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	<title>transfobia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>In scena Danilo e il suo &#8220;Rumore bianco&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 09:51:28 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18177" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Lo scorso anno ho partecipato ad un corso di teatro inclusivo a Milano voluto dal Teatro Lupi e Deinòs Teatri Bologna. È stata veramente una bellissima esperienza, la mia prima da attore e mi ha permesso di fare nuove conoscenze. Uno dei referenti del progetto di teatro, Alberto Corba, conoscendo il mio impegno per le tematiche lgbtquia+ mi ha messo in contatto con un attore che sta portando in giro per l&#8217;Italia uno spettacolo sul tema della transfobia e omofobia. Lo spettacolo in questione s&#8217;intitola &#8220;Rumore Bianco&#8221; e ha come unico attore in scena Danilo Napoli.</p>



<p>Il monologo avrà luogo nell&#8217;ambito del Milano Fringe Off Festival dal 2 al 5 ottobre.</p>



<p>Facciamo, ora, qualche domanda al protagonista di &#8220;Rumore Bianco, Danilo Napoli.</p>



<p><strong>Presentati:</strong></p>



<p>Mi chiamo Danilo Napoli e sono un attore e autore teatrale salernitano. Ma, principalmente, sono un ragazzo con la testa perennemente tra le nuvole, che fantastica su nuove storie e su situazioni improbabili. Di me dicono che sono simpatico e polemico, ma dopo tre ore non ce la fanno a sopportare la quantità di stupidaggini che dico e l’ampio ventaglio di improperi che ho scagliato contro l’attuale governo. È proprio per questo che ho cominciato a fare questo lavoro: scrivere mi dà la possibilità di mettere su carta tutte le storie, le battute che mi circolano per la testa; recitare mi dà la possibilità di farle sentire agli altri e di essere liberamente polemico senza contraddittorio!</p>



<p><strong>Chi sono gli attori e i registi che ti hanno ispirato?</strong></p>



<p>Prima di cominciare a recitare (cioè prima dei 16 anni), non conoscevo il teatro, ma conoscevo il cinema. Mi piacevano Di Caprio, Tarantino, Jack Nihcolson, Al Pacino, De Niro e tutti gli attori americani più famosi. Poi ho scoperto il teatro e Eduardo De Filippo, e credo che sia la figura che mi rappresenti di più, attualmente: sono anch’io attore e autore, come lui. Anche a me piace girare l’Italia con i miei spettacoli e sogno di mettermi a capo di una numerosa compagnia, un giorno.</p>



<p><strong>Cos&#8217;è per te il teatro?</strong></p>



<p>Ogni volta che vedo un palco, vedo una possibilità. Una possibilità di raccontare qualcosa a qualcuno, una possibilità di trasferire le mie emozioni e le mie idee a una platea. Il teatro, per me, è un contenitore di storie. Proprio come la mia testa.</p>



<p><strong>Come nasce questo spettacolo?</strong></p>



<p>Ero a cena con mia madre e suo marito e li sentii parlare di una zia (di lui) che aveva lasciato un’eredità dopo la sua morte. Fin qui tutto bene. Poi, il marito di mia madre comincia a raccontarci la sua storia a grandi linee, narrando quel che ricordava: Ursula, donna transgender (da lui ricordata affettuosamente come “zio Antonio”), era scappata da Salerno a causa dell’omofobia e della transfobia della famiglia e della città. Era così andata a Genova, era stata costretta a prostituirsi per sopravvivere e aveva accumulato ricchezze. Quella storia mi folgorò. Volevo saperne di più, allora feci qualche ricerca e decisi di ispirarmi alle sue vicissitudini per scrivere questo monologo.</p>



<p><strong>Cosa significa per te la storia rappresentata?</strong></p>



<p>Da membro della comunità LGBTQ+ questa storia mi tocca nell’anima. È una storia di odio e di oppressione, ma anche di perdono.</p>



<p><strong>Hai affrontato particolari difficoltà durante la preparazione?</strong></p>



<p>Le difficoltà ci sono sempre e sono sacrosante. Senza, non avremmo evoluzione. Ma Yari Gugliucci è stato in grado di prendere queste difficoltà e trasformarle in opportunità. Non lo ringrazierò mai abbastanza per il lavoro registico che ha fatto su di me e sul testo.</p>



<p><strong>Chi dovrebbe venire a vederti?</strong></p>



<p>I direttori artistici di tutti i teatri d’Italia… No, a parte gli scherzi, “Rumore bianco” è uno spettacolo per tutti. Nel corso della stagione passata sono venuti a vedermi adulti, anziani, ma anche adolescenti. Ovviamente, i membri della comunità LGBTQ+ possono rivedersi maggiormente nel personaggio, ma spero che verrà anche qualche omofobo (magari ignaro dell’argomento trattato) e che uscirà dal teatro con qualcosa che gli si è mosso dentro.</p>



<p><strong>Progetti per il futuro?</strong></p>



<p>Beh, innanzitutto, a ottobre saremo al Fringe Milano Off 2025 e ho voglia di spaccare tutto. Poi, sempre a ottobre, debutto a Salerno con il mio nuovo spettacolo “Lo spettacolo è stato annullato (causa fine del mondo)”, a tema disastri climatici, con cui poi andrò a Catania per il Fringe Catania Off 2025. A novembre voleremo a Barcellona (sì, in Spagna, non in Sicilia) per portare “Rumore bianco”, e proseguiremo con tutte le 28 date (finora) della tournée. Sto anche lavorando come formatore e dovrei mettermi a scrivere uno spettacolo nuovo da proporre come novità per la stagione prossima, ma sto usando ogni scusa possibile per ritardare il momento in cui mi siederò davanti al pc e, come dice Stephen King, mi metterò a sanguinare.</p>
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		<title>Perchè il DDl Zan sta subendo così tanto ostracismo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 09:26:40 +0000</pubDate>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha chiesto al giornalista e attivista <strong>Andrea De Chiara </strong>di spiegarci perchè il DDL Zan stia subendo un così forte ostracismo da alcune parti politiche e e nel seguente video viene illustrato uno dei motivi. Il dibattito è acceso e vorremmo conoscere la vostra opinione, care e cari lettori. </p>



<p>Seguiteci e scriveteci&#8230;</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="PERCHÉ IL DDL ZAN STA SUBENDO COSÌ TANTO OSTRACISMO?" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/apq8ksihW48?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>&#8220;Orizzonte donna&#8221;. Relazioni brutali. Genere e violenza nella cultura mediale</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 07:15:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Relazioni brutali. Genere e violenza nella cultura mediale di Elisa Giomi, Sveva Magaraggia Ed. Il Mulino &#8220;Perché sedurla se puoi sedarla?&#8221;, oppure &#8220;perché sedurla se puoi saldarla?&#8221;: solo due esempi del livello di violenza e brutalità&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="western"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Relazioni brutali. Genere e violenza nella cultura mediale</span></span></span></h1>
<h2 class="western"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;">di </span></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a class="western" href="https://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_giomi+elisa-elisa_giomi.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Elisa Giomi</b></span></span></span></a></u></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;">, </span></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a class="western" href="https://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_magaraggia+sveva-sveva_magaraggia.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Sveva Magaraggia</b></span></span></span></a></u></span></span></h2>
<p>Ed. Il Mulino</p>
<p>&#8220;Perché sedurla se puoi sedarla?&#8221;, oppure &#8220;perché sedurla se puoi saldarla?&#8221;: solo due esempi del livello di violenza e brutalità quotidianamente veicolate dai social in pagine che mescolano misoginia, omo/transfobia, razzismo, incitamenti alla pedofilia. Al centro di questa indagine, la violenza contro le donne, ma anche la violenza che dalle donne è agita, due fenomeni speculari benché di natura e portata assai diverse, che sono analizzati nella loro copertura mediale. Dalle serie tv a circolazione globale alle cronache nazionali, dalla musica alla pubblicità, muovendosi tra &#8220;factual&#8221; e &#8220;fictional&#8221;, ciascuna delle due forme di violenza è esplorata attraverso molteplici raffronti tra il piano della realtà e il piano della rappresentazione, illustrando modelli, attori, dinamiche, radici, così come retoriche, estetiche, politiche.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/9788815265296.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-10218 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/9788815265296.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="187" height="300" /></a></p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha rivolto un paio di domande di approfondimento alle autrici e le ringrazia per la disponibilità.</p>
<p><span style="color: #000000;"><b>Quali sono gli assunti e le interpretazioni della violenza di genere su cui si basa questo studio?</b></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo libro prende avvio dalle nostre rispettive esperienze politiche e teoriche sulla tematica della violenza di genere. Sono dibattiti molto complessi, difficilmente riassumibili, però abbiamo sin da subito identificato alcune colonne portanti del nostro ragionamento:</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una delle lezioni fondamentali degli studi sulla violenza è che la violenza è un crimine del controllo e non di amore. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma sappiamo anche che c’è una “parentela insospettabile” (per prendere a prestito le parole di Lea Melandri) tra amore romantico e violenza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La dimensione del potere riveste un ruolo preponderante nel discorso d’amore, che ancora oggi permette di costruire dei rapporti di potere ben codificati e di definire i generi, il maschile e il femminile, come speculari. Ruoli ben codificati e definiti (ben esemplificati dal modo di dire “dietro ogni grande uomo c’è una grande donna”) che creano relazioni di profonda dipendenza emotiva: dipendenza che per gli uomini è imprescindibile e avvilente al contempo, perché dirsi dipendenti dalle cure femminile è una esperienza di impotenza e debolezza che va contro all’ideale di maschilità piena da un lato, e dipendenza che è pericolosa per le donne, perché essere dispensatrici di cura crea un vincolo di indispensabilità. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">I dati, non a caso, indicano come la violenza degli uomini contro le donne aumenti quando queste ultime vogliono finire la relazione di amore o durante la gravidanza: quando cioè, non vogliono o possono più essere dispensatrici di totale devozione e cura. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Inoltre, abbiamo tematizzato la violenza come questione culturale, non privata né psichiatrica (è l’espressione esacerbata dell’ordine di genere, è un comportamento ben radicato nella nostra cultura. Rappresentarla come frutto di follia, di perdita momentanea di lucidità serve solo a proteggere l’ordine di genere. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La violenza per noi non è quindi un fenomeno residuale della nostra società, bensì una categoria costitutiva del reale. È un ingrediente primario nella costruzione delle nostre libertà.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Infine, è fondamentale, per noi, iniziare a nominare il maschile. Nodo principale di questo problema sociale sono gli uomini come individui e come genere. Gli uomini sono i principali autori di violenza, e anche per questo quando si costruiscono politiche di prevenzione della violenza è strategico creare alleanze e collaborazioni con maschilità non tossiche.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La violenza di genere è quindi una categoria esplicativa delle dinamiche interpersonali sul piano micro-sociologico e dell’ordine di genere su quello macro.</span></p>
<p><b>Nel saggio si parla di “violenza gendered”: ci può anticipare il significato di questo concetto?</b></p>
<p>Parlare di <i>violenza gendered</i> significa in primis ricordarci che autori e vittime di violenza hanno un genere; è agita da uomini o da donne. Al contempo la violenza definisce modalità di costruzione del ruolo delle donne, degli uomini e del rapporto tra di loro.</p>
<p>Vediamo degli esempi, per capire meglio. Nel discorso dell’amore romantico la violenza gioca un ruolo speculare se riguarda un uomo o una donna: agire violenza è cifra della passione dell’attaccamento di lui, mentre accettare la violenza è testimonianza della devozione di lei. Questo meccanismo è amplificato nel linguaggio mediale, dove la gelosia, ad esempio, è giustificazione legittima al ricorso alla violenza maschile contro le donne. Ecco un esempio tratto dall’analisi della musica italiana contemporanea: (“«sei stata così perfida che / soffocherei tutti i respiri che fai [&#8230;] voglio vederti strisciare e concederti a me [&#8230;] ma prima inginocchiati, saziati / e concediti</p>
<p>ancora per l’ultima volta / accontentami, guardami, piangi, prega e chiedi scusa. / Devi dirmi voglio solo te / devi dirmi, hai ragione te / devi dirmi scusami e feriscimi / e implorami di non ucciderti» (Meschina, Modà 2008”).</p>
<p>Altro esempio di <i>violenza gendered</i>: nel mondo delle pubblicità analizzato in questo testo emerge chiaramente come, quando la violenza è rappresentata esplicitamente, sia <i>gendered</i>. Gli uomini vengono raffigurati nelle vesti di stupratori che agiscono palesemente senza il consenso femminile, procurando malessere e sofferenza, mentre le donne sono rappresentate nei (succinti) panni delle dominatrici, impegnate in un gioco sado-masochista, che quindi per definizione è consensuale. L’uomo è costruito come predatore naturalmente violento, la donna come bisognosa del consenso maschile per agire violenza. Violenza, in questo ultimo caso, agita per soddisfare un desiderio condiviso.</p>
<p>Come emerge nel testo, la violenza femminile possiede una carica destabilizzante molto più forte di quella maschile, e la sua messa in discorso richiede il contestuale utilizzo di dispositivi volti a mitigarla. Iscrivere la violenza femminile dentro un frame di gioco erotico serve proprio a questo – a normalizzarla e a non permetterle di destabilizzare un ordine di genere.</p>
<p>Le pubblicità prese in esame mostrano chiaramente come la violenza degli uomini uccide o umilia, mentre quella delle donne eccita.</p>
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		<title>Apparteniamo tutti allo stesso genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 06:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso marzo Adan è stata uccisa in Honduras, a luglio Natalia è stata uccisa in Brasile; Islan a New York in agosto e Dwayne non c&#8217;è più a causa di un colpo di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/transfobia-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/transfobia-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Lo<br />
scorso marzo Adan è stata uccisa in Honduras, a luglio Natalia è<br />
stata uccisa in Brasile; Islan a New York in agosto e Dwayne non c&#8217;è<br />
più a causa di un colpo di pistola, Questi solo alcuni nomi delle<br />
mille e cento persone vittime della transfobia, un termine coniato da<br />
poco tempo e che indica non solo la “paura” generata (chissà<br />
perchè) da chi cambia sesso, ma una vero e proprio odio nei<br />
confronti dei transgender, un odio che nasce da stereotipi negativi &#8211;<br />
transessualità = prostituzione, ad esempio &#8211; e che produce<br />
pregiudizi che sfociano troppo spesso nella violenza. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ogni<br />
anno, il 20 di novembre, si celebra nel mondo il Tdor, Transgender<br />
day of remembrance: un&#8217;occasione per ricordare tutti coloro che hanno<br />
salutato la propria identità di nascita per acquisirne un&#8217;altra,<br />
quella che sentivano come più appropriata e vera; un&#8217;identità<br />
fisica più vicina al loro sentire psichico. E, per questa scelta,<br />
hanno pagato il prezzo più alto, per l&#8217;incapacità di molti ad<br />
accettare il cambiamento e la diversità e per la rigidità dei ruoli<br />
sociali.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Domenica<br />
scorsa, 17 novembre 2013, a Roma si è tenuto un sit-in a Piazza del<br />
Popolo, dinanzi ad una chiesa: alla Chiesa degli artisti.<br />
Probabilmente un luogo simbolico perchè le istituzioni statali, ma<br />
anche la Chiesa cattolica, così presente sul territorio italiano,<br />
devono prendersi cura e tutelare i diritti e la vita di tutti. Il<br />
sit-in è stato organizzato dall&#8217;associazione Libellula e, tra le<br />
varie inizitive, è stato approfondito il tema delle relazioni affettive e familiari delle persone trans. Che siano “trans” non<br />
è importante, tutti apparteniamo al genere umano.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dalla<br />
transfobia all&#8217;omofobia. In un periodo in cui, purtroppo accadono<br />
molti episodi di cronaca legati anche alla paura e all&#8217;odio nei<br />
confronti delle persone omosessuali, arriva un piccolo segnale<br />
positivo, che va in una direzione di rispetto e di obiettività: nei<br />
giorni scorsi, il Tribunale per i minorenni dell&#8217;Emilia-Romagna ha<br />
affidato una bambina ad una coppia di uomini. Di mezza età, i due<br />
signori convivono stabilmente da sei anni e hanno compiuto tutti i<br />
test e i percorsi valutativi previsti dalla normativa. </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/gay-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/gay-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="106" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nella<br />
legislazione nazionale (che risale al 1983) viene sottolineato che “<br />
l&#8217;affido temporaneo non è preordinato all&#8217;adozione, ma al benessere<br />
del minore” e viene, inoltre, indicata come famiglia affidataria, o<br />
nucleo affidatario, un nucleo in cui sono presenti madre e padre o<br />
persone singole, senza una precisazione in merito all&#8217;orientamento<br />
sessuale degli affidatari. E&#8217; importante, invece, che vengano<br />
effettuate tutte le valutazioni delle motivazioni, delle competenze e<br />
delle loro capacità genitoriali. Sempre nella normativa, non vi è<br />
nemmeno un richiamo al vincolo del matrimonio come requisito<br />
necessario, a differenza di quello che viene sancito dall&#8217;articolo 29<br />
della Costituzione.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
decisione del Tribunale di Bologna dell&#8217;affidamento temporaneo della<br />
bambina di tre anni alla coppia di omosessuali  &#8211; che conoscono la<br />
bimba da tempo e che hanno sempre avuto con lei un rapporto di<br />
affetto &#8211; si fonda su una precedente pronuncia della Corte di<br />
Cassazione del gennaio 2013, nella quale la Corte ha stabilito che la<br />
credenza diffusa “<em>che sia<br />
dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino</em><br />
<em>il fatto di vivere in una<br />
famiglia incentrata su una</em><br />
<em>coppia omosessuale</em>”<br />
rappresenti un <strong>pregiudizio</strong><br />
. Il giudice, infatti, nella sentenza,<br />
ha scritto: “ &#8230;Si rivela la sussitenza di una situazione di fatto<br />
paragonabile al contesto familiare sotto il profilo accuditivo e di<br />
tutela del minore&#8230;Il fatto che i componenti del nucleo abbiano il<br />
medesimo sesso non può considerarsi ostativo all&#8217;affidamento di un<br />
minore. Ciò anche tenuto conto che in assenza di certezze<br />
scientifiche o dati di esperienza costituisce mero pregiudizio la<br />
convinzione che sia dannoso per lo sviluppo del bambino il fatto di<br />
vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”.
</div>
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		<title>Omofobia e suicidi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2013 06:22:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Grillini]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L&#8217;Italia è un Paese libero, ma esiste l&#8217;omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza&#8230;Nel 2013 c&#8217;è ancora l&#8217;omofobia, sono stanco”: queste le parole scritte su un biglietto&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“L&#8217;Italia<br />
è un Paese libero, ma esiste l&#8217;omofobia e chi ha questi<br />
atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza&#8230;Nel 2013<br />
c&#8217;è ancora l&#8217;omofobia, sono stanco”: queste le parole scritte su<br />
un biglietto da un ragazzo di 21 anni che, nei giorni scorsi, si è<br />
tolto la vita lanciandosi dall&#8217;undicesimo piano di un palazzo di<br />
Roma. Ed è il terzo caso di suicidio, a causa dell&#8217;omofobia, nella<br />
capitale nell&#8217;arco di un anno: lo scorso novembre, infatti, uno<br />
studente di un liceo scientifico si è impiccato con una sciarpa e,<br />
in agosto, un altro adolescente si è buttato dal terrazzo di casa.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il mese<br />
scorso è stata approvata alla Camera la legge che inasprisce le pene<br />
per chi commette reati a carattere omofobo, ma il provvedimento ha<br />
fatto scattare le proteste di Sel, M5S e delle organizzazioni gay per<br />
un emendamento che salva dalle aggravanti. Il testo, ora, deve essere<br />
approvato in Senato. (rimandiamo ad un articolo precedente<br />
sull&#8217;argomento).</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;ultimo<br />
suicidio di una persona giovane ha rimesso al centro del dibattito il<br />
tema. Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, ha affermato: “ I<br />
suicidi o i tentativi di suicidio di giovani omosessuali sono un dato<br />
allarmante. Dai dati in nostro possesso risulta che un omosessuale su<br />
dieci, nella sua vita, ha pensato al suicidio. Le istituzioni diano<br />
una risposta urgente nella lotta all&#8217;omofobia e nell&#8217;allargare la<br />
sfera dei diritti gay”. A queste parole si sono aggiunte quelle di<br />
Franco Grillini, presidente di Gaynet: “ Quel poco che è trapelato<br />
ci consente di dire, ancora una volta, che in Italia la politica è<br />
sorda e cieca e non riesce a promuovere con rapidità e decisione<br />
quei cambiamenti legislativi che sono essenziali per imprimere una<br />
svolta alla vita di milioni di persone Lgbt”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da parte<br />
delle istituzioni, una prima risposta è arrivata da Maria Cecilia<br />
Guerra, Viceministro del lavoro e delle Politiche sociali con delega<br />
alle Pari opportunità: “Provo un dolore profondo per lui che ha<br />
deciso di rinunciare a vivere perchè si sentiva “sbagliato” e<br />
sono vicina alla famiglia”, ha detto il Viceministro, per poi<br />
continuare: “ Tutti abbiamo responsabilità, ciascuno a suo modo:<br />
le istituzioni, la scuola, la famiglia, i mass-media, e non voglio<br />
certo sottrarmi alle mie. Sono ben consapevole che è necessario fare<br />
molto di più. Le prime iniziative che ho preso, da quando mi sono<br />
state conferite le deleghe relative alla lotta contro le<br />
discriminazioni in base all&#8217;orientamento sessuale e all&#8217;identità di<br />
genere, in collaborazione con il Dipartimento Pari opportunità e con<br />
il Ministero della Pubblica istruzione, vanno proprio nella direzione<br />
di agire subito dentro e con la scuola, e di lavorare insieme alle<br />
famiglie”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Intanto<br />
alcuni cittadini, mercoledì scorso, sono scesi in piazza, nella Gay<br />
street di Roma, in Via San Giovanni in Laterano, per chiedere una<br />
nuova legge contro l&#8217;omofobia che tuteli davvero i trans e gli<br />
omosessuali anche in nome di tutti coloro che hanno sacrificato la<br />
propria vita per i diritti civili e contro ogni forma di violenza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
Manifestazione durante la Giornata Mondiale contro l&#8217;omofobia, maggio 2013</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
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		<title>Quando una legge fa paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2013 05:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, a Brescia, si è tenuto un flash mob particolare: in piazza Rovetta alcune persone si sono radunate, in silenzio, con un libro in mano e rivolte verso la Loggia. Un&#8217;iniziativa per&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/OMOFOBIA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/OMOFOBIA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="187" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nei<br />
giorni scorsi, a Brescia, si è tenuto un flash mob particolare: in<br />
piazza Rovetta alcune persone si sono radunate, in silenzio, con un<br />
libro in mano e rivolte verso la Loggia. Un&#8217;iniziativa per<br />
manifestare contro la legge sull&#8217;omofobia in discussione in questi<br />
giorni alle Camere. La modalità di protesta non è chiara, anche se<br />
i partecipanti si sono definiti “sentinelle della libertà di<br />
espressione” e hanno dichiarato che la legge in questione sarebbe<br />
discriminatoria nei confronti degli eterosessuali che subiscono<br />
violenze analoghe a quelle denunciate dagli omosessuali.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
proposta legislativa era stata presentata, da Ivan Scalfarotto come<br />
primo firmatario, nel mese di agosto, ma la discussione è stata poi<br />
fatta slittare a settembre e, nel frattempo, il testo ha<br />
subìto alcune modifiche da parte della Commissione giustizia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Noi<br />
guardiamo alle questioni che riguardano la vita delle persone gay,<br />
lesbiche e transessuali&#8230;E in questo caso, il risultato ci piace<br />
fino a un certo punto”, sostiene Flavio Romani, Presidente<br />
dell&#8217;Arcigay, riferendosi al nuovo testo della legge che ha a che<br />
fare con la legge Mancino. Nel testo proposto inizialmente veniva,<br />
infatti, punito “l&#8217;incitamento alla discriminazione o alla violenza<br />
per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o fondati<br />
sull&#8217;omofobia o transfobia”; oggi, invece, sembra che si voglia<br />
eliminare l&#8217;Art.3 della legge Mancino, ovvero l&#8217;aggravante di<br />
omofobia e transfobia.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
fronte cattolico si impunta e chiede l&#8217;introduzione di una clausola<br />
per chi si dichiara  favorevole solamente ai rapporti eterosessuali:<br />
la clausola dovrebbe salvaguardare queste persone dall&#8217;essere<br />
perseguite per le proprie opinioni. PD e Sel promettono, invece, un<br />
emendamento che reinserisca nel testo l&#8217;aggravante per omofobia e<br />
transfobia.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Insomma,<br />
il cammino di questa legge è ancora contorto e difficile e lontano risulta, in Italia, il riconoscimento dei diritti civili per<br />
le coppie omosessuali.
</div>
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