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	<title>Zanotelli Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Zanotelli Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>I minori Rom in emergenza abitativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 05:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Associazione 21 luglio: «Sono circa 17.000 i minori rom in emergenza abitativa in Italia. Verso di essi amnesia delle istituzioni» Nel nostro Paese, circa 17 mila bambini e adolescenti rom continuano a vivere&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 610px;">
<tbody>
<tr>
<td style="background: rgb(255, 255, 255); padding: 10px; vertical-align: top;">
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px; text-align: center;">
<strong></strong>&nbsp;</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px; text-align: center;">
<strong>Associazione 21 luglio: «Sono circa 17.000 i minori rom in emergenza abitativa in Italia. Verso di essi amnesia delle istituzioni»</strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="background: rgb(255, 255, 255); padding: 10px; vertical-align: top;">
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
Nel nostro Paese, circa <strong>17 mila bambini e adolescenti rom</strong> continuano a vivere in condizioni di <strong>grave disagio abitativo, igienico e sanitario</strong>, vittime di <strong>discriminazione ed emarginazione</strong>.</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
Lo denuncia l’Associazione 21 luglio in occasione della <strong>Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza</strong>, che si celebra domani per ricordare l’adozione, il 20 novembre 1989, della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
La <strong>questione abitativa</strong> dei rom in Italia, che continua ad essere affrontata dalle istituzioni attraverso approcci discriminatori e basati su una visione emergenziale, è alla radice del profondo disagio che caratterizza il presente e il futuro dei bambini e adolescenti rom. Oggi, infatti, nel nostro Paese circa <strong>11 mila minori rom</strong> vivono nei quasi <strong>200 insediamenti formali</strong>, ovvero creati e gestiti dalle istituzioni, mentre più di <strong>6.000</strong> risiedono in <strong>insediamenti informali costituiti da tende e baracche</strong>. Un numero in costante aumento per effetto di politiche non lungimiranti e inefficaci, che tendono non a risolvere ma ad aggravare la problematica, reiterando le ormai consolidate dinamiche dell’esclusione sociale.</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
Una delle conseguenze più evidenti delle condizioni abitative in cui vivono i minori rom è quella legata alle “<strong>malattie della povertà</strong>” che si declina, nella vita del bambino o dell’adolescente, nelle cosiddette “<strong>patologie da ghetto</strong>”. La vita nel ghetto incide fortemente sull’<strong>aspettativa di vita dei minori rom</strong>, che risulta mediamente <strong>più bassa di circa 10 anni</strong> rispetto al resto della popolazione.</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
La condizione abitativa ha inoltre un impatto negativo sul <strong>percorso scolastico</strong> dei minori rom, caratterizzato dall’<strong>abbandono</strong> e da una <strong>frequenza discontinua</strong>. Chi vive nei cosiddetti “campi nomadi” avrà <strong>possibilità prossime allo 0</strong> di accedere ad un <strong>percorso universitario</strong>, mentre quelle di poter frequentare le <strong>scuole superiori</strong> non supereranno <strong>l’1%</strong>. <strong>In 1 caso su 5</strong>, del resto, il minore rom abitante del “campo” <strong>non inizierà mai il percorso scolastico</strong>.</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
Ad incidere sul disagio dei bambini e degli adolescenti rom vi è infine la questione degli <strong>sgomberi forzati</strong> degli insediamenti informali, che hanno conseguenze drammatiche sulla vita dei minori e rendono ancora più vulnerabili le loro famiglie, spostandole da una parte all’altra della città.</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
Particolare preoccupazione suscita l’<strong>impennata di sgomberi forzati</strong> registratisi <strong>nella Capitale</strong> in seguito all’annuncio del <strong>Giubileo della Misericordia</strong> da parte di Papa Francesco: sistematiche violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale che l’Associazione 21 luglio ha voluto portare all’attenzione della pubblica opinione attraverso il lancio della campagna <a href="http://mandrillapp.com/track/click/30159671/www.21luglio.org?p=eyJzIjoieTNBODlSeFNXNFpVUjRvTlBNUkRNUmRBbzhvIiwidiI6MSwicCI6IntcInVcIjozMDE1OTY3MSxcInZcIjoxLFwidXJsXCI6XCJodHRwOlxcXC9cXFwvd3d3LjIxbHVnbGlvLm9yZ1xcXC93cC1jb250ZW50XFxcL3BsdWdpbnNcXFwvbmV3c2xldHRlclxcXC9zdGF0aXN0aWNzXFxcL2xpbmsucGhwP3I9TkRNd096TXdNREk3YUhSMGNEb3ZMM2QzZHk0eU1XeDFaMnhwYnk1dmNtY3ZjR1ZqWTJGMGJ5MWpZWEJwZEdGc1pUcyUzRFwiLFwiaWRcIjpcIjA5MzZmY2Q2ZDIyZDQxZjg4MTk2Mjc1NTQ5NGRmOGQxXCIsXCJ1cmxfaWRzXCI6W1wiYmYxNGRjZmY2MmJmZTkzZWZlZDQ5OGY4Y2U2Mjg2YzBjOTZhODFhMVwiXX0ifQ&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">#PeccatoCapitale</a>, una raccolta firme per chiedere alle autorità capitoline <strong>una moratoria sugli sgomberi forzati</strong> alla quale hanno già aderito 25 associazioni e personaggi noti come <strong>Roberto Saviano</strong>, <strong>Gad Lerner</strong>, <strong>Ascanio Celestini</strong>, <strong>Piotta</strong>, <strong>Sabina Guzzanti</strong> e <strong>Padre Alex Zanotelli</strong>.</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
Malgrado lo sgombero forzato di un insediamento, così come l’allontanamento di un minore rom dalla famiglia naturale, venga giustificato dal “superiore interesse del minore”, spesso si rileva dietro queste azioni un carattere di sproporzionalità che porta a compromettere, <strong>talvolta in maniera irrimediabile</strong>, una condizione familiare e sociale già difficile dalla nascita.</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
«Nonostante il drammatico quadro – afferma l’Associazione 21 luglio – le amministrazioni locali e nazionali sembrano muoversi in una direzione contraria alla risoluzione della problematica del disagio dei bambini e degli adolescenti rom in Italia. Anche nella Giornata che verrà celebrata domani, sembra essere <strong>l’amnesia la vera protagonista delle politiche</strong> che si continuano a mettere in atto. <strong>Costruzione di nuovi “campi”</strong>, <strong>azioni di sgombero</strong>, <strong>politiche scolastiche differenziate</strong>, <strong>discorsi d’odio e di discriminazione</strong>: questo è il <em>leitmotiv</em> che anche oggi condiziona il futuro dei minori rom. Bambini e giovani che rappresentano la <strong>cartina di tornasole della civiltà e del livello di democrazia del nostro Paese</strong> che predilige nascondere le problematiche sotto il tappeto ed affrontare all’insegna dell’emergenza una questione che meriterebbe riflessione e programmazione nel lungo periodo».</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
&nbsp;</div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
<strong>Per approfondire:</strong></div>
<div style="padding-bottom: 8px; padding-top: 8px;">
<br />&#8211; <a href="http://mandrillapp.com/track/click/30159671/www.21luglio.org?p=eyJzIjoiMExEV2cxcXNBU0pWam5hX2RhQklJN3gtVDRNIiwidiI6MSwicCI6IntcInVcIjozMDE1OTY3MSxcInZcIjoxLFwidXJsXCI6XCJodHRwOlxcXC9cXFwvd3d3LjIxbHVnbGlvLm9yZ1xcXC93cC1jb250ZW50XFxcL3BsdWdpbnNcXFwvbmV3c2xldHRlclxcXC9zdGF0aXN0aWNzXFxcL2xpbmsucGhwP3I9TkRNd096TXdNREk3YUhSMGNEb3ZMM2QzZHk0eU1XeDFaMnhwYnk1dmNtY3ZkM0F0WTI5dWRHVnVkQzkxY0d4dllXUnpMekl3TVRRdk1Ea3ZWR1Z5YldsdVlXeENZWEppZFhSaFgzZGxZbDl5YVdSdmRIUnZMbkJrWmpzJTNEXCIsXCJpZFwiOlwiMDkzNmZjZDZkMjJkNDFmODgxOTYyNzU1NDk0ZGY4ZDFcIixcInVybF9pZHNcIjpbXCJiZjE0ZGNmZjYyYmZlOTNlZmVkNDk4ZjhjZTYyODZjMGM5NmE4MWExXCJdfSJ9&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Rapporto Terminal Barbuta: presente e futuro dei minori nel campo &#8220;La Barbuta&#8221; a Roma</a><br />&#8211; <a href="http://mandrillapp.com/track/click/30159671/www.21luglio.org?p=eyJzIjoiYzc0c05NcWtST0tOUVdvMWdEbzNjb005cnI0IiwidiI6MSwicCI6IntcInVcIjozMDE1OTY3MSxcInZcIjoxLFwidXJsXCI6XCJodHRwOlxcXC9cXFwvd3d3LjIxbHVnbGlvLm9yZ1xcXC93cC1jb250ZW50XFxcL3BsdWdpbnNcXFwvbmV3c2xldHRlclxcXC9zdGF0aXN0aWNzXFxcL2xpbmsucGhwP3I9TkRNd096TXdNREk3YUhSMGNEb3ZMM2QzZHk0eU1XeDFaMnhwYnk1dmNtY3ZkM0F0WTI5dWRHVnVkQzkxY0d4dllXUnpMekl3TVRNdk1USXZSbWxuYkdrdFpHVnBMV05oYlhCcFgwRnpjMjlqYVdGNmFXOXVaVEl4YkhWbmJHbHZMbkJrWmpzJTNEXCIsXCJpZFwiOlwiMDkzNmZjZDZkMjJkNDFmODgxOTYyNzU1NDk0ZGY4ZDFcIixcInVybF9pZHNcIjpbXCJiZjE0ZGNmZjYyYmZlOTNlZmVkNDk4ZjhjZTYyODZjMGM5NmE4MWExXCJdfSJ9&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Rapporto &#8220;Figli dei campi&#8221;: libro bianco sull&#8217;infanzia rom in emergenza abitativa in Italia</a><br />&#8211; <a href="http://mandrillapp.com/track/click/30159671/www.21luglio.org?p=eyJzIjoiNmVVVDRkUWxUcW1KR3JWc3FUM3RRQVJqV0NFIiwidiI6MSwicCI6IntcInVcIjozMDE1OTY3MSxcInZcIjoxLFwidXJsXCI6XCJodHRwOlxcXC9cXFwvd3d3LjIxbHVnbGlvLm9yZ1xcXC93cC1jb250ZW50XFxcL3BsdWdpbnNcXFwvbmV3c2xldHRlclxcXC9zdGF0aXN0aWNzXFxcL2xpbmsucGhwP3I9TkRNd096TXdNREk3YUhSMGNEb3ZMM2QzZHk0eU1XeDFaMnhwYnk1dmNtY3ZkM0F0WTI5dWRHVnVkQzkxY0d4dllXUnpMekl3TVRNdk1UQXZVbUZ3Y0c5eWRHOHRUV2xoTFcxaFpISmxMV1Z5WVMxeWIyMWZRWE56YjJOcFlYcHBiMjVsTFRJeExXeDFaMnhwYnpJdWNHUm1PdyUzRCUzRFwiLFwiaWRcIjpcIjA5MzZmY2Q2ZDIyZDQxZjg4MTk2Mjc1NTQ5NGRmOGQxXCIsXCJ1cmxfaWRzXCI6W1wiYmYxNGRjZmY2MmJmZTkzZWZlZDQ5OGY4Y2U2Mjg2YzBjOTZhODFhMVwiXX0ifQ&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Rapporto &#8220;Mia Madre era rom&#8221;. Le adozioni dei minori rom nel Lazio</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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			</item>
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		<title>Sul piede di guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2015 09:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>﻿ di Alex Zanotelli (da Comune.info) &#160; &#160; La guerra è alle porte. Non arriva con l’avanzata delle bandiere nere dell’Isis ma con quelle della Nato. E si fa largo sul fronte ucraino come&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div align="left" class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
﻿</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">
di Alex Zanotelli (da Comune.info)</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://2.bp.blogspot.com/-UXacPLft0D8/Vc8f-xMqCBI/AAAAAAAADAc/YhAKeH2CvLg/s1600/09est1f02-nato-aerei-1024x691%2B%25282%2529.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="215" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/08/09est1f02-nato-aerei-1024x691-%282%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<strong>La<br />
guerra è alle porte. Non arriva con l’avanzata delle bandiere nere<br />
dell’Isis ma con quelle della Nato. E si fa largo sul fronte<br />
ucraino come su quello mediterraneo. Così le forze di reazione<br />
rapida passano da tredici a quarantamila uomini. Si prepara<br />
l&#8217;”inevitabile” intervento in Libia e s’intensifica l’utilizzo<br />
dei droni con la scusa di combattere i trafficanti di esseri umani. A<br />
fine settembre, poi, comincia la più grande esercitazione militare<br />
dal tempo della caduta del muro di Berlino. Coinvolgerà 35 mila<br />
soldati Nato, 200 aerei e 50 navi da guerra. Sarà pilotata dalla<br />
nuova base di Lago Patria a Napoli. Giochiamo in casa e giochiamo con<br />
il fuoco. Come credente nel Dio della vita, scrive Alex Zanotelli,<br />
non posso accettare un sistema di morte pagato da miliardi di persone<br />
impoverite. Come seguace di Gesù di Nazareth non posso accettare che<br />
il mio paese faccia parte della Nato. A settembre, durante<br />
l’esercitazione, dobbiamo farci sentire.</strong></div>
<p>
Siamo di nuovo sul piede di guerra<br />
anche in Europa, sia sul fronte Ucraina come nel Mediterraneo. E<br />
questo grazie alla Nato. È stata la Nato a far precipitare lo<br />
scontro con la Russia perché vuole che l’Ucraina entri<br />
nell’Alleanza al fine di poter sparare i suoi missili direttamente<br />
su Mosca. La Russia ha reagito ed ecco la drammatica guerra civile di<br />
quel paese che rischia di diventare guerra atomica. “Ho le armi<br />
nucleari,” ha detto <strong>Putin.<br />
</strong>E<br />
infatti<strong><br />
ha piazzato 50 missili con testate nucleari sui confini baltici della<br />
Ue, puntandoli verso la Svezia per dissuaderla a entrare nella Nato.</strong><strong><br />
</strong></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://3.bp.blogspot.com/-k1-gMSLyAz0/Vc8gEOhHoHI/AAAAAAAADAk/J0ZwenJc6gA/s1600/16est1f03-polonia-soldati-usa--1024x618%2B%25282%2529.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="193" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/08/16est1f03-polonia-soldati-usa-1024x618-%282%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<p>‘Vista la grave crisi, è stato<br />
convocato a Bruxelles il vertice NATO con la presenza del nuovo<br />
segretario Usa alla difesa, Ashton Carter. All’ordine del giorno:<strong><br />
potenziare la forza di reazione rapida della Nato portandola da<br />
tredicimila soldati a quarantamila uomini (il triplo!),</strong><br />
piazzare 5 mila soldati (a rotazione) nei Paesi Baltici e in Polonia<br />
ed infine spingere tutti i paesi NATO a spendere il 2 per cento del<br />
Pil nella Difesa.</p>
<p>Ma ora <strong>si<br />
apre anche il Fronte Sud: il Mediterraneo</strong>.<br />
Il 22 giugno la UE ha dato il via libera (senza il benestare<br />
dell’Onu!) alla prima fase della missione navale EuNavForMed con<br />
cinque navi militari, due sottomarini, due droni e tre elicotteri e<br />
un “migliaio” di soldati per tentare di bloccare la partenza dei<br />
migranti dalla Libia. <strong>L’uso<br />
dei droni militari</strong><br />
(a Sigonella operano da anni i droni Global Hawk) si intensificherà<br />
con questa missione UE “contro i trafficanti di esseri umani”,<br />
<strong>grimaldello<br />
di un’operazione sotto regia Nato per un intervento militare in<br />
Libia</strong>. Sia il<br />
governo di Tobruk come quello di Tripoli hanno risposto che<br />
reagiranno contro questo attacco.</p>
<p>È in questo pesante scenario di<br />
guerra che<strong><br />
si terrà in Europa, dal 28 settembre al 6 novembre, la più grande<br />
esercitazione militare dalla caduta del muro di Berlino</strong><strong><br />
</strong>che<br />
coinvolgerà 35.000 soldati NATO, 200 aerei,50 navi da guerra .Questa<br />
gigantesca esercitazione “Trident Juncture 2015”, sarà pilotata<br />
dalla nuova base NATO di Lago Patria a Napoli. Giochiamo in casa e<br />
giochiamo con il fuoco. </p>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://3.bp.blogspot.com/-XVwljDs53aA/Vc8gJZunAuI/AAAAAAAADAs/QQcTlQvu2-0/s1600/nato-slide_267336_1833033_free-1024x683%2B%25282%2529.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="213" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/08/nato-slide_267336_1833033_free-1024x683-%282%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<p>Una domanda<br />
sorge spontanea:<strong><br />
ma cosa ci stiamo a fare ancora nella Nato? </strong>Ma<br />
a che serve, se non a portarci in sempre nuove guerre?<br />
La Nato è sorta come alleanza difensiva degli Usa e dei paesi<br />
europei contro l’Urss e i paesi comunisti del Patto di Varsavia.&nbsp;<br />
Il Patto di Varsavia e i paesi comunisti non ci sono più, ma la Nato<br />
continua ad esserci.</p>
<p><strong>La<br />
Nato infatti avrebbe dovuto cessare con la caduta del muro di Berlino<br />
(1989)</strong>. Non<br />
solo c’è, ma da alleanza militare <u>difensiva</u><br />
è diventata <u>offensiva</u><br />
per difendere gli interessi economici dei paesi membri ovunque essi<br />
siano minacciati. Questo è avvenuto nel vertice di Washington<br />
(1999). Mentre nel vertice di Praga (2009) la Nato ha fatto un altro<br />
salto: ha sposato la strategia della ‘guerra preventiva’. La Nato<br />
è una potenza militare che nessun avversario può eguagliare, basata<br />
anche sulle armi nucleari, che la “Nato deve mantenere finchè vi<br />
saranno nel mondo tali armi”, ha detto l’ex-segretario generale<br />
Nato Anders Rasmussen. E per evitare attacchi terroristici e<br />
missilistici, è stato annunziato al Vertice di Lisbona (2009) il<br />
progetto di uno Scudo antimissile. “La sola esistenza della Nato<br />
come alleanza cui aderiscono i paesi europei – ci rammenta<br />
giustamente il fisico Angelo Baracca – implica un’ipoteca<br />
pesantissima che vanificherebbe la migliore costituzione europea che<br />
si potesse concepire sia per gli aspetti della difesa, ma anche della<br />
democrazia effettiva e della libertà”.</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<p>
I<strong>nfatti<br />
sulla spinta della Nato, l’Italia in questi due decenni, ha<br />
partecipato alle guerre del Golfo</strong><br />
(1991),<br />
<strong>Somalia</strong><br />
(1994-’95),<br />
<strong>Bosnia-Herzegovina</strong><br />
(1996-99),<br />
<strong>Congo</strong><br />
(1996-99),<br />
<strong>Jugoslavia</strong><br />
(1999),<br />
<strong>Afghanistan</strong><br />
(2001),<br />
<strong>Iraq</strong>(2003),<br />
<strong>Libia</strong>(2011).<br />
<strong>Milioni<br />
di morti!&nbsp; </strong>Solo<br />
nella guerra in Congo, quattro milioni di morti. E miliardi di<br />
dollari per fare queste guerre. Solo la guerra in Iraq (un milione di<br />
morti!) ci è costata almeno tremila miliardi di dollari, secondo le<br />
stime di J. Stiglitz (premio Nobel per l’Economia), fornite nel suo<br />
volume <u>The Trillion Dollars<br />
War . </u></p>
<p><strong>Guerre<br />
di tutti i tipi</strong>,<br />
da quella ‘umanitaria’ a quella contro il ‘terrorismo’, ma<br />
<strong>il<br />
cui unico scopo è il controllo delle fonti energetiche e delle<br />
materie prime</strong>,<br />
per permettere al 20 per cento del mondo di continuare a vivere da<br />
nababbi, consumando il 90 per cento delle risorse del pianeta. “Lo<br />
stile di vita del popolo americano –&nbsp; aveva detto Bush senior<br />
nel 1991 – non è negoziabile.” E se non è negoziabile, allora<br />
non<br />
rimane altro che armarsi fino ai denti. Soprattutto<br />
con la Bomba Atomica, la Regina che domina questo immenso arsenale di<br />
morte che serve a proteggere i privilegi e lo stile di vita di pochi<br />
a dispetto dei troppo impoveriti.</p>
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<p><strong>Gli<br />
Usa/Nato hanno l’arsenale più potente e affidabile al mondo con<br />
ottomila testate nucleari, di cui circa duecento dislocate in Europa</strong>.<br />
Settanta bombe atomiche<br />
sono in Italia: una cinquantina a Ghedi (Brescia) e una trentina ad<br />
Aviano (Pordenone). E questo in un Paese che ha detto, con un<br />
Referendum, no al nucleare civile! La Nato, sempre sotto comando Usa,<br />
resterà “un’alleanza nucleare – ha ribadito Obama al vertice<br />
di Lisbona – e gli Usa manterranno un efficiente arsenale nucleare<br />
per assicurare la difesa dei loro alleati”.</p>
<p>E tutto<br />
questo ci costa caro.<br />
“Il bilancio civile della Nato per il mantenimento del quartiere<br />
generale di Bruxelles – scrive M. Dinucci – ammonta a circa mezzo<br />
miliardo di dollari all’anno, di cui l’80 per cento viene pagato<br />
dagli alleati. Il bilancio militare della Nato per il mantenimento<br />
dei quartieri generali subordinati ammonta a circa un miliardo di<br />
dollari l’anno, di cui circa l’80 per cento è pagato dagli<br />
alleati. Il budget militare della Nato per il mantenimento dei<br />
quartieri generali subordinati ammonta a quasi due miliardi di<br />
dollari l’anno, pagati per il 75 per cento dagli europei.”</p>
<p>Secondo i<br />
dati aggiornati al 2011, le “<strong>spese<br />
per la difesa dei 28 stati membri della Nato ammontano a 1.038<br />
miliardi di dollari l’anno</strong>,<br />
<strong>una<br />
cifra equivalente a circa il 60 per cento della spesa mondiale per le<br />
armi.</strong>”</p>
<p><strong>E<br />
l’Italia gioca un ruolo cruciale per la Nato: siamo un paese chiave<br />
nello scacchiere militare dell’Alleanza Atlantica</strong>.<br />
A Napoli è stato da poco inaugurata una sede NATO a Lago Patria con<br />
1.500 militari. A Sigonella (Catania) entrerà in funzione il sistema<br />
Ags definito da Manlio Dinucci “il più sofisticato sistema di<br />
spionaggio elettronico, non in difesa del territorio dell’Alleanza,<br />
ma per il potenziamento della sua capacità offensiva fuori area,<br />
soprattutto in quella medio-orientale.” Per di più, nel 2016,<br />
Sigonella diventerà la capitale mondiale dei droni. E per pilotare i<br />
droni, entrerà in funzione nella vicina Niscemi, il sistema MUOS di<br />
telecomunicazioni satellitari di nuova generazione. Niscemi diventerà<br />
così la quarta capitale mondiale delle comunicazioni militari.</p>
<p><strong>Non<br />
possiamo accettare una tale militarizzazione del nostro territorio,<br />
né tantomeno possiamo tollerare, a livello morale, la guerra con i<br />
droni</strong>. “Questa<br />
guerra con i droni porta gli Usa in una pericolosa china morale”-<br />
scrive Jim Rice, direttore della rivista ecumenica Usa <u>Sojourners</u>.<br />
C’è solo un nome per tali uccisioni con i droni, sono veri e<br />
propri omicidi, non giustificati né moralmente né legalmente.</p>
<p>E sempre in questo contesto, il<br />
governo italiano<strong><br />
ha “accettato” sul nostro territorio anche Africom</strong>,<br />
il supremo comando americano per l’Africa con due basi: una a<br />
Vicenza per le forze aeree e l’altra a Napoli per le forze navali.<br />
Non possiamo accettare che il nostro paese ospiti qello che nessun<br />
paese africano ha accettato di ospitare. Non è questa la politica<br />
estera che l’Italia deve intrattenere con un continente crocifisso<br />
come l’Africa.<br />
<strong>Da<br />
credente e da seguace di Gesù di Nazareth, non posso accettare un<br />
mondo così assurdo</strong>:<br />
un<br />
sistema economico-finanziario che permette a pochi di vivere da<br />
nababbi a spese di molti morti di fame e<br />
questo grazie a una NATO che spende oltre mille miliardi di dollari<br />
l’anno in armi e soprattutto con arsenali ripieni di spaventose<br />
armi atomiche. “La<br />
pace e la giustizia procedono insieme –<br />
diceva, negli anni della Guerra Fredda, l’arcivescovo di Seattle,<br />
R. Hunthausen. – Sulla strada che perseguiamo attualmente la nostra<br />
politica economica verso gli altri Paesi, ha bisogno delle armi<br />
atomiche. <strong>Abbandonare<br />
queste armi significherebbe di più di abbandonare i nostri strumenti<br />
di terrore globale. Significherebbe abbandonare il nostro posto<br />
privilegiato in questo mondo.”</strong></p>
<p>
Come credente nel Dio della vita,<br />
<strong>non<br />
posso accettare un Sistema di morte come il nostro pagato da miliardi<br />
di impoveriti</strong>,<br />
milioni di morti di fame oltre che da milioni e milioni di morti per<br />
le guerre che facciamo. E come seguace di Gesù di Nazareth, che ci<br />
ha insegnato la via della nonviolenza attiva, non posso accettare che<br />
il mio paese faccia parte della Nato, una realtà che doveva già<br />
essere scomparsa con la caduta del Muro di Berlino e che invece<strong><br />
continua a forzarci ad armarci per sempre nuove guerre ‘ovunque i<br />
nostri interessi vitali</strong>’<strong><br />
siano minacciati</strong>.<br />Lo<br />
aveva già capito <strong>Giuseppe<br />
Dossetti</strong><br />
quando, nel 1948, votò<br />
in Parlamento contro l’adesione alla NATO, mentre tutta la DC era<br />
schierata per il Sì. Lo fece in ossequio alla sua coscienza e al<br />
Vangelo. E’ quanto tocca a noi fare oggi, se vogliamo salvarci da<br />
questa follia collettiva. “<strong>La<br />
guerra è una follia</strong><br />
– ha gridato papa<br />
Francesco al Sacrario militare di Redipuglia – Anche oggi, dopo il<br />
secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può<br />
parlare di una terza guerra combattuta a’pezzi’, con crimini,<br />
massacri, distruzioni…..”</p>
<p><strong>E<br />
allora mobilitiamoci tutti</strong>,<br />
credenti e non, uniamoci al di là di ideologie o credi, <strong>contro<br />
questa gigantesca esercitazione militare Nato</strong><br />
“<strong>Trident<br />
Juncture 2015</strong>”<strong><br />
che si terrà in autunno</strong>.<br />Lo<br />
chiedo da Napoli, il centro comando di questa operazione, insieme al<br />
comitato napoletano “Pace e Disarmo”.<br />
Perché non pensare a una<br />
manifestazione nazionale a Napoli o altrove, promossa da tutte le<br />
realtà del movimento per la pace, dalla Rete della pace come dal<br />
Tavolo della Pace, dai No Muos come dai No Nato? <strong><u>Tutti<br />
insieme </u></strong><strong>perché<br />
vinca la vita!</strong></p>
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