<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>violenzadomestica Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/violenzadomestica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/violenzadomestica/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 Nov 2024 09:15:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>violenzadomestica Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/violenzadomestica/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Quanti sono gli orfani di femminicidio e chi si prende cura di loro?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/25/quanti-sono-gli-orfani-di-femminicidio-e-chi-si-prende-cura-di-loro/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/25/quanti-sono-gli-orfani-di-femminicidio-e-chi-si-prende-cura-di-loro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 09:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[mogli]]></category>
		<category><![CDATA[orfani]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>
		<category><![CDATA[servizisociali]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenzadigenere]]></category>
		<category><![CDATA[violenzadomestica]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17792</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da La 27ma ora, www.corriere.it) Una legge di non facile applicazione e un grande progetto ma tutto privato: così in Italia proteggiamo i sopravvissuti alla violenza «Orfani speciali» li chiamava Anna Costanza Baldry, psicologa&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/25/quanti-sono-gli-orfani-di-femminicidio-e-chi-si-prende-cura-di-loro/">Quanti sono gli orfani di femminicidio e chi si prende cura di loro?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/or.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="656" height="492" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/or.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17793" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/or.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/or-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da La 27ma ora, www.corriere.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p>Una legge di non facile applicazione e un grande progetto ma tutto privato: così in Italia proteggiamo i sopravvissuti alla violenza</p>



<p>«Orfani speciali» li chiamava Anna Costanza Baldry, psicologa e criminologa che, per prima (prima anche dello Stato) si dedicò a una ricerca sugli&nbsp;orfani dei femminicidi: «Quei tanti orfani di mamme uccise dai padri. Tanti, tantissimi ma ignorati e segregati &#8211; Scriveva Baldry nel 2017 nel presentare un enorme dossier a cui lavorava da tre anni &#8211; Come stanno oggi, dopo 5, 10, 15 anni da quel tragico e assurdo giorno? Chi sono? dove sono adesso? E cosa è accaduto loro, dove stanno, con chi? A questi figli cosa è stato detto? La legge cosa ha fatto di loro? E quegli adulti che si sono ritrovati ad aprire le loro case che sostegno psicologico ancora prima che economico è stato dato, se è stato dato, dovendo loro stessi, i familiari delle vittime, elaborare il loro di lutto e trauma, nonché gestire tuti i problemi sociali e giuridiche derivanti dall’omicidio?».</p>



<p>Quando Baldry si poneva queste domande gli orfani di femminicidio erano, agli occhi della legge, equiparati a tutti gli altri orfani. Il legislatore non si era posto il problema di pensare al loro diritto di futuro oltre il lutto tremendo che li aveva colpiti. Oggi, a quasi dieci anni dalla partenza del primo progetto di mappatura dedicato a loro e alle persone che se ne prendono cura, possiamo dire che qualcosa si è mosso, una legge ad hoc esiste. Ma c’è ancora molta strada da fare. In varie direzioni.</p>



<p>Innanzitutto, quanti sono e chi li aiuta? «Non ci sono stime ufficiali su quanti siano gli orfani delle vittime di femminicidio&nbsp;in Italia, come non esiste una mappatura dei femminicidi anche se il Ministero dell’Interno ci sta lavorando» spiega Mariangela Zanni, consigliere nazionale di D.i.Re, Donne in rete contro la violenza. Oggi un primo progetto, privato ma dalle dimensioni importanti, dedicato agli orfani e alle loro famiglie esiste ed è stato&nbsp;<a href="https://www.conibambini.org/2023/11/20/orfani-di-femminicidio-presentati-i-dati-inediti-di-con-i-bambini/?utm_source=rss&utm_medium=rss">varato dall’impresa sociale «Con i bambini»</a>&nbsp;nell’ambito del&nbsp;Fondo per il contrasto della povertà educativa&nbsp;minorile. Si chiama «A braccia aperte», prevede&nbsp;un investimento di 10 milioni&nbsp;che arrivano dalle fondazioni bancarie (Acri) e si snoda capillarmente su tutto il territorio nazionale in quattro progetti (Nord Est, Nord Ovest, Centro Italia e Sud) coinvolgendo operatori pubblici e realtà del terzo settore: cooperative, associazioni, centri antiviolenza.</p>



<h3>I numeri</h3>



<p>Sono&nbsp;157 gli orfani presi in carico dai progetti su scala nazionale attivati da «Con i Bambini» nell’iniziativa «A braccia aperte». Ma è un dato variabile perché altri 260 in tutta Italia sono stati già agganciati e a breve inizieranno anch’essi un percorso di sostegno e accompagnamento con le loro famiglie. I numeri maggiori sono al Sud. «Ma perché al Sud il lavoro di ricerca e sostegno è iniziato da molto tempo» rivela Fedele Salvatore, presidente dell’associazione Irene 95 che da anni a Napoli si occupa di minori vittime di violenza assistita e che partecipa al progetto per il sud «Respiro».</p>



<p>Il 74 per cento ha tra i 7-17 anni,&nbsp;il 17% tra i 18-21 e l’8% ha meno di 6 anni.</p>



<p>«Per rintracciarli abbiamo fatto un capillare lavoro di ricerca su siti di informazione, servizi sociali, tribunali, centri antiviolenza. Siamo risaliti fino a delitti commessi 9 o 10 anni fa» spiega Anna Agosta, consigliere D.i.Re e presidente dell’Associazione Thamaia Onlus che partecipa al progetto «Respiro». «Abbiamo incontrato orfani storici sui quali si era sedimentata un’assenza di attenzione &#8211; racconta Salvatore &#8211; Alcuni non hanno mai incontrato i servizi sociali, ad altri, a distanza di 5,6 anni dal delitto non era stata mai raccontata la verità sui fatti: “la mamma è morta in un incidente” è spesso la pietosa bugia ricevuta. Non è stato semplice, dopo tutto questo tempo, raccontare la verità, ma è solo comunicando la verità, in modo corretto che si possono aiutare questi ragazzi. Le bugie dette per “buon senso” non aiutano, anzi, finiscono per far danni».</p>



<h3>L’impatto</h3>



<p>Il 36% di loro era presente quando è stata uccisa la madre. Uno su quattro ha assistito. L’impatto psicologico che ne deriva è devastante e porta a una vera sindrome denominata «child traumatic grief»: la sofferenza è tale che il bambino diventa incapace di elaborare il lutto e si trova intrappolato in uno stato di dolore cronico. «Per questo, intorno all’orfano e all’enormità di quello che lo colpisce devono lavorare persone competenti con un approccio che si chiama “trauma informed”, focalizzata sulla comprensione del trauma e la sua elaborazione» racconta Salvatore.</p>



<p>Il 13% degli orfani presenta forme di disabilità.</p>



<h3>Dove vivono e con chi</h3>



<p>Il 42% vive in famiglie affidatarie, spesso gli zii o i nonni&nbsp;della mamma, il 10% vive in comunità (pensiamo ai minori stranieri che non hanno parenti qui), il 10% con una coppia convivente e solo il 6% è stato dato in adozione.</p>



<p>L’83% delle famiglie affidatarie arriva a fine mese con grande difficoltà, anche per la necessità di dover ricorrere a specialisti e professionisti che aiutino i bambini. Quindi il sostegno organizzato dal progetto “A braccia aperte” non può che essere articolato: è psicologico, economico ed educativo ed è rivolto ai minori e alle loro famiglie. Ma prevede anche interventi nelle scuole frequentate dai minori, progetti di avviamento al lavoro, pagamento di rette universitarie. Importante anche la parte dedicata alla formazione di tutti gli operatori coinvolti: quelli dei servizi socio-sanitari, dei Centri antiviolenza, le forze dell’ordine, il personale del tribunale per i minorenni, gli insegnanti. «Proprio per evitare tutti quelli errori commessi spesso in buona fede da familiari o da operatori pubblici. In alcuni casi, poi, la famiglia affidataria è quella del padre omicida con tutto quello che questo comporta, ovvero si tende a giustificare il crimine del familiare in carcere parlando di raptus. E si porta il minore dal padre in prigione senza prepararlo a un incontro come quello» racconta Salvatore.</p>



<h3>I soldi</h3>



<p>Le risorse in campo per il progetto nazionale sono importanti:&nbsp;10 milioni&nbsp;messi a disposizione dal Fondo per le povertà educative che dispone, in totale, di 760 milioni forniti dalle fondazioni bancarie (Acri) che ottengono in cambio dallo Stato un credito d’imposta. «Stiamo parlando del primo progetto nazionale, anzi, il primo in Europa pensato su misura per sostenere questi bambini&nbsp;e ragazzi raggiungendoli sul territorio» spiega Zanni, «coinvolge tante realtà del terzo settore e servirà per dare linee guida alle istituzioni in modo che colmino quel vuoto che c’è stato finora».</p>



<h3>La legge del 2018</h3>



<p>Che cosa ha fatto il legislatore per questi orfani e per le famiglie che li hanno accolti? si chiedeva Baldry. Una legge dedicata in effetti, c’è, la n°4 del 2018, che riconosce una serie di tutele processuali ed economiche. Per esempio si procede automaticamente al&nbsp;sequestro dei beni dell’indagato&nbsp;per risarcire i danni dei figli della mamma uccisa. Un analogo automatismo trasferisce l’eredità della madre ai figli. Già, prima accadeva che la pensione di reversibilità della donna uccisa finisse al partner in carcere. Inoltre si stabilisce&nbsp;un fondo economico dedicato&nbsp;e si dà la possibilità a questi orfani di cambiare cognome.</p>



<p>«La legge è la risposta a qualcosa che Baldry ha svelato, ovvero i bisogni degli orfani e come rendere più agevole per loro il “dopo”. Dalla partecipazione al processo all’eredità, al recupero di un risarcimento del danno, ai bisogni materiali» spiega Elena Biaggioni, penalista e vicepresidente D.i.Re. «Una legge innovativa&nbsp;ma con il grosso limite di essere poco conosciuta&nbsp;e poco usata anche perché le procedure per la sua applicazione sono complesse». La criminologa, scomparsa nel marzo 2019, fece appena in tempo a vedere l’approvazione della norma di cui era stata stimolo. Ma i cui decreti attuativi furono varati ben due anni dopo; «I governi che si sono succeduti non hanno mai creduto molto a questa legge e la politica ha finito per rendere farraginoso l’accesso agli strumenti di finanziamento» dice oggi Anna Maria Busia, Pd, che della 4/2018 è stata la redattrice.</p>



<p>«Familiari e care giver degli orfani, non sono in grado di destreggiarsi tra i commi e gli articoli. Per non parlare della modulistica da compilare e presentare in prefettura rispettando scadenze e burocrazia» spiega Fedele Salvatore. A che serve una buona legge se poi le persone non riescono ad usufruirne? Ora il progetto “A braccia aperte” sta evidenziando tutte le difficoltà pratiche e offrendo soluzioni di semplificazione anche attraverso specialisti e legali che affianchino le famiglie affidatarie. Un esempio tra i tanti che ci fa capire che la legge va semplificata ce le spiega Salvatore: «Tutti i benefici finanziari di cui gli orfani hanno diritto, a partire dal sequestro dei beni, sono applicabili quando c’è una sentenza di condanna anche di primo grado.&nbsp;Ma decadono in caso di suicidio del padre omicida. E questo avviene circa nel 30 per cento dei femminicidi».</p>



<p>Non solo.&nbsp;La legge prevede copertura per spese medico-sanitarie&nbsp;ma si tratta quasi esclusivamente di sostegno psicoterapeutico. Ma un bambino può aver bisogno, banalmente, di un apparecchio per i denti. Così, anche in questi casi, interviene il nuovo progetto con la possibiltà di doti specifiche.</p>



<p>Parlando con gli esperti e gli operatori che hanno lavorato al progetto si scopre che non è stato affatto semplice convincere le persone a fidarsi e affidarsi specie quando si risale a delitti indietro nel tempo. «Molti preferiscono non rivangare &#8211; racconta Zanni che lavora al progetto Nord Est &#8211; Abbiamo trovato persone arrabbiate, che non si sono sentite comprese». Per questo uno dei nodi del progetto è quello di attivare protocolli di aiuto dedicati alle prime ore dopo il trauma quando la famiglia è scioccata e frastornata: ci vogliono persone specializzate che sappiano comunicare e accompagnare. Anche in dettagli apparentemente marginali, come la partecipazione a un funerale.</p>



<p></p>



<p>Da ascoltare:</p>



<p><a href="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=57786392&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=true&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://widget.spreaker.com/player?episode_id=57786392&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=true&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>



<p><strong>Numero antiviolenza: 1522</strong></p>



<p>Gesti per chiedere aiuto: </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/segnale-aiuto-violenza-domestica.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="765" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/segnale-aiuto-violenza-domestica.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17794" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/segnale-aiuto-violenza-domestica.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/segnale-aiuto-violenza-domestica-300x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/segnale-aiuto-violenza-domestica-150x150.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/segnale-aiuto-violenza-domestica-80x80.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/segnale-aiuto-violenza-domestica-320x320.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/25/quanti-sono-gli-orfani-di-femminicidio-e-chi-si-prende-cura-di-loro/">Quanti sono gli orfani di femminicidio e chi si prende cura di loro?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/25/quanti-sono-gli-orfani-di-femminicidio-e-chi-si-prende-cura-di-loro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un femminicidio ogni due giorni durante il lockdown</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/11/23/un-femminicidio-ogni-due-giorni-durante-il-lockdown/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/11/23/un-femminicidio-ogni-due-giorni-durante-il-lockdown/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 11:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[america latina]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[casi]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[isolmaneto]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[Milano #25novembre]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenzadomestica]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14828</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Julia Martín Arévalo La lotta del 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, diventa ancora più simbolica quest’anno: 87 giorni, 44 donne uccise. Sono i dati del dossier sulle attività criminali&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/11/23/un-femminicidio-ogni-due-giorni-durante-il-lockdown/">Un femminicidio ogni due giorni durante il lockdown</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1002" height="400" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14829" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1002w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-2-300x120.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-2-768x307.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1002px) 100vw, 1002px" /></figure>



<p></p>



<p>di Julia Martín Arévalo</p>



<p>La lotta del 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, diventa ancora più simbolica quest’anno: 87 giorni, 44 donne uccise.</p>



<p>Sono i dati del dossier sulle attività criminali del 2020 redatto dal Ministero dell&#8217;Interno. I fatti parlano da soli: una donna è stata uccisa ogni due giorni durante il primo <em>lockdown</em>, arrivando alla cifra di 59 assassinii solo nel corso del 2020; tutte vittime della violenza maschilista. La quarantena obligatoria è stata sicuramente un “terreno fertile” per la violenza di genere; come ci si poteva aspettare, rinchiudere le donne in casa con i loro aggressori ha esponenzialmente aumentato i dati delle violenze che erano già preoccupanti ben prima del <em>lockdown</em>.</p>



<p>Tuttavia, l&#8217;Italia non è un caso isolato; in molti altri paesi, data la comune situazione legata alla pandemia, c&#8217;è stato un preoccupante aumento dei femminicidi. Particolarmente grave è la realtà dell’America Latina, luogo in cui già si gridava ad alta voce: &#8220;<em>nos están matando</em>&#8221; (ci stanno uccidendo) molto prima che arrivasse la pandemia. Un report delle Nazioni Unite, creato per allertare i paesi coinvolti dell’impatto della pandemia sulla violenza di genere, stima che 137 donne sono uccise ogni giorno nel mondo da un membro della propria famiglia. A livello globale sono 243 milioni le donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni che sono state vittime di violenza per mano dei loro partner; meno del 40% cerca aiuto.</p>



<p>Per alcune donne in Italia, come per tante altre in tutte il mondo, le misure di contenimento forzato del covid-19 hanno significato un pericolo enorme, poiché esso ha rafforzato l&#8217;isolamento di coloro che erano già vittime a rischio, peggiorando la loro situazione e separandole da tutti gli strumenti di difesa, ad eccezione del <strong>Numero Verde </strong>1522<strong> di Assistenza Per Le Vittime di </strong><strong>Genere</strong>. Questo,secondo i dati Istat, ha ricevuto un 73% più di chiamate con rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, di cui il 59% sono state chiamate di aiuto di vittime di violenza. Questi dati, sebbene allarmanti, possono significare anche qualcosa di positivo: le campagne di sensibilizzazione per far sentire a queste donne meno sole, hanno funzionato.</p>



<p><strong>Il 25 novembre sarà la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. </strong>Quest&#8217;anno, in piena lotta contro il Covid e data la prospettiva di un nuovo e lungo lockdown, la necessità di continuare a combattere questo nemico che, come la pandemia, è destinato a lasciarci con un alto numero di vittime, è diventata più evidente che mai.</p>



<p>Fonti:</p>



<p>“Femminicidio: il lockdown triplica gli omicidi di donne”, <em>Osservatorio di Diritti,</em> <a href="https://www.osservatoriodiritti.it/2020/09/04/femminicidio-in-italia-oggi-2020-statistiche-reato/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.osservatoriodiritti.it/2020/09/04/femminicidio-in-italia-oggi-2020-statistiche-reato/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>“Dossier Viminale: Un anno di attività del Ministero dell’Interno”, <em>Ministero dell’Interno, </em><a href="https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-08/dossier_viminale_2020.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-08/dossier_viminale_2020.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>“Comunicato stampa: Violenza di genere al tempo del covid-19: le chiamate al numero verde 1522”, <em>Istituto Nazionale di Statistica</em>, <a href="https://www.istat.it/it/archivio/242841?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.istat.it/it/archivio/242841?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>“COVID-19 and Ending Violence Against Women and Girls”, <em>UN Women, </em><a href="https://www.unwomen.org/-/media/headquarters/attachments/sections/library/publications/2020/issue-brief-covid-19-and-ending-violence-against-women-and-girls-en.pdf?la=en&amp;vs=5006&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.unwomen.org/-/media/headquarters/attachments/sections/library/publications/2020/issue-brief-covid-19-and-ending-violence-against-women-and-girls-en.pdf?la=en&amp;vs=5006&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/11/23/un-femminicidio-ogni-due-giorni-durante-il-lockdown/">Un femminicidio ogni due giorni durante il lockdown</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/11/23/un-femminicidio-ogni-due-giorni-durante-il-lockdown/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Violenza domestica in tempo di pandemia. Parla l&#8217;avv. Alessia Sorgato</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia-parla-lavv-alessia-sorgato/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia-parla-lavv-alessia-sorgato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 13:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[associazioneinformazioni]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattanti]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattate]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[procedure]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[tribunali]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[udienze]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[violenzadomestica]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14012</guid>

					<description><![CDATA[<p>Durante la diretta streaming, l&#8217;avv. Alessia Sorgato ha dato informazioni pratiche e molto utili per le donne vittime di violenza domestica, oltre ad approfondire i tanti temi legati a questo argomento. Seguite l&#8217;incontro nel&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia-parla-lavv-alessia-sorgato/">Violenza domestica in tempo di pandemia. Parla l&#8217;avv. Alessia Sorgato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="883" height="720" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/codice-rosso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14013" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/codice-rosso.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 883w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/codice-rosso-300x245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/codice-rosso-768x626.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 883px) 100vw, 883px" /></figure></div>



<p>Durante la diretta streaming, l&#8217;<strong>avv. Alessia Sorgato</strong> ha dato informazioni pratiche e molto utili per le donne <em>vittime </em>di violenza domestica, oltre ad approfondire i tanti temi legati a questo argomento. Seguite l&#8217;incontro nel video e continuate a seguire anche <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> con gli approfondimenti <em>sull&#8217;attualità</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Violenza domestica in tempo di pandemia" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/LKSoxkIPHbc?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia-parla-lavv-alessia-sorgato/">Violenza domestica in tempo di pandemia. Parla l&#8217;avv. Alessia Sorgato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia-parla-lavv-alessia-sorgato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
