<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ban Ki-moon Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/ban-ki-moon/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/ban-ki-moon/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 May 2016 08:02:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Ban Ki-moon Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/ban-ki-moon/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Cosa si è raggiunto nel primo Summit Umanitario Mondiale</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/28/cosa-si-e-raggiunto-nel-primo-summit-umanitario-mondiale/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/28/cosa-si-e-raggiunto-nel-primo-summit-umanitario-mondiale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2016 08:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[agenda]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ban Ki-moon]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla vita]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istanbul]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[summit]]></category>
		<category><![CDATA[umanitario]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6037</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Giulia Carlini Il 23 e 24 maggio il mondo si è riunito a Istanbul per il primo Summit Umanitario Mondiale, promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon. &#160; Il 2015 è&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/05/28/cosa-si-e-raggiunto-nel-primo-summit-umanitario-mondiale/">Cosa si è raggiunto nel primo Summit Umanitario Mondiale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">
<p align="LEFT">di Giulia Carlini</p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p>Il 23 e 24 maggio il mondo si è riunito a Istanbul per il primo Summit Umanitario Mondiale, promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ban_ki_moon_inf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6038" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6038 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ban_ki_moon_inf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ban_ki_moon_inf" width="400" height="266" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ban_ki_moon_inf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ban_ki_moon_inf-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p>Il 2015 è stato un anno importante per gli impegni presi dalla politica internazionale attraverso numerose convenzioni quali l&#8217;agenda 2020 per lo sviluppo sostenibile, la COP21 e l&#8217;Accordo di Sendai.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Ban-Ki Moon era trasformare queste promesse in progetti concreti da attuare negli anni a venire. Per questo motivo, attraverso la sua Agenda per l&#8217;Umanità, egli ha invitato i leader mondiali a concentrare i loro sforzi politici su 5 focus principali:</p>
<ol>
<li>prevenire e risolvere i conflitti</li>
<li>sostenere le norme del diritto umanitario internazionale a tutela dell&#8217;umanità</li>
<li>rendere i processi umanitari e di sviluppo il più inclusivi possibile</li>
<li>finalizzare le azioni umanitarie sul terminare il bisogno dell&#8217;aiuto</li>
<li>investire nelle competenze locali in situazioni di fragilità, calcolando i rischi e incentivando risultati collettivi.</li>
</ol>
<p>Il report del Segretario Generale ha quindi dato vita al primo Summit Umanitario Mondiale della storia, riscuotendo molto successo: 9000 i partecipanti provenienti da tutto il mondo, inclusi 55 capi di Stato e di Governo, centinaia di rappresentanti del settore privato e migliaia di persone dalla società civile e dalle ONG. Un vero e proprio tour de force umanitario composto da 7 tavole rotonde, 15 sessioni speciali, 132 eventi satellite, e due giorni di riunione plenaria.</p>
<p>Moltissime le iniziative, le alleanze, gli accordi e i progetti lanciati nel Summit per rispondere alla Call to Action del Segretario Generale. Grazie al suo carattere eccezionalmente aperto e multi-rappresentativo, il vertice è riuscito ad analizzare le sfide del nostro tempo sotto nuovi punti di vista, grazie alle differenti esperienze, risorse e capacità dei partecipanti.</p>
<p>Per quanto riguarda il primo punto dell&#8217;Agenda per l&#8217;Umanità, il dibattito si è concentrato sulle misure concrete di prevenzione ai conflitti da attuare già nei primi stadi delle crisi, e sulla creazione di una leadership politica in grado di risolvere pacificamente i conflitti tramite efficaci processi di mediazione a livello regionale ed internazionale in cui condividere le buone pratiche dei paesi usciti con successo dalle proprie crisi interne.</p>
<p>Il secondo focus è stato affrontato tramite l&#8217;avvio di misure concrete per il rispetto del diritto internazionale umanitario, con particolare risalto alla protezione delle donne dalle violenze sessuali e alla necessità di proteggere le strutture e il personale medico nelle zone di guerra.</p>
<p>Il discorso sull&#8217;inclusività dei processi umanitari ha visto invece protagonisti i migranti e gli sfollati interni, le donne, i giovani e i disabili, grazie a iniziative quali Education Cannot Wait – fondo per l&#8217;educazione nelle emergenze avviato con un impegno iniziale di 90 milioni di dollari – e la Carta per l&#8217;Inclusione delle Persone Disabili nell&#8217;Azione Umanitaria.</p>
<p>Si è riconosciuta la necessità di mettere al centro del processo decisionale le persone coinvolte dalle crisi, non più relegandole al ruolo di beneficiari, per riuscire a estirpare il bisogno di un intervento umanitario. Questo è stato il punto di partenza da cui lanciare numerose iniziative, come la Partnership di Preparazione Globale (che aiuterà i 20 paesi più vulnerabili a fronteggiare gli shock futuri entro il 2020), il Network delle Organizzazioni Regionali Umanitarie, l&#8217;Alleanza Globale per le Crisi Urbane e la Connecting Business Initiative (per unire le risorse e il know how del settore privato nelle situazioni di emergenza).</p>
<p>Infine, è stato sottolineato come ai bisogni umanitari si debba rispondere tramite un finanziamento adeguato e prevedibile. Per questo motivo i rappresentanti degli Stati Membri dell&#8217;ONU si sono impegnati per aumentare il Fondo Centrale di Risposta alle Emergenze fino a 1 miliardo di dollari, mentre i donatori e i partner umanitari hanno creato un Grande Patto con cui portare fino a 1 ulteriore miliardo di dollari i risparmi per l&#8217;azione umanitaria, da investire almeno al 25% direttamente negli attori umanitari locali e nazionali entro i prossimi cinque anni.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/05/28/cosa-si-e-raggiunto-nel-primo-summit-umanitario-mondiale/">Cosa si è raggiunto nel primo Summit Umanitario Mondiale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/05/28/cosa-si-e-raggiunto-nel-primo-summit-umanitario-mondiale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La storia di Samer Issawi: un altro detenuto palestinese nelle carceri israeliane</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/03/06/la-storia-di-samer-issawi-un-altro/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/03/06/la-storia-di-samer-issawi-un-altro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 06:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Abu Mazen]]></category>
		<category><![CDATA[Anp]]></category>
		<category><![CDATA[Ban Ki-moon]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Croce Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Issawi]]></category>
		<category><![CDATA[palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/03/06/la-storia-di-samer-issawi-un-altro/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Trentaquattro anni, Samer Issawi era stato arrestato nel 2002 per partecipazione alle attività di un gruppo militare palestinese ed era, poi, stato rilasciato nel 2011 nell&#8217;ambito dello scambio di prigionieri tra Hamas e Israele&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/03/06/la-storia-di-samer-issawi-un-altro/">La storia di Samer Issawi: un altro detenuto palestinese nelle carceri israeliane</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/samerissawi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/03/samerissawi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Trentaquattro anni,<br />
Samer Issawi era stato arrestato nel 2002 per partecipazione alle<br />
attività di un gruppo militare palestinese ed era, poi, stato<br />
rilasciato nel 2011 nell&#8217;ambito dello scambio di prigionieri tra<br />
Hamas e Israele (secondo l&#8217;accordo di Shalit). Dopo qualche mese,<br />
però, viene di nuovo imprigionato con l&#8217;accusa di aver violato i<br />
termini dell&#8217;accordo in quanto,forse, sarebbe uscito dai confini di<br />
Gerusalemme.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
 Issawi<br />
&#8211; dal 1 agosto scorso, di fronte al rifiuto da parte delle autorità<br />
israeliane di comunicare, con precisione, i motivi dell&#8217;arresto &#8211; ha<br />
iniziato uno sciopero della fame e della sete (quest&#8217;ultimo<br />
interrotto solo grazie all&#8217;intervento della Croce Rossa) che lo ha<br />
portato a pesare, oggi, 47 chili, a dover rimanere seduto su una<br />
sedia a rotelle e ad essere tenuto in vita da una flebo di glucosio e<br />
sali minerali.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Perchè<br />
questa protesta? L&#8217;uomo ha deciso di mettere in atto lo sciopero<br />
della fame per denunciare le condizioni di vita dei detenuti<br />
palestinesi nelle carceri israeliane, per ribellarsi alla cosiddetta<br />
“detenzione amministrativa” che lo stesso Rapporteur delle<br />
Nazioni Unite per i diritti umani, Richiard Falk, ha definito<br />
“detenzione disumana”. Il detenuto, infatti (come molti altri) al<br />
momento dell&#8217;arresto non ha avuto la possibilità di essere assistito<br />
da un avvocato e, ancora oggi, restano segrete le condizioni alla<br />
base dell&#8217;accordo di Shalit e, quindi, né Issawi né il suo attuale<br />
avvocato possono capire in che modo siano state violate.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A tutto<br />
questo si aggiunge che: quando, durante il processo di primo grado,<br />
l&#8217;uomo ha cercato di salutare la madre e la sorella, gli agenti lo<br />
hanno colpito al collo, al torace e allo stomaco; le autorità hanno,<br />
inoltre, tagliato il collegamento idrico alle abitazioni dei suoi<br />
parenti e hanno arrestato altri due fratelli.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In rete<br />
si moltiplicano gli appelli per salvare la vita di Issawi e per la<br />
messa in atto di un giusto processo. Si è mossa anche l&#8217;Anp: il<br />
presidente, Abu Mazen, ha chiesto alla comunità internazionale di<br />
intervenire e a lui si è aggiunto Mahamoud Abbas che ha scritto una<br />
lettera al segretario generale Ban Ki-moon.</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/03/06/la-storia-di-samer-issawi-un-altro/">La storia di Samer Issawi: un altro detenuto palestinese nelle carceri israeliane</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/03/06/la-storia-di-samer-issawi-un-altro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
