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	<title>associazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;L&#8217;Italia è una Repubblica fondata sul lavoro (?)&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2026 11:56:32 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/05/1-maggio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="750" height="454" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/05/1-maggio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18223" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/05/1-maggio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/05/1-maggio-300x182.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Di Martina Foglia</p>



<p>Il primo maggio festa dei lavoratori&#8230;Una definizione non proprio esatta perché secondo me c&#8217;è poco da festeggiare, continuano le morti sul lavoro a causa dell&#8217;assenza di sicurezza, gli strumenti di protezione, per i giovani è difficilissimo trovare lavoro E quando lo trovano, dopo mille peripezie e fatiche, vengono assunti di tre mesi in tre mesi, domandandosi: &#8220;E domani cosa sarà di me?&#8221;. Spesso sono costretti a prendere una decisione che non avrebbero voluto, cioè andare all&#8217;estero. Insomma in Italia avere un contratto stabile a tempo indeterminato è ancora un miraggio o per dirla in maniera più brutale forse una botta di culo? Non manca solo la sicurezza fisica, che possa rendere il posto di lavoro un posto protetto da pericoli così da evitare le morti che ancora oggi sono tantissime, troppe, ma manca anche la sicurezza psicologica, quella di poter dire: &#8220;Finalmente posso costruire un futuro solido qui nel mio Paese senza dover per forza andare via&#8221;. Per non parlare della fatica che fanno persone come me a trovare lavoro, persona con disabilità che alla fine rinunciano per troppi cavilli burocratici e barriere culturali nonché architettoniche. </p>



<p>Infine, vogliamo parlare della retribuzione esigua per non dire da fame che molti datori di lavori offrono? Badate bene il nostro governo avrebbe le risorse per investire nel lavoro, ma preferisce investire negli armamenti e finanziare le guerre! </p>



<p>Facciamo sentire la nostra voce per la tutela dei nostri diritti, che anche in quest&#8217;ambito vengono quotidianamente calpestati così come la nostra dignità di persone, di cittadini di un Paese, l&#8217;Italia, che non ci tutela! Articolo uno della costituzione: &#8220;l&#8217;Italia è una Repubblica fondata sul lavoro&#8221; (?): il punto di domanda per me è d&#8217;obbligo perché non ne sono più così sicura.</p>
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		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. &#8220;0gni cosa che accade, per scelta o casualità, porta sempre un arricchimento&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:08:14 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-06-15-49-20.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="428" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-06-15-49-20-428x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18219" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-06-15-49-20-428x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 428w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-06-15-49-20-125x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 125w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-04-06-15-49-20.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 668w" sizes="(max-width: 428px) 100vw, 428px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p>Finalmente dopo tanto tempo ritorno a scrivere per questa rubrica Lo faccio raccontandovi la storia di Elisa, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Una donna, una mamma, una caregiver, che ha scelto di cambiare la sua vita per amore di sua figlia. Questa è la storia di Elisa, che sceglie di affrontare un salto nel buio, non sapendo, non avendo appigli a cui aggrapparsi, eppure ogni giorno decide di lottare contro le paure i dubbi le incertezze di un futuro, che pur non sapendo cosa riserverà, crede possa essere migliore. </p>



<p>Potresti presentarti?</p>



<p>Sono Elisa, 45 anni, vivo da sempre a Desio dove vive anche la mia famiglia a cui sono molto legata. Sono sposata con Paolo dal 2011 e nel 2013 è arrivata Anna. </p>



<p>Sei mamma di Anna una bambina affetta da una malattia molto rara A che età hai scoperto questa malattia e come questa scoperta ha cambiato la tua vita ? Abbiamo scoperto della sua malattia quando Anna aveva 7 mesi e io 33 anni. Dal punto di vista personale è stata dura rendersi conto che la mia esperienza di mamma non sarebbe stata come l&#8217;avevo immaginata, i sogni anche semplici come cucinare qualcosa con mia figlia, non si sarebbero mai realizzati </p>



<p>Prima della nascita di Anna lavoravi? Se si, che lavoro svolgevi, ti piaceva? </p>



<p>Prima di Anna ero una restauratrice. Quando sono rimasta incinta stavo lavorando alla villa reale di Monza, sapevo che con la gravidanza avrei interrotto per un po&#8217; il lavoro ma pensavo giusto per i soliti mesi, un anno, come tutte le neo mamme. Ho dovuto presto ricredermi perché le visite,i ricoveri e le sedute di terapia hanno assorbito tempo e forze e non mi è più stato possibile tornare al lavoro. Sono stata per tanti anni restauratrice e mi piaceva tanto, mi dava soddisfazione nonostante fosse un lavoro fisicamente faticoso. </p>



<p>So che attualmente svolgi tutt&#8217;altro tipo di lavoro, in un ambito completamente diverso, sei educatrice in una scuola, quali sono le ragioni che ti hanno spinto al cambiamento? Col tempo sono arrivata alla decisione di abbandonare il restauro. Il mio corpo non era più in grado di reggere lo sforzo fisico del cantiere o del laboratorio( dove mi occupavo di mobili antichi) e in contemporanea la movimentazione di Anna in crescita che iniziava a pesare sempre più. Se già a causa del restauro ero cliente abituale del fisiatra, ora la situazione stava peggiorando. Non sono mai stata in grado di stare ferma, appena Anna si è inserita stabilmente in un centro diurno riabilitativo ho cercato di capire cosa fare da grande. È arrivato un suggerimento da un&#8217;amica e, non senza mille paranoie, ho provato. </p>



<p>Quali sono le gratificazioni più grandi del tuo nuovo lavoro? Ciò che accomuna il mio primo lavoro e quello di educatrice è la pazienza, sono da sempre una gran devota di santa pazienza! Io mi occupo sia di adolescenti che di bimbi e la cosa che mi piace di più è vedere la loro soddisfazione quando riescono in un compito difficile. Hanno un sorriso impagabile! </p>



<p>Quali sono i valori che pensi di aver trasmesso ai ragazzi che segui ed i valori che loro ti hanno trasmesso ? </p>



<p>Credo che il valore aggiunto sia il mio essere mamma/ caregiver perché ho modo di comprendere meglio i genitori con cui mi rapporto. Questo a volte può essere un limite&#8230; </p>



<p>Ultimamente ti sei nuovamente &#8220;rimessa in gioco&#8221;, iscrivendoti all&#8217;università per diventare educatrice Cosa ti ha spinto a prendere questa ulteriore decisione avendo tu già un lavoro come educatrice? Raccontaci&#8230; </p>



<p>Quando ho capito che mi trovavo bene in questo nuovo ruolo ho deciso di prendere la laurea in scienze dell&#8217;educazione per poter avere anche una maggiore preparazione. In contemporanea non perdo di vista anche i vari corsi che vengono proposti dalla Lega del Filo d&#8217;Oro, sono più incentrati su disabilità visive e uditive ma li trovo incredibilmente illuminanti per qualunque situazione. </p>



<p>Come riesci a conciliare il tuo lavoro di educatrice, quello di mamma e lo studio&#8230; Esiste qualche ente oltre ovviamente ai tuoi familiari, che ti aiuta nella cura di Anna? Conciliare tutto è piuttosto difficile, per fortuna lavoro part-time e cerco di gestire le ore libere per lo studio e tutto ciò che non posso fare quando Anna torna da scuola a metà pomeriggio. Al momento ho solo la famiglia di mio fratello con mia cognata e i miei nipoti che mi danno una mano e che,quando abbiamo bisogno di una pausa, ci permettono di uscire da soli. Mia mamma è una presenza fissa come supporto morale ma ad oggi non ho ancora trovato nessuno che ci possa offrire un servizio di babysitteraggio alternativo. Il comune tramite la misura b2 ci ha proposto un servizio OSS due volte a settimana. L&#8217;ho accettato di buon grado dato che ho una spalla in grave difficoltà e un po&#8217; di aiuto mi fa&#8217; comodo. Altri momenti di sollievo li abbiamo un sabato al mese perché portiamo Anna a Lesmo alla lega del filo d&#8217;oro e la recuperiamo a metà pomeriggio. Sono momenti preziosi! </p>



<p>Per esperienza personale so quanto sia importante che una persona con disabilità trovi il proprio spazio, ma è altrettanto importante che anche chi se ne prende cura possa trovarne uno proprio, riesci a ritagliarti del tempo per te stessa ? </p>



<p>Al momento è quasi tutto dedicato allo studio ma sto cercando di ritagliarmi qualche cena/serata con amiche per staccare un po&#8217;. </p>



<p>Afronte di tutto ciò sei pentita della scelta che hai fatto? No,come dicevo fatico a stare ferma e le sfide mi piacciono, quindi lo rifarei. In ogni caso non ritengo molto utile rimuginare sui se e sui ma, ogni cosa che ci accade,per scelta o casualità,porta sempre un arricchimento </p>



<p>Qual è il tuo motto se ne hai uno? </p>



<p>Non ho un vero e proprio motto ma un modo di affrontare le cose, il più possibile con positività e sorriso, le cose brutte accadono comunque ma in questo modo è più facile, almeno per me Ringrazio tantissimo Elisa per la sua disponibilità, concludo con una riflessione: secondo me Elisa può essere un esempio per tuttə noi! </p>



<p>A volte la vita ci impone di dover scegliere e a me personalmente soprattutto in quest&#8217;ultimo periodo capita di scegliere la strada più facile, quella dell&#8217;evitamento del problema, di non volerlo affrontare direttamente per paura insicurezza, invece la storia di Elisa ci insegna che si può scegliere di andare avanti percorrere una strada tortuosa dissestata piena di imprevisti, ma una volta arrivati in cima alla salita, ecco che si intravede una luce, quella della gioia: la gioia nel vedere che i piccoli o grandi traguardi sono stati raggiunti. E da qui credere che un futuro migliore possa esistere.</p>
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		<title>World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 08:38:21 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="950" height="632" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18215" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 950w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da: https://centridiricerca.unicatt.it/)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p>Il<em> </em><a href="https://www.hrw.org/world-report/2026?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>World Report 2026</em>, pubblicato da <em>Human Rights Watch</em></a> nel febbraio 2026, fotografa uno dei momenti più critici per i diritti umani dal dopoguerra a oggi. Il rapporto, giunto alla sua 36ª edizione e basato su ricerche in oltre cento paesi, non si limita a denunciare violazioni diffuse, ma interpreta tendenze globali che definiscono la traiettoria dei diritti fondamentali nel primo venticinquennio del XXI secolo.</p>



<p>Secondo il direttore esecutivo Philippe Bolopion — che apre il report con un saggio introduttivo — “porre freno all’onda autoritaria che travolge il mondo è la sfida di una generazione”, mettendo in guardia contro la regressione di istituzioni democratiche, libertà civili e stato di diritto.</p>



<p>Questa “recessione democratica”, come molti media internazionali hanno definito i contenuti principali del rapporto, è tanto sistemica quanto trasversale: coinvolge Stati Uniti, Unione Europea, Asia, Africa e Americhe, e riguarda tanto le democrazie consolidate quanto i regimi autoritari.&nbsp;</p>



<p>Un elemento centrale del&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;è il tema dell’erosione delle garanzie democratiche e delle protezioni per i diritti umani. I governi, in diverse regioni del mondo, hanno risposto alle crisi politiche, economiche e sociali con misure restrittive che limitano la libertà di stampa, di associazione e di espressione, e indeboliscono i controlli istituzionali sui poteri esecutivi.&nbsp;</p>



<p>In particolare, il rapporto evidenzia come gli abusi commessi sotto l’amministrazione Trump negli Stati Uniti — tra intimidazioni di oppositori, erosione dell’indipendenza giudiziaria e degrado delle libertà civili — non siano fenomeni isolati, ma parte di una tendenza più ampia che alimenta l’autoritarismo globale.</p>



<p>Bolopion e i ricercatori di HRW sottolineano che senza una risposta concertata delle democrazie rispettose dei diritti umani — come l’Unione Europea, il Regno Unito e il Canada — il sistema internazionale basato sulle regole rischia di sgretolarsi.</p>



<p>Il rapporto analizza la situazione nei paesi dell’Africa meridionale, denunciando gravi abusi e la mancanza di giustizia per le vittime. In Angola e Mozambico le forze di sicurezza hanno risposto alle proteste con uso eccessivo della forza, provocando morti e feriti. In Eswatini non è stata assicurata nessuna responsabilità per la repressione dei movimenti pro-democrazia del 2021. Nel Sudan, la guerra civile continua a mietere vittime tra i civili e a distruggere infrastrutture essenziali. Il rapporto sottolinea che le forze del Rapid Support Forces (RSF) hanno eseguito uccisioni sommarie, detenzioni arbitrarie, saccheggi e violenze sessuali in Darfur, mentre entrambe le parti in conflitto hanno colpito infrastrutture critiche per la sopravvivenza delle comunità civili.</p>



<p>Nell’Unione Europea, malgrado progressi formali su alcuni diritti economici e sociali, persistono gravi rischi legati alla politica migratoria restrittiva, alle discriminazioni razziali e all’influenza di narrazioni di estrema destra nella politica mainstream. La UE affronta così la contraddizione tra un quadro normativo formale di tutela dei diritti e la concreta implementazione, che spesso resta frammentata o insufficiente.</p>



<p>In Nord Corea, le restrizioni legate alla pandemia e il controllo statale continuano a erodere il diritto alla sicurezza alimentare, alla salute e al benessere delle famiglie, con impatti particolarmente significativi sulle donne e sui gruppi più vulnerabili.</p>



<p>Il contesto globale del 2025 è stato segnato da una diffusa mobilitazione sociale, spesso accompagnata da repressioni brutali da parte degli Stati. Un caso emblematico è quello dell’Iran, dove la rivolta popolare iniziata alla fine del 2025 si è tradotta in repressioni di massa nel 2026. Secondo fonti indipendenti e organizzazioni di diritti umani, migliaia di manifestanti sono stati uccisi e arrestati, mentre le autorità hanno adottato misure sistematiche per eliminare il dissenso.</p>



<p>Questa dinamica emerge anche nella narrazione del World Report: i movimenti di protesta, pur segnati da aspirazioni di libertà e giustizia, sono spesso soffocati da forze statali che privilegiano il controllo politico alla protezione dei diritti umani.</p>



<p>Al di là dei singoli casi, il significato più profondo del&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;è nella diagnosi di una crisi istituzionale globale dei diritti umani. Non si tratta solo di conflitti armati o di abusi specifici: è l’erosione delle garanzie democratiche di base e la legittimazione di politiche autoritarie che segnano una svolta preoccupante.&nbsp;</p>



<p>HRW osserva come i governi — anche in contesti democratici — usino strumenti giuridici e tecnologici per sorvegliare, controllare e talvolta criminalizzare l’opposizione e la società civile. Questi trend non sono isolati: sono parte di una narrativa che lega sicurezza, ordine pubblico e potere esecutivo a scapito delle libertà fondamentali.</p>



<p>Il&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;non si limita a denunciare le violazioni, ma lancia un appello chiaro alla cooperazione internazionale e all’impegno delle società civili. Bolopion esorta le democrazie a cooperare più strettamente per difendere lo “ordine internazionale basato sulle regole” e per opporsi alla normalizzazione delle misure autoritarie.&nbsp;</p>



<p>In un mondo dove la maggioranza della popolazione vive sotto regimi autoritari o in transizione verso tali modelli, secondo HRW la difesa dei diritti umani deve essere una priorità non solo retorica, ma operativa. Ciò richiede investimenti nella protezione delle libertà fondamentali, nel sostegno ai difensori dei diritti umani, nella trasparenza istituzionale e nella solidarietà transnazionale delle comunità democratiche.</p>



<p>Il&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;di&nbsp;<em>Human Rights Watch</em>&nbsp;ci consegna un quadro globale segnato da tensioni profonde tra aspirazioni di libertà e pratiche autoritarie, tra norme internazionali e politiche nazionali che ne minano l’efficacia. Pur nelle sue dimensioni geopolitiche diverse, la mappa delle violazioni dei diritti umani rivela un elemento comune: la fragilità delle garanzie democratiche quando questi diritti non sono sostenuti da istituzioni robuste e da una società civile vigile.</p>



<p>Per chi si occupa di politica, istituzioni e diritti umani — come la comunità di Polidemos — il rapporto non è solo una lettura, ma un richiamo all’azione: riflettere sui legami tra governance, libertà civili e giustizia sociale, e promuovere strumenti concreti per difendere i diritti fondamentali nell’arena globale come in quella locale.</p>
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		<title>Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:51:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="700" height="466" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18211" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>



<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal mondo esterno, senza possibilità di ricevere medicinali, generi alimentari o carburante, riferisce l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV).</p>



<p>Nelle zone conquistate si dà la caccia ai curdi. Particolarmente drammatica è la situazione nella leggendaria città curda di Kobanê, che<br>nel 2014 ha resistito allo ”Stato Islamico” (IS). Da lì è partita la liberazione della regione dall’IS. A Kobanê sono state interrotte le forniture di acqua ed elettricità. Anche l’accesso a Internet è stato bloccato. I radicali islamici continuano ad avanzare. L’interruzione<br>intenzionale dei servizi di base sta provocando una crisi umanitaria. I civili, tra cui bambini e anziani, sono intrappolati nell’oscurità e non<br>hanno accesso ai servizi di base.</p>



<p>A quanto pare, il regime siriano vuole vendicarsi di Kobanê perché la città è un simbolo della lotta contro l’IS. Per i curdi – e per il mondo intero – Kobanê è un simbolo di speranza e di resistenza contro l’Islam radicale.</p>



<p>Di fronte ai continui attacchi delle truppe del regime islamista siriano contro la popolazione curda nel nord-est del Paese, centinaia di<br>migliaia di curdi e membri di altre minoranze siriane minacciate scendono in piazza in tutto il mondo per protestare. In questo contesto,<br>l’Associazione per i popoli minacciati fa appello ai curdi, ai drusi, agli alawiti e alle persone solidali in tutta Europa che protestano<br>affinché manifestino esclusivamente in modo pacifico. Anche se il dolore di fronte alle notizie sempre più drammatiche provenienti dalla Siria non conosce limiti, invitiamo tutti i manifestanti a protestare pacificamente. La rabbia per l’inerzia, l’indifferenza e persino il<br>sostegno al regime islamista di Damasco da parte dell’amministrazione Trump, dei governi e leader di partito in Europa è comprensibile. Non lasciatevi provocare da questo e dai siriani che dall’Europa sostengono il regime islamista! Chiediamo ai media di parlare con i membri delle minoranze siriane e di non minimizzare il regime islamista. Gran parte dell’opinione pubblica tedesca ed italiana è dalla parte delle minoranze perseguitate.</p>



<p>Tra i sunniti arabi siriani ci sono molte persone che rifiutano l’Islam radicale e si impegnano per la democrazia nel loro Paese. Molti sunniti arabi siriani attualmente tacciono, forse perché sperano che gli islamisti radicali porteranno la democrazia in Siria. Proprio come molte persone in Iran dopo il 1979, quando il regime di Khomeini salì al potere. Speravano in maggiori libertà per l’Iran dopo la terribile dittatura dello Scià. Ma molto presto questi siriani, proprio come allora gli iraniani, rimarranno delusi. Perché l’Islam radicale – sia sciita che sunnita – non ha portato più libertà in nessun luogo, ma solo più guerra, violenza, terrore e odio tra etnie e comunità religiose.</p>
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		<title>Le storie dei ragazzi scomparsi durante l’occupazione russa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 12:30:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da rsi.ch) Testimonianze di ragazzi ucraini tornati dopo mesi da strutture controllate da Mosca e di famiglie che cercano ancora chi non è rientrato Rapiti Di:&#160;Anna Bernasconi (Falò),&#160;inviata RSI in Ucraina Il fronte è&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da rsi.ch)</p>



<h2>Testimonianze di ragazzi ucraini tornati dopo mesi da strutture controllate da Mosca e di famiglie che cercano ancora chi non è rientrato</h2>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369594-da4o7c-kirill_bambini-rapiti3.jpg/alternates/r16x9/3369594-da4o7c-kirill_bambini-rapiti3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Kirill "/></figure>



<h3>Rapiti</h3>



<p></p>



<p>Di:&nbsp;Anna Bernasconi (Falò),&nbsp;inviata RSI in Ucraina</p>



<p>Il fronte è a soli a pochi chilometri. Le strade di Kherson sono costantemente prese di mira dagli attacchi russi. Unica protezione: chilometri di reti da pesca per tentare di intrappolare le eliche dei droni.</p>



<p>Kirill ci aspetta sotto casa. Ha 14 anni. Per sei mesi è stato in un campo di rieducazione russo ed è uno dei pochi minori che sono riusciti a fare ritorno. “Sei contento di essere tornato a casa?”, ma sopra le nostre teste volano i colpi dell’artiglieria. Non c’è elettricità né acqua e Kirill ha imparato a distinguere dal suono il tipo di ordigni in arrivo e a controllare il cielo armeggiando&nbsp;<strong>con</strong>&nbsp;i canali Telegram di monitoraggio. Come i suoi coetanei non può andare a scuola e non può muoversi liberamente. Con l’invasione russa del 2022 dai territori ucraini occupati, come Kherson, sono spariti bambini e adolescenti. Secondo il governo ucraino sono circa 19’500 i bambini deportati forzatamente. Altre ricerche, come quella dell’Humanitarian Research Lab dell’università di Yale, ne contano anche di più.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369516-yg6kt6-emeNA-.png/alternates/original/3369516-yg6kt6-emeNA-.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="emeNA-.png"/></figure>



<p>“Sono stata una stupida a lasciarlo andare” si tormenta Olga, una nonna che ha perso i contatti con suo nipote che ha cresciuto da sola in quanto orfano. Durante l’occupazione venivano proposti campi estivi in Crimea ai bambini dei territori invasi. Gli occupanti offrivano queste gite col pretesto di far passare ai bambini un momento di svago dalla guerra. Molti di loro non hanno più fatto ritorno.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369600-m3ljr9-olga.jpeg/alternates/original/3369600-m3ljr9-olga.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Olga"/></figure>



<p>Olga</p>



<p></p>



<p>Oggi l’Ucraina ha potuto riportare indietro solo 1’700 bambini. La metà grazie agli sforzi dell’associazione <a href="https://www.saveukraineua.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Save Ukraine</a>.</p>



<p>Mentre le pareti di casa tremano sotto i colpi dei bombardamenti, Kirill racconta come tutte le mattine dovevano cantare l’inno russo e onorare la bandiera, di come erano costretti ad imparare che gli ucraini sono nazisti e a seguire “i discorsi sulle cose importanti”, il programma di patriottismo reso obbligatorio nelle scuole dal governo russo.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369609-h6tpn2-CCTV_2.jpg/alternates/r16x9/3369609-h6tpn2-CCTV_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone"/></figure>



<p>Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone</p>



<p>“Dovevamo scrivere delle cartoline di ringraziamento ai soldati russi per averci liberato” ricorda Veronika&nbsp;<a href="https://www.rsi.ch/play/tv/programma/falo?id=703565&utm_source=rss&utm_medium=rss">ai microfoni di Falò</a>, strappata alla madre da Kharkiv. Ogni tentativo di ribellione era punito: “Mi hanno detenuta in una stanza finché hanno visto che, moralmente, mi avevano spezzata”.</p>



<p>“Hanno fatto il lavaggio del cervello a mio fratello di soli 11 anni” racconta Ksenia. Lei e il fratello, orfani, sono stati separati e inviati in strutture differenti in Russia. Quando dopo mesi è riuscita a raggiungerlo per riportarlo in Ucraina “era così indottrinato dalla propaganda che in un primo tempo mi considerava un’estranea”.</p>



<p>Lo scopo delle deportazioni che emerge dai casi documentati è una sistematica “russificazione”. Ai minori vengono imposte lingua, cultura e cittadinanza russa. Spesso i bambini sono sottoposti a programmi di rieducazione, adozione forzata e anche militarizzazione.</p>



<p>Per questi fatti, la Corte Penale Internazionale&nbsp;<a href="https://www.icc-cpi.int/news/situation-ukraine-icc-judges-issue-arrest-warrants-against-vladimir-vladimirovich-putin-and?utm_source=rss&utm_medium=rss">ha emesso mandati di arresto nei confronti di Vladimir Putin e della commissaria per i diritti dell’infanzia Maria L’vova Belova</a>, ritenuti responsabili del crimine di guerra di “deportazione illegale e trasferimento forzato di bambini”.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369612-x0fab2-cctv_volodimir.jpg/alternates/r16x9/3369612-x0fab2-cctv_volodimir.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone"/></figure>



<p>Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>I russi passavano di fronte a casa mia, per due mesi siamo rimasti nascosti</p></blockquote>



<p>Oksana Koval,&nbsp;abitante di Kherson</p>



<p>Deportazioni che la Russia nemmeno nega, anzi sponsorizza sui suoi canali di propaganda. Per il governo russo non sono bambini rapiti ma salvati.</p>



<p>Oltre ai bambini tolti alle famiglie, le forze russe si sono concentrate su bambini vulnerabili e istituti.</p>



<p>Uno di questi è diventato il simbolo di questa storia perché il direttore Volodymyr Sahaidak è riuscito a salvare tutti i 52 bambini ospiti della sua struttura dalla deportazione grazie a stratagemmi e documenti falsificati. Gli orfani sono stati nascosti presso i dipendenti dell’istituto. Oksana Koval ha tenuto con sé tre fratellini: “I russi passavano di fronte a casa mia, per due mesi siamo rimasti nascosti”, spiega intervistato dalla RSI.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369603-aw9urt-08_CHIESA_golgota.jpg/alternates/r16x9/3369603-aw9urt-08_CHIESA_golgota.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Un'immagine scattata nella Chiesa di Golgota"/></figure>



<p>Un&#8217;immagine scattata nella Chiesa di Golgota</p>



<p>Dei sessanta bambini da zero a 4 anni ospitati durante l’occupazione nel seminterrato della chiesa di Golgota a Kherson, invece, non si sa più nulla. A causa di una foto pubblicata per errore da una maestra, il nascondiglio viene scoperto e i rappresentanti dell’FSB, agenzia russa di intelligence, arrivano armati ordinando di consegnare i bambini. “Ai bambini abbiamo detto che saremmo andati a fare un giro in macchina” spiega il parroco Pavlo Smolnyak “era tutto quello che si poteva dire loro”.</p>



<p>Recuperare i bambini sta diventando sempre più difficile perché la Russia sta intensificando l’imposizione forzata dei passaporti e facilitando le adozioni grazie ad un decreto ad hoc del governo.</p>
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		<title>ASA: 40 anni di lotta contro l&#8217;HIV</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 09:07:44 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="900" height="900" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18201" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/12/asa-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p><br>Oggi è la giornata mondiale contro l&#8217;Hiv e cosí ho di deciso di presentarvi ASA (Associazione Solidarietà Hiv). Sono venuto in contatto con questa realtà grazie al mio padre putativo Gianni e insieme abbiamo collaborato al mercatino dell&#8217;associazione per un po&#8217; di tempo. ASA opera sul territorio milanese da 1985 e alcune delle sue principali attività sono:</p>



<ul><li>Centralino informativo </li><li>Counseling telefonico e vis-à-vis</li><li>Assistenza psicologica specialistica e individuale </li><li>Hiv a quattrocchi: serate informative per persone con hiv, tenute da persone con hiv</li><li>Mercatino (BASAr) a cadenza mensile di raccolta fondi</li><li>Corsi di yoga</li><li>Omniateca: centro multimediale di documentazione (riviste italiane e straniere, opuscoli, manifesti e foto).<br>Tra le attività ci sono anche giornate di test rapidi hivy, sifilide, epatite C, in sede e all&#8217;esterno (locali, luoghi di aggregazione).<br>Intervisto ora, il presidente dell&#8217;associazione, ovvero l&#8217;infettivologo Massimo Cernuschi. <br>Puoi dirci qualcosa circa la diffusione del virus ad oggi?<br>L&#8217;amministrazione Trump col taglio dei finanziamenti al Welfare ha portato ad un blocco delle di  politiche di sostegno al trattamento e alla prevenzione del virus  soprattutto nell&#8217;Africa subsariana e nell&#8217;Europa dell&#8217;Est. <br>Il dato più preoccupante, per quanto riguarda l&#8217;Italia, riguarda il continuo aumento delle persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o in AIDS), nel caso specifico, si tratta soprattutto di maschi eterosessuali.<br>Parlaci della Prep…<br>In Italia la Prep è solo in compresse, esistono da poco ma non ancora registrate le soluzioni iniettabili da prendere ogni 2/6 mesi. La prep è più efficace del profilattico, l&#8217;unico rischio è rappresentato dal non seguire le incazioni dei medici per questo le iniezioni sarebbero una soluzione migliore. <br>Estiste anche la Doxy Pep per le infezioni batteriche a trasmissione sessuale che consiste in un  antibiotico da prendere entro 72 ore dal rapporto a rischio. <br>Come trattano i media il tema dell&#8217;Hiv?<br>Si scrive solamente dei casi eclatanti; per esempio di coloro che vengono denunciati per non aver informato della propria  positività, spesso dimenticandosi di specificare che si tratta di persone in cura, da anni, con farmaci antiretrovirali.<br>ASA ha seguito un progetto dell&#8217;oms per formazione dei giornalisti che si è rivelato un insuccesso in quanto a partecipazione. Generalmente in occasione della giornata contro l&#8217;Hiv i giornali cercano sempre storie strappalacrime, quindi non si vuole davvero informare le persone sul questo tema.<br>Aggiungo che purtroppo non si fa campagna sul tema U=U perciò lo stigma verso le persone sieropositive resta, così come la paura del contagio. Le istituzioni per prime, tramite gli organi di stampa, non fanno passare il messaggio che attualmente chi ha il virus dell&#8217;hiv prende semplicemente una pillola al giorno.<br>Che impatto emotivo ha oggi lo scoprire di aver contratto il viris?<br>Lo stigma è ancora fortemente presente soprattutto nelle piccole realtà di provincia e questa spaventa e condiziona ancora molto soprattutto i persone con hiv. Ringrazio Massimo della disponibilità e vi invito ad a dare un occhio al sito di ASA anche per avere risposta alle varie domande sull&#8217;argomento trattato e per conoscere di più sull&#8217;associazione. </li><li>ASA ONLUS MILANO &#8211; Home Asa</li></ul>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Sudan, una crisi dimenticata&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 18:04:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da www.unhcr.org) Il terribile conflitto scoppiato in Sudan il 15 aprile 2023 tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze Paramilitari RSF, unito alla ripresa delle violenze nella regione del Darfur, ha costretto&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da www.unhcr.org)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p>Il terribile conflitto scoppiato in Sudan il 15 aprile 2023 tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze Paramilitari RSF, unito alla ripresa delle violenze nella regione del Darfur, ha costretto milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Dal 15 aprile 2023, data di inizio delle ostilità, innumerevoli civili sono stati uccisi e centinaia di migliaia di famiglie sono state costretta alla fuga, alla disperata ricerca di protezione e assistenza. </p>



<p>Alle drammatiche conseguenze del conflitto in corso si sommano le enormi difficoltà legate all’insicurezza alimentare che colpisce 25,6 milioni di persone. In alcune zone del Paese, persistono condizioni di carestia e per 800 mila persone che vivono in quelle aree è catastrofe umanitaria. Inoltre, nel Paese la malnutrizione acuta colpisce 3,7 milioni di bambini dai 6 mesi ai 5 anni e 1,2 milioni di donne in gravidanza e in allattamento. Il Sudan sta affrontando inoltre una gravissima epidemia di colera. Nel 2025 sono stati documentati oltre 32.000 nuovi casi sospetti. Sebbene i numeri nello Stato di Khartoum siano in calo, l’epidemia resta diffusa, e riguarda 17 dei 18 Stati del Sudan. </p>



<p>La diffusione nei Darfur (Nord, Sud, Ovest ed Est) e nei Kordofan (Nord, Sud e Ovest) è particolarmente preoccupante, vista la limitata accessibilità e la già grave crisi umanitaria e sanitaria in queste aree. I movimenti complessi di sfollamento e ritorno aumentano i rischi per la salute. Sono stati segnalati casi di trasmissione transfrontaliera in Ciad e Sud Sudan. Il Sudan e i Paesi che accolgono i rifugiati sudanesi in fuga dal conflitto – tra cui Etiopia, Ciad e Sud Sudan – sono tra i più colpiti al mondo dall’insicurezza alimentare acuta e dalla malnutrizione infantile. A peggiorare questa crisi, i drastici tagli agli aiuti umanitari, che stanno privando milioni di persone del cibo necessario per sopravvivere. </p>



<p>Per contribuire a rispondere a questa situazione, UNHCR lancia questo appello, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla crisi in Sudan e raccogliere con la massima urgenza fondi indispensabili per la sopravvivenza di milioni di persone in Paesi come il Sudan, Sud Sudan, Ciad ed Etiopia. In Sudan, milioni di persone stanno lottando per sopravvivere. Il conflitto ha distrutto vite, case e speranze. La carestia avanza, il colera si diffonde, e gli aiuti umanitari vengono tagliati proprio quando servono di più. Mostriamo al mondo che siamo uniti, anche quando gravi crisi umanitarie vengono ignorate e assistiamo a tagli brutali ai fondi per gli aiuti umanitari.</p>
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		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. Trasformare le difficoltà in opportunità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 08:20:02 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<p>Finalmente la rubrica &#8220;Buone Notizie&#8221; si arricchisce di un&#8217;altra bellissima storia che vi voglio raccontare! È la storia di Cinzia, una persona con disabilità, che vive la vita con intensità e passione. La sua storia ci insegna che, attraverso la determinazione, la costanza e la forza di volontà ,si possono raggiungere i propri obiettivi, i propri sogni . Inoltre ci insegna ,come dice il titolo di questa intervista e come dice lei stessa, a trasformare le difficoltà in opportunità, mettendosi costantemente in gioco. Ora lascio la parola a Cinzia e auguro a voi buona lettura!</p>



<p>1) Presentati&#8230; </p>



<p>Mi chiamo Cinzia Giordano, ho 25 anni e mi piace definirmi attraverso le diverse sfaccettature della mia vita. Prima di tutto sono una psicologa, abilitata da poco, e ho già iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Attualmente sto svolgendo un tirocinio di 200 ore presso il reparto di oncologia dell’Ospedale Sacco di Milano, esperienza che mi sta permettendo di approfondire la mia formazione clinica. Il mio percorso professionale è iniziato presso Spazio Vita Niguarda, dove ho avuto la possibilità di affiancare un’équipe multidisciplinare nel supporto a persone con disabilità e ai loro caregiver. Parallelamente, sono anche una sportiva: faccio parte della squadra di rugby in carrozzina ASD Dragons Milano, un’esperienza che mi insegna ogni giorno il valore del gioco di squadra e della determinazione. E naturalmente sono anche figlia, sorella e compagna, ruoli che arricchiscono e completano la mia identità. L’interesse per il tema della disabilità nasce anche dalla mia esperienza personale: convivo con una patologia neurodegenerativa, la Charcot-Marie-Tooth. Questo aspetto della mia vita, lungi dall’essere un limite, mi ha insegnato la resilienza, l’empatia e la voglia di mettermi in gioco, qualità che cerco di portare in ogni contesto umano e professionale. </p>



<p></p>



<p>2) So che stai studiando per diventare psicologa: Ti stai specializzando in una particolare branca della psicologia ovvero psicologia oncologica, cosa ti ha spinto a compiere questa scelta? </p>



<p>Si, sto svolgendo un master in psico-oncologia. La mia scelta di specializzarmi in psico-oncologia nasce dal desiderio di accompagnare le persone in uno dei momenti più delicati della loro vita. Durante il mio percorso accademico e durante il tirocinio ho potuto constatare l’importanza di un supporto psicologico mirato, capace di trasformare la paura e l’incertezza in forza e resilienza. Affrontare la dimensione emotiva legata a una diagnosi oncologica significa non solo lavorare sull’aspetto clinico, ma soprattutto offrire un sostegno che valorizza la persona nella sua interezza. In questo percorso, ho compreso che la psico-oncologia mi permette di unire la mia passione per la psicologia con la voglia di fare la differenza, aiutando chi vive situazioni di grande vulnerabilità a ritrovare la propria forza interiore. </p>



<p>3) So che stai quasi ultimando il tuo tirocinio presso il Centro Spazio vita, un centro che si occupa della socializzazione tra persone con disabilità attraverso attività ricreative e tecnologiche, come stai vivendo questa esperienza?</p>



<p>Il tirocinio presso il Centro Spazio Vita è stata un’esperienza davvero arricchente. Avere ultimato questo percorso mi permette di guardare indietro con soddisfazione per tutto ciò che ho imparato, sia a livello professionale che umano. Lavorare in un ambiente in cui la socializzazione viene promossa attraverso attività ricreative e l’uso della tecnologia mi ha fatto comprendere quanto piccoli momenti di condivisione possano trasformarsi in grandi opportunità di crescita per chi vive con disabilità. Questa esperienza mi ha insegnato il valore dell’ascolto, della collaborazione e della creatività, elementi fondamentali per costruire relazioni autentiche e significative. Sono convinta che queste competenze saranno preziose nel mio futuro percorso come psicologa, perché ogni incontro e ogni attività mi hanno arricchito e ispirato a continuare su questa strada con passione e dedizione. </p>



<p>4) So che sei tirocinante all&#8217;interno del progetto dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto, raccontaci come ti trovi</p>



<p>L’esperienza nei gruppi di Auto Mutuo Aiuto è stata per me estremamente formativa e gratificante. Ogni incontro rappresenta un’occasione per ascoltare storie diverse, confrontarmi con emozioni autentiche e apprendere il valore della condivisione. Mi trovo in un ambiente accogliente e solidale, dove ogni contributo individuale si trasforma in una forza collettiva. Questa esperienza mi permette di mettere in pratica le mie competenze in psicologia e, al contempo, di crescere personalmente, rafforzando la mia empatia e la mia capacità di supporto. </p>



<p>5) Cosa pensi di aver insegnato alle persone con cui ti relazioni quotidianamente e tu pensi di aver imparato qualcosa da loro? </p>



<p>Credo di aver trasmesso alle persone con cui mi relaziono l’importanza dell’ascolto, del rispetto per l’unicità di ognuno e del valore della condivisione. Ho cercato di far capire che, anche nei momenti difficili, c’è sempre spazio per la crescita e la resilienza. Al contempo, ho imparato moltissimo dalle loro storie, dalla forza con cui affrontano le sfide e dalla capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. Questa reciproca condivisione mi arricchisce e mi insegna ogni giorno quanto la diversità e l’empatia siano fondamentali per costruire relazioni autentiche. </p>



<p>6) Parlaci di questo curioso binomio, rugby-carrozzina: so che giochi in una squadra e che partecipate a un campionato, come mai hai scelto proprio questo sport singolare? </p>



<p>Il rugby in carrozzina mi ha conquistata perché è uno sport in cui davvero tutti partono alla pari, indipendentemente dal tipo di disabilità o dalla forza fisica che hanno. In campo non conta solo la potenza: a fare la differenza sono la strategia, il gioco di squadra e l’intelligenza tattica. Anche il compagno che magari ha meno forza nelle braccia o nelle mani può essere fondamentale, perché ogni ruolo ha il suo peso e il suo valore. Questo mi ha colpito molto: ognuno è importante, nessuno è “di troppo”. Con i Dragons ho trovato un gruppo che funziona come una vera squadra, dove ci si completa a vicenda e si dimostra che la disabilità non toglie la possibilità di competere, divertirsi e sentirsi parte di qualcosa di grande. </p>



<p>7) Quali sono i valori che questo sport ti ha insegnato ? </p>



<p>Il rugby in carrozzina mi ha insegnato prima di tutto la resilienza, perché ogni partita è una sfida fisica e mentale che richiede di rialzarsi anche dopo una caduta. Poi il gioco di squadra: nessuno vince da solo, serve fiducia reciproca e la consapevolezza che ognuno porta un contributo fondamentale. Infine, la determinazione, quella forza che ti spinge a dare sempre il massimo, anche quando le circostanze sembrano avverse. </p>



<p>8) Come vivi oggi la tua condizione di disabilità? </p>



<p>La disabilità è parte della mia vita, ma non mi definisce interamente. Ho imparato a viverla come una sfida quotidiana, che mi spinge a trovare soluzioni, a non fermarmi davanti agli ostacoli e a trasformare i limiti in opportunità di crescita. Non è sempre facile, ma la mia esperienza personale mi aiuta a essere più empatica nel lavoro. </p>



<p>9) Qual è il motto della tua vita? (Se ne hai uno) </p>



<p>Se dovessi sceglierne uno direi: “Trasformare le difficoltà in possibilità”. È un pensiero che mi accompagna in ogni ambito, sia personale che professionale. </p>



<p>10) Come è Cinzia oggi? Descriviti in tre parole </p>



<p>Direi: determinata, empatica, curiosa </p>



<p>11) Progetti per il futuro? </p>



<p>Il mio ambizioso obiettivo è continuare a crescere come psicologa e, al contempo, costruire una carriera sportiva che possa portarmi lontano. Vorrei affinare le mie competenze in psico-oncologia, lavorare sia in ospedale che in contesti più flessibili, e portare avanti iniziative di sensibilizzazione sulla disabilità. Sul fronte sportivo, sogno di poter entrare nella nazionale italiana di rugby in carrozzina; poter rappresentare il mio paese sarebbe la conferma che il duro lavoro, la passione e il sacrificio fanno davvero la differenza.</p>



<p>Questa storia ci insegna che sei veramente credi in ciò che vuoi anche &#8220;l&#8217;impossibile&#8221;può diventare possibile&#8221;.</p>
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		<title>Riecco il Festival delle Abilitá!</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 10:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="500" height="350" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/abi-300x210.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>



<p><br>Cosa dire del Festival delle Abilità? Stavo per scrivere il solito articolo in cui si racconta qualcosa degli obiettivi, dell&#8217;organizzazione e del programma. E invece no. Voglio raccontare quello che conosco e che ho conosciuto di questo, ormai famoso festival.<br>Il teatro mi ha sempre affascinato, perciò parto dall&#8217;esperienza vissuta insieme all&#8217;amica Barbara con il gruppo teatrale Elettrogeno. <br>Martina, un&#8217; attrice cieca, con una semplice benda sugli occhi ci porta in un mondo fatto di suoni e soprattutto tatto.<br>Siamo in cerchio e a turno veniamo bendati, la persona con la benda usa i sensi rimanenti per scegliere qualcuno nel cerchio, inizia a sentire, toccare e raccontare con la partecipazione di tutti.<br>Un modo originale per scoprirsi, conoscere le  persone, per approcciarsi allo sconosciuto. <br>Poco dopo, viene messa alla prova la propria capacitá di sceneggiare partendo da un banco, un foglio di carta e una penna.<br>Le situazioni sono le più disparate, una coppia in crisi, un litigio, una dichiarazione d&#8217;amore….A volte ci sentiamo un po&#8217; spiazzati, ma rispettiamo le regole del gioco della finzione. Si annullano le differenze, diventiamo tutti attori.<br>L&#8217;esperimento si conclude con un ballo lento che ci commuove.<br>Un altro progetto interessante che mi ha visto protagonista è &#8220;Disability Glam&#8221;. Si tratta di servizi fotografici originali dell&#8217;amico Gianfranco Falcone che raccontano corpi, storie.<br>Io, per primo, ho deciso di mettermi in gioco e di farmi immortalare; ho cercato di divertirmi davanti all&#8217;obiettivo, di ammiccare… Un corpo disabile può essere seducente? Beh vedere per credere, lascio a voi il giudizio. Il progetto è in continua espansione e ha permesso, anche a noi, partecipanti di conoscerci. Le foto sono disponibili sul sito dell&#8217;Associazione &#8220;Menti in fuga&#8221;. Quest&#8217;anno Gianfranco, ha deciso di mettere a disposizione dei partecipanti al Festival la sua esperienza e la sua macchina fotografica! Il mio consiglio è: buttatevi!<br>Ci sono molte altre iniziative interessanti e vari amici e conoscienze. Ne cito alcuni: Sabrina Minervini e il gruppo amici della mente, i Tecnologicamente Insuperabili, Andrey Chaykin, Laura Boscaini, Giorgia Meneghesso…<br>Un grande evento organizzato sopratutto da persone con disabilità per persone con disabilità.<br>Un abbraccio speciale a Laura Ricchina, sempre gentile e disponibile e a tutta la squadra della Biblioteca Chiesa Rossa!<br>Vi aspettiamo! Segnate: dal 13 al 21 settmebre. </p>



<p>Il programma è a questo link:  <a href="https://festivaldelleabilita.org/wp-content/uploads/2025/09/Programma-FdA-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://festivaldelleabilita.org/wp-content/uploads/2025/09/Programma-FdA-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>La repressione transnazionale della Chiesa di Dio Onnipotente: il polpo rosso e i suoi sette tentacoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 13:17:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La repressione transnazionale della Chiesa di Dio Onnipotente: Il polpo rosso e i suoi sette tentacoli di Massimo Introvigne Un resoconto sui sette metodi utilizzati dal Partito Comunista Cinese per molestare i membri del&#46;&#46;&#46;</p>
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<h1>La repressione transnazionale della Chiesa di Dio Onnipotente: Il polpo rosso e i suoi sette tentacoli</h1>



<p>di <a href="https://bitterwinter.org/author/massimo-introvigne/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Massimo Introvigne</a></p>



<h2>Un resoconto sui sette metodi utilizzati dal Partito Comunista Cinese per molestare i membri del nuovo movimento religioso cristiano perseguitato all&#8217;estero.</h2>



<p><em>di Massimo Introvigne</em></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://bitterwinter.org/wp-content/uploads/2025/09/red-octopus.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Il polpo rosso minaccia il CAG in Cina e all'estero. L'intelligenza artificiale ha elaborato." class="wp-image-51106"/><figcaption><em>Il polpo rosso minaccia il CAG in Cina e all&#8217;estero. L&#8217;intelligenza artificiale ha elaborato.</em></figcaption></figure>



<p>Negli ultimi anni, il Partito Comunista Cinese (&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCC</a>&nbsp;) ha adottato un approccio sistematico alla repressione transnazionale contro&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/the-church-of-almighty-god/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la Chiesa di Dio Onnipotente</a>&nbsp;(CAG) all&#8217;estero. Prove crescenti dimostrano che la&nbsp;persecuzione della CAG da parte del&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCC si è estesa costantemente a più paesi. Questo documento raccoglie prove da resoconti dei media e documenti interni&nbsp;</a><a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del PCC</a>&nbsp;e descrive in dettaglio sette metodi principali utilizzati dal&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCC</a>&nbsp;per attuare la repressione transnazionale contro i membri della CAG. Fornisce casi di studio rappresentativi di membri perseguitati. Il suo obiettivo è documentare e presentare prove per migliorare la comprensione delle attività di repressione illegale del&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCC</a>&nbsp;all&#8217;estero. Per la maggior parte dei singoli casi, abbiamo utilizzato pseudonimi per motivi di sicurezza. &#8220;Bitter Winter&#8221; ha visionato documenti e ascoltato testimonianze di tutti i casi menzionati ed è convinto che siano stati riportati fedelmente.</p>



<p></p>



<p><a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/new-religious-movement/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La CDO è il nuovo movimento religioso</a>&nbsp;cristiano in più rapida crescita nella Cina continentale&nbsp;. Sin dalla sua nascita negli anni &#8217;90, ha subito una repressione e una persecuzione incessanti da parte delle&nbsp;autorità&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del PCC . Nel 1995, per giustificare la repressione, il&nbsp;</a><a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCC</a>&nbsp;ha etichettato la CDO, insieme ad altri movimenti cristiani come gli&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/shouters/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Shouters</a>&nbsp;e la Chiesa di Tutte le Aree, come &#8221;&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/xie-jiao/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">xie jiao</a>&nbsp;&#8220;, un movimento proibito che &#8220;diffonde insegnamenti eterodossi&#8221; (a volte tradotto, meno correttamente, come &#8221;&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/cult/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">setta</a>&nbsp;malvagia &#8220;). Da allora, il&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCC</a>&nbsp;ha condotto una prolungata e sistematica campagna di violenta repressione contro la CDO. Almeno 293 membri della CDO sarebbero morti a causa della persecuzione. Tra il 2011 e il 2024, quasi 480.000 membri della CDO sono stati arrestati dalle autorità&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del PCC</a>&nbsp;. In seguito all&#8217;esilio di alcuni membri all&#8217;estero, il&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCC</a>&nbsp;ha avviato un&#8217;ulteriore repressione contro questi membri della CDO in fuga e le comunità ecclesiali all&#8217;estero, emanando numerose direttive classificate.</p>



<p>Nel 2015, il&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/campaign-against-cag-extends-to-south-korea/?utm_source=rss&utm_medium=rss">documento interno</a>&nbsp;del&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCC</a>&nbsp;&#8220;Anti-Xie Jiao: Due indagini, un piano di attuazione del progetto speciale&#8221; richiedeva un&#8217;indagine approfondita sui membri del CAG all&#8217;estero. Si sottolineava l&#8217;importanza di analizzare ogni caso singolarmente e di sviluppare strategie personalizzate. I dati raccolti comprendevano dati identificativi personali, attività all&#8217;estero e il background dei loro familiari in Cina.<a href="https://bitterwinter.org/campaign-against-cag-extends-to-south-korea/?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://bitterwinter.org/wp-content/uploads/2025/09/CCP-2015-plan.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Il piano del PCC del 2015 contro gli xie jiao all'estero.

" class="wp-image-51107"/><figcaption><em>Il piano&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del PCC</a>&nbsp;del 2015 contro&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/xie-jiao/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gli xie jiao</a>&nbsp;all&#8217;estero.</em></figcaption></figure>



<p>Nel 2019, il documento&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del PCC</a>&nbsp;intitolato &#8220;Avviso sulla conduzione di ricerche su argomenti quali i pericoli e le contromisure riguardanti l&#8217; organizzazione&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/xie-jiao/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xie Jiao</a>&nbsp;del &#8216;Dio Onnipotente&#8217; &#8221; indicava che la campagna contro le comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni all&#8217;estero era attiva da oltre dieci anni.</p>



<p>Nel settembre 2020, la Commissione Centrale per gli Affari Politici e Giuridici&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del PCC</a>&nbsp;ha emesso una direttiva segreta per avviare&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/a-3-year-final-solution-plan-against-the-church-of-almighty-god/?utm_source=rss&utm_medium=rss">una &#8220;Battaglia Generale&#8221; nazionale triennale</a>&nbsp;contro la CDO. Uno degli obiettivi principali della campagna era&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/new-unified-arrest-operations-target-the-church-of-almighty-god/?utm_source=rss&utm_medium=rss">limitare la crescita della CDO all&#8217;estero</a>&nbsp;.</p>



<p>Nel 2018, un documento interno&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del PCC</a>&nbsp;ha incaricato i dipartimenti competenti di supervisionare le attività online delle comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, sia in Cina che a livello internazionale. Invitava specificamente il personale interno a criticare e creare discordia tra i membri chiave all&#8217;estero. Un altro documento ha evidenziato la necessità di intensificare gli sforzi contro la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni all&#8217;estero, richiedendo la raccolta di informazioni e dati interni alla Chiesa sul personale chiave, impiegando al contempo tattiche di infiltrazione, divisione e repressione.</p>



<p>Nell&#8217;agosto 2023, la Commissione Centrale per gli Affari Politici e Legali del&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCC ha emesso una direttiva classificata per dare il via a una &#8221;&nbsp;</a><a href="https://bitterwinter.org/ccp-launches-3-year-tough-battle-against-the-church-of-almighty-god/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Dura Battaglia</a>&nbsp;&#8221; triennale&nbsp;contro la CDO a partire dal 2024. La direttiva incaricava il&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ministry-of-state-security/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ministero della Sicurezza dello Stato</a>&nbsp;e della Pubblica Sicurezza di elaborare piani operativi specializzati incentrati sulle comunità della CDO all&#8217;estero.&nbsp;<a href="https://en.godfootsteps.org/persecution/annual-report-2024.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Insisteva</a>&nbsp;sull&#8217;intensificazione degli sforzi di intelligence, sull&#8217;intensificazione della sorveglianza delle abitazioni e degli spostamenti dei principali fedeli delle chiese all&#8217;estero e sull&#8217;adozione di misure per &#8220;colpire e smantellare i gruppi della CDO all&#8217;estero e intimidirne i membri principali, limitarne lo sviluppo e indebolirne la capacità operativa&#8221;. Inoltre, invitava il Ministero degli Affari Esteri e le ambasciate e i consolati cinesi a &#8220;migliorare le strategie di ricerca e risposta in paesi importanti come la Corea del Sud e le Filippine&#8221; per ostacolare la crescita della CDO all&#8217;estero.</p>



<p>Nel 2024, diversi&nbsp;<a href="https://en.godfootsteps.org/persecution/annual-report-2024.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documenti interni del PCC</a>&nbsp;hanno dimostrato che le autorità locali hanno emesso &#8220;Moduli per la raccolta di dati sulle indagini all&#8217;estero&#8221; destinati ai membri del CAG. Le agenzie di pubblica sicurezza hanno ricevuto istruzioni di potenziare le ricognizioni all&#8217;estero, &#8220;condurre indagini in regioni e paesi stranieri cruciali&#8221; e sfruttare le tecnologie dei big data per individuare modelli di comunicazione tra i membri all&#8217;interno e all&#8217;esterno della Cina.</p>



<p>Secondo il rapporto &#8220;Out of Sight, Not Out of Reach&#8221; dell&#8217;organizzazione internazionale&nbsp;per&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/human-rights/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i diritti umani&nbsp;</a><a href="https://freedomhouse.org/sites/default/files/2021-02/Complete_FH_TransnationalRepressionReport2021_rev020221.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freedom House</a>&nbsp;, la Cina è attualmente il più diffuso e avanzato aggressore della repressione transnazionale. La sua campagna si distingue per la sua ampia portata, la presenza globale e la varietà di tattiche impiegate.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://bitterwinter.org/wp-content/uploads/2025/09/Chinese-police.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="La polizia cinese sequestra materiale informativo della CAG." class="wp-image-51108"/><figcaption><em>La polizia cinese sequestra materiale informativo della CAG.</em></figcaption></figure>



<p><strong>Tentacolo 1: Coercizione tramite familiari in Cina per costringere i membri del CAG a tornare</strong></p>



<p>Caso 1: Yan Simeng (Italia)</p>



<p>Yan Simeng (pseudonimo) è fuggita in Italia nel settembre 2023 in cerca di asilo. Tra marzo e luglio 2024,&nbsp;la polizia&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del PCC ha contattato ripetutamente suo fratello, mostrandogli filmati di sorveglianza di Yan che cambiava treno più volte prima di lasciare la Cina, per fare pressione su di lui affinché la convincesse a tornare. A luglio, agenti del&nbsp;</a><a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/public-security-department/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dipartimento di Pubblica Sicurezza</a>&nbsp;provinciale hanno chiamato più volte il fratello di Yan, sostenendo che fosse impegnata in attività religiose all&#8217;estero. Gli hanno chiesto di trasmetterle un messaggio in cui le intimava di tornare in Cina entro una settimana e di rinunciare alla sua fede. L&#8217;hanno minacciata che, se si fosse rifiutata, la sua registrazione di famiglia (hukou) sarebbe stata revocata, implicando che sarebbe stata arrestata al rientro e avrebbe dovuto affrontare una potenziale lunga pena detentiva. L&#8217;hanno anche avvertita che avrebbe potuto essere &#8220;imprigionata a vita&#8221; e che ai suoi figli sarebbe stato impedito di sostenere gli esami di ammissione all&#8217;università, di arruolarsi nell&#8217;esercito o di sostenere gli esami per il servizio civile. Inoltre, hanno minacciato di annullare i benefici pensionistici dei suoi genitori.</p>



<p>La foto di Yan Simeng è stata successivamente pubblicata sul sito web cinese &#8220;Alleanza contro Dio Onnipotente&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://bitterwinter.org/wp-content/uploads/2025/09/CAG-refugees.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Rifugiati del CAG in Italia. Da Facebook." class="wp-image-51109"/><figcaption><em>Rifugiati del CAG in Italia. Da Facebook.</em></figcaption></figure>



<p>Caso 2: Sun Jinlang (Francia)</p>



<p>Nel 2015, Sun Jinlang fuggì in Francia. Nei due anni successivi, contattò due volte la sorella in Cina tramite QQ, una piattaforma social cinese. Preoccupati del monitoraggio delle chat online&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da parte del PCC</a>&nbsp;, le loro discussioni continuarono a riguardare argomenti tipicamente familiari. Ciononostante, Sun divenne presto un bersaglio delle autorità di pubblica sicurezza cinesi.</p>



<p>Nel 2017, funzionari del&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ministry-of-state-security/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ministero della Sicurezza dello Stato</a>&nbsp;contattarono ripetutamente la sorella di Sun, insistendo sul fatto che &#8220;i cittadini cinesi possono credere solo nel Partito Comunista&#8221;. Sostenevano che Sun Jinlang predicasse all&#8217;estero, dichiarando di essere pienamente a conoscenza delle sue attività. Diffondevano voci intimidatorie, affermando che molti erano stati deportati in Cina o addirittura picchiati a morte da stranieri. Le autorità le chiesero anche di collaborare recandosi in Francia per riportare indietro Sun, offrendosi di coprire metà dei costi. Quando rifiutò, minacciarono di imporre restrizioni per impedire a Sun di rientrare in Cina.</p>



<p>Dopo essersi reso conto che le forze di sicurezza dello Stato lo avevano identificato, Sun interruppe ogni contatto con la sorella.</p>



<p>Caso 3: Tong Zhou (Corea del Sud)</p>



<p>Nel 2018, Tong Zhou (pseudonimo) ha fatto arrestare la madre nello&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/xinjiang/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xinjiang</a>&nbsp;a causa delle sue convinzioni religiose. Durante la detenzione, è stata sottoposta a torture che le hanno causato un&#8217;insufficienza renale acuta. L&#8217;ospedale ha emesso un avviso di condizioni critiche ed è stata trasferita in terapia intensiva, dove è stata sottoposta a 102 ore di dialisi continua. Il suo peso è sceso da sessanta a quaranta chilogrammi in poco più di due mesi.</p>



<p>Mentre era ricoverata in ospedale, la polizia ha utilizzato le prove delle attività religiose di Tong Zhou in Corea del Sud, incluso il suo curriculum, per intimidire la madre. L&#8217;hanno avvertita che, una volta scaduto il passaporto di Tong, sarebbe stata rimpatriata forzatamente dalla Corea del Sud.</p>



<p>Altri casi</p>



<p>Esistono molti casi simili. Ad esempio, membri della CDO come Li Chao (pseudonimo) in Italia, Gao Ziming (pseudonimo) in Corea del Sud e Zhang Xing (pseudonimo) in Canada hanno tutti visto le loro famiglie in Cina affrontare ripetute visite della polizia, interrogatori, minacce e intimidazioni. Preoccupati che le loro famiglie potessero essere implicate, molti membri della CDO emigrati all&#8217;estero hanno interrotto ogni contatto con i propri cari. Rimangono vigili, preoccupati che agenti o informatori&nbsp;<a href="https://bitterwinter.org/Vocabulary/ccp/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del PCC</a>&nbsp;possano entrare in possesso delle loro informazioni personali.</p>
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