<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>trip Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/trip/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/trip/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Sep 2016 07:03:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>trip Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/trip/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>“ Hate crimes in Europe!”: Una storia dal Nord/A story from the North</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/29/hate-crimes-in-europe-una-storia-dal-norda-story-from-the-north/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/29/hate-crimes-in-europe-una-storia-dal-norda-story-from-the-north/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 07:03:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Hate Crimes in Europe!]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cella]]></category>
		<category><![CDATA[circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Islanda]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[jail]]></category>
		<category><![CDATA[journalism]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrants]]></category>
		<category><![CDATA[migration]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[photograph]]></category>
		<category><![CDATA[picture]]></category>
		<category><![CDATA[police]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[prigione]]></category>
		<category><![CDATA[religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti]]></category>
		<category><![CDATA[trip]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[vilenza]]></category>
		<category><![CDATA[violence]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Women]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=7027</guid>

					<description><![CDATA[<p>  di Cinzia D&#8217;Ambrosi &#160; “Seduti in un caffè tra le persone locali e turisti, noi tre sembriamo piuttosto in contrasto con il resto delle persone che ci circondano”. L. e sua madre hanno&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/29/hate-crimes-in-europe-una-storia-dal-norda-story-from-the-north/">“ Hate crimes in Europe!”: Una storia dal Nord/A story from the North</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: large;">di Cinzia D&#8217;Ambrosi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size: large;">Seduti in un caffè tra le persone locali e turisti, noi tre sembriamo piuttosto in contrasto con il resto delle persone che ci circondano”. L. e sua madre hanno accettato di incontrarmi. Questa volta per condividere la loro storia. Sono in Islanda da 40 giorni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">&#8220;Lasciare il proprio Paese, i legami e la casa è una decisione difficile. Diventa veramente dolorosa se la scelta di lasciare la propria casa e il proprio Paese e&#8217; per sopravvivenza. Quando siamo stati scoperti di essere praticanti cristiani, nel nostro Pese d&#8217;origine, in Iran, siamo dovute scappare. “ Avevamo una casa. Stavo studiando all&#8217;università. Un giorno, il governo ha scoperto che siamo cristiani. Non abbiamo avuto altra scelta che quella di fuggire. &#8220;L. racconta.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">La loro partenza improvvisa le ha portate in Grecia. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Spinte dal desiderio di essere aiutate, si sono rivolte alla polizia. Invece questa le separa immediatamente e le mette in prigione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a name="tw-target-text"></a><span style="font-size: large;">La sorella di L., che è minorenne, viene messa nella stessa cella degli adulti. La loro esperienza e&#8217; orribile: la polizia si rifiuta di dare alcuna spiegazione. l&#8217;unica cosa detta è che, non essendo siriane, non hanno diritto ad alcun aiuto. La salute della madre di L. continua a peggiorare in quanto le sue medicine le vengono portate via. Intanto, L. prosegue: “nella stessa cella c&#8217;erano anche donne con dipendenze. Mia sorella minorenne ha visto cose che non avrebbe dovuto vedere. Oggi lei sta avendo difficoltà psicologiche. &#8216;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">La cella è in un piano sotterraneo “Il peggio era non potere vedere la luce del sole. Per un mese intero non abbiamo visto la luce del giorno. Anche il cibo era scarso.”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Poi, un giorno, vengono portate fuori a firmare alcune carte e anche se non capiscono il contenuto, vengono costrette a firmare. Dopodiche&#8217; vengono lasciate andare. Si rendono conto della necessita&#8217; di lasciare il Paese e vengono messe in contatto con un uomo che ha organizzato la loro fuga. Vengono nascoste in un camion che trasporta angurie. Per due giorni si nascondono, senza cibo e né alcuna idea di dove il camion le sta portando. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Infine, si trovano fuori da un aeroporto. Lì vengono dati loro dei vestiti per cambiarsi e i passaporti. Solo quando l&#8217;areo atterra e scendono scoprono di essere in Islanda.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Oggi sono in attesa di sentire dal governo islandese la decisione sul loro caso mentre L. spiega che e&#8217; grata di essere viva, ma vorrebbe tanto poter studiare o lavorare. Purtroppo non ha il permesso. Purtroppo, &#8220;la gente pensa di te che sei diversa soltanto perché sei un richiedente asilo&#8221;.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7028" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7028" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (555)" width="854" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 854w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" /></a></p>
<p>August 2016. L. has been in the coutry for 4 weeks.</p>
<p>Agosto 2016. L. e&#8217; in Islanda da 4 settimane</p>
<p><span style="color: #000000;">Image c</span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><a href="http://www.cinziadambrosi.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #000000;"><span lang="zxx">opyright © Cinzia D’Ambrosi</span></span></a></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span lang="zxx">Le iniziali del nome sono state cambiate per rispettare la richiesta di anonimato. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p><span style="font-size: large;"><b>A story from the North</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Early morning, sitting in a coffee shop among locals and holiday goers, the three of us seemed rather at odds with the rest of the people surrounding us. L. and her mother had agreed to meet me. This time to share their story. They had arrived in Iceland 40 days earlier. </span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size: large;">Leaving one&#8217;s country, connections and home is a difficult decision. It becomes really painful if you have not choice but to leave your home and country for survival. When you have been discovered to be a practising Christian in Iran, you have no choice but to leave. We had a home, I was studying at University. One day, the government finds out that we are Christians. We had no choose but to leave” L. recounts.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Their sudden departure took them to Greece. It did not occur to them that they would not be believed or that they would have faced detention and harsh treatment. Their genuine need for help led them to immediately report to the police and plead for their help. However, they were immediately separated and put in jail. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">L.&#8217;s sister, who is a minor was put in the same cell as everybody else. They had an horrible time. No one would tell them why they were detained. They were only told that they were not Syrians and so they did not need any help. They were kept in detention without any information. L.&#8217;s mother&#8217;s health deteriorated as her medicines were taken away from her.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">L&#8217;s continues: &#8216;In the same cell, they were women with addictions. My sister witnessed things she should have been spared of. Today she is having psychological difficulties.&#8217; </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">The cell was on a basement &#8216;The worst was not being able to see sunlight. For an entire month we did not see daylight. We hardly had any food.&#8217;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Then, one day they were taken out and told to sign some papers. Even if they had no idea of the content, they were forced to. They were left to go after that. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">They realised that they had to leave the country to be able to have any future. A man arranged for them to hide in a truck carrying watermelons. For two days they hid, without any food or any idea of where they were heading to they stayed on this truck. Finally, they were outside an airport. they were given some clothes to change into and passports and told that once they would arrive to destination, they would need to head to the police and explain what has happened to them. They passed the control and boarded a plane. Only when they landed, they found out that they were in Iceland. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Today, they are waiting to hear from the Icelandic government its decision on their case. In the meantime, L. explains that she is sad that she spends days just waiting, when she could be studying or working. She has been told she is not allowed to. Sadly she says “people thinks of you as being different because you are an Asylum seeker”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><span lang="zxx"> </span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/29/hate-crimes-in-europe-una-storia-dal-norda-story-from-the-north/">“ Hate crimes in Europe!”: Una storia dal Nord/A story from the North</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/29/hate-crimes-in-europe-una-storia-dal-norda-story-from-the-north/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il bambino magico: un bimbo albino dall&#8217;Africa all&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/16/il-bambino-magico-un-bimbo-albino-dallafrica-allitalia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/16/il-bambino-magico-un-bimbo-albino-dallafrica-allitalia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2016 07:49:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[africani]]></category>
		<category><![CDATA[albini]]></category>
		<category><![CDATA[albino]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[book]]></category>
		<category><![CDATA[borders]]></category>
		<category><![CDATA[bullism]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[children]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[confini]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[discrimination]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[family]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrants]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[novel]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[school]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[society]]></category>
		<category><![CDATA[trip]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6611</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questa storia inizia in una notte africana, sotto l&#8217;albero delle parole. C&#8217;è un bambino che si chiama Gora, è figlio di Ibrahima Diop il lottatore e, tra le braccia, regge un neonato con la&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/08/16/il-bambino-magico-un-bimbo-albino-dallafrica-allitalia/">Il bambino magico: un bimbo albino dall&#8217;Africa all&#8217;Italia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="id_57b1d8481aabb7779316576" class="text_exposed_root text_exposed">Questa storia inizia in una notte africana, sotto l&#8217;albero delle parole. C&#8217;è un bambino che si chiama Gora, è figlio di Ibrahima Diop il lottatore e, tra le braccia, regge un neonato con la pelle bianca come il latte di capra. È uno zeruzeru: un africano albino. Una sventura. Un bambino magico. Ma per Gora è soltanto Moussa, suo fratello<span class="text_exposed_show">: un bambino nero e la sua ombra bianca. Ai loro giochi selvaggi si unisce Miriam, che preferisce le corse sfrenate alle bambole di stracci. È testarda, disobbediente e visionaria. Miriam è il primo amore, vissuto con la convinzione assoluta dei bambini, accompagnato dalla promessa folle dell&#8217;indissolubilità: insieme, noi tre, sempre. Miriam è il desiderio che spinge a infrangere i divieti, che allarga l&#8217;orizzonte delle avventure, oltre il perimetro del villaggio, oltre il confine dell&#8217;Africa e dell&#8217;infanzia. Fino all&#8217;Europa, all&#8217;Italia, alle strade di una Milano distratta, dove, ventenni, approdano come migranti, stranieri, ultimi tra gli ultimi. </span></div>
<div class="text_exposed_root text_exposed"></div>
<div class="text_exposed_root text_exposed"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/Il-bambino-magico-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6612" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6612" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/Il-bambino-magico-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Il-bambino-magico-2" width="200" height="307" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/Il-bambino-magico-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/Il-bambino-magico-2-195x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 195w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></div>
<div class="text_exposed_root text_exposed"></div>
<div class="text_exposed_root text_exposed"></div>
<div class="text_exposed_root text_exposed"><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> ha intervistato per voi l&#8217;autrice, Maria Paola Colombo, e la ringrazia moltissimo.</div>
<div class="text_exposed_root text_exposed"></div>
<div class="text_exposed_root text_exposed"></div>
<div class="text_exposed_root text_exposed"></div>
<div class="text_exposed_root text_exposed">
<p align="JUSTIFY">Moussa è un bimbo africano albino: nel libro è considerato “magico”, ma è anche vero che nella realtà sono discriminati?</p>
<p align="JUSTIFY">In alcune parti dell’Africa gli africani albini, chiamati zeruzeru, non sono solo discriminati, ma anche perseguitati. Si ritiene che siano figli del diavolo e che la loro carne abbia poteri magici, vengono dunque cacciati, uccisi e smembrati per ricavare pozioni curative.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel romanzo Moussa ha la fortuna di nascere in un piccolo villaggio dove la comunità si stringe intorno a lui, lo accoglie e lo protegge. Ugualmente il bambino albino è un figlio difficile da accettare, un compagno di gioco discriminato. Attraverso la diversità di Moussa volevo raccontare, più in generale, la fatica di ogni diversità, ma, anche, il potere magico e liberatorio di chi è diverso: Moussa è il personaggio più libero e coraggioso del romanzo, fortificato dal suo essere oltre le aspettative e gli schemi di pensiero.</p>
<p align="JUSTIFY">Miriam, forse, è un nome che non è stato scelto a caso: cosa rappresenta la figura femminile in questa storia?</p>
<p align="JUSTIFY">Miriam è il motore narrativo di tutto il romanzo: Miriam è il desiderio che spinge a spostare i confini oltre i limiti del villaggio, fino al fiume, alla Città sul mare e, da ultimo, oltre l’Africa. E’ una bambina visionaria e ribelle che preferisce le corse sfrenate alle danze, i coltelli al pestello per macinare il miglio. Miriam si sottrae al destino che è stato di sua madre e, prima ancora, della madre di sua madre: quello di essere moglie e, a sua volta, madre. Ci arriverà alla fine del romanzo, ma per una strada diversa, tutta sua.</p>
<p align="JUSTIFY">Dovete sapere che la seconda parte del romanzo è stata interamente riscritta: nella prima versione il trauma della migrazione spegneva completamente il cuore di Miriam e la storia volgeva verso un ripiegamento. Ho sentito il bisogno di capire come fosse accaduto e ho capito che tutto dipendeva da lei, dalla sua rinuncia a lottare. Perché la mia Miriam così indomabile si era arresa? Non erano soltanto gli eventi tragici in cui si era imbattuta ad averla sconfitta ma, piuttosto, il senso di colpa: Miriam aveva cominciato a pensare che tutto ciò che le era accaduto fosse la giusta punizione per aver tradito la storia della sua gente, per aver desiderato e cercato per sé una strada diversa da quella delle donne che l’avevano preceduta. Quando l’ho capito ho cominciato a riscrivere ogni pagina, perché Miriam (e io con lei) potesse superare il senso di colpa e diventare l’inizio di una nuova stirpe di uomini e di donne.Certo il nome Miriam non è un caso. Come non lo è il nome di Beppe, abbreviativo di Giuseppe. Nel disegno dei nomi c’è l’idea di una rifondazione dell’umanità che può iniziare da capo in ogni bambino che nasce: un’umanità attraversata dalla luce del divino, ogni volta che gli uomini e le donne hanno il coraggio di amare, oltre ogni logica.</p>
<p align="JUSTIFY">Si tratta di un racconto di formazione: quali sono le tappe fondamentali della crescita dei protagonisti? E quali i legami con l&#8217;attualità?</p>
<p align="JUSTIFY">Che domandona.</p>
<p align="JUSTIFY">La scelta di non indicare in quale parte di Africa sia ambientata la prima parte del romanzo (anche se sono evidenti i riferimenti al Senegal) nasce principalmente dal fatto che c’è un piano simbolico in cui l’Africa rappresenta l’infanzia, non solo dei protagonisti, ma di ciascuno di noi: il tempo delle infinite impossibilità, dell’immaginazione e dell’incoscienza della morte. L’arrivo a Milano segna la fine di questo tempo, rappresenta l’inizio dell’età adulta con le sue disillusioni e le molte difficoltà.</p>
<p align="JUSTIFY">In questo senso <em>Il bambino magico</em> è una storia di migrazione nella misura in cui racconta l’uomo in cammino, l’uomo che diventa adulto accogliendo l’idea dei propri limiti ed esplorando la vastità delle proprie risorse, misurandosi con la perdita e la malvagità, affrontando la necessità di passare al vaglio della realtà gli insegnamenti che ha ricevuto, perché, da convinzioni inconsapevoli, si facciano scelte di vita.</p>
<p align="JUSTIFY">Il bambino magico di questo romanzo non è solo Moussa, l’africano albino. Ci sono molti bambini magici, uno per ogni personaggio della storia. Siamo tutti astronavi guidate dal bambino che siamo stati: la qualità della nostra vita adulta dipende dalla nostra infanzia e dal dialogo che sappiamo instaurare con il nostro bambino interiore. I grandi uomini sono coloro che, pur avendo sperimentato la durezza della vita, conservano i poteri magici dell’infanzia: il senso della possibilità, la capacità di sbagliare senza abbattersi (solo attraverso l’errore, provando e riprovando si impara) e l’attitudine a chiedere aiuto.</p>
<p align="JUSTIFY">Per quanto riguarda l’attualità, i temi che attraversano il romanzo sono davvero moltissimi: la migrazione, la condizione della donna, il bullismo e l’individualismo delle società occidentali sono solo alcuni.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/08/16/il-bambino-magico-un-bimbo-albino-dallafrica-allitalia/">Il bambino magico: un bimbo albino dall&#8217;Africa all&#8217;Italia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/16/il-bambino-magico-un-bimbo-albino-dallafrica-allitalia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
