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	<title>volontario Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Fare volontariato a Palermo: intervista all&#8217;illustratore Rosario Riginella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 08:22:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Rosario Riginella, illustratore, che lavora anche come volontario presso un centro di accoglienza a Palermo. Un centro non solo per i migranti, ma per persone povere, disagiate,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> </em>ha intervistato Rosario Riginella, illustratore, che lavora anche come volontario presso un centro di accoglienza a Palermo. Un centro non solo per i migranti, ma per persone povere, disagiate, escluse per diversi motivi.</p>
<p>Ringraziamo tantissimo Rosario Riginella per la sua disponibilità.</p>
<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12310" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1440" height="900" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03-768x480.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03-1024x640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><u>Il quartiere in cui è situato il centro è ancora un quartiere difficile di Palermo?</u></em></p>
<p>Il Ballarò è uno dei quartieri più belli di Palermo. È nel cuore della città, in un centro storico affollato, vivace e vitale. Da anni esiste una rete fatta da associazioni, centri di aggregazione, parrocchia, istituti religiosi, scuola, che opera per la sua rinascita culturale, legale, turistica. Nonostante tutto questo rimane un quartiere a rischio con ampie sacche di povertà materiale e morale. La presenza di nuovi cartelli criminali pone sempre di più il Ballarò al centro dell&#8217;attenzione delle forze dell&#8217;ordine e della magistratura. Quindi la rete di cui scrivevo prima rimane un presidio importante, irrinunciabile che ha bisogno continuamente di essere sostenuto dalle istituzioni dall&#8217;opinione pubblica.</p>
<p><i><u>Che categorie di persone frequentano il centro?</u></i></p>
<p>Il progetto dei centri di accoglienza è rivolto agli adulti in stato di grave disagio e marginalità sociale. Accogliamo gente dai 18 anni in su. È rivolto a chiunque chieda aiuto al servizio sociale del comune. Non facciamo distinzione alcuna, di nazionalità, religione, sesso etc&#8230; Attualmente nella struttura dove lavoro io, stiamo accogliendo 3 interi nuclei familiari uno dei quali una famiglia rom di origine serba, perfettamente integrata con il resto degli ospiti <i>(in un certo senso in controtendenza al clima di intolleranza che c&#8217;è verso di loro, purtroppo sempre più in aumento).</i> Ci sono poi 2 uomini e una donna africani, e poi ospiti alcuni dei quali con disabilità fisica e mentale. Insomma è rappresentato l&#8217;intero mondo!</p>
<p><span style="color: #222222;"><i><u>Che tipo di aiuto offrite?</u></i></span></p>
<p><span style="color: #222222;">Innanzitutto offriamo una stanza in cui dormire con un comodo letto e il bagno. Dico questo perché tutti quelli che usufruiscono del servizio altrimenti non avrebbero dove andare a dormire. Alcuni di loro prima di entrare in struttura dormivano per strada. Risolto il problema del vitto e dell&#8217;alloggio, attraverso una rete fatta dai servizi sociali del comune e dalle associazioni di volontariato che aderiscono al progetto, offriamo loro la possibilità di reinserirsi nella società a pieno titolo e diritto. Uno dei servizi più importanti è la possibilità di avere la residenza virtuale, molti di loro infatti per una serie di cause la perdono. Riacquistano così i diritti fondamentali dell&#8217;essere cittadino. Possono fare richiesta del medico curante, l&#8217;accredito della pensione o l&#8217;accesso a sussidi pubblici come la carta REI o il prossimo reddito di cittadinanza.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"> Ma c&#8217;è anche un altro tipo d&#8217;aiuto che offriamo ed è l&#8217;ascolto in una zona franca, come una città aperta nel cuore della città, in cui chiediamo di lasciar stare le amarezze, le asprezze, le durezze della loro vita e provare attraverso la vita in comunità a riacquisire o ad imparare per la prima volta a stare bene insieme e ad avere rispetto gli uni degli altri. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><i><u>Tu sei illustratore e ti occupi del sociale: utilizzi la tua arte anche in questa attività?</u></i></span></p>
<p><span style="color: #222222;">È mia intenzione creare un laboratorio d&#8217;arte, realizzare piccoli cortometraggi, audio documentari, magari piccoli spettacoli teatrali. Attualmente sovraintendo al lavoro spontaneo che alcuni di loro realizzano come quadretti e disegni molto creativi. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><i><u>Riuscite a recuperare alcuni bambini/ragazzi e, magari, a far loro frequentare la scuola?</u></i></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">Come dicevo prima il progetto è rivolto agli adulti quindi non abbiamo bambini o ragazzi. Però in alcune circostanze abbiamo accolto ragazzi appena maggiorenni e per alcuni di loro si sono attivate una serie di situazioni per far sì che frequentassero corsi di avviamento professionali. Alcuni degli adulti ospiti delle strutture frequentano il corso pomeridiano per conseguire la licenza media. La mattina possono studiare, fare i compiti con l&#8217;aiuto di noi educatori.</span></span></p>
<p><i><u>Avete l&#8217;appoggio delle istituzioni?</u></i></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-size: medium;">Palermo ha tanti problemi, uno dei più gravi è certamente il “traffico!”. Naturalmente è una battuta tratta dal mitico Johnny Stecchino. Questo per dire che nonostante tutto da qualche anno la città di Palermo ha un&#8217;amministrazione illuminata. I centri d&#8217;accoglienza dove lavoro nascono anche dal lavoro dell&#8217;assessore alla cittadinanza. C&#8217;è un costante e diretto rapporto con i servizi sociali del comune. La mia non è una risposta di circostanza ma è la realtà dei fatti. Non c&#8217;è solo l&#8217;appoggio delle istituzioni ma c&#8217;è un lavoro in sinergia con esse.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12309" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1440" height="900" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01-768x480.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01-1024x640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12311" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1440" height="900" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03-1-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03-1-768x480.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-03-1-1024x640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12312" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1440" height="900" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01-1-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01-1-768x480.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-01-1-1024x640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-06.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12313" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-06.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1440" height="900" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-06.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-06-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-06-768x480.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Palermo-06-1024x640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il progetto di Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione “Back to the Future”</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 07:21:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Il rimpatrio come diritto di avere un’altra opportunità, come inizio di un percorso nuovo, come fine di una fase difficile, forse di una guerra che volge al termine. La presentazione del progetto “Back&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/10/26/il-progetto-di-rimpatrio-volontario-assistito-e-reintegrazione-back-to-the-future/">Il progetto di Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione “Back to the Future”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7245" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-610" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-610-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p>Il rimpatrio come diritto di avere un’altra opportunità, come inizio di un percorso nuovo, come fine di una fase difficile, forse di una guerra che volge al termine.</p>
<p>La presentazione del progetto “Back to the Future” sul RVA&amp;R, ossia il Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione, finanziato dal “Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 &#8211; Obiettivo specifico 3 Rimpatrio &#8211; Obiettivo nazionale 2 Misure di rimpatrio &#8211; PROG. 237”, venerdì scorso all’Istituto della Enciclopedia Italiana, è stata l’occasione per discutere di una procedura ancora troppo poco utilizzata.</p>
<p>Secondo Giovanni Lattanzi, Coordinatore nazionale del Gus (Gruppo Umana Solidarietà) ente capofila del progetto, “il rimpatrio arriva al culmine di un ragionamento di lungo respiro che abbiamo fatto insieme ad altre Ong e che va a completare l’accoglienza. Perché nell’accoglienza deve essere prevista anche l’opzione del rimpatrio”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7246" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-611" width="1024" height="576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-611.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1139w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Il Gus si occupa da anni di Cooperazione e sviluppo, ma anche di accoglienza di migranti e richiedenti protezione internazionale. “Ci chiediamo spesso come far convivere queste due esperienze”, aggiunge Lattanzi, secondo il quale “il progetto del Rimpatrio ci dà proprio l’occasione per integrare le due azioni: cooperazione e accoglienza. Anche perché nel tempo ci siamo accorti di un cambiamento del flusso migratorio, che vede l’Italia come un paese di passaggio veloce, che accoglie e che deve dare quindi l’opportunità di ritornare nel Paese di origine”.</p>
<p>“Back to the Future” vuole dare uno strumento in più a chi ha terminato il progetto migratorio, o ha concluso quello dell’accoglienza. “Una conclusione che non deve essere vista come un fallimento”, secondo il Project coordinator Salvatore Ippolito. “Un ritorno nel Paese di origine vuol dire che si è risolto il problema. Il ritorno può essere visto come la fase più importante del processo”.</p>
<p>Nella nostra società il fenomeno migratorio è spontaneo, non organizzato in flussi ordinati. Semplicemente accade: “perché siamo circondati da instabilità economica e crisi di diverso tipo. Tutto questo lascia un saldo di non integrabilità, o di rinuncia al progetto migratorio”, aggiunge Ippolito, “quindi il migrante può anche decidere di ritentare in modo volontario”.</p>
<p>Il Gus supportato dai partner del progetto: Ricerca e Cooperazione, Movimento per l’Autosviluppo l’Interscambio e la Solidarietà (Maìs), COCIS e Re.Te. lavoreranno insieme a Comuni e associazioni migranti, con l’obiettivo di far diventare una consuetudine il Rimpatrio, e per far diventare i migranti volano di sviluppo nel loro paese d’origine. In questo modo la migrazione diventa elemento di sviluppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7247" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-612" width="1024" height="576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-612.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1139w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Massima collaborazione offre immediatamente Emiliano Monteverde, Assessore alle politiche sociali e servizi alla persona, Promozione della salute, Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, Politiche per lo sport del Municipio Roma 1 Centro, secondo il quale progetti come questi “ci permettono di far uscire il ‘sociale’ dalla routine, coinvolgendo il tessuto sociale del territorio. Per questo vogliamo dare massimo risalto a questo progetto di grande innovazione”.</p>
<p>Ha accettato la sfida la Project manager Cristina Montefusco, che ha presentato nel dettaglio tecnico “Back to the Future” a partire dalle quattro fasi, ovvero lo Scambio di informazioni, il Colloquio e la Valutazione del caso da parte dell’operatore, l’elaborazione di un Piano personalizzato di reintegrazione che tiene conto delle capacità e delle aspettative del migrante, e l’accompagnamento nella realizzazione del Piano nel Paese di origine.</p>
<p>Durante la presentazione del progetto all’Istituto della Enciclopedia Italia è intervenuto anche il Prefetto Riccardo Compagnucci, il quale ha insistito sull’importanza del Rimpatrio, anche se al momento sono esigui i migranti che ritornano volontariamente al proprio Paese di origine. “Dobbiamo cambiare l’idea delle migrazioni: ancora oggi facciamo delle distinzioni sulle motivazioni alla base della mobilità, ma non ci possono essere distinzioni, perché le persone si stanno muovendo sempre di più e il rimpatrio volontario deve essere visto come una fiammella di intelligenza e lungimiranza rispetto alla mobilità reale. Concentriamoci sul perché il migrante è qui, piuttosto che sul perché è venuto qui”.</p>
<p>Punto di riferimento online del progetto è il sito <a href="http://rimpatri.gus-italia.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://rimpatri.gus-italia.org&amp;source=gmail&amp;ust=1477551847889000&amp;usg=AFQjCNGxDUPW9cW8UAY75uNYDU6pKopPWw&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://rimpatri.gus-italia.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> attivato durante la presentazione, attraverso il quale il Gus Gruppo Umana Solidarietà vuole dare rilievo a tutte le attività connesse al Rimpatrio Volontario.</p>
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		<title>DA GERUSALEMME A GAZA: in ricordo di Vittorio Arrigoni</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2016 09:21:56 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;" align="CENTER">di Monica Macchi</p>
<p style="text-align: justify;" align="CENTER">
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Dedicato a Vittorio Arrigoni (Vik), giornalista e attivista, ucciso a Gaza nella notte fra il 14 e il 15 aprile del 2011. </b></span></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-262.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5674" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5674" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-262.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (262)" width="666" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-262.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 666w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-262-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Domenica scorsa al teatro Menotti di Milano è andato in scena lo spettacolo “Cafè Jerusalem. Teatro e musica nella notte di Gerusalemme” con commento musicale dal vivo dei RadioDerwish, tratto dal libro “Gerusalemme senza Dio” di Paola Caridi, una produzione del Teatro stabile di Genova. Storie intrecciate da un </span></span><span style="color: #2b2a2a;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Hakawati, in un caffè della Città Vecchia di Gerusalemme della palestinese </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nura e dell’israeliano Moshe, che si ribaltano in quella del palestinese Musa e della ragazza-soldato israeliana che gli chiede i documenti.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il ricavato dei biglietti servirà per ricostruire la “Terra dei bambini”, una scuola progettata dall’ong Vento di terra a Gaza nel villaggio beduino di Um al Nasser e distrutta dall’esercito israeliano nel corso dell’ultima offensiva militare.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ed ecco Barbara Archetti, presidentessa di Vento di Terra che spiega i progetti dell’associazione.</span></span></p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/usVK_cBfmlk?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E questa è la canzone che ha chiuso il concerto “Stay human” dedicata a Vik</span></span></p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/tjqLpnAXYTA?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p align="JUSTIFY">
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