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	<title>terzosettore Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. Servizio civile: un&#8217;opportunità di crescita per i giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 07:48:33 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<p></p>



<p>Il servizio civile è un&#8217;esperienza della durata di un anno che permette ai giovani di età compresa tra 18 e 28 anni di entrare in contatto con realtà del terzo del terzo settore e colmando le carenze di personale ricevendo in cambio un piccolo contributo statale.</p>



<p>Con questa intervista vi voglio parlare dell&#8217;esperienza diretta di un giovane ragazzo che ha scelto di intraprendere questa strada all&#8217;interno del CAD (Centro Aggregazione Disabili ) di Spazio Vita Niguarda.</p>



<p>Vuoi presentarti?<br>Mi chiamo Luca Veneri e sono un musicista. Studio violoncello presso la Scuola Civica di Milano Claudio Abbado e, oltre al percorso classico, sono anche un cantautore. Attualmente sto lavorando come maestro di musica alla scuola primaria, dove cerco di trasmettere ai più piccoli la mia passione per la musica, e come operatore nel settore sociale unendo così il mio amore per la musica e portandolo ai<br>miei ragazzi.</p>



<p>Puoi spiegarci in breve in che cosa consiste il servizio civile e la sua durata?<br>Il servizio civile è un&#8217;opportunità che permette ai giovani di dedicare un anno della loro vita a un progetto di utilità sociale, l&#8217;obiettivo principale è quello di contribuire al benessere della comunità in diversi ambiti, nel mio caso quello della disabilità. È un&#8217;esperienza che permette di acquisire competenze importanti e conoscere nuove realtà che prima di questa opportunità non conoscevo.<br></p>



<p>Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a fare questa scelta?<br>Ero in cerca di una nuova opportunità che mi permettesse di crescere sia a livello personale che professionale. Ho scelto di intraprendere il percorso del servizio civile perché desideravo mettermi alla prova in un contesto diverso da quelli a cui ero abituato. Volevo esplorare nuovi ambiti e, allo stesso tempo, capire meglio quale fosse la mia strada.<br></p>



<p>So che per un anno hai effettuato il servizio civile presso la realtà di Spazio VitaNiguarda, un CAD (Centro Aggregazione Disabili). Quali erano le tue mansioni? Come sei venuto a conoscenza di questa realtà?<br>Durante il mio anno di servizio civile a Spazio Vita Niguarda, mi occupavo di seguire le attività quotidiane del centro, principalmente supportavo i vari laboratori creativi, ovviamente il mio preferito era quello musicale. Ho conosciuto questa realtà tramite una persona che già lavorava all’ospedale Niguarda e ho deciso, vedendo i vari laboratori, di provare a farne parte.</p>



<p>So che una volta terminata la tua esperienza di servizio civile hai deciso di rimanere a Spazio Vita in qualità di operatore, cosa fai nello specifico?<br>Ho deciso di rimanere come operatore perché mi sono reso conto che questo lavoro mi piace e mi arricchisce. Al momento gestisco diverse attività ho creato un laboratorio di&nbsp;songwriting, dove i partecipanti possono esprimere la propria creatività attraverso la scrittura musicale. Da quest&#8217;anno, coordino anche un laboratorio di&nbsp;dibattito sociale, che offre uno spazio di confronto su temi attuali e<br>rilevanti, creando poi dei video-podcast da caricare successivamente sui social.<br></p>



<p>Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a fare questa scelta?<br>La motivazione principale è stata il senso di appartenenza che ho sviluppato verso Spazio Vita. Ho visto quanto possiamo fare la differenza nella vita delle persone con disabilità e quanto i ragazzi possano restituire in termini di crescita ed esperienze.<br>Mi piace poter dare il mio contributo e continuare a lavorare su progetti che possano permettere ai ragazzi di creare.<br></p>



<p>Cosa hai imparato da questa esperienza?<br>Ho imparato tanto e sto ancora imparando, non solo a livello professionale, ma soprattutto umano. Ho imparato a vedere le cose da prospettive diverse e a capire l&#8217;importanza di ascoltare le persone. Questa esperienza mi ha insegnato e mi sta ancora insegnando il valore dell&#8217;empatia e della collaborazione, e mi ha fatto crescere sia come persona che come professionista.<br></p>



<p>Consiglieresti ad altri ragazzi giovani di intraprendere la strada del servizio<br>civile?<br>Assolutamente sì! Il servizio civile è un&#8217;esperienza che ti fa capire meglio il mondo che ti circonda. È una grande opportunità di crescita personale e professionale.<br>Consiglio a tutti di provare a fare un anno in una realtà diversa dalla loro anche solo per vedere e capire altri punti di vista.<br></p>



<p>Progetti per il futuro?<br>Vorrei sicuramente continuare a lavorare in questo settore e soprattutto con la musica. Vorrei poter fare altri lavori con la musica perché penso che insegni l’ascolto, amplifichi la sensibilità e che colori la vita delle persone. Vorrei iniziare ad insegnare violoncello e magari riuscire a portare la mia musica a qualcuno.</p>



<p>Questa intervista dimostra come l&#8217;esperienza del servizio civile possa essere formativa non solo dal punto di vista professionale, ma anche dal punto di vista personale e umano; dimostra come possa essere molto arricchente per scoprire nuove cose di sé e del mondo che ci circonda, imparando che non esiste un unico punto di vista per affrontare la vita.</p>



<p></p>
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		<title>Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori. Un’indagine qualitativa a cura del Naga.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 15:43:14 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15892" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-1536x1025.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori.</strong>&nbsp;<strong>Un’indagine qualitativa.</strong></p>



<p><strong>Scarica: <a rel="noreferrer noopener" href="https://naga.it/wp-content/uploads/2021/12/Report_Piu-fuori-che-dentro.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">il report com</a>pleto, <a rel="noreferrer noopener" href="https://naga.it/wp-content/uploads/2021/12/Abstract_-Piu-fuori-che-dentro.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">l’abstract in italiano</a> e <a rel="noreferrer noopener" href="https://naga.it/wp-content/uploads/2021/12/AbstractEN_-Piu-fuori-che-dentro.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">in inglese</a>.</strong></p>



<p>L’indagine che presentiamo rappresenta il quarto lavoro di monitoraggio e analisi realizzato dall’Osservatorio del Naga ed è stata svolta con l’obiettivo di&nbsp;<strong>indagare il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e di chi ne rimane escluso, con particolare attenzione all’area di Milano.</strong>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;“Con questo nuovo lavoro abbiamo voluto mettere insieme&nbsp;<strong>l’analisi dei cambiamenti normativi</strong>&nbsp;introdotti dal cosiddetto&nbsp;<em>Decreto Lamorgese</em>,&nbsp;<strong>il funzionamento&nbsp;</strong>del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI)&nbsp;e&nbsp;<strong>la denuncia&nbsp;</strong>delle gravi difficoltà che vivono le persone che si ritrovano sul territorio metropolitano senza accoglienza” dichiarano i volontari e le volontarie del Naga che hanno realizzato l’indagine. “Il&nbsp;report è&nbsp;<strong>il risultato dell’attività degli ultimi due anni,&nbsp;</strong>segnati in modo drammatico dalla pandemia. Abbiamo quindi dovuto adattarci alla nuova situazione rimodulando la nostra metodologia. Abbiamo continuato a&nbsp;<strong>raccogliere dati e sviscerare la normativa e le prassi</strong>&nbsp;e abbiamo anche continuato a&nbsp;<strong>verificare la situazione sul territorio</strong>&nbsp;sia con la raccolta di testimonianze dal vivo sia con incontri online e visite da remoto dei centri di accoglienza. Ciò che ne emerge è una fotografia ampia e dettagliata e ancora più preziosa perché si colloca all’interno di un contesto straordinario che purtroppo ha drammaticamente peggiorato la situazione” proseguono i volontari e le volontarie. E concludono: “Si sono, infatti,&nbsp;<strong>radicalizzate la fragilità e la precarietà esistenziale</strong>&nbsp;delle persone che abbiamo incontrato e che vivono sia fuori che dentro il sistema di accoglienza e si è fatto&nbsp;<strong>sempre più ricorso alla sussidiarietà</strong>&nbsp;del terzo settore come strumento di intervento strutturale per la gestione delle questioni sociali, con il&nbsp;<strong>conseguente e drammatico aumento delle disuguaglianz</strong>e”.</p>



<p>&nbsp;“<strong>Quella che abbiamo incontrato non è una Milano accogliente e solidale, ma una città dove parte della popolazione è strutturalmente esclusa dall’accesso a diritti fondamentali</strong>. La non-gestione dell’accoglienza rappresenta simbolicamente e concretamente&nbsp;<strong>la scelta di non attuare soluzioni strutturali</strong>, la mancanza di investimenti pubblici adeguati e ben indirizzati, e la mancanza di flessibilità e creatività nel trovare risposte concrete e rispondenti ai bisogni di chi è senza casa.” Afferma Anna Radice Presidente del Naga. “A fronte di questo scenario facciamo appello a un&nbsp;<strong>urgente cambio di rotta</strong>&nbsp;e avanziamo le seguenti&nbsp;<strong>proposte</strong>:&nbsp;<strong>creazione&nbsp;</strong>di un unico sistema di accoglienza per tutte le persone richiedenti asilo e creazione di percorsi ad hoc per persone fragili e vulnerabili;&nbsp;<strong>superamento</strong>&nbsp;dell’attuale “Piano freddo” e della logica emergenziale di gestione delle problematiche sociali e abitative;&nbsp;<strong>creazione</strong>&nbsp;di un sistema di accoglienza a gestione diretta dei servizi sociali dei comuni, diffuso su tutto il territorio cittadino e metropolitano;&nbsp;<strong>apertura&nbsp;</strong>di servici igienici pubblici sempre accessibili a tutte le persone, gratuiti e distribuiti capillarmente in città e di strutture diurne “a bassa soglia”, al fine di rispondere ai bisogni di chi si trova senza fissa dimora o in dormitori notturni;&nbsp;<strong>organizzazione</strong>&nbsp;di un servizio telefonico e di pronto intervento 24h/24h gestito direttamente dai servizi sociali del Comune di Milano;&nbsp;<strong>implementazione&nbsp;</strong>di un processo semplice e accessibile per l’effettivo ottenimento di documenti necessari al pieno godimenti di diritti fondamentali, quali ad esempio l’iscrizione anagrafica per le persone senza fissa dimora. Rimaniamo ora&nbsp;<strong>in attesa di risposte</strong>&nbsp;da parte delle Istituzioni mentre continuiamo a offrire i nostri servizi gratuiti alle cittadine straniere e ai cittadini stranieri e a&nbsp;<strong>batterci per i diritti di tutti e di tutte. La&nbsp;pandemia ha infatti chiaramente confermato che non esistono soluzioni individuali alle esigenze sociali, ma soltanto soluzioni collettive e strutturali.</strong>” Conclude Radice</p>
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		<title>L&#8217;università di Padova attiva un nuovo corso di laurea in Giurista del Terzo Settore</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 07:09:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Laboratori e lezioni serali tra le caratteristiche più innovative L’avvio nell’anno accademico 2021-22 Il Terzo Settore ha un ruolo strategico nella nostra società, poiché supporta il settore pubblico e quello privato. Secondo le più&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>Laboratori e lezioni serali tra le caratteristiche più innovative</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/panoramica_cortile-universita-di-padova-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15415" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/panoramica_cortile-universita-di-padova-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/panoramica_cortile-universita-di-padova-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/panoramica_cortile-universita-di-padova-768x403.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/panoramica_cortile-universita-di-padova.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>L’avvio nell’anno accademico 2021-22</strong></p>



<p>Il Terzo Settore ha un ruolo strategico nella nostra società, poiché supporta il settore pubblico e quello privato. Secondo le più recenti rilevazioni Istat, in Italia il Terzo Settore riguarda circa <strong>6 milioni di volontari e 700mila lavoratori </strong>ed è l’ambito economico che presenta la maggiore crescita sul piano dell’incremento occupazionale. Ne è prova il rilievo che il Recovery Plan assegna al Terzo Settore, dove volontariato e impresa sociale trovano la propria collocazione.</p>



<p>Il nuovo corso di laurea in Giurista del Terzo Settore attivato dall’Università di Padova a partire dall’anno accademico 2021-22, frutto anche della testimonianza fornita dalla cittadinanza in anno straordinario e difficile, il 2020, durante il quale Padova è stata Capitale Europea del Volontariato per divulgare e promuovere le migliori prassi in materia, investe in questo comparto. La <strong>formazione teorica ma anche sperimentale</strong>, in collaborazione con gli enti del Terzo settore, è il punto di forza del nuovo corso di laurea.</p>



<p>Nato da un’iniziativa del Dipartimento di Diritto privato e critica del diritto, la concretizzazione della quale è stata affidata ad <strong>Adriana Topo, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro e Presidente del Comitato ordinatore del progetto, </strong>il corso di studi, accanto alle tradizionali lezioni frontali, prevede anche laboratori: momenti interattivi che daranno agli studenti l’opportunità di mettersi alla prova in prima persona confrontandosi con situazioni reali sotto la guida di accademici e operatori del settore; si tratta di stanze di sperimentazione dirette a rafforzare nello studente capacità di analisi e di problem solving.</p>



<p>Il nuovo percorso di studi rappresenta un <em>unicum </em>nel panorama dell’offerta universitaria italiana proprio in relazione alla modulazione specifica dei contenuti degli insegnamenti per la gran parte declinati con specifica attenzione alla realtà del Terzo Settore, composta da associazioni di volontariato e imprese anche di grandi dimensioni, tra le quali le cooperative sociali. Il piano di studi è stato pensato nel <strong>dialogo con i soggetti che operano nel Terzo Settore</strong>, che hanno fornito il proprio contributo per la costruzione del curriculum e che saranno coinvolti nei momenti laboratoriali. <strong>L’erogazione degli insegnamenti in remoto e in presenza, con una articolazione degli orari in fascia pomeridiana, </strong>si adatta, poi, alle esigenze di chi lavora o opera attivamente nel volontariato.</p>



<p>Un altro valore aggiunto del corso consiste nel coniugare il sapere giuridico con il sapere storico, economico, sociologico, psicologico e relazionale. L’insegnamento delle competenze giuridiche farà costante riferimento alle problematiche del Terzo Settore, mentre, per quanto riguarda le altre discipline “abbiamo assegnato – ha spiegato Adriana Topo – un <strong>ruolo significativo alle materie economiche applicate, come la redazione dei bilanci, </strong>e ai profili organizzativo-gestionali che sono basilari per far funzionare, sulla base di criteri di economicità, qualsiasi struttura produttiva di beni o servizi, anche se non guidata da fini di lucro”.</p>



<p>Il corso di laurea, strutturato in esami obbligatori e a libera scelta, propone, quindi, un programma solido e coerente con le sue finalità, che spazia dal <strong>Diritto alla Finanza Sostenibile, al Diritto delle Fondazioni di origine bancaria, passando per Psicologia dell’inclusione e Gestione dei conflitti,</strong> abilità indispensabili per affrontare situazioni diverse, sempre più spesso all’insegna della multiculturalità, con capacità relazionali volte all’accoglienza e all’integrazione.</p>



<p>Con gli esami a scelta, inoltre, gli studenti potranno specializzarsi in un settore specifico – sociale, sportivo, culturale – frequentando corsi creati <em>ad hoc</em>, tra i quali quello di <strong>“Marketing e Fundraising per enti del TerzoSettore”</strong>: “un insegnamento di vitale importanza – aggiunge la giuslavorista &#8211; per potere accedere a finanziamenti o promuove la raccolta di fondi, secondo un approccio adottato nei contesti anglosassoni che è opportuno insegnare anche a chi opera nella nostra realtà”.</p>



<p>Alla conclusione del terzo e ultimo anno, infine, <strong>è previsto un periodo di stage e/o tirocinio presso gli enti del territorio convenzionati con l’Università</strong>. Nelle intenzioni della Presidente del Comitato ordinatore quest’esperienza “rappresenta un formidabile trampolino di lancio per introdurre i neolaureati nel mondo del Terzo Settore dando loro subito la possibilità di collocarsi nel mondo del lavoro”.</p>



<p>E, come ha dichiarato il Rettore Rosario Rizzuto nella recente presentazione dell’innovativo percorso, il nuovo corso in Giurista del Terzo Settore è “un segno di vitalità che dimostra come, anche se prossimo agli 800 anni, l’ateneo padovano non abbia perso la capacità di innovare le sue discipline adattandole con coerenza e tempestività alle necessità del tessuto sociale”.</p>



<p><strong>Per informazioni:</strong></p>



<p>Instagram: #terzosettoreunipd https://<a href="http://www.facebook.com/terzosettoreunipd?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.facebook.com/terzosettoreunipd?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> <a href="mailto:terzosettoredpcd@unipd.it">terzosettoredpcd@unipd.it</a> <a href="mailto:adriana.topo@unipd.it">adriana.topo@unipd.it</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Laurea-in-Giurista-del-Terzo-settore-piano-degli-studi_page-0001-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15416" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Laurea-in-Giurista-del-Terzo-settore-piano-degli-studi_page-0001-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Laurea-in-Giurista-del-Terzo-settore-piano-degli-studi_page-0001-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Laurea-in-Giurista-del-Terzo-settore-piano-degli-studi_page-0001-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Laurea-in-Giurista-del-Terzo-settore-piano-degli-studi_page-0001-1085x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1085w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Laurea-in-Giurista-del-Terzo-settore-piano-degli-studi_page-0001.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1240w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>Liberi di accogliere i rifugiati. Vogliamo creare passaggi sicuri</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 07:35:32 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>sostiene le campagne di Welcoming Europe, oggi più che mai.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Per aderire: https://welcomingeurope.it/news/firma/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></p>
<p>20 giugno Giornata Internazionale dei Rifugiati.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/LOGO-WE-2018-16.04.2018-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-10875 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/LOGO-WE-2018-16.04.2018-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="174" height="177" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/LOGO-WE-2018-16.04.2018-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 822w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/LOGO-WE-2018-16.04.2018-2-296x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 296w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/LOGO-WE-2018-16.04.2018-2-768x779.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 174px) 100vw, 174px" /></a>Dal 1990 a oggi <b>sono morti più di 34 mila migranti</b> nel tentativo di raggiungere via mare l’Europa. L’apertura di <b>vie d’accesso legali e sicure</b> verso paesi disposti ad accogliere. Vogliamo vie sicure di ingresso complementari e addizionali ai programmi nazionali di resettlement e, in questo senso, la società civile può offrire un contributo rilevante. Le sponsorship private, inoltre, hanno un ruolo importante nel facilitare l’integrazione dei rifugiati appena arrivati nei territori grazie al sostegno e alla mobilitazione delle comunità, di gruppi religiosi, di organizzazioni non governative, di aziende private e di famiglie di rifugiati reinsediati.</p>
<h3 class="profile-name"></h3>
<p>Chiediamo alla Commissione Europea di modificare il Regolamento Ue 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e attivare un nuovo programma di finanziamento nell&#8217;ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per sostenere i programmi di sponsorship privata della società civile affinché sempre più cittadini e associazioni possano essere #liberidiaccogliere.</p>
<p>La <b>sponsorship</b> è un percorso sicuro e legale destinato a richiedenti asilo e rifugiati. I beneficiari, ai quali viene rilasciato un visto d&#8217;ingresso nazionale, sono sostenuti da sponsor privati (comunità, società civile, organizzazioni di volontariato) che si fanno carico dell&#8217;accoglienza e seguono il processo di inclusione nei territori. Questi programmi si aggiungono a quelli statali di reinsediamento, e cioè il trasferimento di rifugiati, già riconosciuti dall&#8217;Unhcr, verso un paese terzo che mette a disposizione un certo numero di posti.<b></p>
<p></b>In Canada l’istituto della sponsorship privata ha una tradizione lunga più di quaranta anni, che ha permesso alla società civile canadese di accogliere circa 300 mila rifugiati. In Europa questo strumento ha iniziato a diffondersi solo recentemente.</p>
<p><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/1563-3-profughi-il-29-maggio-nuovi-arrivi-con-i-corridoi-umanitari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10876" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/1563-3-profughi-il-29-maggio-nuovi-arrivi-con-i-corridoi-umanitari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="372" height="279" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/1563-3-profughi-il-29-maggio-nuovi-arrivi-con-i-corridoi-umanitari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 372w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/1563-3-profughi-il-29-maggio-nuovi-arrivi-con-i-corridoi-umanitari-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 372px) 100vw, 372px" /></a></p>
<p></b>In Italia, a partire dal 2016, alcune organizzazioni religiose (Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Chiese valdesi e metodiste, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Conferenza Episcopale Italiana) hanno firmato degli accordi specifici con il governo italiano aprendo dei Corridoi Umanitari dal Libano e dall’Etiopia, interamente finanziati con fondi privati, permettendo più di 2 mila richiedenti asilo di raggiungere in sicurezza l’Italia e qui essere accolti e integrati all’interno delle comunità sul territorio. I risultati positivi di questi programmi pilota hanno incoraggiato l’adozione di questo modello anche in Francia e in Belgio, dove organizzazioni cristiane hanno aperto corridoi umanitari sul modello di quelli italiani.</p>
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