<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>yemeniti Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/yemeniti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/yemeniti/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Dec 2019 07:52:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>yemeniti Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/yemeniti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Yemen, nonostante la guerra: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 07:52:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[LauraSilvia Battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[ribelli]]></category>
		<category><![CDATA[San'à]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[yemeniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13330</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Laura Silvia Battaglia, giornalista, è anche l&#8217;autrice e la regista del documentario &#8220;Yemen, nonostante la guerra&#8221;, il suo ultimo lavoro importante, un omaggio alla società civile yemenita, capace di grande resistenza.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/">Yemen, nonostante la guerra: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Laura Silvia Battaglia, giornalista, è anche l&#8217;autrice e la regista del documentario &#8220;Yemen, nonostante la guerra&#8221;, il suo ultimo lavoro importante, un omaggio alla società civile yemenita, capace di grande resistenza.</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha incontrato Laura Silvia Battaglia e la ringrazia per la disponibilità. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="656" height="492" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/doc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13331" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/doc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/doc-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Lo Yemen prima era una Repubblica (che non vuol democrazia) che si è unificata abbastanza recentemente, in realtà negli anni &#8217;90 che è ritornata ad essere divisa. Il sud del Paese con capitale Aden è nelle mani del governo centrale anche se il presidente ___ non vive a Aden ,ma a Riad, in Arabia saudita dove ha chiesto la protezione dei sauditi e quindi, di fatto, governano loro. Poi c&#8217;è un governo non riconosciuto a livello internazionale, guidato dagli huthi che sono una famiglia/tribù specifica con sede a San&#8217;a la città più grande al confine del Nord. Gli hutu hanno maturato negli anni precedenti una sostanziale volontà e necessità di non dialogare con il governo centrale e di separarsi perchè ritenevano di non essere abbastanza coinvolti nelle decisioni del governo centrale e continuano a vagheggiare un altro tipo di governo che è quello dell&#8217;imamato, un governo monarchico che era presente prima della nascita della Repubblica.  </p>



<p>Oltre a questa grande divisione, nel
Paese, ci sono delle istanze di separazione federalista da parte di
altri governatorati – situati soprattutto ad est – che hanno
velleità federali, ma non separatiste perchè hanno in mano la
produzione di greggio e di gas. Questa situazione si ripercuote anche
sui Paesi vicini perchè lo Yemen era un Paese guardato con
attenzione dai Paesi vicini perchè era una Repubblica, che inoltre
guardava con una certa simpatia alla Russia, quindi con una storia
molto diversa rispetto agli Stati confinanti perchè stava a cavallo
tra il nazionalismo arabo e il modello socialista; se lo Yemen fosse
cresciuto su questo aspetto sarebbe diventato molto competitivo e
allora una delle tecniche dei Paesi vicini è stata quella di
influenzare lo Yemen culturalmente ed economicamente (soprattutto da
parte saudita che ha imposto gli status-symbol soprattutto sui
giovani yemeniti che aspirano alla ricchezza e al lusso). 
</p>



<p>Lo Yemen, inoltre, si trova in una
posizione invidiabile, sullo stretto di ____, che consente il
passaggio dall&#8217;oceano indiano, tramite il Corno d&#8217;Africa, al Canale
di Suez: chi controlla lo Yemen, controlla tutto il passaggio delle
navi, di petroliere in particolare, che si riforniscono in Iran e
Arabia saudita. L&#8217;Iran ha bisogno che qualcuno dia noia allo Yemen e
ai suoi confini per poter passare e vendere il greggio agli europei
per cui lavorano ai fianchi dei sauditi, come fecero in Libano e in
Iraq, e come fanno con Hamas nella Striscia di Gaza e in Siria. In
Yemen da diversi anni si sta combattendo una guerra he è una sorta
di antipasto per l&#8217;armageddon finale per il Paese che sarebbe
una tragedia per tutta quest&#8217;area del mondo. 
</p>



<p><a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Yemen-Laura-Silvia-Battaglia-2e553424-1867-4ee4-aa26-31d00733bd95.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Yemen-Laura-Silvia-Battaglia-2e553424-1867-4ee4-aa26-31d00733bd95.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><em>Yemen, nonostante la guerra</em>. Per
volontà del produttore, del distributore e di RAIdoc è un film che
vuole riassumere questi anni e capire come si è arrivati a questa
guerra, ma anche che vuole raccontare quello che dello Yemen non si
racconta mai e cioè chi resiste. Difficile farlo perchè l&#8217;accesso
al Paese è estremamente limitato e si entra spesso soltanto con il
canale dell&#8217;embedding o con le truppe saudite o pagando i trafficanti
che pagano poi i ribelli huthi (operazione disdicevole perchè si
pagano 6mila euro che verranno utilizzati per comprare armi) e queste
realtà non mostrano mai la società civile né tantomeno ti fanno
parlare con le persone liberamente. Usando in parte l&#8217;eccezionalità
della mia situazione (giornalista, ma sposata ad uno yemenita) che mi
permette di entrare nel Paese regolarmente senza un ufficiale che
possa controllare il mio lavoro, ho accesso alla vita quotidiana e
sono venuta a contatto con delle realtà straordinarie: il maestro
che apre la scuola nella casa di famiglia, il giornalista che
denuncia i rapimenti di persone ad Aden ma la Polizia non accoglie le
sue denunce perchè i poliziotti di notte “arrotondano”, il
direttore d&#8217;orchestra che sfida la censura degli huthi e crea
un&#8217;accademia rimbomba la passione per la musica&#8230;Tutte queste
persone, in questi modi, fanno politica: fa politica senza i partiti,
senza le milizie e anche senza le Ong. Quando c&#8217;è un popolo in
guerra passa il concetto che quel popolo sarà sempre bisognoso;
invece i popoli hanno una dignità e cercano delle soluzioni,
indipendenti da poteri esterni solo che spesso non sono né
rappresentati né ascoltati. 
</p>



<p>Il nostro intento è stato quello di
individuare delle storie simboliche della resistenza della società
civile, di gente che resiste in senso <em>politico</em>, partecipa
della città trovando soluzioni e affrontando gli ostacoli. 
</p>



<p>Per tutta la parte di contesto e di
racconto del Passato abbiamo usato buona parte del mio archivio non
utilizzato dal 2012 ad oggi. Questo materiale è stato montato con le
storie che ho raccolto durante i miei tre viaggi in Yemen, tra il
2016 a oggi e, qualche mese prima della messa in onda, abbiamo
sviluppato alcune storie che ci interessavano, organizzando delle
unità sul territorio con colleghi locali, lavorando per ogni città,
giorno per giorno. In questo modo abbiamo dato la possibilità a
delle persone del luogo di fare i reporter. In una delle mie unità,
quella girata a San&#8217;a, ha lavorato con noi una collega che mi ha
detto di essere molto scocciata di avere richieste in cui le
redazioni le chiedono di raccontare la fame, il colera, gli ospedali,
etc. Lavorando alla nostra unità, invece, e grazie all&#8217;operato di un
bravissimo fotografo, ha conosciuto cose del proprio Paese che ancora
non conosceva. Con il documentario si restituisce agli yemeniti
stessi una memoria storica dimenticata o sconosciuta, quindi. Da una
parte mostriamo la bellezza e l&#8217;eccellenza del Paese, dall&#8217;altra 
conserviamo un pezzo di Storia insospettabile (le donne, negli anni
&#8217;70, non si vestivano come si vestono oggi! Ad esempio). 
</p>



<p>Tutte le persone yemenite che hanno
visto il documentario hanno dato un riscontro positivo e anche gli
italiani che conoscono bene il Paese. E la mia soddisfazione è
quando mi dicono: “Finalmente una cosa che racconta NOI”. 
</p>



<p>Il problema è che, di fronte ai
conflitti, i media vanno sempre in cerca di due aspetti: una
narrazione televisiva, per immagini con scene forti e l&#8217;essere umano
ridotto a un nulla, e una grande insistenza retorica. Ma questo non
garantisce veridicità alla storia, ma solo pornografia. Dopo quasi
sei anni di guerra abbiamo continuato a mostrare bambini nudi e
emaciati, con il compiacimento di molti giornalisti, ma i nostri
bambini continuano a morire. Una terza via di narrazione esiste ed è
una narrazione che, per quanto possa essere eccezionale, si impone
necessariamente perchè i veri protagonisti sono le persone che
resistono. Ritengo che la retorica faccia molto bene ai canali
televisivi e ai giornalisti che la cavalcano, ma toglie dignità alle
persone che hanno subìto o che subiscono la guerra. Noi, invece,
dobbiamo individuare quali possano essere le possibili soluzioni ai
conflitti, insieme alla società civile, per il cambiamento in
positivo e concreto della situazione nel Paese.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/">Yemen, nonostante la guerra: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Yemen. Un anno dopo l&#8217;offensiva di Hodeidah MSF continua a ricevere feriti di guerra</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/06/13/yemen-un-anno-dopo-loffensiva-di-hodeidah-msf-continua-a-ricevere-feriti-di-guerra/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/06/13/yemen-un-anno-dopo-loffensiva-di-hodeidah-msf-continua-a-ricevere-feriti-di-guerra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2019 09:06:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[aiutiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia saudita]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[coalizione]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[Medici senza frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[MSF]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sana'a]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[yemeniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12675</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Francesca Mapelli * – (notiziegeopolitiche.net) A un anno dal 13 giugno 2018, quando le forze leali al presidente Hadi, appoggiate dalla Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita ed Emirati (SELC), lanciavano un’offensiva militare su&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/06/13/yemen-un-anno-dopo-loffensiva-di-hodeidah-msf-continua-a-ricevere-feriti-di-guerra/">Yemen. Un anno dopo l&#8217;offensiva di Hodeidah MSF continua a ricevere feriti di guerra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/wp-content/uploads/2019/04/medici-senza-frontiere-yemen.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.notiziegeopolitiche.net/wp-content/uploads/2019/04/medici-senza-frontiere-yemen.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a><figcaption>(Foto: Msf).</figcaption></figure></div>



<p><em>di Francesca Mapelli</em> * – (notiziegeopolitiche.net)</p>



<p>A un anno dal 13 giugno 2018, quando le forze leali al presidente Hadi, appoggiate dalla Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita ed Emirati (SELC), lanciavano un’offensiva militare su Hodeidah, Medici Senza Frontiere (MSF) continua a ricevere feriti da arma da fuoco, per la maggior parte civili, nell’ospedale Al Salakhanah, a nord-est della città. Vengono portate qui anche le vittime di incidenti stradali, ustioni o fratture, e più in generale chi ha bisogno di un intervento chirurgico di emergenza.<br>Da ottobre 2018, quando MSF ha cominciato a supportare questa struttura, sono stati curati in totale 6.600 pazienti, tra cui 440 feriti di guerra. L’intervento di MSF presso l’ospedale Al Salakhanah è iniziato dalla riabilitazione del pronto soccorso e delle sale operatorie per poter fornire assistenza medica e chirurgica d’urgenza. Un supporto che si è rivelato fondamentale quando, il mese successivo, è stata sferrata una seconda offensiva da parte delle forze sostenute dalla SELC, con pesanti combattimenti e bombardamenti aerei.<br>“Ci sono scontri ogni giorno, soprattutto di notte, vicino all’area di Al Salakhana. I proiettili hanno raggiunto anche l’ospedale e alcune case, diversi bambini restano feriti per le pallottole vaganti” racconta Hisham Al-Dawa, coordinatore dei progetti di MSF a Hodeidah.<br>Gli yemeniti che vivono nelle regioni settentrionali del Paese dipendono dai rifornimenti che transitano dal porto di Hodeidah, un punto strategico sul Mar Rosso. L’affaccio sul mare consente anche a molti abitanti di vivere di pesca, attività per nulla sicura a causa del conflitto. La barca di Yasser Ahmed, pescatore, è stata colpita da un attacco aereo notturno in cui sono morte 7 persone. “Eravamo andati in mare per due giorni. Erano le 3:30 di notte quando un aereo ci ha attaccato. Ho perso due fratelli, un nipote e diversi amici. Siamo pescatori, passiamo tutto il tempo in mare. Non stavamo commettendo alcun crimine, stavamo solo cercando di lavorare per vivere” racconta Ahmed.<br>Dopo quattro anni di guerra, le parti in conflitto e i loro alleati internazionali hanno provocato il collasso del sistema sanitario pubblico nel paese, che non riesce a soddisfare i bisogni di 28 milioni di yemeniti. Per questo sono riemerse malattie come difterite, morbillo e colera. Riguardo quest’ultima, tra il 1° gennaio e il 1° maggio 2019, MSF ha ammesso 10.000 casi sospetti di colera presso le proprie strutture nei governatorati di Amran, Hajjah, Sanaa, Ibb e Taiz, osservando dal mese di aprile una diminuzione dei pazienti in tutti i Centri di trattamento.<br>Lo scorso 16 maggio, a seguito dei bombardamenti su Sanaa da parte della coalizione SELC, MSF ha donato kit medici supplementari al Kwait Hospital che ha ricevuto in pochissimo tempo 48 feriti e 4 morti. L’impatto del conflitto è particolarmente forte anche a Taiz e nella città di Abs, nel governatorato di Hajjah, dove gli scontri continuano a poca distanza da un ospedale supportato da MSF.</p>



<p>Le richieste di MSF.<br>MSF chiede a tutte le parti in conflitto di garantire la protezione dei civili e del personale medico, di permettere a feriti e malati di accedere all’assistenza sanitaria e di allentare le restrizioni alle organizzazioni umanitarie per permettere loro di rispondere in modo tempestivo agli ingenti bisogni della popolazione. MSF invita, infine, le organizzazioni umanitarie internazionali ad incrementare la loro risposta, aumentando il personale esperto nelle aree in cui i bisogni sono maggiori e garantendo una fornitura tempestiva e di qualità degli aiuti.</p>



<p><em>Quello in Yemen è il più grande intervento di MSF in una zona di conflitto. MSF ha aumentato le proprie attività nel paese dall’inasprirsi del conflitto nel 2015. Oggi lavora in 12 ospedali e centri sanitari e fornisce supporto a oltre 20 strutture in 11 governatorati: Abyan, Aden, Amran, Hajjah, Hodeidah, Ibb, Lahj, Saada, Sanaa, Shabwah e Taiz. Da marzo 2015 a dicembre 2018, le équipe di MSF hanno eseguito 81.102 interventi chirurgici, fornito cure a 119.113 feriti di guerra, fatto nascere 68.702 bambini e curato più di 116.687 casi sospetti di colera. MSF impiega in Yemen più di 2.200 operatori internazionali e locali e fornisce incentivi a 700 dipendenti del Ministero della Salute</em>.</p>



<p><em>* Ufficio stampa di Medici Senza Frontiere</em>.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/06/13/yemen-un-anno-dopo-loffensiva-di-hodeidah-msf-continua-a-ricevere-feriti-di-guerra/">Yemen. Un anno dopo l&#8217;offensiva di Hodeidah MSF continua a ricevere feriti di guerra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/06/13/yemen-un-anno-dopo-loffensiva-di-hodeidah-msf-continua-a-ricevere-feriti-di-guerra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aggiornamento Yemen.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/28/aggiornamento-yemen/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/28/aggiornamento-yemen/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2018 11:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia saudita]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[combattimento]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Emirati arabi]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hodeida]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[yemeniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10915</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 13 giugno è stato condotto un attacco contro la città di Hodeida, in Yemen, un Paese che continua ad essere martoriato dalla guerra di cui pochi parlano. Hodeida è nella mani dei&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/28/aggiornamento-yemen/">Aggiornamento Yemen.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/094508231-7c448de6-e291-40d3-b052-6b055172dde8.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10916" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/094508231-7c448de6-e291-40d3-b052-6b055172dde8.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="978" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/094508231-7c448de6-e291-40d3-b052-6b055172dde8.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 978w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/094508231-7c448de6-e291-40d3-b052-6b055172dde8-300x123.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/094508231-7c448de6-e291-40d3-b052-6b055172dde8-768x314.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 978px) 100vw, 978px" /></a></span></p>
<p>Lo scorso 13 giugno è stato condotto un attacco contro la città di Hodeida, in Yemen, un Paese che continua ad essere martoriato dalla guerra di cui pochi parlano.</p>
<p>Hodeida è nella mani dei ribelli houti, filoiraniani ed è la principale arteria di comunicazione e di trasporto di merci, per cui risulta fondamentale per l&#8217;arrivo degli aiuti umanitari.</p>
<p>Si tratta di uno degli ultimi attacchi da parte delle forze armate vicine al governo e sostenute da Arabia saudita ed Emirati che stanno mettendo in atto numerosi colpi sul Mar Rosso e via terra.</p>
<p>Tutto questo continua a mettere in pericolo almeno 8 milioni di civili, anche perchè l&#8217;inasprirsi dei combattimenti ha messo in fuga dalle città le organizzazioni umanitarie e i loro operatori, oltre ai collaboratori delle Nazioni Unite. 600 mila persone in pericolo ad Hodeida, di cui la metà sono bambini.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/185802615-1c39d065-2da8-4ad9-9f08-d3bfe20c07d4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10917" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/185802615-1c39d065-2da8-4ad9-9f08-d3bfe20c07d4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1800" height="1014" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/185802615-1c39d065-2da8-4ad9-9f08-d3bfe20c07d4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/185802615-1c39d065-2da8-4ad9-9f08-d3bfe20c07d4-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/185802615-1c39d065-2da8-4ad9-9f08-d3bfe20c07d4-768x433.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/185802615-1c39d065-2da8-4ad9-9f08-d3bfe20c07d4-1024x577.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></a></p>
<p>La coalizione formata da Emirati e Arabia, sostenuta militarmente dagli Stati Uniti, con questo ultimo attacco a Hodeida, ha confermato di voler ignorare il principio di responsabilità e di protezione della società civile yemenita, principio deciso dalla Comunità Internazionale durante il vertice mondiale del 2005.</p>
<p>Il Consiglio di Sicurezza ONU deve intervenire, gli appelli non sono più sufficienti. Associazione per i Diritti umani sostiene questa richiesta, fatta anche da Associazione Popoli Minacciati e dalla Gran Bretagna che ha partecipato al Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU proprio il 14 giugno 2018.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/28/aggiornamento-yemen/">Aggiornamento Yemen.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/28/aggiornamento-yemen/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
