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	<title>umani Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Macerie: l&#8217;impegno dei pacifisti israeliani per la causa palestinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 05:16:00 +0000</pubDate>
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<a href="http://2.bp.blogspot.com/-ICkbC07akt4/VaYICibL-LI/AAAAAAAAC6U/9Qkypc9dTRo/s1600/maceriemarino.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="320" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/maceriemarino.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="229" /></a></div>
<p>Intrecciando cronaca e letteratura, Miriam Marino racconta l’impotenza dei pacifisti israeliani, sullo sfondo delle due Intifade, il cui impegno si assottiglia e s’infrange contro il muro dell’odio e dei grandi interessi. Nessuno spazio di vita è esente dal dolore. Tikva, la protagonista, però, ha scelto il suo campo. E un “dolore diverso” da quello che l’attanaglia da mesi la raggiunge a Hebron. La bellezza di Jamal la colpisce “come un pugno allo stomaco”, portando per un attimo l’illusione di poter chiudere la porta all’angoscia. Ma la parola “Tajush”, che in arabo vuol dire “insieme”, non sarà per domani. E nell’epilogo del romanzo, lucido e intenso come l’impegno dell’autrice per la causa palestinese, emerge una “dolorosa consapevolezza” : il genocidio dei palestinesi continua, “avvolto nella menzogna e nel silenzio” di quel discorso mediatico che dipinge i conflitti a misura dei potenti. Dalla Prefazione di Geraldina Colotti Giornalista de &#8220;Il Manifesto&#8221;</p>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti Umani ha rivolto alcune domande a Myriam Marino e la ringrazia molto.</p>
<p>Un romanzo che parla di attualità: Tikva, la protagonista, cosa rappresenta all&#8217;interno di uno scenario e di una guerra tra due popoli che continua da decenni?</p>
<p>Tikva è come un ponte tra due realtà, due culture, due punti di vista. E’ cresciuta credendo di essere ebrea, per di più ha un temperamento mistico e assorbe, come una linfa vitale per la sua spiritualità, gli insegnamenti della religione che crede essere la sua. Ma la sincerità di tale adesione, l’onestà di intenti di Tikva esigono la coerenza del comportamento rispetto all’interiorità, e la giustizia per lei non è una prostituta che può vendersi a chiunque possa pagarla, per questo scopre presto dietro alle chiacchiere vane la vera natura e gli intenti del paese in cui vive, non solo per quanto riguarda i politici e le loro scelte, ma anche la popolazione a partire dai suoi parenti. Quando nella sua vita irromperà la rivelazione sconvolgente  che la inscriverà nella storia palestinese, dopo un trauma iniziale Tikva assumerà su di se anche il carico di questa appartenenza e lo farà con la stessa passione e con la stessa sincerità. Il suo è un percorso di coscienza che la porterà al disvelamento di tutte le menzogne, al guardare negli occhi le vittime, a riconoscere la meschinità e la feroce violenza dell’occupazione israeliana che uccide tortura imprigiona rende la vita impossibile a un popolo intero piangendo e dichiarandosi vittima mentre distrugge, a capire che non c’è una guerra in corso ma un’aggressione sistematica rinnovata ogni giorno e a fare alla fine una scelta di campo. In tutti i momenti della storia Tikva non è mai estranea nè al mondo ebraico nè a quello palestinese,  conosce bene entrambe le anime perciò la sua scelta ha un profondo significato. Ma racchiuso nel suo nome c’è anche un pensiero di speranza, speranza è infatti il significato di Tikva in ebraico. </p>
<p>Uno dei temi principali del libro è quello dell&#8217;identità: vuole anticipare una riflessione?</p>
<p>Noi umani, in genere, abbiamo bisogno  di qualcosa di solido che ci dia sicurezza, che ci racconti chi siamo qual’è la nostra storia, i nostri miti, le  leggi interiori a cui ci dobbiamo attenere, e anche le nostre forme d’arte, la nostra cucina, la lingua, insomma qualcosa di certo che ci identifichi, questo accade quando si assume un’identità. In Terra Santa la faccenda dell’identità è profonda e radicata per questo non ne potevo prescindere scrivendo questa storia, ma l’identità forte di Tikva come  ebrea renderà forte anche la sua scelta e l’identità forte dei giovani palestinesi che vogliono la libertà  nella loro terra renderà ancora più eroiche le loro lotte.<br />Personalmente riconosco una sola identità: quella di umano appartenente al mondo umano, per me è anche troppo, anche se la mia storia personale non mi permette di liberarmi in un colpo solo di appartenenze che comunque mi hanno formato. Questo superamento dell’identità, che a volte può diventare una gabbia, è accennato nel libro a pag 123, quando Avi consola Tikva in preda allo smarrimento, all’indomani della morte del suo amico Shadi. “Se tu fossi soltanto te stessa?” le dice.</p>
<p>Qual è la situazione dei giovani palestinesi oggi? Quali i loro sogni e quali le loro possibilità&#8230;</p>
<p>I giovani palestinesi vivono la tragica situazione dell’occupazione militare israeliana con tutto ciò che questo comporta di sospensione della vita, di checkpoint, di arresti, detenzione amministrativa e quant’altro. Israele si accanisce in modo particolare sui giovani e sui bambini per spezzare la resistenza e il futuro. I genitori dei bambini arrestati subiscono un trauma terribile e i bambini del tutto indifesi nelle mani dei carcerieri subiscono un trauma ancora più grande che condizionerà tutta la loro vita, questo serve a stroncare la resistenza al suo nascere. I loro sogni sono quelli di tutti i giovani, essere liberi, studiare e circolare liberamente, poter viaggiare, non dover chiedere un permesso per ogni sciocchezza, vivere da uomini liberi. I giovani palestinesi sono molto creativi, li troviamo attivi in ogni forma d’arte, a Ramallah ho assistito a uno spettacolo di danza da mozzare il fiato e i danzatori erano bambini e adolescenti, i bambini di Gaza si costruiscono da soli meravigliosi acquiloni con i quali riempiono letteralmente il cielo di colori. Sono bravissimi anche nello sport e sappiamo che cosa fa Israele per stroncare la vita e la carriera dei giovani calciatori. Le loro possibilità ovviamente sono legate alla fine dell’occupazione che spezza qualsiasi iniziativa ogni volta che vuole e blocca qualsiasi manifestazione culturale anche se a carattere internazionale con la partecipazione di artisti  e scrittori da tutto il mondo.</p>
<p>Interessante il rapporto tra Tikva e il padre israeliano: come si sviluppa questa relazione? E che ruolo ha la madre?</p>
<p>Il padre di Tikva è un progressista israeliano, laico e abbastanza razionale per capire dove sono le ragioni e dove i torti, ma manca di empatia, come la maggior parte degli israeliani la sua percezione dei palestinesi è negativa. La paura gioca anche per lui un ruolo fondamentale che si esprime nei vani tentativi di tenere separate madre e figlia. Ha però un alibi: il matrimonio fallito con la madre di Tikva e l’abbandono di costei. Il rapporto tra padre e figlia è sereno fino a che la figlia non scopre la sua seconda identità, nascerà una crisi che si risolverà solo verso la fine della storia quando quest’uomo deciderà di esprimere la parte migliore di se e lasciando vecchi rancori e rimpianti di cui si era nutrito sceglie di avere una nuova relazione con un’attivista pro-Palestina. Il suo rapporto con Tikva è sempre stato superprotettivo in quanto non doveva proteggere solo l’incolumità fisica e psicologica di sua figlia, ma anche il suo equilibrio, la sua interiorità di fronte ai possibili assalti dall’esterno che infatti puntualmente ci saranno. Quando le scelte di Tikva saranno conclamate non avrà più bisogno di mantenere questo controllo. La madre avrà il ruolo di portarla per mano all’interno del suo nuovo mondo e della sua nuova famiglia, di farle scoprire il calore e la dolcezza degli affetti familiari, di mostrarle il lato allegro e tenero della sua nuova vita.</p>
<p>Ci spiega il significato profondo del titolo ?</p>
<p>Non avrei voluto dare a questo libro un titolo così drammatico, ma per quanto ci abbia pensato non ne ho trovato uno più adatto. Le macerie ovviamente non sono solo quelle dei palazzi sventrati di Nablus, dei muri delle case crollati del campo profughi di Jenin, della distruzione dell’areoporto e del porto di Gaza, le macerie sono anche quelle che un’intera popolazione si porterà nel cuore, le macerie sono anche quelle delle persone che hanno perso il loro equilibrio psicologico, sono anche le macerie dell’anima di chi sarà stato distrutto nella propria interiorità dal veleno corrosivo della violenza israeliana e risponderà al suo livello, le macerie sono quelle del futuro che sarà sempre più difficile visualizzare.</p>
<p>Da dove nasce questo suo lavoro?</p>
<p>Questo è il terzo libro in cui scrivo dell’Intifada, ma in questo più che nei precedenti, i quali erano raccolte di racconti in cui scrivevo anche di altri argomenti affini. In questo libro, che essendo un romanzo mi ha dato la possibilità di dispiegare di più nel tempo la storia, racconto anche della prima Intifada che è importante non solo per la lotta esemplare che è stata, ma anche perchè serve per capire lo scoppio della seconda Intifada. Nella seconda Intifada la lotta era diventata disperata e la repressione inenarrabile, inconcepibile disumana. Ne avevo sentite di tutti i colori, ma la seconda Intifada che seguii giorno per giorno, con un carico di morte e distruzione che non sembrava mai finire, mi sconvolse in modo particolare e mi riempì di tristezza, di dolore e di rabbia come non era mai successo prima. Il romanzo nasce dal bisogno di raccontare, di esprimere, di lenire questi forti sentimenti, ma anche dal bisogno di spiegare attraverso una storia che cosa è successo realmente, e che cosa significa occupazione militare israeliana.</p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 643px;">
<tbody>
<tr>
<td width="643">&nbsp;&nbsp;<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;
   </td>
</tr>
</tbody>
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<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consigli di lettura per l&#8217;estate (e non solo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 13:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cari lettori, siamo contenti di comunicarvi che abbiamo una piccola “libreria” per voi. Di seguito trovate un elenco di libri che potete acquistare direttamente dal sito www.peridirittiumani.com con Paypall (carta di credito o bonifico).&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cari lettori,</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
siamo contenti di comunicarvi che<br />
abbiamo una piccola “libreria” per voi. Di seguito trovate un<br />
elenco di libri che potete acquistare direttamente dal sito<br />
<u><a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u><br />
con Paypall (carta di credito o bonifico). Una volta effettuato il<br />
pagamento, inviateci una mail a: <u><a href="mailto:peridirittiumani@gmail.com">peridirittiumani@gmail.com</a></u><br />
con il vostro indirizzo e vi sarà recapitata subito per posta.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Eccovi i libri:</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Mosaikoun &#8211; Voci e immagini per i<br />
Diritti Umani</i> a cura di Alessandra Montesanto  <b>Euro 12,50 </b></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<strong></strong>&nbsp;</div>
<p><b></p>
<div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
<a href="http://2.bp.blogspot.com/-wNZ9XuNlEfI/VaUnvUgbIFI/AAAAAAAAC5U/N9tm6SByPKo/s1600/DSC_0095.JPG?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="214" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/DSC_0095.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<p></b></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Il silenzio e il tumulto, </i>di<br />
Nihad Sirees<i>  </i><b>Euro  15,00</b></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/Il-silenzio-e-il-tumulto-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/Il-silenzio-e-il-tumulto-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
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</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>L&#8217;autunno, qui, è magico e immenso</i>,<br />
di Golan Haji  <b>Euro 10,00</b></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/images-%2868%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/images-%2868%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Ferite di parole – le donne rabe<br />
in rivoluzione</i>, di Leila Ben Salah e Ivana Trevisani   <b>Euro<br />
16,00</b></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/cop-%286%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/cop-%286%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>La vita ti sia lieve – Storie di<br />
migranti e di altri esclusi</i>, di Alessandra Ballerini   <b>Euro<br />
15,00</b></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/cop-%285%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/cop-%285%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Milano, come Lampedusa? Dossier<br />
sull&#8217;emergenza siriana</i>, Pierfrancesco Majorino e Caterina<br />
Sarfatti  <b>Euro 5,00</b></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<strong></strong>&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-kVOEEshTTas/VaUou1dlmjI/AAAAAAAAC58/2cLWb2sVWD8/s1600/novecento_-_extra_-_03_milano_come_lampedusa_web.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="320" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/novecento_-_extra_-_03_milano_come_lampedusa_web.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="211" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Medioriente e Occidente: un equilibrio possibile?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2015 06:02:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Laura Silvia Battaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari amici, l&#8217;Associazione per i Diritti Umani pubblica, oggi, il video dell&#8217;incontro che ha organizzato – nell&#8217;ambito della manifestazione “D(i)RITTI al CENTRO!” &#8211; con la giornalista Laura Silvia Battaglia. Medioriente e Occidente: un equilibrio&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cari<br />
amici,</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
l&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani pubblica, oggi, il video dell&#8217;incontro che ha<br />
organizzato – nell&#8217;ambito della manifestazione “D(i)RITTI al<br />
CENTRO!” &#8211; con la giornalista Laura Silvia Battaglia.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Medioriente<br />
e Occidente: un equilibrio possibile?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tanti<br />
gli argomenti trattati: le basi del terrorismo dell&#8217;Isis, la<br />
situazione in Iraq e Yemen, il ruolo dell&#8217;Iran, la religione<br />
strumentalizzata, la condizione e il ruolo delle donne, la stampa<br />
nazionale e internazionale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ringraziamo<br />
ancora molto Laura Silvia Battaglia per la sua presenza e generosità.</div>
<p><iframe loading="lazy" allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/boZzIeINJZc?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="560"></iframe></p>
<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I diritti civili LGBT in Italia e all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 02:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; “Gay Pride”: molti pensano a parate chiassose e volgari. Invece sono manifestazioni gioiose e colorate che hanno un senso politico e sociale molto preciso: garantire i diritti fondamentali anche alle coppie omosessuali, spezzare&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://2.bp.blogspot.com/-CnX3s0wtv_c/VZtWlj5miEI/AAAAAAAAC4M/L_dxgF-lsns/s1600/pride_milano1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="240" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/pride_milano1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Gay<br />
Pride”: molti pensano a parate chiassose e volgari. Invece sono<br />
manifestazioni gioiose e colorate che hanno un senso politico e<br />
sociale molto preciso: garantire i diritti fondamentali anche alle<br />
coppie omosessuali, spezzare una mentalità chiusa che spesso porta a<br />
comportamenti irrispettosi se non violenti, lasciare libertà di<br />
amare senza pregiudizi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lo<br />
scorso 27 giugno molte persone che fanno parte della grandissima<br />
comunità LGBT sono scese in piazza e hanno avuto modo anche di<br />
festeggiare: sì perchè in Irlanda – Paese a maggioranza cattolica<br />
– è stata approvata una legge che equipara il matrimonio<br />
omosessuale a quello etero e negli Stati Uniti, la Corte Suprema ha<br />
emesso una sentenza che fa Storia, rendendo legale l&#8217;unione tra gay.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
scelta di manifestare a fine giugno risale al 28 del mese del 1969,<br />
quando a New York, allo Stonewall Hill, un bar frequentato da persone<br />
omosessuali, fece irruzione la Polizia per identificare i presenti<br />
perchè, allora, compiere atti omosex era considerato un reato. La<br />
violenza delle forze dell&#8217;ordine scatenò una rivolta. Ieri come<br />
oggi: in Turchia, proprio in occasione della marcia, i manifestanti<br />
sono stati attaccati con gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e<br />
proiettili di gomma: le persone, riunitesi in Piazza Istiklal, hanno<br />
dovuto ripararsi in negozi e altri esercizi pubblici.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
l&#8217;Italia – Paese ancora indietro sui temi dei diritti LGBT –<br />
vogliamo prendere ad esempio la città di Milano dove ha troneggiato<br />
uno striscione con la scritta “I diritti nutrono il pianeta” (per<br />
riprendere lo slogan di Expo). tantissimi i partecipanti e le<br />
associazioni presenti: Arcigay, Amnesty, Uaar. Riportiamo, infine, la<br />
dichiarazione dell&#8217;Assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza: “<br />
Nessuno di noi può imporre all&#8217;altro scelte diverse dalle sue.<br />
Secondo me, Milano è all&#8217;avanguardia rispetto ai diritti ma se non<br />
abbiamo una legge nazionale sui diritti delle coppie gay, questo non<br />
può che essere un Paese arretrato da questo punto di vista. Ma io<br />
sono convinta che la società italiana sia molto più avanti della<br />
classe politica”.
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>La vita non facile dei diritti riscoperti dalle sentenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 04:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Luigi Ferrarella (da “Corriere della sera” 15 maggio 2015) Quanti diritti ci possiamo permettere? Quanti diritti ci possiamo permettere? Quale dose di giustizia può tollerare il nostro assetto sociale ed economico? Fino a&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di<br />
Luigi Ferrarella (da “Corriere<br />
della sera” 15 maggio 2015)</p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Quanti diritti ci possiamo<br />
permettere?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<br />Quanti<br />
diritti ci possiamo permettere? Quale dose di giustizia può<br />
tollerare il nostro assetto sociale ed economico? Fino a pochi anni<br />
fa una domanda simile sarebbe suonata bestemmia. Ora, invece, viene<br />
implicitamente declinata ogni volta che dalle Corti (Corte<br />
costituzionale, Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo,<br />
Corte di cassazione) arriva una sentenza all’incrocio di un<br />
dilemma: adesso tra rivalutazione delle pensioni e vincoli di<br />
bilancio, ma già in passato tra danni dell’inquinamento Ilva alla<br />
salute di Taranto e destino degli operai e dell’acciaio italiano, e<br />
prima tra ritmi giudiziari delle inchieste anticorruzione e invece<br />
esigenze extragiudiziarie di far aprire in tempo Expo 2015, o prima<br />
ancora tra impopolarità del tema carceri e condizioni inumane di<br />
vita di chi sta in prigione. E si può già scommettere riaccadrà<br />
nelle prossime sentenze che scioglieranno nodi sulle questioni di<br />
bioetica, o che metteranno il dito nel contrasto tra irrazionalità<br />
fiscali e esigenze dell’erario, o che incroceranno assetto degli<br />
statali e nuove regole per i dipendenti pubblici.<br />Sotto sotto, è<br />
come se ogni volta ribollisse questo non detto: quanti diritti ci<br />
possiamo permettere? Un retropensiero talmente sdoganato da nutrire<br />
reazioni sempre più insofferenti alle conseguenze di sentenze<br />
ripristinatorie di diritti, che sino a poco tempo fa sarebbero state<br />
percepite come ovvie riaffermazioni (di eguaglianza, dignità, equità<br />
sociale), e che invece adesso vengono vissute quasi come invasioni di<br />
Corti debordanti nel campo della politica, tapina perché<br />
commissariata dallo scippo giudiziario della sua facoltà di decidere<br />
tra più alternative possibili e di imporre questa scelta senza lacci<br />
e lacciuoli.<br />È un’insofferenza che trasuda già dalle parole<br />
usate da governo e parlamentari per definire la sentenza della<br />
Consulta sulle pensioni: «danno alla credibilità del Paese»,<br />
verdetto che «scardina», decisione che (se applicata in toto)<br />
causerebbe conseguenze «immorali». Così, dopo ciascuna di queste<br />
sentenze, sempre più palese scatta il riflesso automatico di non<br />
applicarle, oppure — se proprio non è possibile disattenderle<br />
completamente — almeno di contenerle, di arginarne la portata, di<br />
neutralizzarne gli effetti, di mitridatizzarne le conseguenze.<br />
Plastico l’esempio delle condanne inflitte dalla Corte dei diritti<br />
dell’uomo di Strasburgo all’Italia per le condizioni inumane e<br />
degradanti della detenzione nelle carceri: sentenze alle quali in<br />
questi mesi il governo ha ritenuto di adeguarsi con una legge su<br />
piccoli «rimedi compensativi» (8 euro al giorno per il passato,<br />
oppure lo scomputo di un giorno ogni dieci sulla pena ancora da<br />
scontare) dalle maglie normative però talmente strette che l’85<br />
per cento delle domande avanzate a fine 2014 era stata dichiarata<br />
inammissibile, e soltanto l’1,2 per cento di richieste di<br />
risarcimento era stato accolto. E qualcosa del genere, in attesa che<br />
accada per le pensioni, sta avvenendo già in parte con la legge<br />
sulla tortura, in teoria introdotta sull’onda di un’altra<br />
condanna dell’Italia da parte di Strasburgo (stavolta per il G8 di<br />
Genova), ma in realtà parcheggiata (dopo approvazione in prima<br />
lettura) in un ramo del Parlamento con un testo di compromesso al<br />
ribasso.<br />Cambiano infatti i casi, ma il denominatore comune resta<br />
che la giurisdizione è sottoposta a una pressione sociale molto più<br />
insidiosa di passate grossolane ingerenze politiche: il mordere della<br />
crisi economica, la coperta corta dei bilanci statali, l’urgenza<br />
della disoccupazione, la disabitudine alla ricerca di soluzioni che<br />
non siano vendibili in pochi slogan, il fastidio per ciò che<br />
inevitabilmente complesso non sia tagliabile con l’accetta, tutto<br />
congiura a domandare alle Corti superiori (come in fondo già ai<br />
magistrati nei gradi inferiori) di<br />
subordinare le proprie decisioni a<br />
«compatibilità» con equilibri di volta in volta<br />
politici-sociali-economici e di assumere come parametro la<br />
«sostenibilità» dei propri atti. Con la conseguenza che non sembra<br />
più strano dare esecuzione a queste sentenze soltanto se e nella<br />
misura in cui esse siano compatibili con i bilanci statali, o<br />
appaiano socialmente accettabili, o risultino «digeribili» dalle<br />
esigenze delle imprese, o siano in linea con il momento politico, o<br />
siano empatiche con le emozioni dei cittadini.<br />Il che illumina due<br />
sottovalutazioni. La prima, nel presente, è che il ritardo con il<br />
quale il Parlamento sta mancando di eleggere i due giudici<br />
costituzionali di propria competenza influisce e di fatto altera la<br />
vita della Consulta, dove indiscrezioni attribuiscono ad esempio la<br />
contestata sentenza sulle pensioni al voto con valore doppio del<br />
presidente tra 6 favorevoli e 6 contrari. La seconda<br />
sottovalutazione, in prospettiva, è di quanto la combinazione tra<br />
nuova legge elettorale e nuovo Senato possa sbilanciare, a favore<br />
delle artificiosamente rafforzate maggioranze politiche di turno, le<br />
quote di giudici costituzionali e di componenti laici che spetta al<br />
Parlamento eleggere rispettivamente<br />
alla Consulta e al Consiglio superiore della magistratura.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Libertà di espressione e molto altro: Cecilia Dalla Negra ci parla del World Social Forum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 04:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cecilia Dalla Negra, di Osservatorio Iraq, ci ha parlato del Forum Sociale mondiale che si è tenuto a Tunisi e, in particolare dei settori da lei seguiti : libertà di espressione in Iraq e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/04/09/liberta-di-espressione-e-molto-altro/">Libertà di espressione e molto altro: Cecilia Dalla Negra ci parla del World Social Forum</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cecilia<br />
Dalla Negra, di <i>Osservatorio<br />
Iraq</i>, ci ha parlato del<br />
Forum Sociale mondiale che si è tenuto a Tunisi e, in particolare<br />
dei settori da lei seguiti : libertà di espressione in Iraq e in<br />
altri Paesi, di democrazia e del popolo tunisino dopo l&#8217;attentato al<br />
museo del Bardo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ringraziamo<br />
la giornalista per questo intervento.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
sempre ho partecipato al Forum di Tunisi come <i>Osservatorio<br />
Iraq, </i>insieme<br />
alla delegazione organizzata da “Un ponte per”: con noi c&#8217;era una<br />
vastissima rappresentanza della società civile irachena, con cui<br />
lavoriamo da tanti anni, che ha portato al Forum il suo punto di<br />
vista sulla situazione del Paese oltre a illustrare le tante campagne<br />
che porta avanti da anni per la protezione dell&#8217;ambiente, del<br />
patrimonio culturale, per la libertà di espressione e per i diritti<br />
delle donne. In particolare, ho seguito i lavori che riguardano la<br />
libertà di stampa e di espressione e anche le inziative della<br />
società civile davanti all&#8217;avanzata del terrorismo che è stato un<br />
tema molto presente nel Forum, anche perchè da pochi giorni Tunisi<br />
era stata colpita dall&#8217;attentato.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ci<br />
sarebbe dovuta essere un&#8217;assemblea di convergenza per redigere la<br />
Carta dei movimenti sociali contro il terrorismo, ma su questo non si<br />
è trovato un vasto consenso: la presa di posizione dei movimenti<br />
sociali che si sono riuniti a Tunisi ha avuto, come momento di<br />
denuncia di quanto è accaduto, la manifestazione di apertura del 24<br />
marzo che come slogan aveva: “ Popoli del mondo uniti contro il<br />
terrorismo”. Quel corteo ha espresso anche molti altri contenuti<br />
perchè c&#8217;era la volontà, da parte del popolo tunisino, di ribadire<br />
il proprio percorso per la costruzione della democrazia e, quindi, la<br />
volontà di non far diventare questo attacco terroristico uno<br />
strumento nelle mani del governo per restringere gli spazi di<br />
democrazia per gli attivisti; molti attivisti lo temono perchè il<br />
governo tunisino sta discutendo l&#8217;approvazione della nuova legge<br />
antiterrorismo.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quanto riguarda il Forum c&#8217;è stata una vastissima partecipazione: si<br />
parla di circa 50.000 persone e oltre 4.000 organizzazioni<br />
internazionali da tutto il mondo che non hanno fatto un passo<br />
indietro rispetto al timore di nuovi attacchi. Il clima era molto<br />
sereno e non c&#8217;è stata la militarizzazione che ci aspettavamo.<br />
Moltissimo spazio, quest&#8217;anno, è stato dato ai temi del “climate<br />
change” e, quindi, alla protezione dell&#8217;ambiente e lo slogan era:<br />
“Cambiare il sistema, non cambiare il clima”, un tema declinato a<br />
seconda di quelle che sono le priorità dell&#8217;area del Medioriente e<br />
del Nord Africa.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
è parlato tantissimo di libertà civili, diritti e<br />
autodeterminazione e non sono mancate alcune contraddizioni, nel<br />
senso che la classica apertura a tutti i movimenti del Forum sociale<br />
ha portato frizioni, ad esempio per quanto riguarda l&#8217;attuale assetto<br />
della crisi siriana, tra giovani rivoluzionari e sostenitori del<br />
regime, così come non sono mancati accesi dibattiti tra islamisti e<br />
forze laiche.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Forum si conferma, ancora una volta, un laboratorio sociale<br />
importantissimo e un&#8217;occasione di incontro preziosissima: è stato<br />
estremamente interessante vedere seduti attorno a un tavolo attivisti<br />
iracheni, egiziani, tunisini che si confrontavano, dal loro punto di<br />
vista, su come contrastare il fenomeno del terrorismo di matrice<br />
islamica e l&#8217;avanzata di Daesh, non con risposte militari, ma<br />
attraverso proposte di dialogo e di convivenza. Pur sostenendo e<br />
condividendo la lotta della popolazione curda di di Kobane e<br />
comprendendo il suo diritto a chiedere l&#8217;aiuto militare, la società<br />
civile irachena vorrebbe affrontare alla radice le cause<br />
dell&#8217;adesione all&#8217;estremismo islamico e, cioè: la mancanza di un<br />
sistema di welfare, la scarsità di sistemi di educazione, il<br />
problema dello stato sociale. La proposta è quella di lavorare sul<br />
lungo periodo, sulla cultura, sull&#8217;accessibilità alle risorse,<br />
costruendo piccoli tasselli di convivenza. In particolare, la società<br />
civile chiede di smettere di credere alle rappresentazioni<br />
mediatiche, soprattutto occidentali, che dipingono quello iracheno<br />
come un conflitto settario o confessionale perchè l&#8217;Iraq è sempre<br />
stato un mosaico di civilità, di religioni e di culture che hanno<br />
convissuto in pace: le divisioni settarie, in realtà, sono state<br />
importate dall&#8217;Occidente.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ritornando<br />
alla manifestazione del 24 marzo. La partecipazione internazionale è<br />
stata molto in secondo piano, invece mi ha colpito come la piazza<br />
fosse assolutamente tunisina e ci fosse un popolo molto determinato<br />
nel tenere la testa alta e dire: “Noi non abbiamo paura”. Si<br />
sfilava fino al Museo del Bardo, sotto una pioggia battente, ma la<br />
gente diceva che non aveva paura perchè aveva abbattuto il muro<br />
della paura nel 2011, facendo cadere la dittatura.
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Oltre i tre metri quadri: il nuovo rapporto di Antigone relativo alle carceri</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/03/30/oltre-i-tre-metri-quadri-il-nuovo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2015 03:44:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Colpisce subito un numero: il 100,8%, che si riferisce al tasso di affollamento delle carceri italiane. Si tratta di uno dei tanti numeri che fanno parte delle ricerche svolte per l&#8217;annuale rapporto di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/03/30/oltre-i-tre-metri-quadri-il-nuovo/">Oltre i tre metri quadri: il nuovo rapporto di Antigone relativo alle carceri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/rapporto_antigone-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/rapporto_antigone-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="148" width="400" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Colpisce<br />
subito un numero: il 100,8%, che si riferisce al tasso di<br />
affollamento delle carceri italiane.  Si tratta di uno dei tanti<br />
numeri che fanno parte delle ricerche svolte per l&#8217;annuale rapporto<br />
di Antigone sullo stato degli istituti di pena, quest&#8217;anno intitolato<br />
&#8220;Oltre i tre metri quadri&#8221;.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
testo si legge che i detenuti presenti al 28 febbraio 2015 erano<br />
53.982, di cui il 32% stranieri. Al 31 dicembre 2013 erano invece<br />
62.536. Ad oggi sono dunque 8.554 in meno rispetto a fine 2013.<br />
Antigone sottolinea che questo cambiamento &#8220;non è tuttavia<br />
servito a risolvere completamente il problema del sovraffollamento: i<br />
posti regolamentari in tutte le carceri del Paese sono infatti 49.943<br />
secondo il Dipartimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria (Dap). &#8220;Se<br />
si tiene conto delle detenzioni transitorie &#8211; si legge nel documento<br />
&#8211; il tasso di sovraffollamento potrebbe salire al 118%&#8221;. Sono<br />
poi circa 4.200 i posti inutilizzabili per manutenzione. I reati<br />
L’Italia è tra i Paesi più sicuri al mondo con un tasso di 0,9<br />
omicidi ogni 100mila abitanti, addirittura al di sotto della media<br />
Ue.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dall&#8217;inizio<br />
dell&#8217;anno sono stati regitrati 9 suicidi e 44 i detenuti si sono<br />
tolti la vita nel corso del 2014. Numeri, superiori alla media<br />
europea. Nelle nostre carceri sono inoltre detenuti 14 combattenti<br />
jihadisti.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
rapporto parla anche dei  braccialetti elettronici:  sono duemila<br />
circa quelli in uso oggi e il loro noleggio costa 2,4 milioni di<br />
euro.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
ricerca ha riguardato anche il 41 bis, il carcere duro che viene<br />
commentato con i seguenti dati: &#8220;Nelle carceri italiane, il<br />
numero complessivo di detenuto sottoposti al regime duro del 41 bis è<br />
pari a 725 e, secondo quanto dichiarato dall&#8217;amministrazione<br />
penitenziaria, sarebbero 14 i detenuti accusati o condannati per<br />
terrorismo internazionale jihadista&#8221;.
</div>
<p>Giovanni Torrente, di Antigone, ha così risposto alle nostre domande:</p>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
avete condotto l&#8217;indagine e quali i risultati significativi che<br />
emergono per quanto riguarda il sovraffollamento?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
L’osservatorio<br />
di Antigone opera attraverso diversi strumenti, fra i quali uno dei<br />
più importanti è la visita all’interno degli istituti<br />
penitenziari. Antigone dispone infatti di un’autorizzazione<br />
ministeriale in base alla quale i suoi osservatori hanno la<br />
possibilità di visitare le carceri italiane e, attraverso una<br />
griglia di raccolta dati, verificarne le maggiori criticità.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Accanto<br />
a tale strumento, gli osservatori si avvalgono di informazioni<br />
raccolte tramite testimoni privilegiati, cronache giornalistiche e<br />
confronti con operatori del settore.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Tale<br />
attività quest’anno ha osservato la quotidianità detentiva a<br />
seguito dei provvvedimenti emanati per incidere sul sovraffollamento<br />
penitenziario. Il quadro che ne emerge mostra come, a fronte della<br />
diminuzione del numero di detenuti, non sia significativamente mutato<br />
il clima di tensione all’interno degli istituti. Ciò si deve anche<br />
al fatto che i provvedimenti adottati, pur incidendo<br />
significativamente sul numero di persone recluse, non ha invece<br />
toccato la composizione sociale della popolazione detenuta, che<br />
ancora oggi appartiene in larga parte a gruppi sociali fortemente<br />
marginali.</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un tema<br />
a noi caro: cosa scrive Patrizio Gonnella a proposito degli stranieri<br />
detenuti? E della possibilità, per loro, di professare la religione?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Chiaramente<br />
l’esercizio della propria religione costituisce un problema. Ciò<br />
si deve sia alla mancanza di spazi, sia alle limitate possibilità di<br />
accesso per i ministri del culto di alcune religioni – soprattutto<br />
islamica – sia infine per i pregiudizi culturali che ancora oggi<br />
accompagnano molti operatori della giustizia penale.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
report sono inserite infografiche che permettono di fare un confronto<br />
con la situazione carcaeraria di due anni fa: c&#8217;è stato un<br />
miglioramento? In che modo si dovrebbe intervenire per garantire i<br />
diritti di base ai detenuti?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
dicevo, un miglioramento chiaramente c’è stato. Tuttavia non è<br />
riuscito ad incidere su quei fattori che ancora oggi incidono<br />
pesantemente sulla dignità della pena: dalla fatiscenza dei luoghi<br />
alla inadeguatezza del carcere nell’affrontare le situazioni di<br />
disagio in cui versano molti condannati (tossicodipendenza, malattia<br />
mentale, percorsi migratori irregolari ecc.).
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Gli<br />
interventi necessari sarebbero naturalmente numerosi. La madre di<br />
tutte le riforme dovrebbe essere l’approvazione di un nuovo codice<br />
penale attraverso l’introduzione di un sistema di diritto penale<br />
minimo consono ai principi del garantismo penale. Ciò si<br />
tradurrebbe, tra l’altro, in una differenziazione delle pene, con<br />
la perdita della centralità del carcere a favore di altri strumenti<br />
puntivi (risarcitori, riparativi, interdittivi ecc.) A ciò si<br />
potrebbe accompagnare una riforma dell’ordinamento penitenziario in<br />
senso più favorevole alla tutela dei diritti fondamentali del<br />
condannato e che limiti i meccanismi più infantilizzanti delle<br />
procedure penitenziarie. Infine, occorrerebbe intervenire anche a<br />
livello organizzativo e strutturale. Il luogo di espiazione della<br />
pena dovrebbe infatti mutare radicalmente nelle sue pratiche e nei<br />
suoi luoghi, in modo da divenire qualcosa che ricordi sempre meno la<br />
prigione così come oggi noi la conosciamo.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cosa<br />
recita l&#8217;Art. 35 e qual è il bilancio a sei mesi dalla sua entrata<br />
in vigore?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
biliancio, allo stato attuale, è purtroppo piuttosto deludente. Come<br />
noto, la norma prevede un rimedio risarcitorio per quei detenuti che<br />
siano stati reclusi in condizioni ritenute dalla CEDU come inumane e<br />
degradanti. Tale rimedio si concretizza in un risarcimento pecuniario<br />
di 8 Euro per ogni giorno di detenzione in condizioni inumane e<br />
degradanti per quei detenuti che attualmente sono in libertà, e di<br />
uno sconto di pena di 1 giorno ogni 10 trascorsi nelle medesime<br />
condizioni per chi attualmente è ancora detenuto. Purtroppo tali<br />
rimedi si stanno attualmente scontrando con una giurisprudenza della<br />
magistratura di sorveglianza (che è l’organo preposto a<br />
riconoscere i risarcimenti) piuttosto altalenante e in alcuni casi<br />
eccessivamente restrittiva. Ne deriva quindi, in diverse situazioni,<br />
una scarsa effettività della norma nel porre rimedio alle violazioni<br />
commesse.<i> </i></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<em></em>&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p><i></p>
<div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p></i></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i></i>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ultimo inganno per i migranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 07:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Stefano Liberti&#160; (da internazionale.it) L’idea di istituire in alcuni paesi africani dei campi dove esaminare le richieste d’asilo verso l’Unione europea è sempre più dibattuta a Bruxelles e nelle varie capitali. Lanciata dal&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
Stefano Liberti&nbsp; (da internazionale.it)</div>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
 L’idea di istituire in alcuni<br />
 paesi africani dei campi dove esaminare le richieste d’asilo verso<br />
 l’Unione europea è sempre più dibattuta a Bruxelles e nelle<br />
 varie capitali. Lanciata dal governo italiano durante il suo<br />
 semestre di presidenza nel 2014 con il nome di “processo di<br />
 Khartoum”, la proposta ha raccolto l’adesione del ministro<br />
 dell’interno tedesco Thomas de Maizière e dei governi francese e<br />
 austriaco. In linea teorica, tale idea avrebbe alcuni risvolti<br />
 positivi: come ha sottolineato Luigi Manconi, presidente della<br />
 commissione diritti umani del senato, che ne è un sostenitore, essa<br />
 “permetterebbe di evitare l’attraversamento illegale del<br />
 Mediterraneo, con i rischi che comporta, e distribuire i richiedenti<br />
 asilo in Europa secondo quote equilibrate di accoglienza”. Ma<br />
 siamo sicuri che questo sia l’obiettivo principale di chi l’ha<br />
 lanciata? E, soprattutto, siamo sicuri che sia praticabile?<br />
 </p>
<p> Basta guardare al precedente più<br />
 vicino alla proposta italiana, nel tempo e nella sostanza, per<br />
 avanzare qualche perplessità: nel 2011, quando scoppiò la guerra<br />
 in Libia, migliaia di profughi fuggirono in Tunisia, dove fu<br />
 allestito il campo di Choucha, a poca distanza dalla frontiera<br />
 libica. Questo campo era un esempio <em>ante<br />
 litteram</em> di quelli che<br />
 oggi si discutono a livello europeo: le domande dei richiedenti<br />
 asilo erano esaminate alla presenza dell’Alto commissariato delle<br />
 Nazioni Unite per i rifugiati e dell’Organizzazione internazionale<br />
 per le migrazioni. E chi aveva diritto alla protezione otteneva un<br />
 via libera per il “reinsediamento” in paesi terzi. Nella vicina<br />
 Europa? Non proprio. Delle 3.167 persone alle quali era stato<br />
 riconosciuto il diritto di asilo, circa 2.600 sono state accettate<br />
 dagli Stati Uniti, e solo qualche decina da Svezia, Norvegia e<br />
 Germania (unici stati europei a dare il proprio assenso).<br />
 </p>
<p> L’Italia, che aveva ricevuto la<br />
 richiesta di cinque casi di ricongiungimento familiare (cioè di<br />
 profughi con famiglia nel nostro paese), ha impiegato più di un<br />
 anno a rilasciare i visti necessari – che pure, secondo le nostre<br />
 leggi e le convenzioni internazionali, spettavano di diritto ai<br />
 richiedenti. I numeri poi ci dicono anche altro: a Choucha, dopo lo<br />
 scoppio della guerra, vivevano 18mila persone. Che fine hanno fatto?<br />
 Molte di loro, stanche di aspettare che la loro richiesta fosse<br />
 esaminata, sono rientrate in Libia e hanno preso un barcone per<br />
 l’Italia.<br />
 </p>
<p> Cosa fa pensare che, una volta<br />
 realizzati, questi campi non diventeranno parcheggi a tempo<br />
 indeterminato come fu Choucha? E perché, se si vuole evitare<br />
 l’attraversamento del mare, non prevedere da subito la possibilità<br />
 di chiedere asilo presso le ambasciate nei paesi di transito<br />
 piuttosto che in megacampi allestiti ad hoc? Tutto lascia presagire<br />
 che il processo di Khartoum non sia tanto un modo per bloccare il<br />
 business del trasporto clandestino e distribuire più equamente i<br />
 rifugiati tra i vari stati membri, ma piuttosto uno stratagemma per<br />
 delegare ancora una volta la gestione dei flussi migratori a paesi<br />
 terzi che hanno delle dubbie credenziali democratiche.<br />
 </p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Aggiornamento unioni omosessuali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 06:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana è arrivato un segnale chiaro dall&#8217;Europarlamento in tema di unioni civili fra persone dello stesso genere. Con 390 voti favorevoli, 151 contrari e 97 astensioni è, infatti, passato il riconoscimento delle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/03/24/aggiornamento-unioni-omosessuali/">Aggiornamento unioni omosessuali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/cb4277bc441c3ad52720e4eda0a8e93c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/cb4277bc441c3ad52720e4eda0a8e93c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="192" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
scorsa settimana è arrivato un segnale chiaro dall&#8217;Europarlamento in<br />
tema di unioni civili fra persone dello stesso genere. Con 390 voti<br />
favorevoli, 151 contrari e 97 astensioni è, infatti, passato il<br />
riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio tra persone<br />
omosessuali. Per la nostra associazione è importante sottolineare<br />
che tale riconoscimento sia stato affermato come un “diritto<br />
dell&#8217;uomo”. Il passaggio si trova al punto 162 della relazione<br />
annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Pier<br />
Antonio Panzeri, firmatario della relazione, scrive: “Il Parlamento<br />
europeo prende atto della legalizzazione del matrimonio e delle<br />
unioni civili tra persone dello stesso sesso in un numero crescente<br />
di Paesi nel mondo, attualmente diciassette, incoraggia le<br />
istituzioni e gli Stati membri dell&#8217;Ue a contribuire ulteriormente<br />
alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni<br />
civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica,<br />
sociale e di diritti umani e civili”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
Daniele Viotti, co-presidente dell&#8217;Intergruppo LGBT al Parlamento<br />
europeo:
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“l&#8217;Europa<br />
ha fatto importanti passi in avanti sul fronte dei diritti LGBT e la<br />
parità di genere” anche se non mancano le polemiche da parte dei<br />
gruppi cattolici (come avvenuto anche durante la commissione in tema<br />
di interruzione di gravidanza) e da parte del Presidente di Arcigay,<br />
Flavio Romani, il quale ha affermato: “Ben vengano tutti gli inviti<br />
e le raccomandazioni, peccato però che non siano in nessun modo<br />
obbligatori per gli Stati membri dell&#8217;Unione europea. Anche ciò che<br />
è stato approvato va a finire nel cassetto delle belle intenzioni.<br />
Se poi gli Stati non vogliono mettere in atto questi inviti, sono<br />
liberi di farlo”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ricordiamo<br />
che l&#8217;Italia, rispetto ai 28 paesi membri dell&#8217;Unione, si trova tra i<br />
nove che ancora non prevedono alcun tipo di tutela dei diritti delle<br />
coppie omosessuali anche se, come detto, nella relazione di Panzeri,<br />
i governi e le istituzioni vengono incoraggiate a contribuire<br />
ulteriormente alla riflessione sul tema.
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/03/24/aggiornamento-unioni-omosessuali/">Aggiornamento unioni omosessuali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CORSO DI SPECIALIZZAZIONE sui DIRITTI UMANI</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/03/14/corso-di-specializzazione-sui-diritti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 07:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
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		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
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		<category><![CDATA[umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; CORSO DI SPECIALIZZAZIONE SULLA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI Moduli monotematici &#160; La Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) è venuta assumendo negli anni un ruolo sempre più significativo nel contesto di&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>CORSO<br />
DI SPECIALIZZAZIONE </b>
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>SULLA<br />
CONVENZIONE EUROPEA </b>
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER">
<b>DEI<br />
DIRITTI UMANI</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<i><b>Moduli<br />
monotematici</b></i></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-top: 0.21cm;">
La<br />
Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) è venuta<br />
assumendo negli anni un ruolo sempre più significativo nel contesto<br />
di 47 Paesi membri del Consiglio d’Europa, soprattutto in ragione<br />
dell’effettività della tutela dei diritti fondamentali apprestata<br />
dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, organo giurisdizionale<br />
permanente con sede a Strasburgo, che vigila sul rispetto da parte<br />
degli Stati membri degli obblighi previsti dalla CEDU.
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-top: 0.21cm;">
Elemento<br />
cardine del sistema di protezione dei diritti umani approntato dalla<br />
CEDU è il principio di sussidiarietà, in base al quale gli Stati<br />
membri devono assicurare il rispetto degli obblighi sanciti nella<br />
Convezione: spetta, quindi, in primo luogo al giudice interno<br />
adoperarsi affinché le violazioni dei diritti umani trovino<br />
un’adeguata riparazione a livello nazionale. Solo nella misura in<br />
cui i rimedi interni siano stati intrapresi ed esauriti<br />
infruttuosamente, la Corte di Strasburgo può essere adita e<br />
intervenire per dichiarare la violazione patita del singolo<br />
individuo.</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-top: 0.21cm;">
Da<br />
ciò si ricava il rilievo che assume il giudice interno quale primo<br />
garante della Convenzione, nonché l’importanza della<br />
giurisprudenza della Corte EDU in Italia, che non a caso viene sempre<br />
più richiamata nelle sentenze dei giudici nazionali nelle diverse<br />
materie di ogni grado. Correlativamente emerge il ruolo fondamentale<br />
assunto dall’avvocato che ha l’opportunità di utilizzare uno<br />
strumento straordinario per la tutela dei diritti fondamentali dei<br />
propri assistiti. Considerazioni che evidenziano l’importanza di<br />
approfondire la conoscenza di alcuni temi maggiormente trattati nella<br />
giurisprudenza della Corte EDU e di conoscere il funzionamento e la<br />
struttura di questo giudice sovranazionale.
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-top: 0.21cm;">
Nasce<br />
da qui l’idea di un Corso di specializzazione sulla Convenzione<br />
europea dei diritti dell’uomo organizzato in moduli monotematici.<br />
Il corso sarà articolato in una serie di 6 distinti moduli della<br />
durata di sei ore (9:00 – 16:00). È prevista la possibilità di<br />
seguire ciascun modulo anche singolarmente.</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-top: 0.21cm;">
Il<br />
costo per la partecipazione al singolo modulo è di € 50,00. È<br />
previsto il prezzo agevolato di € 250,00 per chi voglia partecipare<br />
a tutti e sei i moduli previsti.</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-top: 0.21cm;">
Le<br />
lezioni si terranno presso la <u><b>Sala<br />
Seminari </b></u><u>della<br />
Cassa Forense</u><br />
(Via Ennio Quirino Visconti, 8) nei seguenti venerdì del corrente<br />
anno: 20 marzo, 24 aprile, 15 maggio, 22 maggio, 19 giugno, 3 luglio<br />
per un massimo di 70 partecipanti.</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
Avv.<br />
Anton Giulio Lana</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
Segretario<br />
Generale UFTDU</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>I<br />
MODULO – Il ricorso individuale </b>
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<ul>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Evoluzione<br />
 del ricorso individuale</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 legittimazione ad agire</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 legittimazione passiva</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Qualità<br />
 di vittima </div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Regola<br />
 del previo esaurimento</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Termine<br />
 dei sei mesi</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
 manifesta infondatezza</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Altre<br />
 condizioni</div>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</ul>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>II<br />
MODULO – Il processo dinanzi alla Corte europea</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<ul>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Istituzione<br />
 e competenze della Corte</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Composizione<br />
 e organizzazione interna
 </div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 procedura di esame dei ricorsi
 </div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
 misure provvisorie e trattazione prioritaria</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 procedura delle sentenze pilota</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 componimento amichevole</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
L’esecuzione<br />
 delle sentenze
 </div>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</ul>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>III<br />
MODULO – Diritto alla vita e divieto di tortura</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<ul>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 protezione della vita
 </div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Obblighi<br />
 positivi e obblighi negativi</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Obblighi<br />
 di natura procedurale</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 nozione di tortura e di trattamenti inumani o degradanti
 </div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 trattamento dei detenuti e la questione del sovraffollamento<br />
 carcerario</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Garanzie<br />
 in materia di estradizione ed espulsione degli stranieri</p>
</div>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</ul>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>IV<br />
MODULO – Le garanzie in materia penale</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<ul>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Ambito<br />
 di applicazione delle garanzie in materia penale (artt. 6 e 7 CEDU)</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 principio di legalità dei delitti e delle pene</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 principio del contraddittorio</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
L’effettività<br />
 dell’assistenza difensiva</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 diritto ad essere presenti</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 diritto di esaminare i testimoni a carico</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 diritto ad un’informazione precisa sui motivi dell’accusa</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 presunzione d’innocenza</p>
<p>
</div>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</ul>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>V<br />
MODULO – Vita privata e familiare</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<ul>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 nozione di vita privata</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 nozione di ingerenza</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Legalità<br />
 e proporzionalità</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 nozione di vita familiare</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 tutela dei minori</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 tutela dell’orientamento sessuale</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 tutela dell’autodeterminazione in rapporto alle decisioni sul fine<br />
 vita</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
 diritti delle coppie dello stesso sesso</div>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</ul>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>VI<br />
MODULO – La tutela della proprietà</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<ul>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 nozione di bene</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
 misure espropriative: requisiti di legalità e proporzionalità</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
 misure di regolamentazione dell’uso dei beni</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 problema della confisca per lottizzazione abusiva
 </div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 tutela della legittima aspettativa</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 problema delle norme di interpretazione autentica con effetto<br />
 retroattivo</div>
<li>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 tutela del salario e delle pensioni e l’incidenza della crisi<br />
 economica</div>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</ul>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 1.27cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 1.27cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Docenti:<br />
</i>Paolo<br />
Cancemi; Enzo Cannizzaro; Francesco Crisafulli; Maurizio de Stefano;<br />
Fabio Gullotta; Anton Giulio Lana; Vittorio Manes; Cesare Pitea;<br />
Nicola Napoletano; Andrea Saccucci; Lucia Tria</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Tutor:</i><br />
Micol Barnabò; Laura Cotroneo; Giulia Borgna; Alessio Sangiorgi</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Segreteria<br />
organizzativa</i>:<br />
Gioia Silvagni</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 150%; margin-top: 0.21cm;">
Sono<br />
stati richiesti crediti formativi al Consiglio dell’Ordine degli<br />
Avvocati di Roma.</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Per<br />
info: tutela@unionedirittiumani.it</i></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>UNIONE<br />
FORENSE PER LA TUTELA DEI DIRITTI UMANI</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Via<br />
Emilio de’ Cavalieri 11 – 00198 Roma</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tel.<br />
+39 06 8412940
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/03/14/corso-di-specializzazione-sui-diritti/">CORSO DI SPECIALIZZAZIONE sui DIRITTI UMANI</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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	</channel>
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