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	<title>xenofobia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>xenofobia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Siglato un protocollo d’intesa volto alla prevenzione e al contrasto di ogni tipo di discriminazione nel settore immobiliare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 06:32:13 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15481" width="461" height="370" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip-300x241.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip-768x617.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></figure>



<p>Ieri, 30 giugno 2021, stato siglato a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il protocollo d’intesa tra <strong>Triantafillos Loukarelis</strong>, Direttore dell’Unar l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri (<strong>Unar</strong>) e <strong>Gian Battista Baccarini</strong> – Presidente della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (<strong>Fiaip</strong>) volto alla prevenzione e al contrasto di ogni tipo di discriminazione nel settore immobiliare.</p>



<p>L’accordo, di durata triennale, prevede la realizzazione congiunta di iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione, rivolte agli&nbsp;<strong>agenti immobiliari</strong>, finalizzate ad una migliore conoscenza degli strumenti normativi e di tutela, e l’emersione dei fenomeni di&nbsp;<strong>discriminazione&nbsp;</strong>legati alle procedure di&nbsp;<strong>compravendita&nbsp;</strong>o&nbsp;<strong>locazione di immobili</strong>.</p>



<p>In particolare, Unar e Fiaip, oltre ad istituire un tavolo tecnico di coordinamento, si sono impegnati a:</p>



<ul><li>definire e promuovere annualmente attività congiunte di sensibilizzazione sui temi dell’antidiscriminazione con particolare riferimento al settore immobiliare;</li><li>collaborare a iniziative finalizzate a una migliore conoscenza da parte degli agenti immobiliari e dei cittadini degli strumenti normativi e delle strategie di contrasto e prevenzione delle situazioni di discriminazione;</li><li>realizzare momenti di formazione e aggiornamento rivolti agli agenti immobiliari iscritti alla FIAIP</li><li>realizzare campagne di sensibilizzazione e informazione volte alla prevenzione dei comportamenti xenofobi e discriminatori e alla promozione della consapevolezza sui diritti;</li></ul>



<p>“Mai più dinieghi discriminatori per chi rivendica il diritto ad avere una casa per sé e per la propria famiglia – dichiara&nbsp;<strong>Triantafillos Loukarelis</strong>&nbsp;–direttore dell’UNAR<strong>.</strong></p>



<p>Troppo spesso in questi anni abbiamo appreso di proprietari di casa che non hanno guardato all’affidabilità della persona, ma alla sua origine etnica, al colore della sua pelle, all’orientamento sessuale o all’identità di genere. Questo protocollo che sottoscriviamo insieme alla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, è in grado di fare la differenza, arginando ogni tipo di razzismo e stereotipo, evitando così l’umiliazione di persone che chiedono di vedere riconosciuto un diritto. Le attività congiunte di formazione e di sensibilizzazione – continua&nbsp;<strong>Loukarelis&nbsp;</strong>– forniranno gli strumenti per consentire il rispetto della legalità e della parità di trattamento. Nessuna agenzia immobiliare o agente dovranno assecondare pratiche discriminatorie in futuro. Questo è il nostro auspicio comune e lavoreremo per renderlo realtà.”</p>



<p>“Fare cultura per prevenire le discriminazioni, sensibilizzare le agenzie immobiliari e migliorare i rapporti culturali in questa materia nel Real Estate – dichiara&nbsp;<strong>Gian Battista Baccarini,</strong>&nbsp;Presidente Nazionale&nbsp;<strong>Fiaip</strong>&nbsp;– è sempre più importante. Con l’accordo, siglato oggi che insiste sullo specifico campo della parità di trattamento nella compravendita o locazione degli immobili, si effettua in Italia un altro passo importante per la tutela e la pari dignità delle vittime di ogni tipo di discriminazione, sia essa legata alla razza e/o origine etnica, alla religione, all’età, alla disabilità, all’orientamento sessuale o all’identità di genere delle persone”.</p>



<p>In allegato il protocollo d’intesa.</p>



<p><a target="_blank" href="http://www.unar.it/wp-content/uploads/2021/06/Protocollo-UNAR-FIAIP-30-GIUGNO-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener">Protocollo UNAR-FIAIP 30 GIUGNO 2021</a></p>
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		<title>Chi è il nostro nemico in questa guerra? Dichiarazione di accademici greci ed altri contro la xenofobia﻿</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 08:13:21 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="660" height="370" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/xxxxxxxxxxxxxxx.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13752" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/xxxxxxxxxxxxxxx.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/xxxxxxxxxxxxxxx-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure></div>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><br></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td></td></tr><tr><td>Various Authors &#8211; Autores varios &#8211; Auteurs divers- AAVV-d.a.<br>(da txacala-int.org)</td></tr><tr><td>Tradotto da&nbsp;<strong>&nbsp;<a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=2&amp;lg_pp=it&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي</a></strong></td></tr></tbody></table>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td>In Grecia siamo testimoni di un&#8217;isteria xenofoba e razzista alimentata da un ampio spettro di forze conservatrici, di <br>estrema destra e fasciste, e sostenuta dai mass media e dal governo. In un&#8217;atmosfera di fervore nazionalistico, il <br>discorso pubblico è trafitto da grida di guerra e dichiarazioni disumane che offendono i valori morali fondamentali. <br>Incredibili, odiose e spudorate ingiurie vengono lanciate contro donne e bambini, e contro i deboli in generale.Questa<br> xenofobia organizzata e psicotica coltiva il panico, paralizza il pensiero razionale, annega ogni appello alla solidarietà, riempie una società stanca e insicura con i veleni dell&#8217;estrema destra e del fascismo misantropo. Segna il culmine di <br>uno sforzo sistematico e insistente del capitale per imporre alla società greca l&#8217;egemonia ideologica di un&#8217;estrema <br>destra razzista. Sfrutta gli enormi problemi creati dalle dure politiche liberali degli attuali e precedenti detentori del <br>potere statale.<br><br>Contro l&#8217;istrionismo dell&#8217;estrema destra dichiariamo con calma:<em>I rifugiati non sono mai stati un problema per il popolo </em><br><em>greco.<br><br>Non sono stati i rifugiati a causare la crisi mondiale, ma il capitale.<br><br>I rifugiati non hanno portato milioni di lavoratori alla disoccupazione, né centinaia di migliaia di imprese in Grecia alla </em><br><em>chiusura. In tutto il mondo, è il capitale che lo ha fatto.<br><br>I rifugiati non hanno fatto sì che nell&#8217;ultimo decennio gli Stati derubassero i propri cittadini con le tasse destinate a </em><br><em>salvare le banche e altri covi oligarchici del capitalismo mondiale. Sono stati gli oligarchi a farlo.<br><br>I rifugiati hanno perso tutto negli anni della crisi economica mondiale. Gli oligarchi continuano però ad accumulare </em><br><em>ricchezze saccheggiando il pianeta.<br><br>I rifugiati non hanno imposto al popolo greco disoccupazione di massa e povertà. La Troika lo ha fatto attraverso i suoi </em><br><em>memorandum.<br><br>I rifugiati non hanno mandato in emigrazione mezzo milione di figli e figlie del popolo greco. </em>I rifugiati non gestiscono un sistema basato sullo sfruttamento, la concorrenza, l&#8217;alienazione e la guerra. Come i migranti sono vittime del sistema <br>capitalistico dominante che organizza la guerra di classe dei ricchi contro i poveri. Sperimentano tutte le catastrofi che questo sistema porta all&#8217;umanità. Sono vittime di tutte le guerre e di tutti gli interventi organizzati dall&#8217;Occidente <br>imperialista &#8211; USA, Unione Europea, NATO &#8211; per imporre il suo dominio.<br><br>La Grecia è parte integrante delle strutture finanziarie, politiche e militari euroatlantiche. Attraverso la partecipazione a queste strutture gli oligarchi greci avanzano aggressivamente i loro interessi, qui e altrove. I rifugiati e gli immigrati sono vittime della guerra finanziaria mondiale condotta dai colossali monopoli degli Stati imperialisti contro i <br>produttori dei paesi più deboli, causando e riciclando così il sottosviluppo e la povertà.<br><br>L&#8217;estrema destra però, in Grecia e in ogni altro luogo, attribuisce tutti questi flagelli ai rifugiati. In modo sistematico e organizzato rivolge contro i rifugiati la rabbia di coloro che non vedono i veri colpevoli: le forze di guerra (USA, Nato, <br>Unione Europea), l&#8217;oligarchia della ricchezza, e i politici che le servono.<br><br>Attraverso il bersaglio xenofobo dei rifugiati l&#8217;estrema destra coltiva la discordia tra la gente. Sovverte la solidarietà <br>sociale, che è sempre stata l&#8217;arma degli sfruttati e degli oppressi contro gli sfruttatori e gli oppressori.<br><br>Di fronte a un&#8217;epidemia di xenofobia e razzismo, dichiariamo con forza che i rifugiati e i migranti non sono nostri <br>nemici. Non siamo contro di loro! Non siamo contro i deboli, i miserabili, gli impoveriti di questo mondo! I nostri <br>nemici sono i guerrafondai &#8211; gli Stati Uniti, la NATO, l&#8217;Unione Europea, gli oligarchi capitalisti in Grecia e Turchia, e i <br>loro servitori politici. I nostri nemici sono i fascisti, i razzisti e i misantropi.<br><br>Contro un sistema che schiaccia interi popoli e ne polverizza la vita, un sistema che giorno dopo giorno produce <br>sempre più “persone in esubero”, noi lotteremo sempre per la solidarietà dei popoli contro i loro nemici comuni, per <br>una nuova società di fratersororità e di umanità.<br><br></td></tr></tbody></table>



<p>&#8212;

</p>
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		<title>Attentanto ad Hanau, Germania. Un appello</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 16:14:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì sera, intorno alle 22, un killer ha aperto il fuoco ad Hanau (in Germania) prendendo di mira alcuni «shisha bar», amati dalla comunità turca e curda. Nove i morti. Il corpo senza vita dell&#8217;autore della strage&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="800" height="400" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/hanau_sparatoria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13650" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/hanau_sparatoria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/hanau_sparatoria-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/hanau_sparatoria-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>A car with dead bodies stands in front of a bar in Hanua, Germany Thursday, Feb. 20, 2020. (AP Photo/Michael Probst)</figcaption></figure></div>



<p>Mercoledì sera, intorno alle 22, <a rel="noreferrer noopener" target="_blank" href="https://www.corriere.it/esteri/20_febbraio_20/germania-due-sparatorie-ad-hanau-otto-morti-cinque-feriti-a913bcd0-536c-11ea-a666-434a0f1b693a.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss">un killer ha aperto il fuoco ad Hanau </a>(in Germania) prendendo di mira alcuni <a rel="noreferrer noopener" target="_blank" href="https://milano.corriere.it/cronaca/cards/shisha-bar-narghile-cucina-tipica-cosa-sono-cosa-si-fa-locali-arabi-piu-frequentati-milano/regole_principale.shtml?utm_source=rss&utm_medium=rss">«shisha bar»</a>, amati dalla comunità turca e curda. Nove i morti. Il corpo senza vita dell&#8217;autore della strage — 43 anni — è stato trovato nella sua abitazione insieme a quello della madre. L&#8217;uomo ha lasciato una video-confessione in cui rivendica la volontà di «annientare alcuni popoli». Per gli inquirenti il movente è legato all&#8217;estrema destra. «Il razzismo è un veleno colpevole di troppi crimini», ha commentato la cancelliera Merkel. </p>



<p></p>



<p>Riportiamo un appello che condividiamo pienamente:</p>



<p><em><strong>AMSI,Co-mai ;Uniti per Unire e UMEM. Bisogna annietare la malattia dell&#8217;estremismo, l&#8217;odio razziale e religioso e non annientare nessun popolo. Chiediamo più protezione per le comunità di origine straniera in Italia .</strong></em></p>



<p>Così l&#8217;Associazione medici di origine straniera in italia <strong>(Amsi)</strong> , la comunità del mondo arabo in Italia <strong>(Co-mai) </strong>e l&#8217;Unione Medica Euro Mediterranea <strong>(UMEM)</strong> condannano l&#8217;attentato e la sparatoria atroce ,disumana e su base di odio razziale e religioso contro due locali del Narghilè frequentato da immigrati che è costata la vita a 11 persone e 4 feriti. &#8220;Sono anni che lanciamo il nostro allarme contro un estremismo pericoloso che avanza contro immigrati ,musulmani ,ebrei ,cittadini di colore e tutto quello che fa parte della diversità e non essere europeo, in una società sempre più globalizzata per esigenze economiche e politiche .Oltre tutto a questo si aggiungono la comunicazione e informazione sui social piena di odio e slogan razzisti senza controllo e senza prevenzione e  le dichiarazioni irresponsabili di politici e slogan elettorali che non aiutano l&#8217;integrazione e il dialogo inter culturale e inter religioso, sicuramente il risultato purtroppo gli estremisti di ogni tipo sia politico ,religioso che ideologico utilizzano queste elementi importanti come alibi per utilizzare la violenza atroce contro civili e innocenti.&#8221;Cosi dichiara <strong>Foad Aodi </strong>Fondatore di Amsi ,Co-mai e Membro del Gruppo di Lavoro Salute Globale Fnomceo che si appella al mondo politico europeo di unirsi nelle cose che uniscono a favore dei diritti umani ,integrazione ,conoscenza e rispetto reciproco e lasciare le cose che dividono senza dichiarazioni e slogan politici che non aiutano il dialogo tra le civiltà.</p>
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		<title>Lettera aperta congiunta sulle preoccupazioni relative all&#8217;aumento globale del discorso d&#8217;odio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 07:09:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L Firmato da 26 mandati, vedi elenco sotto Siamo allarmati dal recente aumento dei messaggi odiosi e dall&#8217;istigazione alla discriminazione e all&#8217;odio contro i migranti, i gruppi minoritari e vari gruppi etnici, nonché i&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="960" height="640" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13060" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p></p>



<p><em>Firmato da 26 mandati, vedi elenco sotto</em></p>



<p>Siamo allarmati dal recente aumento dei messaggi odiosi e dall&#8217;istigazione alla discriminazione e all&#8217;odio contro i migranti, i gruppi minoritari e vari gruppi etnici, nonché i difensori dei loro diritti, in numerosi paesi.&nbsp;I discorsi di odio, sia online che offline, hanno esacerbato le tensioni sociali e razziali, incitando attacchi con conseguenze mortali in tutto il mondo.&nbsp;È diventato mainstream nei sistemi politici di tutto il mondo e minaccia i valori democratici, la stabilità sociale e la pace.&nbsp;Le idee alimentate dall&#8217;odio e il patrocinio accentuano il discorso pubblico e indeboliscono il tessuto sociale dei paesi.</p>



<p>Attraverso la legge e i principi internazionali sui diritti umani, gli Stati si sono impegnati a combattere la discriminazione razziale, la violenza razzializzata e la xenofobia.&nbsp;Questi standard internazionali sui diritti umani garantiscono l&#8217;uguaglianza e i diritti di non discriminazione e impongono agli Stati di agire con forza contro i discorsi razzisti e xenofobi e di vietare la difesa dell&#8217;odio nazionale, razziale o religioso che costituisce istigazione alla discriminazione, all&#8217;ostilità o alla violenza.</p>



<p>Siamo seriamente preoccupati che leader, alti funzionari governativi, politici e altre figure di spicco diffondano la paura del pubblico contro i migranti o quelli visti come &#8220;gli altri&#8221;, per il proprio vantaggio politico. La demonizzazione di interi gruppi di persone come pericolosi o inferiori non è nuova nella storia umana; ha portato a tragedie catastrofiche in passato. In tutto il mondo, osserviamo che personaggi pubblici stanno tentando di alimentare le tensioni etniche e la violenza diffondendo discorsi d&#8217;odio contro i vulnerabili. Tale retorica mira a disumanizzare i gruppi di minoranza e altre persone interessate e, nel caso dei migranti, promuove un discorso discriminatorio su chi &#8220;merita&#8221; di far parte di una comunità. </p>



<p>Inoltre,</p>



<p>la retorica dell&#8217;odio deve essere contrastata, poiché ha conseguenze sulla vita reale. Gli studi hanno stabilito una correlazione tra l&#8217;esposizione al discorso d&#8217;odio e il numero di crimini d&#8217;odio commessi. Per frenare gli attacchi xenofobi ai migranti e prevenire l&#8217;incitamento alla discriminazione, all&#8217;odio, all&#8217;ostilità e alla violenza contro altri gruppi emarginati, chiediamo ai funzionari pubblici e ai politici, nonché ai media, di assumersi la loro responsabilità collettiva di promuovere società tolleranti e inclusive. Per raggiungere questo obiettivo, devono astenersi da qualsiasi patrocinio di odio nazionale, razziale o religioso che costituisce istigazione alla discriminazione, all&#8217;ostilità o alla violenza. Dovrebbero anche denunciare rapidamente coloro che incitano all&#8217;odio contro i migranti, le minoranze o altri gruppi vulnerabili.</p>



<p>Non si tratta di una richiesta di ulteriori restrizioni alla libertà di espressione, che è sotto attacco in tutto il mondo;&nbsp;chiediamo esattamente il contrario, la promozione della libera espressione.&nbsp;La libertà di espressione serve come strumento vitale per contrastare i discorsi di odio, eppure quegli stessi personaggi pubblici che schierano la retorica odiosa spesso cercano di limitare i diritti individuali di parlare e rispondere e difendere se stessi e le loro idee.&nbsp;È di fondamentale importanza che gli Stati assicurino che il test in tre parti per le restrizioni alla libertà di espressione &#8211; legalità, proporzionalità e necessità &#8211; si applichi anche ai casi di incitamento all&#8217;odio.&nbsp;Siamo preoccupati per l&#8217;abuso di &#8220;discorsi di odio&#8221; come termine per minare il dissenso legittimo e sollecitare gli Stati ad affrontare i problemi fondamentali affrontati dalla legge sui diritti umani promuovendo nel contempo i diritti alla privacy, alla cultura, alla non discriminazione,&nbsp;protesta pubblica e assemblea pacifica, partecipazione pubblica, libertà di religione e credo e libertà di opinione e di espressione.&nbsp;Li esortiamo a seguire gli standard adottati nel piano d&#8217;azione di Rabat e a partecipare attivamente al processo di Istanbul per contrastare l&#8217;intolleranza che vediamo in tutto il mondo.</p>



<p>Chiediamo agli Stati di raddoppiare gli sforzi per rendere responsabili coloro che hanno incitato o perpetrato la violenza contro i migranti e altri gruppi vulnerabili.&nbsp;Le società di social media e tradizionali dovrebbero esercitare la dovuta diligenza per garantire che non forniscano piattaforme per il discorso dell&#8217;odio e per l&#8217;incitamento all&#8217;odio e alla violenza.&nbsp;Gli Stati dovrebbero lavorare attivamente verso politiche che garantiscano i diritti alla parità, alla non discriminazione e alla libertà di espressione, nonché il diritto a vivere una vita libera dalla violenza attraverso la promozione della tolleranza, della diversità e delle opinioni pluralistiche;&nbsp;questi sono il centro di società pluralistiche e democratiche.&nbsp;Riteniamo che questi sforzi aiuteranno a rendere i paesi più sicuri e promuoveranno le società inclusive e pacifiche in cui tutti vorremmo e meriteremmo di vivere.</p>



<p><strong>Firmato da:</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sui diritti umani dei migranti, Felipe González Morales;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla promozione e la tutela del diritto alla libertà di opinione e di espressione, David Kaye;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il Relatore speciale per la libertà di religione o di credo, Ahmed Shaheed;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulle forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza, sig.ra E. Tendayi Achiume;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale per le questioni relative alle minoranze, Fernand de Varennes;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani, Michel Forst;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente sulla protezione contro la violenza e la discriminazione basata sull&#8217;orientamento sessuale e l&#8217;identità di genere, Victor Madrigal-Borloz;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla violenza contro le donne, le sue cause e conseguenze, Dubravka Simonovic;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla tratta di persone, in particolare donne e bambini, Maria Grazia Giammarinaro;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente per la promozione di un ordine internazionale democratico ed equo, Livingstone Sewanyana;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente in materia di diritti umani e solidarietà internazionale, sig. Obiora C. Okafor;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il Relatore speciale per la promozione della verità, della giustizia, della riparazione e delle garanzie di non ripetizione, Fabian Salvioli;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sull&#8217;estrema povertà e diritti umani, Philip Alston;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale per esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sig.ra Agnes Callamard;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale per la promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella lotta al terrorismo, sig.ra Fionnuala Ní Aoláin;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulle forme contemporanee di schiavitù, comprese le sue cause e conseguenze, la signora Urmila Bhoola;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sui diritti delle persone con disabilità, Catalina Devandas Aguilar;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il gruppo di lavoro sulla discriminazione delle donne e delle ragazze;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il gruppo di lavoro sulla questione dei diritti umani e delle società transnazionali e altre imprese;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il gruppo di lavoro di esperti sulle persone di origine africana;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in Cambogia, Rhona Smith;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica islamica dell&#8217;Iran, Javaid Rehman;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente sulla situazione dei diritti umani in Mali, sig. Alioune Tine;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in Myanmar, Yanghee Lee;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato dal 1967, sig. Michael Lynk;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente sulla situazione dei diritti umani in Somalia, sig. Bahame Tom Mukirya Nyanduga</strong></p>



<p>La versione francese della lettera è disponibile&nbsp;<a href="https://www.ohchr.org/Documents/Issues/SRMigrants/OpenLetter_HateSpeech_final_French.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;.</p>
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		<title>Da Torre Maura a Casal Bruciato, Associazione 21 luglio: «Le istituzioni facciano rispettare le leggi garantendo la tutela dei diritti umani»</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/09/da-torre-maura-a-casal-bruciato-associazione-21-luglio-le-istituzioni-facciano-rispettare-le-leggi-garantendo-la-tutela-dei-diritti-umani/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2019 07:35:32 +0000</pubDate>
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<p> Nel pomeriggio del 6 maggio 2019, frange di estrema destra hanno iniziato il loro presidio in via Sebastiano Satta, nel quartiere Casal Bruciato, periferia della città di Roma, per<strong> opporsi all’assegnazione legittima di una casa popolare ad una famiglia rom</strong>. Quattordici persone, dopo anni trascorsi all’interno della baraccopoli La Barbuta, regolarmente inserite nella graduatoria del Comune di Roma per l’assegnazione, hanno finalmente ottenuto l’alloggio ed effettuato il trasferimento. Ma dalla giornata di ieri, ormai, fanno i conti con manifestazioni di odio e razzismo nei loro confronti che culminerà con la manifestazione del pomeriggio di oggi annunciata da CasaPound.</p>



<p>Lo scorso mese di aprile,&nbsp;<strong>un’altra rivolta anti rom a Casal Bruciato</strong>, in via Facchinetti. Anche in quel caso, una famiglia rom proveniente da La Barbuta è stata contestata da militanti neofascisti. Dopo giorni di presidio da parte dell’estrema destra al grido “Prima gli italiani”, la famiglia ha scelto di tornare a vivere nella baraccopoli e lo ha fatto sotto gli occhi delle&nbsp;<strong>amministrazioni municipali e comunali che hanno consentito ai militanti di organizzare un presidio fisso senza autorizzazione</strong>&nbsp;e di inveire con slogan e minacce verso i componenti della famiglia.</p>



<p>Il mese prima,&nbsp;<strong>a Torre Maura è andata in scena una contestazione senza precedenti</strong>: un presidio di tre giorni da parte degli estremisti giunti da varie zone di Roma ha avuto un epilogo inaccettabile. Le famiglie rom, 77 persone trasferite dal centro di via Toraldo alla struttura di via dei Codirossoni, sono state portate via, smistate e divise, e due di esse si sono viste costrette, con il consenso degli operatori comunali, a trasferirsi in due insediamenti della capitale. &nbsp;</p>



<p>In tutti e tre i casi, senza censura né freno da parte delle Forze dell’ordine,<strong>&nbsp;i militanti di estrema destra hanno dettato la linea delle assegnazioni delle case popolari sul territorio comunale</strong>&nbsp;organizzando manifestazioni non autorizzate, occupando suolo pubblico con minacce e azioni di forza: la presenza delle Forze dell’ordine ha solo marcato i limiti tra accusatori e vittime.</p>



<p>A partire da Torre Maura,&nbsp;<strong>l’Amministrazione Comunale sembra aver definitivamente ceduto al ricatto dell’estrema destra</strong>, manifestando una profonda debolezza e mostrandosi accondiscendente, di fatto, alle pulsioni neofasciste.<br>Le famiglie provenienti dall’insediamento La Barbuta rientrano nel progetto comunale del superamento dei campi denominato “Piano rom”. Il loro ritorno alla baraccopoli sancisce, tra le altre cose, il fallimento del disegno politico.</p>



<p><strong>Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione&nbsp;</strong>per quanto sta accadendo a Roma e ancora di più per l’arrendevolezza dell’Amministrazione Comunale davanti alla violenza di manifestazioni di stampo razzista e xenofobo.</p>



<p><strong>Chiediamo alla sindaca Raggi una cosa molto semplice: far rispettare le leggi</strong>, garantendo ad ogni cittadino, al di là della sua etnia, la tutela dei diritti fondamentali e lottando, senza mezzi termini e tentennamenti, contro ogni minaccia e sopruso.</p>



<p>&nbsp;Per informazioni e adesioni:&nbsp;<a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=cb3f467e9b&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa@21luglio.org</a></p>
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		<title>La Ue propone l&#8217;istituzione di una unità ANTIODIO</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2018 10:26:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Alessandra Montesanto &#160; 355 voti favorevoli, 90 contrari e 39 astensioni:  Il Parlamento europeo chiede in una risoluzione non legislativa la messa al bando dei gruppi neofascisti e neonazisti nell’UE. Per denunciare “la mancanza di azioni efficaci contro&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>355 voti favorevoli, 90 contrari e 39 astensioni:  Il Parlamento europeo chiede in una risoluzione non legislativa la <strong>messa al bando</strong> dei gruppi <strong>neofascisti</strong> e <strong>neonazisti</strong> nell’UE. Per denunciare “la mancanza di azioni efficaci contro tali gruppi” che “ha permesso l’attuale<strong> ondata xenofoba</strong> in Europa”.</p>
<p>Nella risoluzione si legge che “l’<strong>impunità</strong> di cui godono le organizzazioni di <strong>estrema destra</strong> in alcuni Stati membri è una delle ragioni che spiega l’aumento delle azioni violente, che colpiscono la società nel suo complesso e si rivolgono a particolari <strong>minoranze</strong> come i cittadini europei di colore e le persone di origine africana, gli ebrei, i musulmani, i rom, i cittadini di paesi terzi, le persone LGBTI e le persone con disabilità”. Ad esempio di questa situazione allarmante, viene citato l’attacco che ha ucciso 77 persone in <strong>Norvegia</strong> nel 2011, l’assassinio della deputata britannica<strong> Jo Cox</strong> nel 2016 e il recente attacco di CasaPound contro la deputata europea Eleonora Forenza e il suo assistente, avvenuto lo scorso settembre nel nostro Paese, a Bari.<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-11589 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="201" height="151" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/parlamento-europeo-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 201px) 100vw, 201px" /></a></p>
<div id="fw-native_0" class=" m3_container Display_nat-two"></div>
<p>Viene giustamente ricordato anche il grave episodio per cui “un cittadino italiano sia stato condannato a 12 anni di carcere per avere <strong>sparato a sei migranti</strong> africani, ferendoli, in un attacco a sfondo razziale nella città di <strong>Macerata</strong>, nell’Italia centrale”. Episodi simili si sono verificati anche in Polonia, Francia, Spagna, Germania, Grecia e i paesi scandinavi e sono stati identificati come “di <strong>violenza fascista</strong>“.</p>
<p>L’obiettivo principale dell&#8217;unità antiodio è quello di “porre fine alla collusione con i neofascisti e vietare tutte le organizzazioni che glorificano il <strong>fascismo</strong>“. I Paesi dell&#8217;UE sono invitati “a condannare e sanzionare i crimini motivati dall’odio e i <strong>discorsi di odio</strong> da parte di <strong>politici</strong> e funzionari pubblici, in quanto normalizzano e rafforzano direttamente l’odio e la violenza”.</p>
<p>E questo soprattutto a seguito delle notizie stampa su “possibili <strong>collusioni</strong> tra leader <strong>politici</strong>, partiti e forze dell’ordine con <strong>neofascisti</strong> e neonazisti in alcuni Stati membri”, così come verranno istituite unità anche all&#8217;interno delle forze dell&#8217;ordine, in modo da poter avviare indagini mirate, possibilmente anche in collaborazione con aziende e social media, questi ultimi veicoli semplici e comuni per la diffusione dell&#8217;hate speech. Infine, nella risoluzione viene dedicata una parte anche al mondo dello Sport. Viene chiesto, infatti, alle federazioni sportive nazionali, in particolare alle <strong>società calcistiche</strong>, “di contrastare il flagello del razzismo, del fascismo e della xenofobia negli <strong>stadi</strong> e nella cultura sportiva <strong>punendo i responsabili</strong> e promuovendo attività educative positive rivolte ai giovani tifosi, in collaborazione con le scuole e le organizzazioni della società civile”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
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		<title>Razzismo e sanità. Iniziativa della Fnomceo anti-razzismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 06:47:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-UxU-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-11412 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-UxU-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="199" height="199" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-UxU-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-UxU-2-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-UxU-2-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-UxU-2-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 199px) 100vw, 199px" /></a></div>
<div dir="auto">L&#8217;Associazione medici di origine straniera in italia(Amsi) e la confederazione internazionale-Unione Medica Euro-Meditteranea (U.M.E.M) ringraziano la Fnomceo ed annunciano di aderire  alla grande campagna di sensibilizzazione per &#8220;mettere al bando il razzismo e l&#8217;intolleranza dal nostro Servizio sanitario nazionale&#8221;. L&#8217;obiettivo è coinvolgere  l&#8217;opinione pubblica,  puntando ad un messaggio contro il razzismo ed in favore della tolleranza, con l’affissione di manifesti nelle farmacie e nelle Asl. E&#8217; la proposta lanciata dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, dopo l&#8217;episodio di razzismo denunciato da una dottoressa di Cagliari. L&#8217;idea, annuncia Anelli, &#8220;é coinvolgere anche gli altri professionisti sanitari e le associazioni dei cittadini&#8221;. Altri manifesti saranno affissi per le  strade, negli studi e negli ospedali.<i><br />
</i></div>
<div dir="auto">&#8220;Lancio un&#8217;idea &#8211; spiega Anelli &#8211; che spero possa essere accolta e condivisa anche dalle altre federazioni degli Ordini delle professioni sanitarie e dalle associazioni dei cittadini: mettere in piedi, tutti insieme, una grande campagna contro il razzismo&#8221;.<i><br />
</i></div>
<div dir="auto">&#8220;La collega Maria Cristina Deidda, con la sua denuncia &#8211; afferma Foad Aodi ,Fondatore dell&#8217;Amsi e dell&#8217;UMEM, riferendosi alla dottoressa che ha denunciato l&#8217;episodio di razzismo in cui vari pazienti si sono lamentati per aver atteso &#8220;per colpa di un negro&#8221; &#8211; ha testimoniato in maniera encomiabile la grande sensibilità dei professionisti italiani verso i diritti umani e l&#8217;uguaglianza, mettendo in evidenza quelli che sono i valori fondanti della nostra professione e della nostra società, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione, dalle opinioni o tra chi, nella situazione amministrativa, è regolare o irregolare &#8220;.</div>
<div dir="auto">Siamo indignati e preoccupati per l&#8217;aumento crescente degli episodi di razzismo e di discriminazione nei confronti dei professionisti della sanità e dei cittadini di origine straniera. Molte segnalazioni giungono  allo sportello AMSI , il quale  ha registrato un aumento del 35 per cento, negli ultimi tre anni in particolare, di episodi di discriminazione nei confronti dei cittadini di origine straniera . Le donne lo sono per motivi legati al velo, gli uomini per la  barba lunga .</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-11413 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="196" height="196" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1181w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/Logo-AMSIMED-ad-alta-definezione-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" /></a></div>
<div dir="auto">Spesso si viene discriminati  per il colore della pelle o per i soli vestiti religiosi e tradizionali. Le segnalazioni provengono maggiormente dalle regione Lombardia , dal Veneto , dal Trentino Alto Adige ,dalle Marche e Sardegna. Gli episodi si verificano spesso al pronto soccorso , nelle Asl, al Cup,nei centri di fisioterapia ed analisi.</div>
<div dir="auto">I professionisti della sanità di origine straniera sono spesso vittime di episodi di razzismo e discriminazione  &#8211; continua Aodi- che é anche consigliere dell&#8217;Omceo di Roma con delega ai rapporti con i Comuni e agli Affari Esteri dello stesso Ordine . Si registra anche un aumento dello sfruttamento dei professionisti della sanità di origine straniera nel mondo del lavoro con personale sottopagato ,con ritardi nei pagamenti e licenziamenti continui senza  giusta causa, come ci viene raccontato allo sportello Amsi, dove le   segnalazioni  provengono da tutte le regioni italiane, in particolare dal centro sud in questo caso dove c&#8217;e&#8217; maggiore disoccupazione e povertà. <i><br />
</i></div>
<div dir="auto">Noi continuiamo a combattere la “guerra tra  poveri” , gli episodi di razzismo e le discriminazioni utilizzando la “terapia del dialogo” , la conoscenza ed il principio dei diritti e doveri ,l&#8217;uguaglianza e la solidarietà  -conclude Aodi</div>
<div dir="auto">Con l&#8217;ufficio di Presidenza dell&#8217;AMSI e dell&#8217;U.M.E.M aderiscono all&#8217;iniziativa anche il Movimento internazionale Uniti per Unire e le associazioni e le comunità aderenti comprese  le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) ,Emergenza Sorrisi-Ong e la Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa -(Cili-Italia)</div>
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		<title>Appello del Comitato PER NON DIMENTICARE ABBA e FERMARE IL RAZZISMO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 07:54:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani aderisce e sostiene il seguente appello. Invita tutte/i a partecipare alla manifestazione che si terrà a Milano, il prossimo 22 settembre, dalle ore 16 con ritrovo a Palestro. &#160; La Razza&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/09/17/appello-del-comitato-per-non-dimenticare-abba-e-fermare-il-razzismo/">Appello del Comitato PER NON DIMENTICARE ABBA e FERMARE IL RAZZISMO</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0 et_pb_bg_layout_light  et_pb_text_align_left">
<div class="et_pb_text_inner">
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/abbavivelogs-225-x-225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11392" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/abbavivelogs-225-x-225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="225" height="225" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/abbavivelogs-225-x-225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/abbavivelogs-225-x-225-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/abbavivelogs-225-x-225-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/abbavivelogs-225-x-225-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>
<p><strong>Associazione per i Diritti umani </strong>aderisce e sostiene il seguente appello. Invita tutte/i a partecipare alla manifestazione che si terrà a Milano, il prossimo 22 settembre, dalle ore 16 con ritrovo a Palestro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Razza bianca per fortuna non esiste.<br />
Altrimenti ne avrebbe combinate di tutti i colori: crociate, colonialismo, schiavitù, , Olocausto, Porajimos e un fossato mortifero nel Mar Mediterraneo.<br />
Esiste il fascismo, non soltanto quello delle ridicole marcette di 70 anni fa, che comunque ha lasciato dietro di sé milioni di morti. Può essere anche il nome contemporaneo del dominio che da secoli colpisce le donne, le moltitudini dei poveri e dei precari, le minoranze, gli stranieri.<br />
La storia di Abba è solo un piccolo pezzo di questa storia, un pezzo grande come una vita.</p>
</div>
</div>
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<h5 class="et_pb_toggle_title">CONTINUA A LEGGERE IL TESTO</h5>
<div class="et_pb_toggle_content clearfix">
<p>“Negro di merda”, e poi sprangate e botte: così viene ammazzato Abba il 14 settembre 2008 in via Zuretti a Milano, vicino alla Stazione Centrale. Ad ucciderlo è stato il razzismo.<br />
E’ lo stesso che ha ucciso Modou e Mor a Firenze il 13 dicembre 2011, Emmanuel a Fermo il 5 luglio 2016, Ibrahim a Napoli l’11 luglio 2017, e purtroppo tanti altri.<br />
E’ lo stesso che ha colpito Wilson, Omar, Jennifer, Gideon, Mahamadou e Festus lo scorso 3 febbraio a Macerata.<br />
E’ lo stesso che ha ucciso Idy Diene a Firenze poco dopo.<br />
È lo stesso che, intrecciato a mafia e sfruttamento ha ucciso Soumaila proprio lì dove una grande rivolta contro il caporalato è nata qualche anno fa: Rosarno, terra in cui il colore della pelle è diventato elemento della gerarchia del lavoro. È lo stesso che, al grido di “Salvini, Salvini” ha ferito Sekou e Daby nel Casertano.<br />
Per tutt* loro, come hanno detto le compagne di Marielle Franco a migliaia nelle piazze dopo il suo omicidio, “nessun minuto di silenzio, ma una vita intera di lotta”.</p>
<p>Non sarebbe successo se, dopo la crisi, una classe dirigente italiana ed Europea spaventata e senza idee, non avesse rovesciato una valanga di retorica razzista nel discorso pubblico, inquinandolo per nascondere le responsabilità di chi ha lasciato che enormi ingiustizie sociali si insediassero in ogni angolo d’Europa, arrivando al punto, con il potente veicolo di media main stream, da avere Salvini ministro degli Interni, all’interno di una cornica europea che vede sempre più l’ascesa delle destre al potere. Un ministro che in pochi giorni di governo parla di censimento su base etnica, ricordando uno dei periodi più bui della storia d’Europa iniziato proprio allo stesso modo, prendendosela ugualmente con gli ultimi, i poveri, gli emarginati.</p>
<p>Non sarebbe successo se in Italia non venisse concesso sempre più spazio ai gruppi neofascisti organizzati, coccolati dalla destra istituzionale. Organizzazioni criminali che pretendono (e ottengono) di essere difese dalla polizia dello Stato mentre propagandano odio.</p>
<p>Non sarebbero successe molte altre morti se i governi e le multinazionali dei paesi Occidentali non avessero da sempre, fino ad oggi, alimentato o combattuto guerre in Africa e in Asia, chiudendo poi ermeticamente i confini alle masse in fuga dalla miseria.</p>
<p>Non sarebbe un mondo così ingiusto senza il razzismo, con troppi uomini che ammazzano le donne e troppi poveri calpestati. Perché le ingiustizie si tengono sempre per mano, impediscono il legame tra gli esseri umani, con i loro desideri e le loro rivendicazioni, segmentandoli in un reticolo di soprusi in cui ciascuno deve obbedire quando è vittima e avere paura di cadere quanto non lo è.</p>
<p>La città meticcia che – intrecciata con quella femminista e queer, con quella delle lotte per il lavoro e dei quartieri solidali – convive con quella razzista, sottraendole terreno tutti i giorni, non può dimenticare “Abba” Abdoul Guibre, figlio nero di questa città, strappato alla vita dal razzismo amato con rabbia e desiderio di riscatto, come solo si ama ciò che non c’è più.</p>
<p>Per questo chiamiamo tutta la Milano meticcia, antirazzista e antifascista a scendere in piazza il 22 Settembre per inondare la città di messaggi, colori e memoria, per non dimenticare Abba contro ogni tipo di discriminazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Venezuela in una valigia</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 07:25:57 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>di Tini Codazzi</p>
<p>Come potrei definire il venezuelano? È un mix di culture diverse, di etnie diverse. La storia dello sviluppo della nazione è stata accompagnata, già da diversi secoli, da ondate di immigrazioni provenienti dai diversi continenti. Il Venezuela è stata la nazione dell’America Latina che storicamente ha ospitato nel suo territorio il maggior numero di immigrati. Persone di tante nazionalità che disperate uscivano dai loro paesi per motivi politici, sociali, sanitari, economici. La terra venezuelana è stata letteralmente “invasa”, per così dire, da: africani, dominicani, haitiani, cubani, tedeschi, italiani, spagnoli, portoghesi, sloveni, croati, polacchi, cechi, colombiani, peruviani, ecuadoregni, cileni, argentini, cinesi, libanesi, siriani, arabi… e potrei continuare. Questo ha fatto sì che la cultura e le tradizioni del Venezuela antico siano state influenzate da questo affascinante Melting pot. Siamo figli del mondo. Per questa ragione, siamo sempre stati un popolo ospitale, sorridente e pronto ad aprire le braccia per accogliere questi immigrati e farli sentire come a casa propria. Abituati da sempre così, siamo cresciuti accanto allo straniero, al profugo, al bisognoso, a quello diverso dal punto di vista della religione o del colore della pelle, e in un modo o nell’altro quella terra promessa che era il Venezuela  ha dato lavoro, felicità, amore, in sostanza, un futuro. Io stessa sono nipote di un italiano del sud arrivato in nave con la sua valigetta, così come avete visto in tanti film, e di un colombiano di Bogotà che ha attraversato la frontiera tra mille difficoltà. Tutti e due hanno trovato il loro futuro in Venezuela e sono orgogliosa di far parte, per partita doppia, di questa realtà.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo5.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11380" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo5.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1214" height="697" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo5.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1214w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo5-300x172.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo5-768x441.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo5-1024x588.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1214px) 100vw, 1214px" /></a></p>
<p>È per questa ragione che mi sento immensamente triste e perfino arrabbiata vedendo quello che succede in queste settimane ai profughi venezuelani protagonisti di questa terribile ondata di emigrazione forzata grazie al regime di Nicolas Maduro. L’esodo venezuelano si è incrementato dal 2016. Fino a questo momento, 2,3 milioni di venezuelani sono fuori dal paese, più o meno il 7% della popolazione, secondo l’ONU, ma nelle ultime settimane c’è stato un boom che ad oggi non si ferma. Uomini, donne, bambini, anziani, ai bordi delle strade, con in mano una valigia o un sacchetto di plastica e un manto pieno di disperazione e tristezza che li copre passo dopo passo. Scappano dalle malattie, dalla fame, dall’insicurezza, dalla repressione, dalla miseria, dalla mancanza di lavoro, acqua potabile, elettricità, gas… Ormai è una sorta di guerra quella che si vive in Venezuela e la popolazione fugge disperata come qualunque altra popolazione in guerra. Noi in Italia viviamo accanto alla realtà dei profughi che arrivano nei barconi attraversando il Mediterraneo: ebbene, il continente sudamericano ormai vive accanto alla realtà dei profughi venezuelani che attraversano strade, montagne e città a piedi per raggiungere Colombia, Ecuador, Peru e Brasile. Secondo l’Agenzia delle Nazione Unite per i Rifugiati, nel primo semestre del 2018, 90 mila venezuelani hanno chiesto asilo in Perù, 6.900 in Brasile. In Colombia ci sono 600 mila venezuelani e in Ecuador 39.500. Le frontiere di questi 4 paesi sono in crisi, non sanno come gestire questo flusso mai visto nel continente. Rappresentanti dei quattro governi si sono uniti per cercare una soluzione alla crisi. Tra 700 e 800 venezuelani stanno attraversando la frontiera con il Brasile, dove c’è già un campo profughi. La frontiera brasiliana è militarizzata per garantire la sicurezza nella regione di Roraima. Perù e Colombia hanno creato un database per schedare i venezuelani che arrivano in modo illegale.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11381" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="984" height="655" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 984w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/09/exodo1-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 984px) 100vw, 984px" /></a></p>
<p>Si sono già verificati episodi di xenofobia, di maltrattamento, di violenze sessuali. C’è molta preoccupazione. Questi migranti non sono accolti sempre bene dagli ecuadoregni, peruviani e colombiani. C’è mancanza di solidarietà. Evidentemente, purtroppo i tempi sono cambiati, non possiamo aspettarci che l&#8217;America Latina apra le braccia al venezuelano così come lui lo fece in passato con il latino-americano. Ma un po’ di solidarietà, di comprensione e di compassione sì. È necessario ed urgente instaurare un coordinamento regionale nelle zone critiche, dovrebbe arrivare l’aiuto di organizzazioni come l’OEA, ONU, UNHR-rifugiati per contenere questa minaccia di bomba a orologeria che è questo esodo sproporzionato. Creare politiche di armonizzazione nell’accoglienza, educare la popolazione che ospita queste persone, è imperativo in questo momento. Speriamo che così succeda.</p>
<p>Nel frattempo, Maduro nega in TV che ci sia un esodo, afferma che esiste una guerra economica creata dai paesi della regione per screditare il governo. Manda un messaggio a tutta la diaspora che vive in questi paesi critici perché rientri nella nazione, attraverso frasi banali e bugie. Jorge Rodríguez, ministro dell’informazione, dichiara che la crisi umanitaria è un castello di carte costruito grazie alle fake news. L’ennesimo tentativo di nascondere la luna con un dito.</p>
<p>Sperando che il venezuelano si risvegli definitivamente…Ma mi sembra troppo tardi. Il danno è già stato fatto.</p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Indovina chi viene a cena?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Aug 2018 08:59:33 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Era il 1967, 51 anni fa e questo film “Indovina chi viene a cena?” segnò un epoca e nel ‘98 entrò a far parte dell’American Film Institute , che ne consacrava il senso e il consenso. Una storia di borghesie abituate ad essere ‘al di sopra’ di ogni pregiudizio, eppure…</p>
<p>Dai libri di testo alle pellicole delle sale cinematografiche, dalle lotte contro l&#8217;apartheid, a definire la lotta alla segregazione razziale istituita nel secondo dopoguerra. Come non ricordare Nelson Mandela ?</p>
<p>Vorremmo vivere di diritti, di uguaglianze e di sostenibile sostanza umana. Vorremmo dire di essere liberi da preconcetti e discriminazioni.<br />
L’attualità dell’informazione gioca puntando il dito e sensibilizza chi all’ascolto (anche e soprattutto i più distratti) fomentando, mettendoci gli uni contro gli altri.</p>
<p>La proposta di prevaricazione è molto pressante, costante. Insieme all’intenzionalità di voler USARE argomenti per manipolazione politica affinché ‘noi’ si diventi pubblico pagante in termini di paure e sensazioni di terrore, ci si allinei in una conformità di pensiero che conduce all’alienazione.</p>
<p>Una logica che vede le persone come ‘dati sensibili’ da trattare, che spinge monitorandoci verso una idea comune di rabbia-violenza-intolleranza verso le persone ai margini, quelle in difficoltà, i disabili e quelle con altri colori sulla pelle, mentre perdiamo NOI STESSI e chi ci vive intorno.</p>
<p>Sui libri di scuola ci educano al rispetto, alla comprensione della storia dei popoli, alla definizione di ‘guerra’, alla fratellanza e alla prospettiva di un mondo cosmopolita…Sarebbe quindi opportuno chiedersi il perché di questa mercificazione che ruba ogni giorno una parte di significato acquisita tra insegnamenti didattici, educazione civica, religione, corsi e ricorsi storici e provare a capire come distinguere ciò che è vero dal falso.</p>
<p>Un tempo che indietreggia in modo terrificante, dove compaiono ‘segni’ premonitori di nuove violenze, dentro le quali sempre ritroviamo i ‘i fragili’ che si trovano ogni giorno più confinati.</p>
<p>La necessità è di ritrovare modo, pazienza, riflessione. Di ripensare parole. Spostandosi dal giudizio di massa che tanti danni ha già fatto e che nell’attualità prosegue come un fiume in piena, grazie ad atteggiamenti di spavalderia che nulla hanno a che fare con una ‘buona politica’ mentre aspettiamo di poter credere ancora, avere nuovi riferimenti, fiducia e stima per poter recuperare speranze e veder crescere i nostri figli in un mondo possibile.</p>
<p>Non saremo mai nulla, senza ‘diritti umani’, senza incontrare l’altro come dice Alexandra David-Bèel:<br />
“Chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia, si sposta&#8221;.</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"> </span></span></p>
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