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	<title>Thailandia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Thailandia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>(Brutte) notizie dalla Birmania &#8211; Myanmar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 06:27:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Birmania (Myanmar): nuova riforma agraria mette a rischio processo di pace In Birmania milioni di piccoli agricoltori rischiano di perdere la base esistenziale La nuova proposta di legge per la riforma dei diritti terrieri&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Birmania (Myanmar): nuova riforma agraria mette a rischio processo di pace<br />
In Birmania milioni di piccoli agricoltori rischiano di perdere la base<br />
esistenziale</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/teaserbreit1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12175" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/teaserbreit1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="468" height="263" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/teaserbreit1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 468w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/teaserbreit1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 468px) 100vw, 468px" /></a></p>
<p>La nuova proposta di legge per la riforma dei diritti terrieri del governo birmano rischia di annullare gli sforzi fatti finora per porre fine a 70 anni di conflitti armati nelle regioni di insediamento delle minoranze etniche del paese. La nuova legge prevede che entro l&#8217;11 marzo 2019 i piccoli agricoltori debbano registrare presso le autorità<br />
competenti le richieste di usufrutto dei terreni che posseggono da generazioni. Per chi non registra la propria richiesta sono previsti l&#8217;esproprio e fino a due anni di carcere tramutabili in pena pecuniaria.<br />
La registrazione però non garantisce la proprietà ma semplicemente permette l&#8217;usufrutto dei terreni per 30 anni.</p>
<p>Evidentemente la nuova legge disattende i diritti tradizionali di proprietà delle minoranze, non tiene conto del tradizionale usufrutto comunitario della terra da parte delle comunità indigene né considera la situazione dei profughi che, vista la loro peculiare situazione, non hanno la possibilità di registrare le loro richieste. La nuova legge<br />
penalizza infatti in primo luogo i profughi, costretti a fuggire dalle violenze, che non potendo registrare le richieste sul proprio territorio, perdono qualsiasi possibilità di tornare a casa, sia per la perdita della propria terra sia per il fatto che la mancata<br />
registrazione criminalizza le persone e comporta il rischio dell&#8217;incarceramento.</p>
<p>Attualmente almeno 106.000 piccoli agricoltori degli stati federali di Shan e di Kachin sono in fuga. Altre 100.000 persone appartenenti a diverse minoranze vivono in campi profughi in Thailandia. Nello stato federale di Rakhine 128.000 persone sono profughe interne mentre ulteriori 750.000 Rohingya hanno cercato protezione in Bangladesh. Lo<br />
scorso 25 gennaio 2019 Yanghee Lee, incaricata dell&#8217;ONU per i diritti umani in Birmania, ha ufficialmente protestato contro la nuova legge che, dichiara Lee, di fatto espropria i profughi della loro proprietà e dei loro diritti.</p>
<p>Ma a subire le conseguenze della nuova legge saranno anche milioni di piccoli agricoltori che si vedranno sottrarre la loro base esistenziale. Chi infatti decide di far registrare la sua richiesta rinuncia automaticamente alla proprietà della terra dovendosi accontentare<br />
dell&#8217;usufrutto per 30 anni, e chi invece decide di ignorare la legge viene criminalizzato e perde comunque la sua terra. Per milioni di piccoli agricoltori la nuova legge viene percepita come una dichiarazione di guerra alle minoranze etniche del paese nonché come il tentativo di un lento e strisciante furto delle loro terre. Infatti,<br />
l&#8217;82% dei terreni il cui uso dovrebbe essere regolamentato dalla nuova legge si trova nelle regioni di insediamento delle minoranze e sarebbero principalmente loro a perdere i propri diritti e la loro base esistenziale.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/esterne090807250905081013_big1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12174" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/esterne090807250905081013_big1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/esterne090807250905081013_big1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/esterne090807250905081013_big1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>L&#8217;organizzazione Chin Land Affairs Network ha già precisato che le comunità indigene dei Chin sono tradizionalmente proprietari di tutto il territorio del loro stato federale e che questi diritti non possono essere messi in discussione da una legge. Il sospetto delle<br />
organizzazioni indigene e per i diritti umani è che la legge abbia lo scopo di facilitare l&#8217;accesso e l&#8217;usufrutto della terra a investitori privati sia stranieri sia interni. Infine la nuova legge rischia di minare qualsiasi tentativo di dialogo per il raggiungimento di una pace duratura in regioni che da 70 anni sono scenari di repressione e conflitti armati. Ciò determinerebbe anche il definitivo fallimento della politica della Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi che aveva dichiarato che la ricerca di pace sarebbe stato il compito centrale del suo mandato.</p>
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		<title>CPJ annuncia i vincitori dell&#8217;edizione 2017 del Premio Internazionale per la libertà di stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2017 08:14:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  “I giornalisti di tutto il mondo affrontano crescenti minacce e pressioni. Con questo premio, rendiamo omaggio al loro coraggio ed impegno E ricordiamo tutti cosa significa essere giornalisti” Joel Simon, direttore esecutivo di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b> </b></span></span></p>
<p align="RIGHT">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>I giornalisti di tutto il mondo affrontano crescenti minacce e pressioni.</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Con questo premio, rendiamo omaggio al loro coraggio ed impegno</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>E ricordiamo tutti cosa significa essere giornalisti”</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Joel Simon, direttore esecutivo di CPJ</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/th-143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9178" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/th-143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="231" height="160" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Il CPJ (Committee to Protect Journalists) ha annunciato i vincitori dell&#8217;edizione 2017 del Premio Internazionale per la libertà di stampa</p>
<p align="JUSTIFY">Ahmed Abba corrispondente in lingua hausa di Radio France Internationale, che è stato imprigionato in Camerun nel luglio 2015 e condannato quest’anno ad una pena detentiva di 10 anni di carcere per servizi sul gruppo di Boko Haram.</p>
<p align="JUSTIFY">Patricia Mayorga, corrispondente per Proceso, settimanale di Città del Messico, che ha ricevuto minacce per le sue indagini sui presunti legami tra il partito al governo e la criminalità organizzata e sulle responsabilità governative nelle sparizioni forzate e sui diritti.</p>
<p align="JUSTIFY">Pravit Rojanaphruk, giornalista e difensore della libertà di stampa thailandese, più volte arrestato negli ultimi anni per il suo lavoro in difesa dei diritti umani.</p>
<p align="JUSTIFY">Afrah Nasser, giornalista e blogger yemenita, che scrive dalla Svezia, dove vive in esilio dopo aver ricevuto minacce di morte per gli articoli critici nei confronti del governo durante la rivolta del 2011.</p>
<p align="JUSTIFY">La cerimonia di premiazione si terrà il 15 novembre 2017 presso il Grand Hyatt New York a New York City; per accrediti stampa e/o interviste scrivere a <span style="color: #0000ff;"><u><a href="mailto:press@cpj.org" target="_blank"><span style="color: #1155cc;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">press@cpj.org</span></span></a></u></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/04ilQFO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9179" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/04ilQFO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/04ilQFO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/04ilQFO-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
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		<title>Se ci piacciono i gamberetti&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2013 06:58:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La globalizzazione fa viaggiare anche le merci e, tra queste, i prodotti alimentari; ma se siamo ghiotti di piccoli crostacei, al momento dell&#8217;acquisto, guardiamo da dove provengono e facciamo una riflessione. La Thailandia è&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/Gamberi-thailandia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/Gamberi-thailandia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div lang="zh-CN" style="margin-bottom: 0cm;">
La globalizzazione fa<br />
viaggiare anche le merci e, tra queste, i prodotti alimentari; ma se<br />
siamo ghiotti di piccoli crostacei, al momento dell&#8217;acquisto,<br />
guardiamo da dove provengono e facciamo una riflessione.</div>
<div lang="zh-CN" style="margin-bottom: 0cm;">
La Thailandia è il Paese<br />
leader mondiale nell&#8217;esportazione dei gamberi perchè ne produce una grandissima<br />
quantità e perchè i gamberi Thai sono più<br />
convenienti di quelli di<br />
altri Paesi. Ma per questo c&#8217;è una spiegazione.
</div>
<div lang="zh-CN" style="margin-bottom: 0cm;">
Un documentario trasmesso<br />
dal servizio pubblico statunitense &#8211; a cui ha fatto seguito una serie di<br />
indagini &#8211; dimostra che l&#8217;industria del gambero sfrutta il<br />
lavoro migrante minorile. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo i dati<br />
ufficiali solo 150 su 700 operatori di pesce primari sono registrati<br />
presso il Ministero e le grandi fabbriche basano il loro guadagno<br />
sulle centinaia  di capannoni in cui lavorano bambini che provengono<br />
dal Myanmar. Perchè proprio loro? Perchè<br />
vengono percepiti come una minaccia alla sicurezza<br />
nazionale, diventando, per<br />
questo, vittime di un pregiudizio etnico. </p>
</div>
<div lang="zh-CN" style="margin-bottom: 0cm;">
Le statistiche<br />
rilevate dal Labour Rights Promotion Network (e riportate anche da<br />
Altroconsumo, dicembre 2013), dicono che il 19% dei minori sfruttati ha meno di<br />
 15 anni e il 22% ha tra i 15 e i 22 anni. Sono costretti a sgusciare<br />
gamberi per    dodici ore al giorno, chiusi nei capannoni sporchi e<br />
soggetti a sostanze chimiche dannose; spesso subiscono maltrattamenti<br />
fisici da parte dei caporali e la confisca dei documenti;<br />
sono stati, inoltre, riscontrati anche casi di estorsione da parte<br />
dei poliziotti. Questa situazione non riguarda solo il settore della<br />
pesca, ma  anche quello dell&#8217;edilizia, dell&#8217;agricoltura e<br />
dell&#8217;abbigliamento dove sono<br />
impiegate, come moderni<br />
schiavi, migliaia di persone, tra giovani e adulti.
</div>
<div lang="zh-CN" style="margin-bottom: 0cm;">
Ancora più serio il<br />
problema quando si tratta di bambini e adolescenti che, anche<br />
 secondo la legge thailandese, dovrebbero vedersi assicurato il<br />
diritto ad un&#8217;istruzione gratuita e<br />
obbligatoria e che, invece, si ritrovano a sopravvivere  in<br />
condizioni terribili. </p>
</div>
<div lang="zh-CN" style="margin-bottom: 0cm;">
Il problema è ora<br />
monitorato dal governo degli Stati Uniti che ha trasformato il<br />
“Rapporto sul traffico di persone” in uno strumento diplomatico<br />
per avvertire       Bangkok che questo traffico deve terminare e, se<br />
la Thailandia non dovesse       dimostrare la volontà di<br />
cambiamento, le conseguenze a livello diplomatico ed economico sarebbero<br />
importanti anche perchè verrebbe equiparata, in termini di<br />
violazione dei diritti umani, alla Corea del Nord e all&#8217;Iran. </p>
</div>
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