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	<title>turni Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Schiavi di un dio minore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 09:08:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Schiavi di un dio minore è il titolo del saggio scritto da Giovanni Arduino e Loredana Lipperini (Utet). &#160; &#160; Gli schiavi di un dio minore vivono tra noi, anche se non li vediamo. Ne&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Schiavi di un dio minore</em> è il titolo del saggio scritto da Giovanni Arduino e Loredana Lipperini (Utet).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/cover.SCHIAVI-220x345.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7579" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/cover.SCHIAVI-220x345.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="cover-schiavi-220x345" width="220" height="344" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/cover.SCHIAVI-220x345.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 220w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/cover.SCHIAVI-220x345-192x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 192w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="content">
<p class="p2">Gli schiavi di un dio minore vivono tra noi, anche se non li vediamo. Ne rimangono tracce sui giornali: il trafiletto su un bracciante morto di stenti in un campo di raccolta, l’editoriale sui magazzinieri che collassano a fine turno. Quelli che invece vivono lontani sono ridotti a numeri, statistiche: il tasso di suicidi nelle aziende asiatiche dove si producono a poco prezzo i nostri nuovi device, la paga oraria delle operaie cinesi o bengalesi che rendono così economici i nostri vestiti. D’altra parte si sa, l’abbattimento dei prezzi, senza intaccare i guadagni, si ottiene sacrificando i diritti e a volte la vita dei lavoratori, a Dacca come a Shenzhen o ad Andria.</p>
<p class="p2">Ma non si tratta solo di delocalizzare o impiegare manodopera immigrata. Dove manca il padrone, c’è lo schiavismo autoinflitto dei freelance, che sopravvivono al lordo delle tasse, senza ferie pagate, contributi, tempo libero. Indipendenti, sì, ma incatenati alle date di consegna e al giudizio insindacabile dei committenti, ai loro tempi biblici di pagamento.</p>
<p class="p3">Raccogliendo le storie, le  voci soffocate,  Giovanni Arduino e Loredana Lipperini smascherano gli inganni del nostro tempo, in cui la vita lavorativa si fa ogni giorno più flessibile, liquida, arresa: se la struttura legislativa del lavoro si smaterializza, tornare a parlare di corpi, a far parlare le persone, è un modo per non rassegnarsi e resistere.</p>
<p class="p3">
</div>
<p><strong><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em></strong> ha rivolto alcune domande a Giovanni Arduino. Ecco a voi le sue gentili risposte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #500050;"><span style="color: #000000;">L&#8217;abbattimento del costo delle merci prevede la negazione di alcuni diritti fondamentali: può farci alcuni esempi?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div><span style="color: #000000;">Qui si parla della negazione di tutti i diritti, non di qualcuno a caso. L&#8217;abbattimento a oltranza del costo delle merci e della loro distribuzione trasforma i lavoratori in schiavi, senza nessuna distinzione possibile.</span></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span style="color: #000000;">Nel libro si parla di &#8220;schiavismo autoinflitto&#8221;. In cosa consiste?</span></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div>
<p><span style="color: #000000;">Si tratta soprattutto (ma non solo) di quello relativo ai lavori intellettuali, dove per raggiungere certi risultati e rispettare certe consegne molto strette si diventa di fatto schiavi di se stessi, imponendosi ritmi disumani.</span></p>
</div>
<div></div>
<div>
<p><span class="im"><span style="color: #500050;"><span style="color: #000000;">Com&#8217;è possibile rimettere la &#8220;persona&#8221; al centro delle riflessioni sull&#8217;economia e sul mercato del lavoro?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Finché non si costituirà un senso di comunanza e condivisione tra i lavoratori, finché non finirà questa specie di &#8220;guerra tra poveri&#8221; dove si punta sempre il dito contro chi è messo un po&#8217; meglio di noi, temo che qualunque soluzione risulti impraticabile.</span></p>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p><span class="im"><span style="color: #500050;"><span style="color: #000000;">Può anticipare ai nostri lettori un paio di storie e avete raccolto e commentarle?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Forse è meglio leggere direttamente il libro. Perché si tratta appunto non di un saggio sul lavoro, né io né Loredana avremmo avuto gli strumenti o l&#8217;autorevolezza per scriverne uno, ma di una raccolta di moltissime storie, dal magazziniere di Amazon all&#8217;operaia tessile di Dacca. La nostra è un&#8217;istantanea sulla situazione di oggi, che sembra peggiorare senza che una via d&#8217;uscita si profili all&#8217;orizzonte.</span></p>
</div>
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		<title>Primo maggio, festa dei lavoratori: cosa si festeggia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 06:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Picchetti, scioperi, blocchi, manifestazioni: per chiedere lavoro, per chiedere tutela. Questa è l&#8217;Italia, oggi. Un esempio per tutti: i centri logistici intorno a Milano sono in tumulto; Ikea, Esselunga, la società di spedizioni TNT,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/la-parte-degli-angeli-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><br /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/IKEA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/IKEA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Picchetti,<br />
scioperi, blocchi, manifestazioni: per chiedere lavoro, per chiedere<br />
tutela. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questa è<br />
l&#8217;Italia, oggi.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
esempio per tutti: i centri logistici intorno a Milano sono in<br />
tumulto; Ikea, Esselunga, la società di spedizioni TNT, Coop sono<br />
solo alcune aziende in cui i lavoratori si stanno battendo per vedere<br />
affermati i propri diritti.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
riporta Antonello Mangano nella sua inchiesta per Terrelibere.org<br />
intitolata “Cosa succede dentro Ikea? La denuncia dei lavoratori<br />
migranti”, del 27 marzo scorso (ma la protesta in alcuni poli<br />
dell&#8217;azienda svedese e in altre è ancora in corso), una delle più<br />
imponenti manifestazioni, da parte dei lavoratori, è stata<br />
organizzata anche a Piacenza, dove è situato il grande magazzino<br />
Ikea che serve i mercati di Svizzera, Italia e Mediterraneo<br />
orientale. Qui lavorano persone che vengono dall&#8217;Egitto, dal Pakistan<br />
e dall&#8217;Albania, ma non sono assunti direttamente: il loro operato è<br />
in subappalto ed è gestito da cooperative che, cambiando<br />
continuamente nome, riescono ad evadere il pagamento dei contributi<br />
pensionistici. Ma non è soltanto un problema di pensione: i<br />
lavoratori denunciano di essere sottopagati (7,90 euro lordi), di<br />
lavorare in condizioni ambientali inaccettabili, di essere sottoposti<br />
a turni massacranti. E non mancano episodi di venato razzismo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mohamed<br />
Arafat, leader degli scioperi alla TNT, ha affermato: “Noi siamo<br />
stranieri di passaggio, ma lottiamo anche per gli italiani” e gli<br />
immigrati &#8211; che come gli italiani devono mantenere le famiglie,<br />
pagare l&#8217;affitto della propria casa, mandare i figli a scuola &#8211; hanno<br />
avuto la solidarietà da parte dei centri sociali, da piccoli<br />
sindacati indipendenti, da studenti e attivisti. Il caso TNT è<br />
andato a buon fine come Ikea che ha reintegrato otto lavoratori.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche il<br />
Cinema, qualche volta, può testimoniare la realtà. Lo scorso<br />
novembre è stato presentato al Festival di Torino il nuovo lavoro di<br />
Ken Loach, da sempre attento ai diritti civili e, in particolare, al<br />
diritto al lavoro. Il film, dal titolo in italiano <i>La<br />
parte degli angeli, </i>è<br />
ambientato a Glasgow e narra di tre teppisti condannati a svolgere<br />
lavori socialmente utili per avviare un percorso di riscatto, anche<br />
umano. Il genere e lo stile sono quelli propri della commedia, ma &#8211;<br />
come spesso accade nel cinema del grande vecchio britannico &#8211; si<br />
tratta di una commedia sarcastica e graffiante che fa riflettere<br />
sulla crisi economica (nel passato come nel presente) e sulle<br />
conseguenze che condizionano scelte e  comportamenti.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Al<br />
suo arrivo a Torino, Loach è stato accolto da un gruppo di<br />
manifestanti che hanno srotolato uno striscione con scritto:<br />
“Vogliamo il pane, ma anche le rose” , in riferimento ad uno dei<br />
più celebri film del regista <i>Bread<br />
and roses</i>,<br />
a sua volta tratto da una citazione di Rosa Luxenburg. E, da parte<br />
sua, il cineasta ha rifiutato il Premio Gran Torino, perchè: “ I<br />
premi sono importanti, il rispetto del lavoro ancor di più. Mi<br />
dispiace per il festival, ma più che i festival sono importanti le<br />
persone, i lavoratori che hanno un salario da fame. Questo, e<br />
l&#8217;esternalizzazione, sono il vero problema”.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ken<br />
Loach ha incontrato anche alcuni lavoratori precari della cooperativa<br />
Rear, addetti al Museo del Cinema: tra questi Federico Altieri,<br />
licenziato per aver indossato una maglietta con scritto “Adesso<br />
sospendeteci tutti” dopo che aveva visto una collega licenziata<br />
anche lei dopo 11 anni per aver protestato contro condizioni pessime<br />
di lavoro. Loach,a questo proposito, ha affermato: “La mia<br />
generazione, negli anni &#8217;60, parlava di crisi del capitalismo e<br />
pensava a una rivoluzione immediata, che poi non c&#8217;è stata. Questo<br />
però è il momento giusto: dobbiamo organizzarci perchè stanno<br />
scardinando quegli elementi che rendono una società civile. Nel mio<br />
Paese si toglie il sostegno ai disabili, gli ospedali sono<br />
sovraffollati e in mano a multinazionali, i ragazzi sono costretti a<br />
stare a casa: sono stati distrutti gli standard della vita civile.<br />
Ora serve un modello economico. E&#8217; urgente trovarlo”.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Federico<br />
e i suoi colleghi hanno ricordato che guadagnavano 5,16 euro all&#8217;ora.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/la-parte-degli-angeli-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/la-parte-degli-angeli-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/-zl54ofeIRMk/UYDL0JJrz1I/AAAAAAAAAtY/D5Msgk_QEOU/s1600/KEN+LOACH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="212" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/KEN-LOACH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Ken Loach</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
</div>
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