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	<title>Zelensky Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Yurii Sheliazenko: “Bene le proteste, ma tra gli ucraini c’è ancora chi crede nella guerra”</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 08:33:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mauro Carlo Zanella (da pressenza.com) Quest’articolo è disponibile anche in:&#160;Greco A Kiev ho incontrato&#160;Yurii Sheliazenko, obiettore di coscienza quacchero e dirigente del&#160;Movimento Pacifista Ucraino, che avevo conosciuto e&#160;intervistato&#160;durante il mio viaggio in Ucraina nell’agosto&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="461" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18124" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1-300x169.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1-768x432.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<p><a href="https://www.pressenza.com/it/author/mauro-zanella/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Mauro Carlo Zanella</a> (da pressenza.com) </p>



<p>Quest’articolo è disponibile anche in:&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/el/2025/08/yuri-seliazenko-oi-diamartyries-einai-thetikes-alla-metaxi-ton-oukranon-yparxei-akoma-ekeinoi-pu-pistevoun-ston-polemo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Greco</a></p>



<p><em>A Kiev ho incontrato</em>&nbsp;<em>Yurii Sheliazenko, obiettore di coscienza quacchero e dirigente del&nbsp;</em><em>Movimento Pacifista Ucraino, che avevo conosciuto e&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2024/08/yurii-sheliazenkho-dobbiamo-cambiare-la-narrativa-dellinevitabilita-della-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss">intervistato</a>&nbsp;durante il mio viaggio in Ucraina nell’agosto dell’anno scorso e il suo amico&nbsp;</em><em>Artem Denysov, anch’egli quacchero. Mi hanno portato nel complesso residenziale “Fayna Town”</em><em>&nbsp;dove abita Artem, una sorta di città nella città</em><em>, cinto da cancellate e controllato da vigilantes. All’interno negozi, farmacia e scuola privata, molti alberi, prati e diverse aree gioco per bambini. Artem ci ha mostrato una palazzina ancora vuota danneggiata da un drone russo in pieno giorno, che ha terrorizzato gli abitanti senza per fortuna fare molti danni.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/palazzina-colpita-da-drone-russo.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624361"/></figure>



<p><em>Abbiamo toccato diversi temi, che sintetizzo qui di seguito.</em></p>



<p><strong>Yurii, puoi parlarmi della tua attuale situazione legale? Al momento hai qualche restrizione alla tua libertà personale?</strong></p>



<p>I miei arresti domiciliari sono terminati nel febbraio 2024, ma non ho potuto trasferirmi all’estero e qualsiasi viaggio all’interno dell’Ucraina è rischioso. Il nostro amico Oleksandr Ivanov è stato arruolato con la forza mentre era in viaggio turistico in Bessarabia. Non ho alcun obbligo formale di rimanere a Kiev, ma lo faccio perché qualsiasi tentativo di trasferirmi potrebbe essere interpretato come un tentativo di fuga e potrei essere privato della libertà; inoltre, non riesco a immaginare dove potrei realisticamente vivere e lavorare meglio che a Kiev, date le attuali circostanze e il divieto di viaggiare all’estero.</p>



<p>Al momento posso muovermi con cautela a Kiev, perché i reclutatori militari stanno dando la caccia alle persone per le strade per arruolarle con la forza, picchiandole e sequestrando loro gli smartphone. Sono sottoposto a un processo per motivi politici a causa della mia visione pacifista del mondo e per una lettera inviata al presidente Zelensky con una dichiarazione intitolata “Agenda di pace per l’Ucraina e il mondo”, in cui si invita a resistere in modo nonviolento all’aggressione russa e a proteggere il diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare.</p>



<p>La prossima udienza è fissata per l’11 settembre. Al momento le udienze sono in fase preparatoria e io sto presentando reclami relativi a numerose violazioni commesse durante le indagini preliminari: il sequestro del mio computer e del mio smartphone, la pubblicazione di un comunicato stampa dei servizi di sicurezza ucraini che mi dipingeva come un nemico e un criminale, non solo come un sospettato, e che ha scatenato una campagna diffamatoria sui media, l’accesso non autorizzato alle mie cartelle cliniche e ai miei conti bancari, l’eccessiva intrusione nella mia casa e nella mia vita privata, comunicazioni mobili con ordinanze del tribunale formulate in modo vago e molte altre irregolarità tecniche da parte degli investigatori.</p>



<p>Non hanno trovato alcuna prova di attività illegali nella mia vita, perché sono un avvocato e mi impegno molto per rispettare le leggi dell’Ucraina, ma hanno violato in modo sproporzionato la mia privacy ottenendo molte informazioni sensibili su di me e privandomi dei mezzi per svolgere il mio lavoro professionale di difensore dei diritti umani, probabilmente con l’intenzione di esercitare pressioni su di me e sui miei contatti. Sebbene io sia resistente alle pressioni, ho avuto l’impressione che su altre persone tali pressioni abbiano avuto più successo, ostacolando il mio lavoro a favore dei diritti umani e della pace.</p>



<p>Vorrei aggiungere che in Ucraina l’obiezione di coscienza per motivi religiosi non viene riconosciuta. Al momento siamo in contatto con dodici persone che si sono dichiarate pubblicamente obiettori di coscienza, rifiutandosi di partire per il fronte. Appartengono tutte a confessioni religiose minori, fedeli ai loro principi pacifisti e nonviolenti, come Quaccheri, Testimoni di Geova e Avventisti del Settimo Giorno. Questi sono i loro nomi: &nbsp;Adamovyc, &nbsp;Bezsonov, Chyzhof, Ivanushchenko, Khomenko, Kryushenko, Nechayuk, Nosenko, Radashko, Semchuk, Skilar, Solonets.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/nomi-e-facce-obiettori-coscienza.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624362"/></figure>



<p>Le chiese ufficiali ucraine, sia quelle che riconoscono l’autorità del papa che quelle propriamente ortodosse, invece appoggiano la guerra contro i russi.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiesa-ucraina-appoggia-esercito.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624363"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/prete-e-soldati-ucraini.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624364"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/mostra-cattolica-pro-guerra-a-Leopoli.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624365"/></figure>



<p><em>Esposizione religiosa a favore della guerra a Leopoli</em></p>



<p>Dalla parte opposta il patriarca di Mosca Cirillo I, la cui autorità é riconosciuta dagli ortodossi di madrelingua russa, ha dichiarato: “Ci troviamo in una guerra che ha assunto un significato metafisico. Le parate dei gay dimostrano che il peccato è una variabile del comportamento umano. Questa guerra è contro chi sostiene i gay, come il mondo occidentale.”</p>



<p>La persecuzione degli obiettori di coscienza avviene nonostante l’articolo 35 della Costituzione ucraina, valido anche durante la legge marziale, preveda il diritto di sostituire il servizio militare con un servizio alternativo non militare.</p>



<p><strong>Che cosa pensi del movimento che è sceso in piazza contro la corruzione?</strong></p>



<p>La forte reazione popolare dopo l’approvazione della legge 12414 dimostra che l’Ucraina ha preservato una cultura della democrazia e delle proteste pacifiche. La legge 12414 era uno strumento per aumentare il controllo presidenziale sulle forze dell’ordine, introdotto in modo arbitrario per fermare le indagini sulla cerchia ristretta di Zelensky. Ha ridotto l’indipendenza dei pubblici ministeri e delle agenzie anticorruzione e ha conferito ampi poteri incontrollati al procuratore generale, che viene nominato dal presidente.</p>



<p>Zelensky ha reagito alle proteste introducendo un nuovo disegno di legge con il numero 13533, che è stato approvato e firmato, ripristinando l’indipendenza delle istituzioni anticorruzione – Ufficio Nazionale Anti-Corruzione (NABU) e Procura Specializzata Anti-Corruzione (SAPO).</p>



<p>Nonostante Zelensky affermi di aver ascoltato il popolo, ha piuttosto creato un alibi per rivendicare la sua innocenza, mentre gli agenti della NABU sono ancora sotto indagine da parte dei servizi di sicurezza ucraini controllati dal presidente con il pretesto dell’influenza russa. il nuovo disegno di legge mira anche a limitare tale influenza, il che significa che Zelensky insisterà sul fatto che l’attacco alla NABU con la perquisizione delle case di 20 agenti senza autorizzazione giudiziaria è “giustificato”. Questo scandalo non finirà facilmente e aumenterà le tensioni politiche nel Paese, già sotto pressione per l’aggressione russa e le perdite al fronte.</p>



<p>È positivo che le proteste siano state principalmente pacifiche, ma d’altra parte gli animi sono accesi, con molti slogan osceni e non ci sono state proteste contro le politiche militariste; al contrario, la gente ripone ancora troppa fiducia nella guerra, nell’esercito e nella punizione dei nemici esterni e interni, come l’élite al potere, ritenuta corrotta. Se la popolazione continuerà a essere ossessionata dalla credenza che la giustizia possa arrivare solo attraverso la violenza, ciò rafforzerà il militarismo autocratico e distruggerà la democrazia che la gente spera di proteggere con le sue proteste.</p>



<p>Ci sono però altri tipi di proteste meno riportati dai media, che contraddicono il sostegno alla guerra e riguardano soprattutto le zone rurali, quelle che pagano il tributo più alto di caduti. Dopo le recenti notizie di tortura a morte di un coscritto in un autobus militare, preso a calci e a scariche elettriche – caso che è oggetto di un’indagine ufficiale da parte dell’Ufficio Investigativo dello Stato – alcune persone hanno fermato uno di questi autobus e hanno liberato con la forza i coscritti detenuti e trasportati al fronte.</p>



<p>A Vinnycja, nell’Ucraina centrale, molti manifestanti sono scesi in piazza per chiedere il rilascio delle reclute detenute illegalmente e private dei loro telefoni cellulari e la polizia li ha dispersi violentemente usando gas lacrimogeni e arrestando cinque persone con l’accusa di aver tentato di occupare un edificio governativo, il che sembra esagerato. I media hanno anche riportato notizie di una risposta violenta da parte degli abitanti di un villaggio nel sud del Paese alle retate di reclutamento. Probabilmente assisteremo a ulteriori proteste e rivolte contro le attuali detenzioni arbitrarie e le torture, violazioni palesi del diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare, denunciate dai commissari per i diritti umani delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa. Purtroppo, i media mainstream hanno politiche di autocensura riguardo alle violazioni dei diritti umani durante la mobilitazione; di solito diffondono comunicati stampa ufficiali e non chiedono commenti ai difensori dei diritti umani. Questa politica è sostenuta dall’autorità nazionale di regolamentazione dei media, secondo la quale qualsiasi critica alla mobilitazione favorisce il nemico.</p>



<p>A proposito, il Consiglio nazionale per la regolamentazione dei media non ha registrato il mio media online “Free Civilians. Herald of Peace and Conscientious Objection”, pur sapendo che è contrario alla legge, probabilmente a causa di una lettera fuorviante e pressante dei servizi di sicurezza ucraini. La mia causa contro l’autorità di regolamentazione dei media è in tribunale, ma per strani motivi un semplice caso che si dovrebbe risolvere in due mesi non è stato risolto in un anno.<a href="mailto:info@example.com?&amp;subject=Yurii%20Sheliazenko%3A%20%E2%80%9CBene%20le%20proteste%2C%20ma%20tra%20gli%20ucraini%20c%E2%80%99%C3%A8%20ancora%20chi%20crede%20nella%20guerra%E2%80%9D&amp;body=https://www.pressenza.com/it/2025/08/yurii-sheliazenko-bene-le-proteste-ma-tra-gli-ucraini-ce-ancora-chi-crede-nella-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
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		<title>Appello per il giornalista pacifista Ruslan Kotsaba</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 08:03:47 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Il processo contro il giornalista ucraino, pacifista e obiettore di coscienza Ruslan Kotsaba, si è tenuto martedì 19 luglio 2022, solo perché ha espresso pubblicamente le sue idee pacifiste.</p>



<p>Le udienze del tribunale nei confronti di <a href="https://www.pressenza.com/it/2022/07/il-pacifista-e-obiettore-ucraino-ruslan-kotsaba-di-nuovo-a-processo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Ruslan Kotsaba</a> sono terminate. <strong>La prossima udienza è fissata per il 4 settembre</strong>, alle ore 10. Il tribunale si è riservato per il 28 settembre un’ulteriore eventuale sessione.</p>



<p>Ruslan Kotsaba e i suoi avvocati (Tetiana Montyan e Svitlana Novytska) hanno partecipato online. E’ forte il timore di aggressioni di neonazisti ucraini che in passato hanno minacciato e picchiato Ruslan Kotsaba, ottenendo anche questo nuovo processo dopo aver circondato il tribunale in passato.Per dare un contesto, il tribunale ha già ascoltato le testimonianze di 20 testimoni dell’accusa contro l’obiettore di coscienza Ruslan <a href="https://www.facebook.com/hashtag/kotsaba?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Kotsaba</a> e inizialmente sono stati chiamati 58 testimoni, la maggior parte dei quali non si sono presentati in tribunale o hanno fornito testimonianze del tipo “per sentito dire”. Prima dell’attuale nuovo processo, la corte d’appello nel 2016 ha stabilito che non era necessario ascoltare tutti i testimoni a causa dell’irrilevanza delle loro testimonianze e ha assolto Ruslan, ma la <strong>corte superiore di Kiev</strong> (<strong>circondata da una folla di estrema destra</strong>) <strong>ha annullato questa sentenza di assoluzione</strong> e ordinato un nuovo processo con il pretesto formale della necessità di ascoltare ogni testimone.La presenza in tribunale per <a href="https://www.facebook.com/hashtag/kotsaba?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Kotsaba</a> è rischiosa. Già in passato è stato pesantemente picchiato da <a href="https://www.facebook.com/hashtag/neonazisti?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#neonazisti</a> in quanto pacifista contrario alla guerra in <a href="https://www.facebook.com/hashtag/donbass?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Donbass</a>.Negare questa pesante minaccia in <a href="https://www.facebook.com/hashtag/ucraina?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Ucraina</a> significa negare l’evidenza. Lo stesso <a href="https://www.facebook.com/hashtag/zelensky?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Zelensky</a> ha cambiato le proprie posizioni sul Donbass in quanto sente in pericolo la sua vita. L’attuale presidente ucraino, ha affermato Noam Chomsky, “è stato eletto su una piattaforma di pace, per attuare ciò che è stato chiamato Minsk Due, una sorta di autonomia per la regione orientale. Ha cercato di attuarla. Le milizie di destra lo hanno avvertito che se avesse insistito lo avrebbero ucciso”.</p>



<p> Il caso di questo obiettore di coscienza è ormai un caso internazionale. Hanno preso le sue difese anche Amnesty International e la <a href="https://wri-irg.org/en/programmes/rrtk/co-action-alert/2021/ukraine-ruslan-kotsaba-trial-again?utm_source=rss&utm_medium=rss">WRI (War Resisters’ International) </a>. </p>



<h1>Comunicato stampa IFOR, WRI, EBCO e Connection sul caso del giornalista pacifista ucraino Ruslan Kotsaba</h1>



<p><strong>COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO</strong><br>EBCO, IFOR, WRI e Connection e.V.</p>



<p><a href="https://www.miritalia.org/2022/07/18/comunicato-stampa-ifor-wri-ebco-e-connection-sul-caso-del-giornalista-pacifista-ucraino-ruslan-kotsaba/2022-07-18-joint_press-release_ukraine_kotsaba-1/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Read here the English version</a></p>



<h4>Ritirate tutte le accuse contro Ruslan Kotsaba</h4>



<p>In Ucraina, martedì 19 luglio 2022 si terrà un processo contro il giornalista ucraino, pacifista e obiettore di coscienza Ruslan Kostaba, solo perché ha espresso pubblicamente le sue opinioni pacifiste.<br>L’International Fellowship of Reconciliation (IFOR), War Resisters’ International (WRI), l’European Bureau for Conscientious Objection (EBCO) e Connection e.V. (Germania) considerano il caso di Ruslan Kostaba una chiara persecuzione motivata politicamente, in violazione dei suoi diritti alla libertà di espressione e alla libertà di pensiero, coscienza e religione, garantiti dagli articoli 18 e 19 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e dagli articoli 9 e 10 della Convenzione Europea sui Diritti Umani.<br>Le organizzazioni esprimono la loro solidarietà a Ruslan Kotsaba e sollecitano le autorità ucraine a garantire che tutti i pacifisti in Ucraina, compresi gli attivisti del Movimento Pacifista Ucraino, possano esprimere liberamente le proprie opinioni e continuare le proprie attività nonviolente.<br>Le organizzazioni ricordano inoltre la loro ferma condanna dell’invasione russa dell’Ucraina e chiedono ai soldati di non partecipare alle ostilità e a tutte le reclute di rifiutare il servizio militare.<br>Il governo ucraino dovrebbe salvaguardare il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, rispettando pienamente gli standard europei e internazionali, tra cui quelli stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti Umani.<br>L’Ucraina è membro del Consiglio d’Europa e deve continuare a rispettare la Convenzione Europea dei Diritti Umani. Poiché l’Ucraina è candidata ad aderire all’Unione Europea, dovrà rispettare i diritti umani definiti nel Trattato UE e la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE, che includono il diritto all’obiezione di coscienza.</p>



<p>Contatti:<br>Zaira Zafarana, International Fellowship of Reconciliation (IFOR), zaira.zafarana@ifor.org, www.ifor.org?utm_source=rss&utm_medium=rss (inglese, italiano)<br>Rudi Friedrich, Connection e.V., +49 69 8237 5534, office@Connection-eV.org, www.ConnectioneV.org?utm_source=rss&utm_medium=rss (tedesco, inglese)<br>Semih Sapmaz, War Resisters’ International (WRI), semih@wri-irg.org, www.wri-irg.org?utm_source=rss&utm_medium=rss (inglese, turco)<br>Sam Biesemans, Ufficio Europeo per l’Obiezione di Coscienza (EBCO), +32 477 268893, ebco.brussels@skynet.be, www.ebco-beoc.org?utm_source=rss&utm_medium=rss (francese, olandese, italiano, inglese)</p>



<p><a href="https://www.miritalia.org/2022/07/18/comunicato-stampa-ifor-wri-ebco-e-connection-sul-caso-del-giornalista-pacifista-ucraino-ruslan-kotsaba/2022-07-18-joint_press-release_ukraine_kotsaba-1/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Leggi qui</a> il Comunicato originale in inglese.</p>



<p></p>
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