“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro (?)”

Di Martina Foglia
Il primo maggio festa dei lavoratori…Una definizione non proprio esatta perché secondo me c’è poco da festeggiare, continuano le morti sul lavoro a causa dell’assenza di sicurezza, gli strumenti di protezione, per i giovani è difficilissimo trovare lavoro E quando lo trovano, dopo mille peripezie e fatiche, vengono assunti di tre mesi in tre mesi, domandandosi: “E domani cosa sarà di me?”. Spesso sono costretti a prendere una decisione che non avrebbero voluto, cioè andare all’estero. Insomma in Italia avere un contratto stabile a tempo indeterminato è ancora un miraggio o per dirla in maniera più brutale forse una botta di culo? Non manca solo la sicurezza fisica, che possa rendere il posto di lavoro un posto protetto da pericoli così da evitare le morti che ancora oggi sono tantissime, troppe, ma manca anche la sicurezza psicologica, quella di poter dire: “Finalmente posso costruire un futuro solido qui nel mio Paese senza dover per forza andare via”. Per non parlare della fatica che fanno persone come me a trovare lavoro, persona con disabilità che alla fine rinunciano per troppi cavilli burocratici e barriere culturali nonché architettoniche.
Infine, vogliamo parlare della retribuzione esigua per non dire da fame che molti datori di lavori offrono? Badate bene il nostro governo avrebbe le risorse per investire nel lavoro, ma preferisce investire negli armamenti e finanziare le guerre!
Facciamo sentire la nostra voce per la tutela dei nostri diritti, che anche in quest’ambito vengono quotidianamente calpestati così come la nostra dignità di persone, di cittadini di un Paese, l’Italia, che non ci tutela! Articolo uno della costituzione: “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” (?): il punto di domanda per me è d’obbligo perché non ne sono più così sicura.




