studentessa e attivista del Hirak, Nour-Huda Akkadi, a sei mesi di carcere. Akkadi era stata arrestata un anno fa per assembramento non autorizzato. Viene così confermato il giudizio di primo grado. La clava giudiziaria, per inibire le mobilitazioni politiche pacifiche, si è acuita dopo l&#8217;emergenza sanitaria, periodo che ha visto divieti assoluti a manifestare. Nelle carceri algerine giacioni 90 attivisti condannati o in attesa di giudizio.</p>



<p>Kuwait:</p>



<p>Risultati sorprendenti per le elezioni politiche. 31 deputati sul totale di 50 entrano per la prima volta in aula e 24 degli eletti è dell&#8217;opposizione all&#8217;attuale governo. Nessuna donna è stata eletta. L&#8217;emiro ha già approvato i risultati e ha rimosso il governo e nominerà, dopo l&#8217;insediamento del Parlamento e le consultazioni, un nuovo primo ministro. Queste elezioni sono state condizionate dall&#8217;emergenza sanitaria che ha avuto ripercussioni economiche con il calo delle entrate petrolifere. Il governo precedente ha scaricato il peso della crisi sui lavoratori stranieri, che sono la maggioranza dei residenti, cancellando i permessi di soggiorno agli ultra 65enni con conseguente espulsione.</p>



<p>Paesi del Golfo:</p>



<p>l&#8217;iniziativa del Kuwait, sostenuta dall&#8217;amministrazione Trump, è riuscita ad avviare un processo di riavvicinamento tra Riad e Doha. Entro la fine del mese si terrà a Manama, in Bahrain, un vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo, per mettere fine all&#8217;embargo nei confronti del Qatar. L&#8217;argomento convincente che ha smosso la corona saudita dalle sue posizioni di chiusura nei confronti del Qatar, accusato di sostenere il terrorismo, è stato la necessità di concentrare tutti gli sforzi per colpire l&#8217;Iran.</p>



<p>Libia:</p>



<p>Un passo avanti e due indietro. Mentre si sprecano le riunioni ed i Forum, si registrano due gravi avvenimenti militari: lo scontro tra militari dell&#8217;LNA (esercito di Haftar) e del GNA (governo di Tripoli) per il controllo dei pozzi petroliferi della regione meridionale e il pattugliamento di navi da guerra turche delle coste di Sirte. Nella città di Ubari, nell&#8217;estremo sud desertico al confine con Algeria e Niger, le truppe dell&#8217;LNA hanno assediato una missione militare mandata dal governo di Tripoli. Il portavoce dell&#8217;esercito denuncia ammassamenti di truppe con mercenari a ovest di Sirte.</p>



<p>Oggi si doveva riunire il Parlamento a Ghdames, una città turistica al confine con Tunisia e Algeria, ma non è stato raggiunto il quorum. Nello stesso giorno, il presidente della Camera, Aqila, ha convocato la stessa riunione a Bengasi, sede naturale del Parlamento. Se le febbrili riunioni coordinate dalla missione ONU non porteranno ad un accordo, il paese si troverà con due governi, ben tre Parlamenti e una ripresa del conflitto.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-4/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-4/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. La rielezione di Roch Kaborè in Burkina Faso</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 09:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[burkina faso]]></category>
		<category><![CDATA[burkinabè]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[jihad]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[presidenza]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[voti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14872</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi «In un’elezione c’è sempre un vincitore e delle persone che perdono. Questo, però, non deve dissuaderci dal fatto che siamo tutti burkinabé e che tutti, insieme, dobbiamo costruire un Burkina Faso&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. La rielezione di Roch Kaborè in Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="660" height="438" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/6a00e54f0b1990883401bb08979ebe970d.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14873" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/6a00e54f0b1990883401bb08979ebe970d.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/6a00e54f0b1990883401bb08979ebe970d-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p><em>«In un’elezione c’è sempre un vincitore e delle persone che perdono. Questo, però, non deve dissuaderci dal fatto che siamo tutti burkinabé e che tutti, insieme, dobbiamo costruire un Burkina Faso migliore».</em></p>



<p>In Burkina Faso le scuole sono chiuse, non per il Coronavirus ma per la violenza. Un paese stremato da terrorismo e povertà che, negli ultimi cinque anni ha imboccato la strada del caos. Gli attacchi da parte dei gruppi jihadisti si sono moltiplicati quasi uno al giorno: oltre 1200 morti, più di un milione di sfollati, intere parti del Paese sfuggite all’autorità.</p>



<p>Polizia ed esercito non sono in grado di arrestare le violenze nel paese ma, nonostante questo, la corsa alla Presidenza si è svolta in modo più o meno tranquillo.</p>



<p>Il 22 novembre in Burkina Faso si sono tenute le elezioni presidenziali, tra contestazioni e violenze, soprattutto in relazione al fatto che più di 400.000 persone non hanno potuto votare a causa dello smarrimento dei loro documenti conseguente ai numerosi attacchi terroristici che stanno interessando il paese in questi ultimi mesi. Queste elezioni, tanto acclamate dal popolo, avevano lo scopo di metter fine agli attentati di matrice terroristica che hanno portato ad un gran numero di sfollati e ad un’instabilità economica e politica. I candidati alla presidenza erano l’ex Ministro delle Finanze Zéprin Diabré, Eddie Komboigo e il presidente uscente Kaborè che ha avuto la meglio vincendo nuovamente.</p>



<p>Altri cinque anni di presidenza, per far ripartire il paese e produrre quel tanto agognato sviluppo e cambiamento che la “terra degli uomini retti” da troppo tempo reclama.</p>



<p>Gli avversari di Kaboré hanno contestato la validità dei risultati (Kaborè vince con quasi il 58%) e denunciato brogli, ma la commissione elettorale ha respinto le accuse e una missione di osservatori internazionali ha dichiarato che le elezioni si sono svolte correttamente. Roch Kaboré, che era stato eletto per il primo mandato nel 2015, ha basato la sua campagna elettorale sull’aver reso gratuita l’assistenza sanitaria a tutti i bambini sotto i 5 anni e sull’aver asfaltato alcune delle strade che attraversano il paese.</p>



<p><em>Il presidente pigro</em>, così viene chiamato, ha anche la grande caratteristica di essere un riconciliatore da sempre aperto nell’aiutare il suo paese con impegno e interesse. Il terrorismo, però, si sa, usa armi scorrette che anche un buon presidente (che negli anni bui del regime di Compaorè tirò fuori la forza dei burkinabè) non riesce a contrastare.</p>



<p>Kaboré non si smentisce, continua a promettere «consultazioni permanenti per costruire un Burkina Faso migliore. Metterò tutto il mio impegno affinché in una consultazione permanente si possa lavorare insieme per la pace e lo sviluppo del nostro Paese».</p>



<p>I burkinabè hanno riassegnato la loro fiducia e speranza in quest’uomo che ha davanti a sé cinque anni per risollevare il paese e contrastare il terrorismo, buon lavoro!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. La rielezione di Roch Kaborè in Burkina Faso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/05/stay-human-africa-la-rielezione-di-roch-kabore-in-burkina-faso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Co-Mai: condanna e solidarietà al popolo francese. Combattiamo insieme il terrorismo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/30/co-mai-condanna-e-solidarieta-al-popolo-francese-combattiamo-insieme-il-terrorismo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/30/co-mai-condanna-e-solidarieta-al-popolo-francese-combattiamo-insieme-il-terrorismo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 08:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[CharlieEbdo]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[Foad Aodi]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Macron]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[Nizza]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[vignetta]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14760</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ancora una volta pagano con la vita persone innocenti per colpa di fanatici che utilizzano la religione secondo scopi personali.La Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) condanna &#8220;con fermezza il feroce attacco nella&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/10/30/co-mai-condanna-e-solidarieta-al-popolo-francese-combattiamo-insieme-il-terrorismo/">Co-Mai: condanna e solidarietà al popolo francese. Combattiamo insieme il terrorismo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="400" height="290" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/ProfFoadAodi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14761" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/ProfFoadAodi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/ProfFoadAodi-300x218.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>



<p><br>Ancora una volta pagano con la vita persone innocenti per colpa di fanatici che utilizzano la religione secondo scopi personali.<br>La Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) condanna &#8220;con fermezza il feroce attacco nella Cattedrale di Nizza&#8221;. &#8220;Ancora una volta dentro una chiesa pagano con la vita persone innocenti per colpa di fanatici che utilizzano la religione secondo scopi personali&#8221;, dichiara il presidente Foad Aodi che guida anche l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi) ed è membro del registro esperti  Fnomceo. &#8220;La vera religione, che parla di pace, dialogo, non ha niente a che fare con il terrorismo. Da anni Co-mai è impegnata nel dialogo interreligioso e ancora una volta ci troviamo a condannare il terrore a Nizza, come in altre città della Francia&#8221;, continua Aodi che ricorda le due iniziative #MusulmaninChiesa e CristianinMoschea il 31.07 e 11.09.2016.</p>



<p>&#8220;E&#8217; un momento molto difficile a livello internazionale per colpa del Coronavirus per questo il mio richiamo all&#8217;unità è ancora più forte. Non c&#8217;è solo l&#8217;emergenza sanitaria da affrontare, ma anche il terrorismo di chi in nome di Dio attenta alla vita altrui&#8221;, aggiunge Aodi, a giudizio del quale le recenti dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron &#8220;sono state utilizzate per incoraggiare persone &#8216;malate&#8217;, con crisi d&#8217;identità, lupi solitari, al fine di scatenare una guerra interreligiosa tra le civiltà. Uniti, dobbiamo essere un muro contro tali alibi&#8221;. &#8220;Faccio appello alle responsabilità di ogni leader politico mondiale &#8211; insiste il presidente Co-mai &#8211; Purtroppo talune dichiarazioni possono essere strumentalizzate, possono costituire un alibi al terrore. Non è ovviamente una giustificazione, ma un richiamo a combattere insieme contro il terrorismo. Chi sbaglia deve pagare senza se e senza ma. Chiedo a tutto il mondo arabo e musulmano in Italia e in Europa &#8211; conclude &#8211; di continuare nella loro azione a favore del dialogo interreligioso&#8221;. La preghiera di domani, &#8220;sarà dedicata alle vittime e contro il terrorismo&#8221;.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/10/30/co-mai-condanna-e-solidarieta-al-popolo-francese-combattiamo-insieme-il-terrorismo/">Co-Mai: condanna e solidarietà al popolo francese. Combattiamo insieme il terrorismo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/30/co-mai-condanna-e-solidarieta-al-popolo-francese-combattiamo-insieme-il-terrorismo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
