<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Letteratura e Saggi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/category/cultura/letteratura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/category/cultura/letteratura/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Jul 2025 12:19:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Letteratura e Saggi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/category/cultura/letteratura/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>“Libri Liberi”. Una piccola morte</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/07/15/libri-liberi-una-piccola-morte/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/07/15/libri-liberi-una-piccola-morte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 12:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[autore]]></category>
		<category><![CDATA[casaeditrice]]></category>
		<category><![CDATA[dirittodiculto]]></category>
		<category><![CDATA[editore]]></category>
		<category><![CDATA[edizioniEO]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[sufi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18080</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto “Da quando Dio mi ha dato la vita, a Murcia, e fin quando me l&#8217;ha tolta, a Damasco, sono stato continuamente in viaggio”, così afferma il protagonista di questo lungo racconto&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/07/15/libri-liberi-una-piccola-morte/">“Libri Liberi”. Una piccola morte</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/Una-piccola-morte.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="240" height="376" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/Una-piccola-morte.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18081" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/Una-piccola-morte.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/Una-piccola-morte-191x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 191w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></a></figure></div>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>“Da quando Dio mi ha dato la vita, a Murcia, e fin quando me l&#8217;ha tolta, a Damasco, sono stato continuamente in viaggio”, così afferma il protagonista di questo lungo racconto all&#8217;inizio del quarto capitolo del romanzo intitolato “Una piccola morte”, di Mohamed Hasan Alwan (edito da E/O).</p>



<p>Si tratta della vicenda di Muhammad Ibn Arabi, vissuto tra il XII e XIII secolo e considerato uno dei più importanti mistici di sempre, ispiratore persino di Dante e di San Giovanni della Croce.</p>



<p>Se la metafora del viaggio, in Letteratura, è metafora di Vita, Ibn Arabi, attraverso i suoi spostamenti tra la Spagna (che all&#8217;epoca faceva parte dell&#8217;impero degli Almohadi) e alcune città del Nord Africa e del Medioriente conduce la propria esistenza da uomo finito e mortale (si sposa più volte, diventa padre, prende parte alle complesse vicende politiche del suo tempo, è docente stimato delle madrase più affermate del mondo arabo, soffre per la perdita degli amici cari), ma allo stesso tempo compie un percorso spirituale che lo porterà a divenire uno dei più importanti padri del sufismo, la dimensione, appunto, mistica della religione islamica.</p>



<p>Ogni capitolo è introdotto da citazioni del maestro stesso &#8211; alcune più interessanti, altre meno &#8211; che delineano il suo pensiero filosofico e poetico e la scrittura dettagliata e curata dell&#8217;autore permette di prender parte all&#8217;avventura del personaggio principale e dei comprimari, alcuni dei quali sono stati, per lui e per i lettori, guide interiori, come ad esempio le bella figura del compagno di ricerca e servo fedele, Badr. Ricerca di cosa? Dei quattro <em>watad</em>, ovvero dei quattro santi che proteggono i quattro angoli del mondo, ma in realtà la vera ricerca è quella del senso della vita.</p>



<p>Tradotto in più di dieci lingue, la storia di Ibn Arabi romanzata da parte del giovane autore saudita, classe 1979, ha riscosso enorme successo &#8211; tanto da vincere l&#8217;International Prize for Arabic Fiction, il più prestigioso riconoscimento dedicato alla letteratura in ligua araba &#8211; per la scrittura esoticamente affascinante, per la descrizione vivida delle situazioni storiche e, infine, per la delicatezza con cui Alwan, tramite un racconto in prima persona, accompagna il lettore nella individuale, privata indagine del significato dell&#8217;esistenza.</p>



<p>Raggiungere il misticismo, raggiungere un&#8217;Altezza è facile: è sufficiente, per elevarsi, per viaggiare in verticale, farlo in linea orizzontale, ovvero amando chi è intorno a noi, coloro che intrecciano il nostro percorso, nel bene nel male. E ciò dimostra come, al di là delle distinzioni tra le fedi monoteiste, l&#8217;essenza sia la medesima: “La nostra religione è la religione dell&#8217;amore, e tutti gli uomini sono legati in una catena di cuori, e se un anello si stacca, un altro, in un altro luogo, ne prenderà il posto”. <em>Una piccola morte</em>, ci dice che è l&#8217;amore che ci individua, l&#8217;amore per gli altri che così “altri” non sono.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/07/15/libri-liberi-una-piccola-morte/">“Libri Liberi”. Una piccola morte</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/07/15/libri-liberi-una-piccola-morte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>HIJRA: un pugno nello stomaco</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/03/12/hijra-un-pugno-nello-stomaco/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/03/12/hijra-un-pugno-nello-stomaco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 09:52:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[riscatto]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17927</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Il libro di oggi arriva dritto come un pugno nello stomaco. Sí, è così che l&#8217;ho sentito, infatti in diversi momenti mi sono dovuto fermare. Il dolore era troppo, era troppa&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/03/12/hijra-un-pugno-nello-stomaco/">HIJRA: un pugno nello stomaco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/h.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="536" height="755" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/h.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17928" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/h.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/h-213x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 213w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il libro di oggi arriva dritto come un pugno nello stomaco. Sí, è così che l&#8217;ho sentito, infatti in diversi momenti mi sono dovuto fermare. Il dolore era troppo, era troppa l&#8217;immedesimazione col protagonista di questa storia.</p>



<p>La storia è quella di Saif Ur Rehman Raja, ovvero lo stesso autore di questa sentita autobiografia. Saif è cresciuto tra il Pakistan e l&#8217;Italia, ma non sente di appartenere a nessuno dei due Paesi.</p>



<p>Le case senza tetto pakistane sembrano attendere le piogge come fossero momenti di festa, in contrapposizione alla grigia Bolzano e ai suoi frequenti e minacciosi temporali. Due realtà molto differenti per il protagonista non solo per il clima, ma anche per il cibo e le festività. Il racconto non procede proprio in maniera cronologica, si passa da un Paese all&#8217;altro per farci cogliere il senso di alienazione dello scrittore. Il Pakistan e le sue spezie, descritte come magiche e un rifugio per un bambino che ama stare in cucina con le donne. Saif viene cresciuto dalla madre, suo unico punto di riferimento fino all&#8217;adolescenza. Il padre c&#8217;è solo per impartire disciplina, non c&#8217;è spazio per carezze e comprensione.</p>



<p>Vive sulla sua pelle cosa vuol dire razzismo, violenza domestica e sessuale e infine, omofobia. Ci fa vivere il suo dolore e la sua sofferenza.</p>



<p>Le ultime pagine sono dedicate al Saif di oggi, una persona che, lavorando sodo, tra le sofferenze, finalmente si riscatta.</p>



<p>Finalmente scopre il valore di essere figlio di due culture diverse.</p>



<p>Ora Saif è un pedagogista e scrittore. Questo libro ha già avuto vari riconoscimenti.</p>



<p>Il Saif di oggi può abbracciare quello di ieri e dirgli: &#8220;Ce l&#8217;hai fatta!&#8221;.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/03/12/hijra-un-pugno-nello-stomaco/">HIJRA: un pugno nello stomaco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/03/12/hijra-un-pugno-nello-stomaco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Libri liberi&#8221;. Razzi umani: un libro che fa bene</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/02/07/libri-liberi-razzi-umani-un-libro-che-fa-bene/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/02/07/libri-liberi-razzi-umani-un-libro-che-fa-bene/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 08:39:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[#Lgbtqa*]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[autore]]></category>
		<category><![CDATA[comingout]]></category>
		<category><![CDATA[diritticivili]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17892</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Razzi umani è il titolo del primo romanzo di Vitto Pascale. Chi è Vitto Pascale?  Unapersona che si identifica come no binary e che crea contenuti su Instagram.Coglie immediatamente la mia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/02/07/libri-liberi-razzi-umani-un-libro-che-fa-bene/">&#8220;Libri liberi&#8221;. Razzi umani: un libro che fa bene</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/raz.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="648" height="1000" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/raz.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17893" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/raz.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 648w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/raz-194x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 194w" sizes="(max-width: 648px) 100vw, 648px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p><br>Razzi umani è il titolo del primo romanzo di Vitto Pascale. </p>



<p>Chi è Vitto Pascale?  Una<br>persona che si identifica come no binary e che crea contenuti su Instagram.<br>Coglie immediatamente la mia attenzione per il look curatissimo; in quasi in tutti i video si presenta con la matita sugli occhi e orecchini sempre diversi.<br>Il suo eloquio è molto sciolto e chiaro, Vitto racconta la comunità di cui fa parte sia attraverso temi importanti che commentando le notizie d&#8217;attualità.<br>Il libro, coerentemente all&#8217;attività sui social, affronta alcuni delle principali questioni del mondo lgbtqia+.<br>La forma di romanzo gli permette di raccontarsi a cuore aperto, ma con ironia.<br>L&#8217;ironia si ritrova anche nell&#8217;espediente scelto per questa specie di seduta psicoanalitica. I protagonisti della storia sono, infatti, solo due.<br>Confesso che mi sono identificato quasi subito in Vitto, probabilmente anche perché siamo coetanei.<br>Un vero e proprio balsamo per coloro che sono cresciuti in un paesino italiano, dove c&#8217;è l&#8217;oratorio e poco altro.<br>Oggi si parla molto di persone non binarie, gender fluid, ma fino a circa vent&#8217;anni fa già riuscire dichiarsi gay era una gran conquista.<br>Realtà e consapevolezze che vengono scoperte a poco poco grazie alla grande famiglia lgbtqia+ e alle esperienze di vita.<br>Una lettura molto agevole anche per chi vuole capirne di più proprio su cosa significa coming out, pregiudizio, omotransfobia, identità di genere, orientamento sessuale e sentimentale.<br>In questa intervista ci racconta qualcosa di sul libro e su di sé.</p>



<p>Quando hai deciso di diventare content creator?</p>



<p><br>Quando ho capito che lamentarmi al bar non raggiungeva abbastanza persone. Scherzi a parte, è stato un processo naturale. La voglia di condividere pensieri e provocazioni è nata nel momento in cui ho capito che potevo trasformare la mia ironia in un ponte per<br>connettermi alle persone. E, diciamolo, il pubblico del web è un po’ come una platea di cabaret: o ti ama o ti fischia via. Entrambe le cose mi intrigano.</p>



<p><br>Come nasce l’idea del libro?</p>



<p><br>Da una riflessione su cosa significhi essere “fuori posto” in un mondo che cerca sempre di infilarti in una scatola con un’etichetta. Ho pensato: “E se ci fosse una guida che ti accompagna nell’accettare di essere un bellissimo casino…ex inclusi?” Voilà, è nato Razzi<br>Umani! Inoltre, il dialogo con Levansi mi permetteva di esplorare temi complessi senza prendermi troppo sul serio.</p>



<p><br>Ho apprezzato il contesto un po’ macabro da amante della dark comedy. Vuoi dirci di più?</p>



<p>Grazie! Credo che il macabro, se ben dosato, ci aiuti a mettere in prospettiva le cose. La morte, che nel libro è una presenza costante, non è altro che il pretesto per riflettere sulla vita. Nonché parte della nostra vita.<br>È un po’ come ridere al funerale di battute inappropriate: non nega il dolore, ma lo rende sopportabile. Razzi Umani è così, una risata un po’ amara che ti lascia qualcosa su cui pensare.</p>



<p><br>A chi consiglieresti questo romanzo?</p>



<p><br>A chi si sente fuori dagli schemi, ma anche a chi quegli schemi li ha costruiti e non li mette mai in discussione. È un libro per chi ha voglia di riflettere, ridere e, perché no, anche arrabbiarsi un po’. Se non ti piace l’ironia, forse meglio passare al prossimo scaffale.</p>



<p><br>Stai già pensando a un nuovo libro?</p>



<p><br>Ovviamente! Scrivere è un po’ come andare in palestra per l’anima: dopo i dolori del primo allenamento, ci prendi gusto. Non posso ancora spoilerare troppo, ma diciamo che sarà un viaggio altrettanto fuori dagli schemi. Con meno marciapiedi e più… non lo so, magari una corsia del TSO!</p>



<p><br>Da attivista, come vedi la comunità LGBTQIA+ tra 10 anni?</p>



<p><br>Spero in un mondo dove non servano più etichette o “spiegazioni” per esistere. Ma, per essere realistici, vedo la comunità sempre più unita e diversificata, pronta a combattere per i diritti che ci spettano. In 10 anni, mi piace immaginare una generazione che cresce senza dover fare coming out perché, finalmente, essere chi siamo sarà la normalità e non l&#8217;eccezione.</p>



<p>Ringrazio Vitto per la disponibilità e alla prossima intervista!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/02/07/libri-liberi-razzi-umani-un-libro-che-fa-bene/">&#8220;Libri liberi&#8221;. Razzi umani: un libro che fa bene</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/02/07/libri-liberi-razzi-umani-un-libro-che-fa-bene/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Nel fango di Korogocho con Alex Zanotelli</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/17/stay-human-africa-nel-fango-di-korogocho-con-alex-zanotelli/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/17/stay-human-africa-nel-fango-di-korogocho-con-alex-zanotelli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 07:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#Alexanotelli]]></category>
		<category><![CDATA[#diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Afica]]></category>
		<category><![CDATA[africani]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[materialismo]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionale]]></category>
		<category><![CDATA[mutuoaiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Nairobi]]></category>
		<category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17753</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi, 17 ottobre, è la Giornata mondiale per l&#8217;eliminazion della povertà e vogliamo pubblicare una recensione su un celebre testo di e su Alex Zanotelli di Filippo Cinquemani Il mio ultimo articolo era dedicato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/17/stay-human-africa-nel-fango-di-korogocho-con-alex-zanotelli/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Nel fango di Korogocho con Alex Zanotelli</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/koro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="516" height="800" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/koro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17754" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/koro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 516w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/koro-194x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 194w" sizes="(max-width: 516px) 100vw, 516px" /></a></figure>



<p>Oggi, 17 ottobre, è la Giornata mondiale per l&#8217;eliminazion della povertà e vogliamo pubblicare una recensione su un celebre testo di e su Alex Zanotelli </p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>Il mio ultimo articolo era dedicato all&#8217;attivista keniota Binyavanga Wainaina, scrittore schietto che racconta l&#8217;Africa meno popolare e non risparmia critiche a nessuno. Uno dei bersagli di Wainaina sono i missionari occidentali in Africa. Le critiche mosse dallo scrittore<br>africano mi hanno incuriosito sull&#8217;attività dei missionari. Mi è stato consigliato “Korogocho” di Padre Alex Zanotelli.<br>Chi è Zanotelli? Il libro sulla missione nella baraccopoli di Korogocho, in Kenya, ci racconta molto di lui. Formatosi dai padri comboniani, dal 1978 fino al 1987 assume la direzione di “Nigrizia”, rivista dedicata al continente africano.<br>Padre Zanotelli è scomodo sia per il clero che per la politica. Il cosiddetto “prete rosso”, nell&#8217;editoriale di Nigrizia del gennaio &#8217;85, “Il volto italiano della fame africana”, denuncia, facendo nomi e cognomi, la classe politica responsabile di usare i soldi destinati alla lotta<br>contro la fame per altri scopi. Il clero, invece, viene criticato dallo scrittore per un modello formativo che prepara preti adatti esclusivamente a un contesto medio-borghese.<br>Zanotelli desidera mettersi in discussione e vuole recarsi nelle baraccopoli per ricevere il “battesimo dei poveri”, ovvero spogliarsi del materialismo che permea la società occidentale. Arriva nella baraccopoli di Korogocho non senza difficoltà, perché “un prete deve avere una casa, un telefono e una macchina; altrimenti non è un &#8220;prete”.<br>La prima parte del racconto è proprio dedicata alla baraccopoli, al fango tra i rifiuti, a un inferno fatto di delinquenza, prostituzione e AIDS.<br>Il prete vuole uscire dai miracolismi per imboccare la strada della responsabilità civile e personale. Il suo impegno si traduce nella creazione di piccole comunità di auto mutuo aiuto, ma anche nella lotta politica attiva. Insieme ai baraccati, chiede rappresentanti<br>amministrativi e politici, chiede la terra. Vince la causa contro la multinazionale Del Monte, colpevole di sfruttare gli operai del Kenya. Il peccato istituzionalizzato, per Zanotelli, costringe a vivere 2 milioni di persone nell&#8217;1,5% della terra presente a Nairobi.<br>La nonviolenza attiva entra nella quotidianità dello scrittore quando ha già cinquant&#8217;anni.<br>Recentemente, tornato in Italia, si incatena a un albero per protestare contro la privatizzazione delle acque a Napoli.<br>Concludo questa recensione con le sue potenti parole:<br>&#8220;Mandate a quel paese chi vi dice che siete il futuro; il futuro non esiste, voi siete l&#8217;unico<br>presente che abbiamo e tocca a voi cambiare radicalmente tutto. Datevi da fare, ragazzi,<br>perché è questione di vita o di morte. Tocca a voi difendere la vita su questo pianeta&#8221;.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/17/stay-human-africa-nel-fango-di-korogocho-con-alex-zanotelli/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Nel fango di Korogocho con Alex Zanotelli</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/17/stay-human-africa-nel-fango-di-korogocho-con-alex-zanotelli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“LibriLiberi”. Il selvaggio</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 16:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[#associazione]]></category>
		<category><![CDATA[#Bompiani]]></category>
		<category><![CDATA[#GuillermoArriaga]]></category>
		<category><![CDATA[#libri]]></category>
		<category><![CDATA[#recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[#romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[autore]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Inuit]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17749</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Selvaggio. Sarò il selvaggio. Non mi fermeranno. Se devo vendicarmi, mi vendicherò Se devo perdonare, perdonerò. Se devo amare, amerò. Se devo cedere, cederò. Se devo combattere, combatterò. Mi è chiaro&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/">“LibriLiberi”. Il selvaggio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/cop-il-selvaggio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="328" height="466" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/cop-il-selvaggio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17750" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/cop-il-selvaggio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 328w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/cop-il-selvaggio-211x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 211w" sizes="(max-width: 328px) 100vw, 328px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>Selvaggio. Sarò il selvaggio.</em></p>



<p><em>Non mi fermeranno.</em></p>



<p><em>Se devo vendicarmi, mi vendicherò</em></p>



<p><em>Se devo perdonare, perdonerò.</em></p>



<p><em>Se devo amare, amerò.</em></p>



<p><em>Se devo cedere, cederò.</em></p>



<p><em>Se devo combattere, combatterò.</em></p>



<p><em>Mi è chiaro che sarà la vita &#8211; non la morte &#8211; a guidare le mie decisioni.</em></p>



<p><em>Darò la vita per la vita, sempre per la vita.</em></p>



<p>Un romanzo lungo, più di 700 pagine, framezzato da poesie, elenchi, lettere, parole apparentemente sconnesse e anche di leggende e tradizioni appartenenti a molti popoli riguardanti il culto dei morti, ma una prosa perlopiù piana in cui si raccontano due vicende: quella di Jaun Guillermo e quella di Amaruq, il primo è un ragazzino che vive in un quartiere degradato di Città del Messico e il secondo è un giovane indigeno dello Yukon.</p>



<p>Guillermo Arriaga è noto per aver scritto gli script di film di successo quali: <em>Amores perros</em>, <em>21 grammi</em>, <em>Babel</em> e <em>Le tre sepolture</em>; ha co-sceneggiato <em>Ti guardo</em>, opera vincitrice del Leone d&#8217;Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Si sente, in effetti, la scrittura per immagini anche nei suoi romanzi e, in particolare, in quest&#8217;ultimo intitolato <em>Il selvaggio</em> (edito da Bompiani) dove i paesaggi &#8211; urbani e naturalistici &#8211; avvolgono, quando non triturano, i personaggi fino quasi a scarinificarli, a volte ad ucciderli, spesso a metterli alla prova come moderni Giobbe che chiedono a Dio se c&#8217;è e cosa ci stia a fare di fronte alle sofferenze umane.</p>



<p>Fin dalla primissima infanzia, infatti, Juan Guillermo ha avuto a che fare con la morte: l&#8217;amato fratello Carlos viene brutalmente ammazzato da un gruppo di ragazzi ultracattolici, fanatici, vicini alla mentalità e alla pratica nazifascista; i genitori del protagonista si lasciano cadere con un&#8217;auto in un burrone; rimasto solo e gelosissimo di Chelo, una bella ragazza affetta da “disperazione”, tenterà la vendetta per i propri cari.</p>



<p>Amaruq è ossessionato dal fantasma del nonno che gli intima di compiere una missione: quella di cacciare un grande e maestoso esemplare di lupo, dal nome inuit quasi impossibile da pronunciare, ma soprannominato “il selvaggio” per il suo essere indomito.</p>



<p>Entrambi i giovani uomini, in epoche e ambienti diversi, saranno costretti a lottare con il corpo e con la propria coscienza, circondati dalle brutture della realtà e dalle difficoltà imposte dal voler portare a termine, a tutti i costi, i dettami della volontà, sia che venga dalla propria anima, sia che provenga dal proprio mentore.</p>



<p>Arriaga muta i registri di scrittura, coinvolgendo il lettore nelle violenza cruda che attanaglia la breve vita di Juan Guillermo, del suo “habitat”, della maggior parte delle persone con cui ha a che fare, mentre rende epico e poetico il racconto dell&#8217;altro protagonista, al principio solo con la belva e con il proprio avo, nella pratica di sciamanesimo che viene indotto a terminare con enorme paura, dolore fisico e prostrazione.</p>



<p>Centellina, lo scrittore, la storia di indizi, di semi che fanno riflettere sull&#8217;idea che i fatti narrati abbiano un significato metaforico, come accade per la Bibbia o per ogni testo sacro, perchè la morte e la vita sono molto evidenti, ma è il nostro rapporto con questi concetti ad essere analizzato in una forma esasperata dalla fantasia, ma veritiera. Chi di noi ha avuto il coraggio di addomesticare un lupo? Quanti saremmo in grado di provare pìetas per il peggior assassino? E come consideriamo la persona amata? Interessante anche attribuire un ruolo ai personaggi comprimari, donne, uomini, bambini che, di volta in volta, si fanno aiutanti, antagonisti, alter-ego o guide spirituali nel grande teatro dell&#8217;esistenza.</p>



<p>Tanti gli spunti su argomenti universali, calati però in contesti diversi, lontani e vicini che, nell&#8217;epilogo, si riconciliano in una struttura circolare affascinante; proprio il cerchio che è simbolo del Tempo cosmico, della Vita che si rinnova, della possibilità di una catena di solidarietà tra animali e della concorrenza tra i quattro elementi nel costruire l&#8217;armonia. Un&#8217;armonia che, prima di tutto, è bene trovare dentro di noi e poi con chi consideriamo “altri”.</p>



<p>Ottima lettura, quindi, accattivante, colta, coinvolgente e ricca di strumenti di introspezione.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>“Conclusi che nei prematuri il corso evolutivo s&#8217;interrompe. Così, chi nasce prima del tempo lo fa in un momento intermedio fra uomo e animale. E sebbene la socializzazione e la cultura rimedino a questa mancanza di sviluppo uterino, in noi prematuri rimane la traccia perenne dell&#8217;animalità”.</em></p>



<p><em>“Dopo aver spezzato la nuca a centinaia di cincillà conclusi che Spinoza aveva ragione. La tigre vuole rimanere tigre, la pietra la pietra, il cincillà il cincillà, l&#8217;uomo, l&#8217;uomo. E&#8217; l&#8217;istinto di conservazione a prevalere, non la tendenza alla morte. Di qui il terrore nella sua forma più pura: la paura di morire”.</em></p>



<p>“<em>Non c&#8217;era più nella che mi legasse alla cupa barca dei miei morti. Gli unici oggetti della mia vita precedente erano rimasti in salvo nelle valigie che mi ero portato a casa di Sergio. Il resto era svanito nel fuoco. Fuoco purificatore che mi aveva liberato dal peso del passato. Niente più catene. Libero”.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/">“LibriLiberi”. Il selvaggio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/11/libriliberi-il-selvaggio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“LibriLiberi”. Trilogia della guerra</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/13/libriliberi-trilogia-della-guerra/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/13/libriliberi-trilogia-della-guerra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Aug 2024 07:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[autore]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerracivile]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17653</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Agustin Fernàndez Mallo è uno scrittore galiziano che con il suo ultimo lavoro “Trilogia della guerra” (edito in Italia da Utopia) propone un esempio della corrente letteraria di cui è fondatore&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/13/libriliberi-trilogia-della-guerra/">“LibriLiberi”. Trilogia della guerra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="600" height="600" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17654" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Agustin Fernàndez Mallo è uno scrittore galiziano che con il suo ultimo lavoro “Trilogia della guerra” (edito in Italia da Utopia) propone un esempio della corrente letteraria di cui è fondatore ed esponente, chiamata <em>Nocilla</em> o <em>afterpop</em>, una corrente che si basa sulla interdisciplinarietà e frammentazione del racconto, sull&#8217;utilizzo di testi altrui, sulla commistione di cultura alta e cultura popolare. Un vero e proprio metodo sperimentale di narrativa che, però, non stordisce il lettore, ma lo accompagna in un viaggio fisico e mentale, denso di riflessioni sul Passato e sul Presente.</p>



<p>Mallo è stato un Fisico per diciotto anni; la traduttrice italiana, Silvia Lavina, è laureata in Filosofia: Fisica e Filosofia, si sa, si abbracciano. Ma vediamo di capire di cosa si parli: diviso in tre libri &#8211; non capitoli, infatti, e i riferimenti alla Bibbia puntellano alcune parti – il libro fa muovere i protagonisti tra l&#8217;isola di San Simòn, che negli anni della guerra civile spagnola ospitò un campo di concentramento; gli Stati Uniti dove un reduce della guerra del Vietnam dice di essere il quarto tra i primi astronuati ad aver posto la bandiera sulla Luna; e la costa della Normandia, attraversata da una donna, costa che ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale. Tre guerre, vicine e lontane, che emergono sì dal racconto, ma sottoforma di ricordi, pensieri, ipotesi e quindi non in maniera diretta. Guerre evocate, immaginate, rimembrate che restano impresse sulla pelle di chi le ha vissute o di chi le ha solo studiate oppure ascoltate; conflitti che fanno da sfondo e si intrecciano alle esistenze dei tre protagonisti che forse sono una persona sola o che forse incarnano lo scrittore stesso e anche ognuno di noi perchè in ciascuna di quelle esistenze viene messa in discussione la consueta modalità di vedere le cose. In alcune pagine sono, infatti, riportate fotografie in bianco e nero, apparentemente banali o strane, che mai qualcuno avrebbe scattato. Eppure c&#8217;è qualcuo che lo ha fatto e le ha pubblicate e commentate: perchè, come si legge in esergo (ed è un verso di Carlos Oroza, poeta iberico) “<em>E&#8217; un errore dare per scontato ciò che fu contemplato</em>”. Verso, questo, che più volte viene ripetuto come mantra, come monito e, infine, come spiegazione di tutto l&#8217;impianto narrativo. Facciamo un esempio: uno dei personaggi più interessanti &#8211; che si fa chiamare non a caso Salvador Dalì &#8211; in un lungo monologo, osserva (guarda) a lungo la spazzatura che si concentra nel fiume Hudson a Manhattan e sostiene che gli artisti creano a partire dagli scarti di coloro che li hanno preceduti e che, in fondo, l&#8217;evoluzione umana è avvenuta grazie agli <em>scarti</em> di chi ci ha preceduto.</p>



<p>Numerosi, inoltre, i riferimenti a W.G. Sebald e al suo celebre “La Storia naturale della distruzione”, ma come dicevamo molti sono gli omaggi a scrittori e persone di cultura in generale (Musica, Poesia, Cinema, Pittura) che vanno a comporre un puzzle fantasmagorico grazie anche alle attività mentali dei tantissimi attori di queste storie, attori viventi e attori che non ci sono più. E qui c&#8217;è un altro tema importatissimo, forse quello principale: la possibilità di un dialogo tra vivi e morti. Siamo certi di essere noi i sopravvisssuti ? I nostri comportamenti, il nostro modo di attuare l&#8217;esistenza è davvero intenso, naturale, genuino, oppure ci siamo persi tra i meccanismi politici, economici e sociali? C&#8217;è chi muore per un&#8217; utopia e chi muore lentamente senza nemmeno accorgersene.</p>



<p>Infine: qual è il significato del verso di Oropa? Si tratta del suggerimento di guardare la realtà (e la Storia collettiva o individuale che sia) sempre da punti di vista differenti, mai in maniera unilaterale perchè solo in questa maniera si possono scoprire tutte le superfici e le stratificazioni del tempo. Viene in mente Borges che intravedeva nelle teorie filosofiche l&#8217;opportunità di scrivere finzioni e di utilizzare tali finzioni per mostrare i lati nascosti, immaginali della realtà o degli infiniti mondi possibili.</p>



<p>Per favore, se pensate di leggerlo, non fatevi spaventare dalle narrazioni calidoscopiche, dai passi in flashback o in flasforward oppure dalle lunghe pagine di riflessioni, di pensieri, di sogni, di fantasie&#8230;Non è noioso, è “diverso”, è un libro colto, arguto, è un modo differente di leggere, di scrivere, di essere.</p>



<p>“Tutte le guerre sono un gioco, perchè ogni parte calibra le possibilità concrete di perdere qualcosa per ricavarne un beneficio, ma l&#8217;11 settembre e le successive invasioni di Afghanistan e Iraq infrangevano quel principio universale antropologico”.</p>



<p>“Alcuni allontanano la paura cantando, che è un modo per decorarla, altri parlando con se stessi, che è un modo di farla marcire dentro, altri tentano di trovare l&#8217;origine scientifica della paura per convertirla in un mero oggetto, io compresi l&#8217;inutilità di questi metodi e dunque provai ancora più paura; una paura doppia”.</p>



<p>“Perchè è proprio questa la grandezza della letteratura che si rispetti: non solo svelarci ciò che non esiste, ma anche ciò che non potremmo arrivare a concepire”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/13/libriliberi-trilogia-della-guerra/">“LibriLiberi”. Trilogia della guerra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/13/libriliberi-trilogia-della-guerra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“LibriLiberi”. La famiglia Karnowski. Per il Giorno della Memoria</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/01/27/libriliberi-la-famiglia-karnowski-per-il-giorno-della-memoria/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/01/27/libriliberi-la-famiglia-karnowski-per-il-giorno-della-memoria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2024 09:17:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[#ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[#GiornodellaMemoria]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[leggirazziali]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[nazisti]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[shoà]]></category>
		<category><![CDATA[Singer]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17371</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto David Karnowski intellettuale illuminista, orgoglioso e convinto ebreo, decide di lasciare lo shtetl polacco (piccoli insediamenti cittadini dell’Europa orientale per lo più abitati da ebrei) in cui vive con sua moglie Lea, per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/01/27/libriliberi-la-famiglia-karnowski-per-il-giorno-della-memoria/">“LibriLiberi”. La famiglia Karnowski. Per il Giorno della Memoria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/Copert-karnow.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="536" height="796" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/Copert-karnow.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17372" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/Copert-karnow.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/Copert-karnow-202x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 202w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p>David Karnowski intellettuale illuminista, orgoglioso e convinto ebreo, decide di lasciare lo <em>shtetl</em> polacco (piccoli insediamenti cittadini dell’Europa orientale per lo più abitati da ebrei) in cui vive con sua moglie Lea, per trasferirsi nella Berlino di inizio ‘900. La ragione fondamentale della sua scelta è una certa insofferenza per l’inadeguatezza della cultura ebraica di Melnitz, troppo antica e per nulla vicina al pensiero libero moderno, che David Karnowski riconosce, invece, alla capitale tedesca in quanto patria del filosofo ebreo tedesco Moses Mendelssohn.</p>



<p>L’arrivo a Berlino ha risvolti diversi per David e per sua moglie Lea. Il primo, fiero e orgoglioso del nuovo inizio, si butta a capofitto negli affari e nella frequentazione degli ebrei tedeschi più affermati e importanti, imparandone la lingua a menadito e circondandosi dei rabbini più influenti della città. Lea, al contrario, soffre per l’isolamento in cui si sente confinata in terra straniera, e trova un po&#8217; di consolazione quando scopre di aspettare il suo primogenito, Georg, e dall’incontro inaspettato con suoi connazionali di Melnitz, Solomon Burak e sua moglie Ita, commercianti di successo.</p>



<p>La tranquillità di David viene però messa a dura prova dalla crescita di suo figlio che, sin da bambino, non capiva le attenzioni di sua madre per certe tradizioni o il fervore culturale per l’ebraismo del padre. Ben presto smetterà di studiare l’ebraismo, odierà la scuola e se ne andrà di casa.</p>



<p>Ma non tutto è perduto e Georg da ragazzino ribelle e anticonformista si trasforma in un giovane innamorato che, finalmente, riesce a trovare la sua vera vocazione. L’incontro fatidico è con l’anziano dottor Landau e sua figlia Elsa, studentessa di medicina. Ottenuta la laurea in Medicina, Georg parte per il fronte, distinguendosi come medico e chirurgo. Al ritorno in patria, sfumate tutte le speranze di un matrimonio con Elsa, Georg si dedica totalmente al lavoro in un’illustre clinica ginecologica berlinese, in cui incontra l’infermiera Teresa Holbek, una gentile, una tedesca, con cui decide di sposarsi. Dall’unione dei due giovani e delle loro origini nasce il piccolo Joachim Georg Karnoswki, per tutti Jegor. Le sue radici miste si manifestano in tutti i tratti del suo aspetto, a partire dal nome (fusione di quello del nonno materno tedesco e del padre ebreo), all’aspetto fisico (occhi azzurri e pelle chiara degli Holbek, ma capelli neri e naso marcato dei Karnowski) e infine al temperamento. Jegor, infatti, ispirato molto da suo zio Hugo Holbek, ex soldato e fondamentalista tedesco.</p>



<p>La situazione familiare degenera quando, dopo anni di sofferenze e sempre maggior isolamento a causa delle leggi razziali, la famiglia Karnowski ottiene il visto per sbarcare in America. Jegor non si ambienterà mai a New York, eviterà sistematicamente di entrare in contatto con la comunità ebraica lì presente, andrà via di casa e si rifugerà nell’unico quartiere newyorkese abitato da tedeschi. Questa scelta rappresenterà l’inizio della fine.</p>



<p><em>La famiglia Karnowski (edito da varie case editrici in Italia, tra cui Adelphi), </em>è un racconto che ha il potere di mettere in luce diverse realtà delle vicissitudini della popolazione ebrea nel secolo scorso, collocando gli eventi negli anni che precedono l’Olocausto, le persecuzioni tedesche e le leggi razziali. Il tentativo degli ebrei oriundi di plasmarsi a immagine e somiglianza della popolazione germanica è lo stesso di quello di quasi tutti gli ebrei polacchi verso gli ebrei tedeschi, primo fra tutti David Karnowski. La figura di Solomon Burak, invece, mantiene alta e con fierezza la propria origine e capisce che con l’inizio del <em>Terzo Reich</em> gli ebrei tedeschi, che inizialmente voltano le spalle agli ebrei polacchi e a tutti i “non” tedeschi residenti a Berlino, sono solo e soltanto persone ebree da perseguitare agli occhi dei tedeschi “ariani”.</p>



<p>Il romanzo ha reso famoso, nel nostro Paese, il grande&nbsp;<strong>Israel J. Singer</strong>, fratello maggiore di&nbsp;<a href="https://www.leggoquandovoglio.it/autore/56c1f379e77750bf574dda61?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Isaac B. Singer</a>, più celebre grazie al <strong>Nobel per la Letteratura conferitogli </strong>nel 1978 e molti sono, se lo si legge in questa chiave, i riferimenti all&#8217;attualità e al pericolo di una nuova deriva dei nazionalismi così come a sentimenti universali. Ogni lettrice o lettore può identificarsi con un personaggio, anche con quello maggiormente negativo, perchè la capacità dei bravi autori consiste nel saper tratteggiare ogni tipo umano e ogni sfumatura dell&#8217;animo così come Singer, ad esempio, spiega (ma non giustifica) le scelte esistenziali di Jegor. Come non pensare, ad esempio, ai giovani di nuova generazione, che si sentono stranieri nella patria di origine e in quella di residenza? Come non individuare nell&#8217;invidia personale e in un sistema economico-politico escludente l&#8217;humus della competizione che, estremizzata, sfocia nella volontà di eliminazione addirittura dell&#8217;identità di interi gruppi etnici o religiosi? L&#8217;ingiustizia sociale, la paura della perdita dei propri punti di riferimento, la mancanza di un orizzonte spirituale caratterizzano il recente Passato e la contemporaneità ed ecco il motivo per cui è importante leggere o rileggere i classici, tornare a frequentare la Cultura alta, non necessariamente solo occidentale &#8211; Letteratura, Cinema, Teatro &#8211; quesi testi che tramite la parola scritta, parlata, recitata, restituiscono un&#8217;immagine di ognuno e di tutti veritiera e franca. Israel J. Singer, approfondendo in questo racconto il tema della relazione con un “padre” &#8211; qualunque esso sia e secondo la psicologia il rapporto, quindi, con la Regola etica o morale &#8211; ci guarda con sincerità e con una dolce empatia, lui in quanto Uomo tra gli Uomini, definendo il confine tra Bene e Male, ma lasciando uno spiraglio aperto a quella flebile luce, così cristiana, che si chiama “speranza”. C&#8217;è chi dice che la speranza sia deleteria perchè illude di un mondo che mai sarà, delegandole l&#8217;onere. Chi scrive, invece, pensa che speranza e impegno possano camminare una a fianco all&#8217;altra, mantenendo i piedi per terra e la testa in cielo di fronte alla Storia che si ripete e ai princìpi che si sgretolano.</p>



<p>“<em>Non avrebbe mai permesso che suo figlio fosse sottoposto a una cerimonia barbara solo perchè mille anni prima Abramo aveva promesso a Dio di circoncidere la sua discendenza di sesso maschile. Che legame c&#8217;era tra lui, un dottore, nato e cresciuto nel cuore dell&#8217;Europa occidentale, e gli antichi costumi e rituali di sangue di un patriarca?</em>”.</p>



<p>“<em>Gli ebrei russi a loro volta facevano un&#8217;ulteriore distinzione tra chi aveva i documenti in regola e chi no</em>”.</p>



<p>“<em>Si vergognava del suo paese, del suo popolo, di suo figlio Hugo che era un membro del Nuovo Ordine, ma soprattutto di se stessa per aver provato odio verso i Karnowski e i loro simili, anche se non aveva mai osato dar voce a quei sentimenti</em>”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/01/27/libriliberi-la-famiglia-karnowski-per-il-giorno-della-memoria/">“LibriLiberi”. La famiglia Karnowski. Per il Giorno della Memoria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/01/27/libriliberi-la-famiglia-karnowski-per-il-giorno-della-memoria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“LibriLiberi”. Doppio fondo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/02/libriliberi-doppio-fondo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/02/libriliberi-doppio-fondo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 14:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[autrice]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[desaparecidos]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dissidenti]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[Guanda]]></category>
		<category><![CDATA[latinoamerica]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
		<category><![CDATA[lettrici]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Osorio]]></category>
		<category><![CDATA[recesioni]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrice]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17175</guid>

					<description><![CDATA[<p>I desaparecidos insegnano ancora di Alessandra Montesanto Nel 2004, all&#8217;inizio dell&#8217;estate, viene trovato un corpo al largo di Turballe, un tranquillo villaggio di pescatori in Bretagna. Muriel è una giornalista del quotidiano locale e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/10/02/libriliberi-doppio-fondo/">“LibriLiberi”. Doppio fondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/doppio-fondo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="536" height="828" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/doppio-fondo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17176" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/doppio-fondo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/doppio-fondo-194x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 194w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></figure>



<p>I desaparecidos insegnano ancora</p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Nel 2004, all&#8217;inizio dell&#8217;estate, viene trovato un corpo al largo di Turballe, un tranquillo villaggio di pescatori in Bretagna. Muriel è una giornalista del quotidiano locale e inizia a prendere informazioni per coprire la notizia, notizia che la porterà molto lontano. Parallalelamente, infatti, in Argentina, si dipana la vicenda di una donna dai molti nomi: Marie, Soledad, Juana.</p>



<p>Muriel, affiancata da una signora anziana Genèviev, da un giovane uomo, Marcèl e via via da altri, tra cui il capo della Polizia del villaggio, con passione e tenacia, introduce anche il lettore nella ricerca dell&#8217;identità del cadavere emerso e nelle pieghe della Storia recente che ha visto in azione una delle dittature più brutali del &#8216;900: quella dei governi di destra in America latina.</p>



<p>Tutto questo viene raccontato nel romanzo-inchiesta intitolato “Doppio fondo” di Elsa Osorio, che in Argentina ha ottenuto per questo lavoro il Premio Nazionale di Letteratura, edito in Italia da Guanda.</p>



<p>Molti i sentimenti che nascono e crescono in chi legge, man mano che affiorano i dati, i nomi, le violenze (fisiche e psicologiche) perpetrate e subite da persone che, in quegli anni, per chi lottava su parti opposte della barricata; chi lottava per un Paese, l&#8217;Argentina, libro e democratico e chi, invece, per sete di Potere e di denaro. Siamo tra il 1976 e il 1978, ma la dittatura civile-militare argentina durò fino al 1983 e l&#8217;ombra lunga dell&#8217;orrore arriva fino a noi.</p>



<p>L&#8217;autrice, anche di sceneggiature cinematografiche, non insiste sui particolari più crudi riguardanti le torture nei confronti dei militanti dei gruppi oppositori (i Montoneros, in particolare), ma in un lungo racconto segue ogni indizio da una parte per capire chi sia la donna (perchè si tratta di una donna) ritrovata a Turballe e, dall&#8217;altra, per intrecciare la sua morte alla Guerra sporca argentina.</p>



<p>Tanti i nomi, verificati e verificabili perchè reali, tanti i luoghi: da Emilio Eduardo Massera a Licio Gelli, dall&#8217; ESMA (il famigerato centro di detenzione dei prigionieri) all&#8217;Eliseo, per non tralasciare il ruolo della Chiesa, molte le informazioni documentate che creano un climax ascendente e avvolgono la storia di misteri e indignazione.</p>



<p>Molti i nomi anche della scomparsa: Marie-Soledad-Juana e molte le sue identità: da combattente, a spia interna, ma sempre e soprattutto madre. Matìas è suo figlio, oggi giovane uomo, che a soli tre anni è stato imprigionato insieme a sua mamma, inconsapevole di ciò che i carnefici le avevavo; riescono a fuggire, ma le loro strade si dovranno separare.</p>



<p>Muriel e i suoi “colleghi” investigatori, grazie alla penna delicata e precisa allo stesso tempo della Osorio, e grazie anche alla struttura, quasi filmica, del testo complessivo &#8211; tra flashback, corripondenza, la voce dei personaggi a volte interna e altre esterna, un montaggio alternato che ci accompagna tra Presente e Passato &#8211; riesce a portare a termine la ricerca, squarciando il velo di omertà, di ipocrisia (che ha coinvolto anche molte cittadine e cittadini, non solo le istituzioni), di paura steso sugli ultimi cinquant&#8217;anni della Storia di una parte del nostro mondo, non solo con l&#8217;intento di portare a galla la Memoria, ma per lanciare un allarme, ancora del tutto attuale, sul pericolo che vengano aboliti i diritti umani, le libertà fondamentali per ciascuno di noi, se orientati al Bene comune.</p>



<p>Ma il romanzo non è solo questo &#8211; che è già tantissimo &#8211; è anche la narrazione di emozioni universali: la rabbia per l&#8217;abbandono, il perdono alla luce della cosapevolezza, il coraggio per la verità e la Giustizia. E poi l&#8217;Amore, forse quello più autentico: quello di una madre per un figlio e di un figlio per la propria genitrice. E questo fa di ogni desaparecido, un essere umano, non un numero, ma una persona in carne e ossa, uomo o donna che sia.</p>



<p>“<em>Del resto queste righe non pretendono di colmare un vuoto incolmabile ma solo di intessere una piccola rete di ricordi a cui spero aggiungerai i tuoi, per immaginarci in tutta quella vita che avrebbe potuto essere e non è stata”.</em></p>



<p>“<em>Juana non vuole che le ricordi quanto puzza la morte. Né quanto puzza la paura. L&#8217;odore della paura serpeggia per i muri, rende l&#8217;aria irrespirabile, è più forte della sporcizia, degli stracci macchiati, più forte di tutto”.</em></p>



<p>“<em>&#8230;Ero dovuta andar via per non vivere una situazione vergognosa, per darti una madre rispettabile”.</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/10/02/libriliberi-doppio-fondo/">“LibriLiberi”. Doppio fondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/02/libriliberi-doppio-fondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Silvia e i suoi &#8220;Lacerti d&#8217;anima&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/04/05/silvia-e-i-suoi-lacerti-danima/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/04/05/silvia-e-i-suoi-lacerti-danima/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 10:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[arteterapia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[autrice]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[fragilità]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrice]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16907</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Ringraziamo di cuore Silvia Lisena per questa intervista. Silvia Lisena è molte cose. La quarta di copertina di “Lacerti d&#8217;anima” che riporta la sua biografia colpisce. Insegnante presso la scuola media&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/04/05/silvia-e-i-suoi-lacerti-danima/">Silvia e i suoi &#8220;Lacerti d&#8217;anima&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="480" height="597" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16908" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/foto-lisena-241x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 241w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></figure>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Ringraziamo di cuore Silvia Lisena per questa intervista. </p>



<p></p>



<p></p>



<p>Silvia Lisena è molte cose. La quarta di copertina di “Lacerti d&#8217;anima” che riporta la sua biografia colpisce. Insegnante presso la scuola media di Cornaredo, consigliere comunale, componente del Gruppo Donne della UILDM e ovviamente scrittrice.</p>



<p>Il suo “Lacerti d&#8217;anima” ha ricevuto una menzione d&#8217;onore al Premio Culturale Internazionale Unicamilano 2020 e una segnalazione di merito al Premio Letterario Samnium 2020.</p>



<p>Oggi ce ne parla attraverso questa intervista:</p>



<p><strong>La corporeità sembra essere uno dei fili conduttori di questa raccolta, sin dal titolo “Lacerti d&#8217;anima”, vuoi dirci di più&#8230;</strong></p>



<p>La scelta di questa parola è data dalla possibilità di ritrovare suoni dolci e duri nello stesso tempo, ci sono infatti lettere come la “c” ma anche la “r” e la “t”. Quest&#8217;unione di suoni differenti trova un parallelo con la realtà della vita e nel rapporto che abbiamo col nostro corpo.</p>



<p><strong>Ritroviamo spesso la parola fragilità nelle tue poesie&#8230;cosa significa per te? Ti senti fragile o ti sei sentita fragile?</strong></p>



<p>Io intendo la fragilità come caratteristica che ci accomuna, non come una marca di diversità. Un elemento che permette il confronto. L&#8217;esperienza della pandemia ha tirato fuori proprio le fragilità nascoste di ognuno di noi. Se ci riflettiamo bene questa caratteristica non è sempre sintomo di debolezza, siamo noi che abbiamo interiorizzato la dicotomia forte/debole.</p>



<p><strong>Quanto c&#8217;è di autobiografico in “Lacerti d&#8217;anima”?</strong></p>



<p>Quasi tutte le poesie sono autobiografiche eccetto “Tradimento” che ,in realtà, nasce semplicemente da una riflessione sull&#8217;argomento. Non l&#8217;ho mai sperimentato nel rapporto di coppia.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="500" height="778" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16909" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/anima--193x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 193w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>



<p><strong>Quando hai iniziato a scrivere e perchè?</strong></p>



<p>Il 2014 non è solo l&#8217;anno in cui ho iniziato a scrivere in versi, ma rappresenta un momento di svolta.</p>



<p>Sono stata, infatti, ricoverata in terapia intensiva per una polmonite batterica. In questi momenti critici, ho fatto un bilancio della mia vita e ne sono scaturite, conseguentemente, una serie di riflessioni su quanto sia importante vivere la propria vita appieno, cogliendo le opportunità che ci si presentano.</p>



<p>Nel Giugno dello stesso anno, ho anche organizzato un evento dal titolo “Arte sbarrierata”, nato con l&#8217;intento dell&#8217;incontro e del dibattito sull&#8217;arte in tutte le sue forme, dalla scrittura alla danza e infine al teatro. Mi piacerebbe riproporlo prima o poi&#8230;</p>



<p>L&#8217;autoconsapevolezza e la militanza per vedere riconosciuti diritti fondamentali è arrivata, invece, ad Ottobre, grazie all&#8217;incontro con il Gruppo Donne della UILDM.</p>



<p><strong>Nella raccolta nomini una certa Ida&#8230; ti va di dirci di più..</strong></p>



<p>Ida è una signora anziana che ho conosciuto all&#8217;Alzehimer Cafè, un&#8217;iniziativa svoltasi presso il Centro Anziani di Cornaredo. Due sabati al mese circa, si è creata l&#8217;opportunità di far incontrare gli anziani non più autosufficienti o soli con esperti e non. Questo si è realizzato attraverso varie attività, tra cui uno storytelling creativo che ha prodotto anche un libricino.</p>



<p>Sono rimasta colpita proprio da Ida per via della sua storia misteriosa, ma anche per il legame che siamo riuscite a creare in poco tempo. Quest&#8217;esperienza mi ha fatto riflettere sull&#8217;amore incondizionato, senza pretese e che non chiede nulla in cambio.</p>



<p><strong>Pensi che pubblicherai ancora poesie?</strong></p>



<p>Prediligo la prosa. Al momento, comunque, collaboro alla realizzazione di alcune antologie e sto scrivendo un romanzo.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/04/05/silvia-e-i-suoi-lacerti-danima/">Silvia e i suoi &#8220;Lacerti d&#8217;anima&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/04/05/silvia-e-i-suoi-lacerti-danima/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;LibriLiberi&#8221;. Giustizia, di Eltjon Bida</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/08/libriliberi-giustizia-di-eltjon-bida/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/08/libriliberi-giustizia-di-eltjon-bida/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 08:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#festadelladonna]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#violenzadigenere]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[denucia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminino]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeno]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16886</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Alessandra Montesanto Car*tutt*, oggi vi proponiamo la recensione dell&#8217;ultimo lavoro dello scrittore Eltjon Bida che ringraziamo anche per le risposte all&#8217;intervista a seguire. Maria è giovane e molto credente. Silvano è più grande&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/03/08/libriliberi-giustizia-di-eltjon-bida/">&#8220;LibriLiberi&#8221;. Giustizia, di Eltjon Bida</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="666" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16887" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 666w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-195x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 195w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-768x1181.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida-999x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 999w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Giustizia-di-Eltjon-Bida.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Di Alessandra Montesanto</p>



<p>Car*tutt*, oggi vi proponiamo la recensione dell&#8217;ultimo lavoro dello scrittore Eltjon Bida che ringraziamo anche per le risposte all&#8217;intervista a seguire.</p>



<p></p>



<p>Maria è giovane e molto credente. Silvano è più grande di età ed è un uomo rabbioso. Lei la vittima, lui il carnefice e intorno a loro molti altri personaggi che si spostano, in particolare, tra Milano e Como, in quel nord spesso freddo e scostante, ma a volte anche capace di solidarietà (due avvocati, altri due uomini…). E poi una fabbrica in cui vengono effettuati alcuni furti.</p>



<p>Stiamo parlando dei personaggi del romanzo di Eltjon Bida, intitolato “Giustizia” e edito da Pubme. Eltjon Bida è autore di origini albanesi, meneghino di adozione che, in quest’ultimo lavoro, intreccia molte storie in un testo corale di genere noir.</p>



<p>Grazie a una scrittura molto naturale, il lettore è accompagnato tra le strade e le piazze del capoluogo lombardo, tra i palazzi più centrali e le periferie, per abbracciare le vicende di persone alla ricerca di un luogo fisico o di un luogo interiore. Alcuni sono disperati, altri tormentati, i più: in particolare operai o senzatetto (questi ultimi nascondono un segreto nel ricco intreccio narrativo), ladri e criminali. Perché sì, colui o coloro che usano la violenza, fisica o psicologica sulle donne, sono criminali.</p>



<p>Il filo conduttore del libro è proprio il tema della violenza di genere: non solo Maria &#8211; il nome, non a caso, della Madre di Gesù &#8211; ma anche la giornalista che segue il caso ne sono vittime. Si tratta di un fenomeno sociale, purtroppo, trasversale che non considera l’età, lo status, la provenienza delle donne colpite.</p>



<p>Non tutti gli esseri maschili, però, sono colpevoli: esistono per fortuna anche mariti che amano le proprie mogli, come Stefano; oppure uomini che tentano di tutelare i diritti umani con l’impegno professionale. E poi è importante la rete amicale, la condivisione dei problemi, delle paure: solo così il carico è sostenibile e superabile. Forse le istituzioni dovrebbero essere più presenti, forse non sono sufficienti le misure di sicurezza oggi in atto in Italia. Tutte considerazioni che si evincono dalla lettura del testo e che non vengono esposte come una denuncia diretta, ma grazie alla delicatezza e alla bravura dello scrittore nell&#8217;identificarsi con entrambi le persone, con chi ha mantenuto la propria umanità &#8211; nonostante il disagio e le difficoltà dell&#8217;esistenza &#8211; e, a volte, anche con chi l&#8217;ha perduta.</p>



<p>Il romanzo si intitola <em>Giustizia, </em>non <em>vendetta</em>, ed è un appello per una giustizia sociale, che parte dalle relazioni che devono tornare ad essere sane in un contesto politico e comunitario che si prenda cura di ogni cittadina e cittadino perchè questa sarebbe la forma maggiormente utile di prevenzione ad ogni forma di violenza.</p>



<p><strong>Da dove trae il suo interesse per le “vittime” di un sistema (che sia sociale, economico o politico)?</strong></p>



<p>L’interesse è nato dalla storia di una mia ex collega di lavoro. Lei si era separata dal marito, ma prima della separazione aveva dovuto subire di cotte e di crude. Lui la picchiava, la violentava, la maltrattava, e lei non aveva voce su niente. Ogniqualvolta che lei provava a farlo ragionare, finiva col subire un pugno o uno schiaffo in faccia. Lui l’aveva minacciata che se facesse parola con qualcuno, l’avrebbe ammazzata. Dunque questa povera donna era diventata una prigioniera tra le mura di casa sua, o meglio, una schiava di suo marito.La sua storia a me aveva scioccato, sconvolto e così ho deciso di scrivere di Maria, prendendo spunto proprio da quella della mia ex collega.</p>



<p><strong>Perché hai sentito l’urgenza di affrontare il tema della violenza di genere?</strong></p>



<p>In Italia i dati Istat mostrano che il 32 % delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. E le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner. Violenze subite quasi sempre tra le mura domestiche. Dunque questi numeri parlano da soli. Sono notizie che riceviamo dai media, ma, prova ad immaginare quanto queste violenze succedono in realtà! Non possiamo accettare che nel 2023 si assista a questa strage senza fare qualcosa, quindi ho deciso di scrivere Giustizia nella speranza di sensibilizzare la gente a questo fenomeno. È ora di dire basta.</p>



<p><strong>Come si è sentito, da uomo e scrittore, nello scrivere di esperienze vissute da donne?</strong></p>



<p>Come uomo mi sono sentito un bugiardo nel descrivere Silvano, in quanto io sono simile al personaggio, Stefano:)Ho fatto delle ricerche e ho chiesto su come si sono sentite alcune donne nei panni di Maria…E spesso ero anche con il cuore a pezzi nel descrivere le donne che subiscono e non hanno la forza, il coraggio e l’appoggio di farsi avanti e denunciare. Come scrittore, come ho detto prima, ho fatto tante ricerche, e ahimè, lo scrittore deve far tesoro anche della sua immaginazione. Lo scrittore deve avere un’immaginazione a 360 gradi. Dunque, quando la storia c’è, bisogna metterla giù.</p>



<p></p>



<p><strong>116.016 è il numero per le donne vittime di violenza che, dal prossimo aprile, sarà attivo in tutta Europa. sarà possibile chiamare da questo stesso recapito da ogni Paese UE per consulenza e sostegno.</strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/03/08/libriliberi-giustizia-di-eltjon-bida/">&#8220;LibriLiberi&#8221;. Giustizia, di Eltjon Bida</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/08/libriliberi-giustizia-di-eltjon-bida/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
