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	<title>antropologi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Corpi e dispositivi di Potere nelle democrazie contemporanee</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2019 08:06:32 +0000</pubDate>
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<p>Oggi
vogliamo riportare alcune considerazioni dei Prof. Laura Bazzicalupo
e Manlio Iofrida sul tema: “Corpi e dispositivi del Potere nelle
democrazie contemporanee”, conferenza che ha arricchito il
programma del Ri-Festival di Bologna (11-1 aprile 2019) organizzato
dalla Rete degli Universitari. 
</p>



<p><strong>Laura
Bazzicalupo</strong></p>



<p>Il
corpo è qualcosa di ambivalente; noi siamo il nostro corpo, è una
nostra proprietà. E&#8217; l&#8217;elemento più differenziale possibile, è il
luogo della differenza. Il bambino lo usa senza consapevolezza, gli
adulti invece hanno un corpo: noi abbiamo un corpo perchè siamo
inseriti in una cultura che esercita un potere di governo. Agamben
dieva che il potere politico si è sempre espresso sui corpi e
diventa, così, <em>bios</em>,
vita governata, non più pura. 
</p>



<p>La
biopolitica coincide con la modernità liberale e democratica dove
entra un altro livello di Potere che è quello del capitalismo:
l&#8217;Economia è il Potere che oggi dà forma alla vita. Questo Potere
si esercita per incentivare la produttività, la potenza del corpo
del governato. Il governato viene riempito di saperi per per produrre
di più, il plusvalore perchè guai a noi se non c&#8217;è crescita! Il
corpo, quindi, va migliorato secondo leggi che sanno come ottimizzare
le sue potenzialità. Si viene a creare una relazione di Potere
(padre-figlio, insegnante-studente,datore di lavoro-operaio, etc.) in
cui qualcuno sa di essere agìto secondo un principio di verità
naturale secondo il corpo stesso e qui entrano di prepotenza la
Biologia e l&#8217;Economia che raccontano entrambe come si produce la
potenza del vivente; queste due scienze entrano nell&#8217;ottica della
governabilità del vivente. Il medico, ad esempio, offre
quell&#8217;insieme di saperi che rende l&#8217;individuo governabile perchè,
oggi, il corpo è fatto oggetto di Potere. Si cerca, inoltre, di
dividere gli individui in base a gruppi dove i sani sono le persone
produttive e gli insani quelle escluse. 
</p>



<p>Ma
il corpo è naturalmente anarchico, resiste al potere. Dalla fine
degli anni&#8217; 60 &#8211; quando si esce dalla fabbrica per arrivare al
post-fordismo &#8211; il corpo, unificato e docile, inizia a reclamare le
differenze e nascono i primi movimenti, le manifestazioni
(femminismo, identità), ma successivamente il neoliberalismo
ricomincia a fare leva sul corpo, considerandolo capitale umano e
investe su quello all&#8217;interno di una società sempre più
competitiva.</p>



<p><strong>Manlio
Iofrida</strong></p>



<p>Usciamo
da una fase post-industriale e post-moderna che ha corrisposto a una
visione (tra la fine degli anni &#8217;70 e gli anni &#8217;80) in cui il Potere
è affermato come linguaggio-merce con una smaterializzazione del
mondo, in cui tutto è, appunto, linguaggio e in cui la società
diventa trasparente (Vattimo) e il mondo ha vinto il limite, la
materia.</p>



<p>Con
il Neoliberismo in atto oggi, con la crisi economica ed ecologica, si
delinea l&#8217;idea di progresso, di sviluppo. Il problema è che l&#8217;idea
di sviluppo illimitato non esiste e torna la questione della
vita-terra-corpo che si dimostrano resistenti allo sviluppo
illimitato e ciò significa che non tutto è riducibile al
linguistico, alla comunicazione.</p>



<p>Gioco,
flessibilità, libertà di essere: su questo si basa l&#8217;azione del
nuovo Potere di tipo neoliberista, ma la Natura e il mondo hanno un
limite. Io appartengo all&#8217;ambiente (l&#8217;inerenza di Merlot-Ponty) e qui
c&#8217;è una logica precisa per cui i soggetto cura se stesso in
relazione ad altri soggetti: quello che sto facendo appartiene a un
“noi” e mi trascende. 
</p>



<p>Nel
capitalismo moderno, invece, come si inseriscono i concetti di
“uguaglianza” e di “libertà”? Andrebbero riformulati in
chiave ecologica. La libertà moderna è un principio di volontà
infinito, illimitato, mentre la libertà ecologica è una libertà di
essere inerente a un mondo che deve essere rispettato e la Natura è
il dispositivo che seleziona ciò che è umano e ciò che non lo è.
Per Fucault non c&#8217;è il desiderio affermativo perchè non muove da
individui-soggetti. Per lui non c&#8217;è un luogo del non-governo; io
piego la forza che mi investe. Deleuze pensa un livello impersonale
della produttività, affermando che siamo assoggettati ad un
determinato ruolo e che dobbiamo liberarci dai codici per arrivare
come singolarità all&#8217;interno di una corrente di produttività (e di
Potere) che esce dalla fabbrica, dove i mezzi sono immediatamente nel
sociale. Ma questo è ancora un Mito perchè continuano ad esistere i
lavori servili, il lavoro di fabbrica, lo schiavismo, il lavoro
dipendente, precario, etc.</p>



<p><strong>Laura
Bazzicalupo</strong></p>



<p>Oggi
il Potere non è più esercitato SULLA vita, ma NELLA vita, ma nello
stesso tempo, sollecita le forze del governato: coloro che si
ribellano, lo fanno basandosi sugli stessi criteri del Potere. Il
Colonialismo ha imposto una cultura che ha finito per forgiare, per
costruire una resistenza e c&#8217;è resistenza anche quando è passiva,
quando si prepara il cambiamento. Siamo tutti assoggettati, ma ognuno
ha le potenzialità per mettere in atto il cambiamento.</p>
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