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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Tutto quello che non volete sapere sulla tortura</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 07:06:51 +0000</pubDate>
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<p>Ci sono stati periodi in cui mi sono trovata a visitare gli stessi pazienti per settimane e settimane. Nella sala d’attesa dell’ambulatorio rivedevo sempre gli stessi volti. Si lamentavano di mal di testa, dolori diffusi e difficoltà a dormire. Li visitavo, prescrivevo la terapia ma sembrava che nulla funzionasse. La settimana successiva tornavano con gli stessi disturbi. E’ stato solamente quando uno psicologo mi ha detto che uno dei miei pazienti era stato torturato che ho finalmente realizzato di aver capito ben poco: quei pazienti chiedevano aiuto con le uniche parole che avevano a disposizione e io, pur avendo letto tanto sulla tortura, non ne avevo riconosciuto le conseguenze stese proprio lì, sul lettino medico di fronte a me. Mi sono vergognata e mi sono sentita incapace di rispondere ai bisogni dei miei pazienti.</p>
<p>Nel 2017, nonostante la tortura esista ancora in molti Paesi, la comunità medica è ancora largamente impreparata a riconoscerne le vittime fra i pazienti. Il fenomeno resta virtualmente assente dai curricula accademici delle facoltà di medicina. La società intera conosce solo quello che viene mostrato nei film e nelle serie televisive, dove la tortura è spesso presentata come uno strumento legittimo per estorcere informazioni, nonostante gli studi in materia dimostrino che le confessioni ottenute in questo modo non sono attendibili.</p>
<p>Ciò che è vero è che oggi la tortura è ampiamente utilizzata in tutto il mondo. Essa ha come obiettivo la distruzione psicologica e fisica dell&#8217;individuo; mina la fiducia della persona nell&#8217;umanità, scardinando tutti i suoi legami con la società. Elettrodi applicati alle dita delle mani, dei piedi e ai genitali, stiramento estremo degli arti in posizioni innaturali allo scopo di strappare le articolazioni, percosse, violenze sessuali ripetute, talvolta con l&#8217;utilizzo di oggetti, privazione della luce, esposizione a rumori forti continui, bruciature, finte esecuzioni, water boarding. Questa lista non è esaustiva e non potrebbe esserlo dal momento che nuovi metodi di tortura vengono ideati in continuazione. La disumanità è creativa.</p>
<p>Spesso la tortura non lascia segni fisici ma il corpo diventa il contenitore di una persona spezzata, la cui anima è segnata da infiniti lividi. Dall&#8217;esterno il corpo può sembrare sano  ma all&#8217;interno nasconde innumerevoli frammenti di cristalli infranti. Quando sopravvivono, le vittime di tortura si ritrovano spesso alienate da tutto e tutti. Per questi uomini, donne e bambini descrivere la disumanità non è soltanto difficile ma è anche inutilmente doloroso se l’interlocutore  non è ricettivo, se non è pronto a credere a ciò che sente e non vuole condividere il carico di sofferenza. Niente fa più male che fidarsi di qualcuno, raccontare la propria storia e trovarsi di fronte l’indifferenza.</p>
<p>Come Medici Senza Frontiere abbiamo incontrato vittime di tortura nelle nostre sale d&#8217;attesa per oltre quarant’anni, e continuiamo a farlo, in zone di guerra, ma non solo. In molti casi abbiamo curato soltanto le ferite fisiche, senza sapere cosa i pazienti avessero veramente subito. Da tre anni MSF gestisce <a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/roma-msf-apre-un-centro-di-riabilitazione-sopravvissuti-tortura-e-trattamenti-inumani-e?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">centri di riabilitazione specifici per le vittime di tortura sulle principali vie migratorie</a>. I nostri pazienti sono accolti in un ambiente sicuro da équipe multidisciplinari di psicologi, medici, assistenti sociali, fisioterapisti e mediatori culturali. Il percorso verso la riabilitazione è lungo e difficile ma ristabilisce lentamente la fiducia della persona negli altri e aiuta a curare il corpo e l&#8217;anima. Il lavoro di MSF, però, è una goccia nell&#8217;oceano.</p>
<p>Nel 2016 abbiamo fornito assistenza specializzata a oltre 1400 vittime di tortura. Abbiamo ascoltato le loro storie, nei limiti entro i quali volessero condividerle, ma ci sono migliaia di altre vittime che non siamo riusciti a raggiungere. Fra le persone che soccorriamo nel Mediterraneo, si stima che il 30% abbia subito torture e altre forme di maltrattamenti. Fra di loro ci sono molte donne, ma anche uomini, che hanno subito violenze sessuali durante il viaggio. La maggior parte di queste persone non ha accesso ad alcun servizio di riabilitazione, perché questi sono pochi e sottodimensionati. Inoltre molto spesso le loro specifiche vulnerabilità non sono riconosciute e conseguentemente rimangono inattese.</p>
<p>Ogni giorno, noi di Medici Senza Frontiere incontriamo le vittime di atrocità inenarrabili. Abbiamo deciso di stare al loro fianco.</p>
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<div><strong>Federica Zamatto, Vice-coordinatrice delle operazioni per la migrazione di Medici Senza Frontiere</strong></div>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Geologi per il ‘dopo roghi’. Ad alto rischio i territori per le conseguenze</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Aug 2017 08:12:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;">di Patrizia Angelozzi</span></span></span></span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/vesuvio_rischio_idrogeologico.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9276" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/vesuvio_rischio_idrogeologico.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="358" height="499" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/vesuvio_rischio_idrogeologico.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 358w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/vesuvio_rischio_idrogeologico-215x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 215w" sizes="(max-width: 358px) 100vw, 358px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si combatte in prima linea, a farlo sono i cittadini residenti nelle zone vicine al Vesuvio e limitrofe supportati da geologi del Cnr.<br />
Il rischio altissimo, è di una catastrofe.<br />
A causa dei numerosi incendi, la cenere accumulata in queste aree potrebbe scendere in seguito a piogge consistenti e secondo gli esperti, il ‘danno’ non quantificabile non riguarderebbe solo il patrimonio forestale, danneggiato già oltre misura ma comporterebbe l’alto rischio idro-geologico in seguito all’invasione di flussi fangoso-detritici che arriverebbe fino alle città…</p>
<p>Sono posti, ‘senza difesa’, resta solo la speranza che le prossime piogge non siano così ‘importanti’ da determinare il deflusso della cenere depositata disperdendola.<br />
Diventa urgente e necessario un piano di prevenzione e di allerta che tenga alta l’attenzione per cercare di arginare i ‘danni ingenti’ alle persone e alle zone urbane interessate quali il Vesuvio e la zona del Somma.</p>
<p>Diversi geologi, si sono resi disponibili a dare spiegazioni mettendosi a disposizione, affinché si possa non ricorrere ai ripari ‘del poi’, attivandosi in una seria prevenzione che ha tutte le caratteristiche dell’urgenza.<br />
I professionisti sono:</p>
<p>Silvana Pagliuca, geologa, ricercatrice dell&#8217;Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom-Cnr): tel 081/7717325, email <a href="mailto:silvana.pagliuca@cnr.it">silvana.pagliuca@cnr.it</a></p>
<p>Valerio Buonomo, geologo libero professionista, ex borsista Isafom-Cnr;</p>
<p>Franco Ortolani, geologo ordinario di geologia, già docente c/o l’Università Federico II e associato Isafom</p>
<p>Foto e  Per saperne di più su:<br />
<a href="https://www.cnr.it/it/news/7608/incendio-boschivo-del-vesuvio-in-aumento-il-rischio-idrogeologico?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.cnr.it/it/news/7608/incendio-boschivo-del-vesuvio-in-aumento-il-rischio-idrogeologico?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/08/06/scritture-al-sociale-geologi-per-il-dopo-roghi-ad-alto-rischio-i-territori-per-le-conseguenze/">&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Geologi per il ‘dopo roghi’. Ad alto rischio i territori per le conseguenze</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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