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	<title>Tryvon Martin Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Il caso Tryvon Martin</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jul 2013 04:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo negli Stati Uniti del 2012: eppure ancora qualcosa non va. Un giovane nero &#8211; si saprà poi che aveva 17 anni &#8211; cammina, con il cappuccio di una felpa in testa e le&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>
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<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Siamo<br />
negli Stati Uniti del 2012: eppure ancora qualcosa non va.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
giovane nero &#8211; si saprà poi che aveva 17 anni &#8211; cammina, con il<br />
cappuccio di una felpa in testa e le mani in tasca, nel quartiere<br />
bianco di Sanford, in Florida. E&#8217; il 27 febbraio dell&#8217;anno scorso,<br />
ed è sera. Il ragazzo si chiama Tryvon Martin, frequenta la scuola e<br />
gioca in una squadra di football; ma quella sera, incrocia il passo<br />
di George Zimmermann, un ventottenne autoproclamatosi “capitano<br />
della guardia di quartiere”. Zimmermann, vedendo il ragazzo<br />
incappucciato, chissà perchè si insospettisce, pensa che sia uno<br />
spacciatore e inizia a seguirlo. Martin, intanto, è al telefono con<br />
un&#8217;amica alla quale dice di sentirsi pedinato da qualcuno e gli<br />
consiglia di scappare: il ragazzo comincia a farlo, la guardia teme<br />
che sia armato (solo perchè continua a tenere l&#8217;altra mano in<br />
tasca), i due si ritrovano faccia a faccia. Comincia una<br />
colluttazione, Zimmermann ha una pistola e spara. Arrivano i<br />
soccorsi, ma è troppo tardi: Tryvon è morto a soli 17 anni. Nelle<br />
sue tasche sono state trovate caramelle e una bottiglia di the<br />
alla pesca.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
vicenda di Tryvon Martin ha assunto dimensioni planetarie perchè<br />
conferma quanto lavoro c&#8217;è ancora da fare per abbattere stereotipi,<br />
pregiudizi, razzismo e violenza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
genitori del ragazzo hanno lanciato una petizione online, pochi<br />
giorni dopo la sua uccisione, per chiedere giustizia. Durante la<br />
marcia a New York del 21 marzo 2012 chiamata “Million Hoodie March”<br />
(composta da migliaia di persone con un cappuccio in testa che<br />
scandivano slogan tra cui “Il prossimo sono io?”) la madre di<br />
Tryvon, Sybrina Fulton, ha detto: “ Questa non è una questione tra<br />
bianchi e neri. Questa è una questione di giusto e sbagliato. Nostro<br />
figlio è vostro figlio”. E le ha fatto eco il Presidente Obama che<br />
ha affermato, rivolgendosi ai genitori della vittima: “Se avessi un<br />
figlio, avrebbe il suo stesso aspetto”. Eppure un ragazzo nero con<br />
una felpa &#8211; nell&#8217;Occidente emancipato, capistalista, libero e<br />
democratico &#8211; viene ancora preso per uno spacciatore e niente di<br />
più. E viene ucciso. Anche se, nel manuale della guardia di<br />
quartiere si legge: “ Deve essere ricordato ai membri che loro non<br />
hanno poteri di Polizia e, quindi, non devono portare con sé armi né<br />
possono fare inseguimenti”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
sociologo Zygmut Baumann , nel suo saggio intitolato “Paura<br />
liquida” scrive: “Paura è il nome che diamo alla nostra<br />
incertezza: alla nostra ignoranza della minaccia, o di ciò che c’è<br />
da fare &#8211; che possiamo o non possiamo fare &#8211; per arrestarne il cammino<br />
o, se questo non è in nostro potere, almeno per affrontarla&#8230;La<br />
generazione meglio equipaggiata di tutta la storia umana è anche la<br />
generazione afflitta come nessun’altra da sensazioni di insicurezza<br />
e di impotenza.” (…) Il paradosso nell’analisi della paure<br />
diffuse che, nate e alimentate dall’insicurezza, saturano la vita<br />
liquido-moderna è che viviamo senza dubbio &#8211; per lo meno nei paesi<br />
sviluppati &#8211; nelle società più sicure mai esistite&#8230;I messaggi che<br />
arrivano dai luoghi del potere politico, propongono più flessibilità<br />
come unico rimedio a un livello già intollerabilie di insicurezza,<br />
prospettando ulteriori sfide e una maggiore privatizzazione dei<br />
disagi: in ultima un’insicurezza ancora minore (…). Incitano<br />
all’incolumità individuale, in un mondo sempre più incerto e<br />
imprevedibile e dunque potenzialmente pericoloso”: ormai la cultura<br />
della paura ha invaso le nostre società e modificato i nostri<br />
pensieri e gli stili di vita. La paura causa necessità di sicurezza<br />
e questa  si tramuta in volontà di controllo. Ogni singola minaccia,<br />
vera o presunta, scatena aggressività e autodifesa.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E<br />
proprio appellandosi al diritto di legittima difesa, in quanto si<br />
sentiva minacciato dal ragazzino, Zimmermann, quasi a un anno di<br />
distanza dall&#8217;accaduto, è stato assolto.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
genitori potranno rivolgersi ad un tribunale civile, mentre le<br />
autorità dovranno decidere se avviare un procedimento federale.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;opinione<br />
pubblica, non solo quella americana, ha già espresso il proprio<br />
parere: tantissime persone, infatti, sono scese in piazza per<br />
manifestare di nuovo contro la decisione della giuria della Florida mentre anche molti giornalisti e intellettuali si interrogano sul significato<br />
di quanto è successo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
</div>
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