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	<title>Vincenzo Mattei Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Egitto la rivoluzione tradita e la fine delle ideologie islamiche</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 06:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro di Vincenzo Mattei, Egitto, la rivoluzione tradita e la fine delle ideologie islamiche (per Poiesis edizioni), è un’interessante e documentata analisi del contesto egiziano dal giugno 2012 fino ad oggi ed esamina&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/01/ZOM-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/01/ZOM-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="208" /></a></div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
libro di Vincenzo Mattei, <i>Egitto,<br />
la rivoluzione tradita e la fine delle ideologie islamiche</i><br />
(per Poiesis edizioni), è un’interessante e documentata analisi<br />
del contesto egiziano dal giugno 2012 fino ad oggi ed esamina le<br />
linee politico-strategiche dei Fratelli Musulmani e soprattutto le<br />
inadeguatezze e gli errori di Mursi: dalle azioni imperniate<br />
sull’esclusione dell’opposizione alla concezione di una<br />
democrazia solo formale, dal tradimento della rivoluzione alla<br />
dichiarazione costituzionale del novembre 2012 in cui si arroga tutti<br />
i poteri fino alla sottovalutazione del regime che per decenni li ha<br />
perseguitati. Un intero capitolo è infatti dedicato ai “Fuloul”<br />
(cioè gli appartenenti al vecchio regime) il cui potere nelle<br />
strutture dell’apparato statale era rimasto inalterato e che<br />
continuavano a costituire l’asse portante dell’economia. La tesi<br />
fondamentale e per certi versi innovativa di questo testo è la<br />
strumentalizzazione proprio da parte dei Fuloul del movimento dei<br />
Tamarrud che ha portato in piazza più di 30 milioni di egiziani per<br />
chiedere le dimissioni di Mursi, strumentalizzazione di cui ha<br />
approfittato il generale Sisi che è riuscito a farsi passare come il<br />
garante del processo democratico e della volontà del popolo sceso in<br />
piazza. Ha preso così avvio una campagna denigratoria contro i<br />
Fratelli Musulmani definiti “terroristi” con moltissimi morti ed<br />
arresti più volte denunciati sia da Amnesty International che da<br />
Human Right Watch ma anche contro giornalisti e gli stessi Shebab i<br />
ragazzi di Piazza Tahrir a cui una legge liberticida ha tolto la<br />
possibilità di riunirsi in luoghi pubblici. E come ha sottolineato<br />
la giornalista Sara Carr la (ri)appropriazione dello spazio pubblico<br />
è stata forse la conquista più importante della rivoluzione e<br />
ridurne l’accesso significa ridurre l’area dell’azione<br />
anti-governativa e quindi riportare indietro l’intero processo<br />
democratico. Sembrerebbe che l’esercito “salvatore della patria”<br />
abbia schiacciato e fiaccato lo “spirito di Tahrir” ma secondo<br />
l’autore non è così perché “<i>la<br />
rivoluzione ha messo in atto un movimento per il rispetto dei diritti<br />
umani e più in generale una spinta sotterranea che attraverso la<br />
letteratura, il cinema, la fotografia, i graffiti continuerà a<br />
parlare e denunciare i potenti di turno</i>”.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Abbiamo rivolto alcune domande a Vincenzo Mattei e lo ringraziamo per la sua disponibilità.<br />
</p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
25 gennaio 2011 ad oggi quali sono i problemi che permangono nel<br />
Paese, soprattutto riguardo i diritti umani e civili?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Con<br />
l’avvento di Al Sisi i diritti umani e civili sono quasi<br />
completamente soppressi. Le libertà di stampa e di opinione sono a<br />
loro volta ristrette per i fini del nuovo regime. I continui<br />
attentati terroristici che avvengono nel paese e soprattutto nel<br />
Sinai vengono usati dal regime per reprimere ogni dissenso. L’ancien<br />
régime, o meglio, la nomenclatura del vecchio regime di Mubarak è<br />
tornata a governare il paese come e più di prima. Inoltre la legge<br />
sul Terrorismo approvata a dicembre del 2014 include tutti quei casi<br />
che possono “attentare all’unità nazionale del paese”, tale<br />
definizione è molto vaga e lascia piena  discrezione all’autorità<br />
giurisdizionale di stabilire di volta in volta i casi rientranti nei<br />
dettami di questa legge &#8230; un’autorità giurisdizionale laché di<br />
quella governativa. La legge sulle Proteste del novembre del 2013<br />
inibisce qualsiasi manifestazione pubblica.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Che<br />
tipo di politica è quella di Al Sisi e in cosa si differenzia da<br />
quella di Morsi?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
politica di Al Sisi rispecchia la visione della vecchia nomenclatura,<br />
a differenza di Morsi che doveva battersi in ogni campo per mettere i<br />
suoi uomini nei posti chiave dell’amministrazione, per Al Sisi il<br />
problema non sussiste, perché fa parte dell’istituzione<br />
dell’esercito che è quella che effettivamente governa il paese dal<br />
1952.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Islam<br />
politico. Anche in Egitto, come in altri Paesi arabo-musulmani,<br />
l&#8217;ideologia religiosa è strettamente collegata alla politica: con<br />
quali conseguenze?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
conosco perfettamente tutti i casi del panorama arabo-musulmano,<br />
credo che in Marocco e in Giordania l’ideologia religiosa non entra<br />
in politica così profondamente come in altri stati, anche in Tunisia<br />
sotto molti aspetti è così. Il problema è già spiegato nella<br />
domanda, cioè, se si parla di qualsiasi ideologia, quindi<br />
estremizzazione della teoria, il dialogo con le altri parti o partiti<br />
è quasi nullo, perché esiste una sola visione che diventa unica e<br />
infallibile. La sfida dell’islam politico è quella di divenire<br />
forza in grado di discutere e dialogare con le altre componenti<br />
politiche. Sono gli stessi errori che hanno commeso i Fratelli<br />
Musulmani in Egitto e che analizzo bene nel mio libro (La fine delle<br />
ideologie islamiche, ed. Poiesis), confinarsi sulla proprie posizioni<br />
e non preferire il dialogo con il Fronte (laico) Nazionale di<br />
Salvezza ha compromesso la loro permanenza al governo alienandosi le<br />
già poche simpatie che la popolazione nutriva per loro.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Fintanto<br />
che questa visione non cambia, ogni partito islamico, o d’ispirazione<br />
islamista, penserà sempre che vincere le elezioni significa poter<br />
fare e disfare lo Stato a proprio piacimento, come se veramente tutta<br />
la nazione avesse votato per il partito (come è stato il caso dei FM<br />
in Egitto). La democrazia prevede il rispetto delle minoranze e<br />
dell’opposizione politica, prevede un confronto con gli altri<br />
partiti che non sono al governo, altrimenti derive dittatoriali di<br />
stampo islamista saranno sempre dietro l’angolo.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono gli aspetti all&#8217;avanguardia della nuova Costituzione (sancita<br />
dai militari nel gennaio 2014) e quali, invece, gli aspetti<br />
reazionari?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
un’intervista al pittore Mohamed Abla (uscita su Alias de Il<br />
Manifesto, 1 feb 2014,<br />
<u><a class="western" href="http://vincenzomattei.com/2014/02/03/la-nuova-costituzione-egiziana-alias-1-feb-2014/#more-3162?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://vincenzomattei.com/2014/02/03/la-nuova-costituzione-egiziana-alias-1-feb-2014/#more-3162?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u>)<br />
ci sono molti punti che avvicinano la Costituzione egiziana a quelle<br />
di altre democrazie mature. È previsto l’impeachment contro il<br />
Presidente della Repubblica, la garanzia del salario minimo,<br />
percentuali altissime del Pil dedicate all’educazione, alla sanità<br />
… la parità di genere, la rappresentanza rosa garantita in<br />
parlamento, la protezione della donna da qualsiasi discriminazione e<br />
violenza … la religione non è fonte del diritto statale come<br />
invece era il testo che avrebbero voluto i FM nel novembre del 2012.<br />
Ci sono moltissimi punti interessanti e all’avanguardia nel<br />
panorama arabo-musulmano, ma il problema rimane indissolubilmente<br />
uno: metterli in pratica e non lasciarli solo sulla carta. Fino ad<br />
ora tutte le libertà contemplate dalla nuova Costituzione egiziana<br />
sono state più represse che garantite, soprattutto dopo<br />
l’approvazione della legge sulla manifestazioni (novembre 2013) che<br />
prevede pene detentive e pecunarie pesantissie e che può essere<br />
usata a discrezione dal governo per mettere in carcere persone<br />
“scomode” come gli attivisti, i giornalisti o qualsiasi<br />
dissidente politico.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; text-indent: 0.5cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
che modo i giovani lottano per una “vera” democrazia?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.28cm;">
I<br />
giovani attivisti hanno lottato dall’inizio della rivoluzione (25<br />
gennaio 2011) fino all’approvazione della legge sulle<br />
manifestazioni, da allora molti sono in prigione, come a loro volta<br />
molti giornalisti. Dal massacro dei FM a Rabaa Al Adawayya (agosto<br />
del 2013), si calcola che in Egitto ci sono dai 20000 ai 30000<br />
prigionieri politici, per l’80% FM. Il processo democratico al<br />
momento è bloccato, la popolazione ha voluto il ritorno alla<br />
stabilità politica ed economica (ancora da raggiungere) e ha visto<br />
in Al Sisi l’uomo giusto per ritornare alla normalità dopo la<br />
disastrosa parentesi di Morsi e dei FM. Momentaneamente sembra che la<br />
maggioranza della popolazione non abbia interesse a continuare<br />
manifestazioni e proteste (a parte il bacino del Delta del Nilo dove<br />
i sindacati sono più forti) che hanno portato negli ultimi tre anni<br />
a tumulti e disordini in tutto il paese. La popolazione sembra stanca<br />
di continuare con agitazioni che hanno portato solo ad instabilità<br />
politica, inasprimento della crisi economica, a disordini di<br />
carattere pubblico con intere città e province sottoposte a<br />
coprifuoco per diversi mesi del 2012-3 (Suez, Ismailiyya, Port Said).<br />
In questo contesto l’attuale lotta dei giovani per una “vera”<br />
democrazia si è spostata di nuovo nell’ambito pre-rivoluzionario:<br />
nel web, mentre le piazze, le agorà della rivoluzione (in primis<br />
Tahrir), sono state di nuovo interdette all’assembramento di gruppi<br />
o di proteste, perché la conquista dello spazio pubblico è il primo<br />
passo per il sovvertimento dell’ordine dittatoriale od autoritario.</div>
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