<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>veleno Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/veleno/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/veleno/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Jul 2019 07:21:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>veleno Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/veleno/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Venezuela. Nella morsa del veleno</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/07/29/venezuela-nella-morsa-del-veleno/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/07/29/venezuela-nella-morsa-del-veleno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2019 07:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[denutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[venezuelani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12842</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Giorni fa hanno chiamato la mia attenzione un paio di tweets postati da Susana Raffalli, nutrizionista, specialista in sicurezza alimentare, attivista per i diritti umani e consulente della Caritas e della&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/07/29/venezuela-nella-morsa-del-veleno/">Venezuela. Nella morsa del veleno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Tini Codazzi</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="575" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12843" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/contenuto-caja-clap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p> Giorni fa hanno chiamato la mia attenzione un paio di tweets postati da Susana Raffalli, nutrizionista, specialista in sicurezza alimentare, attivista per i diritti umani e consulente della Caritas e della Croce Rossa in Venezuela.  In questi tweet, la Raffalli denunciava che i prodotti alimentari distribuiti attraverso i comitati locali di fornitura e produzione, conosciuti come CLAP (Comités Locales de Abastecimiento y Producción) sono adulterati e di bassa qualità. Questa era una informazione che già si conosceva da un paio di anni, ma adesso stanno venendo tutti i nodi al pettine in modo chiaro e si cominciano a prendere provvedimenti anche a livello internazionale. Ma… cominciamo dall’inizio.  </p>



<p> I CLAP sono nati nel 2016 dalla mano di Nicolás Maduro. Nel bel mezzo della crisi economica, politica e sociale, il regime istallò nelle popolazioni e nelle regioni più povere del paese i comitati CLAP, che sono un sistema de distribuzione di alimenti della dieta basica a prezzi sussidiati. In poche parole, distribuzione di scatole con dentro prodotti come: latte, riso, farina, pasta, zucchero, tonno, cereali, legumi, ecc. Progetto teoricamente molto valido ma nella pratica, nelle mani di un regime corrotto e narcotrafficante, evidentemente non riuscito. Inutile dire che chi usufruisce di questi prodotti sono le persone senza risorse economiche per comprare i prodotti nei comuni supermercati, persone meno istruite, quelle più povere e che si possono manipolare molto facilmente. Nonostante ciò, molti mesi fa tante persone avevano iniziato a raccontare che i prodotti non erano buoni, alcuni avevano cattivi odori, altri erano scaduti e altri addirittura marci. Attraverso i Social Network abbiamo iniziato a trovare immagini di questi alimenti, abbiamo sentito commenti e abbiamo letto molte denunce, ma come si sa, in un regime come questo la denuncia e il diritto del cittadino vale meno di 0.   </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="225" height="225" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/caricatura-clap-di-Rayma.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12844" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/caricatura-clap-di-Rayma.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/caricatura-clap-di-Rayma-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/caricatura-clap-di-Rayma-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure></div>



<p> Cos’è cambiato adesso? Che le denunce sono state fatte da organismi come l’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Universidad Central de Venezuela, la piattaforma di inchiesta giornalistica Armando.info, la Procura Generale della Repubblica di Messico e l’Associazione Federale di protezione del Consumatore, anche del Messico. Dopo ricerche, analisi e investigazioni è venuto fuori che il latte in polvere distribuito nella scatola CLAP è una frode. Venezuela aveva un latte molto buono, ma adesso viene dal Messico. Le linee guida dell’Istituto Nazionale di Nutrizione (INN) dicono che il latte dovrebbe contenere 26 gr. di proteine, 38 gr. di carboidrati e 949 mg. di calcio per una porzione di 100 gr. di prodotto. L’Istituto di Scienza e Tecnologia ha analizzato 14 marche di latte messicano distribuito nelle scatole tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 e tale analisi ha dimostrato, attraverso un campione, che il latte contiene soltanto 8,79 gr. di proteine, 80 gr. di carboidrati e 70 mg. di calcio e che il contenuto di sodio duplica lo standard dell’INN, è per questa ragione che le persone continuavano a dire che questo latte era cattivo di sapore, salato e addirittura che faceva male allo stomaco. Quindi, queste legende metropolitane apparse in Internet sono diventate reali. Le analisi confermano quanto detto dalla popolazione. Adesso possiamo capire come un altissimo numero di bambini nella prima e seconda infanzia negli ultimi due anni sono arrivati ai controlli pediatrici in uno stato di denutrizione, mancanza di calcio e debolezza inspiegabile, visto che le loro madri davano il latte messicano ai figli, ma erano inconsapevoli che stavano dandogli un latte adulterato.  </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="258" height="195" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/consegna-clap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12845"/></figure></div>



<p>
Un
altro prodotto nell’occhio del ciclone è la scatoletta di tonno.
Questa volta è stata la Procura Federale del Consumatore di Messico
(Profeco) a fare uno studio analizzando il contenuto di 27 marche
messicane di tonno, 14 di queste evidenziarono una quantità
esagerata di soia al suo interno, fino al 60%, questo vuol dire che
la soia praticamente sostituiva il pesce, teoricamente vuol dire che
non fa male, ma il consumatore non sta mangiando le proteine che
pensa di mangiare. La soia è una proteina vegetale che il corpo
assorbe in modo più lento e contiene carboidrati, invece il tonno
non ne ha, anche se il giornale venezuelano <em>Diario
2001</em>, a maggio del 2017
pubblicava in prima pagina il seguente titolo: “Tonno avariato
causa la morte di due piccoli bambini”. Non solo sui giornali, la
popolazione ha anche postato sui social network, come per il latte,
immagini e commenti riguardo il sapore, la consistenza e l’aspetto
del tonno. 
</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="800" height="533" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/tonno-clap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12846" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/tonno-clap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/tonno-clap-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/tonno-clap-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>
Questi
prodotti, insieme a tanti altri, sono arrivati alle case dei
venezuelani dal 2016 in poi. Cifre ufficiali indicano che tra il 2016
e il 2018 sono state consegnate 231 milioni di scatole CLAP con
prodotti di bassissima qualità e addirittura andati a male o
scaduti. Ci si può immaginare il danno fatto a questa popolazione
già stremata dalla fame e dalle malattie? E possiamo anche credere
che non solo il latte e il tonno sono adulterati, ma anche altri
prodotti del paniere messi dentro della scatola CLAP. 
</p>



<p>
L’anno
scorso, le autorità messicane hanno scoperto una enorme rete
fraudolenta tra gli intermediari del regime e le aziende messicane
dove si commercializzano prodotti di bassissima qualità con un
sovraprezzo di più del 100%. Sembra che il Messico sia un paese che
ha la consuetudine di produrre alimenti adulterati. 
</p>



<p>
Come
funzionava questa rete? Gli intermediari venezuelani andavano in
Messico per chiedere alle aziende i prodotti più economici senza
badare alla qualità. Per il latte avevano trovato l’escamotage di
diminuire di tre volte tanto la proteina e per il tonno che avrebbero
messo più quantità di soia che di pesce. Al governo venezuelano
interessava soltanto risparmiare tra 2 e 4 $ per confezione. È stato
già dimostrato che le aziende messicane hanno dichiarato nelle
etichette di questi prodotti informazione falsa. 
</p>



<p>
Un
imprenditore messicano ha dichiarato: “In Messico sono state fatte
fino a 2.000 scatole al giorno. Se si risparmiavano 2 $ per scatola,
il risultato era un complessivo di 4.000 $ al giorno, se invece il
risparmio era di 4 $, si raddoppiava il risultato complessivo”.
Quindi, il risultato di tutto questo affare sporco era pagare poco,
ottenere poca qualità, arricchire gli intermediari e ingannare il
popolo. 
</p>



<p>
Tutto
questo è diabolico, la mente di queste persone definitivamente è
diabolica. Anche se sono a conoscenza della crisi umanitaria che c’è
nel paese da diversi anni, anche se già nel 2016 si conoscevano gli
alti indici di denutrizione, di mancanza di alimenti, di povertà,
del bassissimo potere di acquisto, questo marciume di gente formato
dal regime di Maduro creò a sangue freddo la rete di intermediari e
aziende in tutto il mondo (Panama, Messico, Cina, Ecuador, Spagna,
Hong Kong, Emirati Arabi…) per fare prodotti di bassa qualità che
sarebbero stati dati alle popolazioni più povere del paese e che
avevano la speranza messa su questi prodotti promessi dal regime per
poter sopravvivere. 
</p>



<p>
La
professionista della salute e sostenitrice dei cibi crudi Anne
Wigmore diceva: “Il cibo che mangi può essere o la più sana e
potente forma di medicina o la più lenta forma di veleno”. Mi pare
che questa affermazione sia molto azzeccata nel caso dei criminali
del regime venezuelano. 
</p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/07/29/venezuela-nella-morsa-del-veleno/">Venezuela. Nella morsa del veleno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/07/29/venezuela-nella-morsa-del-veleno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quel premio ad un cittadino-eroe</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/07/12/quel-premio-ad-un-cittadino-eroe/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/07/12/quel-premio-ad-un-cittadino-eroe/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2014 04:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Ambrosoli]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fuochi]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[tossici]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/07/12/quel-premio-ad-un-cittadino-eroe/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si chiamava Michele Liguori e aveva 59 anni. Era l&#8217;unico vigile urbano della sezione ambientale di Acerra ed è deceduto, a gennaio scorso, per un raro tumore al fegato, lasciando la moglie e il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/07/12/quel-premio-ad-un-cittadino-eroe/">Quel premio ad un cittadino-eroe</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
chiamava Michele Liguori e aveva 59 anni. Era l&#8217;unico vigile urbano<br />
della sezione ambientale di Acerra ed è deceduto, a gennaio scorso,<br />
per un raro tumore al fegato, lasciando la moglie e il figlio. Ma non<br />
è solo il racconto di un destino, purtroppo, condiviso da molti.<br />
Michele Liguori aveva deciso di dire “NO” alla camorra: per<br />
tredici anni ha lavorato e vissuto tra i rifiuti tossici della “terra<br />
dei fuochi”, ma continuava a denunciare, continuava imperterrito a<br />
chiedere bonifiche di terreni marci.&nbsp; </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/images-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/images-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dopo la<br />
sua morte, i familiari continuano la sua battaglia per un&#8217;Italia<br />
sana, per una regione salubre, per la tutela della salute e della<br />
vita di altre persone. Ma chiedono anche giustizia per quel marito,<br />
padre, uomo e cittadino che ha svolto il proprio dovere<br />
professionale, civico e civile per il Bene comune.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il primo<br />
tentativo della famiglia di vedere riconosciuta la malattia<br />
professionale è stato liquidato con una nota dell&#8217;Inail in cui si<br />
leggono poche parole e nessuna spiegazione: “La morte non è<br />
riconducibile all&#8217;evento”: probabilmente, riconoscere al Sig.<br />
Liguori la morte per cause ambientali significherebbe aprire la<br />
strada a migliaia di altre richieste di indennizzo. Ma la Signora<br />
Maria e il figlio Emiliano non si arrendono: stanno preparando una<br />
battaglia legale durissima che si combatterà con documenti e analisi<br />
su tutto il territorio colpito dalle efflusioni di sostanze tossiche<br />
e che è volta a dimostrare il collegamento tra queste sostanze –<br />
riversate nelle discariche abusive dal clan dei Casalesi, come ha<br />
accertato la Giustizia – e i numerosi casi di tumore che colpiscono<br />
la popolazione. Il caso di Michele Liguori è e sarà emblematico.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ecco<br />
che, quindi, la giuria dell&#8217;ultima edizione del Premio Ambrosoli (un<br />
premio indetto in memoria dell&#8217; Avvocato Giorgio Ambrosoli ammazzato<br />
nel 1979 per volontà del banchiere Michele Sindona) ha deciso di<br />
assegnare proprio a Michele Liguori il primo riconoscimento. </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/ambrosoli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/07/ambrosoli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p>Durante la cerimonia,<br />
che si è tenuta a Milano alla fine di giugno, sono stati dichiarati<br />
come vincitori quelle persone o gruppi di persone &#8211; in particolare<br />
della pubblica amministrazione e delle imprese &#8211; che su tutto il<br />
territorio nazionale si siano contraddistinti per la difesa dello<br />
stato di diritto tramite la pratica dell’integrità, della<br />
responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a<br />
causa di contesti ambientali o di situazioni specifiche, che<br />
generavano pressioni verso condotte illegali. </p>
<p>Vogliamo terminare<br />
riportando alcune parole di una lettera che l&#8217;avvocato Ambrosoli<br />
scrisse alla moglie qualche anno prima di morire e che riteniamo<br />
fondamentali: “Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel<br />
rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto&#8230;Abbiano<br />
coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel<br />
senso trascendente che io ho, verso il Paese, si chiami Italia o si<br />
chiami Europa”&#8230;E noi vorremmo ricominciare da qui. </p>
<p></p>
</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/07/12/quel-premio-ad-un-cittadino-eroe/">Quel premio ad un cittadino-eroe</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/07/12/quel-premio-ad-un-cittadino-eroe/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
