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	<title>the Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Il lato amaro del the</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2013 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il lato amaro del the Questa storia ci è stata segnalata da Giulia Doriguzzi, che ringraziamo L&#8217;India è il paese multiculturale per eccellenza: con i suoi 1 miliardo e 270 milioni di abitanti racchiude&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="LEFT" style="font-weight: normal;">
Il<br />
lato amaro del the</div>
<div align="LEFT" style="font-weight: normal;">
</div>
<div align="LEFT" style="font-weight: normal;">
Questa<br />
storia ci è stata segnalata da Giulia Doriguzzi, che ringraziamo</div>
<div align="JUSTIFY">
</div>
<div align="JUSTIFY">
L&#8217;India<br />
è il paese multiculturale<br />
per eccellenza: con i suoi 1 miliardo e 270 milioni di abitanti<br />
racchiude all&#8217;interno del suo vasto territorio un vero e proprio<br />
crogiolo<br />
di popoli con<br />
lingue, culture, religioni e tradizioni completamente diverse l&#8217;una<br />
dall&#8217;altra. L&#8217;8%<br />
della variegata<br />
popolazione indiana è costituita dai cosiddetti <i>adivasi</i>,<br />
i discendenti delle antiche<br />
popolazioni tribali che<br />
abitavano l&#8217;India più di 3.000<br />
anni fa. Sebbene racchiusi<br />
sotto un&#8217;unica etichetta linguistica, gli <i>adivasi<br />
</i>non costituiscono affatto<br />
una realtà culturalmente ed etnicamente omogenea: sono suddivisi in<br />
circa 450<br />
gruppi, sparsi su tutto<br />
il territorio indiano, ognuno dei quali possiede una sua specifica<br />
identità ed è caratterizzato da particolari usi e costumi. Sono<br />
popoli che hanno sempre vissuto in stretta simbiosi<br />
con la natura, per la quale<br />
nutrono un profondo rispetto e da cui ricavano tutto il necessario<br />
per sopravvivere.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Assam<br />
è uno stato situato nell&#8217;estremo Nord-Est<br />
dell&#8217;India che, assieme<br />
al vicino Arunachal Pradesh, ospita il 7,5% di tutta la popolazione<br />
adivasi indiana. Dal momento che i due stati si trovano in una<br />
posizione geograficamente isolata rispetto al resto del paese, gli<br />
adivasi originari dell&#8217;Assam sono riusciti a mantenere abbastanza<br />
intatta la propria cultura. Tuttavia, una parte degli adivasi<br />
che vive in questo territorio è<br />
costituita da tribù provenienti<br />
da diverse zone dell&#8217;India, che<br />
si sono stabilite in Assam a partire dalla seconda metà dell&#8217;800.<br />
La storia di questi popoli è strettamente connessa a quella<br />
dell&#8217;industria indiana del té.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY">
L&#8217;Assam, grazie alle<br />
caratteristiche del suo territorio e alle sue condizioni climatiche,<br />
costituisce una zona ideale per la coltivazione<br />
del té, che viene<br />
prodotto principalmente nella grande pianura alluvionale del fiume<br />
Brahmaputra. Con le sue<br />
numerosissime piantagioni, l&#8217;Assam produce oggi il 65%<br />
di tutto il té prodotto in India.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
Camelia Assamica<b> </b>è<br />
la pianta di té tipica dell&#8217;Assam. Anche prima che venissero create<br />
le grandi piantagioni, questa pianta cresceva già spontaneamente in<br />
diverse zone della stato. In natura la pianta può raggiungere i 20<br />
metri di altezza ma, quando viene coltivata, si fa in modo che non<br />
cresca più di un metro e mezzo, in modo da rendere più agevole la<br />
raccolta. Quando la pianta inizia a germogliare,<br />
le sue foglie sono pronte per essere raccolte. A seconda della<br />
frequenza con cui una pianta germoglia, la raccolta<br />
può venire effettuata diverse volte in un anno. L&#8217;operazione dura<br />
circa 15 giorni<br />
e viene svolta interamente a<br />
mano, quasi esclusivamente<br />
dalle donne.<br />
Vengono raccolte in media da<br />
2.000 a 3.000 foglie di té,<br />
che vengono subito portate nelle fabbriche<br />
 accanto alle piantagioni per essere lavorate. A seconda della<br />
qualità di té che si desidera ottenere, le fasi che compongono il<br />
processo di lavorazione risultano differenti. Il famoso<br />
Té Assam è una qualità<br />
di té nero<br />
dal gusto forte e deciso, la cui lavorazione richiede diverse<br />
fasi. Le foglie vengono fatte<br />
essiccare e, mentre sono ancora morbide, vengono arrotolate su loro<br />
stesse. In seguito vengono essiccate per una seconda volta e poi<br />
macerate. Infine vengono sottoposte ad un processo di fermentazione,<br />
che verrà poi fermato attraverso un&#8217;ultima essiccazione, mediante la<br />
somministrazione di calore.  Seppur in minor quantità, in Assam<br />
vengono anche prodotti té<br />
verdi e té<br />
bianchi, ottenuti senza<br />
sottoporre le foglie ad alcun processo di fermentazione.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
massiccia coltivazione del té nei territori dell&#8217;Assam fu avviata<br />
dalla Compagnia<br />
Britannica delle Indie Orientali, una<br />
delle più potenti compagnie commerciali europee, nel tentativo di<br />
sottrarre alla Cina il monopolio mondiale sulla produzione del té.<br />
La Compagnia arrivò in Assam nel 1826 e, nel 1837,<br />
rese operativa la prima<br />
piantagione di té. Dal<br />
1850 l&#8217;industria del té vide una rapidissima espansione,<br />
con un enorme aumento della produzione. Vaste aree furono disboscate<br />
per creare nuove piantagioni e, ai primi del &#8216;900, l&#8217;Assam divenne la<br />
principale regione produttrice di té al mondo.</div>
<div align="JUSTIFY">
Per poter coltivare<br />
tutte queste piantagioni era necessario l&#8217;impiego di un grandissimo<br />
numero di persone. Poiché in Assam non c&#8217;era sufficiente forza<br />
lavoro da poter sfruttare, gli<br />
inglesi cominciarono a reclutare<br />
adivasi provenienti da diverse<br />
regioni dell&#8217;India. Questi erano tutte persone i cui territori erano<br />
stati utilizzati dai colonizzatori per la costruzione di fabbriche,<br />
la creazione di piantagioni, lo sfruttamento di risorse naturali. Per<br />
portare avanti il processo di industrializzazione del paese gli<br />
inglesi si appropriarono<br />
indebitamente delle terre degli adivasi,<br />
privandoli della loro unica fonte di sostentamento e condannandoli ad<br />
una vita di povertà.<br />
Per gli inglesi non fu difficile reclutare forza lavoro fra i membri<br />
di queste tribù, incapaci di adattarsi ad una società a cui non<br />
appartenevano e di trovare nuovi mezzi di sussistenza. In molti casi,<br />
tuttavia, i reclutamenti avvennero con l&#8217;uso dell&#8217;inganno<br />
e della violenza.<br />
Gli adivasi erano analfabeti<br />
e gli inglesi riuscirono facilmente a far loro firmare contratti di<br />
lavoro che prevedevano terribili condizioni di sfruttamento.<br />
Oltre alle frodi e ai reclutamenti forzati, vi furono anche diversi<br />
casi di rapimenti<br />
e di costrizione tramite tortura.<br />
Gli adivasi furono privati di<br />
ogni diritto e costretti a<br />
lavorare nei campi in condizioni di semi-schiavitù,<br />
senza nessuna possibilità di opporsi. All&#8217;inizio del &#8216;900, il numero<br />
di adivasi strappati con la forza alle loro terre raggiunse le<br />
110.000 persone.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Solo<br />
nel 1951,<br />
dopo che l&#8217;India ottenne l&#8217;indipendenza, il governo emise il<br />
Plantation<br />
Labour Act, una raccolta<br />
di leggi che tutelavano gli interessi degli adivasi impiegati nelle<br />
piantagioni di té. Nonostante questo, la scarsità<br />
dei controlli favorisce ancora<br />
oggi il proliferare di violazioni legislative di ogni genere da parte<br />
dei proprietari terrieri e, di conseguenza, le condizioni dei<br />
lavoratori sono lungi dall&#8217;essere regolamentate in maniera equa. Gli<br />
adivasi lavorano tutto il giorno nelle piantagioni, ricevendo paghe<br />
irrisorie, appena sufficienti a<br />
consentir loro di sopravvivere. Perciò, lontani dalle loro terre<br />
originarie, senza possibilità di farvi ritorno e senza l&#8217;istruzione<br />
necessaria per trovare un lavoro migliore, il più delle volte gli<br />
adivasi sono costretti ad accettare una vita di povertà<br />
estrema, senza intravedere<br />
alcuna possibilità di cambiamento.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
le persone che più di ogni altra pagano le conseguenze di questa<br />
situazione sono i bambini.<br />
I loro genitori sono impegnati tutto il giorno nelle piantagioni e,<br />
pertanto, anche i bambini più piccoli sono, per la maggior parte del<br />
tempo, abbandonati a loro<br />
stessi. Molti si ammalano di<br />
malattie comuni e facilmente curabili, che vengono però trascurate a<br />
causa della difficoltà di<br />
accesso ai servizi sanitari e,<br />
aggravandosi, possono portare anche alla morte. I genitori, inoltre,<br />
spesso non possiedono un&#8217;adeguata educazione<br />
sanitaria e non conoscono le<br />
principali norme di igiene e di prevenzione delle malattie.
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
bambini non hanno la possibilità di frequentare<br />
la scuola: senza un&#8217;istruzione,<br />
non potranno far altro che rimanere a lavorare nelle piantagioni come<br />
i loro genitori.</div>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
difficile immaginare che una bevanda dolce come il té possa avere un<br />
lato tanto amaro&#8230;!</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY">
La<br />
Fondazione Fratelli Dimenticati Onlus, nel 1999,<br />
ha aiutato i Salesiani<br />
a costruire una scuola nel<br />
villaggio di Rangajan,<br />
nell&#8217;Assam orientale, in modo da dare ai<br />
bambini la possibilità di ricevere quell&#8217;istruzione<br />
che i loro genitori non hanno mai potuto avere. La scuola accoglie<br />
631 studenti<br />
provenienti dai 31 villaggi<br />
circostanti, e il loro numero è in continuo aumento. La scuola di<br />
Rangajan costituisce per tutti i bambini adivasi della zona l&#8217;unica<br />
opportunità per imparare a leggere e a scrivere, l&#8217;unica speranza<br />
di cambiare la propria vita.</div>
<div align="JUSTIFY">
Recentemente è stato<br />
inoltre avviato un progetto di sostegno<br />
alimentare per poter garantire<br />
ai bambini dei pasti<br />
giornalieri, in modo da<br />
scongiurare il pericolo della malnutrizione. I periodi più critici<br />
sono i mesi di agosto,<br />
settembre e ottobre, in cui la<br />
disponibilità di cibo è più scarsa. In questo periodo, i piccoli<br />
adivasi arrivano a scuola fisicamente spossati, pieni di mal di testa<br />
e con una fame costante.</p>
</div>
<div align="JUSTIFY">
</div>
<div align="JUSTIFY">
Per<br />
informazioni sul sostegno a distanza:<br />
<u><a class="western" href="http://www.fratellidimenticati.it/sostegno-a-distanza/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.fratellidimenticati.it/sostegno-a-distanza?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></div>
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