<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>tradizione Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/tradizione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/tradizione/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Jun 2021 05:59:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>tradizione Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/tradizione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Caso Saman: condanniamo ogni forma di matrimonio forzato, violenza contro le donne e la volontà delle adolescenti</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/17/caso-saman-condanniamo-ogni-forma-di-matrimonio-forzato-violenza-contro-le-donne-e-la-volonta-delle-adolescenti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/17/caso-saman-condanniamo-ogni-forma-di-matrimonio-forzato-violenza-contro-le-donne-e-la-volonta-delle-adolescenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 05:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[adolescete]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Foad Aodi]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonioforzato]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[Saman]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sposebambine]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[tribale]]></category>
		<category><![CDATA[uccisione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15411</guid>

					<description><![CDATA[<p>Co-mai e Cili-Italia: ribadiamo la nostra condanna. Urge tutelare, prevenire e combattere tutti i matrimoni forzati,combinati e precoci con responsabilità e buona informazione , senza strumentalizzazioni sterili da parte dei &#8220;finti&#8221; ed &#8220;opportunisti&#8221; esperti.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/17/caso-saman-condanniamo-ogni-forma-di-matrimonio-forzato-violenza-contro-le-donne-e-la-volonta-delle-adolescenti/">Caso Saman: condanniamo ogni forma di matrimonio forzato, violenza contro le donne e la volontà delle adolescenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><em><strong>Co-mai e Cili-Italia: ribadiamo la nostra condanna. Urge tutelare, prevenire e combattere tutti i matrimoni forzati,combinati e precoci con responsabilità e buona informazione , senza strumentalizzazioni sterili da parte dei &#8220;finti&#8221; ed &#8220;opportunisti&#8221; esperti.</strong></em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/saman-panchina-1024x682.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15412" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/saman-panchina-1024x682.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/saman-panchina-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/saman-panchina-768x512.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/saman-panchina.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1124w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La comunità del mondo arabo in Italia<strong> (Co-mai) </strong>e la confederazione internazionale laica interreligiosa <strong>(Cili-Italia)</strong> unite all&#8217;Osservatorio Anti-violenza del movimento Uniti per Unire seguono costantemente, dall&#8217;inizio, la storia tragica di Saman condannando ogni forma di matrimonio forzato e violenza contro le donne e la volontà delle adolescenti. Noi ribadiamo il NO ai matrimoni forzati ,combinati ,di interesse, precoci, e spose bambine che non sono previsti da nessuna religione. </p>



<p>La differenza tra i diversi tipi di matrimoni citati: </p>



<p><strong>Matrimonio Forzato</strong>: si parla di matrimonio forzato quando una o entrambe le persone coinvolte non sono consenzienti. Per far sì che il matrimonio abbia luogo, si fa pressione su una o su entrambe le persone. La pressione può includere violenze sia fisiche sia psicologiche, minacce, facendo leva sulle condizioni economico-finanziarie di una delle due persone. Tutti i matrimoni precoci sono forzati, perché chi li contrae non può dare il proprio consenso in maniera consapevole e responsabile, e quindi un suo diritto fondamentale viene violato. Tutto ciò non ha nessun legame ufficiale con la religione o la cultura del paese dove avviene.<em><br></em><strong>Matrimonio combinato:</strong> in un matrimonio combinato, diversamente da un matrimonio forzato, un terzo soggetto candida ai familiari della persona che dovrebbe sposarsi un / una probabile sposo/a. Entrambe le persone sono libere, se vogliono, di rifiutare. Almeno in teoria, perché spesso, a causa della giovane età, non sono nemmeno consapevoli di questa possibilità. Anche combinare un matrimonio tramite conoscenti (la maggior parte dei casi ,donne) in età adolescenziale non ha nessun legame o interpretazione in nessuna religione o cultura specifica in quanto già esistito in passato nella maggior parte dei paesi del mondo pur con diverse percentuali.<em><br></em>In numerosi paesi vige – o vigeva prima della tradizione del matrimonio romantico – la tradizione del matrimonio combinato , che dal punto di vista giuridico è da distinguere da quello forzato. Infatti, nel caso del matrimonio combinato, i genitori degli sposi o comunque dei terzi si limitano ad un ruolo guida: la volontà di chi va incontro al matrimonio ha comunque il ruolo decisivo. Il libero e pieno consenso degli interessati viene invece a mancare nel caso del matrimonio forzato; siccome questo criterio funge da confine tra violazione dei diritti umani e non, si tratta di una distinzione citata di frequente. Inoltre il matrimonio combinato è considerato un modo risolutore per ovviare alle conseguenze di una gravidanza indesiderata o al frutto di un&#8217;unione non ufficiale. Infine, il matrimonio combinato è un modo per facilitare l&#8217;immigrazione di una popolazione in un paese straniero.<em><br></em><strong>Matrimonio di interesse</strong>: eseguire un matrimonio solo per interesse economico o motivo specifico che soddisfa l&#8217;interesse di uno degli sposi (tra anziani e giovani , per fare un permesso di soggiorno ,sposare un uomo o una donna ricca ,per motivi aziendali o eredità) anche questo tipo di matrimonio esiste nel maggior parte dei paesi del mondo con percentuali diverse;<br><strong>Matrimonio di spose</strong> <strong>bambine</strong>: in alcuni paesi è ancora consuetudine sposare ragazze minorenni spesso non ancora adolescenti per vari motivi culturali o economici; i mariti, frequentemente, hanno molti più anni di loro. Questo è un tipo che unisce il matrimonio forzato ,combinato e di interesse ed è frequente in pochi paesi del mondo , secondo una interpretazione tribale ,anche questo non ha nessun legame con la religione o la cultura ufficiale. Nel mondo, ogni giorno 35 mila bambine sono costrette a contrarre matrimonio prima del tempo. Spesso questo fenomeno compromette lo sviluppo fisico e psicologico della bambina che resta isolata dalla società ed è costretta a lasciare la scuola e ad affrontare gravidanze a elevato rischio di mortalità.  <em><br></em><strong>Matrimonio Precoce</strong>: è qualsiasi unione, formale o informale, in cui una o entrambe le persone hanno meno di 18 anni. Il problema dei matrimoni precoci riguarda anche i ragazzi, ma in misura nettamente inferiore rispetto alle ragazze.<br>&#8220;Noi ribadiamo la nostra condanna a tutti questi tipi di matrimoni che purtroppo sono sempre esistiti, <strong>secondo le nostre statistiche sono</strong> d<strong><strong>iminuiti <strong>i matrimoni forzati ,combinati, precoci e spose bambine </strong></strong>tra cittadini musulmani del 93% nei paesi europei e del 70% nei paesi di origine negli ultimi 10 anni</strong>. Ma adesso dobbiamo lavorare tutti insieme per combatterli e evitare le conseguenze tragiche che possono causare questi tipi  di matrimonio:  uccisione di chi rifiuta un matrimonio forzato, la fuga ,l&#8217;isolamento sociale, l&#8217; abbandono scolastico e la mancanza di istruzione, i disturbi psicologici e la depressione, morte da parto nei minorenni, aumento dei casi di violenza e abusi domestici (contro chi protegge la figlia , maggiormente, in questi casi, la mamma , sorelle e fratelli minorenni)&#8221;,<strong> così dichiara Foad Aodi Presidente della Co-mai , dell&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia(Amsi) e membro Commissione Salute Globale, </strong>invitando più responsabilità e competenza nel trattare questi argomenti dal punto di vista mediatico e dell&#8217;opinione pubblica, per poterli  contrastare con una buona e corretta informazione e non con finti ed opportunisti  esperti che hanno solo l&#8217;obbiettivo della loro visibilità, aumentando i pregiudizi nei confronti della religione islamica. Dall&#8217;altra parte, il nostro invito a tutte le comunità e moschee musulmane di lavorare in modo unitario per combattere tutti insieme ogni forma di violenza radicalizzazione o interpretazione personale o individuale, per far conoscere la vera religione islamica e difendere i nostri figli dalle discriminazioni e pregiudizi che stanno subendo in questi giorni ,aumentati del 30% dopo la faccenda tragica di Saman in base alle segnalazioni presso lo <strong>#SportellOnline Amsi ,Uniti per Unire e Co-mai</strong>. </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/17/caso-saman-condanniamo-ogni-forma-di-matrimonio-forzato-violenza-contro-le-donne-e-la-volonta-delle-adolescenti/">Caso Saman: condanniamo ogni forma di matrimonio forzato, violenza contro le donne e la volontà delle adolescenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/17/caso-saman-condanniamo-ogni-forma-di-matrimonio-forzato-violenza-contro-le-donne-e-la-volonta-delle-adolescenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mutilazioni Genitali Femminili: una grave violazione dei Diritti Umani</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/08/mutilazioni-genitali-femminili-una-grave-violazione-dei-diritti-umani/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/08/mutilazioni-genitali-femminili-una-grave-violazione-dei-diritti-umani/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 08:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminili]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[MGF]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[mutilazioni]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[parità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15070</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Le mutilazioni genitali femminili (MGF) si riferiscono a tutte le procedure che comportano la rimozione parziale o totale dei genitali esterni femminili o altre lesioni agli organi genitali femminili per ragioni&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/08/mutilazioni-genitali-femminili-una-grave-violazione-dei-diritti-umani/">Mutilazioni Genitali Femminili: una grave violazione dei Diritti Umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="680" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/MGF-1024x680.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15071" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/MGF-1024x680.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/MGF-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/MGF-768x510.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/MGF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Nicole Fraccaroli </p>



<p>Le mutilazioni genitali femminili (MGF) si riferiscono a tutte le procedure che comportano la rimozione parziale o totale dei genitali esterni femminili o altre lesioni agli organi genitali femminili per ragioni non mediche.</p>



<p>Nonostante sia riconosciuta a livello internazionale come una violazione dei diritti umani, la MGF è stata eseguita su almeno 200 milioni di ragazze e donne in 31 paesi in tre continenti, con più della metà delle persone tagliate che vivono in Egitto, Etiopia e Indonesia.<br>La pratica si concentra principalmente nelle regioni dell&#8217;Africa occidentale, orientale e nord-orientale, in alcuni paesi del Medio Oriente e dell&#8217;Asia, nonché tra i migranti provenienti da queste aree. La MGF è quindi una preoccupazione globale.</p>



<p>In Sudan, l’87 per cento delle donne tra i 15 e i 49 anni ha subìto mutilazioni genitali, la maggior parte prima di compiere undici anni; e le donne integre considerate «qulfa», un termine che indica vergogna ed esclusione sociale. Nell’aprile dello scorso anno, il governo del Sudan&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2020/04/30/world/africa/sudan-outlaws-female-genital-mutilation-.html?action=click&amp;module=Latest&amp;pgtype=Homepage&utm_source=rss&utm_medium=rss">ha vietato le mutilazioni genitali femminili</a>. Il divieto è stato introdotto con un emendamento al codice penale dal&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2019/07/05/accordo-sudan-governo-transizione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">governo provvisorio del paese</a>, in carica dal 2019&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2019/04/08/cosa-succede-in-sudan/?utm_source=rss&utm_medium=rss">dopo la destituzione del dittatore Omar Hassan al-Bashir</a>&nbsp;che era al potere da trent’anni. La nuova legge prevede una pena di tre anni di carcere per chi pratica mutilazioni genitali, oltre a una multa. Nimco Ali della&nbsp;<a href="http://www.thefivefoundation.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Five Foundation</a>, un’organizzazione che da tempo lavora per la fine delle mutilazioni genitali a livello globale, ha definito la decisione “un grande passo per il Sudan e il suo nuovo governo”.</p>



<p>Numerosi fattori contribuiscono alla prevalenza della pratica. Tuttavia, in ogni società in cui si presenta, la MGF è una manifestazione di radicata disuguaglianza di genere. La MGF è riconosciuta infatti a livello internazionale come una violazione dei diritti umani di ragazze e donne. Riflette una profonda disuguaglianza tra i sessi e costituisce una forma estrema di discriminazione contro le donne. Viene quasi sempre effettuato su minori ed è una violazione dei diritti dei bambini. La pratica viola anche i diritti di una persona alla salute, alla sicurezza e all&#8217;integrità fisica, il diritto di essere libera dalla tortura e da trattamenti crudeli, inumani o degradanti e il diritto alla vita quando la procedura porta alla morte.</p>



<p>Alcune comunità lo sostengono come mezzo per controllare la sessualità delle ragazze o salvaguardare la loro castità. Altri costringono le ragazze a sottoporsi a MGF come prerequisito per il matrimonio o l&#8217;eredità. Dove la pratica è più diffusa, le società spesso la vedono come un rito di passaggio per le ragazze. La MGF non è sostenuta dall&#8217;Islam o dal cristianesimo, ma le narrazioni religiose sono comunemente utilizzate per giustificarla. Poiché la mutilazione genitale femminile è una pratica culturale, i genitori potrebbero avere difficoltà a decidere di non far tagliare le loro figlie per paura che le loro famiglie vengano ostracizzate o che le loro figlie non siano ammissibili al matrimonio.</p>



<p>Eppure, le MGF possono portare a gravi complicazioni di salute e persino alla morte. I rischi immediati includono emorragia, shock, infezione, ritenzione di urina e dolore intenso. Le ragazze sottoposte a MGF corrono anche un rischio maggiore di diventare spose bambine e abbandonare la scuola, minacciando la loro capacità di costruire un futuro migliore per sé stesse e per le loro comunità. Infatti, dei 31 paesi colpiti da MGF per i quali sono disponibili i dati, 22 sono tra i meno sviluppati al mondo.</p>



<p>Oggi, una tendenza allarmante in alcuni paesi è la medicalizzazione delle MGF, in cui la procedura viene eseguita da un operatore sanitario. Circa un sopravvissuto alla MGF su quattro &#8211; circa 52 milioni di donne e ragazze in tutto il mondo &#8211; è stato tagliato dal personale sanitario. La medicalizzazione non solo viola l&#8217;etica medica, ma rischia anche di legittimare la pratica e di dare l&#8217;impressione che sia priva di conseguenze per la salute. Non importa dove o da chi venga eseguita, la MGF non è mai sicura.</p>



<p>Gli sforzi globali hanno accelerato i progressi compiuti per eliminare le MGF. Oggi, una ragazza ha circa un terzo in meno di probabilità di essere tagliata rispetto a 30 anni fa. Tuttavia, sostenere questi risultati di fronte alla crescita della popolazione rappresenta una sfida considerevole. Entro il 2030, più di una ragazza su tre in tutto il mondo nascerà nei 31 paesi in cui la MGF è più diffusa, mettendo a rischio 68 milioni di bambine, alcune anche particolarmente piccole. Se gli sforzi globali non aumenteranno in modo significativo, il numero di ragazze e donne sottoposte a MGF sarà più alto nel 2030 di quanto non lo sia oggi.</p>



<p>L&#8217;UNICEF, per esempio, sostiene lo sviluppo di politiche e leggi incentrate sulla fine e sul divieto di MGF e lavora per assicurarne l&#8217;attuazione e l&#8217;applicazione. Aiuta anche a fornire alle ragazze a rischio di MGF, così come ai sopravvissuti, l&#8217;accesso a cure adeguate, mobilitando le comunità per trasformare le norme sociali che sostengono la pratica. Dal 2008, l&#8217;UNICEF ha collaborato con il Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite al “Programma Congiunto per l&#8217;Eliminazione delle Mutilazioni Genitali Femminili: Accelerare il Cambiamento”.</p>



<p>L&#8217;OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha condotto uno studio sui costi economici del trattamento delle complicanze sanitarie delle MGF e ha scoperto che i costi attuali per 27 paesi in cui i dati erano disponibili ammontavano a 1,4 miliardi di dollari durante un periodo di un anno (2018). Si prevede che tale importo salirà a 2,3 miliardi in 30 anni (2047) se la prevalenza della MGF rimane la stessa, corrispondente a un aumento del 68% dei costi dell&#8217;inazione. Tuttavia, se i paesi abbandonassero la MGF, questi costi diminuirebbero del 60% nei prossimi 30 anni.</p>



<p>Nel 2010, l&#8217;OMS ha pubblicato una strategia globale per impedire agli operatori sanitari di eseguire mutilazioni genitali femminili in collaborazione con altre agenzie chiave delle Nazioni Unite e organizzazioni internazionali. L&#8217;OMS supporta i paesi nell&#8217;attuazione di questa strategia.</p>



<p>Nel dicembre 2012, l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione sull&#8217;eliminazione delle mutilazioni genitali femminili.</p>



<p>Nel maggio 2016, l&#8217;OMS, in collaborazione con il programma congiunto UNFPA-UNICEF sulle MGF, ha lanciato le prime linee guida basate sull&#8217;evidenza sulla gestione delle complicanze sanitarie da MGF. Le linee guida sono state sviluppate sulla base di una revisione sistematica delle migliori prove disponibili sugli interventi sanitari per le donne che convivono con la MGF. Ed infine nel 2018, l&#8217;OMS ha lanciato un manuale clinico sulle MGF per migliorare le conoscenze, gli atteggiamenti e le capacità degli operatori sanitari nel prevenire e gestire le complicanze della MGF.</p>



<p>Questa lotta deve dunque essere perseguita con costanza, determinazione e pazienza. Cooperazione internazionale, sensibilizzazione e strumenti in grado di criminalizzare e prevenire tale pratica sono necessari per portare un vero e concreto cambiamento.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/08/mutilazioni-genitali-femminili-una-grave-violazione-dei-diritti-umani/">Mutilazioni Genitali Femminili: una grave violazione dei Diritti Umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/08/mutilazioni-genitali-femminili-una-grave-violazione-dei-diritti-umani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Panem</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/07/27/arteattualita-panem/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/07/27/arteattualita-panem/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jul 2019 08:59:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#Matera2019]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[alimento]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[nutrimento]]></category>
		<category><![CDATA[opere]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[sacro]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12826</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;artista calabrese Angelo Aligia è presente con la mostra d’arte contemporanea “Panem”, a cura di Andrea Romoli Barberini, all’interno del suggestivo ipogeo Materasum in recinto XX Settembre a Matera. La mostra resterà aperta fino&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/07/27/arteattualita-panem/">&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Panem</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;artista calabrese Angelo Aligia è presente con la mostra d’arte contemporanea “Panem”, a cura di Andrea Romoli Barberini, all’interno del suggestivo ipogeo Materasum in recinto XX Settembre a Matera. La mostra resterà aperta fino al 14 settembre 2019, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="498" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_125247-e1564216701769-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12820" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_125247-e1564216701769-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_125247-e1564216701769-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_125247-e1564216701769-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 498px) 100vw, 498px" /></figure></div>



<p>L’esposizione prende il titolo dalla video installazione sul tema del pane &#8211; sacro, veicolo culturale e simbolo di condivisione &#8211; presenta oltre venticinque opere, tra quadri, installazioni e video, realizzate tra il 2005 e oggi.  La mostra ripercorre alcune delle tappe salienti dell’indagine di Aligia, artista che da sempre ha connotato il proprio lavoro di valori che rinviano alle culture rurali del Mezzogiorno.<br>Oltre alla videoinstallazione Panem, che celebra miti, riti, antiche divinità, simboli e valori di un tempo, le sale di Materasum accolgono anche le installazioni <em>Mare Nostrum</em>, incentrata sulla contraddittoria molteplicità di significati che il Mediterraneo ha assunto nel corso dei secoli, <em>In attesa del vento</em>, presentata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Italia) e <em>I formicai</em>, lavoro recente composto che gioca sull’analogia dell’organizzazione sociale di insetti ed esseri umani ma anche sul contrasto tra interno ed esterno di queste monumentali strutture. Completa il percorso una selezione di quadri realizzati con le terre della Riviera dei Cedri e connotati da segni arcaici che si ritrovano sulle alture rocciose della zona. </p>



<p>

“Il percorso artistico di Angelo Aligia si basa su una riflessione antropologica che tende al recupero e alla rielaborazione di materiali, utensili, costumi e tradizioni che hanno assunto nel tempo il connotato culturale e identitario di particolari luoghi.<br>Nato e residente in Calabria, Aligia ha dapprima adottato il legno di olivo, realizzando una serie di sculture in cui la definizione formale scaturisce da interventi molto misurati che tendono ad esaltare le seduzioni plastiche espresse dalla natura, rimanendo quindi distante da tentazioni di rappresentazione mimetica e anzi, prediligendo esiti d’ambito organico. Nel solco del recupero del primario, Aligia ha poi avviato una prolungata sperimentazione con la pietra calcarea calabrese e, attraverso la rielaborazione dell’antica tecnica dei muri a secco, ha realizzato una serie di opere di impatto monumentale e impianto minimalista. Sfere, cubi, tavoli e sedie gigantesche si impongono allo sguardo come enigmatiche testimonianze di epoche passate e piene di suggestione. Evocative di remote ritualità, palesano la centralità dei concetti di tempo e luogo. Fedele ai contenuti della propria indagine artistica, Aligia ha affrontato anche la bidimensionalità, utilizzando con valenza pittorica, materiali quali terre, canne e, rielaborati in bronzo e applicati sui supporti, i frutti e gli alimenti del suo territorio quali cedri, fichi, pane. In queste opere trovano sovente collocazione e nuova dignità, con monumentali sottolineature dimensionali, anche gli utensili di un tempo, per il lavoro in casa e nei campi.<br>In breve, l’opera di Angelo Aligia tende a evidenziare e salvaguardare quei particolari elementi tratti dalla natura o dalla cultura rurale. L’opera, quindi, nella ricercata semplicità delle forme che esprime, si fa testimonianza viva, unica e irripetibile, di quei valori ancestrali che l’artista intende sottrarre all’oblio”. Andrea Romoli Barberini (tratto dal testo in catalogo Angelo Aligia)

</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124912-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12828" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124912-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124912-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124912-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124838-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12829" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124838-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124838-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124838-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124836-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12830" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124836-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124836-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124836-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124340-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12831" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124340-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124340-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124340-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124233-2-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12832" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124233-2-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124233-2-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124233-2-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124252-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12833" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124252-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124252-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124252-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124312-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12834" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124312-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124312-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124312-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124706-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12835" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124706-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124706-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124706-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124607-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12836" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124607-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124607-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124607-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124624-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12837" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124624-1-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124624-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/20190628_124624-1-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/07/27/arteattualita-panem/">&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Panem</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/07/27/arteattualita-panem/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo sradicamento delle tradizioni musulmane. Xinjiang e oltre</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/12/19/lo-sradicamento-delle-tradizioni-musulmane-xinjiang-e-oltre/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/12/19/lo-sradicamento-delle-tradizioni-musulmane-xinjiang-e-oltre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2018 09:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[cinesi]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[sradicamento]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[velo]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11823</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Wilson Xu Elogiati dalle autorità come «bravi musulmani» o «minoranza modello», i cittadini cinesi di etnia hui (Hui (回族). Riconosciuti dal PCC (La sigla significa Partito Comunista Cinese, che dal 1949 controlla completamente&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/12/19/lo-sradicamento-delle-tradizioni-musulmane-xinjiang-e-oltre/">Lo sradicamento delle tradizioni musulmane. Xinjiang e oltre</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Painful-heart-woman1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11824" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Painful-heart-woman1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Painful-heart-woman1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Painful-heart-woman1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Painful-heart-woman1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>di Wilson Xu</p>
<p>Elogiati dalle autorità come «bravi musulmani» o «minoranza modello», i cittadini cinesi di etnia hui (<b>Hui </b>(回族). Riconosciuti dal PCC (La sigla significa Partito Comunista Cinese, che dal 1949 controlla completamente la vita sociale e politica della Cina. I membri del PCC dovrebbero in linea di principio dichiararsi atei. L’obiettivo finale del PCC è la soppressione della religione. Tuttavia, la strategia per raggiungere questo obiettivo è cambiata nel tempo e, dopo la morte del presidente Mao, il PCC ha dovuto riconoscere che, nonostante gli sforzi, probabilmente in Cina le religioni sopravviveranno a lungo.)e dal governo come una minoranza “etnica”, sono in realtà un <i>gruppo religioso</i> che comprende i musulmani cinesi di etnia Han e che parla varie forme della lingua cinese, a differenza degli uiguri e dei kazaki etnici, anch’essi cittadini cinesi musulmani, ma non etnicamente cinesi e parlanti lingue diverse dal cinese. Vi sono tra gli otto e i dieci milioni di Hui, distribuiti in tutta la Cina, anche se prevalentemente nella parte nord-occidentale del Paese. Salutati per decenni dal PCC come “buoni” musulmani cinesi, al contrario dei “cattivi” uiguri, sono stati anch’essi vittime del recente inasprimento contro la religione e per questo hanno iniziato a organizzare manifestazioni di protesta.)stanno subendo la repressione della propria cultura e delle proprie tradizioni nel quadro di una campagna anti-islamica scatenata nelle province e nelle regioni del Nordovest.</p>
<p>La regione autonoma(Regione autonoma (自治区). Una divisione amministrativa della Cina, appartenente al primo livello, ossia al Livello di provincia (省级 行政区). Sebbene siano “autonome” solo di nome, queste regioni sono state istituite per i territori abitati da minoranze etniche o religiose. Sono la Regione autonoma uigura dello Xinjiang (新疆维吾尔自治区), la Regione autonoma del Tibet (西藏自治区), la Regione autonoma della Mongolia Interna (内蒙古自治区), la Regione Autonoma del Guangxi Zhuang (广西壮族自治区) e la Regione Autonoma del Ningxia Hui (宁夏回族自治).) hui di Ningxia, conosciuta come “patria degli hui”, ha ereditato e trasmesso le tradizioni e la cultura di quel popolo, rendendo testimonianza della sua fede musulmana attraverso uno stile architettonico unico. Ma da quando le autorità cinesi hanno lanciato la cosiddetta campagna di “de-arabizzazione” all’inizio dell’anno, la rimozione di tutti i simboli islamici ne ha trasformato completamente gli edifici in stile arabo.</p>
<p>Un esempio è l’area residenziale della contea di Yongning, nell’area metropolitana di Yinchuan. Secondo alcuni abitanti del luogo, le autorità hanno smantellato le decorazioni in stile arabo dai muri esterni degli edifici della zona. Un muratore ha detto a <i>Bitter Winter</i> che il Dipartimento del lavoro del Fronte Unito ha impartito l’ordine di rimuovere le decorazioni all’inizio della primavera. Da un mese l’azienda per cui lavora prosegue nel lavoro di smantellamento. Agli imbianchini è stato ordinato anche di passare una mano di vernice sopra le scritte in arabo.</p>
<p>(see. <a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&amp;v=_O8Ki9TwjFU&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&amp;v=_O8Ki9TwjFU&utm_source=rss&utm_medium=rss</a> )</p>
<p>Nel villaggio di Najiahu, nella stessa contea, le lettere in alfabeto arabo della scritta “Prima strada Zhonghua Huizu” e le scritte sugli edifici in stile hui relative all’islam sono state tutte coperte con una mano di blu.</p>
<p>Le autorità hanno cambiato il nome del Centro espositivo cittadino sino-arabo di Yinchian in Resort per i viaggi e la cultura internazionale lungo la Via della Seta e il logo in arabo è stato cambiato in <i>pinyin</i>, cioè il cinese scritto con caratteri latini.</p>
<p>Abbiamo ricevuto notizie dalla vicina provincia del Gansu sulla soppressione delle tradizioni e dei costumi musulmani nelle istituzioni educative.</p>
<p>All’inizio di agosto la preside di un asilo di Lanzhou è stata redarguita dall’amministrazione locale per aver organizzato un corso di arabo per bambini. Secondo la preside, i funzionari le hanno detto che la politica nazionale sull’istruzione non comprende corsi di arabo e che insegnare l’arabo viola la politica del Partito Comunista Cinese (PCC) sull’istruzione; per questo le è stato proibito di insegnare l’arabo ai bambini.</p>
<p>Il 6 settembre, durante un incontro di insegnanti nella scuola superiore di Linxia, il preside ha vietato alle insegnanti sposate di indossare il velo che ne copre le orecchie e ha chiesto che al suo posto indossassero un cappello. Gli insegnanti maschi hanno invece ricevuto disposizione di non indossare i copricapi bianchi musulmani, gli abiti e gli accessori tradizionali hui quando sono a scuola. Le scritte in carattere arabo sono state rimosse dalle posate nella mensa scolastica. I membri del PCC sono quindi stati diffidati dall’aderire a qualsiasi religione, e tutti gli insegnanti e tutto il personale non docente hanno dovuto riempire i moduli dell’Autocertificazione sulle questioni religiose per dire di più sulla loro appartenenza religiosa.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/12/19/lo-sradicamento-delle-tradizioni-musulmane-xinjiang-e-oltre/">Lo sradicamento delle tradizioni musulmane. Xinjiang e oltre</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/12/19/lo-sradicamento-delle-tradizioni-musulmane-xinjiang-e-oltre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tre volti: il nuovo film di Panahi sull&#8217;Iran di oggi, la censura, i diritti delle donne</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/12/05/tre-volti-il-nuovo-film-di-panahi-sulliran-di-oggi-la-censura-i-diritti-delle-donne/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/12/05/tre-volti-il-nuovo-film-di-panahi-sulliran-di-oggi-la-censura-i-diritti-delle-donne/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 08:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[attrice]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[divieto]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emancipazione]]></category>
		<category><![CDATA[espressione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[JafarPanhai]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[pellicola]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica islamica]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Teheran]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[Tre volti]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[villaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11759</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Alessandra Montesanto L&#8217;immagine mossa di una giovane donna in un video registrato con il cellulare: la donna si chiama Marziyeh e si sta appellando ad un&#8217;altra signora, un&#8217;attrice nota in tutto il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/12/05/tre-volti-il-nuovo-film-di-panahi-sulliran-di-oggi-la-censura-i-diritti-delle-donne/">Tre volti: il nuovo film di Panahi sull&#8217;Iran di oggi, la censura, i diritti delle donne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/imm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-11760 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/imm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="150" height="214" /></a></b></span></p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>L&#8217;immagine mossa di una giovane donna in un video registrato con il cellulare: la donna si chiama Marziyeh e si sta appellando ad un&#8217;altra signora, un&#8217;attrice nota in tutto il Paese, affinchè convinca i suoi genitori a darle il permesso di realizzare il sogno di lavorare nel Cinema e nel Teatro. Altrimenti, dice Marziyeh, si toglierà la vita. La giovane donna vive reclusa in un piccolo villaggio rurale e arcaico.</p>
<p>L&#8217;attrice famosa, Behnaz Jafari, ascoltato il tragico messaggio, decide di abbandonare le riprese del film a cui sta lavorando, per andare in cerca della ragazza e verificare la veridicità del video. Inizia, così, un viaggio tra i villaggi dell&#8217;Iran profondo; un percorso effettuato in macchina, con alla guida lo stesso regista Jafar Panahi, durante il quale si intrecciano le vicende di altri personaggi, spesso femminili. Saranno, infatti, tre le donne protagoniste di questa storia, come tre sono i volti citati nel titolo. Ogni tappa del viaggio, su strade impervie e sempre più sterrate, rappresenta una riflessione sul tessuto politico-culturale del Paese.</p>
<p>L&#8217;attrice, quella importante, viene accolta dalla famiglia della ragazza e dalla comunità locale con tutti gli onori, ma a Marziyeh viene negata la possibilità di svolgere la sua stessa professione. Questo è il mistero che avvolge il racconto, ma non sarà l&#8217;unico.</p>
<p>Ha vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro a Berlino nel 2015, Jafar Panahi, con il film intitolato <em>Taxi Teheran</em>. Torna nelle sale cinematografiche con il suo ultimo lavoro <em>Tre volti</em> in cui lui stesso si ritrova alla guida di un&#8217;automobile, personaggio diegetico e narratore di una vicenda che vede protagoniste tre donne, simboli della società iraniana contemporanea.</p>
<p>Prima di parlare del film, però, bisogna ricordare che Panahi si trova agli arresti domiciliari a causa del regime liberticida che vige nel Paese, ma la sua Arte riesce a sconfinare grazie alla tecnologia digitale e ai canali social. E <em>Tre volti</em> inizia proprio con un video, girato con un cellulare, che veicola un messaggio inquietante: se la giovane Marzyeh non riuscirà a realizzare il sogno di diventare attrice, si toglierà la vita. Questo è il motore di un viaggio nell&#8217;interno dell&#8217;Iran, tra i villaggi dove la cultura e la tradizione sono più arretrate rispetto alla capitale, Teheran.</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/6VE4oZlepQo?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>La riflessione di Panahi, come sempre nei suoi ultimi film, non si ferma a sottolineare la differenza tra città e campagna, ma insiste sul tema della censura, a cui lui stesso è stato ed è sottoposto. Anche questa pellicola, infatti, è stata considerata “illegale” perchè, secondo le autorità, mina l&#8217;onorablità dell&#8217;Iran e degli iraniani: ed ecco, quindi, che i familiari e la comunità di Marzyeh non vogliono che lei esca dalle mura domestiche e dal recinto in cui è stata cresciuta perchè deve ricalcare lo stereotipo della “brava ragazza”, devota al parentado, senza pretendere alcun tipo di emancipazione. Ma c&#8217;è chi fa da contraltare, ed è l&#8217;attrice ormai affermata, Benhaz Jafar, che qui recita se stessa. Affermata sì, ma nel film reietta perchè lavorava in televisione prima dell&#8217;avvento della Rivoluzione khomeinista e ora viene disprezzata da tutti (torna il tema della censura).</p>
<p>Premiato all&#8217;ultima edizione del festival di Cannes per la Migliore Sceneggiatura, il film di Panhai rappresenta anche una riflessione sul Cinema e sulla differenza tra finzione e realtà: il regista, e attore, osserva il video inviato da Marzyeh e si interroga sulla sua veridicità, non vedendo stacchi nel montaggio. Qui si annida il primo dubbio, ma anche il nucleo del discorso: qualsiasi forma di rappresentazione non può mai essere identica al Reale e, quindi, veritiera. Come si può, quindi, condannare un artista? Il tema fondamentale diventa quello della libertà di espressione. Ma anche quello della manipolazione delle immagini e delle parole per fare propaganda o, comunque, per orientare l&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>C&#8217;è, sicuramente, un omaggio al Maestro Abbas Kiarostami, ai suoi paesaggi quasi dipinti, ma le strade percorse dall&#8217;auto con i suoi viaggiatori sono quelle dei villaggi del nord-ovest, nella zona turcofona, dove affondano le radici del genitori e dei nonni di Panahi. Un omaggio anche alla sua famiglia di origine.</p>
<p>Strade in salita, acciotolate, difficili da percorrere, così come è difficile ottenere la tutela dei diritti fondamentali per le donne nella società iraniana. Donne riprese spesso in primo piano, mentre l&#8217;uomo (lui, Panahi) si fa riprendere di spalle, quasi a voler ammettere la propria rassegnazione di fronte al mancato sviluppo democratico della situazione politica  e a voler rimarcare il ruolo, negativo, della parte maschile nel tessuto sociale e nella vita delle mogli, figlie, sorelle&#8230;</p>
<p>Non abbiamo volutamente fatto cenno al terzo volto importante nella sceneggiatura; consigliamo, inoltre, di rimanere a guardare fino alla fine dei titoli di coda E poi ognuno farà le proprie considerazioni. E poi ognuno farà le proprie considerazioni.(Ricordiamo che i dialoghi italiani sono a cura di Babak Karimi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/12/05/tre-volti-il-nuovo-film-di-panahi-sulliran-di-oggi-la-censura-i-diritti-delle-donne/">Tre volti: il nuovo film di Panahi sull&#8217;Iran di oggi, la censura, i diritti delle donne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/12/05/tre-volti-il-nuovo-film-di-panahi-sulliran-di-oggi-la-censura-i-diritti-delle-donne/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: Poeti troiani sulle strade dell’apartheid</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/09/venerdislam-poeti-troiani-sulle-strade-dellapartheid/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/09/venerdislam-poeti-troiani-sulle-strade-dellapartheid/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 07:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[africani]]></category>
		<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[colonialisti]]></category>
		<category><![CDATA[Darwish]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminile]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[militanti]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[palestinesi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[sarhawi]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8955</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi “Mi sento un poeta troiano, uno di quelli a cui è stato tolto persino il diritto di tramandare la propria sconfitta” Mahmoud Darwish Dall&#8217;8 al 30 giugno sarà possibile visitare al&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/09/venerdislam-poeti-troiani-sulle-strade-dellapartheid/">&#8220;VenerdIslam&#8221;: Poeti troiani sulle strade dell’apartheid</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-size: large;">di Monica Macchi</span></span></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="RIGHT"><span style="color: #1c1c1c;">“</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #1c1c1c;"><i>Mi sento un poeta troiano, </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #1c1c1c;"><i>uno di quelli a cui è stato tolto persino </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #1c1c1c;"><i>il diritto di tramandare la propria sconfitta</i></span><span style="color: #1c1c1c;">”<br />
</span><span style="color: #1c1c1c;">Mahmoud Darwish</span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1033.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8956" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1033.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="712" height="274" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1033.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 712w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1033-300x115.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 712px) 100vw, 712px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Dall&#8217;8 al 30 giugno sarà possibile visitare al Museo teatro Commenda di Prè di Genova la mostra fotografica <em>Le strade dell&#8217;apartheid </em>ideata da Luca Greco, una trentina di scatti in bianco e nero sul popolo saharawi nel deserto dell&#8217;Hammada (sud dell&#8217;Algeria), sui palestinesi dei campi profughi e sui muri che separano cattolici e protestanti in Irlanda del Nord: tre realtà in cui vigono forme diverse di apartheid. Ci sono anche tre reading: il 15 giugno, alle 19 Gianna Coletti fa conoscere la storia di Mariem Hassan “la voce del Sahara” e del popolo saharawi, in La voce dei figli delle nuvole, il 22 giugno alle 19 Davide Sormani in Tracce di Sands, racconta dell’attivista repubblicano irlandese Bobby Sands e il 29 giugno alle 19 Marco Sgarbi chiude con Juliano. Ovvero sia della resistenza dedicato al fondatore del Freedom Theatre di Jenin, Juliano Mehr Khamis di cui abbiamo già parlato qui <a href="https://www.peridirittiumani.com/2016/04/08/e-ripartito-il-freedom-bus/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.peridirittiumani.com/2016/04/08/e-ripartito-il-freedom-bus/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p align="JUSTIFY">Verrà inoltre presentato il libro di Barta Edizioni in uscita in questi giorni “Io sono saharaui”, una graphic novel dedicata appunto a Mariem Hassan, storia musicale al femminile che si intreccia ad un percorso di autodeterminazione individuale e politica per l’indipendenza del popolo saharawi. Un testo diviso in sei capitoli, dove ogni titolo rimanda ad una canzone, caratterizzato da una militanza estetica radicale (testo in font sempre diversi che circondano i disegni coloratissimi) che rispecchiano le scelte di vita di Mariem dal rifiuto del matrimonio combinato a 15 anni, alla decisione di indossare la melfa, il vestito tradizionale lungo 10 metri, fino al successo trovato in Spagna il paese dei colonialisti.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8957" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1032-768x512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1031.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8958" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1031.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="464" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1031.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 464w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1031-217x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 217w" sizes="(max-width: 464px) 100vw, 464px" /></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/09/venerdislam-poeti-troiani-sulle-strade-dellapartheid/">&#8220;VenerdIslam&#8221;: Poeti troiani sulle strade dell’apartheid</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/09/venerdislam-poeti-troiani-sulle-strade-dellapartheid/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;: Campioni annegati</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 07:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[africani]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[campioni]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[Gambia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[human rigts]]></category>
		<category><![CDATA[journalism]]></category>
		<category><![CDATA[journalists]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migration]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[sea]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=7395</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Questa volta non ha vinto; Ali Mbengu, campione gambiano di lotta senegalese, questa volta non ce l’ha fatta. Ha affrontato la battaglia più dura di tutta la sua vita e non ha vinto.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;: Campioni annegati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><b> </b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-648.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7396" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-648.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-648" width="400" height="225" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-648.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-648-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Questa volta non ha vinto; Ali Mbengu, campione gambiano di lotta senegalese, questa volta non ce l’ha fatta. Ha affrontato la battaglia più dura di tutta la sua vita e non ha vinto.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel Mar Mediterraneo lascia una serie di vittorie cumulate negli anni nella sua disciplina, la lotta senegalese.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo sport è anche una tradizione e uno spettacolo per tutta l’Africa nord-occidentale. Gli incontri, infatti, sono preceduti da una cerimonia folcloristica e i lottatori sono accompagnati da griot che suonano i tamburi insieme ad un marabout che li benedice. È un combattimento pesante, corpo a corpo, che si svolge sulla sabbia e comporta grandi sforzi fisici per i quali sono necessari possenti muscoli. Così Ali, che di muscoli ne aveva ed era il campione indiscusso di questa disciplina.</p>
<p align="JUSTIFY">Muore il 4 novembre nel Mediterraneo mentre cercava di raggiungere le coste di Lampedusa.</p>
<p align="JUSTIFY">Pateh Nying, allenatore del campione, riferisce che la federazione nazionale di lotta continua ad invitare i giovani a non tentare la pericolosa strada dell’emigrazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Ali viveva in Libia dove si era recato nel 2014 e dove stava programmando il suo viaggio verso l’Europa; qui lavorava da tempo, tanto quanto basta per racimolare la cifra necessaria per partire per questa nuova avventura, rivelatasi per lui fatale.</p>
<p align="JUSTIFY">Il Gambia, paese di provenienza del campione, è un piccolo paese totalmente circondato dal Senegal ed è governato da Yahya Jammeh; il pugno di ferro del Presidente (recentemente ricandidatosi per un ulteriore mandato) è uno dei motivi che induce i giovani gambiani a scappare dal loro Paese.</p>
<p align="JUSTIFY">Come Ali, qualche tempo fa, anche Fatim Jawara, stella del calcio gambiano. È annegato nel Mediterraneo a fine ottobre seguendo lo stesso percorso di Ali.</p>
<p align="JUSTIFY">Di loro si sa poco, sui giornali non c’è traccia dei nomi dei due campioni che hanno perso la loro vita in mare. È necessario avere la consapevolezza che tra le morti in mare troveremo ancora dei calciatori, lottatori o professionisti e non ricordarli uno ad uno sarebbe drammatico.</p>
<p align="JUSTIFY">Le morti in mare non possono essere ricondotte a dei numeri, ogni corpo ritrovato ha un nome e una storia da ricordare.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-649.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7397" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-649.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-649" width="594" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-649.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 594w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-649-278x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 278w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;: Campioni annegati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/12/stay-human-africa-campioni-annegati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PROMOZIONE TEATRALE per i nostri lettori: MONI OVADIA e ORCHESTRA DI VIA PADOVA</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/04/30/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-moni-ovadia-e-orchestra-di-via-padova/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/04/30/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-moni-ovadia-e-orchestra-di-via-padova/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 09:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[invito]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Moni Ovadia]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[musicale]]></category>
		<category><![CDATA[musicisti]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[orchestra]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[umorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Via Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Yiddish]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=5806</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; EXODUS è il titolo del nuovo spettacolo/concerto con Moni Ovadia e l&#8217;Orchestra di Via Padova, in scena al Tatro Leonardo di Milano. &#160; &#160; PROMOZIONE SPECIALE per i NOSTRI LETTORI: biglietto singolo a&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/04/30/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-moni-ovadia-e-orchestra-di-via-padova/">PROMOZIONE TEATRALE per i nostri lettori: MONI OVADIA e ORCHESTRA DI VIA PADOVA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><b>EXODUS</b> è il titolo del nuovo spettacolo/concerto con Moni Ovadia e l&#8217;Orchestra di Via Padova, in scena al Tatro Leonardo di Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-293.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5807" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5807" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-293.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (293)" width="351" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-293.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 351w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-293-210x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>PROMOZIONE SPECIALE per i NOSTRI LETTORI: biglietto singolo a euro 15</b> (anziché 20)</p>
<p><a name="wrapper1"></a></p>
<div id="Sezione3" dir="LTR">
<div id="Sezione4" dir="LTR">
<table border="0" width="519" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="519" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td valign="TOP" width="519"><b>Data:09/05/2016 &#8211; Inizio: ore 21.00 al Teatro Leonardo &#8211; Via Ampère, 1 – Milano (MM2 Piola)</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Per info e prenotazioni: ‪02 95409482‬</b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<div id="wrapper" dir="LTR">
<div id="content" dir="LTR">
<table border="0" width="519" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="519" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td valign="TOP" width="519">Il progetto nasce da un filo comune che caratterizza il percorso artistico di Moni Ovadia, attore, regista, scrittore e cantante impegnato sulle scene mondiali da oltre 30 anni e l’Orchestra di via Padova, formazione musicale e laboratorio culturale sensibile alle trasformazioni sociali e musicali del territorio milanese.</p>
<p>“Exodus“ vuole raccontare un percorso oltre che musicale, anche culturale; un itinerario attraverso canzoni della tradizione Yiddish e Mittel Europea interpretati dal Moni Ovadia e musicati da OVP.</p>
<p>Moni Ovadia – voce e voce narrante; Massimo Latronico – chitarra classica ed elettrica, bouzouky; Massimo Marcer – tromba e flicorno; Luciano Macchia – trombone; Andon Manushi – violino; Andrea Migliarini – batteria; Marco Roverato – basso elettrico e contrabbasso; Albert Mihai – fisarmonica; Paolo Rocca – clarinetto; Dario Walid Yassa – pianoforte; Francesca Sabatino – voce. Direzione artistica: Massimo Latronico e Massimo Marcer.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/04/30/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-moni-ovadia-e-orchestra-di-via-padova/">PROMOZIONE TEATRALE per i nostri lettori: MONI OVADIA e ORCHESTRA DI VIA PADOVA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/04/30/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-moni-ovadia-e-orchestra-di-via-padova/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PROMOZIONE TEATRALE per i NOSTRI LETTORI (di Milano)﻿</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/02/26/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-di-milano%ef%bb%bf/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/02/26/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-di-milano%ef%bb%bf/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2016 15:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Djana Pavlovic]]></category>
		<category><![CDATA[drammaturgia]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Officina]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>
		<category><![CDATA[pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[regia]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=5314</guid>

					<description><![CDATA[<p>ANTHROPOMETRIC: come misurare la parola “UOMO” &#160; Se venite in due pagate un biglietto solo (10 euro)! &#160; Teatro Officina di Milano il 4 e 5 marzo &#160; Lo spettacolo si intitola ANTHROPOMETRIC: come&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/26/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-di-milano%ef%bb%bf/">PROMOZIONE TEATRALE per i NOSTRI LETTORI (di Milano)﻿</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #c00000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"></span></span></span></p>
<table border="0" width="643" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="643" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td width="643">
<div id=":mt" dir="LTR">
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-family: Arial;">ANTHROPOMETRIC: come misurare la parola “UOMO”</span></span></p>
</div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/spettacolo-Rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5315" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5315" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/spettacolo-Rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="spettacolo-Rom" width="649" height="241" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/spettacolo-Rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 649w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/spettacolo-Rom-300x111.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id=":mt" dir="LTR">
<div id=":ri" dir="LTR">
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Se venite in due pagate un biglietto solo (10 euro)!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Teatro Officina di Milano il 4 e 5 marzo</span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div id=":ri" dir="LTR">
<div id=":rh" dir="LTR">
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Lo spettacolo si intitola ANTHROPOMETRIC: come misurare la parola “UOMO”<br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Un viaggio con i giovani componenti del gruppo ROM FAKTOR per esplorare le diverse tematiche connesse all’identità rom: il rapporto con i documenti d’identità e i permessi di soggiorno, l’abitare la città (tra luoghi di accoglienza e campi rom), il rapporto con la tradizione, la lingua e linguaggi rom. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">I racconti emersi durante il laboratorio con i ragazzi tenuto da Dijana Pavlovic hanno lentamente trovato nella drammaturgia una porta d’accesso al lavoro. Le parole hanno iniziato a trasformarsi, modificando progressivamente in noi il concetto di verità. I giovani attori, abituati a raccontarsi continuamente a diverse comunità cittadine, modificano costantemente la narrazione che fanno di sé, a volte rivelando la magnifica indefinitezza del loro essere adolescenti, a volte il rigore della secolare tradizione rom. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b><br />
Prenotazione</b></span></span><b> </b><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>necessaria e gratuita su </b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><b><a href="http://www.teatroofficina.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.teatroofficina.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br />
</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>4 – 5 marzo 2016 ore 21.00</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>TEATRO OFFICINA, via Sant’Elembardo, 2</b></span></span></p>
<p><span style="color: #c00000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">ANTH<b>RO</b>PO<b>M</b>ETRIC &#8211; Come misurare la parola “Uomo”</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Regia di</b> Alberto Cavalleri e Dijana Pavlovic | <b>Drammaturgia</b> Alberto Cavalleri </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Assistente alla regia</b> Azzurra Spirito | <b>Videoproiezioni </b>Uber Carravetta, Chiara Rodeghiero | <b>Costumi di scena e scenografie</b> Classi quarte e quinte dell’Istituto delle Orsoline di San Carlo | <b>Musica dal vivo</b> Gianni Parodi <b>Interpreti </b>Mohamed Kamal Ahmed, Rebecca Covaciu, Toni Deragna, Andrea Djordjevic, Martina Djordjevic, Daniel Georghe Iancu, Caterina Scalfi, Silvester Selimovic, Tyzon Laciho Selimovic, Darius Stoican, Fedra Tabbò</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>TEATRO OFFICINA</b> via Sant’Elembardo, 2 Milano | MM1 Gorla | 02.2553200</span></span></p>
</div>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/26/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-di-milano%ef%bb%bf/">PROMOZIONE TEATRALE per i NOSTRI LETTORI (di Milano)﻿</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/02/26/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-di-milano%ef%bb%bf/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sette paia di scarpe: un romanzo sulla Siria tra cambiamento e tradizione</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/04/11/sette-paia-di-scarpe-un-romanzo-sulla/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/04/11/sette-paia-di-scarpe-un-romanzo-sulla/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2015 06:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Aleppo]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[autrice]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/04/11/sette-paia-di-scarpe-un-romanzo-sulla/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eliana Iorfida si è laureata in Archeologia nel 2007 a Firenze. Ha partecipato a importanti missioni di scavo nazionali e internazionali in Medio Oriente (Siria, Egitto e Israele) ed è l&#8217;autrice del romanzo d&#8217;esorsio&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/04/11/sette-paia-di-scarpe-un-romanzo-sulla/">Sette paia di scarpe: un romanzo sulla Siria tra cambiamento e tradizione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
Eliana<br />
 Iorfida si è laureata in Archeologia nel 2007 a Firenze. Ha<br />
 partecipato a importanti missioni di scavo nazionali e<br />
 internazionali in Medio Oriente (Siria, Egitto e Israele) ed è<br />
 l&#8217;autrice del romanzo d&#8217;esorsio intitolato <i>Sette<br />
 paia di scarpe</i>, vincitore<br />
 del secondo posto nel concorso nazionale “La Giara” (Rai Eri).&nbsp; </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="container"></a>
 </div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/ZOM-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/ZOM-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a><a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="main1"></a>Beirut,<br />
 2006, Imad è il padre di Aidha, Nashat e Tahir, è vedovo e ha<br />
 molta paura di mettere in pericolo la vita dei suoi tre figli perché<br />
 a Beirut ci si attende l’offensiva israeliana contro gli hezbollah<br />
 libanesi. <br />Affidati i ragazzi alle cure della figlia maggiore,<br />
 Imad li mette su un aereo per Aleppo e da lì continueranno il loro<br />
 viaggio verso la Jaazera, l’interno desertico della terra siriana,<br />
 fino ad un piccolissimo villaggio dove vivono i parenti della moglie<br />
 defunta. Nel villaggio li aspettano i nonni materni insieme agli zii<br />
 e ai cugini che li accolgono in una vita rigidamente organizzata sui<br />
 tempi del lavoro e i ruoli di una famiglia patriarcale.<br />
 <br />Completamente soggette al volere dei mariti e fratelli maggiori,<br />
 le donne vivono nella grande casa comune nel sogno del matrimonio<br />
 che dovrebbe affrancarle dalla casa paterna. Aidha è spinta da una<br />
 serie di segnali rivelatori a scoprire il perché della frattura tra<br />
 sua madre e la famiglia d’origine, e sarà Karima, grande amica<br />
 della madre fin dall’infanzia che le svelerà il segreto della<br />
 contrastata giovinezza di lei. Piano, piano Karima dipana il filo<br />
 dei ricordi svelando ad Aidha un altro aspetto della madre.<br />
 Innamorata con passione di un berbero, le famiglie avevano per mesi<br />
 intessuto trattative matrimoniali, ma il riscatto sarà possibile.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 commissione del concorso si è così espressa: “La scrittura della<br />
 Iorfida riesce a rendere con espressività l’atmosfera di un<br />
 villaggio rurale della Siria vissuto attraverso gli occhi della<br />
 giovane protagonista. Senza frapporre giudizi morali e politici,<br />
 narra un mondo arcaico facendocelo sentire comunque molto vicino al<br />
 Mediterraneo di casa nostra. Un bel ritratto di una cultura diversa,<br />
 sentita come ricca di valori anche se fortemente autoritaria”.</div>
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani ha intervistato per voi Eliana Iorfida che<br />
ringrazia.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
si è documentata per scrivere questo romanzo?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
romanzo è il frutto spontaneo di un’esperienza vissuta in prima<br />
persona da archeologa nei territori che fanno da scenario alla<br />
narrazione – i villaggi di Tell Mozan e Umm Ar-rabiah, nel<br />
Kurdistan siriano – dove ho trascorso due stagioni al seguito<br />
dell’importante missione di scavo internazionale diretta dal Prof.<br />
Giorgio Buccellati. Le mie “note di viaggio” si sono presto<br />
intrecciate alla vicenda reale e commovente di una donna del posto.<br />
Direi, quindi, che la “documentazione” è avvenuta sul campo,<br />
semplicemente vivendo a stretto contatto con le persone che ci<br />
ospitavano; trovando nella loro quotidianità, nelle tradizioni e nei<br />
racconti dei più anziani, tesori preziosi come quelli custoditi<br />
dalla sabbia.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Beirut,<br />
Aleppo e poi la campagna siriana: qual è la differenza culturale tra<br />
le città e l&#8217;entroterra?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
È<br />
una differenza enorme. Gran parte dei Paesi mediorientali sono<br />
attraversati da squilibri e dualismi estremamente marcati da un punto<br />
di vista storico-culturale, politico e geografico. Uno dei più<br />
tangibili sussiste proprio tra città e campagna: le prime,<br />
soprattutto le capitali e le grandi metropoli, sono scandite da ritmi<br />
e tenori di vita del tutto simili a quelli ai quali siamo abituati<br />
“noi” occidentali – assimilando, talvolta, il peggio dai nostri<br />
cosiddetti modelli di emancipazione –  viceversa, le comunità<br />
multietniche dei piccoli centri rurali patiscono ancora pesanti<br />
condizioni di miseria, vessazione e degrado sociale. È in queste<br />
diseguaglianze che affondano le radici del malcontento e, al tempo<br />
stesso, della presa di coscienza che hanno animato la stagione delle<br />
“Primavere Arabe”, almeno nel loro slancio genuino iniziale, ed è<br />
da qui che occorre ripartire per dare speranza a queste popolazioni.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
persone anziane sono depositarie della memoria e della tradizione:<br />
come conciliare il loro vissuto e la loro mentalità con quella dei<br />
più giovani?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
romanzo, Aidha, la giovane protagonista, conosce se stessa e le<br />
proprie radici attraverso il filo della memoria familiare e della<br />
riscoperta del proprio passato: una ragazza di città che si scontra<br />
e s’incontra con le antiche tradizioni di una terra lontana, nel<br />
tempo e nello spazio. È un dialogo che nasce sulla base della<br />
curiosità e del rispetto reciproco, e si costruisce in punta di<br />
piedi. Al giorno d’oggi è difficile conciliare il vissuto di<br />
generazioni così distanti, e la realtà mutevole e consumistica che<br />
ci circonda non fa che distrarci, ostacolando con ogni mezzo questo<br />
prezioso “passaggio del testimone”. Tuttavia, i giovani non<br />
possono e non devono abdicare così facilmente alla conoscenza<br />
storica, personale e collettiva, perché solo l’esperienza di ciò<br />
che è stato (e che siamo stati) può prepararci a comprendere e<br />
accogliere i mutamenti che ci attendono.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
libro si parla anche di matrimonio combinato e di emancipazione:<br />
quali sono i diritti negati e quali, invece, quelli acquisiti da<br />
parte delle donne?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
storia che racconto è fatta di dolore e riscatto, ma anche di<br />
consapevolezza e rispetto verso tradizioni (patriarcali e<br />
matriarcali) di origini antiche, sulle quali si fondano molte<br />
comunità umane e dalle quali, spesso, dipende la sopravvivenza di<br />
interi clan familiari. Anche se la storia narrata è “al<br />
femminile”, trovo riduttivo, soprattutto in questo drammatico<br />
momento, limitare il problema dei diritti alle sole donne: non esiste<br />
una questione femminile fine a se stessa – benché la donna sia un<br />
centro cosmico e sul suo corpo si combattano guerre di ogni genere –<br />
quanto un problema di negazione o affermazione di diritti umani<br />
universali e inalienabili, a tutte le latitudini. Nei Paesi di<br />
cultura arabo-islamica la donna è declinata in mille sfaccettature,<br />
non sempre rispondenti agli stereotipi di cui siamo infarciti, e<br />
l’affermazione dei diritti, così come l’emancipazione personale<br />
e professionale, dipendono dal contesto socio-economico e culturale<br />
dal quale cui si proviene: s’incontrano spesso donne come Rima<br />
Karaki, la giornalista libanese che, di recente, ha fatto notizia per<br />
aver tenuto testa a un prepotente islamista conservatore; e poi ci<br />
sono donne che a quella prospettiva d’indipendenza non hanno alcuna<br />
possibilità d’accesso, succubi di umiliazioni e privazioni. In<br />
casa nostra le cose non sono poi così diverse, senza contare la<br />
piaga del femminicidio, che nel 2013 ha mietuto una vittima ogni due<br />
giorni.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
C&#8217;è<br />
un collegamento tra la Siria da lei raccontata e le Regioni del<br />
nostro Sud?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Ho<br />
guardato il Medio Oriente con occhi da calabrese e ci ho visto le mie<br />
radici! Non è un caso che in apertura e chiusura del romanzo abbia<br />
scelto di citare l’illustre corregionale Corrado Alvaro che, per<br />
primo, negli anni ’30, colse le innumerevoli assonanze mediterranee<br />
tra i rispettivi Sud, nel bellissimo reportage “Viaggio in<br />
Turchia”. Gli arabi ci hanno<br />
insegnato a irrigare la terra, a coltivare gelso, cotone, melanzane,<br />
spezie e tanti altri alimenti tuttora alla base della nostra<br />
tradizione culinaria. Le donne velate e vestite di scuro mi hanno<br />
richiamato l’immagine delle nonne calabresi e siciliane che, non<br />
più tardi di qualche decennio fa, si coprivano i capelli con la<br />
<i>sajia</i><br />
prima di uscire di casa e facevano il bucato con la cenere. È<br />
a questa radice mediterranea che dobbiamo guardare per sentirci<br />
partecipi di un destino comune.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/04/11/sette-paia-di-scarpe-un-romanzo-sulla/">Sette paia di scarpe: un romanzo sulla Siria tra cambiamento e tradizione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/04/11/sette-paia-di-scarpe-un-romanzo-sulla/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
