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	<title>adolescenti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Droghe, tra gli adolescenti è boom di psicofarmaci senza ricetta</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 10:29:10 +0000</pubDate>
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<p>(da vita.it)</p>



<p>Nel 2024 un giovane su quattro, tra i 15 e i 19 anni, ha fatto uso di una sostanza psicoattiva illegale. Cresce il numero dei morti per uso di cocaina/crack (80) e il consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica tra i giovanissimi: nell&#8217;ultimo anno ne ha fatto uso il 12% dei 15-17enni. Trend in forte aumento per il gioco d’azzardo tra gli studenti. Ecco i dati della Relazione annuale al Parlamento 2025</p>



<p>di&nbsp;<a href="https://www.vita.it/autore/ilaria-dioguardi/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Ilaria Dioguardi</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2025/06/mohammed-sultan-farooqui-zo54kYyeRtQ-unsplash.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>Un quadro articolato del fenomeno delle tossicodipendenze in Italia. È ciò che emerge dalla&nbsp;<a href="https://www.politicheantidroga.gov.it/media/v5dlr0fu/relazione-al-parlamento-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2025</a>, pubblicata in occasione del&nbsp;26 giugno, Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga. Da una parte, il consumo di sostanze psicotrope tra i giovani è leggermente diminuito, dall’altra si registra un&nbsp;<strong>aumento di morti attribuite all’uso di cocaina/crack</strong>, 80 nel 2024, e dell’<strong>uso di antidepressivi senza prescrizione tra i giovanissimi</strong>. Oltre un milione e 420mila ragazzi ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno.</p>



<h3>910mila giovani hanno consumato droghe almeno una volta nella vita</h3>



<p>Nel 2024, il consumo di cannabinoidi è passato dal 22% al 21%, le Nuove sostanze psicoattive – Nps dal 6,4% al 5,8%, i cannabinoidi sintetici dal 4,6% al 3,5%, gli stimolanti dal 2,9% al 2,4%, la cocaina dal 2,2% all’1,8%, gli allucinogeni dal 2% all’1,2%, gli oppiacei sono rimasti stabili all’1,2%. Questo trend denota una diminuzione del consumo di sostanze più pericolose e complesse, a fronte di un uso ancora significativo della&nbsp;<strong>cannabis</strong>, che rimane la&nbsp;<strong>droga più diffusa tra i ragazzi</strong>.</p>



<p>Partendo dai dati rilevati tramite lo Studio Espad Italia 2024 che ha coinvolto 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni, si stima che&nbsp;<strong>nel 2024 quasi 910mila giovani tra 15 e 19 anni, pari al 37% della popolazione studentesca</strong>, abbia&nbsp;<strong>consumato una sostanza psicoattiva illegale almeno una volta nella vita</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>620mila studenti</strong>, sempre tra i 15 e i 19 anni (25%), ne abbia fatto&nbsp;<strong>uso nel corso dell’ultimo anno</strong>. Il consumo di queste sostanze è più comune tra i ragazzi (28%) rispetto alle ragazze (22%).</p>



<h3>Cannabis: consumo diffuso e formulazioni più potenti</h3>



<p><strong>La cannabis resta la sostanza psicoattiva più diffusa in Italia</strong>, con il 77% delle segnalazioni da parte delle forze di polizia per uso personale. Inoltre, è la sostanza primaria per il 13% degli utenti in carico presso i Servizi dipendenze patologiche – SerD. È significativo l’aumento della concentrazione di Thc (tetraidrocannabinolo) nei prodotti a base di hashish, la cui potenza è quadruplicata dal 2016 (dal 7% del 2016 al 29% del 2024), soprattutto nelle formulazioni di nuova generazione e nei liquidi utilizzati per le sigarette elettroniche.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Nel 2024, per la prima volta, il numero di decessi direttamente attribuiti alla cocaina/crack (80 casi) è risultato equivalente a quello legato all’assunzione di eroina/oppiacei (81 casi)</p></blockquote>



<h3>Cocaina, decessi in netto aumento</h3>



<p>La cocaina si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale in Italia. Nel 2024, il 35% dei decessi direttamente accertati per intossicazione acuta letale è stato attribuito a questa sostanza, percentuale che risulta in aumento nel corso degli anni e che ha raggiunto l’anno scorso il suo massimo storico.&nbsp;<strong>Nel 2024, per la prima volta, il numero di decessi direttamente attribuiti alla cocaina/crack (80 casi) è risultato equivalente a quello legato all’assunzione di eroina/oppiacei (81 casi)</strong>. La cocaina è responsabile del 30% dei ricoveri ospedalieri legati a droghe (costante rispetto al 2023). Tra gli utenti in carico presso i SerD, il 23% fa uso di cocaina come sostanza primaria e il 3,3% di crack (cocaina base). Ancor più di alcol e tabacco, la cocaina è la sostanza più frequentemente associata al policonsumo.</p>



<h3>79 nuove sostanze psicoattive</h3>



<p>Nel 2024, il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (News-D) che ha gestito, in totale, 437 segnalazioni, ha identificato&nbsp;<strong>79 nuove sostanze psicoattive circolanti sul territorio nazionale</strong>. Il 32% delle segnalazioni dall’Italia ha interessato sostanze d’abuso classiche, già inserite nelle tabelle del Testo unico sugli stupefacenti. Malgrado il trend di consumo tra i giovani risulti in lieve calo rispetto al biennio precedente, l’uso di queste sostanze costituisce una minaccia persistente.</p>



<h3>Antidepressivi senza prescrizione, in crescita tra i giovanissimi</h3>



<p>Il consumo di sostanze psicoattive tra i giovani, rilevato tramite lo Studio Espad Italia 2024 e che ha coinvolto 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni provenienti dalle scuole secondarie di secondo grado di tutto il Paese, conferma un quadro complesso e multiforme, che include sostanze illegali quanto legali. Nel 2024, si stima che&nbsp;<strong>oltre 500mila studenti tra i 15 e i 18 anni non ancora compiuti&nbsp;</strong>abbiano fatto&nbsp;<strong>uso di tabacco</strong>, mentre&nbsp;<strong>quasi 360mila&nbsp;</strong>hanno riportato&nbsp;<strong>almeno un episodio di intossicazione alcolica durante l’anno</strong>. Entrambi questi fenomeni mostrano una maggior prevalenza tra le ragazze.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>510mila studenti di 15-19 anni hanno fatto uso di psicofarmaci senza prescrizione nel corso della vita, 180mila tra 15 e 17 anni ne hanno fatto uso solo nell’ultimo anno (il 12% del totale)</p></blockquote>



<p><strong>Dal 2021 si è registrato un incremento costante nel consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica tra i giovani</strong>. Nel 2024, questa tendenza ha raggiunto i valori più alti di sempre: se la stima è di&nbsp;<strong>510mila studenti di 15-19 anni&nbsp;</strong>che&nbsp;<strong>hanno fatto uso di queste sostanze senza prescrizione nel corso della vita</strong>, nella fascia&nbsp;<strong>15-17 anni</strong>&nbsp;sarebbero&nbsp;<strong>180mila ad averne fatto uso solo nell’ultimo anno</strong>&nbsp;(<strong>il 12%&nbsp;</strong>del totale di quella fascia di età), con una prevalenza più che doppia tra le studentesse.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Circa un milione e 530mila ragazzi (il 62% degli studenti) ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita</p></blockquote>



<h3>Gioco d’azzardo e nuove dipendenze digitali: il dato più alto di sempre</h3>



<p>È in forte crescita la tendenza al gioco d’azzardo tra i giovani.&nbsp;<strong>Circa un milione e 530mila ragazzi (il 62% degli studenti) riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nella vita</strong>, mentre&nbsp;<strong>oltre un milione e 420mila ragazzi lo hanno fatto nell’ultimo anno</strong>, facendo registrare nel 2024 il dato più alto di sempre. Anche il mondo dei videogiochi rappresenta criticità per molti ragazzi: lo scorso anno più di 290mila studenti minorenni hanno mostrato comportamenti a rischio con i videogame, spesso associati a reazioni emotive forti quando era preclusa loro la possibilità di giocare. Per quanto riguarda l’uso di internet, nel 2024 oltre 320mila studenti hanno fatto un uso problematico del web.</p>



<p><em>Foto di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-camicia-a-righe-bianche-e-nere-che-fuma-zo54kYyeRtQ?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mohammed Sultan Farooqui</a>&nbsp;su&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-camicia-a-righe-bianche-e-nere-che-fuma-zo54kYyeRtQ?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a></em></p>
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		<title>Inside out: comprendere le nostre emozioni</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 09:20:06 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Sabrina Minervini</p>



<p>Credo che ormai sia sempre più evidente che condividere le proprie emozioni è diventato sempre più difficile.<br>Basti pensare al grosso disagio giovanile e ai social che per i nostri ragazzi stanno diventando un rifugio con la conseguenza di chiudersi in loro stessi.<br>Con questa frase non voglio fare la “psicologa di turno” anche perché non ho nessun titolo per farlo, voglio solo confidarvi la mia preoccupazione riguardo questa importante tematica.<br>Io stessa ho capito molto tardi l’importanza di vivere ed accogliere le proprie emozioni, sia negative che positive.<br>L’ho capito solo dopo un lungo percorso psicologico che sto ancora facendo, inoltre, essendo molto impegnata nel sociale, ho<br>compreso che condividere le proprie emozioni aiuta a gestirle meglio.</p>



<p>Riguardo a questo argomento voglio parlarvi di un film che, apparentemente sembra un cartone per bambini, ma se lo si analizza può essere d’ispirazione per tutti noi.<br>Sto parlando di “Inside Out”.  La protagonista di questo film è una bambina che si trova ad affrontare le sue emozioni i m ogni fase della sua vita, i personaggi del film che interpretano le sue emozioni si fanno vedere in base a quello che prova. Ad un certo punto la bambina, per non far vedere ai suoi genitori che era triste, chiede a quest’emozione (la tristezza) di sparire e la protagonista diventa apatica, come una sorta di robot perché, non avendo più tristezza, non riusciva nemmeno a provare le emozioni positive come la gioia.<br>Alla fine la tristezza torna e tutte le emozioni trovano un equilibrio.</p>



<p>Questo film fa capire perfettamente l’importanza delle nostre emozioni e che non bisogna lasciarle mai in secondo piano, accantonandole.<br>Concludo dicendo che questo film viene utilizzato in alcune facoltà universitarie per capire meglio le nostre emozioni.<br>Com’è possibile che bisogna arrivare alla creazione di un film di animazione per comprendere l’esistenza e l’importanza delle nostre emozioni?</p>
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		<title>La droga degli zombie sbarca in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 09:45:39 +0000</pubDate>
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<p></p>



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<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>di Barbara Raccuglia </p>



<p></p>



<p>&#8221; Molte persone credono che i tossici siano una categoria di persone. Io anche lo pensavo, prima di conoscere il&nbsp; bosco. La gente crede che i tossici nascano con una sorta di marchio dalla nascita che li condanna a essere tossici ancora prima che muovano un passo nel mondo. Le persone “normali” pensano che se lo siano meritato, come se quella maledizione che si portano dietro fosse il risultato di un karma negativo che li condanna a essere tossici per una loro colpa intrinseca.</p>



<p>Non riesce proprio a entrare nella testa delle persone “normali” che un tossico può essere chiunque. Io l’ho capito da poco. Al bosco non viene solo chi è povero, chi è disperato e ignorante o ha un trauma nascosto da qualche parte. Perché la gente, quando riconosce un tossico, senza denti e con i fuori vena che gli deforma il corpo, vede solo il risultato finale, ma prima c’è sempre una storia, un inizio: prima del tossico c’è sempre una persona, una normale.</p>



<p>Sembra una cosa banale da dire, ma non lo è.</p>



<p>Ho realizzato da poco che prima, quando vedevo un barbone per strada che chiedeva la carità, nella mia mente qualcosa si inceppava: quello per me era un barbone ed era sempre stato così, e solo così avrebbe potuto essere.</p>



<p>Un pò come quando vai ad acquistare una bistecca al supermercato: non ci pensi che prima era una mucca. Perchè se no, non la mangeresti ovvio. &#8220;</p>



<p>Questo è un estratto della storia di Alice, raccontata da Simone Feder. Educatore, psicologo e coordinatore dell’area Giovani e dipendenze della Casa del Giovane di Pavia, dove è anche responsabile di strutture per la cura delle dipendenze, tra cui una specifica per adolescenti. È coordinatore nazionale dell’Associazione Movimento No slot per la quale si occupa di prevenzione, sensibilizzazione e trattamento rispetto alla dipendenza da disturbo da gioco d’azzardo. Referente di progetti all’interno di istituzioni scolastiche legati alla prevenzione e all’educazione alla legalità. Ha realizzato varie pubblicazioni legate al mondo del disagio, è stato Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. È fondatore del Centro Studi ‘Semi di Melo’ che si occupa di ricerca e progettazione per l’infanzia e l’adolescenza, è inoltre Responsabile psico-pedagogico dei programmi di formazione e sviluppo del «Villaggio del fanciullo» di Morosolo (VA).</p>



<p>E’ un estratto, che personalmente mi ha colpito moltissimo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Mi ha fatto fare una riflessione:&nbsp; ridurre una persona che soffre, a una mera categoria, equivale a non guardarla.&nbsp; A toglierci dalla responsabilità di essere coinvolti, solo per il fatto di aver visto, di avere incontrato la sofferenza di un altro che non sono io.</p>



<p>&#8220;Dobbiamo farci e fare una domanda: “<em>facciamo la guerra alla droga o ai drogati</em>?”. Così Simone Feder, psicologo della Comunità Casa del giovane di Pavia</p>



<p>&#8220;Il problema oggi non sono più le politiche di riduzione del danno, perché il problema non è più la droga ma il malessere, la sofferenza, è quella che dobbiamo ridurre! Non tanto le sostanze. Oggi abbiamo ragazzini di 13 anni già pieni di sostanze che vengono trascinati sempre più con fatica dai genitori, fragili anche loro. Oggi i giovani dobbiamo andarceli a prendere. Le comunità devono uscire dalle proprie mura, andare in questi non luoghi, incontrare e abbracciare questi giovani. Solo così, solo costruendo una relazione si può poi portarli alla cura. I ragazzi oggi non li puoi stare ad aspettare nelle comunità, devi andare a cercarli, a incontrarli. Bisogna cambiare paradigma anche dei nostri servizi. Dobbiamo cercare di intercettare e capire la sofferenza che c’è in giro. Per fortuna c’è anche chi si avvicina e si impegna volontariamente e con costanza. Il mio invito è cambiare questo sguardo punitivo e repressivo, occorre un punto di partenza diverso. Provo a dirlo con San Giovanni Bosco: “Non basta amare i ragazzi, devono sentirsi amati”.</p>



<p>Abbiamo incontrato Simone Feder, e lo abbiamo intervistato per voi.</p>



<p><strong>Secondo lei, cosa spinge un giovane a fare uso di sostanze stupefacenti?</strong></p>



<p>Oggi è obsoleto parlare di droga. Bisogna parlare nei termini di disagio esistenziale. E&#8217; da lì che si sviluppa sempre di più un abuso che genera dipendenza nei giovani.</p>



<p>Il disagio può essere visibile dai genitori, oppure può non essere visibile perchè si manifesta all&#8217;interno della propria cameretta.</p>



<p>Lo si evince dal fatto che non solo c&#8217;è abuso di sostanza, ma c&#8217;è una crescita sempre maggiore in adolescenza, di sintomi quali ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi alimentari&#8230;</p>



<p>L&#8217;incanto della droga, ha uno scopo lenitivo, e quasi terapeutico.</p>



<p><strong>Servizi come il Sert, a Milano sono efficienti?</strong></p>



<p>Rispetto a tutti i vari Servizi Multidisciplinari Integrati (SMI), uno spazio ambulatoriale come il Sert, servizio pubblico gestito da privati..necessita di essere rivisto perché gli operatori faticano a intervenire. I dati ce lo confermano: i giovani non riescono ad essere agganciati dai servizi ambulatoriali, e in conseguenza proseguire in comunità terapeutiche. C&#8217;è un rallentamento nella presa in carico perché il personale è poco. C&#8217;è bisogno di cambiamento. Ci insegna che dobbiamo essere noi, ad andare a riprenderci i giovani. Dobbiamo andare noi da loro.</p>



<p>La relazione è fondamentale. E&#8217; vincente!</p>



<p>Grazie alla <em>relazione</em>, le persone tossicodipendenti sviluppano una maggiore resilienza e hanno più possibilità di successo nel percorso di cura. Spesso sono proprio loro a perseverare più a lungo nel trattamento, portando nel cuore il ricordo dell&#8217;incontro con educatori e volontari a Rogoredo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/ali-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="189" height="267" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/ali-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17985"/></a></figure>



<p><strong>Quali competenze deve avere una persona che vuole essere di aiuto, per una per persona tossicodipendente?</strong></p>



<p>La prima competenza è l&#8217; <strong>Umanità.</strong></p>



<p>Oggi prima di essere professionisti, dobbiamo essere umani. E&#8217; questo che ti permette di avvicinarti all&#8217; altro. Empatia.. dimensione in cui tu ti metti in gioco, e nell&#8217;incontro con l&#8217;altro, devi cambiare anche tu.</p>



<p>L&#8217;umiltà! Puoi essere specializzata e aver preso lauree, ma se l&#8217;altro non ti sente&#8230; e non costruisci una relazione empatica&#8230;.</p>



<p><strong>Quanto è importante la prevenzione? Esistono corsi di formazione?</strong></p>



<p>Certo abbiamo organizzato seminari sulle dipendenze, gruppi di lavoro&#8230; io ho anche tenuto dei corsi nelle università&#8230;. ma la formazione deve avvenire <em>con</em> loro.</p>



<p>Per capire cosa vuol dire incontrare il disagio, le persone vanno accompagnate dentro al disagio.</p>



<p>Noi abbiamo volontari di circa 60 persone, con l&#8217;interesse e la voglia di mettersi in gioco. Rispetto a un corso di formazione, è più importante fare pratica, fare esperienza.</p>



<p>Negli anni, ho conosciuto il fondatore della comunità La Casa del Giovane di Pavia: Don Enzo Boschetti. Nel mondo del volontariato, ho conosciuto anche mia moglie, 32 anni fa.</p>



<p>Bisogna entrare nel mondo del disagio, in punta di piedi&#8230;</p>



<p>Cerco di portare avanti la missione del sacerdote Don Enzo Boschetti, che mi è stato anche maestro di vita&#8230;.andiamo avanti per cercare di dare una risposta a questo disagio. E&#8217; una Missione. Una Missione che non svolgo da solo, ma insieme ad altri colleghi.</p>



<p>E poi succede che arrivano gratificazioni nel vedere una persona che ce la fa&#8230;. e questo ti fa venire voglia di andare avanti&#8230;.</p>



<p><strong>Cosa si puo fare per bloccare l&#8217;arrivo del fentanyl in Italia? Secondo lei, possiamo fare qualcosa?</strong></p>



<p>Il bosco di Rogoredo non è soltanto un luogo di sporcizia e di siringhe. Un luogo viene creato dalle persone che lo abitano..come chi vive nel malessere e abita in un corpo consunto e sofferente.</p>



<p>Ogni tanto vediamo per le strade esercito e polizia, a tutela degli abitanti del quartiere&#8230;eppure sono proprio i tossici ad avere bisogno di tutela.</p>



<p>Bisogna osservare la gente, stare lì, ascoltarli. La droga è cambiata e te lo dicono anche loro.&nbsp; Servono nuove strategie per intervenire. Purtroppo da un anno, nel bosco di Rogoredo, sono stati trovati miscugli di sostanze sintetiche&#8230; Sostanze come la Xilazina, che è un sedativo veterinario&#8230;Procura gravi danni gli anni arti, riducendoli in cancrena. Nei casi di overdose, viene usato il Naxolone. Non fa effetto, ad esempio contro la Xilazina. Ad oggi, non c&#8217;è un antidoto efficace per queste nuove sostanze, e quindi nei casi di overdose, sono molti di più a morire.</p>



<p><strong>Come si esce dal bosco?</strong></p>



<p>Dando una ragione per cui vivere. E la ragione può esistere solo nella relazione con l&#8217;altro.</p>



<p>La relazione non deve ridursi a un passaggio di comunicazione. Nessuno è irrecuperabile. Questa arrendevolezza è l&#8217;idea malata. Le comunità e i servizi devono venire a prendere questi ragazzi. Devono entrare nel bosco.</p>



<p>Ricordo bene la telefonata con Simone Feder. Io timida e impacciata, mi armai di coraggio e lo contattai su facebook. Era circa settembre del 2024. Non ci pensò due volte: si rese subito disponibile per un&#8217;intervista telefonica. Si scusava, dicendomi che non avrebbe potuto incontrarmi di persona, proprio perché Simone spende quasi la totalità della sua vita, sulla strada, accanto agli ultimi, ai dimenticati, alle <strong>persone</strong>.&nbsp;</p>



<p>Lui non lo sa, ma le sue parole quel giorno mi hanno toccata nel profondo. Mi trovavo al lavoro &#8211; un mestiere che adesso c&#8217;entra poco con il suo&#8230; Quella mattina mi ero fatta sostituire d&#8217;urgenza, per poter fare questa conversazione. Mi sentivo emozionatissima! Mi chiusi in bagno, e lui non sa che dall&#8217;altra parte, mentre cercavo di atteggiarmi con toni professionali&#8230;ho pianto. </p>



<p>Ho pianto per la commozione. Il suo amore così pieno e senza condizioni, attraversò il telefono e&nbsp; mi colpì come un&#8217;onda calda. Le sue parole mi sono rimaste dentro, tanto da rafforzare la mia vocazione e la mia determinazione, nella professione di cura che ho intenzione di portare avanti con tutta me stessa. Mi rincuora sapere di esistenze come la sua.</p>



<p>A Simone, la mia profonda gratitudine. Non soltanto per la sua disponibilità all&#8217;intervista, ma per la sua predisposizione d&#8217;animo.&nbsp;</p>



<p>Ora vorrei spostare l&#8217;attenzione, su dovuti approfondimenti.</p>



<p><strong>QUALI</strong><strong> </strong><strong>SONO</strong><strong> </strong><strong>LE</strong><strong> </strong><strong>CAUSE E GLI EFFETTI</strong><strong> </strong><strong>DELLA</strong><strong> </strong><strong>TOSSICODIPENDENZA</strong><strong>? </strong><strong>COME AIUTARE CHI NON VUOLE ESSERE AIUTATO? CHI SONO I SOGGETTI PROTAGONISTI?</strong></p>



<p>Diamo intanto, una breve definizione del termine.</p>



<p>L’OMS definisce la tossicodipendenza (o tossicomania) come una condizione di intossicazione cronica o periodica, dannosa all&#8217;individuo e alla società, prodotta dall&#8217;uso ripetuto di una sostanza chimica, naturale o di sintesi. Droghe, alcol, sigarette o farmaci sono fra le principali sostanze che creano maggiore dipendenza. Chi soffre di tossicodipendenza ha il bisogno irrefrenabile di fare uso di una determinata sostanza, poiché ne è dipendente a livello fisico e psicologico, e, in molti casi, è disposto a tutto per procurarsela.</p>



<p>La “dipendenza patologica” viene definita come “condizione psichica, talvolta anche fisica, derivante dall’interazione tra un organismo e una sostanza, caratterizzata da risposte comportamentali e da altre reazioni che comprendono un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, allo scopo di provare i suoi effetti psichici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione”.&nbsp; Dal 1965 questa definizione è stata allargata. Non si riferisce più, soltanto all&#8217;abuso di sostanze illegali. Ricordiamo ad esempio l&#8217;uso improprio di un farmaco, sostanza legale facilmente reperibile sul mercato. In questa definizione, rientrano anche le dipendenze legate a comportamenti complessi e nocivi, come il disturbo da gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, la new technologies addiction (dipendenza da internet, social network, videogiochi, televisione, ecc.), diverse nelle manifestazioni cliniche ma per molti aspetti correlate sul piano eziologico e psicopatologico.</p>



<p>Non è il fattore età a costituire un rischio , ma la condizione di <strong>disagio</strong><strong> </strong><strong>esistenziale</strong><strong> </strong>che colpisce per lo più le persone in età di transizione.</p>



<p>Secondo la <strong>teoria</strong><strong> </strong><strong>del</strong><strong> </strong><strong>coping</strong>, l&#8217;individuo si ritrova molto spesso, privo di una struttura interna adeguata, e capace di fronteggiare lo stress.&nbsp; Una competenza, che possa preparare e sostenere i giovani nella gestione di situazioni impreviste e stressanti.</p>



<p>La tossicodipendenza rappresenta&nbsp; una delle problematiche più complesse e devastanti della nostra epoca. E&#8217; un fenomeno che coinvolge individui di ogni età, ceto sociale e provenienza geografica, distruggendo vite e provocando danni profondi a livello personale, familiare e comunitario. In Italia, come nel resto del mondo, la tossicodipendenza non riguarda solo l&#8217;uso di droghe illecite come l&#8217;eroina e la cocaina, ma anche la dipendenza da farmaci prescritti, alcol e nuove sostanze sintetiche. Affrontare questa piaga richiede un approccio globale che coinvolga aspetti medici, sociali, politici e legali.</p>



<p>Il fenomeno delle tossicodipendenze viene spesso collocato nel quadro della condizione giovanile.&nbsp;</p>



<p>Lo psicanalista Erickson, nella sua opera, sostiene che la vita dell&#8217;uomo può essere concepita come una serie di stadi, ognuno contrassegnato da un compito cruciale che deve essere risolto per passare alla fase successiva. Il problema che caratterizza l&#8217;adolescenza è quello che si esprime nella tensione fra ricerca dell&#8217;identità e possibile confusione del proprio ruolo: da un lato l&#8217;individuo, acquista in questa fase, la capacità cognitiva di riflettere su ciò che avrebbe potuto essere nel passato e su ciò che potrebbe essere nel futuro, dall&#8217;altro esce dal mondo protetto dell&#8217;infanzia, col compito di&nbsp; scegliere ruoli sociali da assumere nel futuro. Si nota una crisi duplice.</p>



<p>Con il termine <strong>disagio adolescenziale, </strong>ci si riferisce a forme di sofferenza psicologica che si possono manifestare attraverso comportamenti dissonanti , rispetto ai criteri socialmente condivisi. Il <strong>disagio</strong> è quindi, l&#8217;esperienza iniziale di un processo che può portare alla <strong>devianza.</strong></p>



<p>Un altro tema importante in adolescenza, è quello della ridotta <strong>percezione del rischio</strong>.</p>



<p>E&#8217; una fase caratterizzata da una forte crisi identitaria, influenzata da un sistema sociale che propone modelli e ruoli non adeguati, a chi è in età di transizione. Ad esempio, l&#8217;identità sociale del <em>giovane adulto</em>, viene acquisita più tardi rispetto al passato. L&#8217;entrata nel mondo del lavoro è caratterizzata da un periodo di lunga attesa, e di conseguenza aumenta il tempo di permanenza nell&#8217;ambiente familiare di origine. Questo influisce sulla ricerca di identità.&nbsp;</p>



<p>Ma non soltanto i giovani adolescenti, sono vittime della droga.</p>



<p>Simone Feder, in un articolo su vita.it dice&nbsp; «Esistono famiglie dove quella maledetta sostanza è di casa, perennemente presente all’interno delle mura domestiche, consumata e a volte lasciata assumere ai figli come passatempo condiviso in risposta a tutte le fatiche che la vita inevitabilmente mette davanti». La riflessione di un operatore della Casa del Giovane di Pavia.</p>



<p>Prima di nascere qualcuno ha scelto per lui, qualcuno che…faticava già a scegliere per sé.</p>



<p>La sua cartella clinica sentenzia la positività alle sostanze, un mondo che, ancora prima che potesse conoscere quello terrestre, lo ha travolto e segnato senza alcuna possibilità di scelta. La dipendenza da droga è entrata in lui ancora prima del primo vagito.</p>



<p>Si chiama <strong>Sindrome da astinenza neonatale </strong>(San) e riguarda il 60-80% delle madri che hanno fatto uso di droga durante la gravidanza, in particolare di oppioidi. Un disturbo che è in aumento in tutti i Paesi del mondo. Anche in Italia. Negli Usa nel 2019 sono stati segnalati in un anno più di 21mila casi di San. Al Fatebenefratelli di Roma nello stesso anno sono stati partoriti 50 bambini in crisi di astinenza su 2.500 nascite. &gt;&gt;</p>



<p>Inoltre, fentanyl, eroina e crack vengono usate anche dai migranti, rimasti bloccati in Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti, per resistere alla disperazione e alle brutture della strada. In questa zona, nuovi miscugli chimici vengono quasi regalati dalle organizzazioni criminali, col solo fine di effettuare test sulle persone.</p>



<p>Non soltanto emarginati e senzatetto, ma persone dall&#8217;apparenza &#8220;normale&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Ci sono casi di persone che hanno sviluppato una dipendenza da fentanyl o altro analgesico, a causa&nbsp; di una malattia cronica, che comportava l&#8217;uso di medicinali antidolorifici come la morfina.</p>



<p><strong>Quali sono le cause della tossicodipendenza?</strong></p>



<p>Le cause della tossicodipendenza, e del disagio giovanile sono molteplici e spesso intrecciate tra loro. Non esiste una sola spiegazione, ma piuttosto un insieme di fattori biologici, psicologici, familiari e sociali.</p>



<p>1. Cause psicologiche</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Bassa autostima e insicurezza</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Difficoltà nella gestione delle emozioni (ansia, rabbia, tristezza)</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Traumi infantili o adolescenziali</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Disturbi psichici come depressione, disturbo borderline, ADHD, ecc.</p>



<p>2. Cause familiari</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Famiglie disfunzionali o assenza di figure genitoriali stabili</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Violenza domestica, trascuratezza o abusi</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Eccessiva pressione o aspettative irrealistiche da parte dei genitori</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Uso di sostanze in famiglia</p>



<p>3. Cause sociali</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Esclusione sociale e mancanza di opportunità</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Bullismo, emarginazione, discriminazione</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Difficoltà a trovare un’identità o un senso di appartenenza</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Influenza negativa del gruppo dei pari (peer pressure)</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Modelli culturali che normalizzano l’uso di droghe</p>



<p>4. Cause economiche</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Povertà, precarietà lavorativa o mancanza di prospettive</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Difficoltà nell’accesso all’istruzione o a percorsi di formazione</p>



<p>5. Cause biologiche</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Predisposizione genetica alla dipendenza</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Squilibri neurochimici o disfunzioni nel sistema dopaminergico</p>



<p>6. Contesto culturale e scolastico</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Scuola percepita come inadeguata o opprimente</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Mancanza di attività stimolanti e inclusive</p>



<p>⦁ &nbsp; &nbsp; Cultura del successo immediato, competizione esasperata, paura del fallimento</p>



<p>Spesso la tossicodipendenza non è la causa, ma il <strong>sintomo</strong> di un malessere più profondo. La droga diventa un rifugio, o una forma di ribellione.</p>



<p><strong>Cosa cerca chi consuma oppioidi?</strong></p>



<p>Sedazione profonda, euforia seguita da sonnolenza estrema, analgesia. Fuga dalla realtà. Sentirsi parte di un gruppo.</p>



<p>Per euforia si intende una sensazione di benessere ipocinetica in cui la persona&nbsp; inizia ad avere dei movimenti simili a quelli di uno zombie&#8230;.</p>



<p><strong>Quali sono le conseguenze delle droghe, come il fentanyl?</strong></p>



<p>Infarto del miocardio. Ascessi, protuberanze sulla pelle. Rallentamento respiratorio fino all&#8217;arresto respiratorio. Necrosi della pelle. Incoscienza. Dissociazione mentale. Rigidità muscolare. Postura e andatura &#8220;zombesca&#8221;. Grave dipendenza fisica e psicologica. Danni cerebrali per ipossia (mancanza di ossigeno al cervello). Compromissione delle funzioni cognitive e motorie. Problemi respiratori cronici. Aumento del rischio di overdose fatale anche con microdosi. Isolamento. Degrado psico &#8211; fisico visibile (magrezza estrema, scarsa igiene, ferite aperte). Impatto sociale come perdita di relazioni, lavoro, alloggio. Disturbi psichiatrici (ansia, paranoia, depressione). Atti di violenza. Problemi di memoria. Psicosi. Rallentamento nello sviluppo fisico e cognitivo, negli adolescenti.&nbsp;</p>



<p>Viene impiegato il naloxone come antidoto in caso di sovradosaggio da oppioide. Ma le droghe sintetiche vengono talvolta tagliate con la &nbsp;xilazina, che è un anestetico per cavalli&#8230;quindi spesso il naloxone non produce effetti positivi contro overdosi da prodotti sintetici. E il tasso di mortalità da overdose è ben più alta.&nbsp;</p>



<p><strong>Come</strong><strong> </strong><strong>fermare</strong><strong> </strong><strong>il</strong><strong> </strong><strong>mercato</strong><strong> </strong><strong>delle</strong><strong> </strong><strong>droghe</strong><strong> </strong><strong>sintetiche</strong><strong>? </strong><strong>Perchè</strong><strong> </strong><strong>sta</strong><strong> </strong><strong>crescendo</strong><strong> </strong><strong>così</strong><strong> </strong><strong>tanto</strong><strong>?</strong></p>



<p>Contrariamente a quel che accade in quasi tutti gli altri Paesi occidentali, negli Stati Uniti la prima causa di morte tra i giovani adulti non è il cancro, e nemmeno gli incidenti stradali, ma l’overdose, soprattutto per via degli oppioidi sintetici e in special modo del <em>fentanyl</em>, una sostanza che ha preso ormai talmente piede da portare il più ricco Paese del mondo sull’orlo di una crisi sanitaria senza precedenti. Secondo i calcoli dei Centers for Disease Control and Prevention, di fentanyl e altri oppioidi muoiono già oltre 80mila cittadini americani ogni anno: più di 200 decessi al giorno, nove all’ora – abbastanza da farne una questione di sicurezza nazionale.&nbsp;</p>



<p>Gli oppioidi naturali e di sintesi come la morfina o il fentanyl, rientrano nella categoria delle droghe che riducono il dolore.</p>



<p>Il fentanyl (o fentanil) è infatti un analgesico dalla rapida insorgenza, e dalla breve durata d’azione, 100 volte più potente della morfina, e 50 volte più dell’eroina. È utilizzato per trattare il dolore cronico, soprattutto quello neoplastico, o come anestetico prima di interventi chirurgici o manovre “invasive”. Il farmaco attraversa con facilità la barriera emato-encefalica, e se iniettato in vena produce effetti in meno di 30 secondi, tra i quali il “flash” tanto ricercato dai consumatori di eroina. Una pillola con un contenuto superiore a 2 milligrammi può però risultare fatale per l’essere umano.</p>



<p>L’ascesa degli oppioidi negli Stati Uniti, ossicodone prima, e fentanyl più di recente, dipende da una molteplicità di cause che vanno dalla legittimità della prescrizione medica, all’aggressività del marketing delle aziende farmaceutiche americane orientate al profitto (vedi ad esempio il caso che ha visto coinvolti i fratelli Sackler e la loro azienda farmaceutica &#8220;perdue&#8221;), fino alla mancanza di un’assistenza sanitaria universale, sostituita dal sistema assicurativo e dai suoi interessi privati.</p>



<p>Per poter avere un quadro più accurato a proposito di una questione così complessa, però, non si può prescindere da aspetti geopolitici e socioculturali.</p>



<p>Infatti, secondo un report dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e del crimine (UNODOC), il numero di sequestri di metanfetamine in Afghanistan è salito del 200% negli ultimi anni. Allo stesso modo i narcotrafficanti messicani, e principalmente il potente cartello di Sinaloa, hanno preso a servirsi di grandi laboratori industriali per produrre su vasta scala oppioidi, fra cui principalmente fentanyl e alcuni suoi derivati ancora più potenti e pericolosi. I fentanili in genere sono facilmente trasportabili. Non hanno necessità di piantagioni e di addetti alla coltivazione, perché lavorate in laboratorio.</p>



<p>I guadagni sono molto alti, perchè si elimina tutta la filiera delle droghe non sintetiche. La droga viene creata, in laboratorio attraverso processi chimici. Gli effetti di queste droghe sono potenziati e prolungati, e di conseguenza c&#8217;è la possibilità di continuare a lucrare sempre sugli stessi soggetti. I prezzi sono molto bassi pertanto circolano facilmente.</p>



<p>Ci sono medici corrotti, che emettono impegnative false, per l&#8217;acquisto del prodotto fentanyl, in una qualunque farmacia.</p>



<p>Elementi psicoattivi facilmente reperibili sul dark web, attraverso pagamenti in criptovalute, e quindi non tracciabili . Vi sono varie piattaforme web, dove è possibile acquistare separatamente i composti chimici atti a produrre una droga sintetica. Con rider che te la portano fino a casa.</p>



<p>Non ci sono soltanto organizzazioni criminali e mafiose a gestire il traffico. Talvolta, sono proprio i singoli individui,&nbsp; giovani e&nbsp; meno giovani, a scegliere lo spaccio, come mezzo attraverso il quale fare cosiddetti soldi facili.</p>



<p>Basti pensare che solo un kg di fentanyl viene comprato sul mercato nero a circa 10 mila euro e ne fanno circa un milione di micro pasticche, che vengono introdotte nel mercato ordinario a 20 euro l&#8217;una.. si arriva ad avere guadagni di 20 milioni di euro.</p>



<p>Questo è il motivo per cui le mafie si stanno spostando nel mercato delle droghe sintetiche.</p>



<p>La diffusione di oppioidi sintetici, sostituisce la rotta di droghe come morfina, oppio, eroina.</p>



<p>Purtroppo è una diffusione destinata a crescere. Le organizzazioni criminali, sono impegnate nello studio, e nella produzione di nuove droghe sintetiche da immettere sul mercato.</p>



<p>Ci vogliono strategie politiche specifiche da adottare in Europa, per evitarne la diffusione in Italia.</p>



<p>Fentanyl e derivati sono stati purtroppo trovati anche in Italia. Arrivano nei modi più impensabili: mischiate a miscele di prodotti per la cute come shampoo. Vengono usati fogli di carta assorbente impregnati di fentanyl..</p>



<p>Tra gli indagati in Italia ci sono persone insospettabili, come militari, impiegati della pubblica amministrazione e personale sanitario.</p>



<p>Un solo milligrammo di fentanyl può uccidere fino a 500 persone.</p>



<p>Solo nel 2023, 107 mila decessi negli stati uniti.</p>



<p>Dopo l&#8217;inchiesta Painkiller svoltasi a Piacenza, l&#8217;Italia, è l&#8217;unico paese in Europa ad aver avviato nel 2024, un piano di prevenzione nazionale contro l&#8217;uso improprio di fentanyl e di altri oppiodi. Collaborazioni tra forze di polizia, procura della repubblica e autorità sanitarie. Il piano prevede operazioni di monitoraggio e sorveglianza, prevenzione e sensibilizzazione, formazione degli operatori sanitari e coordinamento interistituzionale. Il piano è in fase di sviluppo ma ancora carente sotto alcuni aspetti. Il governo tende a mettere in secondo piano, lo stanziamento di fondi da destinare alle politiche sanitarie e sociali, sul territorio. Ad esempio, riscontriamo criticità nei servizi offerti dai Sert territoriali, in termini di spazio, risorse limitate e carenza di personale. Secondo un rapporto del ministero della sanità, oggi gli operatori in Italia sono pari a 5.843 unità.</p>



<p>Il Messico sembra essere il piu grande produttore di fentanyl.&nbsp; I precursori chimici arrivano dalla Cina e in misura minore dall&#8217;India.</p>



<p>Secondo inchieste di insight crime, a capo di organizzazioni criminali messicane, troviamo politici corrotti.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Gruppi criminali coinvolti: narcos, organizzazioni criminali nordamericane, indopakistane, turche, albanesi, serbo-croate, italiane (&#8216;ndrangheta) . Rispetto al passato, queste organizzazioni sono mutate. Il denaro da spartire è talmente elevato, tanto da preferire un&#8217;alleanza tra i gruppi fino a formare quasi una rete di criminalità trasnazionale.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>I SerT ( o SerD) sono servizi pubblici che si occupano di prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze da sostanze stupefacenti, alcol, comportamenti compulsivi ed altre dipendenze patologiche. L&#8217;uso del metadone, e l&#8217;attuazione di piani terapeutici individuali, sono alcuni dei metodi adottati per far fronte alle complessità di una tossicodipendenza.</p>



<p>Per far fronte alla tragedia, vengono attuate sia in Italia sia all&#8217;estero, politiche di riduzione del danno. Educatori di strada, volontari e comunità terapeutiche, mettono a disposizione delle persone tossicodipendenti, dell&#8217;occorrente come siringhe sterili e monouso, guanti, vestiti puliti, cibo&#8230; e altro occorente igienizzato, tale da ridurre infezioni come aids o epatite.</p>



<p>Oggi il disagio psichico, spinge all’ uso di stupefacenti per lenire questo dolore e amplificare esperienze di anestesia delle emozioni.</p>



<p>Questo fenomeno non è la causa, ma la conseguenza di un problema ben più ampio che affligge molte aree urbane, dove il degrado sociale e la mancanza di opportunità possono spingere individui a cercare rifugio in comportamenti autolesionisti.</p>



<p>La presenza di spazi isolati come il bosco di Rogoredo, a Milano, rende il luogo un ambiente favorevole per attività illecite e per la tossicodipendenza. Un luogo segreto dove poter trovare rifugio.</p>



<p>Il Bosco di Rogoredo, situato alla periferia sud-est di Milano, è un luogo che negli ultimi anni ha attirato l&#8217;attenzione dei media e dell&#8217;opinione pubblica per motivi drammatici. Questo spazio verde, nato come parco urbano, è diventato noto come una delle più grandi piazze di spaccio di droga d&#8217;Italia, guadagnandosi il triste soprannome di &#8220;bosco della droga&#8221;. Tuttavia, dietro questa storia di degrado e dipendenza, attualmente ci sono anche sforzi significativi per recuperare il territorio e restituirlo alla comunità.</p>



<p>L&#8217;area del Bosco ha iniziato ad essere associata alla tossicodipendenza a partire dagli anni 2000, ma è negli ultimi dieci anni che la situazione è degenerata in maniera drammatica. Questo polmone verde di circa 65 ettari, vicino alla stazione ferroviaria di Rogoredo, è diventato un rifugio per tossicodipendenti e spacciatori che approfittano dell&#8217;isolamento e della difficoltà delle forze dell&#8217;ordine nel controllare l&#8217;area in modo sistematico.</p>



<p>Certo è, che i cittadini della Milano &#8220;bene&#8221;, traggono un vantaggio da questa ovvia marginalizzazione nelle periferie, di persone in estrema difficoltà e dall&#8217;aspetto non conforme alle aspettative sociali.</p>



<p>Le sostanze stupefacenti vendute nel bosco, soprattutto eroina e cocaina, sono state responsabili di un incremento del numero di tossicodipendenti che si recavano lì da tutta la Lombardia e anche da altre regioni. Le condizioni disumane in cui vivevano molte persone nel bosco, tra sporcizia, abbandono e violenza, hanno rapidamente trasformato questo luogo in un simbolo del fallimento sociale e istituzionale di fronte alla piaga della droga.&nbsp;</p>



<p>A partire dal 2018 è emerso un forte impegno da parte delle istituzioni e delle organizzazioni del territorio per restituire dignità al Bosco e ai suoi frequentatori.</p>



<p>Iniziative di recupero e di supporto: diversi enti e associazioni locali stanno lavorando per affrontare queste problematiche. Attraverso programmi di sensibilizzazione e attività di supporto, si cerca di offrire alternative e servizi a chi vive situazioni di disagio. L&#8217;obiettivo è promuovere una maggiore <strong>integrazione sociale e ridurre lo stigma associato alla tossicodipendenza.</strong></p>



<p>Creare un ambiente sano e accogliente è una sfida che richiede un impegno congiunto tra cittadini istituzioni e associazioni. Promuovere una cultura della prevenzione e del supporto, affinché il bosco possa tornare a essere un’ area accessibile a tutte e tutti.</p>



<p>Affrontare la tossicodipendenza richiede un approccio integrato e consapevole. L’impegno deve essere collettivo.</p>



<p>Il gruppo di intervento che si è costituito per portare avanti il ‘Progetto Rogoredo’ è composto da: Fondazione Eris, Associazione il Gabbiano Onlus, Cooperativa Promozione Umana, Cooperativa Casa del Giovane, Fondazione Exodus, Associazione Kyros, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, numerosi volontari coordinati dal missionario Don Alessandro Maraschi e il Municipio 4 di Milano, che ha patrocinato l’iniziativa e promosso il tema presso Regione Lombardia, Ats Milano e Asst Fatebenefratelli-Sacco, Comune.</p>



<p>La presenza di un presidio di ascolto, sulle strade che portano al bosco. Un sorriso. Una carezza. Un libro. Una carezza. Possono essere una, seppure piccola, fonte di sostegno.</p>



<p>Ad oggi, finalmente, possiamo parlare di una importante novità: un progetto di riqualificazione urbana e sociale, denominato <strong>BOSCO DELLA MUSICA.</strong></p>



<p>La Giunta regionale della Lombardia ha approvato un’importante delibera che prevede uno stanziamento di 26,6 milioni di euro a favore del Conservatorio di musica “Giuseppe Verdi” di Milano, per la realizzazione del “Bosco della Musica” a Rogoredo. Questo progetto, fortemente voluto dall’assessore alla Cultura Francesca Caruso, rappresenta un significativo investimento nella cultura e nell’istruzione musicale della regione.</p>



<p>L’intervento è cofinanziato anche dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con 20 milioni di euro, e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, con 15 milioni di euro. Recentemente, il “Piano dei Conti” approvato dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia e l’Emilia-Romagna ha aggiornato i costi totali del progetto, ora stimati in 61,6 milioni di euro, un aumento rispetto ai 47 milioni previsti nel 2021.</p>



<p>Il progetto, firmato dallo studio Settanta7, prevede la realizzazione di 4 edifici. Il più grande, su due piani, accoglierà aule didattiche, una sala concerti, e studi di registrazione. È prevista poi la costruzione di un auditorium da 400 posti, un edificio a scopo residenziale e un edificio per le aule didattiche nella Palazzina ex chimicI.</p>



<p>Attendiamo di conoscere i risvolti, per poter esprimere un giudizio.</p>



<p><strong>Come aiutare una persona tossicodipente?</strong></p>



<p>&#8211; Come diceva Simone Weil: l&#8217;attenzione è la forma più rara e più pura di generosità.</p>



<p>&#8211; Creare una relazione di empatia, di sostegno e di non giudizio.</p>



<p>&#8211; Sostegno delle famiglie nella cura della tossicodipendenza.</p>



<p>&#8211; Un intervento individualizzato è la base di un buon inizio terapeutico. Un piano di cura standardizzato e generalizzato, che non tiene conto delle singole diversità, non produce effetti sempre positivi.</p>



<p>&#8211; Attenta osservazione e analisi della storia personale, nella sua globalità.</p>



<p>&#8211; Motivare la persona a rivolgersi presso i servizi per le tossicodipendenze, meglio noti come SerT o SerD, dedicati alla cura, alla prevenzione e alla disintossicazione fisica e psicologica da sostanze psicoattive.</p>



<p><strong>Bibliografia:</strong></p>



<p>Feder S. , <em>Alice e le regole del bosco, </em>Mondadori 2020</p>



<p>Presa diretta puntata del 16/03/2025</p>



<p>Farwest puntata del 5/02/2024</p>



<p>Ferrario P., <em>Politiche dei servizi sociali,</em>Carocci Faber, 2015</p>



<p>Barone P., <em>Gli anni stretti. L&#8217;adolescenza tra passato e futuro</em>, FrancoAngeli, 2019</p>



<p>Neri G., <em>Documentario SanPa&nbsp;</em></p>



<p>Esposito M., <em>CreaturaMia</em>, Opera teatrale</p>



<p>https//www.vita.it/simone-feder-troppo-soli-di-fronte-al-dilagare-di-nuove-droghe/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//ilmanifesto.it/loppio-di-hitler</p>



<p>https//www.focus.it/cultura/storia/qual-era-l-arma-segreta-dei-nazisti-la-droga?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.iltascabile.com/scienze/emergenza-fentanyl/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.stateofmind.it/dipendenze/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.vita.it/quei-bambini-venuti-al-mondo-gia-dipendenti-da-droghe/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//simonefeder.it/</p>



<p>https//www.stateofmind.it/2019/01/fentanyl-psicologia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.stateofmind.it/2023/09/ozempic-farmaco-diabete-dimagrire/#:~:text=Ozempic%20%C3%A8%20un%20farmaco%20per,come%20rimedio%20miracoloso%20per%20dimagrire?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//ilmanifesto.it/fentanyl-il-business-del-dolore</p>



<p>https//www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/12/sul-fentanyl-linteressamento-della-ndrangheta-cose-il-farmaco-che-rende-zombie-e-perche-ce-un-piano-di-prevenzione/7477347/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.geopop.it/gli-effetti-del-fentanyl-sul-nostro-corpo-e-sul-cervello/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.milanotoday.it/attualita/finanziamento-bosco-musica-rogoredo.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//www.vita.it/cosi-ho-fotografato-i-fantasmi-di-rogoredo/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>https//blog.urbanfile.org/2024/07/31/milano-rogoredo-cantiere-bosco-della-musica-fine-luglio-2024/</p>



<p>https//www.ilgiorno.it/milano/cronaca/bosco-della-musica-u9mhtqnw?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/04/25/la-droga-degli-zombie-sbarca-in-italia-2/">La droga degli zombie sbarca in Italia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>&#8220;Diversinsieme&#8221;: quest&#8217;anno parleremo di benessere mentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 16:05:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo arrivati al quarto anno! ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI organizza l&#8217;evento &#8220;Diversinsieme&#8221; che ha come tematica, per l&#8217;edizione di quest&#8217;anno, il benessere mentale. Molte persone sono colpite da serie malattie psicologiche o psichiatriche,&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p></p>



<p>Siamo arrivati al quarto anno! </p>



<p>ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI organizza l&#8217;evento &#8220;Diversinsieme&#8221; che ha come tematica, per l&#8217;edizione di quest&#8217;anno, il benessere mentale. </p>



<p>Molte persone sono colpite da serie malattie psicologiche o psichiatriche, ma in tanti viviamo disagi di varia natura spesso causati dal modus vivendi imposto dalla società: la richiesta di impegno lavorativo è sempre più alta, il sistema capitalistico ci obbliga a ritmi &#8211; doveri &#8211; responsabilità sempre maggiori, siamo chiamati a mostrarci giovani ed efficienti, a spostarci di continuo, a limitare tempo e spazio per la coltivazione del nostro vero Sè che non è altro che la nostra natura autentica, in cui si annidano i veri desideri e tutto ciò che ci fa stare bene con noi stessi prima e con gli altri poi.</p>



<p>Imparare a prendersi cura l&#8217;uno dell&#8217;altro significa, innanzitutto, saper ascoltare e, una volta conosciuta una persona in profondità, parlarle con il suo stesso linguaggio, con riferimenti ai suoi valori, alle sue idee, ai suoi sistemi di riferimento; questo, ad esempio, è molto importante quando si ha a che fare con persone anziane, spesso colpite da malattie neurodegenerative.</p>



<p>Con i giovani, gli adolescenti in particolare, è di nuovo molto importante il linguaggio così come cercare un&#8217;alleanza che non si deve appiattire su una complicità amicale da parte degli adulti, ma si dovrebbe basare su un patto di reciproco rispetto.</p>



<p>Noi adulti di mezza età come possiamo prenderci cura di noi stessi tra famiglie e altre attività quotidiane?  E come, poi, possiamo prenderci cura di chi ci sta intorno e con cui ci relazioniamo?</p>



<p>Stare bene: due brevi parole che spesso si danno per scontate. Stare bene significa avere una sicurezza economica, buona salute fisica, rapporti sereni, ma questi sono i diritti fondamentali per una vita comune; durante un&#8217;esistenza, si invecchia (più o meno &#8220;bene&#8221;, appunto) o ci si ammala o ci si ritrova a dover affrontare situazioni dolorose e complicate tanto da mettere a rischio la salute mentale. Un attacco di panico, un periodo di depressione; oppure una diagnosi di schizofrenia o di demenza senile&#8230;E il mondo crolla, sia quello del paziente sia quello dei familiari o delle persone più vicine. </p>



<p>Ecco che ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI, da sempre all&#8217;ascolto delle esperienze di tanti, vuole dare voce alla loro voce e vuole anche proporre alcune soluzioni ai moltplici disagi che affliggono l&#8217;animo umano. Senza sterotipizzazioni, senza giudizi, ma soltanto con l&#8217;apertura di chi sa cosa significa soffrire, ma anche affrontare la sofferenza. </p>



<p>Vi aspettiamo, dunque, per partecipare alle bellissime proposte in programma (in locandina)! Ce ne sarà per tutti: musica, disegni, testimonianze, attività di gruppo, etc.</p>



<p></p>



<p><strong>DOMENICA 18 MAGGIO</strong></p>



<p><strong>ore 10.30 &#8211; 18</strong></p>



<p></p>



<p><strong>presso Biblioteca Chiesa Rossa, Milano</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/diver.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/diver-820x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17958" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/diver-820x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/diver-240x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/diver-768x959.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/diver-1229x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1229w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/diver.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Congo: alle prese con Malaria, Vaiolo delle Scimmie ed Ebola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 10:30:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Dalla fine di ottobre a Panzi, nel Congo, si è diffusa una grave forma di Malaria, come dichiarato anche dall&#8217;Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). Sono già stati registrati diversi decessi nel&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/vaiolo-delle-scimmie-infezione.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="900" height="550" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/vaiolo-delle-scimmie-infezione.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17872" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/vaiolo-delle-scimmie-infezione.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/vaiolo-delle-scimmie-infezione-300x183.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/vaiolo-delle-scimmie-infezione-768x469.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Dalla fine di ottobre a Panzi, nel Congo, si è diffusa una grave forma di Malaria, come dichiarato anche dall&#8217;Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità).</p>



<p>Sono già stati registrati diversi decessi nel giro di poco tempo e i sintomi principali sono: febbre, affaticamento, difficoltà respiratorie, forte anemia. L&#8217;epidemia ha colpito principalmente soggetti di età compresa tra gli 0 e i 14 anni. La risposta sanitaria è arrivata da una squadra dell&#8217;area interessata, supportata dall&#8217;OMS, che si è occupata soprattutto di capire meglio come fronteggiare la situazione, ma anche come sensibilizzare la popolazione riguardo alla prevenzione e alla terapia adatta.</p>



<p>La Repubblica Democratica del Congo da quest&#8217;estate deve fare i conti anche con il Vaiolo delle Scimmie e l&#8217;Ebola. Nell&#8217;area, si è assistito ad un peggioramento dell&#8217;insicurezza alimentare negli ultimi mesi, ad una bassa copertura vaccinale e ad un accesso molto limitato alla diagnostica e alla gestione dei casi più seri. C&#8217;è anche mancanza di rifornimenti e mezzi di trasporto così come carenza di personale sanitario. </p>



<p>Il contagio purtroppo non accenna ad arrestarsi, tant&#8217;è che ha coinvolto anche nostri connazionali e non si sa ancora come avvenga con esattezza. </p>



<p>Se il mondo globalizzato permette di muoversi da un luogo all&#8217;altro, i Paesi con un rischio più alto di diffusione sono quelli con situazioni socioeconomiche e sanitarie più compromesse, ma è anche vero che chi è povero difficilmente può spostarsi dal luogo in cui vive (e coloro che vorrebbero partire in maniera irregolare, se così malati, non vengono caricati sui barconi, nè possono affrontare un percorso a piedi). </p>



<p>Il continente africano è ricco di risorse minerarie, di risorse umane, di saggezza purtroppo, però, le condizioni delle popolazioni sono altamente disagiate a causa del malgoverno e dello sfruttamente da parte delle potenze occidentali: se le malattie si propagano, lì come qui, le persone hanno il diritto &#8211; fondamentale &#8211; alla cura, anche tramite la cooperazione internazionale, nel caso di Paesi come il Congo. </p>



<p>La Malaria sta colpendo, abbiamo scritto, principalmente neonati e ragazzini: sta colpendo il futuro. E non possiamo permettercelo. </p>
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		<title>Diritti dell’infanzia: il diritto all’alloggio ignorato dall’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 12:26:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del 20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell&#8217;infanzia (Massimo Pasquini da Diogeneonline.info) Il 20 novembre è la data scelta per commemorare l’adozione della Dichiarazione dei diritti del fanciullo nel 1959 da parte dell’Assemblea&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1>In occasione del 20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell&#8217;infanzia</h1>



<p>(<a href="https://diogeneonline.info/author/massimo-pasquini/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Massimo Pasquini</a> da Diogeneonline.info)</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/2351360107_ff3ee2ea29_b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img src="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/2351360107_ff3ee2ea29_b-696x522.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" title=""/></a><figcaption>&#8220;Children playing&#8221; by michelhrv is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.</figcaption></figure>



<p>Il 20 novembre è la data scelta per commemorare l’adozione della Dichiarazione dei diritti del fanciullo nel 1959 da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e, successivamente, della Convenzione di New York nel 1989.</p>



<p>In alcune città, per esempio il Comune di Roma, ha promosso iniziative nel fine settimana del 16 e 17 novembre.<br>Una data importante che dovrebbe segnare un avanzamento nell’attuazione ed esigibilità dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ma non è così per tutti i diritti.</p>



<p>Mentre, per esempio, sulla scuola, sul diritto alla mensa e al cibo sano e sull’aumento dell’offerta di asili nido, anche se il Governo ha recentemente dimezzato l’obiettivo derivato dai programmi del Pnrr, si vedono passi avanti e c’è attenzione nelle giornate sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, su altri temi si glissa, sia da parte di enti locali sia di associazioni che pure fanno dei diritti dei minori la loro missione.</p>



<p>Un tema, in particolare, non mi risulta sia oggetto di iniziative o di azioni di sensibilizzazione nei confronti dei governi locali e del governo nazionale.<br>Mi riferisco al diritto all’alloggio.</p>



<p>Nelle giornate dedicate ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la questione del diritto all’alloggio letteralmente non esiste. Certo, alcuni parlano del sovraffollamento o della mancanza di allaccio ad alcuni servizi, quali acqua, gas, luce, ma anche in questi casi, che parlano di qualità dell’abitare, il tema del diritto all’accesso all’abitare resta sullo sfondo.</p>



<p>Eppure i dati sono chiari. Esiste una questione nazionale rilevante che viene dalla lettura dei dati Istat sulla povertà, dei comuni o del Ministero dell’interno, ma questi non sono oggetto né di confronto né, tanto meno, di proposte.</p>



<p>Alcuni dati ufficiali, anche recenti, che dovrebbero essere conosciuti, sarebbero di diritto dentro la Giornata che celebra i diritti dei minori.<br>Cito quelli più rilevanti.<br>L’Istat lo scorso 17 ottobre, circa un mese fa, comunicava che le famiglie in povertà assoluta erano aumentate di ben 48.000 unità nel 2023 rispetto al 2022.</p>



<p>Sempre Istat afferma che le famiglie con presenza di minori in povertà assoluta sono passate dal 27,1% al 31%, mentre tra quelle con minori in povertà assoluta ma proprietarie di immobili, sono passate dal 6,4% al 6,2%.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/3689226709_e8736e3ed3_b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/3689226709_e8736e3ed3_b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16489"/></a><figcaption>“child” by simaje is licensed under CC BY 2.0.</figcaption></figure>



<p>In totale, Istat afferma che sono 1,4 milioni i minori in condizione di povertà assoluta.<br>Altro dato interessante è quello relativo alle famiglie collocate nelle graduatorie. In mancanza di un Osservatorio casa, qui si deve andare di ipotesi.</p>



<p>In Italia, a seconda delle fonti, vi sarebbero tra le 320.000 e le 600.000 famiglie collocate nelle graduatorie per l’accesso a una casa popolare. Si tratta, è bene ricordarlo, di famiglie alle quali, per reddito, l’accesso al mercato è precluso e che possono solo sostenere un affitto a canone sociale.</p>



<p>Ipotizzando che almeno il 30% delle famiglie nelle graduatorie vedano la presenza di minori, stima probabilmente per difetto, possiamo dire che almeno tra i 96.000 e 180.000 minori con le loro famiglie attendono che il diritto all’alloggio venga loro garantito dall’edilizia residenziale pubblica. Esattamente l’offerta che manca in Italia e che non viene compresa nelle politiche abitative di Governo, Regioni e Comuni.</p>



<p>Infine, c’è la questione sfratti e minori, forse quella più dolorosa e vergognosa.<br>In Italia, mediamente ogni anno assistiamo a un numero di sentenze di sfratto tra le 30.000 e le 40.000. Così come si verificano esecuzioni di sfratto intorno alle 30.000. Nel 2023 abbiamo assistito a una riduzione, ma non a un’inversione di tendenza.</p>



<p>Prendendo solo in considerazione le esecuzioni di sfratto e considerando che in questo caso le famiglie con minori siano il 30%-50%, anche in questo caso, per difetto, avremmo che ogni anno tra i 10.000 e i 15.000 minori vengono sfrattati con forza pubblica senza avere mai non dico un alloggio alternativo, ma una qualche forma di assistenza adeguata.</p>



<p>Nei rari casi di intervento sociale da parte dei comuni, si offre un’assistenza a tempo determinato alla madre e al minore, ma non al padre, fatto vietato dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia.</p>



<p>I minori in questo caso non entrano solo nel vortice della precarietà abitativa, ma rischiano di abbandonare i percorsi scolastici e di subire ricadute sulla salute o psicologiche, basti pensare alle possibili conseguenze sui minori con disabilità.</p>



<p>Attenzione, stiamo parlando di violazioni sistematiche di diritti costituzionali e di diritti sanciti nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che l’Italia ha firmato e ratificato.</p>



<p>Perché questo tema non è nell’agenda politica nazionale e locale e non riesce a entrare tra le iniziative della Giornata del 20 novembre?<br>E perché l’Italia ratifica convenzioni internazionali o sancisce diritti costituzionali che poi non attua?</p>



<p>Perché di questi temi, se non ne parlasse Diogeneonline, non ne parlerebbe nessuno?</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/3632612221_9d5ceb8390.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/3632612221_9d5ceb8390.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16490"/></a><figcaption>“Young girl does daily chores” by World Bank Photo Collection is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.</figcaption></figure>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. L&#8217;educazione come diritto umano fondamentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 14:41:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Nell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) viene sancito che “Ogni individuo ha diritto all&#8217;istruzione” e che “l&#8217;istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/togo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="753" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/togo-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17517" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/togo-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/togo-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/togo-768x565.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/togo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Nell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) viene sancito che “Ogni individuo ha diritto all&#8217;istruzione” e che “l&#8217;istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.</p>



<p><br>Per quanto riguarda il continente africano questo diritto non viene ancora garantito; in Africa, infatti, il tasso di analfabetismo è ancora molto alto e tantissime persone non hanno accesso all&#8217;istruzione.<br>Entro il 2030 le Nazioni Unite si sono poste l’obiettivo di garantire agli individui equità e qualità nel completamento dell’educazione primaria e secondaria, di ridurre la disparità di genere nell’istruzione e aumentare di conseguenza il tasso di alfabetizzazione della popolazione mondiale, ma La situazione in Africa, soprattutto nella parte occidentale e centrale, è catastrofica perché una persona su tre tra i 25 e i 65 anni risulta analfabeta e i genitori non sono di esempio ai figli.</p>



<p><br>Entro la metà del secolo i bambini e gli adolescenti sotto i 18 anni raggiungeranno in Africa la cifra di un miliardo e entro il 2030 in Africa subsahariana più del 70% dei bambini riceverà un’educazione insufficiente anche perché la qualità dell&#8217;educazione scolastica è abbastanza scarsa e ciò è grave in quanto l&#8217;istruzione consente alle persone di sopravvivere e prosperare, previene la trasmissione della povertà e costruisce comunità più pacifiche, maggiore impegno civico e democrazie più forti.</p>



<p>Le regioni africane del Togo e del Benin sono tra le più povere al mondo e rappresentano territori in cui un’alta percentuale della popolazione è analfabeta.<br>In Togo il tasso di alfabetizzazione è di circa il 60%, ma gli insegnanti sono così poco preparati che solo il 17% dei loro studenti è in grado di leggere o scrivere (secondo il report “Transforming education in Africa” (2021) dell’Unicef, solo il 40% degli insegnanti del Togo ha ricevuto formazione per essere qualificato).<br>In Benin, poi, la situazione è ancora più grave. Si può dire che la povertà rappresenta tanto la causa quanto la conseguenza dell’analfabetismo ed è per questo che diventa fondamentale intervenire per migliorare questa situazione.</p>
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		<title>Educazione civica: ripartiamo dalle bambine e dai bambini</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2021 07:48:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani propone un breve percorso di Educazione civica rivolto agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado. A partire dalla visione condivisa di cortometraggi, documentari, film, trailer si&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><em>Associazione Per i Diritti umani</em> propone un breve percorso di Educazione civica rivolto agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado.</p>



<p>A partire dalla visione condivisa di cortometraggi, documentari, film, trailer si prendono in considerazione argomenti di stretta attualità: ambiente, migrazioni, parità di genere, giustizia sociale, etc.</p>



<p>Per la scuola primaria, in particolare, il tema principale di intervento riguarda la TUTELA dell&#8217;AMBIENTE, con un riferimento al rapporto (che deve tornare ad essere rispettoso) con la Natura. Anche per chi vive nelle città, però, è importante acquisire consapevolezza dei comportamenti corretti e di quelli errati, per potersi riconciliare con il territorio in cui si vive e per garantire ai giovani un futuro migliore.</p>



<h1>OBIETTIVI del percorso per la scuola PRIMARIA</h1>



<p>Riflettere sul tema della tutela dell&#8217;ambiente in cui viviamo e dei territori anche lontani</p>



<p>Considerazione delle conseguenze dei cambiamenti climatici, dei nostri comportmenti, delle nostre scelte e stili di vita, per le persone e per gli animali</p>



<p>Capire quali siano le buone e cattive pratiche nella nostra quotidanità (a partire dai comportamenti in classe)</p>



<p>Ragionare sul tema della “responsabilità”</p>



<h1>METODOLOGIA di LAVORO</h1>



<p>L&#8217;esperta propone la visione di cortometraggi/documentari (brevi)</p>



<p>Dopo la visione verrà avviata una discussione con i bambini, stimolata da alcune domande che riguardarenno anche la capacità di mettersi nei panni dei personaggi delle opere filmiche per un gioco di ruolo atto a suscitare emozioni e riflessioni critiche sui temi proposti.</p>



<p>Ai bambini sarà chiesto di disegnare o una scena che li ha colpiti maggiormente/ oppure il personaggio con cui si identificano (il più simpatico) spiegando il motivo della scelta/ oppure ancora – per i più grandi – di continuare la storia&#8230;per iscritto. Questo per stimolare la loro fantasia e la competenza di scrittura creativa.</p>



<p>I prodotti finali saranno pubblicati sul sito <a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><u>www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</u> </a>e su tutti i canali dell&#8217;associazione. Se possibile, si potrà realizzare una mostra all&#8217;interno dell&#8217;istituto scolastico alla presenza delle insegnanti, degli alunni, dei dirigenti, dei genitori e di chi</p>



<p>vorrà&#8230;</p>



<h1>DURATA e COSTI</h1>



<p>I laboratorio prevede 2 ore ad incontro. Il numero degli incontri può essere aumentato, previo accordo per le date e gli orari, a seconda delle esigenze e delle possibilità della scuola.</p>



<p>Gli incontri sono realizzati online, su piattaforma ZOOM, tutto organizzato e gestito dall&#8217;esperta, senza alcun problema, quindi, da parte delle/degli insegnanti.</p>



<p>Il costo per le 2 ore totali cad. incontro è di 100 euro per ciascuna classe coinvolta.</p>



<p><strong>Per</strong><strong>qualsiasi</strong><strong>ulteriore</strong><strong>informazione: </strong>info@peridirittiumani.com/cell: 333.5617914</p>



<p>A cura di</p>



<p>Alessandra Montesanto <a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><u>www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</u></a></p>
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		<title>Bullied to death: contro l&#8217;omotransfobia e per la maturazione della società</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2021 07:40:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata ( e della settimana) internazionale contro l&#8217;omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, vi consigliamo il film Bullied To Death di Giovanni Coda. Il regista prende spunto dalla vera&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In occasione della <strong>Giornata ( e della settimana) internazionale contro l&#8217;omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia,</strong> vi consigliamo il film <strong><em>Bullied To Death</em></strong> di Giovanni Coda. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="722" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/locandina-Bullied-to-Death--722x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15341" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/locandina-Bullied-to-Death--722x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 722w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/locandina-Bullied-to-Death--212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/locandina-Bullied-to-Death--768x1089.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/locandina-Bullied-to-Death--1083x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1083w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/locandina-Bullied-to-Death-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1111w" sizes="(max-width: 722px) 100vw, 722px" /></figure>



<p>Il regista prende spunto dalla vera storia di uno youtuber suicidatosi in seguito ad una sequenza di gravi atti legati al bullismo scolastico e al cyber bullismo di stampo <strong>omofobo e grassofobo</strong> dopo il suo coming out come omosessuale. Il suo nome era <strong>Jamey Rodemeyer</strong>, viveva a Buffalo e aveva anche partecipato al progetto <strong>It Gets Better</strong>, che ha avuto una versione italiana chiamata <em>Le cose cambiano</em>. Rodemeyer ci ha lasciato nel settembre del 2011. Aveva scelto di essere una figura pubblica per dare il proprio contributo nell’aiutare altri adolescenti lgbt+ e per riscattarsi. Aveva una grande ammirazione per <strong>Lady Gaga</strong>, a sua volta attaccata dai bulli, e a lei dedicò il suo ultimo tweet prima di impiccarsi. La sua storia ha fatto il giro del mondo e serie americane come <em>Glee </em>vi alludono per l’importanza che ha avuto nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica.</p>



<p>Il regista e sceneggiatore Giovanni Coda lega alla storia di Jamey le storie di altre persone gay, lesbiche e trans, vittime di attacchi omofobi, uccise o indotte al suicidio, in diverse parti del mondo. Coda nel 2016 immagina che il <strong>17 maggio 2071</strong>, a sessant’anni dalla morte del giovane, durante la Giornata internazionale contro contro l&#8217;omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, un gruppo di artisti si ritrovi unito in una performance commemorativa che attraversa l’arco dell’intera giornata. Attori e performer si alternano nell’incarnare la voce narrante. “La storia di Jamey Rodemayer è la più nota &#8211; spiega il regista &#8211; ma nel film ne cito anche altre: <strong>Matthew Shepard </strong>fu massacrato e ucciso. <strong>Duduzile Zoso</strong> era lesbica e fu violentata prima di esssere uccisa. <strong>Zachary Dutro-Boggess </strong>fu ucciso dalla madre perché semplicemente temeva poteva essere gay. <strong>Leelah Alcorn </strong>era una ragazza trans che si suicidò. Episodi di violenza di genere e omotransfobica si registrano ogni giorno, ovunque”, prosegue Coda.“ Il mio film infatti non identifica alcun luogo preciso: è un film ambientato, letteralmente, nel mondo. Per questo ho scelto <strong>attori italiani, sardi, e un attore internazionale come Tendal Mann</strong>. Come con il precedente <em>Il Rosa Nudo, anche Bullied To Death </em>ha ottenuto <strong>premi in tutto il mondo</strong> e ne sono felice perché le mie non sono solo opere d’arte, ma anche strumenti per dire, ad esempio, che<strong> i media devono fare la propria parte</strong> e che il <strong>ddl Zan</strong> va approvato subito.”</p>



<p><em>Bullied To Death</em> ha vinto il Premio al Miglior Lungometraggio all’Omovies Festival di Napoli, Italia, l’Humanity Award all&#8217;Amsterdam New Renaissance Film Festival, il Premio al Miglior Lungometraggio a L&#8217;Aquila LGBT Film Festival, il Best Avant-Garde Innovation Award al Melbourne Documentary Film Festival e ha ottenuto menzioni speciali in altri festival.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Bullied-to-Death-immagine-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15340" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Bullied-to-Death-immagine-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Bullied-to-Death-immagine-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Bullied-to-Death-immagine-1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Bullied-to-Death-immagine-1-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Bullied-to-Death-immagine-1-2048x1366.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Giovanni Coda </strong>(Cagliari, 1964) è attivo dagli anni Novanta come regista, artista multidisciplinare e operatore culturale. La sua filmografia è estremamente sensoriale e fonde <strong>cinema, fotografia e arti performative</strong> muovendosi tra schemi narrativi atipici e utilizzando generi, linguaggi e discipline diverse. Coda ha dedicato una trilogia al tema della <strong>violenza</strong>. Il suo prossimo film <strong><em>Storia di una lacrima</em></strong> (2021) è ispirato alla storia di <strong>Piergiorgio Welby</strong>, attivista e politico radicale che gravemente malato chiese l’eutanasia e morì infine nel 2006 riuscendo ad ottenere il distacco del respiratore artificiale che lo teneva in vita contro la sua volontà.&nbsp;</p>
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		<title>Un&#8217;attività di caviardage a partire dal libro &#8220;Yaguine e Fodè. Una storia di speranza&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 16:08:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha portato presso la scuola media Carlo Porta di Milano gli autori del bel libro &#8220;Yaguine e Fodè. Una storia di speranza&#8221;, Marco Sonseri e Rosario Riginella. Una professoressa&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha portato presso la scuola media Carlo Porta di Milano gli autori del bel libro &#8220;Yaguine e Fodè. Una storia di speranza&#8221;, Marco Sonseri e Rosario Riginella.</p>



<p>Una professoressa attenta e creativa, Alessandra Giorgetti, ha fatto lavorare gli alunni della lasse IIH su due pagine del testo con la tecnica del caviardage, selezionando parole e scrivendo poesie. </p>



<p>Ecco a voi il risultato! A testimonianza che dalla lettura di un libro possono, poi, susseguirsi riflessioni e approfondimenti che mescolano altre forme d&#8217;Arte e di Cultura. Nel coinvolgimento di tutti e per esprimere emozioni. </p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Yaguine-e-Fode_1.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p>Siamo felici delle attività che stiamo svolgendo nelle scuole quest&#8217;anno e speriamo di poter continuare sempre di più. </p>



<p>Per contattarci: info@peridirittiumani.com </p>



<p></p>
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