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	<title>tossicodipendenti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>La droga degli zombie sbarca in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 09:45:39 +0000</pubDate>
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<p></p>



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<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>di Barbara Raccuglia </p>



<p></p>



<p>&#8221; Molte persone credono che i tossici siano una categoria di persone. Io anche lo pensavo, prima di conoscere il&nbsp; bosco. La gente crede che i tossici nascano con una sorta di marchio dalla nascita che li condanna a essere tossici ancora prima che muovano un passo nel mondo. Le persone “normali” pensano che se lo siano meritato, come se quella maledizione che si portano dietro fosse il risultato di un karma negativo che li condanna a essere tossici per una loro colpa intrinseca.</p>



<p>Non riesce proprio a entrare nella testa delle persone “normali” che un tossico può essere chiunque. Io l’ho capito da poco. Al bosco non viene solo chi è povero, chi è disperato e ignorante o ha un trauma nascosto da qualche parte. Perché la gente, quando riconosce un tossico, senza denti e con i fuori vena che gli deforma il corpo, vede solo il risultato finale, ma prima c’è sempre una storia, un inizio: prima del tossico c’è sempre una persona, una normale.</p>



<p>Sembra una cosa banale da dire, ma non lo è.</p>



<p>Ho realizzato da poco che prima, quando vedevo un barbone per strada che chiedeva la carità, nella mia mente qualcosa si inceppava: quello per me era un barbone ed era sempre stato così, e solo così avrebbe potuto essere.</p>



<p>Un pò come quando vai ad acquistare una bistecca al supermercato: non ci pensi che prima era una mucca. Perchè se no, non la mangeresti ovvio. &#8220;</p>



<p>Questo è un estratto della storia di Alice, raccontata da Simone Feder. Educatore, psicologo e coordinatore dell’area Giovani e dipendenze della Casa del Giovane di Pavia, dove è anche responsabile di strutture per la cura delle dipendenze, tra cui una specifica per adolescenti. È coordinatore nazionale dell’Associazione Movimento No slot per la quale si occupa di prevenzione, sensibilizzazione e trattamento rispetto alla dipendenza da disturbo da gioco d’azzardo. Referente di progetti all’interno di istituzioni scolastiche legati alla prevenzione e all’educazione alla legalità. Ha realizzato varie pubblicazioni legate al mondo del disagio, è stato Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. È fondatore del Centro Studi ‘Semi di Melo’ che si occupa di ricerca e progettazione per l’infanzia e l’adolescenza, è inoltre Responsabile psico-pedagogico dei programmi di formazione e sviluppo del «Villaggio del fanciullo» di Morosolo (VA).</p>



<p>E’ un estratto, che personalmente mi ha colpito moltissimo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Mi ha fatto fare una riflessione:&nbsp; ridurre una persona che soffre, a una mera categoria, equivale a non guardarla.&nbsp; A toglierci dalla responsabilità di essere coinvolti, solo per il fatto di aver visto, di avere incontrato la sofferenza di un altro che non sono io.</p>



<p>&#8220;Dobbiamo farci e fare una domanda: “<em>facciamo la guerra alla droga o ai drogati</em>?”. Così Simone Feder, psicologo della Comunità Casa del giovane di Pavia</p>



<p>&#8220;Il problema oggi non sono più le politiche di riduzione del danno, perché il problema non è più la droga ma il malessere, la sofferenza, è quella che dobbiamo ridurre! Non tanto le sostanze. Oggi abbiamo ragazzini di 13 anni già pieni di sostanze che vengono trascinati sempre più con fatica dai genitori, fragili anche loro. Oggi i giovani dobbiamo andarceli a prendere. Le comunità devono uscire dalle proprie mura, andare in questi non luoghi, incontrare e abbracciare questi giovani. Solo così, solo costruendo una relazione si può poi portarli alla cura. I ragazzi oggi non li puoi stare ad aspettare nelle comunità, devi andare a cercarli, a incontrarli. Bisogna cambiare paradigma anche dei nostri servizi. Dobbiamo cercare di intercettare e capire la sofferenza che c’è in giro. Per fortuna c’è anche chi si avvicina e si impegna volontariamente e con costanza. Il mio invito è cambiare questo sguardo punitivo e repressivo, occorre un punto di partenza diverso. Provo a dirlo con San Giovanni Bosco: “Non basta amare i ragazzi, devono sentirsi amati”.</p>



<p>Abbiamo incontrato Simone Feder, e lo abbiamo intervistato per voi.</p>



<p><strong>Secondo lei, cosa spinge un giovane a fare uso di sostanze stupefacenti?</strong></p>



<p>Oggi è obsoleto parlare di droga. Bisogna parlare nei termini di disagio esistenziale. E&#8217; da lì che si sviluppa sempre di più un abuso che genera dipendenza nei giovani.</p>



<p>Il disagio può essere visibile dai genitori, oppure può non essere visibile perchè si manifesta all&#8217;interno della propria cameretta.</p>



<p>Lo si evince dal fatto che non solo c&#8217;è abuso di sostanza, ma c&#8217;è una crescita sempre maggiore in adolescenza, di sintomi quali ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi alimentari&#8230;</p>



<p>L&#8217;incanto della droga, ha uno scopo lenitivo, e quasi terapeutico.</p>



<p><strong>Servizi come il Sert, a Milano sono efficienti?</strong></p>



<p>Rispetto a tutti i vari Servizi Multidisciplinari Integrati (SMI), uno spazio ambulatoriale come il Sert, servizio pubblico gestito da privati..necessita di essere rivisto perché gli operatori faticano a intervenire. I dati ce lo confermano: i giovani non riescono ad essere agganciati dai servizi ambulatoriali, e in conseguenza proseguire in comunità terapeutiche. C&#8217;è un rallentamento nella presa in carico perché il personale è poco. C&#8217;è bisogno di cambiamento. Ci insegna che dobbiamo essere noi, ad andare a riprenderci i giovani. Dobbiamo andare noi da loro.</p>



<p>La relazione è fondamentale. E&#8217; vincente!</p>



<p>Grazie alla <em>relazione</em>, le persone tossicodipendenti sviluppano una maggiore resilienza e hanno più possibilità di successo nel percorso di cura. Spesso sono proprio loro a perseverare più a lungo nel trattamento, portando nel cuore il ricordo dell&#8217;incontro con educatori e volontari a Rogoredo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/ali-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="189" height="267" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/ali-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17985"/></a></figure>



<p><strong>Quali competenze deve avere una persona che vuole essere di aiuto, per una per persona tossicodipendente?</strong></p>



<p>La prima competenza è l&#8217; <strong>Umanità.</strong></p>



<p>Oggi prima di essere professionisti, dobbiamo essere umani. E&#8217; questo che ti permette di avvicinarti all&#8217; altro. Empatia.. dimensione in cui tu ti metti in gioco, e nell&#8217;incontro con l&#8217;altro, devi cambiare anche tu.</p>



<p>L&#8217;umiltà! Puoi essere specializzata e aver preso lauree, ma se l&#8217;altro non ti sente&#8230; e non costruisci una relazione empatica&#8230;.</p>



<p><strong>Quanto è importante la prevenzione? Esistono corsi di formazione?</strong></p>



<p>Certo abbiamo organizzato seminari sulle dipendenze, gruppi di lavoro&#8230; io ho anche tenuto dei corsi nelle università&#8230;. ma la formazione deve avvenire <em>con</em> loro.</p>



<p>Per capire cosa vuol dire incontrare il disagio, le persone vanno accompagnate dentro al disagio.</p>



<p>Noi abbiamo volontari di circa 60 persone, con l&#8217;interesse e la voglia di mettersi in gioco. Rispetto a un corso di formazione, è più importante fare pratica, fare esperienza.</p>



<p>Negli anni, ho conosciuto il fondatore della comunità La Casa del Giovane di Pavia: Don Enzo Boschetti. Nel mondo del volontariato, ho conosciuto anche mia moglie, 32 anni fa.</p>



<p>Bisogna entrare nel mondo del disagio, in punta di piedi&#8230;</p>



<p>Cerco di portare avanti la missione del sacerdote Don Enzo Boschetti, che mi è stato anche maestro di vita&#8230;.andiamo avanti per cercare di dare una risposta a questo disagio. E&#8217; una Missione. Una Missione che non svolgo da solo, ma insieme ad altri colleghi.</p>



<p>E poi succede che arrivano gratificazioni nel vedere una persona che ce la fa&#8230;. e questo ti fa venire voglia di andare avanti&#8230;.</p>



<p><strong>Cosa si puo fare per bloccare l&#8217;arrivo del fentanyl in Italia? Secondo lei, possiamo fare qualcosa?</strong></p>



<p>Il bosco di Rogoredo non è soltanto un luogo di sporcizia e di siringhe. Un luogo viene creato dalle persone che lo abitano..come chi vive nel malessere e abita in un corpo consunto e sofferente.</p>



<p>Ogni tanto vediamo per le strade esercito e polizia, a tutela degli abitanti del quartiere&#8230;eppure sono proprio i tossici ad avere bisogno di tutela.</p>



<p>Bisogna osservare la gente, stare lì, ascoltarli. La droga è cambiata e te lo dicono anche loro.&nbsp; Servono nuove strategie per intervenire. Purtroppo da un anno, nel bosco di Rogoredo, sono stati trovati miscugli di sostanze sintetiche&#8230; Sostanze come la Xilazina, che è un sedativo veterinario&#8230;Procura gravi danni gli anni arti, riducendoli in cancrena. Nei casi di overdose, viene usato il Naxolone. Non fa effetto, ad esempio contro la Xilazina. Ad oggi, non c&#8217;è un antidoto efficace per queste nuove sostanze, e quindi nei casi di overdose, sono molti di più a morire.</p>



<p><strong>Come si esce dal bosco?</strong></p>



<p>Dando una ragione per cui vivere. E la ragione può esistere solo nella relazione con l&#8217;altro.</p>



<p>La relazione non deve ridursi a un passaggio di comunicazione. Nessuno è irrecuperabile. Questa arrendevolezza è l&#8217;idea malata. Le comunità e i servizi devono venire a prendere questi ragazzi. Devono entrare nel bosco.</p>



<p>Ricordo bene la telefonata con Simone Feder. Io timida e impacciata, mi armai di coraggio e lo contattai su facebook. Era circa settembre del 2024. Non ci pensò due volte: si rese subito disponibile per un&#8217;intervista telefonica. Si scusava, dicendomi che non avrebbe potuto incontrarmi di persona, proprio perché Simone spende quasi la totalità della sua vita, sulla strada, accanto agli ultimi, ai dimenticati, alle <strong>persone</strong>.&nbsp;</p>



<p>Lui non lo sa, ma le sue parole quel giorno mi hanno toccata nel profondo. Mi trovavo al lavoro &#8211; un mestiere che adesso c&#8217;entra poco con il suo&#8230; Quella mattina mi ero fatta sostituire d&#8217;urgenza, per poter fare questa conversazione. Mi sentivo emozionatissima! Mi chiusi in bagno, e lui non sa che dall&#8217;altra parte, mentre cercavo di atteggiarmi con toni professionali&#8230;ho pianto. </p>



<p>Ho pianto per la commozione. Il suo amore così pieno e senza condizioni, attraversò il telefono e&nbsp; mi colpì come un&#8217;onda calda. Le sue parole mi sono rimaste dentro, tanto da rafforzare la mia vocazione e la mia determinazione, nella professione di cura che ho intenzione di portare avanti con tutta me stessa. Mi rincuora sapere di esistenze come la sua.</p>



<p>A Simone, la mia profonda gratitudine. Non soltanto per la sua disponibilità all&#8217;intervista, ma per la sua predisposizione d&#8217;animo.&nbsp;</p>



<p>Ora vorrei spostare l&#8217;attenzione, su dovuti approfondimenti.</p>



<p><strong>QUALI</strong><strong> </strong><strong>SONO</strong><strong> </strong><strong>LE</strong><strong> </strong><strong>CAUSE E GLI EFFETTI</strong><strong> </strong><strong>DELLA</strong><strong> </strong><strong>TOSSICODIPENDENZA</strong><strong>? </strong><strong>COME AIUTARE CHI NON VUOLE ESSERE AIUTATO? CHI SONO I SOGGETTI PROTAGONISTI?</strong></p>



<p>Diamo intanto, una breve definizione del termine.</p>



<p>L’OMS definisce la tossicodipendenza (o tossicomania) come una condizione di intossicazione cronica o periodica, dannosa all&#8217;individuo e alla società, prodotta dall&#8217;uso ripetuto di una sostanza chimica, naturale o di sintesi. Droghe, alcol, sigarette o farmaci sono fra le principali sostanze che creano maggiore dipendenza. Chi soffre di tossicodipendenza ha il bisogno irrefrenabile di fare uso di una determinata sostanza, poiché ne è dipendente a livello fisico e psicologico, e, in molti casi, è disposto a tutto per procurarsela.</p>



<p>La “dipendenza patologica” viene definita come “condizione psichica, talvolta anche fisica, derivante dall’interazione tra un organismo e una sostanza, caratterizzata da risposte comportamentali e da altre reazioni che comprendono un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, allo scopo di provare i suoi effetti psichici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione”.&nbsp; Dal 1965 questa definizione è stata allargata. Non si riferisce più, soltanto all&#8217;abuso di sostanze illegali. Ricordiamo ad esempio l&#8217;uso improprio di un farmaco, sostanza legale facilmente reperibile sul mercato. In questa definizione, rientrano anche le dipendenze legate a comportamenti complessi e nocivi, come il disturbo da gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, la new technologies addiction (dipendenza da internet, social network, videogiochi, televisione, ecc.), diverse nelle manifestazioni cliniche ma per molti aspetti correlate sul piano eziologico e psicopatologico.</p>



<p>Non è il fattore età a costituire un rischio , ma la condizione di <strong>disagio</strong><strong> </strong><strong>esistenziale</strong><strong> </strong>che colpisce per lo più le persone in età di transizione.</p>



<p>Secondo la <strong>teoria</strong><strong> </strong><strong>del</strong><strong> </strong><strong>coping</strong>, l&#8217;individuo si ritrova molto spesso, privo di una struttura interna adeguata, e capace di fronteggiare lo stress.&nbsp; Una competenza, che possa preparare e sostenere i giovani nella gestione di situazioni impreviste e stressanti.</p>



<p>La tossicodipendenza rappresenta&nbsp; una delle problematiche più complesse e devastanti della nostra epoca. E&#8217; un fenomeno che coinvolge individui di ogni età, ceto sociale e provenienza geografica, distruggendo vite e provocando danni profondi a livello personale, familiare e comunitario. In Italia, come nel resto del mondo, la tossicodipendenza non riguarda solo l&#8217;uso di droghe illecite come l&#8217;eroina e la cocaina, ma anche la dipendenza da farmaci prescritti, alcol e nuove sostanze sintetiche. Affrontare questa piaga richiede un approccio globale che coinvolga aspetti medici, sociali, politici e legali.</p>



<p>Il fenomeno delle tossicodipendenze viene spesso collocato nel quadro della condizione giovanile.&nbsp;</p>



<p>Lo psicanalista Erickson, nella sua opera, sostiene che la vita dell&#8217;uomo può essere concepita come una serie di stadi, ognuno contrassegnato da un compito cruciale che deve essere risolto per passare alla fase successiva. Il problema che caratterizza l&#8217;adolescenza è quello che si esprime nella tensione fra ricerca dell&#8217;identità e possibile confusione del proprio ruolo: da un lato l&#8217;individuo, acquista in questa fase, la capacità cognitiva di riflettere su ciò che avrebbe potuto essere nel passato e su ciò che potrebbe essere nel futuro, dall&#8217;altro esce dal mondo protetto dell&#8217;infanzia, col compito di&nbsp; scegliere ruoli sociali da assumere nel futuro. Si nota una crisi duplice.</p>



<p>Con il termine <strong>disagio adolescenziale, </strong>ci si riferisce a forme di sofferenza psicologica che si possono manifestare attraverso comportamenti dissonanti , rispetto ai criteri socialmente condivisi. Il <strong>disagio</strong> è quindi, l&#8217;esperienza iniziale di un processo che può portare alla <strong>devianza.</strong></p>



<p>Un altro tema importante in adolescenza, è quello della ridotta <strong>percezione del rischio</strong>.</p>



<p>E&#8217; una fase caratterizzata da una forte crisi identitaria, influenzata da un sistema sociale che propone modelli e ruoli non adeguati, a chi è in età di transizione. Ad esempio, l&#8217;identità sociale del <em>giovane adulto</em>, viene acquisita più tardi rispetto al passato. L&#8217;entrata nel mondo del lavoro è caratterizzata da un periodo di lunga attesa, e di conseguenza aumenta il tempo di permanenza nell&#8217;ambiente familiare di origine. Questo influisce sulla ricerca di identità.&nbsp;</p>



<p>Ma non soltanto i giovani adolescenti, sono vittime della droga.</p>



<p>Simone Feder, in un articolo su vita.it dice&nbsp; «Esistono famiglie dove quella maledetta sostanza è di casa, perennemente presente all’interno delle mura domestiche, consumata e a volte lasciata assumere ai figli come passatempo condiviso in risposta a tutte le fatiche che la vita inevitabilmente mette davanti». La riflessione di un operatore della Casa del Giovane di Pavia.</p>



<p>Prima di nascere qualcuno ha scelto per lui, qualcuno che…faticava già a scegliere per sé.</p>



<p>La sua cartella clinica sentenzia la positività alle sostanze, un mondo che, ancora prima che potesse conoscere quello terrestre, lo ha travolto e segnato senza alcuna possibilità di scelta. La dipendenza da droga è entrata in lui ancora prima del primo vagito.</p>



<p>Si chiama <strong>Sindrome da astinenza neonatale </strong>(San) e riguarda il 60-80% delle madri che hanno fatto uso di droga durante la gravidanza, in particolare di oppioidi. Un disturbo che è in aumento in tutti i Paesi del mondo. Anche in Italia. Negli Usa nel 2019 sono stati segnalati in un anno più di 21mila casi di San. Al Fatebenefratelli di Roma nello stesso anno sono stati partoriti 50 bambini in crisi di astinenza su 2.500 nascite. &gt;&gt;</p>



<p>Inoltre, fentanyl, eroina e crack vengono usate anche dai migranti, rimasti bloccati in Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti, per resistere alla disperazione e alle brutture della strada. In questa zona, nuovi miscugli chimici vengono quasi regalati dalle organizzazioni criminali, col solo fine di effettuare test sulle persone.</p>



<p>Non soltanto emarginati e senzatetto, ma persone dall&#8217;apparenza &#8220;normale&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Ci sono casi di persone che hanno sviluppato una dipendenza da fentanyl o altro analgesico, a causa&nbsp; di una malattia cronica, che comportava l&#8217;uso di medicinali antidolorifici come la morfina.</p>



<p><strong>Quali sono le cause della tossicodipendenza?</strong></p>



<p>Le cause della tossicodipendenza, e del disagio giovanile sono molteplici e spesso intrecciate tra loro. Non esiste una sola spiegazione, ma piuttosto un insieme di fattori biologici, psicologici, familiari e sociali.</p>



<p>1. Cause psicologiche</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Bassa autostima e insicurezza</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Difficoltà nella gestione delle emozioni (ansia, rabbia, tristezza)</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Traumi infantili o adolescenziali</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Disturbi psichici come depressione, disturbo borderline, ADHD, ecc.</p>



<p>2. Cause familiari</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Famiglie disfunzionali o assenza di figure genitoriali stabili</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Violenza domestica, trascuratezza o abusi</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Eccessiva pressione o aspettative irrealistiche da parte dei genitori</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Uso di sostanze in famiglia</p>



<p>3. Cause sociali</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Esclusione sociale e mancanza di opportunità</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Bullismo, emarginazione, discriminazione</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Difficoltà a trovare un’identità o un senso di appartenenza</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Influenza negativa del gruppo dei pari (peer pressure)</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Modelli culturali che normalizzano l’uso di droghe</p>



<p>4. Cause economiche</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Povertà, precarietà lavorativa o mancanza di prospettive</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Difficoltà nell’accesso all’istruzione o a percorsi di formazione</p>



<p>5. Cause biologiche</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Predisposizione genetica alla dipendenza</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Squilibri neurochimici o disfunzioni nel sistema dopaminergico</p>



<p>6. Contesto culturale e scolastico</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Scuola percepita come inadeguata o opprimente</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Mancanza di attività stimolanti e inclusive</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Cultura del successo immediato, competizione esasperata, paura del fallimento</p>



<p>Spesso la tossicodipendenza non è la causa, ma il <strong>sintomo</strong> di un malessere più profondo. La droga diventa un rifugio, o una forma di ribellione.</p>



<p><strong>Cosa cerca chi consuma oppioidi?</strong></p>



<p>Sedazione profonda, euforia seguita da sonnolenza estrema, analgesia. Fuga dalla realtà. Sentirsi parte di un gruppo.</p>



<p>Per euforia si intende una sensazione di benessere ipocinetica in cui la persona&nbsp; inizia ad avere dei movimenti simili a quelli di uno zombie&#8230;.</p>



<p><strong>Quali sono le conseguenze delle droghe, come il fentanyl?</strong></p>



<p>Infarto del miocardio. Ascessi, protuberanze sulla pelle. Rallentamento respiratorio fino all&#8217;arresto respiratorio. Necrosi della pelle. Incoscienza. Dissociazione mentale. Rigidità muscolare. Postura e andatura &#8220;zombesca&#8221;. Grave dipendenza fisica e psicologica. Danni cerebrali per ipossia (mancanza di ossigeno al cervello). Compromissione delle funzioni cognitive e motorie. Problemi respiratori cronici. Aumento del rischio di overdose fatale anche con microdosi. Isolamento. Degrado psico &#8211; fisico visibile (magrezza estrema, scarsa igiene, ferite aperte). Impatto sociale come perdita di relazioni, lavoro, alloggio. Disturbi psichiatrici (ansia, paranoia, depressione). Atti di violenza. Problemi di memoria. Psicosi. Rallentamento nello sviluppo fisico e cognitivo, negli adolescenti.&nbsp;</p>



<p>Viene impiegato il naloxone come antidoto in caso di sovradosaggio da oppioide. Ma le droghe sintetiche vengono talvolta tagliate con la &nbsp;xilazina, che è un anestetico per cavalli&#8230;quindi spesso il naloxone non produce effetti positivi contro overdosi da prodotti sintetici. E il tasso di mortalità da overdose è ben più alta.&nbsp;</p>



<p><strong>Come</strong><strong> </strong><strong>fermare</strong><strong> </strong><strong>il</strong><strong> </strong><strong>mercato</strong><strong> </strong><strong>delle</strong><strong> </strong><strong>droghe</strong><strong> </strong><strong>sintetiche</strong><strong>? </strong><strong>Perchè</strong><strong> </strong><strong>sta</strong><strong> </strong><strong>crescendo</strong><strong> </strong><strong>così</strong><strong> </strong><strong>tanto</strong><strong>?</strong></p>



<p>Contrariamente a quel che accade in quasi tutti gli altri Paesi occidentali, negli Stati Uniti la prima causa di morte tra i giovani adulti non è il cancro, e nemmeno gli incidenti stradali, ma l’overdose, soprattutto per via degli oppioidi sintetici e in special modo del <em>fentanyl</em>, una sostanza che ha preso ormai talmente piede da portare il più ricco Paese del mondo sull’orlo di una crisi sanitaria senza precedenti. Secondo i calcoli dei Centers for Disease Control and Prevention, di fentanyl e altri oppioidi muoiono già oltre 80mila cittadini americani ogni anno: più di 200 decessi al giorno, nove all’ora – abbastanza da farne una questione di sicurezza nazionale.&nbsp;</p>



<p>Gli oppioidi naturali e di sintesi come la morfina o il fentanyl, rientrano nella categoria delle droghe che riducono il dolore.</p>



<p>Il fentanyl (o fentanil) è infatti un analgesico dalla rapida insorgenza, e dalla breve durata d’azione, 100 volte più potente della morfina, e 50 volte più dell’eroina. È utilizzato per trattare il dolore cronico, soprattutto quello neoplastico, o come anestetico prima di interventi chirurgici o manovre “invasive”. Il farmaco attraversa con facilità la barriera emato-encefalica, e se iniettato in vena produce effetti in meno di 30 secondi, tra i quali il “flash” tanto ricercato dai consumatori di eroina. Una pillola con un contenuto superiore a 2 milligrammi può però risultare fatale per l’essere umano.</p>



<p>L’ascesa degli oppioidi negli Stati Uniti, ossicodone prima, e fentanyl più di recente, dipende da una molteplicità di cause che vanno dalla legittimità della prescrizione medica, all’aggressività del marketing delle aziende farmaceutiche americane orientate al profitto (vedi ad esempio il caso che ha visto coinvolti i fratelli Sackler e la loro azienda farmaceutica &#8220;perdue&#8221;), fino alla mancanza di un’assistenza sanitaria universale, sostituita dal sistema assicurativo e dai suoi interessi privati.</p>



<p>Per poter avere un quadro più accurato a proposito di una questione così complessa, però, non si può prescindere da aspetti geopolitici e socioculturali.</p>



<p>Infatti, secondo un report dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e del crimine (UNODOC), il numero di sequestri di metanfetamine in Afghanistan è salito del 200% negli ultimi anni. Allo stesso modo i narcotrafficanti messicani, e principalmente il potente cartello di Sinaloa, hanno preso a servirsi di grandi laboratori industriali per produrre su vasta scala oppioidi, fra cui principalmente fentanyl e alcuni suoi derivati ancora più potenti e pericolosi. I fentanili in genere sono facilmente trasportabili. Non hanno necessità di piantagioni e di addetti alla coltivazione, perché lavorate in laboratorio.</p>



<p>I guadagni sono molto alti, perchè si elimina tutta la filiera delle droghe non sintetiche. La droga viene creata, in laboratorio attraverso processi chimici. Gli effetti di queste droghe sono potenziati e prolungati, e di conseguenza c&#8217;è la possibilità di continuare a lucrare sempre sugli stessi soggetti. I prezzi sono molto bassi pertanto circolano facilmente.</p>



<p>Ci sono medici corrotti, che emettono impegnative false, per l&#8217;acquisto del prodotto fentanyl, in una qualunque farmacia.</p>



<p>Elementi psicoattivi facilmente reperibili sul dark web, attraverso pagamenti in criptovalute, e quindi non tracciabili . Vi sono varie piattaforme web, dove è possibile acquistare separatamente i composti chimici atti a produrre una droga sintetica. Con rider che te la portano fino a casa.</p>



<p>Non ci sono soltanto organizzazioni criminali e mafiose a gestire il traffico. Talvolta, sono proprio i singoli individui,&nbsp; giovani e&nbsp; meno giovani, a scegliere lo spaccio, come mezzo attraverso il quale fare cosiddetti soldi facili.</p>



<p>Basti pensare che solo un kg di fentanyl viene comprato sul mercato nero a circa 10 mila euro e ne fanno circa un milione di micro pasticche, che vengono introdotte nel mercato ordinario a 20 euro l&#8217;una.. si arriva ad avere guadagni di 20 milioni di euro.</p>



<p>Questo è il motivo per cui le mafie si stanno spostando nel mercato delle droghe sintetiche.</p>



<p>La diffusione di oppioidi sintetici, sostituisce la rotta di droghe come morfina, oppio, eroina.</p>



<p>Purtroppo è una diffusione destinata a crescere. Le organizzazioni criminali, sono impegnate nello studio, e nella produzione di nuove droghe sintetiche da immettere sul mercato.</p>



<p>Ci vogliono strategie politiche specifiche da adottare in Europa, per evitarne la diffusione in Italia.</p>



<p>Fentanyl e derivati sono stati purtroppo trovati anche in Italia. Arrivano nei modi più impensabili: mischiate a miscele di prodotti per la cute come shampoo. Vengono usati fogli di carta assorbente impregnati di fentanyl..</p>



<p>Tra gli indagati in Italia ci sono persone insospettabili, come militari, impiegati della pubblica amministrazione e personale sanitario.</p>



<p>Un solo milligrammo di fentanyl può uccidere fino a 500 persone.</p>



<p>Solo nel 2023, 107 mila decessi negli stati uniti.</p>



<p>Dopo l&#8217;inchiesta Painkiller svoltasi a Piacenza, l&#8217;Italia, è l&#8217;unico paese in Europa ad aver avviato nel 2024, un piano di prevenzione nazionale contro l&#8217;uso improprio di fentanyl e di altri oppiodi. Collaborazioni tra forze di polizia, procura della repubblica e autorità sanitarie. Il piano prevede operazioni di monitoraggio e sorveglianza, prevenzione e sensibilizzazione, formazione degli operatori sanitari e coordinamento interistituzionale. Il piano è in fase di sviluppo ma ancora carente sotto alcuni aspetti. Il governo tende a mettere in secondo piano, lo stanziamento di fondi da destinare alle politiche sanitarie e sociali, sul territorio. Ad esempio, riscontriamo criticità nei servizi offerti dai Sert territoriali, in termini di spazio, risorse limitate e carenza di personale. Secondo un rapporto del ministero della sanità, oggi gli operatori in Italia sono pari a 5.843 unità.</p>



<p>Il Messico sembra essere il piu grande produttore di fentanyl.&nbsp; I precursori chimici arrivano dalla Cina e in misura minore dall&#8217;India.</p>



<p>Secondo inchieste di insight crime, a capo di organizzazioni criminali messicane, troviamo politici corrotti.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Gruppi criminali coinvolti: narcos, organizzazioni criminali nordamericane, indopakistane, turche, albanesi, serbo-croate, italiane (&#8216;ndrangheta) . Rispetto al passato, queste organizzazioni sono mutate. Il denaro da spartire è talmente elevato, tanto da preferire un&#8217;alleanza tra i gruppi fino a formare quasi una rete di criminalità trasnazionale.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>I SerT ( o SerD) sono servizi pubblici che si occupano di prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze da sostanze stupefacenti, alcol, comportamenti compulsivi ed altre dipendenze patologiche. L&#8217;uso del metadone, e l&#8217;attuazione di piani terapeutici individuali, sono alcuni dei metodi adottati per far fronte alle complessità di una tossicodipendenza.</p>



<p>Per far fronte alla tragedia, vengono attuate sia in Italia sia all&#8217;estero, politiche di riduzione del danno. Educatori di strada, volontari e comunità terapeutiche, mettono a disposizione delle persone tossicodipendenti, dell&#8217;occorrente come siringhe sterili e monouso, guanti, vestiti puliti, cibo&#8230; e altro occorente igienizzato, tale da ridurre infezioni come aids o epatite.</p>



<p>Oggi il disagio psichico, spinge all’ uso di stupefacenti per lenire questo dolore e amplificare esperienze di anestesia delle emozioni.</p>



<p>Questo fenomeno non è la causa, ma la conseguenza di un problema ben più ampio che affligge molte aree urbane, dove il degrado sociale e la mancanza di opportunità possono spingere individui a cercare rifugio in comportamenti autolesionisti.</p>



<p>La presenza di spazi isolati come il bosco di Rogoredo, a Milano, rende il luogo un ambiente favorevole per attività illecite e per la tossicodipendenza. Un luogo segreto dove poter trovare rifugio.</p>



<p>Il Bosco di Rogoredo, situato alla periferia sud-est di Milano, è un luogo che negli ultimi anni ha attirato l&#8217;attenzione dei media e dell&#8217;opinione pubblica per motivi drammatici. Questo spazio verde, nato come parco urbano, è diventato noto come una delle più grandi piazze di spaccio di droga d&#8217;Italia, guadagnandosi il triste soprannome di &#8220;bosco della droga&#8221;. Tuttavia, dietro questa storia di degrado e dipendenza, attualmente ci sono anche sforzi significativi per recuperare il territorio e restituirlo alla comunità.</p>



<p>L&#8217;area del Bosco ha iniziato ad essere associata alla tossicodipendenza a partire dagli anni 2000, ma è negli ultimi dieci anni che la situazione è degenerata in maniera drammatica. Questo polmone verde di circa 65 ettari, vicino alla stazione ferroviaria di Rogoredo, è diventato un rifugio per tossicodipendenti e spacciatori che approfittano dell&#8217;isolamento e della difficoltà delle forze dell&#8217;ordine nel controllare l&#8217;area in modo sistematico.</p>



<p>Certo è, che i cittadini della Milano &#8220;bene&#8221;, traggono un vantaggio da questa ovvia marginalizzazione nelle periferie, di persone in estrema difficoltà e dall&#8217;aspetto non conforme alle aspettative sociali.</p>



<p>Le sostanze stupefacenti vendute nel bosco, soprattutto eroina e cocaina, sono state responsabili di un incremento del numero di tossicodipendenti che si recavano lì da tutta la Lombardia e anche da altre regioni. Le condizioni disumane in cui vivevano molte persone nel bosco, tra sporcizia, abbandono e violenza, hanno rapidamente trasformato questo luogo in un simbolo del fallimento sociale e istituzionale di fronte alla piaga della droga.&nbsp;</p>



<p>A partire dal 2018 è emerso un forte impegno da parte delle istituzioni e delle organizzazioni del territorio per restituire dignità al Bosco e ai suoi frequentatori.</p>



<p>Iniziative di recupero e di supporto: diversi enti e associazioni locali stanno lavorando per affrontare queste problematiche. Attraverso programmi di sensibilizzazione e attività di supporto, si cerca di offrire alternative e servizi a chi vive situazioni di disagio. L&#8217;obiettivo è promuovere una maggiore <strong>integrazione sociale e ridurre lo stigma associato alla tossicodipendenza.</strong></p>



<p>Creare un ambiente sano e accogliente è una sfida che richiede un impegno congiunto tra cittadini istituzioni e associazioni. Promuovere una cultura della prevenzione e del supporto, affinché il bosco possa tornare a essere un’ area accessibile a tutte e tutti.</p>



<p>Affrontare la tossicodipendenza richiede un approccio integrato e consapevole. L’impegno deve essere collettivo.</p>



<p>Il gruppo di intervento che si è costituito per portare avanti il ‘Progetto Rogoredo’ è composto da: Fondazione Eris, Associazione il Gabbiano Onlus, Cooperativa Promozione Umana, Cooperativa Casa del Giovane, Fondazione Exodus, Associazione Kyros, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, numerosi volontari coordinati dal missionario Don Alessandro Maraschi e il Municipio 4 di Milano, che ha patrocinato l’iniziativa e promosso il tema presso Regione Lombardia, Ats Milano e Asst Fatebenefratelli-Sacco, Comune.</p>



<p>La presenza di un presidio di ascolto, sulle strade che portano al bosco. Un sorriso. Una carezza. Un libro. Una carezza. Possono essere una, seppure piccola, fonte di sostegno.</p>



<p>Ad oggi, finalmente, possiamo parlare di una importante novità: un progetto di riqualificazione urbana e sociale, denominato <strong>BOSCO DELLA MUSICA.</strong></p>



<p>La Giunta regionale della Lombardia ha approvato un’importante delibera che prevede uno stanziamento di 26,6 milioni di euro a favore del Conservatorio di musica “Giuseppe Verdi” di Milano, per la realizzazione del “Bosco della Musica” a Rogoredo. Questo progetto, fortemente voluto dall’assessore alla Cultura Francesca Caruso, rappresenta un significativo investimento nella cultura e nell’istruzione musicale della regione.</p>



<p>L’intervento è cofinanziato anche dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con 20 milioni di euro, e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, con 15 milioni di euro. Recentemente, il “Piano dei Conti” approvato dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia e l’Emilia-Romagna ha aggiornato i costi totali del progetto, ora stimati in 61,6 milioni di euro, un aumento rispetto ai 47 milioni previsti nel 2021.</p>



<p>Il progetto, firmato dallo studio Settanta7, prevede la realizzazione di 4 edifici. Il più grande, su due piani, accoglierà aule didattiche, una sala concerti, e studi di registrazione. È prevista poi la costruzione di un auditorium da 400 posti, un edificio a scopo residenziale e un edificio per le aule didattiche nella Palazzina ex chimicI.</p>



<p>Attendiamo di conoscere i risvolti, per poter esprimere un giudizio.</p>



<p><strong>Come aiutare una persona tossicodipente?</strong></p>



<p>&#8211; Come diceva Simone Weil: l&#8217;attenzione è la forma più rara e più pura di generosità.</p>



<p>&#8211; Creare una relazione di empatia, di sostegno e di non giudizio.</p>



<p>&#8211; Sostegno delle famiglie nella cura della tossicodipendenza.</p>



<p>&#8211; Un intervento individualizzato è la base di un buon inizio terapeutico. Un piano di cura standardizzato e generalizzato, che non tiene conto delle singole diversità, non produce effetti sempre positivi.</p>



<p>&#8211; Attenta osservazione e analisi della storia personale, nella sua globalità.</p>



<p>&#8211; Motivare la persona a rivolgersi presso i servizi per le tossicodipendenze, meglio noti come SerT o SerD, dedicati alla cura, alla prevenzione e alla disintossicazione fisica e psicologica da sostanze psicoattive.</p>



<p><strong>Bibliografia:</strong></p>



<p>Feder S. , <em>Alice e le regole del bosco, </em>Mondadori 2020</p>



<p>Presa diretta puntata del 16/03/2025</p>



<p>Farwest puntata del 5/02/2024</p>



<p>Ferrario P., <em>Politiche dei servizi sociali,</em>Carocci Faber, 2015</p>



<p>Barone P., <em>Gli anni stretti. L&#8217;adolescenza tra passato e futuro</em>, FrancoAngeli, 2019</p>



<p>Neri G., <em>Documentario SanPa&nbsp;</em></p>



<p>Esposito M., <em>CreaturaMia</em>, Opera teatrale</p>



<p>https//www.vita.it/simone-feder-troppo-soli-di-fronte-al-dilagare-di-nuove-droghe/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//ilmanifesto.it/loppio-di-hitler</p>



<p>https//www.focus.it/cultura/storia/qual-era-l-arma-segreta-dei-nazisti-la-droga?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.iltascabile.com/scienze/emergenza-fentanyl/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.stateofmind.it/dipendenze/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.vita.it/quei-bambini-venuti-al-mondo-gia-dipendenti-da-droghe/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//simonefeder.it/</p>



<p>https//www.stateofmind.it/2019/01/fentanyl-psicologia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.stateofmind.it/2023/09/ozempic-farmaco-diabete-dimagrire/#:~:text=Ozempic%20%C3%A8%20un%20farmaco%20per,come%20rimedio%20miracoloso%20per%20dimagrire?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//ilmanifesto.it/fentanyl-il-business-del-dolore</p>



<p>https//www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/12/sul-fentanyl-linteressamento-della-ndrangheta-cose-il-farmaco-che-rende-zombie-e-perche-ce-un-piano-di-prevenzione/7477347/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.geopop.it/gli-effetti-del-fentanyl-sul-nostro-corpo-e-sul-cervello/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.milanotoday.it/attualita/finanziamento-bosco-musica-rogoredo.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.vita.it/cosi-ho-fotografato-i-fantasmi-di-rogoredo/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//blog.urbanfile.org/2024/07/31/milano-rogoredo-cantiere-bosco-della-musica-fine-luglio-2024/</p>



<p>https//www.ilgiorno.it/milano/cronaca/bosco-della-musica-u9mhtqnw?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/04/25/la-droga-degli-zombie-sbarca-in-italia-2/">La droga degli zombie sbarca in Italia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. HIV: dati incoraggianti</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2023 10:39:57 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p><br>Il primo dicembre è la giornata mondiale per la lotta contro l&#8217;HIV, ma questo è solo uno dei motivi che mi porta a parlare di questo virus.<br>E&#8217; ancora viva l&#8217;attenzione su questo tema? La situazione in Africa è immutata? L&#8217;Iss riferisce che quest&#8217;anno, in Italia, tra gli over 50, la quota delle diagnosi tardive (con una situazione immunitaria compromessa) arriva all&#8217;80%. Alla luce del dato appena fornito, non possiamo di certo affermare che colpisca solo ragazzi disattenti e disinformati.<br>L&#8217;Africa, però è ancora il Paese più colpito dalla pandemia di HIV.<br>L&#8217;origine del virus non è del tutto chiara. Ha compiuto un salto di specie dai primati all&#8217;uomo e secondo alcuni epidemiologi si è inizialmente diffusa, nei primi del &#8216;900, nelle metropoli coloniali africane come il Congo, a seguito dei processi di inurbamento e di concentrazione della popolazione.<br>La scarsa resistenza dell&#8217;HIV rende poco accreditata l&#8217;ipotesi secondo cui l&#8217;uso di siringhe non sterili abbia contribuito alla diffusione del virus.<br>E&#8217; decisamente più probabile che ci sia una correlazione tra i piani di aggiustamento strutturale imposti dalla Banca mondiale e dal Fondo monetario internazionale e la pandemia. I piani di aggiustamento già citati, infatti, portarono al collasso dei sistemi sanitari, all&#8217;impoverimento della popolazione e conseguentemente al fatto che molte donne per sopravvivere si trovarono costrette a<br>mercificare il proprio corpo.<br>Che dire però della situazione attuale? Alcuni Paesi come Botswana, Ruanda, Eswatini, Tanzania, e Zimbabwe hanno attuato politiche efficaci nel contenere i contagi e curare i malati di Aids. Si è raggiunto il cosidetto “95-95-95”: il 95% delle persone che vivono con il virus è consapevole del proprio stato, il 95% di queste persone è in trattamento antiretrovirale e il 95% di coloro che sono in trattamento ha carica virale non rilevabile (e perciò non trasmissibile). Altri 16 Paesi , di cui otto in Africa sub-sahariana, regione in cui vive una buona parte delle persone HIV positive del mondo, sono sulla buona strada raggiungere questo obiettivo.<br>I programmi di sensibilizzazione dei Paesi africani “virtuosi” sono basati sulle comunità e non stigmatizzano le popolazioni più a rischio, come omosessuali, sex-worker o tossicodipendenti. I governi di questi Paesi hanno pensato a programmi che affrontano le disuguaglianze e forniscono finanziamenti adeguati.<br>Tornando nel nostro Paese, segnalo l&#8217;associazione con cui sono venuto in contatto per sapere di più sul virus, si tratta di ASA. L&#8217;associazione non fornisce solo informazioni, ma svolge una serie di attività di sensibilizzazione e supporto. Ecco il sito: asamilano30.org</p>
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		<title>DIVERCITYNSIEME: mille modi esistere!</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 08:13:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Cos&#8217;è la diversità? Qualcosa di positivo o qualcosa che fa paura? Entrambe le definizioni potrebbero essere corrette, starete pensando. Questo articolo, in ogni caso, non si propone di voler fornire delle&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16212" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani </p>



<p>Cos&#8217;è la diversità? Qualcosa di positivo o qualcosa che fa paura? Entrambe le definizioni potrebbero essere corrette, starete pensando. Questo articolo, in ogni caso, non si propone di voler fornire delle spiegazioni a riguardo. Vuole semplicemente promuovere un evento che ha l&#8217;obiettivo di raccontare storie di persone diverse, anzi uniche. Non pensate a conferenze con esperti del campo o simili&#8230;Provate invece ad immaginare una full immersion nel mondo della cosiddetta &#8220;diversità&#8221;.</p>



<p>Per stimolare la vostra immaginazione ho deciso di anticiparvi, solo in parte, qualcosa dell&#8217;evento dal titolo <strong>“DiverCitynsieme: siamo tuttə diversi, siamo tuttə uguali&#8230;.per una Milano più inclusiva”</strong>.</p>



<p>Siamo riusciti a trovare come location la <strong>Bibilioteca di Chiesa Rossa in Piazza Abbiategrasso</strong>. Questo luogo già ospita annualmente il Festival delle Abilità, meglio di così&#8230; Il <strong>10 aprile</strong> è la data che abbiamo scelto, non potevamo di certo farlo in inverno, e in estate&#8230;beh l&#8217;estate è piena di tanti eventi e non volevamo mettere in difficoltà nessuno, mettiamola così. Come potete vedere sul calendario, sarà di domenica e di pomeriggio (dalle 14 alle 18), così non avete scuse né per il giorno e né per l&#8217;orario. Perchè dovreste venire a questo evento? Perchè si respirerà aria di divertimento, di arte e soprattutto vi sentirete accolti, o almeno questo è il nostro intento.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="526" height="275" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a></figure>



<p>Dopo questa lunga premessa, passo a descrivervi, nel concreto, i contenuti dell&#8217;iniziativa.</p>



<p>Nella prima parte, ci saranno i cosiddetti <strong>Libri Parlanti</strong>, ovvero persone che hanno deciso di condividere la loro storia con gli altri perchè c&#8217;è ancora chi crede nell&#8217;incontro e non nello scontro e i “nostri Libri” voglio darci proprio dimostrazione di questo.<strong> Persone Lgbt, con disabilità, caregivers, rom ed ex tossicodipenti </strong>che vogliono ricordarci quanto la vita può essere dura, ma anche bella allo stesso tempo.</p>



<p>Avremo anche ben due momenti musicali. Uno con <strong>l&#8217;Allegromoderato InBand</strong>, composto esclusivamente da persone con disabilità e l&#8217;altro è un progetto portato avanti dal dott. Catania che ha il titolo <strong>“FaberInMente”</strong>. I protagonisti di “FaberInMente” hanno un disagio mentale e raccontano la loro storia, rielaborando brani di Fabrizio De Andrè.</p>



<p>Non solo musica: Martina Foglia e Fabio Ferrara dell&#8217;<strong>Atelier Spazio Vita</strong> ci mostreranno i loro quadri, insieme a quelli di altri artisti che hanno affrontato il tema della diversità attraverso l&#8217;immagine e il colore.</p>



<p>Ultimo, ma non per importanza, lo shooting fotografico dal titolo<strong> “Volti di una società plurale”</strong> a cura di Pietro Arrigoni e un<strong> breve laboratorio di scrittura creativa</strong> con la “nostra” Vice-Presidente Alessandra Montesanto.</p>



<p>I ringraziamenti finali vanno proprio ad Alessandra e a <strong>“Per i diritti umani”</strong> che hanno permesso a questo evento di diventare realtà.</p>



<p>Un evento che, almeno idealmente, è piaciuto molto al <strong>Municipio 5 </strong>e alle associazioni che ci hanno concesso il patrocinio e in alcuni casi, anche supportato quali:<strong> Agedo Como-Lecco, Arcigay Milano e Unar</strong>.</p>



<p>Che dire ora manca la parte più importante, tutti noi, ovvero i presenti! Ci vediamo il 10 aprile!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16214" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>XI Libro bianco coi numeri del proibizionismo: ci costa 20 miliardi di euro, rallenta la giustizia e riempie le carceri</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 07:00:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>XI LIBRO BIANCO COI NUMERI DEL PROIBIZIONISMO: CI COSTA 20 MILIARDI DI EURO RALLENTA LA GIUSTIZIA E RIEMPIE LE CARCERI Ass. Luca Coscioni: “Controllo del fenomeno tutela la salute e porta benefici socio-economici e&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="705" height="470" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/legalitaaaaaaaa-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14384" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/legalitaaaaaaaa-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 705w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/legalitaaaaaaaa-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /></figure></div>



<p><strong>XI LIBRO BIANCO COI NUMERI DEL PROIBIZIONISMO: CI COSTA 20 MILIARDI DI EURO RALLENTA LA GIUSTIZIA E RIEMPIE LE CARCERI</strong></p>



<p><strong>Ass. Luca Coscioni: “Controllo del fenomeno tutela la salute e porta benefici socio-economici e scientifici”</strong></p>



<p>Il 25 giugno anche l’Associazione Luca Coscioni partecipa alla presentazione dell’XI Libro Bianco sulle Droghe pubblicato in occasione della Giornata Mondiale contro il Narcotraffico. Il volume è principalmente dedicato al Carcere ai tempi del Coronavirus.</p>



<p>Il documento (vedi APPROFONDIMENTO) descrive come <strong>i costi del proibizionismo</strong> siano da quantificare in mancate entrate per lo Stato in virtù della gestione del settore da parte della criminalità organizzata &#8211; che includendo l’indotto potrebbero sfiorare i <strong>18-20 miliardi</strong>, ma anche con le risorse umane ed economiche relative all&#8217;amministrazione della giustizia &#8211; i tribunali sono ingolfati da cause di minima importanza e oltre <strong>il 36% dei detenuti,</strong> molti dei quali con problemi di dipendenza, è in carcere per reati connessi alle droghe.</p>



<p>“<em>In Italia e nel mondo non si vedono segni di contenimento della presenza degli stupefacenti”</em> ha dichiarato l’avvocato <strong>Filomena Gallo, segretario dell’Associazione</strong> <em>“</em><em>dopo quasi 60 anni di proibizione quel che va riformato radicalmente è l’impianto generale del ‘controllo’ “</em></p>



<p><strong>Marco Perduca</strong>, che per l’Associazione coordinato <strong>Legalizziamo.it</strong> ha ricordato che <em>“Dopo anni di promesse è arrivato il momento che il Parlamento si assuma le responsabilità di definire quali nuove regole possano consentire un consumo consapevole (almeno) della cannabis legalizzandone produzione, consumo e commercio, cancellando, tra le altre cose, anche le pesanti sanzioni per la detenzione delle altre sostanze proibite.”</em></p>



<p>“<em>Divieti e proibizioni impongono stigmi e generano discriminazioni a chi consuma, anche saltuariamente quanto proibito, e chi vuole far ricerca per i fini medico-scientifici previsti dalla legge. Il potenziale medico degli stupefacenti continua a esser sperimentato con successo, perché l’Italia vuole rimanere indietro?”</em> Ha concluso l’avvocato <strong>Gallo.</strong> “<em>La proposta di legge Legalizziamo! Presentata alla Camera nel 2016 e di nuovo consegnata al Presidente Fico l’anno scorso assiema&nbsp; Radicali italiani e decine di altre associazioni”</em> incalza <strong>Perduca</strong> <em>“propone un modello di regolamentazione sostenibile &#8211; i tempi e numeri per legalizzare ci sarebbero Movimento 5 Stelle e PD si assumano le loro responsabilità!”</em></p>



<p>Il 26 giugno, dalle ore 15, si terrà un webinar on line di presentazione del Libro Bianco con iscrizione obbligatoria ma gratuita a questo indirizzo: https://register.gotowebinar.com/register/6062862554304999947?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>Il Libro Bianco, disponibile in versione cartacea in tutte le librerie e i rivenditori on line, sarà consultabile sul sito di Fuoriluogo, <a href="http://www.fuoriluogo.it/librobianco?utm_source=rss&utm_medium=rss"><u>www</u><u>.</u><u>f</u><u>u</u><u>o</u><u>r</u><u>i</u><u>l</u><u>u</u><u>o</u><u>g</u><u>o</u><u>.</u><u>i</u><u>t</u><u>/</u><u>l</u><u>i</u><u>b</u><u>r</u><u>o</u><u>b</u><u>i</u><u>a</u><u>n</u><u>co</u>.</a></p>



<ul><li><strong>APPROFONDIMENTO &#8211; LE DROGHE E LA REPRESSIONE. I dati in pillole</strong></li></ul>



<p>Dopo 30 anni di applicazione, i devastanti effetti penali del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti Jervolino-Vassalli (l&#8217;art. 73 in particolare) non possono essere più considerati &#8220;effetti collaterali&#8221;. La legge sulle droghe continua a essere il principale veicolo di ingresso nel sistema della giustizia italiana e nelle carceri.</p>



<p><strong>LA LEGGE SULLE DROGHE È IL VOLANO DELLE POLITICHE REPRESSIVE E CARCERARIE. SENZA DETENUTI PER ART. 73, O SENZA TOSSICODIPENDENTI NON SI AVREBBE SOVRAFFOLLAMENTO NELLE CARCERI</strong></p>



<p><strong>La legislazione sulle droghe e l’uso che ne viene fatto sono decisivi nella determinazione dei saldi della repressione penale</strong>: la decarcerizzazione passa attraverso la decriminalizzazione delle condotte legate alla circolazione delle sostanze stupefacenti così come le politiche di tolleranza zero e di controllo sociale coattivo si fondano sulla loro criminalizzazione. Basti pensare che <strong>in assenza di detenuti per art. 73. o di quelli dichiarati tossicodipendenti, non vi sarebbe il problema del sovraffollamento carcerario</strong>, come indicato dalle simulazioni prodotte. Dopo 30 anni di applicazione non possiamo più considerare questi come effetti collaterali della legislazione antidroga, ma come effetti evidentemente voluti.</p>



<p><strong>IL 30% DEI DETENUTI ENTRA IN CARCERE PER UN ARTICOLO DI UNA LEGGE</strong></p>



<p><strong>13.677 dei 46.201 ingressi in carcere</strong> nel 2019 sono stati causati da imputazioni o condanne sulla base dell’art. 73 del Testo unico. <strong>Si tratta del 29,60% degli ingressi in carcere</strong>: si consolida l&#8217;inversione del trend discendente attivo dal 2012 a seguito della sentenza Torreggiani della CEDU e dall’adozione di politiche deflattive della popolazione detenuta.</p>



<p><strong>34,80% DEI DETENUTI È IN CARCERE PER LA LEGGE SULLE DROGHE.</strong></p>



<p><strong>Sugli oltre 60.000 detenuti presenti in carcere al 31 dicembre 2019 ben 14.475 lo erano a causa del solo art.73</strong> del Testo unico (sostanzialmente per detenzione a fini di spaccio, <strong>23,82%</strong>). <strong>Altri 5.709 in associazione con l&#8217;art. 74 </strong>(associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, <strong>9,39%</strong>), <strong>solo 963 esclusivamente per l&#8217;art.74 (1,58%)</strong>. Questi ultimi rimangono sostanzialmente stabili. Nel complesso vi è una impercettibile diminuzione dello 0,67%.</p>



<p><strong>OLTRE IL 36% DI CHI ENTRA IN CARCERE USA DROGHE. SI ASSESTA LA PRESENZA AI MASSIMI STORICI DALLA FINI-GIOVANARDI</strong></p>



<p><strong>Resta ai livelli più alti degli ultimi 15anni la presenza di detenuti definiti &#8220;tossicodipendenti&#8221;: sono 16.934, il 27,87% del totale. </strong>Questa presenza, che resta maggiore anche rispetto al picco post applicazione della Fini-Giovanardi (27,57% nel 2007), è alimentata dal continuo ingresso in carcere di persone &#8220;tossicodipendenti&#8221;. Nel 2019 questi sono stati il <strong>36,45% degli ingressi nel circuito penitenziario,in aumento costante e preoccupante da 4 anni.</strong></p>



<h1><strong>LE CONSEGUENZE SULLA GIUSTIZIA</strong></h1>



<p><strong>OLTRE 200.000 FASCICOLI NEI TRIBUNALI. </strong><strong>1 </strong><strong>SU 2 PORTA AD UNA CONDANNA. PER REATI CONTRO LA PERSONA O IL PATRIMONIO IL RAPPORTO È </strong><strong>1 </strong><strong>A 10</strong></p>



<p>Le persone coinvolte in procedimenti penali pendenti per violazione dell’articolo 73 e 74 sono rispettivamente 175.788 e 42.067. È un dato che, pur in leggera diminuzione, si allinea agli anni bui della Fini-Giovanardi. Da notare come secondo una ricerca che pubblichiamo negli approfondimenti, <strong>mentre quasi 1 procedimento su 2 per droghe termina con una condanna, questo rapporto diventa 1 su 10 per i reati contro la persona o il patrimonio.</strong></p>



<h1><strong>LE MISURE ALTERNATIVE</strong></h1>



<h3>AUMENTANO LE MISURE ALTERNATIVE, CHE PERÒ APPAIONO AMPLIARE L&#8217;AREA DEL CONTROLLO</h3>



<p>Continuano ad aumentare le misure alternative, fatto positivo in sé, ma che nasconde anche una tendenza che fa pensare che siano diventate una alternativa alla libertà invece che alla detenzione. Consentendo così di ampliare l&#8217;area del controllo.</p>



<h1><strong>LE SEGNALAZIONI E LE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER IL CONSUMO DI DROGHE ILLEGALI</strong></h1>



<h3>CONTINUA AD AUMENTARE LA REPRESSIONE DEL CONSUMO: SU QUASI 44.000 SEGNALAZIONI (+6,67%) SOLO 202 RICHIESTE DI PROGRAMMA TERAPEUTICO.</h3>



<p><strong>1.312.180 SEGNALAZIONI DAL 1990. QUASI UN MILIONE PER CANNABIS (73,28%) Non si ferma il trend in aumento delle persone segnalate al Prefetto per consumo di sostanze illecite: 41.744 nel 2019</strong>. Le segnalazioni sono quasi 44.000, <strong>+6,67%</strong>. <strong>Più di 4000 sono</strong> <strong>minorenni</strong>. Diminuiscono leggermente le <strong>sanzioni: sono state 14.322 nel 2019. Queste vengono</strong> <strong>comminate in un terzo dei casi </strong>mentre risulta irrilevante la vocazione “terapeutica” della segnalazione al Prefetto: <strong>solo 202 sono state sollecitate a presentare un programma di trattamento socio-sanitario</strong>; nel 2007 erano 3.008. <strong>La repressione colpisce principalmente persone che usano cannabis (77,95%)</strong>, seguono a distanza cocaina (15,63%) e eroina (4,62%) e, in maniera irrilevante, le altre sostanze. <strong>Dal 1990 1.312.180 persone sono state segnalate per possesso di sostanze stupefacenti ad uso personale</strong>; di queste quasi un milione (73,28%) per derivati della cannabis.)</p>



<h1><strong>L&#8217;ATTIVITÀ DI REPRESSIONE DELLE FORZE DELL&#8217;ORDINE</strong></h1>



<h3>LA CANNABIS È AL CENTRO DELL&#8217;AZIONE DELLE FORZE DELL&#8217;ORDINE. CON LA FINI GIOVANARDI È VISTOSAMENTE CALATA L&#8217;ATTIVITÀ DI CONTRASTO A COCAINA E EROINA</h3>



<p>Da una analisi retrospettiva dei dati della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga si nota come la sostanza al centro dell&#8217;azione delle Forze dell&#8217;Ordine sia la cannabis. Sia per numero di operazioni, che per sequestri e persone segnalate all&#8217;attività giudiziaria. Da notare come nel periodo in cui era vigente la Fini-Giovanardi, che equiparava tutte le sostanze ai fini delle sanzioni, si sia divaricata la forbice fra operazioni con oggetto cannabis (in continuo aumento) e operazioni contro cocaina e eroina. Per quest&#8217;ultima il calo del numero delle operazioni continua anche negli ultimi anni.</p>



<h1><strong>LE VIOLAZIONI DELL’ART. 187 DEL CODICE DELLA STRADA</strong></h1>



<h3>IL 96.80% DEGLI INCIDENTI NON C&#8217;ENTRA NULLA CON LE DROGHE. SOLO LO 0,27% DEI CONDUCENTI È RISULTATO POSITIVO DURANTE I CONTROLLI NOTTURNI DEI CARABINIERI DURANTE I WEEK END</h3>



<p>Restano significativi i dati rispetto alle violazioni dell’art. 187 del Codice della Strada, ovvero guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. I dati disponibili sono piuttosto disomogenei, per cui di difficile interpretazione, come confermato dalla stessa ISTAT. Nel corso dei controlli nelle notti dei week end da parte dei carabinieri le violazioni accertate rappresentano lo 0,27% dei controllati. Rispetto alle positività accertate a seguito di incidente questa percentuale sale, al 3,20% nel corso dei primi 10 mesi del 2019. Ricordando che spesso la positività al test non è prova di guida in stato alterato (in particolare per la cannabis), possiamo affermare che l&#8217;uso di droghe non è certamente la causa principale di incidenti in Italia.</p>



<h1><strong>GLI ALTRI CONTENUTI: CONSUMI E CARCERE DURANTE IL LOCKDOWN</strong></h1>



<h3>DURANTE IL <em>LOCKDOWN</em> I CONSUMATORI HANNO DIMOSTRATO CAPACITÀ DI AUTOREGOLAZIONE E IL MERCATO ILLEGALE FLESSIBILITÀ E RESILIENZA. I SERVIZI HANNO SAPUTO ADATTARSI SOLO A MACCHIA DI LEOPARDO ALLA NUOVA SITUAZIONE</h3>



<p>Quest&#8217;anno il Libro Bianco pone grande attenzione alla situazione dei consumi di sostanze e delle <strong>carceri durante la crisi Covid-19</strong>. In particolare rispetto ai consumi si presentano in anteprima i primi risultati di <strong>3 ricerche sui consumi di droghe durante il </strong><em><strong>lockdown </strong></em>che hanno messo in luce <strong>una significativa capacità di controllo dei consumatori</strong>, che hanno adottato strategie di fronteggiamento dell’emergenza, di adeguamento alle mutate condizioni di vita e di consumo, di minimizzazione dei rischi. Si è inoltre verificata la <strong>flessibilità e resilienza del mercato illegale delle droghe</strong>, che è rimasto vivace e mai si è interrotto. Mentre i Servizi pubblici hanno saputo, anche se ancora una volta a macchia di leopardo, adeguarsi alla situazione adattando le terapie farmacologiche, gli strumenti di Riduzione del Danno, di consulenza e informazione online sulle sostanze.</p>



<p>Nel volume si trovano quindi spunti e riflessioni rispetto alla <strong>riforma delle politiche sulle droghe in ambito nazionale ed internazionale</strong>, e approfondimenti specifici sul <strong>carcere</strong>, sui <strong>reati minori </strong>sulle droghe e sulla <strong>riforma dei servizi </strong>in un&#8217;ottica di decriminalizzazione dell&#8217;uso delle sostanze.</p>
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		<title>I dannati della metropoli</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2016 07:32:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono da sempre due città, una legale e l&#8217;altra illegale, i cui confini si spostano a seconda delle epoche storiche e delle necessità economiche contingenti. Spesso gli abitanti di queste due città si sfiorano,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono da sempre due città, una legale e l&#8217;altra illegale, i cui confini si spostano a seconda delle epoche storiche e delle necessità economiche contingenti. Spesso gli abitanti di queste due città si sfiorano, interagiscono, confliggono. Sulle loro contaminazioni si costruisce il tessuto sociale. Quasi sempre gli abitanti della città oscura non hanno voce sui media ufficiali: sono un numero, una statistica o un titolo di giornale. &#8220;I dannati della metropli&#8221; nasce dalla necessità di far parlare i protagonisti del disagio e della devianza che vivono e attraversano le nostre metropoli. Il cuore del saggio è rappresentato dall&#8217;analisi di un caso specifico spesso al centro della cronaca, su una via e più precisamente un grande palazzo soprannominato dalla stampa &#8220;il fortino della droga&#8221;, situato in un quartiere centrale di Milano (via Bligny 42). Prefazione di Franco La Cecla.</p>
<p>Ecco per voi il video dell&#8217;incontro con ANDREA STAID, incontro organizzato dall&#8217;Associazione per i Diritti umani.</p>
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