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	<title>Venezia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Ziad Doueiri, arrestato e rilasciato . La maledizione mediorientale: non c&#8217;è pace per la cultura</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 08:54:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ha prevalso l’istinto repressivo, la pulsione incoercibile alla guerra santa. Come se nella fornace del Medio Oriente non possa esserci mai pace, nemmeno una pace culturale di Pierluigi Battista (Da Corrieredellasera.it) &#38;amp;amp;amp;lt;img alt=&#8221; &#8221;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="article-title">Ha prevalso l’istinto repressivo, la pulsione incoercibile alla guerra santa. Come se nella fornace del Medio Oriente non possa esserci mai pace, nemmeno una pace culturale</h1>
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<h3 class="article-signature">di <span class="writer">Pierluigi Battista</span></h3>
<p>(Da Corrieredellasera.it)</p>
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<div class="shadow"></div>
</div>
<div>
<div class="chapter clearfix">
<p class="chapter-paragraph">È come se il regista Ziad Doueiri, nel percorso che da Venezia lo ha portato a Beirut, avesse compiuto un vertiginoso viaggio nel tempo, all’indietro però. Un tuffo nel passato, dalla libertà dell’arte e della cultura che per il suo film <em>The insult</em> nella Mostra veneziana del cinema aveva appena premiato come miglior interprete maschile l’attore Kamel el Basha, al regime autoritario e arrogante del Libano, dove il regista è stato arrestato (e poi rilasciato) con l’accusa grottesca di «tradimento». Sembra una maledizione: non appena il cinema, i libri, l’arte in genere suscita l’illusione di un regno se non ideale, almeno passabilmente decente, in cui la persecuzione ideologica, la protervia bellicista, la discriminazione, la smania censoria siano messe da parte nel mondo della cultura, subito la realtà si incarica di riferirci che un regista apprezzato debba essere minacciato perché nella messa in opera di un film ha osato girare alcune scene nell’odiatissimo, vituperatissimo, scomunicatissimo Stato di Israele. Il Libano avrebbe ben potuto gloriarsi del prestigioso riconoscimento veneziano, e infatti già nei vertici politici libanesi si era fatta strada di fare del film di Doueiri una bandiera nazionale per gli Oscar. Ma niente, ha prevalso l’istinto repressivo, la pulsione incoercibile alla guerra santa. Come se nella fornace del Medio Oriente non possa esserci mai pace, nemmeno una pace culturale, una tregua, un momento di respiro, e infatti un altro film premiato a Venezia, «Foxtrot», sta suscitando ardenti polemiche in Israele prima ancora di essere visto. Come se l’eccesso, la dismisura, la sproporzione di un fanatismo politico senza freni non potesse che agire così, arrestando all’alba un regista apprezzato nel mondo solo perché ha avuto l’imprudenza di oltrepassare un confine proibito. Una maledizione, appunto. Una tragedia politica che non conosce armistizi.</p>
</div>
<p class="chapter-paragraph"><strong>QUI DI SEGUITO IL COMUNICATO STAMPA DEL SINDACATO DEI CRITICI CINEMATOGRAFICI ITALIANI PER LA SUA IMMEDIATA LIBERAZIONE</strong></p>
</div>
<p>Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani<strong> condanna fermamente l’arresto del regista Ziad Doueiri,</strong> il cui film <strong>The Insult</strong> ha conquistato la Coppa Volpi attribuita a Kamel El Basha per la migliore interpretazione maschile.</p>
<p>Il regista, già autore di West Beirut, arrestato dalla polizia al suo arrivo in Libano, dovrà affrontare un processo pochi giorni prima del lancio del suo film nei cinema libanesi.</p>
<p>Si tratta di un atto di intimidazione inaccettabile. Di un sopruso intollerabile.</p>
<p>Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e la Settimana Internazionale della Critica di Venezia si schierano al fianco di Ziad Doueiri e di tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di The Insult, ribadendo il proprio <strong>“NO!” inequivocabile a tutte le forme di censura e di intimidazione nei confronti dei registi, del cinema e dell’arte.</strong></p>
<p><strong>Auspicando la liberazione immediata di Ziad Doueiri, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani ribadisce che la libertà d’espressione e di parola è intoccabile.</strong></p>
<p><strong>No alla censura.</strong></p>
<p><strong>No alle minacce.</strong></p>
<p><strong>No alla paura. </strong></p>
</div>
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		<title>Manifestazione in solidarietà alle vittime dell&#8217;attentato a KABUL del 23 luglio scorso</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2016 13:23:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il giorno sabato 10 settembre in chiusura del Festival del Cinema di Venezia si terrà una manifestazione a sostegno del Movimento per l’Illuminazione e in solidarietà delle vittime del 23 luglio a Kabul. &#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-81.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6823" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6823" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-81.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (81)" width="233" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="IT" style="font-family: 'times new roman',serif; font-size: 12pt;"><strong>Il giorno sabato 10 settembre in chiusura del Festival del Cinema di Venezia si terrà una manifestazione a sostegno del Movimento per l’Illuminazione e in solidarietà delle vittime del 23 luglio a Kabul. </strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/COMUNICATO-STAMPA.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="">COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6824" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6824" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (80)" width="299" height="224" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anche a Milano parte la rassegna &#8220;Le vie del cinema&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 06:57:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; Nell’ambito della manifestazione Le vie del cinema, Agis Lombarda e&#160;Associazione per i Diritti Umani&#160;sono liete di segnalare le proiezioni dei film: BEHEMOT di Zhao Liang Documentario che, nel panorama delle distese&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://3.bp.blogspot.com/-Cm6GWtXZ2Co/Vfp_tXR-QBI/AAAAAAAADNo/mTDwjuTHuB0/s1600/centrale_new.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="276" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/09/centrale_new.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="400" /></a></div>
<p>Nell’ambito della manifestazione <em>Le vie del cinema</em>, Agis Lombarda e&nbsp;Associazione per i Diritti Umani&nbsp;sono liete di segnalare le proiezioni dei film:</p>
<p><strong>BEHEMOT di Zhao Liang</strong></p>
<p>Documentario che, nel panorama delle distese erbose della Mongolia, racconta la dialettica tra paesaggio, miniere di carbone, condizioni di vita dei lavoratori e abnorme sviluppo urbano. Una meditazione critica sulla civiltà moderna, in cui si accumula ricchezza mentre l’uomo perisce.</p>
<p>Le proiezioni in lingua originale con i sottotitoli in italiano si terranno:</p>
<p>Lunedì 21 settembre, alle ore 19.50, presso Apollo spazioCinema di Galleria De Cristoforis, 3;</p>
<p>Martedì 22 settembre, alle ore 13.00, presso Apollo spazioCinema di Galleria De Cristoforis, 3;</p>
<p>Mercoledì 23 settembre, alle ore 15.30, presso Anteo spazioCinema di Via Milazzo, 9.</p>
<p><strong>A COPY OF MY MIND di Joko Anwar</strong></p>
<p>Film che racconta gli ultimi due difficili anni in Indonesia, tra corruzione politica e traffici illegali.</p>
<p>Le proiezioni in lingua originale con i sottotitoli in italiano si terranno:</p>
<p>Lunedì 21 settembre, alle ore 20.45, presso il Cinema Plinius di Viale Abruzzi, 28, Milano;</p>
<p>Mercoledì 23 settembre, alle ore 15.30, presso Apollo spazioCinema di Galleria De Cristoforis, 3, Milano.</p>
<p><strong>THE RETURN di Green Zeng</strong></p>
<p>Film in cui un detenuto politico di Singapore, accusato di presunto “comunismo”, torna a casa, ormai anziano, ma fatica a ritrovare un rapporto con i figli.</p>
<p>Le proiezioni in lingua originale con i sottotitoli in italiano si terranno:</p>
<p>Lunedì 21 settembre, alle ore 19.00, presso il Cinema Plinius di Viale Abruzzi, 28, Milano;</p>
<p>Mercoledì 23 settembre<b></b>, alle <b>ore<br />
22.10</b>, presso <b>Apollo<br />
spazioCinema</b> di Galleria De Cristoforis, 3,<br />
Milano.</p>
<div style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0cm;">
<b>Biglietti</b><br />
€ 7.50</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Info<br />
e prevendite sul sito lombardiaspettacolo.com</b></div>
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		<title>L&#8217;ospite di Mohammad Amin Wahidi</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 04:38:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Ha ottenuto molto successo all&#8217;ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, il cortometraggio intitolato L&#8217;ospite di Mohammad Amin Wahidi, giovane regista e poeta afghano, rifugiato politico in Italia. L&#8217;autore, infatti, appartiene all&#8217;etnia&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
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&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="rso1"></a>Ha<br />
ottenuto molto successo all&#8217;ultima edizione della Mostra del Cinema<br />
di Venezia, il cortometraggio intitolato L&#8217;ospite di <em>Mohammad<br />
Amin Wahidi, giovane regista e poeta afghano, rifugiato politico in<br />
Italia. </em>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<em>L&#8217;autore,<br />
infatti, appartiene all&#8217;etnia hazara, un&#8217;etnia discriminata nel Paese<br />
martoriato da anni. </em>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
La carriera di Amin inizia in<br />
 Afghanistan, quando ancora giovanissimo comincia a presentare due<br />
 programmi televisivi, uno dedicato al cinema e l’altro<br />
 all’insegnamento della lingua inglese. Le minacce da parte dei<br />
 talebani iniziano in questo periodo.  Nel  2007 realizza <em>Le<br />
 chiavi del paradiso</em>, un<br />
 film d’accusa contro i talebani e la loro ideologia oscurantista<br />
 per il quale le minacce di morte diventano sempre più concrete. I<br />
 suoi genitori lo convincono ad abbandonare l&#8217;Afghanistan, due amici<br />
 giornalisti lo aiutano ad ottenere un visto e l’asilo politico in<br />
 Italia. Amin giunge così a Milano dove ancora oggi lavora.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/images-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/images-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="400" width="276" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
</div>
<p>Abbiamo intervistato Amin Wahidi che ringraziamo moltissimo.</p>
<p>Partiamo dal titolo del film: un titolo semplice, ma molto significativo. “L&#8217;ospite”, infatti, si riferisce sia al turista (possibilmente benestante) sia allo straniero immigrato o rifugiato o profugo&#8230;</p>
<p>La scelta di girare a Venezia immagino che sia stata dettata proprio dal fatto che sia una delle città più turistiche del mondo e dell&#8217;Italia: quali difficoltà incontra, invece, un richiedente asilo nel nostro Paese? </p>
<p>Prima di tutto vi ringrazio per il vostro tempo e per l’opportunità che mi date di poter esprimermi con questa intervista. </p>
<p>La scelta di Venezia come location per il corto, è stata simbolicamente fatta, perché Venezia è un porto dove tutti gli anni milioni di stranieri entrano e sono ben accolti, ma sono turisti e non rifugiati e molto importante vedere la differenza tra accoglienze un turista e un richiedente asilo. Poi ci sono stati tanti respingimenti dei richiedenti asilo da Venezia perciò abbiamo scelto Venezia. </p>
<p>Dunque, il primo problema per un richiedente asilo è la definizione della parola CLANDESTINO che si da a una persona che è scappata dalla sua terra; una persona che fugge dal suo paese per i problemi politici e quando arriva in Italia o in Europa, si considera subito un CLANDESTINO e noi con questo corto vogliamo definire in altro modo l’identità delle persone richiedenti asilo.</p>
<p>Poi ci sono altre difficoltà: i respingimenti, tempi lunghi per le procedure delle richieste, mancanza dei posti nei centri d’accoglienza etc.</p>
<p>Uno dei temi principali del tuo corto è quello dell&#8217;accoglienza: sei un afghano hazara che vive, studia e lavora da alcuni anni a Milano. E&#8217; una città accogliente ?</p>
<p>Milano in generale si considera come una città di cemento, non solo per gli stranieri come richiedenti asilo o immigrati che vengono dagli altri paesi, ma anche per gli Italiani che vengono dal sud del paese, all’inizio per un periodo è difficile trovarsi proprio accolti, ma con il tempo, quando si fanno le conoscenze e le amicizie le cose cambiano, però molto lentamente. </p>
<p>Personalmente sono stato molto fortunato, grazie al comune di Milano sono stato inserito in uno delle aziende più prestigiose del paese, alla Feltrinelli dove ho un lavoro, con l’aiuto del quale sono riuscito a finire lo studio e sto continuando a fare il cinema. </p>
<p>Però, “con un solo fiore non viene primavera” è un detto nostro, quindi vuol dire che i casi come il mio non sono tanti. Ci sono tanti rifugiati che hanno bisogno di essere aiutati come me, tra cui ci saranno anche i talenti del futuro che un giorno potranno alzare la bandiera d’Italia a livello mondiale.&nbsp; </p>
<p>Qual è, per te, il significato della parola “esilio” ?</p>
<p>Per chi non ha mai provato sulla pelle l&#8217; essere in “esilio”, non è facile definire il significato della parola però per me, che ho passato quasi due terzo della mia vita in esilio (durante la guerra civile, vivevamo in Pakistan) lo definirei cosi: “ quando sei in esilio, sei come una freccia lanciata dall&#8217; arco nel buio verso nessun luogo e non sai dove sarai conficcato alla fine”. Questa è la sensazione che può avere sempre con sè uno che vive a lungo in esilio. </p>
<p>Ormai ho cominciato a non sentirmi più in esilio. Ho la mia seconda casa che è l’Italia. Spero che le cose cambino verso il meglio. Ho fatto anche la domanda per la cittadinanza italiana. Mi considero una persona con due cuori, uno legato al paese natale e uno al paese in cui vivo attualmente. </p>
<p>Quando è nato questo progetto e che significato ha per te e per tutti i rifugiati politici?</p>
<p>Il progetto è nato l’anno scorso quando ho ospitato una persona respinta dalla Norvegia in Italia, era un mio paesano che non conoscevo, ma aveva bisogno di restare un notte da me, e poi chiedere asilo, ora lui è un rifugiato in Italia. Da lì è venuta l’idea di questo corto. Quando tu vuoi ospitare una persona in difficoltà ma la legge e le norme non te lo permettono tu devi decidere come agire, considerando la tua coscienza oppure vedendo la dura e sporca realtà che ti circonda.</p>
<p>Prendendo quest’idea di base, abbiamo discusso in cinque e finalmente la sceneggiatura è stata scritta. </p>
<p>Tecnicamente questo corto è un lavoro realizzato a low-budget oppure diciamo quasi no-budget però per la forma di espressione, per il linguaggio, per il contenuto, per la storia e per il coraggio di cominciare un dibattito serio e per far aprire gli occhi delle persone, io penso che è un lavoro molto importante specialmente per i rifugiati politici e spero di poterlo proiettare in tutte le città italiane e nei centri rifugiati. </p>
<p>Gli attori sono stati bravissimi, quasi tutti professionisti ed era un lavoro fatto con passione</p>
<p>Il corto segue una storia semplice e lineare e la durata è di quasi venti minuti; tutto accade in una notte. </p>
<p>Cosa significa per te il PREMIO CITTA’ DI VENEZIA 2014?</p>
<p>Sono molto contento ed emozionato di aver vinto questo prestigioso premio perché mi ha dato nuove energie e la speranza di poter lavorare meglio e continuare il cinema di denuncia sociale, il cinema per i diritti umani e il cinema umano. </p>
<p>Più che altro, mi ha dato la speranza di potere essere ascoltato anche se fai un film che forse non piace a tutti, però almeno ci sono delle persone sensibili al tema che ti capiscono e ti fanno vedere agli altri. Questo conta molto per me. </p>
<p>Non solo il riconoscimento del premio ma anche la mia presenza al festival è stata utile per me, per conoscere tante persone nuove in ambito cinematografico e fare contatti magari per collaborazioni future. </p>
<p>Poi la cosa piu’ importante di tutto è il risultato ottenuto; l’emozione delle persone che ho visto durante la proiezione. Almeno un paio di persone hanno pianto sulla scena finale del film. Questo e’ importantissimo per me: vuol dire sono riuscito a fare quello che volevo. Sono contento di poter aprire il dibattito su un tema di cui non si parla. Alla fine dopo la proiezione tante persone tra gli spettatori hanno partecipato al dibattio finale con tanto entusiasmo e alla fine ci hanno applaudito a lungo. </p>
<p>Finora putroppo non contavo molto sui festival, nemmeno pensavo di partecipare a festival dove c&#8217; è tanta concorrenza, perche’ pensavo di fare film per il mio cuore, per quello che credo e per quello che mi piace, però poi dopo che visto che i festival possono portare delle altre possibilita’ e possono aprire delle nuove porte, e posso fare vedere agli altri anche i lavori particolari, ho deciso di sì. Da ora in poi contero’ sui festival e proverò a mandare tutti i miei lavori futuri ai festival.</p>
<p>Altri progetti del futuro?</p>
<p>I soggetti scritti sono diversi, pero come priorità ho due sceneggiature proprio pronte: una per un docu-fiction e l’altra per un mediometraggio e se tutto andrà bene, dobbiamo finire di girare entro fine ottobre di quest&#8217; anno. Per il momento siamo nella fase di pre-produzione, stiamo cercando le location che ci servono e stiamo facendo anche casting degli attori/attrici in questi giorni. </p>
<p>Questo mediometraggio sara’ sempre un film indipendente, low budget con tanti attori/attrici e ambientato a Milano. Il tema è multiculturalismo e integrazione delle persone non nate in Italia. L’altro docu-fiction e’ un pò particolare, ma non voglio rivelare il trama ancora, credo che sia troppo presto per parlarne. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
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		<title>Io sto con la sposa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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		<category><![CDATA[gabriele del grande]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Io sto con la sposa]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; In attesa che esca anche nelle sale delle città italiane, vi riproponiamo la recensione del film IO STO CON LA SPOSA, presentato nei prossimi giorni alla Mostra del Cinema di Venezia. L&#8217; &#8216;appuntamento&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="LEFT">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="LEFT">
In attesa che esca anche<br />
nelle sale delle città italiane, vi riproponiamo la recensione del<br />
film IO STO CON LA SPOSA, presentato nei prossimi giorni alla Mostra<br />
del Cinema di Venezia. L&#8217; &#8216;appuntamento è al Lido di Venezia per il<br />
4 Settembre alle 14,30 in Sala Grande, con replica il 5 settembre<br />
alle 17,30 in Sala Perla. I biglietti si possono acquistare <u><a href="http://d3g8f.s68.it/e/t?q=7%3DCHYbE%261%3DS%26H%3DAJ%26G%3DUFHbY%264%3DwLNy_7swY_H3_LZhr_Vo_7swY_G8Q6B.4I74D.C3_7swY_G86rtFHj177r37Gj_7swY_G8mc_7swY_G86rtFHj17gr5jp337Gj-S7N3p9Fr4-gPn3LI.j8HR_1fut_Bug_LZhr_WmFbVELX&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">online</a></u><br />
. Per chi non può essere a Venezia, il festival mette a disposizione<br />
400 <em>streaming on demand</em><br />
su <u><a href="http://d3g8f.s68.it/e/t?q=2%3DQ8VWS%26q%3DP%26C%3DO0%26D%3DPT8YT%26H%3DmIIC_wprm_8z_GnXo_Q3_wprm_75LJ2.BN0tK82x.8I_EVro_Ok589r_GppU_Q5OEPS_EVro_Ok8DFyD2BsAzFuDHxzxfz_wprm_75A614_GnXo_Q3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Mymovies</a></u><br />
per l&#8217;Italia, e altrettanti per l&#8217;estero su <u><a href="http://d3g8f.s68.it/e/t?q=y%3DYKXTa%264%3DR%260%3DWM%26F%3DMbKaQ%26P%3DzKFK_0rou_K2_Dvkq_NA_0rou_J7xJFF2A141.AwJFDD28NuFB0.uF9_Mitl_Wx7A8CJ_Dvkq_NA1F-EO7-4AI-42-w6s2EK7Jw&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Festival<br />
Scope</a></u> .</p>
<p>
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione6">
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="messagebody"></a></p>
<p>Cinque<br />
 passaggi di frontiera attraverso l&#8217;Europa: Italia, Francia,<br />
 Lussenburgo, Germania, Danimarca e Svezia. Un gruppo di<br />
 palestinesi-siriani, di notte e clandestinamente, percorrono<br />
 migliaia di chilometri “accompagnati” da una sposa. Perchè, chi<br />
 avrebbe il coraggio di chiedere i documenti ad una sposa? Nasce da<br />
 questa domanda il documentario <i>Io<br />
 sto con la sposa (On the bride&#8217;s side) </i>ideato<br />
 e realizzato da Gabriele Del Grande, giornalista e scrittore,<br />
 Antonio Augugliaro, videoartista e Khaled Soliman Al Nassiry, porta<br />
 e critico palestinese-siriano. “<em>Siamo<br />
 stanchi di dividere gli esseri umani in legali e illegali. E siamo<br />
 stanchi di contare i morti in mare. Non sono vittime della burrasca,<br />
 ma di leggi europee alle quali è arrivato il momento di disobbedire<br />
 per riaffermare il principio della libertà di circolazione</em>”,<br />
 dichiara Gabriele Del Grande. <br />“<em>Quando<br />
 vedi arrivare gente del tuo paese e sai che stanno scappando da una<br />
 guerra&#8230; </em>&#8211; aggiunge<br />
 Khaled Soliman Al Nassiry &#8211; <em>Senti<br />
 che stai facendo una cosa giusta. Aiutare anche una sola persona ad<br />
 uscire da quel mare di sangue, ti fa sentire dalla parte del<br />
 giusto</em>”.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
 14 al 18 novembre scorso ventritrè persone, tra ragazzi e ragazze,<br />
 italiani, siriani e palestinesi prendono parte ad un corteo nuziale<br />
 che parte da Milano con destinazione Stoccolma, violando le leggi<br />
 sull&#8217;immigrazione. Tasneem, questo il nome della sposa, e i suoi<br />
 amici sfondano la Fortezza Europa con il sorriso e il coraggio d<br />
 disubbidire.</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
“<em>Abbiamo<br />
 cercato uno sguardo nuovo</em><br />
 &#8211; dice Antonio Augugliaro &#8211; <em>scevro<br />
 da ogni vittimismo e commiserazione. Nel film, raccontiamo prima di<br />
 tutto una storia che ha il gusto dell&#8217;avventura, la dimensione del<br />
 sogno e la forma di una maschera.</em>”</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
 storia raccontata è una finzione, ma affonda le sue radici nella<br />
 realtà: per preparare il progetto i registi hanno intervistato<br />
 tantissimi migranti che hanno messo le loro vite in mano ai<br />
 trafficanti. Il documentario mette in scena proprio questo tipo di<br />
 viaggio e di scelta e i tre autori rischiano 15 anni di carcere per<br />
 favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina.</div>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/09/04/io-sto-con-la-sposa/">Io sto con la sposa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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