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	<title>ANPI Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>ANPI Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>25 Aprile: giorno della Libertà, giorno della Memoria</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 07:36:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Giovanni Marilli, della sezione 3 dell&#8217;A.N.P.I. XXV Aprile che ringrazia e ringrazia anche Luisa Pesavento per il contatto. Perchè è importante celebrare la ricorrenza&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="500" height="375" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/iscrivitipertini.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13919" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/iscrivitipertini.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/iscrivitipertini-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p>di Alessandra Montesanto </p>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha intervistato Giovanni Marilli, della sezione 3 dell&#8217;A.N.P.I. XXV Aprile che ringrazia e ringrazia anche Luisa Pesavento per il contatto. <br><br><br><br>Perchè è importante celebrare la ricorrenza del 25 Aprile, ancora e ancora? <br><br><strong><em>Il 25 Aprile, il giorno della Liberazione, per noi è soprattutto il giorno della memoria. Il giorno       segnato sul calendario nel quale sublimiamo la conoscenza di ciò che è avvenuto in questo Paese, ossia la capacità di un popolo intero di  riprendere in mano il proprio destino dopo venti anni di  regime fascista, venti anni di soppressione delle libertà, di eliminazione fisica degli oppositori e   dei &#8220;diversi&#8221;. Vent&#8217;anni di svuotamento di ogni forma di partecipazione democratica, di                  annichilimento della coscienza civile. Vent&#8217;anni di violenza elevata a rango di strumento di            contesa politica, vent&#8217;anni di razzismo, di guerre, di miseria, Il 25 Aprile è lo spartiacque ideale    tra il torpore di una massa ridotta a suddito e il risveglio di un popolo che prende consapevolezza dei propri diritti e delle proprie speranze, di un popolo che si autodetermina nella Resistenza         prima e nella Costituzione Repubblicana poi. Per questo è importante ricordare il 25 Aprile. Serve a tornare per un attimo su quello spartiacque, su quel crinale, e vedere cosa c&#8217;era prima e cosa c&#8217;è stato dopo.</em></strong><br><br>I giovani di oggi sono, a suo parere, abbastanza consapevoli delle vicende storiche e di alcune storie           individuali che hanno segnato il mondo negli anni precedenti e successivi la Seconda Guerra Mondiale?<br> <br><strong><em>Noi andiamo nelle scuole, il luogo privilegiato per parlare con i più giovani, in modo, con loro, da tenere viva la memoria. Tanto per dare qualche numero nel 2018 abbiamo avuto circa 39000           contatti con le scuole. Proviamo a raccontare loro che una conquista non è per sempre, che quello che i nostri padri e nonni, le nostre madre e nonne hanno conquistato, quello che i e le Costituenti hanno costruito è un dono prezioso;  che questo dono ci è stato lasciato in custodia e occorre         conservarlo con cura. E che occorre vigilare e impegnarsi per l&#8217;attuazione completa del dettame  costituzionale. A me piace dire che la Costituzione sono le regole del gioco, che non basta giocare secondo le regole, ma che occorre stare in guardia perché le regole le osservino tutti e chiedere     conto all&#8217;arbitro quando le si rileva qualche abuso.  La sfida è come rendere quel passato che si   allontana, ogni anno di più, e che rischia di apparire così remoto,  attuale, vivo, concreto. Nel       dialogo con i più giovani ci sorprende la curiosità, le domande che raramente sono banali, la loro voglia di capire l&#8217;oggi in relazione allo ieri. Scorgiamo la sorpresa di alcuni o la consapevolezza di altri che, seppure le vicende storiche possano essere collocate in contesti diversi, i valori che le      sottendono sono valori universali. Se ai giovani la Resistenza e la Costituzione vengono spiegate  per quello che sono, ossia carne e sangue per parafrasare un celebre monito di Pietro                        Calamandrei, e non sono ridotte a un sermone frontale,  allora i giovani rischiano anche di           appassionarsi. Non credo a giovani svogliati: è più facile credere a vecchi malvissuti.              </em></strong><br><br>Possiamo stabilire alcune analogie tra la propaganda del primo novecento e i giorni nostri? E, in caso affermativo, in che modo possiamo decostruire una certa mentalità intrisa di odio e di violenza?<br>   <br><strong><em>Sicuramente ci sono analogie preoccupanti, per quanto, secondo me,  la storia non si ripeta mai   due volte ( e neanche sotto forma di farsa). Viviamo una situazione di disagio economico diffuso e di drammatica disuguaglianza di fatto nell&#8217;accesso ai diritti, anche quelli più elementari. E come sempre è accaduto nella storia, la disperazione porta facilmente a individuare capri espiatori, la frustrazione rabbiosa può essere più facilmente convogliata a scaricarsi verso gli ultimi, i più       indifesi. Le tecnologie della comunicazione attuali sono enormemente più potenti e capillari di     quelle dei primi del &#8216;900 e questo rende ancora più complesso lo scenario, più oneroso lo sforzo di chi sente il dovere di rovesciare certi pregiudizi, di contrastare certe sub-culture violente,               prevaricatrici, spietatamente razziste. Purtroppo non ci sono ricette semplici, anzi la sfida sta     nel proporre risposte complesse a problemi che sono complessi.  Grandi questioni che soltanto      chi,</em></strong> <em><strong>per mala fede o per pura insipienza, </strong></em><strong><em>si fa portatore di una cultura di odio e di prevaricazione si compiace nel semplificare. Di fronte alla irrefrenabile velocità dell&#8217;accumulare &#8220;like&#8221; grazie a   battute ad effetto, di fronte all&#8217;impulso di rispondere colpo su  colpo e con colpi sempre più forti e dirompenti, di fronte al desiderio di spingersi sempre più in alto per spiccare dall&#8217;anonimato        calpestando, se serve, quelli attorno,  mi viene in mente quell&#8217;invito di Alex Langer  condensato in tre parole che rovesciano il motto olimpico: lentius, suavius, profundius. Direi di ripartire da qui.</em></strong><br><br>Quest&#8217;anno, il 25 Aprile, si celebra in un&#8217;epoca toccata da una pandemia mondiale: quali sono i pericoli &#8211; a livello politico e sociale &#8211; a cui potremmo andare in contro, data anche la debacle economica in cui versa e verserà il nostro Paese?<br><br> <strong><em>A questa domanda credo siano appropriate le parole di Carlo Smuraglia, presidente emerito dell&#8217;ANPI :&#8221;Se la memoria deve essere, prima di tutto, conoscenza e consapevolezza, il 25 aprile           dobbiamo necessariamente guardarci attorno e pensare al futuro, che si profila pessimo,               estremamente difficile, fortemente pericoloso. Avremo, quando saranno finiti gli effetti                    immediati del Coronavirus, degli effetti economici e sociali di una gravità inaudita. E come            sempre (l’esperienza degli anni 20 insegna) situazioni del genere sono molto pericolose per la        stessa democrazia.“Festeggiare” il 25 aprile significa, dunque, oggi anche capire il presente e         prepararci per l’avvenire. Toccherà ancora una volta ai più consapevoli (e speriamo siano la       maggioranza del Paese) prendere in mano il destino proprio e quello della nazione, combattendo le disuguaglianze e la povertà, creando condizioni di lavoro e di vita improntate ad una profonda socialità; occorrerà un impegno fortissimo di chiunque ami la libertà e creda nella Costituzione,   fare il possibile per liberarci non solo dai guai sanitari, ma anche dei problemi economici e            sociali che inevitabilmente colpiranno il Paese.Se siamo usciti da un dopoguerra difficilissimo,    dopo il 25 aprile 1945, se abbiamo dato vita ad una Costituzione tra le più avanzate del mondo,     sappiamo oggi che dovremo fare altrettanto anche questa volta, per consegnare ai nostri figli ed ai nostri nipoti un Paese libero, uguale e solidale, contro ogni forma di odio, di fascismo e di          razzismo. E ciò in nome di quel sogno di libertà per cui dettero la vita tante donne e tanti uomini nel periodo fascista e nella Resistenza. Sarà questa la nostra forza; e con questo spirito potremo  intonare ancora una volta la nostra canzone più cara. Bella Ciao, non per festeggiare una data    guardando al passato, ma per affrontare con forza, decisione e impegno un futuro di pace, di       democrazia, di libertà.&#8221; </em></strong><br><br> Ricordiamo perchè si canta &#8220;Bella Ciao&#8221; (Ripresa, ultimamente, anche da una celebre serie tv spagnola&#8230;)? <br><br><strong><em>Per la &#8220;storia&#8221; di Bella Ciao  rimando al sito dell&#8217;ANPI  <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.anpi.it/articoli/849/bella-ciao?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.anpi.it/articoli/849/bella-ciao?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>  Credo che ci riconosciamo in Bella Ciao perchè nelle parole di Bella Ciao, nel ritmo, nella cadenza, echeggia un  sentire universale di resistenza e di libertà che ci accomuna tutti a qualunque              latitudine</em></strong> .<br><br><br>https://youtu.be/mQBbgre25Qs?utm_source=rss&utm_medium=rss</td></tr></tbody></table>
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		<item>
		<title>ANPI Milano: la caserma Montello e l&#8217;accoglienza</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2016 08:20:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Durante il mese di agosto e nei primi giorni di settembre ANPI di zona 8 ha cominciato a manifestare i primi segnali di solidarietà e di benvenuto alle persone che arriveranno alla Caserma Montello.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/thMHWNP8M7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6937" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6937" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/thMHWNP8M7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="thMHWNP8M7" width="299" height="136" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">La riunione di ieri sera presso la sede FIOM di Via Varesina è stata molto partecipata: hanno partecipato singoli cittadini, associazioni e movimenti, qualche partito politico.</p>
<p align="JUSTIFY">Assenti (a meno di nostra svista) rappresentanti delle Istituzioni cittadine, sia del Municipio 8 che del Comune di Milano.</p>
<p align="JUSTIFY">Non ci aspettavamo rappresentanti del Governo.</p>
<p align="JUSTIFY">A questa riunione seguiranno iniziative concrete per mostrare il volto democratico della zona 8 e di tutta Milano, per far trovare a quelli che ci piacerà considerare i nuovi cittadini della zona 8 un quartiere accogliente e solidale.</p>
<p align="JUSTIFY">Abbiamo con piacere saputo che un gruppo di Cittadini (per una zona 8 solidale) ha lanciato una petizione in rete (change.org) dal titolo: &#8220;Caserma Montello: no al razzismo, si&#8217; alla solidarietà'&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Anche loro hanno partecipato ieri alla riunione promossa da ANPI.</p>
<p align="JUSTIFY">E’ emersa da parte della grande maggioranza degli interventi la volontà di interloquire con le Istituzioni Cittadine (Municipio 8 e Comune) e del Governo (Prefettura).</p>
<p align="JUSTIFY">In questo senso deve essere inquadrato il nostro intervento di questa sera in questo spazio.</p>
<p align="JUSTIFY">Istituzioni che fino ad ora non hanno giocato un ruolo propositivo nei confronti dei Cittadini.</p>
<p align="JUSTIFY">Ci chiediamo che senso abbia avuto far cadere nel dimenticatoio una delibera approvata dal Consiglio di Zona 8 proprio sull’utilizzo delle caserme per l’accoglienza e poi durante il mese di agosto, senza prima aver informato e coinvolto i cittadini, far sapere attraverso la stampa della decisione presa.</p>
<p align="JUSTIFY">Sappiamo che non c’entrano né il Municipio 8 né il Comune di Milano in questa decisione, ma non ci si può tirare indietro e scaricare responsabilità su altri. Bisogna pretendere di giocare una parte attiva in questo progetto e non solo recepire decisioni altrui.</p>
<p align="JUSTIFY">Ci chiediamo che senso abbia avuto dare credibilità a certi personaggi trascurando tra l’altro chi nello stesso momento stava manifestando la propria solidarietà alle persone che verranno accolte.</p>
<p align="JUSTIFY">Ci chiediamo che senso abbia continuare a portare avanti l’accoglienza gestendola come un’emergenza senza rendersi conto che i fenomeni migratori non si possono arrestare e continueranno ad interessarci.</p>
<p align="JUSTIFY">Siamo convinti che l’accoglienza debba essere praticata come un valore, e non come una cosa che si è costretti a fare perché non vi sono alternative.</p>
<p align="JUSTIFY">L’accoglienza deve essere fatta, ma deve essere fatta bene.</p>
<p align="JUSTIFY">La Caserma Montello non dovrà essere un ghetto dove le persone saranno rinchiuse, ma dovrà diventare un interscambio di esperienze tra i vecchi e i nuovi cittadini, per permettere a tutte e a tutti di vivere questa esperienza come occasione di arricchimento, senza paure e timori.</p>
<p align="JUSTIFY">Allora chiediamo al Municipio 8:</p>
<p align="JUSTIFY">voi conoscete il progetto? sapete chi gestirà la Caserma Montello? Saranno previsti spazi per le associazioni di volontariato? Chi controllerà che tutto funzioni a dovere? In che modo i cittadini potranno essere coinvolti per evitare che le persone che arriveranno si sentano rinchiuse ed escluse?</p>
<p align="JUSTIFY">Abbiamo progetti importanti che nei prossimi giorni verranno meglio definiti, che a qualcuno potranno sembrare pretenziosi e utopistici.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma sarà l’unico modo per abbattere i muri e i pregiudizi.</p>
<p align="JUSTIFY">Invitiamo quindi il Municipio 8 a renderci partecipi nei momenti in cui si discuterà di tutto questo, che speriamo saranno previsti a breve.</p>
<p align="JUSTIFY">Grazie per l’attenzione.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> vi invita a firmare la petizione che trovate a questo link, grazie:</p>
<p><a href="https://www.change.org/p/sindaco-sala-caserma-montello-no-al-razzismo-s%C3%AC-alla-solidariet%C3%A0/sponsors/new?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/sindaco-sala-caserma-montello-no-al-razzismo-s%C3%AC-alla-solidariet%C3%A0/sponsors/new?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>La rimozione forzata della memoria</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 05:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Angelo D&#8217;Orsi (da Il Manifesto) «Ad Auschwitz, uno dei monu­menti più note­voli tra quelli dedi­cati alle varie comu­nità degli inter­nati è&#160;il cosid­detto &#8220;Memo­riale Ita­liano&#8221;».Vogliono spostarlo da quel luogo. . Perchè no. Ad Ausch­witz,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
Angelo D&#8217;Orsi   (da<br />
Il Manifesto)</div>
<p></p>
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</div>
<p></p>
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 Auschwitz, uno dei monu­menti più note­voli tra quelli<br />
 dedi­cati alle varie comu­nità degli inter­nati è&nbsp;il<br />
 cosid­detto &#8220;Memo­riale Ita­liano&#8221;».Vogliono<br />
 spostarlo da quel luogo. . Perchè no. </i>
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<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="more"></a>Ad<br />
 Ausch­witz, uno dei monu­menti più note­voli tra quelli<br />
 dedi­cati alle varie comu­nità degli inter­nati è&nbsp;il<br />
 cosid­detto «Memo­riale Ita­liano». Un paio di anni or<br />
 sono le auto­rità polac­che deci­sero di chiu­derlo<br />
 al pub­blico, nel silen­zio del governo ita­liano,<br />
 e&nbsp;dell’Aned, in teo­ria pro­prie­ta­ria<br />
 dell’opera. Pochi mesi fa la sovrin­ten­denza del campo,<br />
 ormai museo, ha deciso di pro­ce­dere alla rimo­zione<br />
 del Memo­riale. La sua colpa? Quella di ricor­dare che nei<br />
 lager non furono sol­tanto depor­tati e&nbsp;ster­mi­nati<br />
 gli ebrei, ma gli slavi, i&nbsp;sinti, i&nbsp;rom, i&nbsp;comu­ni­sti<br />
 insieme a&nbsp;social­de­mo­cra­tici e&nbsp;cat­to­lici,<br />
 gli omo­ses­suali, i&nbsp;disa­bili. Quel Memo­riale<br />
 opera egre­gia, alla cui idea­zione, su pro­getto dello<br />
 stu­dio BBPR (Banfi Bel­gio­joso Perus­sutti Rogers,<br />
 il pre­sti­gioso col­let­tivo mila­nese di cui<br />
 faceva parte Ludo­vico Bel­gio­joso, già inter­nato<br />
 a&nbsp;Buche­n­wald) col­la­bo­ra­rono Primo<br />
 Levi, Nelo Risi, Pupino Samonà, Luigi Nono…, ha dei «torti»<br />
 aggiun­tivi, come l’accogliere fra le sue tante deco­ra­zioni<br />
 e&nbsp;sim­bo­lo­gie anche una falce e&nbsp;mar­tello,<br />
 e una immagine di Anto­nio Gram­sci, icona di tutte le<br />
 vit­time del fasci­smo.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ora,<br />
 ai gover­nanti polac­chi, desi­de­rosi di rimuo­vere<br />
 il pas­sato, distur­bano quei richiami, agli ebrei il fatto<br />
 che il monu­mento&nbsp;metta in crisi «l’esclusiva» ebraica<br />
 rela­tiva ad Ausch­witz. Ed è grave che una città<br />
 ita­liana, Firenze, si sia detta pronta ad acco­glierlo.<br />
 Con­tro que­sta scel­le­rata ini­zia­tiva si<br />
 sta ten­tando da tempo una mobi­li­ta­zione<br />
 cul­tu­rale, che si spera possa avere un riscon­tro<br />
 poli­tico forte e oggi su que­sto si svol­gerà nel<br />
 Senato ita­liano una ini­zia­tiva di denun­cia<br />
 pro­mossa da Ghe­rush 92-Committee for Human Right e<br />
 dall’Accademia di Belle Arti di Brera. Spo­stare quel<br />
 monu­mento dalla sua sede natu­rale, equi­vale a<br />
 tra­sfor­marlo in mero oggetto deco­ra­tivo, men­tre<br />
 esso deve stare dove è nato, per il sito per il quale fu pen­sato,<br />
 a ricor­dare, pro­prio là, die­tro i can­celli del<br />
 campo di ster­mi­nio, cosa fu il nazi­smo e il suo<br />
 lucido pro­getto di annien­ta­mento, che, appunto, non<br />
 con­cer­neva solo gli ebrei, col­lo­cati in fondo<br />
 alla gerar­chia umana, ma anche tutti gli altri popoli,<br />
 giu­di­cati essere «razze infe­riori» come gli slavi,<br />
 o i nemici del Reich, comu­ni­sti in testa, o ancora gli<br />
 «scarti» di uma­nità, secondo le oscene teo­rie degli<br />
 «scien­ziati» di Hitler.</p>
<p>Insomma, la rimo­zione del<br />
 Memo­riale, è una rimo­zione della memo­ria e un’offesa<br />
 alla sto­ria. Ebbene, l’atteggiamento dell’Aned e delle<br />
 Comu­nità israe­li­ti­che ita­liane, che o<br />
 hanno taciuto, o hanno appro­vato la rimo­zione del<br />
 Memo­riale (in attesa della sua sosti­tu­zione con un<br />
 bel manu­fatto poli­ti­ca­mente adat­tato ai<br />
 tempi nuovi), appare grave.</p>
<p>E in qual­che modo richiama<br />
 le pole­mi­che di que­sti giorni rela­tive alla<br />
 mani­fe­sta­zione romana del 25 aprile.</p>
<p>Pre­messo<br />
 che la cosa «si svol­gerà di sabato», e dun­que, come ha<br />
 pre­te­stuo­sa­mente pre­ci­sato il<br />
 pre­si­dente della Comu­nità israe­li­tica<br />
 romana, gli ebrei non avreb­bero comun­que par­te­ci­pato,<br />
 la denun­cia che «non si vogliono gli ebrei», è un<br />
 rove­scia­mento della verità: non si vogliono i<br />
 pale­sti­nesi. Ed è grave l’assenza annun­ciata<br />
 dell’ANED, per la prima volta, anche se la bagarre si è<br />
 sca­te­nata sull’assenza della «Bri­gata Ebraica».<br />
 La quale ha le sue ori­gini remote niente meno in Vla­di­mir<br />
 Jabo­tin­sky, sio­ni­sta estre­mi­sta di<br />
 destra con legami negli anni ’30 mai smen­titi con<br />
 Mus­so­lini, che con­vinse le auto­rità<br />
 bri­tan­ni­che, nella I guerra mon­diale, a dar vita<br />
 a una Legione ebraica. Nel II con­flitto mon­diale, fu<br />
 Chur­chill a lasciarsi con­vin­cere a orga­niz­zare<br />
 un Jewish Bri­gade Group, inqua­drato nell’esercito<br />
 bri­tan­nico: 5000 uomini che ope­ra­rono in<br />
 par­ti­co­lare nell’Italia cen­trale,<br />
 con­tri­buendo alla libe­ra­zione di Ravenna e di<br />
 altri bor­ghi. Ebbe i suoi morti, e le sue glo­rie. Bene<br />
 dun­que cele­brarla. Ma non fu né avrebbe potuto avere un<br />
 ruolo emi­nente, come sem­bre­rebbe a leg­gere certe<br />
 dichia­ra­zioni. Ma il fuoco media­tico supera il fuoco<br />
 delle armi. E che dire di ciò che avvenne dopo? Come sto­rico<br />
 ho il dovere di ricor­darlo. Quei sol­dati diven­nero il<br />
 nucleo ini­ziale delle mili­zie dell’Irgun e del Haga­nah<br />
 — quelle che cac­cia­rono i pale­sti­nesi nella<br />
 Nakba — e poi dell’esercito del neo­nato Stato di Israele,<br />
 al quale offri­rono anche la ban­diera.</p>
<p>Si capi­sce<br />
 l’imbarazzo dell’Anpi di Roma, tra l’incudine e il mar­tello.<br />
 Ma quando leggo che il suo pre­si­dente afferma che «i<br />
 pale­sti­nesi non c’entrano con lo spi­rito della<br />
 mani­fe­sta­zione», mi vien voglia di chie­der­gli<br />
 se gli amici di Neta­nyahu c’entrino di più. Altri hanno<br />
 dichia­rato in que­sti giorni che biso­gna lasciar<br />
 par­lare solo chi ha fatto la guerra di libe­ra­zione;<br />
 ma se così intanto andreb­bero cac­ciati dai pal­chi<br />
 tanti trom­boni in cerca di applausi; e soprat­tutto se si<br />
 adotta que­sta logica è evi­dente che tra poco non ci sarà<br />
 più modo di festeg­giare il 25 aprile, per­ché, ahimè, i<br />
 par­ti­giani saranno tutti scom­parsi.</p>
<p>E<br />
 allora — visto l’articolo 2 dello Sta­tuto dell’Anpi che<br />
 riven­dica un pro­fondo legame con i movi­menti di<br />
 libe­ra­zione nel mondo — come non dare spa­zio a chi<br />
 oggi lotta per libe­rarsi da un regime oppres­sivo,<br />
 discri­mi­na­to­rio come quello israe­liano,<br />
 rap­pre­sen­tato ora dal governo di destra di<br />
 Neta­nyahu? Chi più dei pale­sti­nesi ha diritto oggi a<br />
 recla­mare la «libe­ra­zione»? E invece temo si vada<br />
 verso que­sto (addi­rit­tura in que­ste ore in forse<br />
 a Roma) e i pros­simi 25 Aprile inges­sati e<br />
 reistituzionalizzati.</p></div>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione4">
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione5">
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 643px;">
<tbody>
<tr>
<td width="643">
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>Una manifestazione per una città antifascista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 15:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI]]></category>
		<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti Umani sostiene la seguente manifestazione: Sabato 29 Novembre 2014: mobilitazione antifascista dell&#8217;ANPI di Milano nella giornata del tesseramento Sulla base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano un&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti Umani<br />
sostiene la seguente manifestazione:</p>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Sabato<br />
29 Novembre 2014: mobilitazione antifascista dell&#8217;ANPI di Milano</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>nella<br />
giornata del tesseramento</b></div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Sulla<br />
base delle notizie apparse sulla stampa dovrebbe svolgersi a Milano<br />
un raduno neonazista degli Hammerskin, con band musicali provenienti<br />
da diversi Paesi europei.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Il<br />
raduno nenoazista, per i suoi contenuti antisemiti e razzisti si pone<br />
in aperto contrasto con i principi della Costituzione repubblicana<br />
nata dalla Resistenza, con le leggi Scelba e Mancino e costituisce<br />
una inaccettabile offesa a Milano Città Medaglia d&#8217;Oro della<br />
Resistenza.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
L&#8217;ANPI<br />
Provinciale di Milano fa appello alle forze politiche democratiche,<br />
alle istituzioni, e alle autorità perchè intervengano per impedire<br />
che il raduno si svolga ancora una volta a Milano,come avvenuto lo<br />
scorso anno nel quartiere di Rogoredo.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
L&#8217;ANPI<br />
di Milano si rivolge in particolare al Sindaco Giuliano Pisapia, al<br />
quale chiede <strong>una<br />
sua autorevole pubblica presa di posizione in cui si ribadisca che,<br />
soprattutto in vista </strong><strong>del<br />
70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della</strong><strong><br />
Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e<br />
manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei<br />
Caduti per la Libertà. </strong>
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
L&#8217;ANPI<br />
Provinciale di Milano si ritroverà, sabato 29 Novembre a partire<br />
dalle ore 14, in via Mercanti, davanti alla Loggia, luogo emblematico<br />
della Resistenza milanese, per la giornata nazionale del tesseramento<br />
che assumerà quindi il carattere di una ferma e unitaria risposta a<br />
questa ennesima provocazione neofascista e per riaffermare il<br />
carattere antifascista della nostra Carta Costituzionale.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Chiamiamo<br />
sin d&#8217;ora le Associazioni della Resistenza, le forze politiche<br />
democratiche, i cittadini, a partecipare alla mobilitazione da noi<br />
promossa per ribadire la nostra ferma opposizione al preoccupante<br />
ripetersi di iniziative e manifestazioni antisemite, razziste e<br />
xenofobe che si ripetono a Milano, città antifascista, democratica e<br />
multietnica.</div>
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